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Cronaca e Giudiziaria

Scuole sicure, ecco l’elenco

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Circa 37 milioni di euro di fondi Par-Fas sono stati ripartiti dalla giunta regionale, a seguito di avviso pubblico, per interventi su edifici comunali (per 18milioni 620 mila euro) e scolastici (18milioni 300 mila euro). Il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, ha incontrato – presente l’assessore ai Lavori pubblici Donato Di Matteo – i beneficiari per pervenire alla definizione di strumenti definiti “pattizi” che la Regione sta predisponendo. Ecco l’elenco dei Comuni e delle scuole finanziate per complessivi 18 milioni 620 mila euro: Orsogna (350 mila euro), Pineto scuola materna (750mila), Altino scuola primaria (105mila), Atessa scuola media (390 mila), Palena scuola materna (250mila), Balsorano realizzazione nuovo edificio (420mila), Gissi nuovo blocco scuola primaria (300 mila), Tortoreto scuola elementare (422.500 mila), Corropoli scuola materna (153.773 mila), Castellalto Polo scolastico (664.279 mila), Fara San Martino scuola media (93 mila), Bomba scuola materna (48 mila), Fossacesia Polo scolastico (600 mila), San Salvo scuola media “D’acquisto” (690 mila), Cupello scuola elementare (413 mila), Castel Frentano scuola elementare (270 mila), Giulianova scuola media “Bindi” (526.870 mila), Chieti scuola primaria di via Lanciano (455.400 mila), Lama dei Peligni scuola elementare (135 mila), Civitaquana scuola materna (250 mila), Rocca San Giovanni scuola materna (52.500 mila), Vacri scuola materna (250 mila), Teramo scuola media “Zippilli” (459.403 mila ), Rosciano scuola materna (96 mila), Atessa scuola San Silvestro e scuola Monte Marcone (104 mila), Casoli (385 mila), Lanciano scuola elementare “Rocco Carabba” (500.3611 mila), Pizzoferrato scuola materna (120 mila), Torricella Peligna scuola media (299.300 mila), Casalbordino scuola primaria “Mattei” (600 mila), Città Sant’Angelo scuola media “Giansante” (649 mila), Tollo scuola elementare “Nicolini” (245 mila), Ripa Teatina scuola elementare e media (255 mila), Casacanditella scuola elementare e media (182 mila), Casalincontrada scuola materna (255 mila), Cepagatti scuola materna (377 mila), Montesilvano scuola elementare “De Zelis” (200 mila), Montesilvano scuola elementare “Mazzocco” (126 mila). L’elenco degli istituti provinciali: L’Aquila/Roccaraso Istituto alberghiero (1,924 mln); Chieti Liceo scientifico “Masci” (608 mila), Chieti Itis “Di Savoia” (999 mila); Pescara Istituto “Misticoni-Bellisario” (1,332 mln) Pescara/Alanno Convitto agrario (768 mila).

Ecco l’elenco dei Comuni ai quali sono stati finanziati per complessivi 18 milioni 300 mila euro i lavori di messa in sicurezza di edifici destinati a sedi municipali e altre funzioni pubbliche comunali: Civitella Roveto (749.710 mila), Pratola Peligna (1 milione), Vacri (730 mila), Carpineto Sinello (500mila), San Buono (651.441 mila), San Salvo (1,070 mln), Picciano (344 mila), Pollutri (593 mila), Pietranico (500 mila), Roccamontepiano (465 mila), Giuliano Teatino (469 mila), Rosciano (406 mila), Cupello (750 mila), Fraine (450 mila), Cepagatti (518 mila), Perano (310 mila), Crognaleto (750 mila), Roccapia (498 mila), Caramanico Terme (648 mila), Bomba (500 mila), Collepietro (500 mila), Introdacqua (720 mila), Manoppello (897 mila), Pennadomo (280 mila), Tornimparte (159 mila), Taranta Peligna (300 mila), Pretoro (500 mila), Carsoli (159 mila), Sant’Eusanio del Sangro (748 mila), Nocciano (330 mila), Miglianico (750 mila), Pianella (989 mila) e infine Ancarano (59 mila euro).

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Cronaca e Giudiziaria

Scontri e danneggiamenti, la sconfitta dello sport in una giornata da dimenticare

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Avezzano – Lanci di oggetti, auto e arredi danneggiati, una giornata da dimenticare per il calcio nostrano. É il bilancio della “prima” di serie D che ha visto protagoniste l’Avezzano calcio e la blasonata Cesena. Meno blasonati le decine e decine di ultrà romagnoli – e diversi locali non sono stati da meno, all’interno dello stadio – che prima, durante e dopo hanno dato filo da torcere alle forze dell’ordine, trasformando un gioioso pomeriggio di sport in un’esperienza da dimenticare.

L’incontro era “segnato in rosso” sul calendario sportivo, tanto che l’amministrazione aveva disposto il divieto di vendita di alcolici per 700 metri intorno allo stadio, così come il divieto di introdurre, vendere e consumare bevande in bottiglia e contenitori di vetro all’interno dello stesso. Già prima dell’inizio della gara,  nella zona di via Napoli, erano stati segnalati tafferugli, con lanci di oggetti e tensione tra le tifoserie, prontamente contenuti dalla polizia

La situazione è degenerata all’interno dello stadio, con le tifoserie che a più riprese hanno tentato di forzare i cancelli per invadere il campo. Sull’1 a 1 l’arbitro ha sospeso la gara, ripresa dopo 5 minuti; la sospensione non ha spento le intemperanze, arginate dalla polizia in assetto antisommossa. Fuori dallo stadio la tifoseria del Cesena è stata contenuta a fatica dalla polizia, tra lanci di oggetti, cariche di alleggerimento e lacrimogeni. Poteva essere gestito meglio il transito dei tifosi ospiti in città, dall’ingresso al deflusso? Indubbiamente sì, e il pensiero di molti è andato ad altri, recenti, sforzi organizzativi. Ma è mai possibile che occorra allestire gabbie e mobilitare decine di agenti di polizia per dare luogo a un incontro di calcio? É il caso di interrogarsi sulla “normalizzazione” di certe derive, sui motivi per cui una gara venga vissuta da molti come l’occasione per dare sfogo a violenze, aggressività, frustrazioni, con l’idea di essere più o meno garantiti, nel branco, dall’anonimato, seppure solo ipotetico. Per la cronaca: la gara finisce 2 a 1 per il Cesena, che mette a segno la rete della vittoria al 94′, risultato beffardo per un’ottima Avezzano che dà del filo da torcere agli ospiti fino all’ultimo minuto; la sconfitta più amara però, resta quella dello sport, siglata dalla frettolosa ritirata dei tanti genitori, con i piccoli al seguito, che avevano accompagnato i loro bambini allo stadio per un pomeriggio di sano tifo e allegria.

 

 

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Cronaca e Giudiziaria

Avezzano, la ASL: “Sotto controllo il caso di tubercolosi”

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Il giovane nordafricano, proveniente dalla provincia di Isernia, dove era stato ricoverato 10 giorni fa, è trattato con i consueti protocolli.

Imedici: “Nessun pericolo. I ricoveri avvengono ogni anno, rientrano nella norma e riguardano sia italiani sia stranieri poiché sono forme di patologia stabili, presenti da anni”

Avezzano – Un giovane nordafricano è ricoverato da una decina di giorni al reparto malattie infettive dell’ospedale di Avezzano per una tubercolosi. La situazione è sotto controllo, sia sul piano igienico-sanitario sia sotto quello epidemiologico, e viene gestita secondo i consueti protocolli e con la somministrazione delle specifiche terapie.

“Va precisato”, dichiara il manager Rinaldo Tordera, “che i ricoveri per tubercolosi, di italiani e stranieri, sono un fatto che rientra nella norma, avvengono ogni anno e vengono trattati e curati dalla specifica Rete della Asl. Anche quest’anno all’ospedale di Avezzano sono stati curati con questa patologia diversi pazienti di nazionalità italiana e di altre etnie”. Il direttore di malattie infettive dell’ospedale di Avezzano, Maurizio Paoloni, ribadisce che non esiste alcun pericolo di diffusione e che si tratta di forme di tubercolosi stabili, cioè sempre presenti nel corso degli anni. Il reparto di malattie infettive dispone di stanze a pressione negativa che garantiscono l’isolamento del paziente dall’esterno.

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Cronaca e Giudiziaria

Avezzano, migrante nordafricano ricoverato per tubercolosi

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Avezzano – É stato ricoverato nell’ospedale di Avezzano perché affetto da tubercolosi. Si tratta di un giovane nordafricano che era ospite del Centro di Accoglienza temporaneo di Isernia.

Lo ha reso noto il direttore sanitario dell’Agenzia sanitaria regionale del Molise (Asrem), Antonio Lucchetti.

“Alcuni giorni fa un giovane nordafricano è stato ricoverato all’ospedale di Isernia. Dopo una prima diagnosi è stato trasferito ad Avezzano e dall’Uoc Malattie Infettive è arrivata la conferma”, ha spiegato Lucchetti all’Ansa, “Per questo gli altri ospiti del Cat e tutte le persone con cui è entrato in contatto sono state sottoposte al test della tubercolina. I risultati arriveranno tra qualche giorno, ma posso anticipare che siamo tranquilli poiché nessuno ha manifestato sintomi sospetti”.

Antonio Lucchetti ha anche aggiunto che “negli stessi giorni una persona della provincia di Isernia era stata ricoverata, prima nell’ospedale cittadino, poi trasferita ad Avezzano, per sospetto di Tbc. Gli esami a cui è stato sottoposto il soggetto nel nosocomio abruzzese hanno dato, in questo caso, esito negativo”.

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Attualità

Niente cemento nel parco Sirente-Velino, vittoria delle Associazioni

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Abruzzo – Vittoria al TAR delle associazioni ambientaliste sulla lottizzazione di Prato della Madonna in pieno Parco naturale regionale del Sirente-Velino.

La sentenza, di straordinaria importanza per la tutela di tutti i Siti di Interesse Comunitario in Italia, verrà illustrata in dettaglio domani,  venerdì 14 settembre,  a Pescara, in via Conte di Ruvo 111, nella sede dello studio legale che ha curato il ricorso, nel corso di una conferenza stampa. Il TAR dell”Aquila ha accolto il ricorso contro la lottizzazione di Prato della Madonna a Rocca di Mezzo nel parco Regionale Sirente-Velino.

Migliaia di mc di cemento avrebbero coperto un’area di fondamentale importanza per la biodiversità, con specie rarissime protette a livello comunitario. Il ricorso, curato dall’avvocato Gianni Piscione, per conto delle associazioni LIPU, Mountain Wilderness e Italia Nostra e con il supporto della Stazione Ornitologica Abruzzese e di Salviamo l’Orso, ha permesso di risolvere a favore dell’ambiente una vertenza che durava da anni.

La sentenza, inoltre, oltre a sancire la sconfitta delle ipotesi edificatorie in piena area protetta, rappresenta una pietra miliare per la tutela dei Siti di Interesse Comunitario in Italia e sarà di fondamentale importanza per tanti altri casi di attacco alla natura nel Belpaese.

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Abruzzo

Incidente mortale Capistrello, si indaga per omicidio stradale

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Capistrello – C’è un indagato in relazione al decesso delle due donne di Capistrello, N.P. di 51 anni e M.B. Di 30 anni, rispettivamente madre e figlia, avvenuto ieri in seguito ad un incidente stradale sulla ex super strada del Liri. Si tratta di A.B., di 48 anni di origine rumena e residente a Frosinone, indagato dalla procura della Repubblica di Avezzano con l’ipotesi di reato di omicidio stradale. L’uomo era alla guida della sua auto, quando per circostanze ancora da chiarire, ha impattato la vettura delle due donne all’altezza della galleria del Salviano che collega Avezzano a Capistrello. Per chiarire le cause dell’incidente, lunedì prossimo, alle ore 15, il pm Elisabetta Labanti disporrà il conferimento dell’incarico per l’accertamento tecnico sulle salme delle vittime. L’uomo è difeso d’ufficio dal legale Felice Iacoboni.

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Abruzzo

Incidente mortale super strada liri, decedute madre e figlia

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Ex super strada Liri – Una donna e la figlia, N.P. di 51 anni e M.B. di 30 anni di Capistrello, hanno perso la vita in seguito ad un grave incidente stradale avvenuto sulla ex super strada del Liri all’altezza dell’uscita della galleria del Salviano tra Avezzano e Capistrello. Le due donne viaggiavano a bordo di un’utilitaria quando, per cause ancora in corso di accertamento, è avvenuta una collisione con un’altra automobile sulla quale viaggiavano tre persone che sono state trasportate in pronto soccorso dagli operatori del 118.  Quest’ultime non sembrerebbero in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Avezzano che hanno estratto i corpi delle vittime e messo in sicurezza l’area.

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Cronaca e Giudiziaria

Violenza sessuale di gruppo su una minorenne, indagati due stranieri

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Marsica. Sono stati accusati  di violenza sessuale di gruppo ai danni di una minorenne di tentata violenza privata per aver cercato di costringerla a non denunciare l’accaduto. Si tratta di due magrebini, uno di 24 anni e l’altro di 20 anni, residente anche in Marsica, che a dicembre scorso avevano indotto la vittima a seguirli in un vicolo del paese marsicano dove vive la ragazza, costringendola poi a subire atti sessuali contro la sua volontà. Dopo averla violentata, hanno fatto in modo, attraverso varie minacce, che la minore non raccontasse l’accaduto, senza però giungere allo scopo desiderato. La ragazza, infatti, ha raccontato l’episodio ai genitori che hanno denunciato il fatto all’autorità giudiziaria. I due indagati, difesi dagli avvocati Gianluca e Pasquale Motta e dal legale Francesco Olivieri, sono stati raggiunti nei giorni scorsi da una richiesta di incidente probatorio inoltrata dal pubblico ministero al giudice delle indagini preliminari affinché venga assunta la testimonianza della minore.

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