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Cronaca e Giudiziaria

Riguardo i dossi… il comitato per la mobilità sostenibile bissa

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“Il Comitato Mobilità Sostenibile marsicana, dopo vari annunci redatti da vari esponenti della sfera marsicana riguardo la dannosità dei dossi installati nelle strade urbane dei nostri centri abitati si sente di prendere posizione.

Premesso che:

– Servono a far rallentare le macchine che sfrecciano a velocità elevata per gli abitati urbani.

– Molti di loro (non tutti!) sono stati realizzati male, dal materiale utilizzato, all’altezza troppo elevata quindi andrebbero abbassati dove necessario.

– fin ora i dossi e le rotatorie sono uno dei pochi sistemi di mobilità sostenibile realizzati nella Marsica.

– i dossi (come le rotatorie e molti altri esempi ancora non realizzati) riducono il numero degli incidenti stradali, riducono il numero dei feriti, invalidi e dei morti caduti per colpa dell’alta velocità

– sono uno strumento di decoro urbano e di abbattimento delle barriere architettoniche.

– sono a protezione degli utenti deboli della strada (ciclisti, pedoni, diversamente abili).

Si deduce che i Dossi stradali sono un valido mezzo di prevenzione primaria di incidentalità nei centri abitati (libro bianco dell’Unione Europea)

E’ veramente banale la pretestuosa ragione che rallenterebbero i mezzi di soccorso.

Dal momento che sono segnalati pubblicamente e sono ubicati in quartieri residenziali (informarsi sui vari PGTU), i mezzi di soccorso, possono preferenzialmente percorrere altre strade per andare al sito di chiamata del soccorso in modo da evitarli.

E’ sempre meglio avere un incidente in meno che una chiamata in più al 118!!

La politica dovrebbe seguire un modello, che è quello dei Piani urbani del traffico e realizzare le opere che sono all’interno di esso.

La politica populista, cioè quella che distrugge le cose fatte dalla fazione precedente che governava, rappresenta un passo verso il baratro.

I soldi pubblici non si spendono a piacimento e qualora vengano elargiti e spesi, i politici e tecnici devono renderne conto, secondo il mandato che li ha fatti eleggere e recepire le conseguenze!

Chiediamo quindi di prendere le distanze da queste affermazioni e di pensare a veri strumenti di mobilità urbana come potrebbe il restringimento di alcune carreggiate anche con percorsi leggermente tortuosi in modo da disincentivare l’auto a scorrazzare ad alta velocità per i centri urbani.

Poniamo inoltre, le seguenti domande all’Amministrazione di Avezzano:

– dove sono finiti i soldi vinti dal comune di Avezzano per costruire al ciclabile su via Roma?

– Perché ancora nel 2014, dopo 2 sentenze al TAR, il Comune di Avezzano non istituisce un isola pedonale al centro città?

– Perché non rendete noto ai cittadini, lo “studio di fattibilità” per rendere via XX Settembre di nuovo a doppio senso di circolazione? Sempre se ve ne sia uno.

– Perché i nostri politici continuano a dare l’assenso alla costruzione di nuovi centri commerciali facendo fallire così il Centro storico di Avezzano? Quale è l’utilità pubblica che ne trarrebbero i cittadini?

-Chiediamo che siano aumentate le zone a 30 km/h nelle aree residenziali della città e ripristinata la zona 30 km/h su via XX Settembre se tolta

-chiediamo di riposizionare gli autovelox in via XX Settembre che furono divelti poco tempo fa e di istallarne nuovi nei punti critici della città

– Secondo la legge 366/98, in vista dell’accomodamento della piazza di fronte la chiesa di San Giovanni, chiediamo che vi sia un restringimento sostanziale della carreggiata stradale (altro modo per scoraggiare la velocità automobilistica) ma di considerare anche di realizzare un percorso ciclabile.

Ricordiamo che siamo sempre disponibili inoltre al colloquio e confronto aperto con tutti, politici e non”.

Troppi assassini lungo le nostre strade per l’alta velocità.
Ecco perché il Comitato si batte per ridurre la velocità in ambito urbano!
Un impatto di una macchina che viaggia a 30 km/h forse salva la vita al pedone che attraversa la strada (70%); a 50 km /h le probabilità sono poche (20%).

Servono cambiamenti strutturali nelle strade:
– restringendo delle carreggiate (costruendo piste ciclabili, allargando i marciapiedi, costruendo parcheggi a spina)
– realizzando nuovi attraversamenti pedonali rialzati (fatti a regola d’arte), rotonde, strade con leggera deviazione della direzione rettilinea
– abbattendo barriere architettoniche, ancora numerose nei nostri centri

Per darvi un esempio, questa che alle è una strada centrale di Roma, dietro Termini, uno dei pochi interventi di mobilità sostenibile nella Capitale.
Questa strada presenta
1 restringimento di carreggiata nei pressi di incrocio,
2 allargamento dei marciapiedi,
3 attraversamento pedonale rialzato,
4 paletti per non far parcheggiare abusivamente le macchine e
5 deviazione della carreggiata per indurre la macchina a frenare quando arriva all’incrocio.
6 ristorante che contribuisce al decoro con possibilità di piazzare tavolini all’esterno
7 abbattimento delle barriere architettoniche

Immaginate una cosa del genere nelle strade di Avezzano.
Con l’aria di cambiamento che tira.. forse nel 2100…
Per ora ci uniamo alle condoglianze per la prematura perdita della piccola Susy

Cronaca e Giudiziaria

Piazze dello spaccio ad Avezzano: sgominata rete gestita da stranieri, 8 arresti

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Avezzano – Dall’alba di questa mattina è in corso un’operazione di polizia della Squadra Mobile di L’Aquila finalizzata a disarticolare un gruppo criminale straniero, composto da 7 cittadini marocchini ed uno macedone, dedito alla vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti attraverso l’organizzazione di “piazze di spaccio” nel capoluogo ed Avezzano. I provvedimenti restrittivi a carico degli 8 indagati sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di L’Aquila su richiesta della Procura della Repubblica.

Il gip Cervellini  ha emesso due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, si tratta di E.Y. 32 anni e B.R. 23 anni difesi dal legale Mauro Ceci.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 presso la sala riunioni della Questura di L’Aquila.

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Cronaca e Giudiziaria

Donna scippata a piazza mercato, arrestato un 50enne avezzanese con precedenti penali

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AvezzanoS.G., classe 1969 di Avezzano, è stato arrestato questa mattina dai carabinieri della locale stazione supportati dai colleghi dell’Aquila diretti dal Capitano Pietro Fiano. Il cinquant’enne, con precedenti penali, è accusato di furto con strappo, ai danni di una donna. L’episodio si è consumato questa mattina intorno 7 in piazza mercato. Approfittando di un momento di distrazione di una 53enne avezzanese, intenta a pagare un ambulante, l’uomo le ha strappato dalle mani il borsellino contenente denaro, documenti e tessere bancomat.

Prontamente intervenuti, i militari hanno raccolto le testimonianze della vittima e di altri testimoni. Lo scippatore è stato
rintracciato in una strada limitrofa mentre tentava di allontanarsi camuffandosi fra le persone presenti al mercato. La refurtiva, parzialmente recuperata, è stata restituita alla vittima. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Cronaca e Giudiziaria

Incendio divampa a Pescina: fiamme alimentate dal forte vento, intervengono i vigili del fuoco

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Pescina – Un incendio si è sviluppato ieri, nel tardo pomeriggio, a Pescina in una zona compresa tra l’ospedale e la chiesa dove sono presenti costruzioni rurali, ricovero di animali domestici. Il luogo già in passato è stato teatro di altri incendi. In particolare il rogo si è generato dalla folta vegetazione e a prendere fuoco sarebbero state alcune piante di ginestre. Le fiamme, alimentate dal forte vento che ieri spirava nella Marsica, hanno reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco di Avezzano giunti sul posto con tre squadre per domare le fiamme. L’incendio, fortunatamente, è stato spento in serata senza gravi conseguenze.

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Cervo ucciso nella Valle Roveto: denunciato un cacciatore di Capistrello, indaga la procura

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Capistrello – Ci sarebbe una denuncia per l’episodio di caccia di frodo consumatosi nella Marsica nel fine settimana appena trascorso. Si tratta di un cacciatore di Capistrello accusato dell’uccisione di un esemplare di cervo, ma nella vicenda potrebbero essere coinvolte anche altre persone. L’accusa per l’uomo è quella di aver cacciato una specie protetta. Il cervo, infatti, rientra tra gli animali su cui vige divieto di caccia in tutto il territorio della Regione Abruzzo. Il cacciatore sarebbe strato colto sul fatto dai carabinieri forestali della stazione di Canistro proprio mentre scuoiava l’animale. Sul posto sono prontamente intervenuti anche i sanitari della Asl di Avezzano i quali hanno riscontrato fori compatibili con colpi d’arma da fuoco, presumibilmente una carabina, sul corpo del cervo che ne avrebbero causato il decesso. L’episodio di bracconaggio sarebbe avvenuto sabato mattina nel territorio montano della Valle Roveto al confine tra i comuni di Capistrello e Canistro. Indagini sono in corso da parte della Procura di Avezzano per fare ulteriore chiarezza sulla vicenda. Federica Di Marzio

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Cervo ucciso nella Valle Roveto, nei guai un gruppo di cacciatori intercettati dai carabinieri forestali

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Marsica – Hanno ucciso un cervo, ma sono stati sorpresi dai carabinieri forestali mentre si accingevano a scuoiare l’animale appena cacciato. Nei guai sono finiti un gruppo di cacciatori intercettati dai militari della stazione di Canistro. L’episodio di caccia di frodo si è consumato nel fine settimana in un comune della Valle Roveto. Il cervo rientra tra le specie protette e pertanto, in Abruzzo, non può essere cacciato così come previsto dal calendario venatorio regionale.

In Marsica si ricorda un precedente nel marzo del 2016 quando alcuni cacciatori vennero accusati dell’uccisione di un esemplare adulto di cervo, un maschio del peso di 300 chilogrammi, nei pressi del Parco Nazionale d’Abruzzo esattamente in area contigua Zona Protezione Esterna di un’area protetta per arma da fuoco. Federica Di Marzio

 

 

 

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Avezzano

Atti vandalici in città: prese di mira le auto del sindaco, di Paciotti e Orlandi. Scritta oltraggiosa alla Silvagni

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AvezzanoAtti vandalici ai danni delle automobili del sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, di Claudio Paciotti e Domenico Orlandi del SUAP e dell’assessore alle attività produttive, Renata Silvagni. Nei giorni scorsi le autovetture del sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis, quella del capo di gabinetto e dirigente del SUAP Claudio Paciotti e quella del capitano Domenico Orlandi, responsabile del SUAP, hanno subito ripetuti danni vandalici. Auspichiamo, e non abbiamo motivo di credere il contrario, che si tratti di isolati quanto deprecabili episodi, scollegati tra loro. Detto questo, se non si trattasse di una sfortunata coincidenza e dovesse piuttosto trattarsi di atti intimidatori, tali scellerati gesti non produrranno alcun effetto” hanno dichiarato da Palazzo di città.

L’assessore alle attività produttive, Renata Silvagni, dopo essere venuta a conoscenza dei danni subiti  dalle autovetture del sindaco, del dirigente è del responsabile del SUAP, ha riferito al primo cittadino di aver subito anche lei, pochi giorni fa, un danno alla sua auto, “con una irriferibile scritta offensiva quanto oltraggiosa”. Accertamenti sono in corso per cercare di arrivare ad individuare i responsabili dei gesti, inoltre “Appreso quest’ultimo gravissimo atto, il sindaco ha deciso di sporgere denuncia contro ignoti”.

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Cronaca e Giudiziaria

Lastre di amianto abbandonate tra i campi dei Piani Palentini, la denuncia di un cittadino

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Capistrello – Lastre di amianto abbandonate sono state rinvenute tra i campi dei Piani Palentini a Capistrello. La denuncia giunge da un cittadino del posto durante quella che doveva essere una passeggiata tra la natura incontaminata. Il rinvenimento è avvenuto questa mattina nei pressi dei campetti.

L’amianto o eternit, è un materiale pericoloso per la salute dell’uomo. Sgretolandosi le sue particelle possono essere inalate. E’ stato accertato che le fibre di amianto sono responsabili, nella maggior parte dei casi, dell’insorgenza di cancro tra cui il mesotelioma pleurico. Per questo la rimozione e lo smaltimento devono avvenire per mezzo di personale autorizzato e specializzato.

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