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Tensioni, disordini e contestazioni durante il consiglio comunale sul mercato, interviene la polizia locale

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Avezzano – E’ stato un consiglio comunale affollato e carico di tensioni quello che si è svolto in serata al comune di Avezzano. L’assise civica è stata convocata in seduta straordinaria, su richiesta dei consiglieri di opposizione, per discutere l’annosa questione dello spostamento del mercato. La sala era gremita di ambulanti e al momento del voto finale sono scoppiati i disordini. Maggioranza e opposizione sono rimaste ferme ognuna sulle proprie convinzioni: la prima ha ribadito lo spostamento a nord, mentre la seconda ha cercato di mediare affinché il mercato possa restare in centro. Alla fine della seduta gli ambulanti insorti hanno abbandonato l’aula infuriati mentre i consiglieri sono stati scortati fuori da palazzo di città dagli agenti della polizia locale intervenuti sin dall’inizio del consiglio. Tensioni e contestazioni non sono mancate anche fuori l’edificio. In più occasioni gli agenti, guidati da Luca Montanari, hanno dovuto ripristinare l’ordine pubblico tra gli intervenuti.

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  1. RENZACCIO

    23 ottobre 2018 at 18:06

    PERCHE’ INSISTONO GLI AMBULANTI PER LORO SAREBBE LO STESSO IN QUALSIASI POSTO…..MA LA GENTE PERO’ NO’ LA GENTE NON CI ANDRA’ PIU’ E LORO CHE FANNO A CHI VENDONO….. !!!!

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Orsi morti annegati, WWF: “Si convochino subito gli stati generali sull’Orso”

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Balsorano – Anche il WWF interviene duramente in merito alla morte dei tre orsi annegati in una vasca di raccolta delle acque all’interno di un fondo privato tra Balsorano e Villavallelonga. “La morte di tre individui di Orso Bruno marsicano tra i comuni di Balsorano e Villavallelonga, nella Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, rappresenta un fallimento per tutti: nessuno che abbia una qualche responsabilità in campo ambientale può dirsi innocente. Come WWF – dichiara l’associazione – vorremmo guardare negli occhi il Ministro dell’Ambiente, i Presidenti delle Regioni dell’areale dell’Orso, prime fra tutte Abruzzo, Lazio e Molise, i tanti sindaci che amministrano questi territori, i responsabili delle aree protette a partire dallo storico Parco d’Abruzzo e via via tutti coloro che possono fare la differenza, come gli operatori delle forze di polizia, i magistrati, gli imprenditori, ecc. Vorremmo guardare tutti negli occhi e chiedere se veramente vogliamo salvare l’Orso bruno marsicano. Dobbiamo dircelo chiaramente – continua il WWF – perché non è possibile che tre Orsi muoiano per non aver messo in sicurezza una vasca di raccolta dell’acqua dove 8 anni fa erano morti altri due Orsi nello stesso identico modo. La responsabilità è veramente di tutti perché continuiamo ad approcciarci a questa specie come se non ne rimanessero solo 50 individui prima della sua definitiva estinzione. Tutti gli sforzi fin qui fatti vengono vanificati in una sola giornata in cui abbiamo perso il 5% della popolazione. Vogliamo veramente prenderci la responsabilità di distruggere in 50 anni uno dei più bei risultati dell’evoluzione del nostro Pianeta? Vogliamo veramente far scomparire il simbolo delle nostre montagne? – si chiede l’associazione ambientalista – Ad ogni Orso morto siamo qui a ripeterci che va cambiato passo, che non c’è più tempo da perdere, che tutti devono fare la loro parte… poi passa una settimana e ogni cosa riprende come prima: chi spara a un orso viene assolto in tribunale, la Regione Lazio non limita la caccia nelle zone dove è presente l’Orso e il TAR di Roma non interviene, si progettano nuovi (fallimentari) bacini sciistici o si asfaltano vecchie strade su montagne abruzzesi dove è accertata la presenza del plantigrado, si costituiscono addirittura comitati contro l’Orso e le norme che lo tutelano… Smettiamola di agire in questo modo. Forse è già troppo tardi, ma proviamo a fare qualcosa. Diamo concretezza a quanto dichiariamo nei convegni. Attuiamo quanto ci dice chi studia la specie da decenni e diamo un nuovo impulso alla conservazione dell’Orso e del suo habitat. Come WWF da più di un anno stiamo proponendo gli Stati generali dell’Orso, come momento di rilancio della battaglia per la sua tutela sull’Appennino e sulle Alpi. Mettiamo in campo le forze migliori, ma soprattutto facciamo quanto deve essere fatto, prima che sia troppo tardi” conclude.

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Dalla Provincia 440mila euro per il ponte sul fiume Giovenco

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Bisegna – La IV  Commissione  ‘Bilancio, Patrimonio, Personale’  della Provincia dell’Aquila, con la presidenza del consigliere Mauro Tirabassi,  su proposta del consigliere delegato alla viabilità Gianluca Alfonsi, ha dato il via libera alla variazione di bilancio per  che permette di stanziare 440.000 euro per la sistemazione del ponte di Bisegna. “Questo provvedimento – dichiara il Presidente della Commissione Viabilità Gianluca Alfonsi – è un ulteriore passaggio che consentirà di riaprire questa importante arteria di comunicazione tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise con in territori della Marsica, frutto di un di un impegno costante e quotidiano sulla problematica. Esprimo, inoltre, il personale ringraziamento al consigliere Alfonsino Scamolla che, con il sottoscritto, ha sempre seguito tutta la vicenda”. E’ di questi giorni la notizia che l’area sottostante il Ponte sul fiume Giovenco verrà delimitata per consentire le operazioni di bonifica da ordigni inesplosi e residuati bellici. A seguire, grazie ai fondi stanziati con l’odierno provvedimento, unitamente alle somme già erogate dalla Regione Abruzzo (attraverso un’iniziativa consiliare del Presidente della Commissione Bilancio Maurizio Di Nicola), inizieranno i lavori di puntellamento per restituire immediata transitabilità in sicurezza e finalmente riaprire questa importante direttrice.”Inoltre, abbiamo già dato notizia dei lavori che stanno interessando alcuni tratti della strada, ovvero l’affidamento per la sistemazione e messa in sicurezza attraverso piantumazioni di essenze arboree sulla scarpata al km. 2+050 e il rifacimento del piano viabile in tratti alterni”.
Soddisfazione e apprezzamento è stata espressa dal Presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, alla commissione per questa importante deliberazione  e al presidente della commissione viabilità  Gianluca Alfonsi per aver contribuito con il consigliere Alfonsino Scamolla alla ormai imminente soluzione del problema.

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Il KO Team di Maurizio Pollicelli fa il pieno di medaglie ai campionati regionali di Kick Boxing

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Trasacco – Il KO Team Organization delle palestre di Luco dei Marsi, Trasacco e San Benedetto dei Marsi, fa il pieno di medaglie ai campionati regionali di Kick Boxing di Abruzzo e Molise che si sono svolti a Fossacesia lo scorso 10 novembre. La KO team ha iscritto 45 atleti, un record storico che pone la societá al vertice per numero di atleti in attivitá. Tanti gli ori conquistati da Alice Venditti, Marco Sabatini, Cristian Favoriti, Simone Liberale, Carlo Di Cola, Tomas Baldassare e Claudio Palenca Tabulazzi. Si sono aggiudicata la medaglia d’argento Francesco Bruno, Omar Rancitelli, Martina Magnante, Ilaria Angelucci, Alessandro Bucci, Emilio Oddi, Mauro Taricone, Federica Presutti, Nicola Minini e Francesco Curti. Bronzo per Nicolas Caniglia, Maria Rosaria Civitareale, Edison Le Donne, Marco Leone e Asia Musti. Importante quarto posto per Federica Piccone, Cristel Di Gaetano e Thomas Salvi che garantisce loro l’accesso alle fasi interregionali. Tanti i giovanissimi nella sezione ” gioco sport” – Isabel Colangelo, Alessandro Iacutone, Stefano Andreas, Nicolò Tarquini e Gloria Piccone. “É stata una bella giornata di sport. Tanti giovanissimi debuttanti grazie al lavoro degli ottimi Claudio Palenca Tabulazzi ,Tomas Baldassare e Rona Musti. Qualche rammarico per l’esito di due finali oro : sinceramente, e per esperienza, l’oro era sicuramente dei miei atleti. Gli arbitri hanno deciso diversamente, suscitando anche le dure reazioni del pubblico presente “ è il commento del presidente e coach della KO Team Maurizio Pollicelli ” Il bilancio resta positivo in vista della fase interregionale di Roma”.
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Il dottor Marianetti porta a Detto Fatto il caso di una donna abruzzese affetta da malattia rara

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Avezzano – Il medico marsicano Tito Marianetti ha portato a Detto Fatto il caso di una donna abruzzese affetta da malattia rara. La protagonista del tutorial, andato in onda oggi pomeriggio nel programma di Rai 2, è Chiara Ronchi, una ragazza abruzzese di 30 anni affetta da Cutis Laxa, rarissima malattia che causa un invecchiamento precoce dei tessuti di tutto il corpo. Chiara è intervenuta in trasmissione nello spazio dedicato alla chirurgia estetica del volto a cura del dottor Marianetti di Avezzano. La ragazza si è sottoposta ad un intervento di lifting cervico facciale, per ritrovare l’aspetto congruo ad una donna della sua età. L’intervento della durata di cinque ore, trasmesso in diretta, è stato effettuato presso la clinica L’Immacolata di Celano. “Chiara meritava di tornare a guardarsi serenamente allo specchio – ha dichiarato il medico marsicano – è stato un’operazione lunga che ha ricollocato adeguatamente guance, tempie ed occhi: tutte le incisioni sono state nascoste tra la capigliatura e intorno all’orecchio, pertanto le cicatrici sono praticamente invisibili”. La trentenne di Pescara si è detta entusiasta dell’opportunità che la trasmissione le ha regalato: “Ringrazio infinitamente la generosità della trasmissione e del dottore che mi hanno permesso di potermi operare gratuitamente. Ho capito fin dal primo incontro che il dottor Marianetti mi avrebbe cambiato la vita, ora finalmente posso tornare a concepirmi come una ragazza della mia età”. La cutis laxa è una rarissima malattia (si stima che al mondo siano presenti solo 400 casi) ereditaria o acquisita del tessuto connettivo per la quale al momento non vi è una cura definitiva: Chiara Ronchi, sfortunatamente non ha mai incontrato nessuno in Italia affetto dalla sua stessa patologia: “spero che dopo la messa in onda della puntata di oggi, possa essere contattata da persone affette dal mio stesso problema, è molto importante condividere le paure di una malattia al momento ancora sconosciuta”. Nonostante le incertezze derivanti da una condizione così difficile, Chiara ha un incredibile grinta e determinazione: “voglio dar voce alla mia malattia, facendola conoscere in tutta Italia; Sto pensando di creare un’associazione che possa in qualche modo incentivare la ricerca ad occuparsi di questa patologia”.

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Orsi morti, Legambiente: denunciare proprietari del fondo, era già accaduto nel 2010

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BalsoranoLegambiente interviene duramente sulla morte dei tre orsi, una femmina e due cuccioli dell’anno, avvenuta ieri in Abruzzo tra i comuni marsicani di Balsorano e Villavallelonga in una zona esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, e lo fa chiedendo sanzioni per i responsabili, maggiori poteri al Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise oltre ad un impegno straordinario del Ministero per salvare l’Orso”. 
“Sono stati rinvenuti morti in una vasca per la raccolta dell’acqua piovana nella Zona di perimetrazione esterna del Parco d’Abruzzo tre orsi, una mamma adulta e due cuccioli nati nell’ultimo anno. Sconvolge la notizia dell’accaduto – tuona l’associazione – perché viene vanificato il lavoro di tanti anni di conservazione della specie, ma indigna il fatto che nella stessa vasca nel 2010 vennero trovati morti una mamma di orso e il suo cucciolo – sottolinea – Anche allora la modalità del rinvenimento e le causa della morte furono simili a quelle di ieri, come sono identiche le responsabilità’ degli dei proprietari del fondo, sempre gli stessi,  che non hanno custodito in maniera adeguata  e resa sicura un’area che si sapeva frequentata dagli orsi.  Anche l’Ente parco aveva più volte richiamato i proprietari dell’area ad ottemperare alle misure richieste per rendere più sicura la vasca di raccolta dell’acqua. Tutti richiami inascoltati, com’è stato un errore nel 2010 non denunciate alle autorità giudiziarie i proprietari della terra. Allora abbiamo chiesto – continua Legambiente – perché non si fosse proceduto contro chi, a nostro avviso, aveva una responsabilità oggettiva di quanto accaduto e ci aspettiamo che i vertici attuali dell’Ente parco non commettano lo stesso errore e procedano con una doverosa denuncia penale per accertare le responsabilità, ed io questo caso Legambiente sarà a fianco dell’Ente nell’azione giudiziaria. Quanto accaduto, inoltre, segnala un’altra urgenza e cioè la necessità  di assegnare al Parco ulteriori poteri e risorse  per intervenire in maniera più efficacemente nella Zona di perimetrazione esterna al Parco, la zona dove negli anni sono stati rinvenuti molti orsi deceduti, sono stati più frequenti gli incedenti e dove sono presenti molti fattori di rischio per la tutela della specie. Una prima azione che l’Ente parco potrebbe mettere in atto, d’intesa con il Ministero e le Regioni, è proprio il censimento delle strutture e infrastrutture pericolose presenti nella Zona di perimetrazione esterna, e una volta censite queste strutture, come l’inutile vasca di raccolta dell’acqua teatro dell’incidente, il parco o il Ministero devono poter intervenire per mettere in sicurezza o eliminare il pericolo. Spesso – conclude nella nota l’associazione ambientalista – si chiedono sforzi straordinari alle aree protette per tutelare questa specie a rischio di estinzione, ma in casi come questi occorre dare al Parco poteri speciali e risorse supplementari per risolvere i problemi, ridurre i rischi ed eliminare i detrattori ambientali presenti nel territorio”.

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Messa in ricordo dello scialpinista avezzanese Antonio Viola a dieci anni dalla morte

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Avezzano – A dieci anni dalla scomparsa, il coro “Sibilla” CAI Macerata intende ricordare in un concerto lo scialpinista avezzanese Antonio Viola, deceduto il 22 novembre 2008 a Brunico e al quale nel 2011 è stata intitolata una cima del Monte Velino. Le celebrazioni della Santa Messa, seguita dall’esecuzione di canti alpini, avranno luogo sabato 17 novembre, alle 17, nella chiesa di San Rocco ad Avezzano.

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Il Vescovo Pietro Santoro celebra una messa per la Giornata mondiale dei poveri

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Avezzano – In occasione della Giornata mondiale dei poveri che si celebrerà domenica 18 novembre, il Vescovo Pietro Santoro presiederà la celebrazione eucaristica, domani sabato 17 novembre alle 17, 30 nella Chiesa di Madonna del Passo in Avezzano. Parteciperanno le aggregazioni laicali e i gruppi Caritas parrocchiali e di volontariato.

L’indirizzo che Papa Francesco ha voluto apporre a questa Giornata è chiaramente espresso dalle parole del Salmo 37, che ha ispirato il suo Messaggio per la Giornata mondiale dei Poveri 2018. “Questo povero grida e il Signore lo ascolta”. Il contenuto del Messaggio si sviluppa intorno a tre verbi: “gridare”, “rispondere” e “liberare”. Per ognuno di questi tre, Papa Francesco elabora una breve sintesi esistenziale che provoca a riflettere. Anzitutto, − si domanda, − “come mai questo grido, che sale fino al cospetto di Dio, non riesce ad arrivare alle nostre orecchie e ci lascia indifferenti e impassibili?”. Il Papa risponde positivamente affermando che: “È il silenzio dell’ascolto ciò di cui abbiamo bisogno per riconoscere la loro voce. Se parliamo troppo noi, non riusciremo ad ascoltare loro. Spesso, ho timore che tante iniziative pur meritevoli e necessarie, siano rivolte più a compiacere noi stessi che a recepire davvero il grido del povero. In tal caso, nel momento in cui i poveri fanno udire il loro grido, la reazione non è coerente, non è in grado di entrare in sintonia con la loro condizione. Si è talmente intrappolati in una cultura che obbliga a guardarsi allo specchio e ad accudire oltremisura se stessi, da ritenere che un gesto di altruismo possa bastare a rendere soddisfatti, senza lasciarsi compromettere direttamente.”
Il Papa afferma, inoltre, che la povertà “non è cercata, ma creata dall’egoismo, dalla superbia, dall’avidità e dall’ingiustizia. Mali antichi quanto l’uomo, ma pur sempre peccati che coinvolgono tanti innocenti, portando a conseguenze sociali drammatiche”. Prendendo come icona il racconto del cieco Bartimeo (cf. Mc 10,46-52), Papa Francesco attesta nel Messaggio che tanti poveri si sono identificati in questo povero ai margini della strada, che molti volevano zittire. Anche oggi, sostiene il Papa, “le voci che si sentono sono quelle del rimprovero e dell’invito a tacere e a subire”.
Per questo il richiamo di Papa Francesco è forte e lapidario: “Sono voci stonate, spesso determinate da una fobia per i poveri, considerati non solo come persone indigenti, ma anche come gente portatrice di insicurezza, instabilità, disorientamento dalle abitudini quotidiane e, pertanto, da respingere e tenere lontani.” . La risposta dei credenti, pertanto, ha bisogno di essere coerente e deve sapere che un comportamento contrario, non solo rende indifferenti nei confronti dei poveri, ma paradossalmente allontana da Dio che sta loro vicino.
Da ultimo, il Papa mette in guardia dal “giocare per avere il primato di intervento”. Chiede, anzitutto ai cristiani di comprendere “quanto sia distante il nostro modo di vivere da quello del mondo, che loda, insegue e imita coloro che hanno potere e ricchezza, mentre emargina i poveri e li considera uno scarto e una vergogna”. Al contrario, i discepoli di Cristo “sono chiamati a rendere loro onore, a dare loro la precedenza, convinti che sono una presenza reale di Gesù in mezzo a noi”. Questa è una veritiera opera di liberazione, perché aiuta a creare le condizioni necessarie per rispettare la dignità delle persone più deboli.
La Chiesa con questa Giornata intende ribadire la sollecitudine della comunità cristiana verso quanti vivono ai margini della società a causa della loro condizione di povertà. Acquisisce così solidità la tradizione fortemente voluta da Papa Francesco nel 2016 di avere una Giornata Mondiale dedicata ai Poveri. In piena aderenza a questo magistero, la premura del Santo Padre e della Chiesa vuole essere una chiamata per la comunità cristiana all’ascolto che si trasforma poi in intervento, in azione concreta, per affermare a voce alta il rifiuto dell’indifferenza e dell’impassibilità che attanagliano questo periodo storico più di altri. È un invito all’incontro con le diverse forme di sofferenza ed emarginazione in cui vivono tanti uomini e donne che siamo abituati a disegnare con il termine di “poveri”. Di fronte a questa multiforme sofferenza e a questo grido di aiuto si impone la prima clamorosa verità su cui questo Messaggio si fonda: il Signore ascolta! La speranza di un Dio che ascolta viene proclamata per quanti a loro volta cercano l’abbraccio del Padre. Nessuno, dunque, può sentirsi escluso dall’amore di Dio; specialmente in un mondo che eleva spesso la ricchezza a primo obiettivo e rende chiusi in se stessi. Non è vano quindi il grido del povero. Non solo, questa dimensione relazionale di grido-ascolto ricorda come ogni iniziativa di aiuto e assistenza debba essere inquadrata in questa prospettiva di incontro con l’altro e non, invece, nel circuito chiuso dell’autocompiacimento delle coscienze. Papa Francesco con le parole del Salmo, infine, consegna un messaggio di grande speranza, introducendo un’espressione di enorme impatto: «Ho cercato il Signore: mi ha risposto». È disarmante la semplicità con cui è espresso l’esito di questa ricerca. Il Signore, dunque, risponde! Per chi è nell’indigenza, questa certezza illumina una notte spesso sconfinata, che non conosce l’alba.

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