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Cronaca e Giudiziaria

“Tutti per Uno”, 16 imputati a processo nell’inchiesta sui falsi certificati medici

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Avezzano – Dovranno comparire dinanzi al Gup del Tribunale di Avezzano il 25 gennaio prossimo 16 degli indagati nella vicenda “Tutti per Uno”, anche nota come “l’Emporio dei falsi certificati”. La richiesta è stata avanzata dal sostituto procuratore Roberto Savelli nei confronti di Arnaldo Aratari di Gioia dei Marsi, figura chiave nella vicenda, indagato insieme alla moglie Tiziana Mascitelli – entrambi sottoposti agli arresti nell’ambito dell’inchiesta – e al suocero, Guglielmo Mascitelli, che compariranno dinanzi al giudice insieme ad Angelo Gallese, medico psichiatra della Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila e responsabile del Centro d’igiene mentale di Avezzano, altro personaggio cardine della vicenda, Luigi Maiello, agente di polizia penitenziaria di Avezzano, Maria Palma Di Biase di San Benedetto dei Marsi, Paolo Di Bella di Avezzano, Gino Arioli di Ortucchio, medico, Njiac Shahini di Avezzano, Orlando Morelli di Avezzano, Ida Morelli di Avezzano, l’ex consigliere e assessore regionale Mario Panunzi di Avezzano, Paola Fracassi di Avezzano, Carmine Macerola, carabiniere in congedo di Cerchio, Giuseppe Agostinacchio, carabiniere in pensione originario di Roma. In aula dovrà comparire anche Gianluca Alfonsi, consigliere provinciale e finanziere di Gioia dei Marsi, accusato di aver rivelato alcune informazioni ad Aratari, suo compaesano, circa indagini che riguardavano quest’ultimo.

La complessa indagine, condotta dai militari della Guardia di Finanza, coordinati dal comandante Alessio Grillo, ha disvelato un radicato sistema illecito fondato sulla compravendita di certificati, utilizzati per gli usi più disparati, dall’ottenimento di previdenze sociali ai permessi per evitare di comparire nelle aule di giustizia, ai permessi di lavoro fino all’ottenimento delle destinazioni di lavoro più gradite. L’indagine aveva provocato un vero terremoto nella Marsica, per la tipologia dei reati al centro dell’inchiesta e il coinvolgimento di personaggi di spicco nella vicenda. L’operazione era nata da una precedente indagine che vedeva coinvolto il manager Arnaldo Aratari, patron della Medisalus, nel mirino degli investigatori per indebita percezione di previdenze INPS, l’inchiesta si era allargata a macchia d’olio, tratteggiando, anche attraverso l’uso, da parte dei finanzieri, di “cimici” e telecamere nascoste, un ampio sistema fraudolento.

Proprio nelle scorse settimane il Tribunale di Avezzano aveva rigettato la richiesta di dissequestro integrale dei beni riconducibili ad Arnaldo Aratari, posti sotto sequestro nell’ambito del processo che vede lo stesso Aratari accusato di aver attestato false invalidità, disponendo solo il dissequestro di alcuni beni e ordinando approfondimenti: Arnaldo Aratari aveva ottenuto la previdenza INPS, lasciando il lavoro da insegnante, per un quadro patologico di “assoluta gravità”, su cui il GIP ha chiesto ulteriori accertamenti anche a seguito delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, che hanno certificato come l’Imprenditore si cimentasse in attività incompatibili con le patologie per cui percepiva la pensione. Anche nel corso dell’inchiesta “Tutti per Uno” le Fiamme Gialle di Avezzano si sono avvalse di intercettazioni ambientali e telefoniche, pedinamenti e riprese video, che hanno permesso l’ottenimento di una imponente mole di materiale, documentazione che sarà al vaglio dei giudici del Tribunale avezzanese. Nel collegio difensivo gli avvocati Franco Colucci, Mario Del Pretaro, Antonio Milo, Antonio Valentini, Dario Visconti, Antonio Pascale e Cesidio Di Salvatore.

Cronaca e Giudiziaria

Carte di credito clonate, marsicani truffati con mail o telefonate

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Avezzano – Gli è stata clonata la carta di credito prepagata dopo l’arrivo di una telefonata. Vittima della truffa è stato un 80enne residente nella Marsica. L’uomo ha riferito di una telefonata in cui, spacciandosi per l’istituto di credito che gestisce la carta prepagata a lui in uso, gli è stato chiesto di fornire il pin per sbloccare un fantomatico pagamento. Il malcapitato ha fornito il codice segreto e solo dopo si è accorto che gli erano stati sottratti 150 euro.
Anche una donna ha raccontato di essere stata raggirata al fine di prelevare denaro dalla carta di credito a lei intestata, solo che in questo caso la truffa è avvenuta tramite una mail in cui veniva comunicato un nuovo codice personale della carta e per ottenerlo bisognava fornire quello vecchio. Ignara ed in buona fede la donna ha fornito il pin che, anche in questo caso, è stato utilizzato dai malfattori per rubarle una somma di denaro. Si tratta di due casi denunciati nei giorni scorsi nella Marsica, ma le truffe con lo stesso modus operandi potrebbero essere molte di più. I truffati hanno sporto denuncia ed è stata avviata un’indagine per cercare di smascherare gli impostori. fdm

 

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Cronaca e Giudiziaria

Rubato un furgone carico di attrezzi da lavoro nella notte, bottino da 4mila euro

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Avezzano – Un furgone con attrezzi da lavoro è stato rubato nella notte nel quartiere sud della città. Si tratta di un doblo di colore grigio chiaro con bande nere laterali targato DV549TE. Il furto è stato messo a segno dopo le due, ora in cui sarebbe rincasata la figlia del proprietario che ha dichiarato che a quell’ora il mezzo era ancora parcheggiato al suo posto. Disperato il proprietario del mezzo, un artigiano del posto che si occupa di termoidraulica edilizia, ora rimasto privo di strumenti utili per poter continuare a svolgere il proprio lavoro. Non è ancora certa l’entità del furto, da una prima stima potrebbe aggirarsi intorno ai 4mila euro. L’uomo ha sporto denuncia ai carabinieri della locale stazione che hanno avviato un’indagine. Un furto di mezzi da lavoro era stato denunciato circa tre settimane fa a Luco dei Marsi ai danni della ditta Nena di Barrea, appaltatrice dei lavori per la banda larga. Oggetto del furto una fresatrice del manto stradale, una speciale ruota scavatrice e un camion con braccio meccanico. In questi caso gli inquirenti hanno ipotizzato che ad operare sia stata una banda di specialisti che avrebbe agito su commissione. [Leggi qui] fdm

 

 

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E’ originario di Meta l’operaio gravemente ferito nell’incendio di Nocera Inferiore

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Marsica – Sono tutti marsicani i cinque operai rimasti feriti nell’incendio divampato intorno alle 2.35, tra giovedì e venerdì scorsi, all’interno della galleria ferroviaria Santa Lucia sulla linea Napoli-Salerno.
Gli operai marsicani sono dipendenti della Salcef, ditta che opera per conto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS). Il più grave dei cinque è F.N., 40 anni originario di Meta, frazione di Civitella Roveto, ma residente a Sezze. L’uomo avrebbe riportato “ustioni profonde sul 30 % del corpo – ha fatto sapere la direzioni sanitaria dell’ospedale Cardarelli di Napoli, dove l’operaio marsicano si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva grandi ustionati. Le sue condizionisono gravi, ma non è in pericolo di vita“.
Feriti lievemente i quatto compagni di squadra, tutti originari della zona di Tagliacozzo, che hanno riportato ferite lievi e intossicazione da fumo.
Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti. Da una prima ricostruzione l’operaio, impegnato in lavori di manutenzione programmata, sarebbe stato investito da una fiammata originatasi da una fuga di gas accidentale. I cinque operai marsicani sono stati soccorsi dai medici del 118. La Procura di Nocera Inferiore ha aperto un fascicolo sull’incidente occorso in galleria. Mentre Rfi nell’“esprime solidarietà ai lavoratori coinvolti – ha fatto sapere che – sta approfondendo la  dinamica  dell’accaduto”.  fdm

 

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Violentò una bambina di 11 anni in un garage, marsicano condannato

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Marsica – È stato condannato a scontare 5 anni e 7 mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale su minore. Si tratta di M.S., di 65 anni di un paese marsicano, colpevole secondo il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Avezzano di aver violentato, in un garage, circa quattro anni fa, una bambina di 11 anni. L’uomo, rappresentato dall’avvocato Franco Colucci, è stato condannato con rito abbreviato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’allontanameto da luoghi frequentati da minori, oltre che ad un risarcimento danni di 80 mila euro nei confronti della parte civile rappresentata in giudizio dall’avvocato Mauro Ciofani. L’accusa aveva richiesto una condanna di nove anni.

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Spaccio di droga: fermati due marocchini, in casa oltre 3 mila euro e un bilancino

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Avezzano – Nelle tarda serata di ier,i 12 novembre 2018, i militari della Stazione Carabinieri di San Benedetto dei Marsi, coadiuvati da quelli di Trasacco e dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Avezzano, coordinati dal Capitano Pietro Fiano, hanno tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, Y.C. 25enne ed hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano per il medesimo reato S.E.Y, 44enne, entrambi originari del Marocco, già noti alle forze dell’ordine. I militari hanno intercettato e fermato lungo via Sandro Pertini di Avezzano, una Fiat Punto con a bordo quattro cittadini marocchini. Sottoposti a perquisizione personale ed uno di loro è stato scoperto mentre cercava di occultare due panetti di “hashish” per un peso complessivo di 200 grammi e cinque dosi di “cocaina” per un peso complessivo di 6 grammi. Nella successiva perquisizione domiciliare eseguita presso l’abitazione di un altro dei sospettati è stato rinvenuto un bilancino di precisione e  3.300 euro. Il primo è stato dichiarato immediatamente agli arresti domiciliari mentre il secondo deferito in stato di libertà.

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Rapina un noto negozio di Avezzano armato di taglierino, arrestato un 32enne

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AvezzanoRapina armato di taglierino un noto esercizio commerciale di Avezzano, 32enne avezzanese con pregiudizi di polizia finisce ai domiciliari. L’ordinanza di misura cautelare è stata eseguita questa mattina dagli agenti del Commissariato di Avezzano ed è stata emessa dal GIP del Tribunale di Avezzano Anna Carla Mastelli su richiesta del P.M. Lara Seccaccini. L’uomo, nel mese scorso, aveva rapinato un negozio del centro di Avezzano. La successiva immediata attività di indagine del personale della Squadra Anticrimine del Commissariato ha accertato la sicura responsabilità del reato.

 

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Tangenti negli appalti pubblici dei comuni della Marsica, chiesto rinvio a giudizio per 33 indagati

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Avezzano – Il sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Avezzano Maria Proia, ha chiesto il rinvio a giudizio per 33 degli indagati coinvolti in un giro di presunte tangenti in materia di appalti pubblici in vari comuni della Marsica. Imprenditori e politici marsicani sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta, estorsione, concussione, falso, riciclaggio, usura e responsabilità amministrativa del legale rappresentate della società in relazione al reato della corruzione.

Bianchini Maurizio, D’Aurelio Federico e Salucci Angelo dovranno rispondere di corruzione e turbativa d’asta insieme a Babusci Luigi, Di Cesare Martorano, Del Corvo Gianluca, Dominici Luca, Di Stefano Francesco, Tonelli Claudio, Quaglieri Mario, Pignatacci Guido, Manzoni Luca, Venditti Paolo, Bonaldi Ermanno, Piccone Filippo, Gatti Mario, Maurizi Aurelio, Salvatore Manfredo e Ciaccia Luigi, nonché: Quaglieri Paola per il reato di estorsione, atto posto ai danni del Capogna per averlo costretto a versare € 6.000,00 a titolo di sponsorizzazione della locale squadra di calcio; Marcelli Francesco Maria per più episodi di usura commessi nell’arco temporale ottobre 2008 – dicembre 2011 consistenti in una elevatissima somma di denaro; Buccitti Fabio per il reato di riciclaggio, avendo egli emesso una falsa fattura nell’anno 2011 relativa ad un’operazione inesistente per € 70.320,00, somma versata dal Capogna Angelo a Paolini Danilo e Santomaggio Mariano quale prezzo della loro intermediazione nell’aggiudicazione delle gare per l’affidamento del servizio di pubblica illuminazione; Aureli Mario, Di Cesare Martorano, Tonelli Claudio e Palumbo Domenico per il reato di concussione, commesso nella loro qualità di tecnici, dirigenti, funzionari o sindaci nei Comuni di Trasacco, Villavallelonga ed Avezzano, attività consistita nel richiedere pagamenti o prestazioni di servizi o a loro favore o a favore di terzi o finalizzata all’assunzione dei propri familiari (Di Cesare Martorano); De Angelis Corrado, per il reato di estorsione per aver costretto il Capogna Angelo a pagare la somma di € 20.760,00 ai fini di uscire dall’associazione temporanea di imprese con cui era stata vinta la gara della pubblica illuminazione del Comune di Collelongo; Piperni Cesidio, Morgante Elio, Frigioni Vittoriano, Del Corvo Gianluca, Bonaldi Ermanno ed Attili Giampiero per l’approvazione nel settembre 2011 della delibera di giunta del Comune di Celano inerente un progetto ritenuto inesistente da parte della Procura.

L’inchiesta condotta dalla Procura di Avezzano, relativa a fatti riconducibili agli anni 2009/2012 e riferita a presunte illegittimità poste in essere in sette Comuni della Marsica: Avezzano, Cerchio, Trasacco, Collelongo, Villavallelonga, Celano e Ortucchio, in relazione agli appalti e gestione del servizio di pubblica illuminazione di volta in volta attuato ed attivato nei citati Comuni. Il tutto nasce dalle circostanziate dichiarazioni dell’allora legale rappresentante della fallita società Saridue srl, Capogna Angelo, il quale, nei due interrogatori ai pubblici ministeri del 25 e 28 febbario 2015 e nei successivi sei interrogatori resi alla squadra mobile della Questura dell’Aquila del 16 e 28 marzo, 1 aprile, 9 e 28 maggio e 1 giugno 2015,ricostruì e confermò l’intera vicenda che lo vede coinvolto nel ruolo di corruttore per i singoli e specifici episodi contestati di corruzione e turbativa d’asta, oltre che nel reato di associazione a delinquere insieme ai coindagati Tedeschi Gianfranco, Paolini Danilo e Santomaggio Mariano – attualmente capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Avezzano – per fatti presumibilmente commessi dall’anno 2009 all’anno 2014. A fronte degli interrogatori resi dal Capogna e dei riscontri, testimonianze e documenti, la pubblica accusa ha ricostruito quando accadeva presso gli uffici tecnici dei vari Comuni e ha cristallizzato le contestazioni nei confronti delle singole persone coinvolte.

Ampio il collegio difensivo composto dagli avvocati: Leonardo Casciere, Roberto Verdecchia, Antonio e Pasquale Milo, Mario Stefano Guanciale, Roberto Marino, Domenicantonio Angeloni, Paolo Colaiuda, Franco Colucci, Carlo Polce, Gianclemente Berardini e Mario Flammini.

 

 

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