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PROGETTARE IL FUTURO: “PROMUOVERE UNA NUOVA CULTURA D’IMPRESA PER UNA CRESCITA SOSTENIBILE” INTESA SANPAOLO E CONFINDUSTRIA POTENZIANO L’ACCORDO 2016-2019 1,6 MILIARDI PER LE IMPRESE DELL’ABRUZZO

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Atessa (Chieti), 5 marzo 2019 – È stato presentato questo pomeriggio presso la Valagro l’Addendum all’Accordo 2016-2019 tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo “Progettare il futuro”, dedicato alla competitività e alla trasformazione delle imprese per cogliere le opportunità offerte dalla ‘quarta rivoluzione industriale’. L’Addendum “Promuovere una nuova cultura di impresa per una crescita sostenibile” valorizza gli aspetti già previsti dall’Accordo in vigore e, dando ulteriore impulso alla collaborazione, promuove una nuova cultura di impresa intesa come capacità degli imprenditori di attivarsi per utilizzare le soluzioni e gli strumenti disponibili per il rafforzamento aziendale. La partnership, che mette a disposizione un plafond nazionale di 90 miliardi di euro nell’arco dei tre anni, dei quali 1,6 miliardi destinati alle imprese abruzzesi, viene presentata all’interno dei luoghi deputati ad accogliere e far proprie le finalità dell’accordo: le imprese. Dopo l’introduzione ai lavori da parte di Giuseppe Argirò ed Enrico Perticone, rispettivamente presidenti del Comitato Piccola Industria di Confindustria Abruzzo e Confindustria Chieti Pescara, Giovanni Foresti della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo ha illustrato lo scenario economico. La presentazione dell’accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria è stata affidata a Tito Nocentini, direttore regionale Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo. Gianluigi Viscardi, vicepresidente Piccola Industria Confindustria per l’Innovazione, ha poi parlato di “Innovazione e capitale umano: il valore degli intangibili”. La successiva tavola rotonda, sul tema “Il supporto al rafforzamento del sistema produttivo” ha visto gli interventi di Giuseppe Natale, CEO Valagro, Gennaro Zecca, amministratore unico Odoardo Zecca, Giorgia Lancia, responsabile area vendita I.C.O. Industria Cartone Ondulato e Stefania Bergamaschi, Direttore Commerciale Imprese Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo. A moderare i lavori il giornalista RAI Nino Germano. Per l’industria italiana – composta soprattutto da PMI – diventa sempre più strategico rafforzarsi e adottare nuovi modelli di business. Per questo è determinante puntare con decisione sulla sostenibilità – economica, sociale ed ambientale – favorendo l’adozione di processi di sviluppo qualitativo che rendano le imprese capaci di adattarsi ai cambiamenti e di saperli governare.

Gianluigi Viscardi, vicepresidente Piccola Industria Confindustria per l’Innovazione: “Innovazione e formazione sono due pilastri su cui puntare per rilanciare la competitività delle pmi. Due elementi legati a doppio filo e indispensabili l’uno all’altra. La rivoluzione 4.0 ha reso l’innovazione tecnologica e digitale uno degli ingredienti principali del nuovo modo di fare impresa, ma senza un capitale umano all’altezza di questa svolta culturale ogni sforzo per la crescita risulta vano. La forza delle nostre aziende è data dalle risorse umane. Per questo occorre investire nella formazione continua dei collaboratori, perché possano essere al passo con la rapidissima evoluzione dei modi di produrre e anticipare i bisogni del consumatore. Proprio per questo l’accordo con Intesa Sanpaolo, che abbiamo presentato oggi, è partito dall’innovazione per poi evolversi verso la cultura d’impresa, la sostenibilità e la formazione. L’obiettivo è quello di rafforzare l’asse banca-impresa per rispondere con successo alle nuove sfide della concorrenza globale”. Giuseppe Argirò, presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Abruzzo: “Voglio sottolineare alcuni degli aspetti più rilevanti contenuti nell’accordo, che rispondono a queste carenze: capitalizzazione, da sempre uno dei punti deboli del sistema imprenditoriale, non soltanto per le piccole aziende. L’accordo intende promuovere opportunamente le giuste iniziative per programmare la crescita bilanciando i livelli di debito a favore del capitale di rischio per il rafforzamento del sistema produttivo, stimolando l’incontro tra imprese e nuovi soci e sostenendo nuovi processi aggregativi. Capitale umano: la crescita del nostro paese e il suo sviluppo sono fortemente condizionati dalla formazione, intesa come strutturato programma di interventi per l’individuazione delle strategie per l’azienda e per lo sviluppo del business attraverso una vera e propria trasformazione culturale e l’apertura verso nuovi mercati che deve essere effettuata pensando in digitale. Contiamo di poter sviluppare, in accordo con l’Istituto, azioni di formazione, anche con partner esterni. Innovazione: importante e stimolante l’opportunità di collaborazione con il nostro Digital Innovation Hub e con tutto il sistema di promozione dell’innovazione. Aggregazioni: Altrettanto importante l’attenzione alle aggregazioni, reti e filiere, cui auspichiamo di poter riconoscere un rating migliorativo dovuto alle politiche di rete e di condivisione di programmi aziendali”. Tito Nocentini, direttore regionale Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise Intesa Sanpaolo: “Quella tra Intesa Sanpaolo e Confindustria è una partnership ormai consolidata, fondamentale per il sistema Paese e le economie locali. L’Addendum all’accordo che presentiamo oggi si pone l’obiettivo di aiutare le aziende a migliorare la loro capitalizzazione ed a proseguire il cammino verso la quarta rivoluzione industriale. Il nostro Gruppo, che non a caso segue e analizza le dinamiche economiche macro e territoriali attraverso il lavoro puntuale della propria Direzione Studi e Ricerche, si pone la priorità di comprendere le esigenze delle attività produttive per rispondervi al meglio. E’ con questa mission che Intesa Sanpaolo ha scelto di agevolare le imprese che investono semplificandone l’accesso al credito: nella determinazione del rating valorizziamo gli aspetti qualitativi come l’investimento in capitale umano e l’innovazione, l’appartenenza alle filiere e la sostenibilità. In Abruzzo, ad esempio, ad oggi hanno aderito al nostro Programma Filiere, che consente appunto alle piccole imprese di ottenere un migliore e più conveniente accesso al credito, 11 aziende capofila con oltre 1.700 dipendenti, 450 imprese fornitrici e un giro d’affari complessivo di 2,1 miliardi di euro”. L’impegno di Intesa Sanpaolo per lo sviluppo delle PMI italiane è testimoniata anche dalla recente creazione della Direzione Sales & Marketing dedicata unicamente alle imprese. La nuova struttura contribuisce ad arricchire le iniziative previste dall’addendum tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo, focalizzato alla valorizzazione del capitale delle imprese attraverso: 1) Ecosistemi di imprese e integrazione di business Mettere a disposizione un insieme di soluzioni che permettano alle imprese di migliorare i processi produttivi ricorrendo a nuove tecnologie e a nuove metodologie, tra cui i percorsi “Lean 4.0” che abilitano le imprese alle tecnologie digitali. Le filiere possono rappresentare a tal fine un veicolo strategico per facilitare la trasmissione di informazioni, tecnologie, competenze e propensione al cambiamento tra le imprese che ne fanno parte. 2) Finanza per la crescita e nuova imprenditorialità Finanziare la crescita del business valorizzando il patrimonio intangibile delle imprese. Vengono quindi identificati fattori qualitativi legati al credito, come capacità innovativa, formazione e strategicità della catena fornitore-champion. 3) Formazione Gli imprenditori e i loro collaboratori potranno accedere ad un insieme di iniziative informative e formative tra cui “Skills4Capital”, una linea dedicata a far comprendere le strategie e le soluzioni più adatte per l’apertura del capitale al mercato, il miglioramento della governance, della comunicazione e la valorizzazione dei talenti e delle competenze aziendali. 4) Passaggio generazionale Previste iniziative ad hoc per accompagnare le imprese in questo cambiamento diffondendo best practice, nuove tecniche di gestione aziendale e soluzioni idonee a cogliere le opportunità legate al cambiamento. 5) Sostenibilità Garantire una crescita sostenibile e duratura valorizzando strategie e investimenti in innovazione, digitalizzazione, progetti di integrazione, in aggiunta alle opportunità del Piano nazionale Impresa 4.0. La sostenibilità ambientale sarà promossa attraverso attività nell’ambito dell’economia circolare e della cultura della resilienza, intesa come strategia di prevenzione dei rischi ambientali e di messa in sicurezza delle strutture industriali anche attraverso soluzioni finanziarie e assicurative ad hoc. Incentivati inoltre i benefici del welfare aziendale per le imprese, con effetti in termini di produttività, di benessere e qualità della vita dei collaboratori. Intesa Sanpaolo ha creato la piattaforma Welfare Hub e intende “dare valore” creditizio ad un nuovo modo di fare impresa responsabile e sostenibile. L’ECONOMIA DELL’ABRUZZO In Abruzzo il ruolo dell’industria è fondamentale, con una incidenza sul PIL pari al 27%, superiore al 24% dell’Italia e quasi dieci punti in più rispetto al Mezzogiorno. L’industria locale mantiene una buona proiezione internazionale. L’incidenza delle esportazioni sul PIL locale è pari al 28,8%, in linea con la media italiana, ma quindici punti percentuali superiore rispetto ai livelli raggiunti nell’Italia meridionale. Il ricorso alle importazioni è inoltre limitato, tanto che il saldo commerciale ha raggiunto i 4,3 miliardi di euro, il 9% del totale nazionale. Per una regione che pesa come popolazione e occupazione il 2,2% del totale nazionale, è un risultato di rilievo. L’industria abruzzese ha attraversato una fase di profonda trasformazione, evidente dalle difficoltà incontrate da alcuni settori di storica specializzazione e dall’affermazione internazionale di altri. Spicca, in particolare, l’automotive primo settore regionale per export, che nel 2017 ha superato i quattro miliardi di euro, 1,1 miliardi di euro in più rispetto ai livelli del 2008 (+37%). Sempre più rilevante il settore delle bevande, dove il vino la fa da padrone, mostrando un raddoppio delle vendite estere negli ultimi dieci anni. Sempre più rilevante anche il settore alimentare: spiccano la pasta e i prodotti da forno che hanno mostrato un incremento di 78 milioni di euro tra il 2008 e il 2017, pari al +31%. Ottima la performance della meccanica, che nel 2017 ha generato vendite estere per 817 milioni di euro superando i livelli pre-crisi dell’8%. Particolarmente brillanti anche le esportazioni dell’elettrotecnica (+38 milioni tra il 2008 e il 2017; +25%) e della gomma e della plastica (+36 milioni; +11%). Inoltre, si stanno sviluppando nuovi settori come ad esempio il biomedicale che è salito a 64 milioni di euro nel 2017, con un balzo del 50% rispetto al 2008. L’export della regione ha proseguito il suo percorso di crescita nel 2018, mostrando un progresso tendenziale del 3,6% nei primi nove mesi dell’anno (vs + 3,1% Italia), grazie al traino dell’automotive e al contributo positivo di moda, agro-alimentare e chimica. Il contesto internazionale, pur continuando ad offrire spazi di crescita per le imprese abruzzesi, mostra segnali di rallentamento e alcuni rischi: una escalation delle tensioni commerciali è sempre possibile, anche se il livello attuale dei dazi rimane storicamente molto basso; vi è poi la possibilità che le difficoltà di alcuni paesi come l’Argentina, la Turchia e il Venezuela si estendano ad altri paesi, anche se per il momento appare remota; vi è infine un calendario istituzionale molto impegnativo per l’Europa, principale mercato di sbocco dei prodotti abruzzesi (l’81% dei flussi di export sono diretti nel continente), con le elezioni per il Parlamento a maggio e la successione di Draghi a novembre. Sarà comunque necessario continuare ad investire, non soltanto in macchinari ma anche in investimenti immateriali, come la R&S, il software, i marchi e in una categoria particolare di investimento che è il capitale umano, spingendo sulla formazione e sul ricambio generazionale. Le imprese che hanno saputo aprire l’amministrazione aziendale ai giovani hanno avuto ritorni significativi in termini di crescita e redditività. Per accelerare sul fronte dell’innovazione è importante inoltre l’interazione con le start-up innovative, che hanno una buona presenza sul territorio abruzzese: sono 216 circa, 8,4 ogni 1.000 società di capitale, in linea con la media nazionale. Un contributo importante alla crescita della regione potrà venire anche dall’ulteriore sviluppo delle imprese champion per crescita e redditività: nel manifatturiero della regione se ne contano 101 e sono particolarmente diffuse tra le aziende di medie dimensioni e nella metalmeccanica. Si tratta di un nucleo di soggetti vincenti che punta su un insieme di strategie evolute in termini di innovazione e internazionalizzazione e che valorizza competenze e talenti.

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Emergenza Coronavirus, 7 vittime in Italia, contagiati in aumento

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E’ risultata positiva al coronavirus la turista di Bergamo in vacanza a Palermo che ieri sera è stata ricoverata nell’ospedale Cervello per i controlli dopo aver mostrato sintomi influenzali. Lo conferma la Regione siciliana che dice: “Abbiamo un sospetto caso positivo risultato tale all’esame del tampone”. E’ stata disposta la quarantena per il gruppo di amici della donna e per le persone che sono state a stretto contatto coi turisti. Questo è il primo caso di coronavirus accertato nel Sud Italia.

Negativi casi sospetti in Val d’Aosta – “Al momento non esistono casi di coronavirus, nemmeno sospetti, in Valle d’Aosta”. Lo comunica il Governo della Regione autonoma Valle d’Aosta dopo i risultati, giunti stanotte, degli esami sui tamponi dei sei casi sospetti che sono stati eseguiti in laboratori di Milano e Torino. “Tutti i test hanno dato esito negativo”, si legge in una nota. L’emergenza coronavirus è gestita da un’unità di crisi istituita dalla Protezione civile, con l’Usl della Valle d’Aosta e con la Centrale unica del soccorso.

Esperti Ue, rischio alto in aree focolaio – Il rischio per le persone dell’Ue e del Regno Unito che “viaggiano o risiedono in aree con presunta trasmissione comunitaria” del coronavirus “è attualmente elevato”. Lo si legge nell’aggiornamento rapido del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), sulla situazione del contagio in Europa, pubblicato la notte scorsa. Secondo gli esperti, per residenti e viaggiatori “l’impatto di una o più infezioni è considerato elevato, soprattutto per le popolazioni anziane” con più patologie.

Stop gite e uscite scolastiche fino 15/3 – Gite scolastiche, sia i viaggi di istruzione sia le uscite o i progetti di scambio e gemellaggio, sospesi fino al 15 marzo per le scuole “di ogni ordine e grado”. Lo prevede il dpcm attuativo del decreto sul Coronavirus firmato ieri sera che coordina le varie ordinanze degli ultimi giorni. Previsto il rimborso per chi ha già pagato i viaggi. Le assenze degli studenti oltre i 5 giorni andranno giustificate con certificato medico. Le scuole chiuse per l’emergenza potranno attivare “modalità di didattica a distanza”.

Sospesi test patente in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna – In Veneto e Lombardia sospesi anche gli esami per la patente di guida negli uffici della Motorizzazione civile di 14 province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza). Lo prevede il nuovo dpcm attuativo del decreto sul Coronavirus. A chi non potrà sostenere l’esame per la sospensione verranno prorogati i termini (anche del foglio rosa). Verrà stabilito anche “un numero massimo degli accessi giornalieri” agli uffici, che dovranno individuare “idonei spazi di attesa esterni”.

Domani vertice Ministero Salute-Oms-Ecdc-Ue – Domani mattina il Ministro della Salute, Roberto Speranza, incontrera’ il Commissario UE alla Salute, Stella Kyriakides, il Direttore Europa OMS/WHO, Hans Kluge e il Direttore ECDC, Andrea Ammon per fare il punto sul coronavirus. L’incontro si terrà a Roma alle 11.15, nella sede del Ministero della Salute.

fonte Ansa
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AIELLI: I CITTADINI RICORDANO I CADUTI DELLA GUERRA. DIMENTICANZA AVUTA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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Lo scorso 25 aprile per la ricorrenza della Liberazione l’Amministrazione Comunale di Aielli ha dimenticato ancora una volta di deporre un fiore al monumento dei caduti di Aielli Stazione dove inoltre non e’ stato eseguito “ l’alza bandiera”. Per questo motivo nella mattinata di Domenica 28 Aprile un gruppo di cittadini indignati si sono riuniti in piazza per deporre un fiore e ricordare i morti in battaglia. A parlare è stato Marco Barbieri che ha spiegato come, nonostante nel centro di Aielli Alto si fosse svolta una manifestazione ufficiale dell’amministrazione comunale in onore dei caduti, ad Aielli Stazione non è la prima volta che viene a mancare l’appuntamento con la deposizione di fiori e l’alza bandiera. Molti cittadini sono rimasti indignati poiche’ già l’anno scorso era stata segnalata la dimenticanza dell’amministrazione comunale la quale, avvisata con dovuto anticipo, non ha ritenuto comunque importante onorare i caduti ad Aielli Stazione. “Avremmo preferito che a farlo fosse stata l’amministrazione comunale il 25 aprile, sarebbe stata la cosa più giusta, se non altro per rispetto degli anziani di Aielli Stazione che da sempre hanno visto sventolare la bandiera italiana e sono sempre stati partecipi alla deposizione della corona. Data l’indifferenza siamo stati costretti a riparare domenica con la deposizione della corona. Purtroppo non è stato possibile invece eseguire l’alza bandiera per ovvi motivi istituzionali. Mi auguro che certi episodi non si protraggano per gli anni avvenire e che l’amministrazione possa essere più attenta e sensibile nel futuro”.

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Morino scelto tra i 120 comuni in cui si sperimenterà il 5G. Il Sindaco, Roberto D’Amico, dice no

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Come riportato da Marsicanews, il comune di Morino risulta essere tra i 120 comuni designati per la sperimentazione del 5G, una tecnologia che oltre a viaggiare ad un’elevata velocità espone la popolazione a potenti onde elettromagnetiche. Le autorizzazioni per le concessioni spettano al sindaco, Roberto D’Amico che, da sempre attento alla qualità della vita dei propri concittadini e alla salvaguardia dell’ambiente, rende noto che l’Amministrazione Comunale non rilascerà alcuna autorizzazione o concessione per l’installazione delle antenne necessarie alla sperimentazione.
“Non faremo da cavia e continueremo a proteggere la salute dei cittadini, la qualità della vita e dell’ambiente che, fortunatamente e incontaminato, ancora ci circonda. Il mio ruolo di primo cittadino mi impone prima di tutto la responsabilità di prendermi cura, ove possibile, dei miei concittadini pertanto volendo mantenere ora e preservare per chi verrà dopo di noi questi luoghi, non permetterò che il Comune di Morino prenda parte ad alcuna sperimentazione che possa danneggiarci. Come si può anche solo pensare che un Comune come quello di Morino, con una ricchezza ambientale come la Riserva Zompo lo Schioppo possa essere d’accordo e accettare volontariamente di deturpare l’ambiente e mettere a rischio la nostra salute, la purezza e la ricchezza che la natura ci ha offerto?”.

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SPERIMENTAZIONE 5G: 3 COMUNI MARSICANI TRA LE CAVIE (IGNARE). I RISCHI PER LA SALUTE

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La notizia è che 120 piccoli comuni d’Italia (oltre ad alcune “smart cities”: Milano, Prato, L’Aquila, Matera e Bari, cui si aggiungono Roma e Torino, dove erano già state avviate altre prove tecniche) saranno i primi sperimentatori dell’esposizione della popolazione alle tre bande della tecnologia 5G, una rete wireless di nuova generazione (ribattezzata “l’internet delle cose“) che renderà possibile le connessioni mobili superveloci: antenne, modem che verranno implementati sugli smartphone, base station che sui tetti diffonderanno il segnale.

Non è fantascienza ma realtà. E non è solo un fatto di velocità di connessione ma un passo avanti della tecnologia applicata alle comunicazioni che potrebbe permettere di superare le prestazioni dell’attuale ADSL e favorire l’utilizzo di servizi di streaming (video in particolare) soppiantando le connessioni in fibra. Potremo così giocare online senza la necessità di disporre di macchine potenti, essere sempre connessi senza più passare continuamente da Wi-Fi a rete mobile, videosorvegliare, guidare droni o auto senza conducente, leggere i sensori dei cassonetti dell’immondizia per sapere quando svuotarli, telecomandare i robot senza bisogno di cavi, consentire ai medici di curare un paziente anche a distanza, indicare i prodotti scaduti presenti nei nostri frigoriferi, permettere ai nostri orti di richiedere di essere annaffiati e chissà che altro.

Tecnologia al servizio dell’uomo.

Ma senza rischi?

Il 5G viaggerà su frequenze altissime e mai usate finora, fino a 27,5 GHz (mentre con il 4G si arriva al massimo a 2,6 GHz): un’energia 11 volte superiore, ma che ha una “durata” di viaggio limitata. Queste onde vengono infatti facilmente assorbite dal terreno e sono “riflettenti”, non attraversano i palazzi. Per poter connettere tra loro fino a un milione di oggetti per chilometro quadrato, bisognerà installare migliaia di piccole antenne che rilanceranno il segnale proveniente da un’antenna base più grande.
L’esposizione umana alle onde elettromagnetiche aumenterà così in modo esponenziale e i rischi per la salute aumenteranno altrettanto esponenzialmente, favorendo la possibile alterazione del funzionamento delle cellule: la prestigiosa rivista scientifica Lancet ha presentato uno studio importante che dimostra gli effetti biologici e sulla salute causati dall’esposizione dell’uomo ai campi elettromagnetici con un aumento “statisticamente rilevante” del numero dei tumori, rarissimi schwannomi, al cervello e al cuore.
A queste conclusioni è arrivato anche l’Istituto Ramazzini di Bologna.

Più di 180 scienziati e medici provenienti da 37 paesi hanno da tempo diffuso un appello per avvertire dei potenziali gravi effetti del 5G sulla salute umana e richiesto una moratoria: fermiamo lo sviluppo del 5G finché gli scienziati indipendenti non potranno garantire che 5G e il livello totale di radiazioni causati da RF-EMF (5G insieme a 2G, 3G, 4G e WiFi) non siano dannosi ai cittadini dell’UE, in particolare a neonati, bambini e donne in gravidanza, nonché all’ambiente.
La preoccupazione tra i cittadini sta crescendo e la neonata “Alleanza nazionale STOP 5G” ha organizzato lo scorso 2 marzo a Vicovaro (Roma) il primo meeting nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema e chiedere con forza una moratoria.

A fronte dei rischi, occorre registrare un’ulteriore situazione particolarmente sorprendente: molti dei 120 comuni selezionati a far da “cavie” non ne sanno nulla.

Se pensate che sia utile una vostra azione formale nei confronti di tutti i Sindaci dei comuni abruzzesi e marsicani compresi nell’elenco, è questo il momento di farlo.

Questo l’elenco dei comuni abruzzesi :

1 Gagliano Aterno L’Aquila
2 Civita d’Antino L’Aquila
3 Morino L’Aquila
4 Castiglione a Casauria Pescara
5 Brittoli Pescara
6 Canistro L’Aquila
7 Introdacqua L’Aquila
8 Barete L’Aquila
9 Tossicia Teramo
10 Montebello di Bertona Pescara
11 Fresagrandinaria Chieti

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LFoundry: il percorso annunciato a ottobre 2018 sta prendendo forma e sostanza

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Avezzano (AQ), 22 marzo 2019 – Con l’obiettivo primario di mantenere inalterati i livelli occupazionali, l’azienda sta continuando ad avere la necessità di gestire un periodo di transizione in cui si rende necessaria una riduzione dell’orario di lavoro per tutti i dipendenti. Come noto, in questi mesi abbiamo applicato una percentuale di riduzione dell’orario di lavoro di circa il 20%, secondo l’accordo firmato da azienda e sindacato a ottobre 2018.

Nel mese di aprile 2019 accadrà ciò che era inizialmente previsto per dicembre 2018 e che fu annunciato con la firma del sopracitato accordo. Con grande ottimismo per il futuro e consapevoli della necessità assoluta di dover cambiare e di dover intraprendere questa strada, l’azienda comunica l’avvio della fase acuta di implementazione del progetto MES, un’attività vitale per l’organizzazione poiché, come tutti ormai sanno, riguarda l’introduzione di un nuovo software di gestione della produzione che renderà LFoundry definitivamente autonoma nei sistemi gestionali rispetto alla precedente controllante, Micron Technology.

Il rovescio della medaglia è che tale situazione di transizione dovuta al progetto MES comporterà un forte rallentamento delle attività produttive. In questo periodo verrà massimizzata l’assenza dal lavoro dei dipendenti con esclusione di coloro espressamente dedicati alle attività MES, salvaguardando, allo stesso tempo, l’operatività aziendale prima di tutto da un punto di vista di sicurezza degli impianti.

Non ignoriamo il fatto che questo periodo sarà di forte impatto per tutti. Un periodo duro, difficile, che ancora una volta richiederà sacrifici per tutti i dipendenti, ulteriormente aggravato da una ormai forte crisi del mercato delle automobili in Cina che sta registrando perdite consistenti: -13,8% di vendite solo a febbraio 2019, l’ottavo mese di fila al ribasso secondo la China Association of Automobile Manufacturer (Fonte: La Repubblica).
Tale condizione di calo del mercato automobilistico in Cina sta ovviamente e inevitabilmente determinando un calo di domanda di sensori ottici per LFoundry e per tutte le aziende al mondo che operano nello stesso settore. Attualmente l’impatto ci viene riportato anche dai nostri clienti del settore.

D’altro lato stiamo lavorando su piani futuri verificando potenziali possibilità di sviluppo del sito con nuovi partner. Ci sono trattative in corso di cui, per ovvi motivi, non è possibile ancora parlare. Contiamo di poter concludere l’attività entro poche settimane. Il lavoro che si sta facendo vuole consentire di rilanciare nel medio-lungo termine la competitività dell’azienda e tornare, quindi, a offrire crescita e sviluppo sul territorio.

La strada è ancora in salita, ci aspetta un duro periodo nel breve termine, ma cominciamo ad intravedere possibilità di nuovo sviluppo futuro.

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FINANZIAMENTO AL TERRORISMO IN ABRUZZO: PERQUISIZIONI IN CORSO SU SOGGETTI DI ORIGINE TUNISINA

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Nell’ambito di una complessa indagine coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo di L’Aquila, in data odierna sono state disposte ed eseguite numerose attività di perquisizione nei confronti di oltre 20 soggetti di origine tunisina, da anni stabilitisi in Italia, per l’accertamento di responsabilità in ordine alla commissione di vari reati con finalità di terrorismo. Le attività di perquisizione sono state delegate per l’esecuzione ai carabinieri del R.O.S. e ai finanzieri del G.I.C.O. di L’Aquila, che hanno anche curato congiuntamente le fasi investigative. Le attività di perquisizione, oltre che in Abruzzo, hanno interessato anche le città di Torino, Milano e la provincia di Ascoli Piceno. Le ipotesi di reato, per le quali la Direzione Distrettuale aquilana sta indagando, riguardano una serie di illeciti di natura tributaria, posta in essere per raccogliere ingenti disponibilità di denaro potenzialmente da destinare anche al finanziamento di attività riconducibile al movimento radicale islamico “Al-Nusra”. In particolare, tramite alcune società operanti nel settore della rifinitura edilizia e nel commercio di tappeti, formalmente intestate a soggetti di comodo ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, sono stati creati numerosi artifizi contabili per distrarre ingenti somme di denaro dalle società. Le illecite disponibilità finanziarie sarebbero state successivamente “riciclate”, mediante l’acquisto di beni immobili e l’investimento in altre attività imprenditoriali, nonché destinate al finanziamento di gruppi radicali di ispirazione islamica insediati all’estero. Le attività di polizia giudiziaria eseguite oggi sono state svolte con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri e della Guardia di Finanza di Torino, Milano, Ascoli Piceno e Teramo e anche grazie all’azione di coordinamento assicurata dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri e dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza

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POLIZIA DI STATO: OPERAZIONE “FARE CENTRO” DURO COLPO AL TRAFFICO DI STUPEFACENTI.

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Ieri mattina, personale della Squadra Mobile di L’Aquila, al termine di una complessa e articolata attività investigativa, ha eseguito sette, delle nove, ordinanze di custodia cautelare disposte dal GIP del Tribunale di L’Aquila, Dr. Giuseppe Romano GARGARELLA, nei confronti di sei uomini ed una donna, indagati per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, R. K., 32enne di nazionalità albanese, e M. M., 46enne di nazionalità italiana, sono stati destinatari della misura cautelare della custodia in carcere, mentre sono stati posti agli arresti domiciliari S. O., 28enne, R. S., 25enne, e H. E., 40enne, tutti cittadini albanesi, S. D., 30enne romena, e S.T. , 50enne macedone.
Sono in corso le ricerche di altri due indagati, un 27enne romeno e un 32enne albanese, destinatari, rispettivamente, della custodia cautelare in carcere e di quella degli arresti domiciliari.
Sei di loro dovranno rispondere del delitto di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina, gli altri tre delle varie cessioni dello stupefacente.
Le indagini, durate circa un anno, sono iniziate nell’estate del 2017, allorquando nel corso dei continui servizi di osservazione effettuati dagli operatori della Sezione Antidroga è stato notato un anomalo via vai di persone nei pressi di un’abitazione della centrale Via del Guasto.
Gli investigatori, approfondendo il fenomeno, hanno capito che, all’interno e nei pressi dello stabile, avvenivano numerose cessioni di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
Le attività investigative, coordinate dal P.M., dr. David MANCINI della DDA di L’Aquila e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno, hanno permesso di documentare, anche attraverso l’utilizzo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, una fiorente attività di spaccio di cocaina.
I clienti, dopo aver preso accordi telefonici con gli indagati, utilizzando anche whatsapp, entravano nell’abitazione e ricevevano la cocaina pattuita: il prezzo di ogni singola dose (mezzo grammo) era di circa 50 euro.
In alcuni casi, per eludere i controlli delle Forze dell’Ordine, alcuni clienti consumavano la droga direttamente nell’abitazione.
Le articolate attività operative hanno consentito, inoltre, di dimostrare l’esistenza di una vera e propria associazione, di cui facevano parte alcuni degli indagati, costituita allo scopo di reperire e poi vendere al dettaglio la cocaina, evidenziando i singoli ruoli degli appartenenti all’associazione criminale.
Lo spaccio avveniva, principalmente, nell’abitazione di Via del Guasto, luogo scelto dai malviventi perché vicino ai locali di intrattenimento della città; in alcuni casi è stata documentata la cessione di droga anche in altri luoghi cittadini,
Già ai primi stadi delle indagini, R.K e T.M. , uno dei soggetti al momento irreperibile, sono stati arrestati in flagranza di reato, con conseguente sequestro di circa 450 gr. di cocaina.
La puntuale e analitica ricostruzione degli episodi di spaccio, l’individuazione del modus operandi e dei “compiti” che ogni appartenente all’organizzazione svolgeva, hanno consentito alla Squadra Mobile di prospettare alla Procura della Repubblica un solido quadro probatorio circa le responsabilità degli indagati e hanno così permesso all’Autorità Giudiziaria di disporre i provvedimenti cautelari oggi eseguiti dalla Polizia di Stato.

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