Connect with us

Cultura

Rocco Papaleo si confessa ai nostri microfoni: “A quasi 60 anni sono ancora un sognatore”

Pubblicato

on

La nave da crociera “Buena Onda” di Rocco Papaleo prosegue la sua avventura attraverso i maggiori teatri italiani. Martedì sera tappa di questo viaggio è stato il Teatro dei Marsi di Avezzano, in cui l’attore e regista lucano, coadiuvato dello straordinario Giovanni Esposito, ha portato in scena lo spettacolo del teatro-canzone. E’ stato lo stesso Papaleo ad esporci la volontà di rendere parte attiva dello show il pubblico presente in sala: “Vogliamo che si sentano come i passeggeri di una nave da crociera, che possano divertirsi ed emozionarsi insieme a noi. Con Giovanni e la nostra ciurma composta da ottimi musicisti, promettiamo una vera e propria crociera dove l’orchestrina jazz vi intratterrà facendovi ballare e divertire”.

Per l’occasione gli spettatori hanno abbandonato le loro classiche vesti per mettersi in gioco e trasformarsi in passeggeri della nave, divenendo parte integrante dell’intero spettacolo. L’interazione tra pubblico ed attori è stata totale, con Esposito sugli scudi a coinvolgere l’audience presente con battute, gag e cori. Prima di lasciarsi andare alle nostre domande, Papaleo vuole lanciare un messaggio: “Non abbiate paura di divertirvi, anche a costo di sembrare buffi. Ridere è un grandissimo gesto di generosità verso se stessi e verso gli altri. Non c’è nulla da vergognarsi nel sembrare buffi perché fa stare più leggeri”. Cos’altro aggiungere, buona lettura!

In compagnia di Giovanni Esposito sta portando in scena nei teatri italiani lo spettacolo “Buena Onda” che segue l’uscita nelle sale del suo terzo film da regista “Onda su Onda”. Cosa l’ha ispirata nella stesura di questo progetto così particolare?

 Tutto parte dal teatro-canzone che posso considerare come il percorso centrale della mia carriera. L’idea era quella di proseguire l’esperienza di Gaber, vero fondatore e padre putativo del teatro-canzone. Il primo segnale di evoluzione si è avuto quando ho realizzato il mio primo film, ormai circa sette anni addietro, con cui si è avuto un primo vero parallelismo  perché in uno spettacolo del teatro canzone, “Basilicata Coast to Coast”, evocavo l’idea del viaggio a piedi da una costa all’altra della Basilicata. L’idea si prestava per un progetto cinematografico in cui il cinema e la canzone viaggiavano sulla stessa linea d’onda. Raccontare storie impregnate di musica era il mio primo obiettivo. Da quel momento in poi le cose sono andate parallele, ho fatto altri due film ed altri due spettacoli e da un punto di vista nobile si potrebbe dire che le due esperienze si alimentano a vicenda. Da un punto di vista meno nobile potremmo sostenere che ci viene un’idea ogni 3 anni e la dobbiamo far fruttare come un maiale e quindi spolparla sia cinematograficamente che teatralmente (ride ndr). Per non dare l’idea che tra il film e lo spettacolo non ci fosse un trend d’union, abbiamo cercato di mettere ulteriore carne al fuoco. Prima di tutto sul palco non ci sono solo io con i musicisti, ma c’è anche il grandissimo interprete Giovanni Esposito. E’ un teatro canzone un pò snaturato e tendente al musical, questo si. La forma è quella classica del teatro canzone ma vi è più di qualche momento di interazione tra i narratori con i musicisti, i quali non si limitano solo a suonare ma sono parte attiva della narrazione.

Ha  apertamente definito la sua terza pellicola come un grandissimo flop, forse causato dal mix poco riuscito tra comicità e malinconia, componenti che in realtà emergono anche nei precedenti due film, soprattutto in “Una Piccola Impresa Meridionale” che ha ottenuto un successo considerevole. Provando ad analizzare il perché di questo insuccesso, da dove partirebbe? Ritiene che l’italiano abbia difficoltà ad approcciare a questo genere? 

Difficile dirlo perché al film proprio non ci sono andati dall’inizio (ride ndr) per cui non è facile rispondere a questa domanda, ma è innegabile che sia stato un sorprendente flop. Il pubblico è il mio primo referente e per quanto possa tenere in considerazione il parere degli addetti ai lavori, il mio primo obiettivo resta sempre quello di interessare la maggior parte delle persone. Pur se ben protetto e distribuito, grazie ad un grande battage pubblicitario, con partecipazioni a Sanremo, da Fazio, a Domenica In ed in molti altri posti ancora, non si può dire che la promozione non sia stata cospicua. Sono state fatte tante analisi ed ogni componente del progetto ha detto la propria per trovare una giustificazione. Per quanto mi riguarda posso solo dire che se il film non viene visto, come si può dire che sia troppo malinconico? Il problema principale è che il film è stato un insuccesso al botteghino perché la gente non si è proprio recata a vederlo. Non so, magari è stato sbagliato il trailer o la promozione oppure le sale in cui è stato proiettato erano sbagliate. C’è una magagna che sfugge e quindi non credo dipenda dal film o dal tono dello stesso. A dirla tutta il film è anche divertente, non è un film dark. Mi servirà da lezione per concentrarmi su una storia con un appeal maggiore e che possa arrivare in maniera più diretta al pubblico. Magari non è piaciuta la storia di Gegè, musicista imbarcato su questa nave. Anche questa è una chiave di lettura.

Il film è ambientato in Uruguay, paese che lei definisce come “La Basilicata del Sud America”. Quali sono in realtà gli elementi comuni tra questo paese e la sua regione d’origine? Cosa l’ha affascinata e spinta a girare il film in un paese così lontano ma anche poco conosciuto? 

Anzitutto la collocazione geografica perché l’Uruguay è situato in mezzo a due colossi come l’Argentina ed il Brasile e proprio in questo mi ricorda tantissimo la Basilicata, stretta tra Campania, Puglia e Calabria. Poi la poca popolazione, in Uruguay sono tre milioni e mezzo di abitanti sparsi su un territorio relativamente vasto, un pò come la Basilicata che di abitanti ne fa sedicimila. Vi sono tante zone non abitate, stiamo larghi anche  in un posto piccolo (ride ndr). In ultimo c’è un fatto di indole che deriva naturalmente dalla propria collocazione geografica, quindi c’è molta similitudine tra lucani e uruguagi, i quali sono discreti, modesti, umili ed hanno un grandissimo orgoglio e senso di appartenenza, esattamente come noi lucani. Strada facendo mi sono reso conto di come queste assonanze fossero così forti, al tal punto da spostare il film in Uruguay dalla destinazione originaria che invece era Buenos Aires. La troupe era quasi tutta del posto, tranne i capi reparto, e questo li ha motivati non poco. Considero il luogo come un attore poiché caratterizza molto la storia, ed in questo l’Uruguay era perfetto in quanto mi ha suscitato da subito una sensazione molto malinconica. Montevideo è una città che ha quest’aria un po’ decadente, un po’ vecchia, un Sud America atipico, ancora un po’ selvaggio, era perfetto.

La storia e la vita del presidente uruguagio Josè Mujica è particolarissima ed estremamente affascinante…

Esatto, questo è stato un altro dei motivi che mi ha spinto ad andare lì. La storia di Mujica è chiaramente esemplare, un personaggio così c’è stato solo in Uruguay, un Presidente davvero anticonformista che merita di essere preso ad esempio in tutto il mondo.

E’ evidente il suo interesse per i secondi, per chi ha bisogno di rivalsa o per chi non è mai arrivato primo. In “Una Piccola Impresa” si intrecciano dinamiche differenti: un ex prete, le due donne lesbiche o l’ex prostituta, dinamiche abbastanza particolari ma di stretta attualità. Da lucano e meridionale quale è, pensa possa esserci un riscatto per il sud in tal direzione?

Sicuramente uno dei mezzi per provocare questo riscatto è il cinema. Nel caso di “Piccola Impresa” qualcuno ha scritto, anche giustamente, come fosse un po’ retorico il matrimonio tra due donne, quando invece poi la questione si è posta ora, a distanza di tre anni. L’idea era che il film potesse vederlo mia madre, e la figura di due spose, due ragazze vestite in bianco nel pieno della bellezza di quel momento, mi sembrava fosse un’opera di culturizzazione importante, quindi è evidente il mio punto di vista. A proposito del riscatto del sud, il cinema e la cultura in generale possono cambiare le cose e quando questa cosa sarà compresa ed i politici capiranno che per farlo si renderanno necessari maggiori investimenti, allora le cose potranno cambiare, anche se ho i miei dubbi. Mi rendo però conto che anche fare politica non è facile, se pensiamo che Mujica, pur con la sua mentalità non ha risolto i problemi dell’Uruguay! Sarebbe importante e fondamentale partire dalla meritocrazia e dal dare la possibilità di emergere ai migliori, ma sappiamo benissimo che in Italia non sempre accade. L’unico processo è un’evoluzione culturale, non c’è altro da dire a mio avviso. Il cinema ha un forte impatto per fornire spunti di riflessione e di crescita sia personale che collettiva. Cinema e teatro concedono momenti di approfondimento e di incontro esattamente come la letteratura e la poesia. Bisognerebbe ridare alla scuola il ruolo da protagonista che merita e su cui investire per il futuro, ridare carisma agli insegnanti che nel corso degli anni hanno perso gran parte dei privilegi che meriterebbero. Solo investendo nella cultura possiamo sperare in un cambiamento. E’ difficile ma resto fiducioso.

Cambiamo argomento. E’ innegabile che nel corso della propria carriera la figura di Giorgio Gaber l’abbia influenzata moltissimo. Quanto deve a questo straordinario artista? 

A livello formale direi molto perché sono sempre stato attratto da questa forma di espressività, e l’idea di alternare canzoni a racconti mi ha sempre entusiasmato. Per quanto cerchi di sviluppare un mio modo di lavorare, di rielaborare le esperienze, è innegabile che inconsciamente le influenze stesse vengano a galla. Rispetto a Gaber il mio approccio è più esistenziale, mentre lui aveva un’idea politica più marcata. Non posso e non voglio mettermi a confronto con Gaber perché non è un paragone sostenibile. Mi limito a portare avanti il mio stile sperando che piaccia

Se dovesse scegliere un brano come colonna sonora di questo splendido percorso artistico che ha avuto e sta avendo, quale sceglierebbe?

La mia canzone preferita in assoluto è “Via con me” di Paolo Conte che peraltro portiamo in scena durante lo spettacolo, anche se revisionata. È una canzone che racchiude il mio gusto sia per il sound che per il testo e che descrive alla perfezione ciò che sono. La scelta ricade indubbiamente su questa grande canzone.

Vorrei lanciarle un’idea per il futuro. Come si vedrebbe nella veste di produttore discografico? Le piacerebbe produrre artisti emergenti? Non è un mistero che l’amore per la musica sia una parte essenziale del suo lavoro..

Nell’ultimo film sono stato produttore con la mia società ed  anche a livello teatrale ho prodotto questo spettacolo. L’idea è molto bella e non nego che in futuro possa accadere, ma anzi, mi piacerebbe moltissimo e quindi non voglio chiudere alcuna porta circa la possibilità che questo accada. Sarebbe bellissimo produrre talenti emergenti, magari prestarmi anche come attore per un nuovo regista, aiutare a che il film abbia un suo rilievo. Gia ho avuto più  di quello che sognavo di avere e mi ritengo assolutamente fortunato perché si sono realizzate delle cose che non avrei mai immaginato potessero realizzarsi. A quasi sessant’anni mi ritengo ancora un grande sognatore, vedrò se provarci o farmi i cazzi miei (ride ndr).

Federico Falcone, Antonella Valente

Continua a leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Appuntamenti della settimana

AL TEATRO DEI MARSI DI AVEZZANO DON ATTILIO CECCHINI

Pubblicato

on

UN READING DI TEATRO MUSICATO

DEDICATO ALL’ AVVOCATO DELLE UTOPIE

Venerdì 22 marzo, alle ore 21.00 andrà in scena al Teatro dei Marsi di
Avezzano, dopo il successo della prima tenutasi all’Aquila lo scorso
ottobre, lo spettacolo di teatro musicato dal titolo “Don Attilio
Cecchini: la Voce d’Italia a Caracas, l’Avvocato delle Utopie”. L’ingresso
è gratuito.

L’ideatrice e direttrice musicale dell’evento è la pianista aquilana Sara
Cecala che illustra il progetto artistico.*“Il recital è ispirato al
saggio del giornalista e scrittore Angelo De Nicola dedicato alla
straordinaria vita del Principe del foro penale aquilano, Don Attilio
Maria Cecchini. Fu proprio l’autore, mentre lavorava alla stesura del
progetto letterario, ad inviarmi la bozza solleticando la mia curiosità.
Spulciando il suo materiale la scoperta fu grande: l’avv. Cecchini non era,
e non è, soltanto il noto penalista, ma è stato colui che nel 1950
abbandona la sua città, L’Aquila, con uno studio professionale già avviato,
per inseguire un sogno di libertà. Con l’amico fraterno Gaetano Bafile
inizia a Caracas una sensazionale avventura giornalistica a difesa dei
connazionali emigranti “mangiabanane” (così venivano appellati gli italiani
in Venezuela). Il suo è stato un impegno civile celebrato anche dal futuro
premio Nobel per la letteratura G. Garcìa Marquez, in un capitolo del
libro “Un giornalista felice e sconosciuto”.

Quante battaglie, a difesa degli ultimi, Don Attilio ha condotto
“camminando sulla dinamite” sino al suo rientro in patria, avvenuto nel
1960!

Ed ancora, negli anni Novanta ritroviamo Cecchini, avvocato di chiara
fama, accettare l’incarico di patrocinante, a titolo gratuito e
autotassandosi, di Michele Perruzza, il muratore di Case Castella di
Balsorano condannato all’ergastolo per un reato turpe, l’uccisione della
nipotina Cristina Capoccitti, un caso tuttora controverso.

Una vita fuori dal comune, da romanzo, quella dell’Avv. Don Attilio che
merita di essere celebrata con un racconto musicato, grazie al contributo
della Fondazione Carispaq che assieme al Comune di Avezzano e al
suo sindaco Gabriele De Angelis sono i sostenitori dell’iniziativa.

La prolusione dello spettacolo è affidata al presidente dell’ordine dei
giornalisti d’Abruzzo dott. Stefano Pallotta ed il testo alla bravura
dell’attore pescarese Giampiero Mancini, con la partecipazione della
giornalista del tg3 Abruzzo Daniela Senepa, accompagnati al
violino da Antonio
Scolletta, con Mauro De Federicis alla chitarra, Lorenzo Scolletta
alla fisarmonica, con me al pianoforte e con Libera Candida D’Aurelio,
la cui voce raffinata impreziosirà i contenuti proposti”.

Sarà presente anche l’associazione latino-americana ALI ONLUS,
rappresentata dal dott. Edoardo Leombruni, per veicolare un messaggio
di solidarietà al popolo venezuelano.

Desidero riservare un affettuoso ringraziamento all’avv. Cecchini,
straordinario professionista e uomo di altissimo profilo morale, che mi
onora della sua amicizia e della sua presenza per festeggiare in teatro i
suoi meravigliosi novantaquattro anni (Don Attilio è nato il 20 marzo 1925
ndr). Infine, un grazie speciale ad Angelo che mi ha permesso di conoscere
ed appassionarmi a questo che considero un meraviglioso viaggio attraverso
la storia del Novecento, fino ad arrivare alle vicende legate al sisma
aquilano e al decennale che ricorre quest’anno, cammino artistico che
proporremo, auspicando un positivo riscontro, al bel pubblico marsicano”-
chiude Sara Cecala.

Continua a leggere

Appuntamenti della settimana

La Compagnia Realtà O-Scena presenta Alice

Pubblicato

on

Un paese senza regole dove ogni personaggio è padrone del proprio mondo e si muove tra follia e normalità: questo è Alice, il nuovo musical della Compagnia teatrale Realtà O-Scena che rinnova l’appuntamento al Teatro dei Marsi di Avezzano dove negli scorsi anni ha registrato il sold out con i precedenti spettacoli La Bella e la Bestia e Al-addin. Il musical nasce dalla rielaborazione delle opere dell’inglese Lewiss Caroll, scrittore e matematico, che ha dato vita a un mondo alla rovescia abitato da eclettici personaggi. Il pubblico vedrà Alice alle prese con le stranezze di quanti incontrerà in questo strano e meraviglioso paese che la faranno crescere e conoscere se stessa; il viaggio nel Paese delle Meraviglie infatti non è altro che un percorso di crescita per Alice che impara dai suoi errori, apprende nuove cose e soprattutto diventa capace di fare le scelte più giuste per se stessa.
La Compagnia teatrale Realtà O-Scena è un gruppo molto giovane che negli ultimi anni si è distinto sul territorio per la qualità degli spettacoli offerti al pubblico frutto di un lungo lavoro di squadra: i vari reparti infatti lavorano in sinergia per raggiungere l’obiettivo finale del palcoscenico e coinvolgere il pubblico in una performance memorabile. L’intera produzione di Realtà O-Scena è realizzata in modo autonomo grazie alle competenze e alla passione di tutti i componenti: il corpo di ballo e i cantanti sono seguiti da coach esperti che li guidano nella realizzazione dei balletti e nella preparazione delle canzoni. Costumi e trucchi di scena così come gli oggetti di scena vengono studiati e realizzati in autonomia mentre il reparto tecnico relativo ad audio luci e scenografie digitali predispone quanto necessario per una performance perfetta. In particolare quest’anno la Compagnia ha puntato su una vera e proprio innovazione relativa alle scenografie: sfruttando dei particolari proiettori infatti le scene sono state create al computer in modo digitale creando un maggiore coinvolgimento degli attori sulla scena ma anche del pubblico. La Compagnia Realtà O-Scena vi aspetta al Teatro dei Marsi il 23 Marzo alle 21:15 e il 24 Marzo alle 17:30; i biglietti si possono acquistare al costo di 8 euro per gli adulti e 6 euro per i bambini presso diverse rivendite: ad Avezzano nel negozio PrimiSogni in Via Corradini, nella libreria Ubik in Corso della Libertà, nella Tabaccheria Antonelli in Via Sergio Cataldi e a Magliano dei Marsi presso la stazione di servizio Eni in Via Avezzano.

Continua a leggere

Appuntamenti della settimana

Entra nel vivo la Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica organizzata al Liceo Scientifico Marco Vitruvio Pollione

Pubblicato

on

Questa mattina l’assessore alle Politiche scolastiche Chiara Colucci ha
fatto visita al liceo incontrando i tanti studenti che anche quest’anno
sono impegnati in una delle manifestazioni più apprezzate e popolate che si
organizzano all’interno delle scuole della città.

“Il livello di civiltà di un paese si vede da quanta importanza riveste il
suo sistema formativo. È innegabile che siamo in un periodo in cui il
lavoro dei formatori è sempre più difficile, in una società sempre più
distante da quelli che sono i veri valori, con i ruoli familiari in rapida
trasformazione e ragazzi soggetti a continue sollecitazioni esterne, spesso
contraddittorie”, il commento dell’assessore, “per questo insieme ad un
supporto alla classe docente riveste molta importanza un adeguamento dei sistemi formativi con strumenti nuovi e nuove forme di orientamento. Ed è proprio qui che si evidenzia l’importanza della Settimana Scientifica del Pollione poiché
compie un passo importante verso un’integrazione e una valorizzazione delle
grandi specialità che il nostro Paese già possiede come musei, centri e
città della Scienza e della Tecnica, Università e accademie. La
manifestazione, arrivata alla 15esima edizione, è un momento di incontro e
di scambio, con un risvolto culturale e nello stesso tempo sociale.
L’assessore Colucci ringrazia il preside Francesco Gizzi, insieme
all’intero corpo docente, per la dedizione e la fattiva collaborazione con l’amministrazione comunale.

Continua a leggere

Attualità

Premio Eccellenza Europea delle Arti alla marsicana Alessia Pignatelli

Pubblicato

on

Roma – Nel nobiliare Palazzo Velli, si è tenuta la solenne cerimonia di
premiazione per le grandi firme del panorama artistico contemporaneo e la
videoesposizione delle loro opere. Un evento importantissimo sottoposto
alla cura del comitato critico e alla presenza delle autorità competenti.
La EA Editore, Effetto Arte e il noto critico Prof. Paolo Levi che da
sempre mirano a promuovere gli artisti che si contraddistinguono, hanno
candidato la pittrice Alessia Pignatelli per ricevere ufficialmente il
Premio Eccellenza Europea delle Arti, un riconoscimento per evidenziare
maggiormente il suo valore artistico. Il Prof. Paolo Levi prendendo visione
dell’operato dell’artista, le ha conferito la sua personale critica: *“La
sua partecipazione è prova dell’indiscusso valore del suo lavoro nel
panorama artistico internazionale. L’impegno profuso e la capacità di
andare oltre i canoni del comune pensare, hanno contribuito a creare nuove
esperienze creative e a catalizzare un cambiamento positivo in Europa e nel
mondo.”* L’artista è stata premiata con l’attestato di merito e con la
targa nominativa autenticata con nomina di “Eccellenza Europea delle Arti”
riportandone il seguente riconoscimento: *“Per aver valorizzato l’arte e la
creatività italiana in Europa. La sua ricerca artistica è strumento di
espressione indispensabile sul nostro tempo, testimonianza reale e
tangibile di evoluzione e crescita culturale.”* Alessia Pignatelli
proseguirà il tour videoespositivo delle sue opere con ufficiale
premiazione di Eccellenza Europea delle Arti anche in altre due importanti
capitali Europee, ad aprile a Barcellona nel prestigioso Museo Europeo
delle Arti e a giugno a Parigi nella stimata Galleria Thuilliers.

Continua a leggere

Abruzzo

ABRUZZO PRESENTE ALL’INAUGURAZIONE DELLA RETE DEGLI ARCHIVI SONORI

Pubblicato

on

Inaugurazione della Rete degli Archivi Sonori
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, 13 marzo, ore 10
Il patrimonio immateriale di sei regioni italiane
tra le quali anche l’Abruzzo

Dalle pioneristiche raccolte sul campo dei primi anni Cinquanta fino alle più recenti manifestazioni di una cultura popolare tenacemente resistente, dalle indagini dei padri fondatori dell’etnomusicologia italiana fino alle rilevazioni di ricercatori sconosciuti anche agli stessi addetti ai lavori, dalle ricerche sui carnevali campani di Roberto De Simone e Annabella Rossi alle registrazioni salentine di Giovanna Marini, uno sterminato patrimonio di suoni, canti e narrazioni sta per essere restituito a una fruizione pubblica e ospitato in un luogo emblematicamente rappresentativo della cultura nazionale: è quanto avverrà il 13 marzo, alle ore 10, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma con l’inaugurazione della Rete degli Archivi Sonori di Musiche di Tradizione Orale.
Promosso dall’associazione culturale Altrosud, il progetto ha comportato anni di lavoro nell’intento di costituire una rete di archivi sonori che, su base regionale, potesse restituire alle comunità locali documenti particolarmente significativi delle proprie tradizioni musicali. Realizzato in collaborazione con le principali strutture di settore, dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Centro di Dialettologia ed Etnografia di Bellinzona, con il concorso di numerosi ricercatori privati che hanno messo a disposizione i propri archivi e il contributo, negli anni, della Direzione Generale per gli Archivi del MiBACT, delle regioni Basilicata e Puglia, il progetto si è progressivamente esteso a sei regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Marche, Puglia e Umbria. Con circa 12.000 documenti già catalogati e immessi nel sistema di fruizione e altrettanto materiale già acquisito ma ancora da catalogare, la Rete degli Archivi Sonori si configura come una delle più rilevanti iniziative realizzate in Italia nell’ambito della valorizzazione dei patrimoni immateriali dopo la ratifica della relativa Convenzione UNESCO da parte del nostro Parlamento. Un’iniziativa che trova ora la sua consacrazione con l’inaugurazione di una sede nazionale dove i diversi dati documentari (sonori, audiovisivi e fotografici) potranno essere consultati su una teca unitaria, e non più solo su base regionale, e dove si spera di proseguire con rinnovato slancio il cammino intrapreso.
Tra i sei archivi regionali, anche l’Archivio Sonoro d’Abruzzo che, in attesa di essere inaugurato anche in regione, arriva a Roma con la sua ricca dotazione di suoni e immagini, dal fondo storico di Elvira Nobilio alle pionieristiche registrazioni di Nicola Jobbi, dalle ricerche di Marco Müller alle ricognizioni estese a tutto il territorio regionale di Giuseppe Profeta, dalle più recenti registrazioni di Carlo Di Silvestre al reportage fotografico di Alberto Negrin.
La Rete degli Archivi Sonori di Musiche di Tradizione Orale si inserisce in un progetto molto vasto di valorizzazione e promozione della ricerca dialettologica e linguistica che la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma considera fondamentale. In tale contesto si inserisce la riflessione incessante sul pensiero e sull’opera di Tullio De Mauro, cui dal 2017 è intitolata la Sala di linguistica e letteratura che, tra le altre cose, conserva e mette a disposizione il suo fondo librario. Sempre di questi ultimi anni è l’acquisizione, nel 2018, del Fondo appartenuto al centro di documentazione della poesia dialettale “Vincenzo Scarpellino”, fondamentale per gli studi dialettologici.

L’inaugurazione si prospetta come l’avvio di un più articolato percorso dove il recupero e la messa in sicurezza di documentazione di inestimabile valore sarà solo il presupposto per avviare anche attività di animazione culturale al fine di riannodare il filo con la tradizione, ravvivando al presente repertori e modalità esecutive: una memoria viva, dunque, come, nel corso dell’inaugurazione, dimostreranno alcune scuole laziali che hanno rivisitato alcuni canti regionali all’interno di un concorso promosso proprio dalla Rete degli Archivi Sonori, Adotta un canto, scopri una tradizione, al quale si intende dare una cadenza annuale.

Programma del 13 marzo
Saluti istituzionali: on. Gianluca Vacca, Sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Introduzione: Andrea De Pasquale, direttore Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Interventi:
Domenico Ferraro (università di Roma-Tor Vergata, presidente associazione Altrosud)
Raffaele Di Mauro (Liceo Musicale Pisacane di Sapri, responsabile scientifico Archivio Sonoro della Campania)
Alessandro Portelli (Università “La Sapienza” di Roma, presidente Circolo Gianni Bosio di Roma)
Nicola Scaldaferri (università di Milano, responsabile LEAV-Laboratorio di Etnomusicologia e Antropologia Visuale)
Dalle musiche di tradizione orale alla poesia improvvisata in ottava rima
Maurizio Agamennone (università di Firenze, responsabile di APORIE-Per un archivio della poesia estemporanea in ottava rima)
David Riondino (cantautore e scrittore, responsabile de “L’ottava. Accademia di Letteratura Orale”
Una memoria viva: i laboratori delle scuole
Istituti comprensivi Fidanae, San Biagio dei Platani e Piaget-Majorana; Liceo Musicale Farnesina di Roma e il Liceo James Joyce di Ariccia
Interventi musicali
Zampognari di Villa Latina
Donato De Acutis e Giampiero Giamogante, poeti improvvisatori in ottava rima del reatino

www.archiviosonoro.org, altrosud@altrosud.it

Continua a leggere

Altri articoli

IL DISTROFICO FELICE GRAZIE A DIO

Pubblicato

on

Evento: domenica 17 marzo alle 17

Marco Solimeo sarà ad Avezzano
e presenterà il suo libro Il distrofico felice grazie a Dio
<https://www.facebook.com/MarcoSolimeo81/?__tn__=K-R-R&eid=ARCN8dFNcrZazT9fkxo_ps0KXGxo0e5sp0XtcaHy8mP5J60fhNjJyUvI8uHavl4jA1BUH_DDIN8FQO0i&fref=mentions&__xts__%5B0%5D=68.ARDeAeEJ6LfM7zViAuXHM7gN99UlBDFOi10gv2Ovq7AyeNq8sETfddtRZ4AW6oU269U5Yv8LfwwFQerFSU9UTkSSA2ZbvkGYknbk6I4Ur4XJrwo7CR7wr7qjYff5d76AH27WlAQsqzwpfJJ6Tm2fglF_CVIKmKt07ucpTSnwDS6Nob-qWy1wpc0x8yyTgJ3I_ZxAw1qMfTIg6jmwd47o3cJwFk1q2ZyAqz0Yx0tqJ5OnY4kSTZwAgwuCONDo53hysFzUDnJdqyrckWFlnve-Q1K0Q_py3dEdp-9hFryPI6D5FWZvKskePofte_SgGX8PC5A>
.
Insieme al vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, un pomeriggio di confronto sui temi legati alla vita, al dolore, alla malattia
,alla forza e all’amore, che alla fine è quello che vince su tutto.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Diocesi di Avezzano

Continua a leggere

Abruzzo

Concorso di Poesia “Romolo Liberale” 2019

Pubblicato

on

Il concorso – articolato in tre sezioni e aperto a tutti – ha lo scopo di rendere omaggio alla
memoria di un poeta e scrittore di profonda sensibilità e di grande impegno, nelle cui
opere le difficoltà e le ingiustizie, che caratterizzano la condizione esistenziale e sociale
dell’uomo del nostro tempo, assumono particolari accenti lirici, solcati sempre dalla
speranza e dalla prospettiva del riscatto.

REGOLAMENTO
Il concorso è articolato in tre sezioni:
 Adulti
 Studenti delle scuole secondarie di secondo grado
 Studenti delle scuole secondarie di primo grado

La partecipazione è gratuita e si potrà concorrere con un massimo di tre poesie inedite a tema libero.
Le opere dovranno pervenire entro il 12 aprile 2019, al seguente indirizzo:
Segreteria del premio di poesia Romolo Liberale, Via America 60, 67051 Avezzano (AQ)
Gli elaborati saranno inviati in busta chiusa e NON dovranno essere firmati. In busta separata, inclusa quella contenente l’elaborato, dovrà essere inserita la scheda di partecipazione, firmata, contenete i dati del concorrente.
Gli elaborati e la scheda di partecipazione potranno essere inviati tramite e-mail al seguente indirizzo : e-mail: romololiberale@presenzaculturale.it
Per ciascuna delle tre sezioni in cui si articola il concorso, valutate da una selezionata giuria, saranno premiate tre poesie con opere artistiche elaborate dal Liceo Artistico “Vincenzo Bellisario” di Avezzano. In occasione della quinta edizione del premio la famiglia Liberale contribuisce con i seguenti premi:

1° classificato sezione adulti: 500 euro;
2° classificato sezione adulti: 300 euro;
3° classificato sezione adulti: 200 euro;

Primi tre classificati sezione scuole secondarie di secondo grado: 100 euro (in buono libri).
Primi tre classificati delle scuole secondarie di primo grado: 50 euro (in buono libri).

La cerimonia di premiazione si terrà nell’aula magna del liceo classico “Alessandro Torlonia” di Avezzano in data 25 maggio 2019

per info : romololiberale@presenzaculturale.it www.presenzaculturale.it

Continua a leggere

In Evidenza