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Cronaca e Giudiziaria

Post-tragedia: la legge lo impone ma il “rischio industriale” d’Abruzzo non è di dominio pubblico

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A meno di un anno di distanza dalla tragedia di Città Sant’Angelo, i nuovi drammatici eventi di Tagliacozzo riportano all’attenzione politica e sociale la questione del rischio industriale nella nostra Regione e della sua gestione. Lo stabilimento della ditta Pirotecnica Paolelli, così come lo stabilmento della Ditta di Giacomo di Città Sant’Angelo luogo dell’incidente dell’anno scorso, è inserito nell’elenco nazionale degli “stabilimenti a rischio di incidente rilevante”, per i quali è prevista dalla legge una gestione particolare che coinvolge tutti gli Enti Locali(Regione, Provincia, Comune), i Vigili del Fuoco e le Prefetture. In Abruzzo gli stabilimenti inseriti in questa particolare categoria sono 26, di cui 6 si occupano di “Produzione e/o deposito di esplosivi” (categoria nella quale è ricompreso lo stabilimento della Ditta Di Giacomo), 4 sono “Stabilimenti chimici o petrolchimici”, 1 distilleria, 7 “depositi di gas liquefatti”, 2 “depositi di oli minerali”, 2 “stoccaggi sotterranei” e 4 hanno produzione di diversa natura non specificata (l’elenco è consultabile sul sito del Ministero dell’Ambiente al link http://www.minambiente.it/pagina/inventario-nazionale-degli-stabilimenti-rischio-di-incidente-rilevante-0 ).

La categoria degli “stabilimenti a rischio di incidente rilevante” fu introdotta in Italia con DPR 17 maggio 1988 n. 175 che recepiva nell’ordinamento italiano la Direttiva 82/501/CEE(detta Direttiva Seveso, in quanto fu elaborata a seguito del gravissimo incidente avvenuto nella città lombarda allo stabilimento della ICMESA). La normativa è stata successivamente aggiornata con il D.Lgs. 334/99 che recepì la Direttiva 96/82/CEE nella quale furono elaborate due categorie fondamentali di stabilimenti: facendo riferimento agli articoli relativi del D. Lgs. 334/99 vennero divisi in art.6/7 e art. 6/7/8. Per gli stabilimenti dove il rischio è maggiore e coinvolge il territorio circostante l’articolo 20 prevede che “il prefetto, d’intesa con le regioni e gli enti locali interessati, previa consultazione della popolazione e nell’ambito della disponibilita’ finanziarie previste dalla legislazione vigente, predispone il piano di emergenza esterno allo stabilimento e ne coordina l’attuazione”. La consultazione della popolazione è stata ulteriormente precisata e regolamentata dal Decreto 139/2009 del Ministero dell’Ambiente, che fa seguito al D. Lgs. 238/2005 che ha recepito in Italia la Direttiva 2003/105/CE. L’articolo 2 del Decreto 139/2009 prevede che “Il prefetto, ai fini di cui all’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo n. 334 del 1999, nel corso della predisposizione del piano di emergenza esterno e comunque prima della sua adozione procede, d’intesa con il comune, alla consultazione della popolazione per mezzo di assemblee pubbliche, sondaggi, questionari o altre modalita’ idonee, compreso l’utilizzo di mezzi informatici e telematici”.

La legge impone quindi il massimo coinvolgimento della popolazione, tramite ogni mezzo possibile, nell’elaborazione del Piano di Emergenza Esterno e la più ampia pubblicità dello stesso, così che ogni cittadino sia a conoscenza dei rischi e dei comportamenti da tenere in caso di incidente. In questi anni varie volte ci si è interessati all’applicazione di questa normativa nei Comuni dove sono presenti gli “stabilimenti a rischio di incidente rilevante”. Abbiamo purtroppo dovuto rilevare moltissimi ritardi nell’applicazione della normativa e che la popolazione non è neanche a conoscenza, in alcuni casi, che lo stabilimento situato nel proprio Comune è ricompreso nell’Inventario Nazionale di tali stabilimenti. Un accesso agli atti della primavera 2010 presso la Regione, i Comandi Provinciali e Regionale dei Vigili del Fuoco, le Province, le Prefetture e i Comuni ebbe pochissime risposte, in alcuni casi fu alquanto laborioso (in un caso per avere un documento che la normativa impone sia di dominio pubblico si è dovuto arrivare quasi a minacciare di adire le vie legali) e in un Comune, addirittura, gli stessi uffici comunali non conoscevano la normativa e che uno stabilimento “a rischio di incidente rilevante” fosse presente nel loro Comune.

Su decine di siti web di Enti coinvolti solo 5 hanno pubblicato “Piani di Emergenza Esterni” di stabilimenti presenti nel proprio territorio per un totale di soli 8 piani a disposizione della cittadinanza. Da notare che la quasi totalità delle pubblicazioni è avvenuta su siti web della prefettura e di comuni della Provincia de L’Aquila.

Anche la sola circostanza che, per avere copia dei Piani di Emergenza Esterno, per quasi tutti gli stabilimenti sia stato necessario un accesso agli atti (quando, invece, la legge stabilisce che essi devono essere facilmente reperibili in ogni momento e a totale disposizione dei cittadini) è esemplare della situazione dove non appare soddisfatto lo spirito del Decreto Ministeriale 139/2009 e i successivi provvedimenti di legge.

Al rischio industriale in diversi casi si somma la questione delle emissioni degli impianti stessi. Riscontriamo costantemente che la popolazione non ha piena consapevolezza della reale situazione e gli Enti Locali non riescono a rispondere a tale necessità. Basti pensare che, come ampiamente denunciato da varie associazioni ambientaliste nel 2010, il Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria non risulta attuato: nella Provincia di Chieti non esisterebbe alcun controllo sulle emissioni in atmosfera nonostante il notevole numero di aree industriali (Val di Sangro, Chieti Scalo, Vasto e S.Salvo) e non è stato realizzato neppure il Piano di monitoraggio delle aree industriali previsto dallo stesso Piano di Tutela. Da considerare che diversi degli stabilimenti abruzzesi ricompresi nell’Inventario Nazionale degli Stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante si trovano nei pressi di importanti infrastrutture viarie (e non solo) e/o di centri abitati. Questa circostanza (come, dalle costanti segnalazioni e presenza sul territorio abbiamo notizia, nel vastese), in alcuni casi, crea allarmi e allarmismi nella popolazione, alla quale non viene fornita alcuna notizia al riguardo.

Cronaca e Giudiziaria

Raffica di incidenti alle “curve di San Vincenzo”: mamma e bimba si ribaltano, l’assessore Angelucci sfonda il guardrail

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Luco dei Marsi – Raffica di incidenti stradali sulla Strada provinciale 22 nel tratto noto come le “curve di San Vincenzo”. Un’auto con a bordo una giovane mamma e la sua bambina si è ribaltata, probabilmente a causa del ghiaccio. E’ accaduto ieri, intorno alle 13. A bordo della Fiat Panda c’erano una giovane donna di Luco dei Marsi e la sua bimba di soli quattro anni, rimaste illese nonostante i danni ingenti riportati dall’auto. Mezz’ora prima nello stesso punto una Picasso grigia è uscita fuori strada sfondando il guardrail e restando in equilibrio sulla vegetazione verso la sottostante Circonfucense. Alla guida dell’auto l’assessore del comune di Luco dei Marsi, Valentina Angelucci, candidata alle elezioni regionali, che nell’incidente ha riportato lievi traumi ed è stata medicata al pronto soccorso di Avezzano.

 

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Ordigno inesploso rinvenuto ad Avezzano, artificieri sul posto

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Avezzano – I vigili del fuoco di Avezzano sono intervenuti in seguito ad una segnalazione per la presenza di un ordigno esplosivo, di cui si sta verificando la natura, rinvenuto nel pomeriggio di oggi nella zona nord di Avezzano. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza la zona. Secondo i primi accertamenti potrebbe trattarsi di un fuoco pirotecnico di grande potenza inesploso. Sul posto anche carabinieri della locale stazione e gli artificieri della polizia.

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Aperta un’inchiesta sulla morte di Antonello Ferreri

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PescasseroliAntonello Ferreri, giovane chef di 35 anni, originario di Avezzano è morto in circostanze ancora tutte da chiarire, tanto che la Procura del Tribunale di Sulmona ha aperto un’inchiesta. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro.

Lo hanno trovato, questa mattina, riverso sulle scale dell’Hotel di Pescasseroli dove lavorava da qualche mese. Sono due al momento le ipotesi al vaglio degli inquirenti: il giovane chef potrebbe aver perso la vita per un improvviso malore che sarebbe risultato fatale, provocando la caduta, oppure la morte potrebbe essere subentrata dopo un incidente. Dubbi che dovranno essere chiariti dall’autopsia già disposta e che sarà affidata al medico legale già domani mattina. A ritrovare il corpo esamine del giovane cuoco sarebbe stato un collega che ha lanciato subito l’allarme e ha allertato i soccorsi. A constatare il decesso sono stati prima i sanitari del 118, e poi il medico legale fatto intervenire dai carabinieri per la prima ispezione cadaverica.

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Tenta di scippare una mamma con bambino alla stazione, arrestato un marocchino

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AvezzanoTentato scippo alla stazione ferroviaria di Avezzano ai danni di una mamma che aveva con sé il figlio minorenne. Per questo ieri sera gli agenti del Commissariato di Avezzano hanno arrestato un cittadino di nazionalità marocchina, già noto alle Forze di Polizia in quanto sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma per reati contro il patrimonio e la persona. L’extracomunitario ha tentato di impossessarsi della borsa della donna, ma senza riuscirci grazie alla pronta reazione del compagno. A casa del marocchino gli agenti hanno trovato circa 30 grammi di droga tra hashish e marijuana. L’arrestato è stato condotto presso il carcere di Avezzano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Anche qualche giorno fa una donna era stata scippata sempre in zona stazione, in quell’occasione il consigliere comunale Francesco Eligi aveva inseguito il ladro che, braccato, ha abbandonato la borsa [Leggi qui].

 

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Muore dopo 36 ore al pronto soccorso, vittima il gestore del bar dell’INPS

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Avezzano – É morto dopo essere rimasto in osservazione per quasi due giorni al pronto soccorso, dove si era recato per un malessere. Il tragico finale ha visto vittima un sessantaquattrenne luchese, Mino Porcelli, molto conosciuto in paese e ad Avezzano, dove gestiva il bar presente nella struttura dell’INPS.

Il calvario dell’uomo è iniziato giovedì scorso quando ha accusato un malore. Giunto all’ospedale del capoluogo marsicano, era stato visitato e sottoposto a delle analisi; i medici ne avevano disposto la permanenza nelle sale del pronto soccorso, sotto osservazione. Secondo una prima ricostruzione, le condizioni dell’uomo erano andate degradandosi nel corso delle ore, con un nuovo episodio critico nella serata di ieri, venerdì 4 gennaio. Il decesso dell’uomo è avvenuto nella mattinata di oggi. I familiari hanno presentato denuncia e la Procura ha avviato le indagini, disponendo l’autopsia sul corpo dell’uomo. Mino Porcelli lascia la moglie, un figlio e una figlia.

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Terremoto Collelongo: macchina dei soccorsi immediata ed efficiente, oggi riunione operativa

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Collelongo – Collelongo si è svegliato sotto una coltre di neve e in via preventiva resterà attivo anche per oggi il COC, aperto immediatamente dopo la scossa di magnitudo 4.2 che alle 19.37 di Capodanno ha fatto tremare la Marsica.
Immediata ed efficiente la risposta all’emergenza delle istituzioni e della macchina dei soccorsi: la mobilitazione ha visto sul campo i carabinieri, la polizia, i vigili del fuoco, la Croce Rossa, i gruppi di protezione civile di Magliano de’ Marsi, Tagliacozzo e Sulmona, con la disponibilità degli altri gruppi marsicani.
“Oggi si terrà una riunione del gruppo operativo per fare il punto della situazione. Non vi sono state altre scosse rilevanti, se si escludono quelle, di lieve entità, registrate ieri, pertanto la situazione sembrerebbe essersi normalizzata”, ha spiegato la sindaca Rosanna Salucci, “come noto, i terremoti non possono essere previsti, perciò l’attenzione resta alta, soprattutto perché gli esperti hanno definito anomalo questo evento, di difficile definizione, pertanto il monitoraggio continua. Ci auguriamo di poter riparlare di terremoto solo in termini di prevenzione, che è fondamentale. É di vitale importanza la messa in sicurezza degli edifici, a partire da quelli pubblici, come anche di misure reali perché le famiglie possano affrontare l’adeguamento sismico delle vecchie abitazioni. Parliamo di somme rilevanti ma, oltre all’inestimabile valore delle vite umane che il sisma si porta via, quanto costano allo Stato l’emergenza e il post emergenza? Confidiamo che si mettano a disposizione intanto i fondi necessari all’adeguamento della nostra edilizia pubblica, almeno nelle zone più a rischio sismico del Paese”. Una riunione si era tenuta ieri, alla presenza del dott. Rinaldo Tordera, per la Asl, dell’ingegner Carmine Iampieri, responsabile distaccamento Vigili del Fuoco, Armando Croce, comandante della stazione carabinieri di Trasacco, competente per territorio, la dottoressa Maria Basi, del Dipartimento di protezione civile regionale.
Tra i presenti della “prima ora”, anche il dirigente del servizio Prevenzione dei rischi della protezione civile, Sabatino Belmaggio, originario di Collelongo e in paese per le festività, che ha supportato l’Amministrazione nelle prime ore dell’emergenza.
“Abbiamo aperto il dormitorio subito dopo la scossa, e poco dopo le 21 era completamente attrezzato”, ha rimarcato la vicesindaca Tina Sucapane, “Vi hanno trascorso la notte in pochi, ma molti cittadini si sono raccolti nella struttura e vi hanno sostato a lungo, finché, tranquillizzati, hanno fatto ritorno alle abitazioni”. Dalle verifiche operate dai tecnici, tuttora in corso, si sono evidenziate solo alcune crepe su solai e tramezzi; poco dopo la scossa, gli Amministratori hanno attraversato il paese e hanno bussato alle case dei cittadini più anziani o in situazioni note di maggiori difficoltà per accertarsi delle condizioni.

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Bottiglie e oggetti contro gli automobilisti nel Fucino, la denuncia dei cittadini

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Marsica – Uomini in bivacco, soprattutto nelle ore serali, spesso ubriachi e molesti nei confronti degli automobilisti di passaggio. É quanto segnalano diversi cittadini, costretti per lavoro a transitare più o meno quotidianamente nella zona di Borgo Ottomila.

Proprio in quest’area fucense, spesso salita alle cronache quale luogo di spaccio e teatro di attività delle forze dell’ordine, si sono susseguiti, in particolare nelle ultime settimane, episodi che avrebbero potuto sfociare in tragedia: diversi giovani, presumibilmente, secondo le descrizioni offerte dagli automobilisti, di origine magrebina, transiterebbero abitualmente sulle strade della zona, già poco illuminate in diversi tratti e anche in presenza di nebbie, in evidente stato di alterazione, spesso lanciando bottiglie e inveendo contro i passanti. Di fatto, l’area sembra diventare, “Specialmente col buio, “terra di nessuno”, nella quale diventa rischioso transitare”, come rilevato da una pendolare che viaggia tutti i giorni da sola per lavoro tra Trasacco e Celano.

Due sere fa, proprio lungo la strada per Celano, nella zona di Borgo Ottomila, un uomo, in evidente stato di ubriachezza e in sosta sulla carreggiata, ha scagliato una bicicletta contro l’auto condotta da una giovane donna celanese in rientro dal lavoro. Fortunatamente la donna è riuscita a mantenere il controllo del mezzo, evitando l’impatto con la bicicletta e con l’uomo, e si è allontanata rapidamente, in preda a un comprensibile spavento. L’appello dei cittadini, esasperati, è alle istituzioni e alle forze dell’ordine, perché vi siano maggiori controlli e misure efficaci per prevenire situazioni potenzialmente drammatiche.

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