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Omeopatia, solo acqua fresca o qualcosa in più? Due casi risolti

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Considerato che l’articolo sull’Omeopatia ha suscitato molto entusiasmo ed accesi dibattiti, mi dicevo: “Perché non parlarne ancora, visto che ora è indiziata di essere una medicina centrata sull’acqua fresca”?
A chi di voi non avesse letto la mia risposta sull’articolo precedente, parlo in particolare ai detrattori di questa disciplina, li rimando lì, per ovvie ragioni di spazio, ma una cosa la devo ricordare assolutamente: esiste una certa organizzazione che si chiama OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha riconosciuto, da moltissimi anni ormai, la valenza di molte medicine tra cui l’Omeopatia e ne ha premesso l’utilizzo in ambito sanitario.

Ci sono stati in Europa, come Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera, Svezia che le riconoscono e ne permettono l’uso da lungo tempo e credo che noi italiani abbiamo, ahimè, molto da imparare, visti i loro privilegiati trend di riferimento in ambito sociale, ma soprattutto sanitario. Altro aspetto importante: esiste uno studio scientifico fatto da Masaru Emoto sulla memoria dell’acqua e sulle sue capacità di trasferire informazione. E’ uno studio scientifico che sta andando avanti e che evidenzia la qualità dell’acqua di sapersi trasformare in virtù di segnali che provengono dall’esterno. A segnali ben definiti l’acqua si trasformerebbe in cristalli che assumerebbero una forma armonicamente simmetrica o, al contrario, caotica e disordinata, in conseguenza dell’inquinamento dell’acqua stessa e della presunta “energia” a cui sarebbero esposti; sia essa sotto forma di suono (voce, musica), parola scritta (etichetta applicata a una brocca).

Ancora una considerazione. Non si dimentichi una importante legge di Heisemberg (fisico di meccanica quantistica) sull’Indeterminazione, che dice quanto segue: due particelle dello stesso atomo se prese ed isolate anche a distanza di migliaia di chilometri l’una dall’altra, risponderebbero vicendevolmente allo stesso spin (direzione) che verrebbe indotta ad una qualsiasi di loro. Quindi i processi vitali dell’uomo non possono prescindere da fattori e componenti di biologia, chimica, biochimica, da fattori di fisica pratica e da quelli di fisica quantistica e, aggiungerei, da fattori “sottili”, ma, riguardo questi ultimi, non pretendo che persone razionali e peculiarmente mentali debbano esserne convinte come lo sono io e tanti altri come me! Questa è la condizione di questa terza dimensione di esistenza! Detto questo, prima di parlare di due, dei tanti casi di guarigione ottenuti grazie all’acqua fresca, partirei immediatamente con i ringraziamenti e, consentitemi, con le strigliatine per cavalli…spero di razza!

L’articolo ha avuto più di 15.000 contatti e questo vi farà comprendere quanto interesse può aver suscitato ed è per ciò che ringrazio vivamente tutti coloro che lo hanno letto e commentato. In particolare il mio sentito ringraziamento va, non me ne vogliano i sostenitori, ai detrattori dell’Omeopatia, a coloro che sul blog hanno avuto il coraggio (ne abbiano di più quelli che si firmano con pseudonimi, firmandosi almeno con il nome) di attaccarla inesorabilmente, attirando l’attenzione e pensando di screditarla. Dico bene, pensando, perché, cari amici non è con le chiacchiere che si risolvono i problemi e tantomeno con esse pensate di giudicare qualcosa che non conoscete per niente. Ma siamo italiani, quindi abituati a sentirne di cotte e di crude e di credere come i mammalucchi a tutto ciò che ci viene propinato senza andare a scandagliare per bene l’argomento. Grazie ancora a questi ragazzi che si sono prodigati nel criticare, perché almeno hanno acceso una discussione. A me, da grande buongustaio della medicina naturale, fa piacere che si “accenda” il fuoco, un po’ come quando arriva la febbre.

Viva la febbre, viva il fuoco!!! Attraverso di essa si riaccende il nostro sistema immunitario che crea gli anticorpi necessari per sconfiggere gli intrusi di turno. Il fuoco “brucia” ed annienta tutto ciò che deve essere distrutto ed espulso! Attraverso di esso si attua un cambiamento, che ci porterà verso il benessere e verso il potenziamento del corpo e delle sue difese immunitarie appunto. Grazie per aver acceso questo fuoco che, quantomeno, ha dato un senso a ciò che ho scritto, anche se non eravate d’accordo avete avuto la sfrontatezza di poter dire la vostra. Strigliata per cavalli ….di razza!?! (fate vobis), invece, ai “colleghi” Omeopati. Colleghi! La parola viene dal latino colligere, che significa: riunire, raccogliere insieme, fare gruppo!!! Tutto è successo, tranne questo! Complimenti!

Considerando che l’articolo è stato mandato all’interno di gruppi con decine di omeopati, mi aspettavo una risposta da qualcuno di loro. Questo non perché avessi bisogno di essere difeso o sostenuto, ma almeno potevano sostenere l’argomento e quelle tante persone che vanno da loro per essere curate, ops…scusate… miracolate! Questa la dice lunga. Paura! Paura! Paura! Sempre e soltanto paura! Non un “collega” che si sia adoperato a voler dire la sua. E’ molto, ma molto grave! Io ci ho messo la faccia, voi almeno potevate metterci un commento a patrocinio di quel folto popolo di pazienti e di quella materia, che tanto amate e a cui è stata data, almeno per qualche giorno, voce e risonanza. Quindi, come al solito, gli ignoranti l’hanno screditata tuffandosi nella fittizia gioia data dalla cieca inconsapevolezza, voi che la praticate siete rimasti nascosti come bambini sorpresi a rubare la marmellata. Vedete come funzioniamo? Ma la colpa di chi è? Giudicate voi! Ma ora passiamo a raccontare brevemente due episodi di “guarigioni miracolose” avvenute grazie all’acqua fresca.

Per dovere di cronaca e di deontologia professionale, visto che qui si sta “rischiando” di vincere il Nobel in virtù di questi casi di guarigione, non volendo scomodare il Barone De Coubertin, perché ai due esimi dottori piace solo vincere, tralascerò di citare i loro nomi, sperando siano almeno presi in considerazione per la nomina all’ambito premio. I due casi per motivi di spazio saranno sintetizzati per accoglierli entrambi.

 

 

Primo caso. DERMATITE ATOPICA

Gambe

Paziente di 15 anni con dermatite atopica. Questa patologia si manifesta con chiazze molto pruriginose, con localizzazione specifica a livello delle pieghe flessorie dei gomiti e dei cavi poplitei, che si desquamano continuamente, aprendo spesso piccole lesioni da grattamento. Sono molto fastidiose, per esempio la notte e, soprattutto, quando entrano a contatto con elementi che il paziente tollera poco, come saponi molto forti o indumenti di tessuto poco raffinato.

Altra caratteristica che rendeva il ragazzo sofferente era il fatto che il suo viso manifestava una elevata ritenzione idrica, con gli occhi completamente chiusi dal gonfiore delle palpebre, tanto che era costretto a portare occhiali scuri per quel suo aspetto certamente non confacente ad un ragazzo di quindici anni. Questo stato di continua tensione non permetteva al ragazzo un ottimale rendimento nello studio nonostante si applicasse quotidianamente, con ripercussioni anche nei rapporti sociali, poiché le stesse attività ludiche erano ben presto soppiantate dall’instaurarsi di astenia totale.

In questi casi si usa spesso attribuire le cause a dinamiche conflittuali di natura psichica e scaricare le colpe di tali patologie sulla psiche.

Nel caso specifico il nostro paziente, al termine di ogni ciclo di terapia allopatica prescrittagli non era mai migliorato, anzi il suo stato fisico dopo l’assunzione dei farmaci, spesso peggiorava. Questo tran tran andava avanti da troppo tempo.

Interessante il primo giorno di colloquio con la madre del paziente che riferì: “Sono ormai più di sette anni che mio figlio ha questi problemi, abbiamo girato molti specialisti e tutte le volte che andavamo gli prescrivevano farmaci che spesso lenivano solo momentaneamente i dolori e i bruciori delle piaghe, mentre altre peggioravano tale situazione immediatamente dopo la somministrazione. L’ultima visita che abbiamo fatto ci è stato risposto, proprio in sua presenza e in modo poco deontologico e professionale che avrebbe dovuto convivere con questa “Malattia” e che forse era diventato ormai più un problema psicologico che altro. Infatti visto che in sette anni non era stata definita, la suddetta ci lasciava pensare che avrebbe potuto essere solo di origine psicosomatica. Quel giorno uscimmo dallo studio con le lacrime agli occhi, disperando che non ne saremmo mai venuti a capo. Io stessa forzai la mano nei confronti di mio figlio cercando di convincerlo che probabilmente ormai era diventato un problema psicologico, ma lo vedevo sempre più sofferente soprattutto in questo ultimo anno”.

Dopo attento esame diagnostico omeopatico il farmaco di riferimento fu Plumbum Metallicum prima in varie diluizioni e in seguito Scalare Progressivo (ossia varie assunzioni dello stesso rimedio a “diluizioni” – dinamizzazioni – crescenti) e fu così che il ragazzo in pochi mesi guarì completamente, senza aver più avuto recidive. (Anno 2003).

 

 

Secondo caso. Morbo di Legg-Calvè-Perthes.

Lastra

 

La situazione è la seguente: il ragazzo di 22 anni, presentava sin da bambino una patologia all’anca, tanto che i genitori girarono per lungo e per largo ospedali specializzati per cercare di risolverla.

La diagnosi fu chiara fin dall’inizio: Morbo di Legg-Calvè-Perthes. Patologia benigna dell’anca, in cui la testa del femore tende a cambiare la sua normale forma e consistenza ossea; essa è causata da vari fattori: traumatici, vascolari o infiammatori(la cui origine è spesso sconosciuta). Questa patologia colpisce generalmente gli adolescenti di sesso maschile tra i quatto e gli undici/dodici anni; l’unica fortuna, si fa per dire, è legata al fatto che interessi solo un’articolazione!

Sovente quando ci si accorge della sua esistenza il danno è andato avanti un bel po’; il silente “lavoro” di lisi delle ossa porta ad un loro graduale sfaldamento: osso femorale (testa del femore) e cavità acetabolare dell’osso iliaco. Il paziente all’inizio presentava dolore e sensazione di pesantezza dell’arto che lo portava a trascinarlo per alleggerirne il disagio; con il tempo il dolore si faceva più insistente e sopravvenne una leggera zoppia. Con esami specifici, il più semplice è la radiografia dell’anca, in questo caso si evidenzia la patologia che si suddivide in quattro stadi. I primi due sono quelli più facilmente riconducibili a norma, mentre gli stadi tre e quattro sono quelli irreversibili, da cui non si torna indietro. Il paziente visitato nel mese di maggio si trovava nel quarto stadio della patologia e si avvicinava all’intervento di protesi dell’anca nel settembre dello stesso anno. La sua era certamente una fase “irreversibile” della patologia, come gli era stato diagnosticato dai vari chirurghi consultati.

Potete immaginare un bambino o un adolescente costretti a sopportare tutti i giorni disagi che vanno dal dolore lacerante (i normali antidolorifici sono acqua fresca e spesso si deve intervenire con alte dosi di farmaci potenti ed invasivi) a rinunce quotidiane.

Come può vivere un giovane che non può più correre, saltare, giocare a pallone o fare assolutamente alcun tipo di movimento? Il dado è tratto! Assicurò il medico omotossicologo, che guidò il paziente verso la guarigione. Un anno e mezzo di cure specifiche con prodotti omotossicologici (insieme di prodotti omeopatici raggruppati fra loro in  fiale) e alla fine accadde quanto segue. Diciotto mesi dopo il paziente ripeté sia la lastra che la risonanza magnetica, lasciando di sasso tutti! La situazione dopo la cura fu la seguente: non si evidenziava alcuna infiammazione; la lisi delle ossa era completamente assente; nei punti in cui le ossa si stavano sgretolando si era riformato osso compatto; le stesse non presentano più aree di necrosi; la cartilagine tra la testa del femore e la cavità acetabolare si era riformata! Solo la testa del femore rimaneva ancora leggermente ovalizzata, ma era davvero nulla rispetto a quello che si presentava un anno e mezzo prima. Il ragazzo ora può tranquillamente vivere tutta la vita in questo stato, senza bisogno di essere impiantato (Anno 2009).

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Questi sono due tra le migliaia di casi risolti con l’Omeopatia, pardon…con l’acqua fresca. Nutro la speranza che l’acqua, elemento primordiale, rimanga fresca a lungo, così da mantenere la qualità che la contraddistingue, la caratterizza e la rende l’elemento doc per eccellenza. In questi casi da me riportati doveva essere davvero fresca per ottimizzare i risultati ottenuti. Pazienza, studio e amore per la verità, questo caratterizza la scienza in genere e l’Omeopatia pur non essendo una scienza, è una concreta realtà sempre più in ascesa (in Italia dodici milioni di cittadini ogni anno la utilizzano), con cui, anche gli scettici ad oltranza, si dovranno confrontare d’ora in avanti. I tempi cambiano e l’evoluzione, per fortuna, è in atto…da sempre… ed i cambiamenti inarrestabili saranno scontati! Grazie!

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0 Comments

  1. Ely

    25 ottobre 2013 at 14:04

    Personalmente , mi curo con l’omeopatia da molti anni, e, devo dire che ho sempre avuto ottimi riscontri. I migliori risultati, si ottengono chiaramente, conducendo uno stile di vita sano ed equilibrato (niente eccessi, ma neanche privazioni ,per intenderci ). Ricorro ai farmaci allopatici, solo in caso di estrema necessita’ ,come primo soccorso , ma comunque do la preferenza all’omeopatia….grazie dott. Masella per avermela fatta conoscere . Ely

  2. emilia

    25 ottobre 2013 at 16:43

    non e’ acqua fresca! grazie all’omeopatia ho salvato mia figlia dall’operazione alle tonsille! curo anche le mie gatte con i farmaci omeopatici ed il veterinario e’ daccordo!

  3. Patrizia

    25 ottobre 2013 at 16:58

    Leggo sempre con molto interesse i suoi articoli e li trovo sempre molto interessanti. Questo mi e’ piaciuto particolarmente sia perche’ scuote le nostre menti invitandole a essere curiose per amore di verita’, sia perche’ racconta due casi veri che parlano piu’ di ogni altra disquisizione. La ringrazio per mettere ogni volta la faccia pur sapendo di risultare “scomodo” ai piu’… Buon lavoro e grazie ancora!

  4. Antonietta

    26 ottobre 2013 at 11:14

    Anch’io voglio lasciare la mia testimonianza. L’omeopatia e’ stato un valido aiuto per la mia forma di depressione. Mi sono affidata ad un medico omeopata che ha saputo scegliere la cura piu adatta al mio caso.

  5. Pingback: Casi clinici e omeopatia | omeopatiaparma

  6. Pingback: Medicina Omeopatica, l’arte dei “simili” | glaucosanti

  7. romolo

    26 ottobre 2013 at 15:15

    Confermo la grande valenza ed efficacia dell’omeopatia. Un grande ringraziamento al Dottor Masella per avermi aiutato a superare molti ed importanti problemi di salute. Romolo

  8. Camelia NITA

    2 novembre 2013 at 12:13

    L’ignoranza……Che è peggio del non sapere,sempre si può studiare ma….Viva uomini come lei Dott. Masella. Oltre la professionalità esiste un cuore grande e questo a volte il paziente è 20% guarito,si sente coccolato,con nuove speranze che secondo me non sono da poco….Auguri

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Dottori Commercialisti di Avezzano e della Marsica

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Si è insediato il 09 gennaio u.s. il nuovo consiglio dell’Ordine dei
Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Avezzano e della Marsica.

Nel corso della riunione, presieduta dal Presidente Dr. Valerio
Dell’Olio, si è provveduto all’elezione delle cariche dell’Ente:

Vice Presidente: Rag.Fabrizio Ranieri

Segretario: Dr.Walter Di Giacomantonio

Tesoriere: Dr. Orlando Viscogliosi

Enti Locali e Istituzionali:Dr. Antonio Del Fosco

Formazione e Università: Dr.ssa Monica Pestilli

Formazione Giovani: Dr.ssa Barbara Cleofe

Attività Produttive e Associazioni di Categoria: Dr.ssa Marisa Gismondi

Informatizzazione ed Eventi: Dr. Stefano Olivieri

Il nuovo Consiglio ha poi provveduto alla votazione dei membri del
Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti dove è stata eletta
quale supplente la Dr.ssa Felicia Mazzocchi dell’Odcec di
Avezzano e della Marsica.

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Acqua minerale a chilometri zero a Celano

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Acqua minerale a chilometri zero a Celano grazie alle casette dell’acqua installate in Piazza Aia e in località Campitelli. Entro pochi giorni entreranno in funzione le due casette per la distribuzione di acqua naturale e gassata, al costo di 5 centesimi al litro.

“Non è stato facile realizzare il progetto – dice il Sindaco Settimio Santilli – a causa delle lungaggini burocratiche per ottenere tutte le autorizzazioni,  ma alla fine la nostra perseveranza è stata premiata. Abbiamo avviato tutto l’iter relativo alla installazione delle casette dell’acqua già al momento del nostro insediamento nel 2015 e ci siamo spesso confrontati con enti superiori quali l’Ato, il Cam e la stessa Regione. Ora la faticosa e tortuosa prassi  si avvia a conclusione e possiamo offrire ai cittadini un servizio  adeguato, conveniente e funzionale”.

“Al momento – continua il Sindaco Santilli – le casette sono state localizzate in piazza Aia e nel Rione Campitelli, in quanto si tratta di due zone della Città molto fruibili, con ampie zone di parcheggio, frequentate e densamente popolate. Tre parametri essenziali  per verificare la bontà del progetto che l’Amministrazione comunale intende estendere successivamente in altre zone della Città. Se i risultati del monitoraggio saranno quelli che ci aspettiamo – conclude il Sindaco – altri due impianti di distribuzione verranno installati a Borgo di Strada 14 e nel quartiere Stazione”.

Il secondo step del programma acqua a Km zero, infatti, prevede che nel corso dei prossimi tre mesi venga effettuato una sorta di attento monitoraggio per verificare l’indice di gradimento da parte dei cittadini che quotidianamente si recheranno nei punti di distribuzione per rifornirsi di acqua naturale e mineralizzata. Le casette dell’acqua, come detto, verranno posizionate in luoghi ben visibili, accessibili a tutti e per evitare episodi di danneggiamento o altro sarà in funzione anche un sistema di videosorveglianza.

Insomma l’Amministrazione comunale ha concretamente predisposto un ulteriore servizio a favore dei cittadini, un servizio che presenta non solo un’alta valenza sociale ma che non trascura anche un aspetto squisitamente economico, consentendo di usufruire con costi contenuti di un bene che appartiene  a tutta la comunità.

casette acqua 1

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Note argentate, i nuovi corsi di musica per i pensionati e over 65

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L’Accademia Musicale- Yamaha Music Point di Avezzano, sotto la direzione didattica del M° Stefano Fonzi, organizza a partire da gennaio 2017 i corsi mattutini di strumento musicale e canto rivolti a pensionati e over 65.

Gli strumenti disponibili sono: Fisarmonica, Pianoforte, Tastiere, Canto, Chitarra Classica, Chitarra Elettrica, Basso Elettrico, Batteria.

Il M° Stefano Fonzi è direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore che collabora costantemente con artisti quali Gino Paoli, Nina Zilli, Fabio Concato, Fabrizio Bosso, Dee DeeBridgewater, autore delle musiche per molte trasmissioni RAI e che ha diretto, tra le altre, la London Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e l’Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini.

Da sempre attento alla formazione dei giovani il M° Fonzi, dopo anni di insegnamento ai più piccoli, ha deciso di rivolgere lo sguardo anche agli adulti, in particolare agli over 65 e ai pensionati più in generale.

Un’attenzione particolare”, dichiara il M° Fonzi, “va rivolta a chi, dopo una vita di lavoro e di intensi rapporti sociali, andando in pensione si ritrova a sentirsi quasi inutile, rischiando anche traumi psicologici importanti. La musica fa bene a tutti, ci sono centinaia di libri e migliaia di studi che lo dimostrano, per cui abbiamo pensato con la nostra Accademia musicale di attivare dei corsi lowcost per pensionati, in modo da socializzare ulteriormente con persone della stessa fascia d’età, e con un interesse comune che è quello della musica. Sempre più spesso incontro persone ormai in età pensionabile che mi dicono che avrebbero voluto imparare uno strumento, ma i loro tempi non c’erano le possibilità. Oggi ci sono tutte, e non è mai troppo tardi per iniziare a suonare uno strumento”.

Il metodo di insegnamento Yamaha, riconosciuto come uno dei migliori metodi al mondo per l’educazione musicale sin dai primi anni d’età, sarà al centro dello sviluppo musicale di ogni iscritto.

Il metodo Yamaha, è frutto dell’esperienza di più di 50 anni nel campo della didattica musicale dove tutti i docenti ricevono una formazione di altissimo livello ed un continuo aggiornamento professionale, svolgendo le lezioni in un clima rilassato e divertente con l’obiettivo di far sì che l’allievo impari con gioia e interesse.

I docenti, diplomati nei conservatori nazionali e professionisti del faranno scoprire il piacere della musica a chi da piccolo non ne ha avuto modo.

Le lezioni saranno costituite da piccoli gruppi da 2 a 5 persone a seconda dello strumento e avranno una durata di 60 minuti ognuna con cadenza settimanale con un costo mensile di 40 € per le quattro lezioni.

Per ulteriori informazioni: Tel. 0863 1940160 – 338 8844727 – info@accademiamusicale.eu

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Natale 2016: la generosità della classe 1976

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Magliano. Ci sono ancora persone con un cuore immenso in questo mondo. E’ il caso dei componenti della classe del 1976 di Magliano Dei Marsi, che hanno compiuto un gesto di grande generosità donando alla scuola primaria dell’Istituto Comprensivo una banco scuola speciale per un bimbo che frequenta la classe prima.
I quarantenni maglianesi si sono autotassati per riuscire a realizzare il sogno di un bimbo e cioè quello di poter frequentare le lezioni in classe senza alcun disagio con un banco adatto alle sue esigenze “speciali”.
Ieri mattina il banco scuola  è stato consegnato alla presenza della mamma del piccolo e delle sorelline, delle insegnanti della classe prima, del vice Sindaco del Comune di Magliano Dei Marsi Domenico Cucchiarelli e dei giovani della classe 1976.

 

 

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Tre ricette gustose senza sale, senza grassi e zuccheri aggiunti da preparare durante le feste natalizie

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Ecco tre ricette “famose” suggerite da Marcello Coronini nel suo libro La Cucina del Senza. Perfette per la cucina di ogni giorno, per una cena con gli amici o per una festa in famiglia. Dimostrano che con la Cucina del Senza bastano i giusti accorgimenti per guadagnare in salute senza rinunciare al piacere di mangiar bene.
  1. Pipe saltate con uva passa e scarola
  2. Caciucco di fagioli cannellini 
  3. Torta di mele 
PIPE SALTATE CON UVA PASSA E SCAROLA
1 cespo di scarola da 1 kg, 30 g di uva passa, 500 ml di brodo di verdure senza sale, 1 scalogno 4 filetti di acciuga 20 g di pinoli olive denocciolate 350 g di pipe o lumache 3 cucchiai di pangrattatoPreparazione:
lavatela e riducetela a listarelle non troppo sottili. Sbollentatela per qualche minuto mantenendola croccante, quindi scolatela e tenetela da parte. Mettete l’uva passa in acqua calda e lasciatela in ammollo il tempo necessario a renderla morbida. In un’ampia padella con un mestolino di brodo fate stufare per 5 minuti lo scalogno. Riducete a pezzetti 3 filetti di acciuga e aggiungeteli allo scalogno, schiacciandoli con un cucchiaio di legno fino a disfarli. Unite l’uva passa, ben strizzata, i pinoli e la scarola sbollentata. Aggiungete una manciata di olive tagliate a fettine, un altro mestolino di brodo e proseguite con la cottura. Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua non salata. In un padellino antiaderente fate sciogliere il restante filetto d’acciuga con dell’acqua e poi tostatevi il pangrattato per qualche minuto. Scolate le pipe lasciandole molto al dente, e trasferitele nella padella con la scarola facendole cuocere per 4 minuti. Se necessario, aggiungete un altro mestolino di brodo vegetale. Servite la pasta in una zuppiera precedentemente riscaldata con l’acqua di cottura e cospargetela con il pane tostato alle acciughe.

CACIUCCO DI FAGIOLI
1 cipolla, 1 spicchio di aglio, 2 filetti di acciuga dissalati, 500 g di fagioli cannellini lessati, 200 g di erbette o biete piccole, 1 l di brodo vegetale senza sale concentrato di pomodoro, 4 fette di pane rustico, 90 g di Parmigiano-Reggiano stagionato almeno 30 o 36 mesi, olio extravergine di oliva pepe in grani
Preparazione:
In una casseruola fate stufare con qualche cucchiaio d’acqua la cipolla affettata e l’aglio in camicia. Quando l’aglio è morbido, eliminatelo e unite i filetti di acciuga spezzettati, in modo che si disfino, quindi i fagioli e le erbette spezzettate, già lavate e scolate. Cuocete a fuoco dolce per qualche minuto. Versate quindi il brodo, spolverizzate con un po’ di pepe macinato al momento e aggiungete un cucchiaino di concentrato di pomo- doro. Rigirate bene e proseguite la cottura a fuoco basso fino a quando le erbette non sono cotte.
Disponete nei piatti fondi le fette di pane. Versate il cacciucco sul pane e cospargete con il Parmigiano-Reggiano a scaglie. Condite con un giro d’olio e servite caldo.

TORTA DI MELE
1 kg di mele Granny Smith + 2 per decorare, 2 uova, 2 vasetti da 125 g di yogurt bianco non zuccherato, 250 g di farina 1 bustina lievito per dolci, confettura senza zucchero (gusto a piacere)
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 160 °C. Lavate e sbucciate le mele, tagliatele a pezzi e frullatele in un mixer con le uova, lo yogurt e la farina. Unite il lievito e azionate nuovamente. Trasferite l’impasto in una tortiera da 28 cm di diametro, rivestita con carta da forno. La- vate e tagliate le 2 mele rimanenti a fettine sottili, lasciando la buccia, e disponetele a cerchio sopra l’impasto. Portate la temperatura del forno a 180 °C e infornate per 40 minuti circa. A 5 minuti dalla cottura stendete 1 cucchiaio abbondante di confettura sopra le mele e cuocete per altri 5 minuti. Sfornate quando la confettura è del tutto sciolta e avrà formato una sottile crosticina.

La Cucina del Senza può rivoluzionare la nostra alimentazione grazie alla facilità di esecuzione e, inoltre, può essere considerata come una cucina preventiva e allo stesso tempo valida per chi ha problemi di salute. È adattabile ad ogni regime alimentare in atto: una dieta non dieta che coinvolge tutta la famiglia.

http://marsicanews.com/?attachment_id=97714
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Abruzzo

Presentato in Abruzzo il “CalendErsercito 2017”

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Presentato stamane a L’Aquila presso l’Auditorium “Elio Sericchi” della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, il CalendEsercito 2017 dedicato quest’anno alle innovazioni tecnologiche del periodo bellico di inizio secolo scorso,  divenute col tempo patrimonio della collettività. L’evente  si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra, è stato introdotto dal Comandante Militare dell’Esercito per l’Abruzzo, Gen. B. Rino De Vito, e ha visto la partecipazione  del Dott. Giuseppe  Di  Pangrazio, Presidente del Consiglio Regionale Abruzzo, della Dott.ssa Marcella Nocilla, Responsabile Servizio Rapporti Istituzionali e Coordinamento del Segretariato Generale della Difesa, nonchè di numerose altre autorità civili e militari.

Ad ispirare le pagine dell’intera opera editoriale sono state le numerose invenzioni e scoperte che videro la luce proprio durante il Primo Conflitto Mondiale e che, ancora oggi, vengono utilizzate anche in campo civile. Dall’orologio “da trincea”, ora da polso, al “Ponte istantaneo” precursore dell’attuale “Ponte Bailey”, dalla bicicletta “pieghevole” all’utilizzo delle prime “aereo-fotogrammetrie”,  dai prefabbricati di montagna alla ruota “a cingolo”, solo per citare alcuni esempi. Un importante tributo culturale e di memoria all’intelletto umano, dunque, e  alla scienza che sempre accompagnano i processi evolutivi della società. In tema di innovazione, nelle pagine del CalendEsercito 2017, spicca quest’anno l’introduzione dei codici QR (Quick Response),  moderno sistema di cattura digitale delle informazioni che, con una semplice applicazione, consente di scaricare i contenuti di approfondimento presenti su ogni pagina del calendario utilizzando il proprio dispositivo mobile, sia esso smartphone o tablet.

Denso di significato anche il paginone centrale dedicato all’emancipazione femminile, vera innovazione sociale che, improvvisamente vide le donne, da sempre relegate alle semplici mansioni domestiche, occuparsi di ruoli considerati sino a ad allora totale appannaggio degli uomini. L’evento è stato inoltre valorizzato dalla partecipazione di alcuni studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore  “Domenico Cotugno”  di  L’Aquila. Quest’opera celebrativa sottolinea,  ancora una volta, lo stretto rapporto tra Esercito e società scaturito un secolo fà, ancorché in un tragico periodo della nostra storia, ma tuttora vivo e sempre più forte e solido, richiamando al lettore quelle invenzioni e scoperte che ci accompagnano ancora oggi e della cui origine, probabilmente, poco si conosceva. Il Gen. B. De Vito inoltre, nell’intento di rafforzare  anche nelle giovani generazioni  i sentimenti di unità, identità e coesione che da sempre caratterizzano la più sana coscienza di appartenenza alla Patria,  ha consegnato una Bandiera Nazionale alla rappresentante dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Domenico Cotugno”. Infine ha formulato gli auguri per le festività natalizie a tutti gli intervenuti.

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L’amazzone Velia Angelini premiata dal Comune di Avezzano

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Avezzano.Si è tenuta questa mattina nella Sala Consiliare del palazzo municipale di Avezzano,  la cerimonia di premiazione che ha visto protagonista, ancora una volta, l’amazzone Velia Angelini, della Scuderia I Mandorli.

Il riconoscimento per i meriti sportivi conseguiti le è stato assegnato dall’assessore  allo sport Arch. Fabrizio Amatilli che si è congratulato con l’atleta in rappresentanza del Sindaco e della città: 

” Siamo onorati di avere un’atleta del calibro di Velia Angelini nel nostro territorio per l’equitazione e per il lavoro che quotidianamente svolge nel centro ippico che ha creato e che gestisce con il suo team, la Scuderia i Mandorli “

Velia Angelini, in divisa Fise Team Italia, ricevendo questo riconoscimento ha dichiarato di essere altrettanto onorata e grata all’assessore che le ha strappato la promessa di portare a “casa” risultati sempre più prestigiosi e di continuare a lavorare per la diffusione di questo bellissimo e formativo sport, ancora cosi poco conosciuto in Abruzzo. 

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