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Sanità

Sanità, Abruzzo a metà classifica nel ranking delle regioni

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Con 152 punti e un trend in crescita, l’Abruzzo si attesta al decimo posto della classifica dei sistemi sanitari. In queste settimane, come riporta Repubblica, si sta calcolando come si sono comportate le regioni nel 2013. I dati saranno ufficializzati ad aprile. Il punteggio più alto, quello che si prenderebbe ottenendo il massimo in tutti gli indicatori, è 225. La Toscana con un exploit significativo si è fermata a 214 e in un anno ha scavalcato l’Emilia (204), diventando la prima in classifica.

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Abruzzo

L’AQUILA, CHIRURGIA: 2018 DA RECORD: 881 INTERVENTI IN PIU’

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Effetti virtuosi: mobilità attiva, nuove tecnologie e giovani talenti approdati alla Asl da regioni del Nord.

PER LA FINE DELL’ANNO CORRENTE SI VA VERSO LA SOGLIA DELLE 12.000 OPERAZIONI

L’ACQUISTO DEL ROBOT DA VINCI E ATTIVAZIONE DELL’ORTOPEDIA UNIVERSITARIA ALLA BASE DEI RISULTATI DOVUTI A UN PROGETTO AVVIATO 3 ANNI FA.

IL SALUTO DI TORDERA ALLA SCADENZA DEL MANDATO: “SI PROSEGUA SU QUESTA STRADA, SENZA CAMPANILISMI”
“GRAZIE A CHI HA COLLABORATO CON ME: 3 ANNI DI DURO LAVORO E UNA GRANDE ESPERIENZA UMANA E PROFESSIONALE”

AQUILA – Eccezionale performance, nel 2018, della chirurgia dell’ospedale di l’Aquila che ha eseguito 881 interventi in più rispetto all’anno precedente. Un forte incremento, che ha riportato il San Salvatore sulla scena della sanità che conta, capace di far impennare la mobilità attiva (utenza da fuori), reperire nuovi talenti del bisturi (da altre regioni) e attivare nuove, importanti tecnologie. Gli 881 interventi in più del 2018 riguardano sia la chirurgia ordinaria sia il day surgery (operazioni con un giorno di ricovero) e costituiscono il frutto di un progetto avviato 3 anni fa dalla direzione. In virtù dell’aumento dell’attività dell’anno scorso il numero di interventi complessivi, a fine 2019, potrebbe avvicinarsi alla soglia dei 12.000, tenendo conto che l’ospedale viaggia sulle 11.000 operazioni l’anno. Tre i pilastri di questo investimento: l’acquisto del robot chirurgico da Vinci, la riorganizzazione del blocco operatorio e l’attivazione dell’ortopedia universitaria. Col robot, il cui acquisto fu caldeggiato oltre un anno fa dal dr. Luigi Di Clemente, direttore di urologia, nel 2018 sono stati effettuati 240 interventi con modalità che hanno spostato in alto il livello della qualità e della sicurezza. Il braccio meccanico, utilizzato in sala operatoria, ha infatti permesso di eseguire operazioni di grande precisione molto complesse (tra cui la chirurgia addominale e d’ urgenza) e, soprattutto, col minimo tasso di invasività che porta a minore sofferenza e a degenze più brevi. La chirurgia robotica, oltre a richiamare utenti da altre regioni, ha avuto l’effetto di attirare nuovi, giovani chirurghi nell’orbita della Asl, due dei quali provenienti da Regioni del nord. L’altro filone che ha ridato smalto e grande slancio al settore è stato la chirurgia ortopedica universitaria, diretta dal prof. Vittorio Calvisi che, affiancato dal prof. Giandomenico Logroscino (proveniente dall’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma) ha effettuato, nel primo anno di attività, 500 interventi. La forte accelerazione dell’attività operatoria, che ha riguardato in particolare la neurochirurgia, diretta dal dr. Alessandro Ricci e la chirurgia epato-bilio-pancreatica, diretta dal dr. Roberto Vicentini, si inquadra all’interno dell’azione svolta dalla task force del blocco chirurgico, istituito col supporto della direzione sanitaria di presidio, diretta dalla dr.ssa Giovanna Micolucci. Un gruppo di lavoro che ha riportato tra i chirurghi, dopo anni di tensioni interne, un clima di collaborazione e di fiducia, a cui molto hanno contribuito il reparto di anestesia e rianimazione, diretto dal prof. Franco Marinangeli, e il servizio infermieristico.
“Alla scadenza del mio mandato”, dichiara il manager Rinaldo Tordera, “esprimo l’auspicio che chi guiderà la Asl dopo di me possa portare avanti il lavoro svolto, superando i campanilismi tra i singoli ospedali, continuando gli investimenti e proseguendo nell’opera di risanamento del bilancio intrapresa in questi ultimi anni. Ringrazio tutti i dipendenti della Asl e in particolare la squadra dei miei più stretti collaboratori per l’impegno profuso. Sono stati 3 anni di duro lavoro all’interno di una grande esperienza umana e professionale”

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Abruzzo

LANCIANO: BIMBA DI 8 ANNI SI SVEGLIA DAL COMA : “NON SMETTETE MAI DI LOTTARE” (VIDEO)

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Diventa virale il video della piccola lancianese che lotta contro una malattia rara La gioia del papà: dopo aver sentito la musica della mamma è tornata alla vita.

https://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJThttps://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJT
Ha aperto gli occhi e ha sorriso vedendo i genitori Serena e Filippo. Elisabetta ce l’ha fatta. Un’altra volta, l’ennesima volta ha riabbracciato la vita, a cui si aggrappa con tutte le sue forze da 8 anni.
Ha solo 8 anni infatti la bimba lancianese che lotta contro una malattia rara che anziché abbatterla l’ha resa una guerriera.
Con lei ci sono i genitori, le sorelle, i compagni di classe, la parrocchia di Sant’Antonio e una città intera. A raccontare il suo risveglio dal coma dopo un mese, che sa di miracolo, sono i genitori e un video che su Fanpage è stato visto migliaia di volte. Un video che è un messaggio di speranza e un inno alla vita. Un risveglio avvenuto dopo che la mamma Serena, ballerina, aveva danzato nell’ospedale di Ancona dove è ricoverata la bimba, con l’ex ballerino di Amici Ivan Cottini, affetto da sla. «Un caso, una coincidenza», commenta il papà Filippo, scenografo, «mia moglie Serena e Ivan stavano lavorando ad un videoclip di beneficenza con il comitato genitori dei bambini cardiopatici Torrette di Ancona. Ma Serena lo aveva avvisato che si fermava perché Elisabetta era in coma. Ivan allora le ha voluto fare una sorpresa. Si è presentato in ospedale per ridarle un sorriso grazie alla danza e hanno ballato emozionando tutti. Appena rientrata in stanza la sorpresa più grande: il cuore di Elisabetta aveva ricominciato a battere regolarmente e dopo un po’ lei è uscita dal coma lasciando increduli persino i medici».
Era in coma dal 1° febbraio, dopo un interminabile intervento al cuore. L’ennesimo, perché la piccola, affetta dalla sindrome di George che colpisce un bambino su quattromila, e una cardiopatia rara congenita aveva già subito altri 7 interventi. «I primi sei nel primo anno e mezzo di vita», riprende il papà, «che abbiamo vissuto qui all’ospedale di Ancora. Il 31 gennaio è stata sottoposta al nuovo intervento a cuore aperto: 36 ore interminabili ore di operazione con problemi infiniti e la sua piccola vita appesa ad un filo. Noi lì come sempre a sperare, pregare. Poi la sorpresa a Serena, la danza e il risveglio di Elisabetta e un recupero che i medici stentano a spiegare, anche se è ancora in terapia intensiva e i problemi non sono tutti risolti».
Elisabetta però lotta, non vuole saperne di stare allungata, si vuole sedere – cosa estremamente difficile da fare dopo quello che ha passato – guarda i disegni dei compagni di classe. È debilitata, scioccata, ma nonostante tutto, sorride alla vita.
«Lei è speciale», riprende il papà, «prima di entrare in sala operatoria ha indossato una maglietta con su scritto “buon lavoro a tutti”, ai medici che l’hanno operata. Viviamo giorno per giorno. Ci addormentiamo nella speranza che ci sia un domani, con le sue difficoltà, ma che ci sia. Ti confronti con altri genitori che sono qui, nel reparto di cardiochirurgia pediatrica diretto da Marco Pozzi, ti aggrappi alla speranza, alla fede, alla scienza e alla ricerca che va sostenuta. Grazie alla ricerca anche Elisabetta magari potrà ritardare gli interventi che dovrà fare e vivere meglio. Ai genitori che hanno figli malati vogliamo dire di non arrendersi, di continuare a sperare. La malattia di un figlio ti toglie il respiro, ti cambia il sorriso e ti spegne gli occhi ma il tuo cuore batte anche per quello del tuo guerriero, se serve. E quando tutto sembra essere perduto, la vita ti stupisce».

Fonte articolo: ilcentro.it

Fonte video : fanpage.it

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Altri articoli

IL DISTROFICO FELICE GRAZIE A DIO

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Evento: domenica 17 marzo alle 17

Marco Solimeo sarà ad Avezzano
e presenterà il suo libro Il distrofico felice grazie a Dio
<https://www.facebook.com/MarcoSolimeo81/?__tn__=K-R-R&eid=ARCN8dFNcrZazT9fkxo_ps0KXGxo0e5sp0XtcaHy8mP5J60fhNjJyUvI8uHavl4jA1BUH_DDIN8FQO0i&fref=mentions&__xts__%5B0%5D=68.ARDeAeEJ6LfM7zViAuXHM7gN99UlBDFOi10gv2Ovq7AyeNq8sETfddtRZ4AW6oU269U5Yv8LfwwFQerFSU9UTkSSA2ZbvkGYknbk6I4Ur4XJrwo7CR7wr7qjYff5d76AH27WlAQsqzwpfJJ6Tm2fglF_CVIKmKt07ucpTSnwDS6Nob-qWy1wpc0x8yyTgJ3I_ZxAw1qMfTIg6jmwd47o3cJwFk1q2ZyAqz0Yx0tqJ5OnY4kSTZwAgwuCONDo53hysFzUDnJdqyrckWFlnve-Q1K0Q_py3dEdp-9hFryPI6D5FWZvKskePofte_SgGX8PC5A>
.
Insieme al vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, un pomeriggio di confronto sui temi legati alla vita, al dolore, alla malattia
,alla forza e all’amore, che alla fine è quello che vince su tutto.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Diocesi di Avezzano

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Abruzzo

L’AQUILA: MACCHINARIO ALL’AVANGUARDIA (IN ABRUZZO SOLO AL SAN SALVATORE)  CHE EVITA LA  CADUTA DEI CAPELLI NEI PAZIENTI CHE FANNO CHEMIOTERAPIA

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MERCOLEDI’ 13 MARZO, ALLE ORE 11.00 , CONFERENZA STAMPA IN OSPEDALE

Un macchinario, di cui in Abruzzo dispone solo L’Aquila e che è presente in pochi ospedali italiani, che evita la caduta dei capelli nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia, con importanti risvolti non solo sul piano estetico ma soprattutto sul quello psicologico. Il macchinario verrà presentato nel corso della conferenza stampa fissata mercoledì 13 marzo alle ore 11.00 all’ospedale di L’Aquila, nella sala Dal Brollo.
Saranno presenti il manager della Asl, Rinaldo Tordera, il prof. Corrado Ficorella direttore di oncologia, insieme alla dr.ssa Katia Cannita, il prof. Carlo Maschiocchi prorettore dell’Università e il vice sindaco Guido Liris.

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In Evidenze

FARMACO ANTIBIOTICO RITIRATO A TITOLO CAUTELATIVO DAL MERCATO. ECCO IL LOTTO E INFO

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Un ritiro a scopo cautelativo, specifica la Società Zambon Italia, di
un antibiotico dal mercato. Nello specifico si tratta del lotto n.
358759 prodotto il 06-20018 con scadenza 06/2021 della specialità
medicinale MONURIL, AD OS GRAT 2BUST 3G – AIC 025680024. Il
provvedimento, si è reso necessario a seguito di un test OOS “unknown
impurities” effettuato durante lo studio di stabilità. MONURIL, è
indicato nella prevenzione e nel trattamento di infezioni acute non
complicate delle basse vie urinarie causate da germi sensibili alla
fosfomicina.

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Abruzzo

ASL1 – La confusa situazione dei lavoratori delle manutenzioni degli immobili

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Poiché la salute del servizio sanitario della nostra provincia passa anche per la corretta e efficiente manutenzione degli immobili e poiché ciascuno di noi contribuisce attravero il versamento delle tasse a sostenere l’intero servizio sanitario, è opportuno che a tutti sia chiaro cosa succede anche sul fronte della manutenzione degli immobili della ASL1 di L’Aquila-Avezzano-Sulmona.
Solo negli ultimi 8 mesi è accaduto che i circa 90 lavoratori addetti alle manutenzioni degli impianti elettrici, di riscaldamento, degli ascensori e alle lavorazioni edili all’interno della ASL1, dipendenti di aziende appaltatrici, pur continuando a fare il lavoro che svolgono da almeno 15 anni a questa parte, hanno dovuto subire: licenziamento con mancato pagamento del TFR, riassunzione non per tutti e a condizioni contrattuali diverse, per alcuni trasformazione del contratto da full time a part-time, azzeramento dell’anzianità di servizio, per circa 30 persone mancato pagamento dello stipendio da parte del datore di lavoro e nuovo giro di licenziamento e riassunzione da parte di altra società con ulteriore cambio di contratto…
Un caos totale che oltretutto traguarda i lavoratori solamente fino al 31 marzo 2019, giorno di scadenza degli appalti in essere per le manutenzioni.
Ciò che accadrà il giorno dopo, a oggi non è dato sapere!

Ci si trova a dover constatare che in un settore come quello delle manutenzioni degli immobili del servizio sanitario che più stabile non potrebbe essere, regna una tale incertezza che solo grazie all’esperienza e alla professionalità dei lavoratori non si tramuta in disservizio per gli utenti.

E così, nonostante nulla sia cambiato nello svolgimento quotidiano della loro attività, questi lavoratori si trovano a subire un danno morale e materiale che li costringe a non poter programmare con serenità la vita delle loro famiglie a causa dell’instabilità del posto di lavoro.

Tenuto conto degli impegni assunti dalla ASL1 anche attraverso la sottoscrizione del verbale di riunione del 28 gennaio 2019, chi è chiamato a decidere assuma al più presto su di sé la responsabilità di mettere ordine in questa situazione, per rispetto e nell’interesse dei lavoratori coinvolti e di tutti gli utenti degli ospedali della nostra provincia

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Abruzzo

L’AQUILA, VIA A DUE NUOVI SERVIZI: PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA E PARTO INDOLORE

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MANAGER TORDERA: “OSPEDALE PIỨ ATTRATTIVO VERSO ALTRE REGIONI, Ẻ UN SALTO DI QUALITA’”

Il trattamento per le coppie sterili affidato al dr. Franco Lisi che ha fatto parte dell’équipe del prof. Simon Fishel che nel 1990 ottenne la prima gravidanza al mondo iniettando uno spermatozoo in un ovocita con micromanipolatore.
A breve la Asl comunicherà all’utenza modalità di prenotazione e recapiti per fruire della prestazione.

Per l’avvio della partoanalgesia, che dopo l’Aquila verrà estesa agli altri ospedali della provincia, sono stati formati 25 operatori tra ostetriche, ginecologi e anestesisti.

L’AQUILA – All’ospedale di L’Aquila, entro il mese corrente, verranno avviate due nuove prestazioni destinate ad alzare l’asticella della qualità: la procreazione medicalmente assistita e il parto indolore. “L’inizio delle nuova attività”, dichiara il manager della Asl, Rinaldo Tordera, “è un altro tassello importante nel cammino intrapreso dall’azienda per rendere sempre più appetibile l’offerta sanitaria, attirare utenza dalle regioni vicine e al contempo rafforzare gli standard di assistenza in tutta la provincia. Il parto indolore, dopo l’Aquila, verrà introdotto gradualmente in tutti gli ospedali della nostra Asl”
La procreazione assistita. Il medico incaricato di effettuare i trattamenti per la procreazione assistita è il dr. Franco Lisi che prenderà servizio il 15 marzo prossimo (affiancato dalla biologa Carla Tatone e dai professori Sandro e Felice Francavilla, andrologi). Lisi, che per la procreazioneassistita ha diretto diversi centri nella sanità privata, nel 1990 ha fatto parte dell’équipe diretta dal prof. Simon Fishel che ottenne la prima gravidanza al mondo iniettando uno spermatozoo in un ovocita con micromanipolatore. Prima che la macchina organizzativa del nuovo servizio possa entrare a regime al San Salvatore ci vorranno alcuni giorni. Espletato questo passaggio sarà la Asl a comunicare alle utenti come fare, quando e chi chiamare per prendere appuntamento. Si tratterà di una ripresa graduale dell’attività della fecondazione in vitro, sospesa dopo il terremoto che colpì la città. Le coppie con problema di infertilità (in Italia una su quattro) potranno quindi rivolgersi all’ospedale San Salvatore che erogherà la prestazione in base ai Lea (livelli essenziali di assistenza). Per usufruirne si pagherà un ticket di circa 500 euro (il restante costo della prestazione è a carico della Regione). L’Aquila offrirà il servizio articolandolo su 2 livelli che comprendono l’inseminazione intrauterina e la fecondazione in vitro. Il trattamento per la fecondazione medicalmente assistita avverrà esclusivamente in regime ambulatoriale (dura alcune ore). Grazie a queste prestazioni aggiuntive i reparti di ostetricia e ginecologia e di neonatologia, diretti rispettivamente dal prof. Giulio Mascaretti e dalla dr.ssa Sandra Di Fabio (a capo del dipartimento materno-infantile) renderanno ancora più appetibile la loro offerta assistenziale.
La partoanalgesia (parto indolore) verrà attuata in due momenti: il 18 marzo comincerà a funzionare lo specifico ambulatorio ed entro il mese corrente ci saranno i primi parti senza sofferenza. L’attività ambulatoriale svolgerà un ruolo preliminare al parto e si occuperà della parte clinica (esami) e di quella burocratica (consenso informato, cartelle ecc.). Il parto indolore sarà assicurato dal reparto di anestesia e rianimazione, diretto dal prof. Franco Marinangeli, in stretta collaborazione con i reparti di ostetricia e neonatologia. In questa prima fase di ‘rodaggio’ il parto senza dolore verrà assicurato solo nelle ore diurne e nei giorni feriali; in un secondo momento, dopo che l’intera organizzazione si sarà consolidata, coprirà l’intera giornata. 25 gli operatori, tra anestesisti, ostetriche e ginecologi, che hanno seguito corsi di formazione ad hoc. La partoanalgesia, dopo l’Aquila, verrà estesa a tutti gli ospedali della Asl.

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