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Mente, corpo e anima, quell’oscura ed inesplorata

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Se volessimo trovare spiegazioni accettabili sul termine triangolo della salute, ci imbatteremmo in chiarificazioni ove non si può fare a meno di notare l’evidente assenza del fattore che fa la differenza: l’Anima. Per cui la domanda sorge spontanea: siamo solo mente, funzione e struttura o qualcosa in più? Pur non volendo considerare i triangoli inquisiti, che tralasciano di considerare il valore aggiunto di cui sopra, ho estrema difficoltà ad accettare che viviamo nel paese di Francesco Papa dove, comunque, il paradigma non cambia: dell’Anima – appare evidente – nessuno sa nulla, ma, soprattutto, nessuno ci dice alcunché, in ispecie coloro che ci dovrebbero illuminare o, quantomeno, delucidare in merito.

In ambito medico scientifico accade esattamente la stessa cosa. Ormai il paziente è divenuto -quando va bene- un bersaglio di inarrestabili pulsioni di amanuensi eccitati ed incalliti che imbrattano fogli stampati di rosso,  sventagliandoli, come proiettili di mitragliatrici impazzite, su banchi di farmacie che li trasformeranno magicamente in farmaci. E -quando va male- il paziente diviene un ingombrante destabilizzatore di uno status quo precostituito ed insindacabile, che non deve e non puote assolutamente arrogarsi il diritto di accedere a discussioni in merito al proprio stato di salute od avere spiegazioni dettagliate sulla sua eventuale malattia o indigenza.

Molti pazienti si lamentano di medici che sovente si sostituiscono a Dio. Il delirio di onnipotenza non è più solo prerogativa dei monotoni e scoppiati politici italiani, in quanto altri settori professionali, in primis quello medico, si battono da tempo per ottenere la supremazia e dimostrare che sono più vicini al Creatore di quanto si creda. Siamo stanchi, noi operatori delle Medicine Olistiche, di vederci arrivare esseri umani frustrati, depressi e depauperati della coscienza e della gioia della vita, che arrivano a noi come ultima ed indefessa spiaggia di salvezza, perché senza alternative o vie d’uscita. Beato te! Mi sento dire spesso, ma tu non sai quanto è difficile oggi fare il medico e quanta responsabilità abbiamo e come si debba fare attenzione alle leggi che ci tengono sempre col fiato sospeso! Vero! Ma le leggi esistono per tutte le categorie sociali e se proprio alcune di esse, per noi che operiamo con la salute delle persone, sono così assurde ed opprimenti, possiamo anche cambiare lavoro! Quanti medici sono stanchi del lavoro che fanno e scaricano la loro frustrazione su innocenti persone bisognose, sovente, più di amore che di cure!?! Ma, da buon italiano, mi piace troppo la contraddizione di quest’aspetto che si palesa in ogni dove e in ogni mentre.

Anima, Dio,  spiritualità….eh già, molti operatori del settore medico e terapeutico, si riempiono la bocca di queste parole, misconoscendone manifestamente il loro reale significato, ma, in particolare, l’effettiva importanza che racchiudono per un essere umano/paziente. Essi acclamano le qualità dell’Anima, fanno intendere di considerarla importante nel contesto terapeutico e, molto più ipocritamente, citano Dio e lo celebrano- anime sante- dichiarandosi cristiani misericordiosi pronti ad assumersi qualsiasi onere morale e spirituale nei confronti del prossimo. Nelle sedi di competenza si scambiano il segno della pace, quando il loro cervello è sempre in guerra e la loro Anima abbandonata a se stessa in parcheggi a lunga sosta. Corpo fisico, Mente-emozioni ed Anima.

Troppi non sanno che è L’Anima che comanda ed il corpo subisce o, meglio ancora, ne risponde in ogni sua manifestazione. E se invece fosse la mente a comandare? Se comandasse la mente non potrebbe comandare l’Anima! Sia l’una che l’altra hanno il corpo fisico come bersaglio. Quindi l’ideale sarebbe avere una sinergia tra mente ed Anima per ottenere un corpo equilibrato. Ma tutto ciò chi lo sa? Mi si accuserà di blasfemia, ma a me interessa poco dare spiegazioni o convincere chi non crede in tutto questo. Ognuno è libero di pensare e fare ciò che vuole, ma di una cosa sono certo: gli esseri umani hanno davvero un’Anima e, credeteci o meno, è su quella che la maggior parte dei Medici Olistici, o non convenzionali, amano lavorare.

Ogni disagio, patologia, problema di qualsiasi tipo, sono il risultato di una mancata sinergia tra questi tre aspetti. Come possiamo capire se l’Anima è o meno in sintonia con la nostra mente e con il nostro corpo? Si può imparare attraverso l’ascolto del proprio corpo e la messa in stand bye della mente. Più abbandoniamo la mente a se stessa, maggiore sarà la percezione della nostra Anima. Molti terapeuti e Medici Olistici sono in grado di portare il paziente a percepire questa “oscura ed inesplorata”.

Anima2Nelle patologie importanti è l’Anima che permette alla coscienza di elaborare la malattia ed è Lei che ci guida verso la consapevolezza e le scelte importanti. Molte volte ho sentito pazienti che volevano morire perché sentivano che il loro percorso terreno era terminato. Queste persone erano perfettamente sintonizzate con la loro Anima. Molti altri invece, che hanno vissuto lo stato di coma, hanno descritto percezioni diverse,  un aspetto apparentemente nuovo, sentito in modo forte, che hanno ritrovato al loro “risveglio”. Il modo in cui lo spirito è unito al corpo non può essere compreso dall’uomo, e tuttavia in questa unione consiste l’uomo. Sant’Agostino. Ho voluto citare questo aforisma perché allora era decisamente più difficile parlare di Anima e percepirne la presenza, mentre oggi invece ritengo i tempi maturi per approdare all’esperienza fra le più belle mai vissute.

La percezione dell’Anima di un paziente che si accinge a condividere l’esperienza con un terapeuta è una percezione simile ad una fusione nucleare, dove l’energia che si esprime è maggiore della compressione che è stata utilizzata per ottenerla. Sia nel campo della fisica che in quello dell’Anima, la forza che si ottiene dalla fusione è  talmente potente che si ha l’impressione di trovarsi oltre la materia: Anima quantica!? La gioia e la serenità che esprimono le persone quando arrivano a contattare l’altruismo e l’amore del terapeuta con cui sta condividendo la sua malattia, permette spesso il salto quantico, in cui sia la percezione della malattia che la sua possibile guarigione, sono un tutt’uno; ed è in casi del genere che si avverte l’Anima cosmica agire all’unisono senza che alcuno si arroghi diritti prioritari o rivendichi capacità univoche.

Quando si lavora con l’Anima e per le Anime che si incontrano, è evidente che nessuno ha un ruolo più importante di un altro, ed allora il risultato che viene ottenuto grazie anche a terapie o a medicine naturali è il connubio perfetto tra l’operatore, il paziente e il mezzo utilizzato per arrivare allo scopo ed, infine, alla guarigione. Si è ormai aperta l’era in cui si ottengono risultati con i pazienti quanto più si è sintonizzati con la loro Anima. Prepariamoci a conoscere più a fondo l’essenza della vita e dell’amore che ci accompagnerà verso l’illuminazione, la condivisione e una migliore  riuscita terapeutica.

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  1. Patrizia

    8 Novembre 2013 at 16:15

    Bello! e molto sentito… E’ importante sapere di essere Mente-Anima-Corpo anzi fondamentale… Forse quest’articolo scandalizzera’ molte persone ma e’ importante che qualcuno abbia il coraggio di aprirci gli occhi. Grazie per la sua pazienza e, soprattutto, per il suo coraggio!

  2. Antonietta

    8 Novembre 2013 at 19:26

    Caro dott. Masella se non sbaglio lo stesso Platone diceva di curare il corpo insieme all’anima. Essa ci mette in connessione con l’universo e con Dio ed e’ la parte piu’ vera di noi stessi. Noi siamo Mente, Anima e Corpo: il corpo comunica con il linguaggio delle emozioni, la mente con i pensieri ed i ricordi e l’Anima con il linguaggio dell’Amore. L’Amore come unita’ iINDISPENSABILE, e lo sottolineo, della nostra vita. Grazie .

  3. Laura

    8 Novembre 2013 at 23:25

    Ho sempre sostenuto che la causa dei malesseri fisici è la “malattia dell’anima”!!! E solo guarendo questa possiamo raggiungere un equilibrio perfetto!!! Grazie Antonio per l’aiuto che mi dai a guarire la mia anima!!!.
    Complimenti per l’articolo.

  4. Elisabetta

    10 Novembre 2013 at 13:10

    Come sempre quello che la contraddistingue è il coraggio, la passione e l’amore per quello che fa. Grazie per condividere con me questo meraviglioso viaggio verso la guarigione.

  5. Romolo

    10 Novembre 2013 at 13:20

    Un articolo veramente molto interessante. La grandezza del Dottor Masella sta proprio nel fatto di “ascoltare” l’anima del paziente. Il tutto espletato con tanto amore.

  6. Guido

    11 Novembre 2013 at 10:10

    Grazie per l’articolo molto interessante, mi ha colpito la parte finale dove dice: Quando si lavora con l’Anima e per le Anime che si incontrano, è evidente che nessuno ha un ruolo più importante di un altro, Si è ormai aperta l’era in cui si ottengono risultati con i pazienti quanto più si è sintonizzati con la loro Anima. Io lavoro con le Campane Tibetane Armoniche e grazie al mio Maestro che ci ha insegnato questa connessione con l’anima della o delle persone che ti trovi di fronte avvengono le guarigioni perché si diventa tutti UNO…….

  7. flavia

    12 Novembre 2013 at 17:37

    Anche Cartesio nell’ultimo suo scritto ” Le passioni dell’anima” sostenne che mente (o anima) e corpo non sono separati come capitano e nave, ma che sono intimamente legati e addirittura mischiati. Esisterebbe un punto privilegiato dove mente e corpo interagiscono: la ghiandola pineale……..
    Se già i grandi della storia hanno scritto, sostenuto e fondato i loro studi su mente /anima/corpo-spirito, come possiamo noi, prescindere da tutto ciò?
    Il problema è che non ci si sofferma più a pensare, ad ascoltare il ns corpo o la ns anima

  8. stefano coco

    17 Novembre 2013 at 11:29

    esistono anche delle “sottocategorie” di operatori per la salute che,nella visione meccanicistica e tecnocratica della societa’ occidentale vengono derisi ed anche a volte perseguitati.assente in me qualsiasi vittimismo,sono troppo dentro al mio paradigma esperenziale e fin dalla piu tenera eta’ iniziai io a boicottare la cosidetta medicina ufficiale.plagiata ad iniziare dagli ambienti e percorsi accademici,dall’orrore della farmacocrazia.questo e’ un mio pensiero che qui esprimo con delicatezza,ma non sono parole soltanto mie,bensi dell’illustre veronesi nel suo ultimo libro che mai acquistero’ perche mai saro’ in armonia con il suo “sguardo sulla malattia”ed ancor piu con la sua visione dell’essere umano di sesso maschile,a dir poco svilente per la specie. faticano le leggi ma ancor piu gli esseri umani,a riconoscere nella medicina tradizionale cinese,quella visione olistica di cui ,oggi,si sente sempre piu s-parlare.tutto sembra divenuto olistico….lo shiatsu studiato ,ma non solo nel triennio di scuola,sui testi antichi della m.t.c. quelli che per forza di cose richiedono anche qualche conoscenza degli ideogrammi,ma non per banali traduzioni,e’ una disciplina di vita,deve o dovrebbe diventarlo come esigenza ,cosi come ogni operatore per la salute,medici compresi,dovrebbe avere esigenza di fare un percorso personale.e vedo indulgenze macroscopiche in questo senso.medici,naturopati,agopuntori,operatori shiatsu e quant’altro,che non smuovono di un millimetro le proprie esistenze,relazioni sentimentali,familiari;quindi malattie e problemi spesso addirittura additati a cause esterne alla loro volonta’.poi pero’ subito pronti a pretendere di guarire e curare.e’ una umanita che nella sua maggioranza e’ stta plagiata e distaccata da una presa di coscienza di essere unici responsabili della nostra vita ,dalle relazioni alle malattie,anche e sopratutto quelle definite gravi o incurabili.ad oriente invece esistono malattie facili e difficili….una societa’ che,con una psicanalisi anche superficiale,dei suoi comportamenti di massa,e’ evidentemente rimasta allo stato di maturazione materno-infantile.qui si aprirebbe una discussione ampia sui ruoli ontologici delle due diverse strutture psichiche che sovrintendono i due generi maschile-femminile.e’ una societa’ che teme la morte e il dolore.quindi il messaggio insito in ogni sintomo di malessere e malattia.una societa’ che ricaccia nell’oscurita’ dell’ignoto anche la valenza catartica soggiacente in ogni stato di de-pressione.una societa’ che cataloga tutti gli stati alterati ci coscienza,come malattie e problemi psichici.che con estrema fatica si sta aprendo,ma non negli ambienti accademici,alle regressioni della coscienza,agli stati non ordinari.nei primi anni 90 era da folli anche soltanto leggere s.grof e tutte le sue esperienze nella reale pratica di coscienza ed azione olistica. questa e’ una societa’ che invece preferisce andare dal medico ,ed ora si sta semplicemente sostituendo il medico con la figura olistica,omeopatica,naturopatica ecc.dove comunque si cerca il rimedio e-o cura miracolosa;perche e’ una societa’ che vuole vivere soltanto con una parte della coscienza.edil giogo,si avete letto bene giogo ma anche gioco,malefico della mente inconscia governa a velocita mostruose ogni eventuale imput esterno che porterebbe ad una direzione di revisione delle credenze indotte nella stessa mente inconscia,nei primi 7-8 anni di vita.questa e’ l’epigenetice che bypassa tutti i concetti della ereditarieta’ genetica.lascoperta del telomero ,il dott liptono ecc sono una mina vagante per tutto il mondo della scienza ufficiale.il dott lipton lo ha scoperto,ma nello zenshiatsu,nei libri millenari del nei jing,questi concetti sono espressi ,ed anche in modo estremamente dettagliato,da oltre 3000 anni.qui ancora vedo una ulteriore dicotomia,si parla di psicosomatico,ma ad un senso solo.la psiche che condiziona il soma.assurdo per chi davvero e’ dentro i concetti della mtc eludere la base imprescindibile su cui si erige il tutto.le entita psichiche degli organi interni,fino anche alle ghiandole endocrine.la relativa psicofisiologia degli stessi ,in continuo dialogo con il micro e macrocosmo.ma questo non puo’ restare in un ambito puramente teorico-razionale.con lo shiatsu e il con-tatto ed ascolto dei meridiani,si possono sentire disarmonie che fanno leggere eventuali future anche gravi malattie,prima ancora che inizino a sedimentarsi.nella psicofisiologia delgi organi ,ogni nosra emozione,sensazione,modo di parlare ,esprimersi,gesticolare ecc ha una connotazione relativa che determina anche gli aspetti caratteriali psicologici ritenuti nostri e immutabili della serie “io sono cosi,questo e’ il mio carattere”.a vilte sento la sconcertata meraviglia di persone che,avendo deciso di fare il passo,iniziano i trattamenti,e poi le sedute personali che appartengono ad un percorso serio in cui qualsiasi operatore dovrebbe indirizzare il paziente per riconnetterlo ad un percorso di responsabilita e pratica personale.ecco li spesso sento questo stupore nel constatare come al processo di autoguarigione innescato,corrispondano dei cambiamenti del nostro essere ritenuti immutabili.doloroso puo’ essere il percorso di revisione del proprio nucleo familiare,andando aldila’ di quell’amore fisiologico,di quelle lealta’ nascoste e sensi di colpa che soggiacciono in questi ambiti.soltanto una voluta e radicale revisione delle costellazioni familiari puo’ consentire la reale crescita dell’individuo.senza temere di mettere in discussione con cio’ il nostro amore “viscerale”che proviamo nei riguardi del nostro nucleo .ma anzi e’ proprio da li che un papa diventa padre ed una mamma diventa madre…ad ogni malattia soggiace un conflitto,dal raffreddore al cancro.a volte la malattia stessa e’ il programma della natura animale che portiamo con noi,di risolvere il conflitto.non si puo’ relegare tutto a nuove mode con nomi sempre piu astrusi e strambi che nella essenzialita’ delle medicine orientali sono scritti e praticati da millenni.mi vengono in mente gli shen che porterebbero dritti al cuore della psicologia junghiana e poi della bioenergetica .e qui tutti gli esercizi di zenshiatsu.ma poi ancora alla biotransenergetica. e la rappresentazione dello “hun”che porta ai sogni ed interpretazioni degli stessi sempre in ambito di psicologia junghiana.ma potremmo trovare correlazioni badate bene,molto evidenti anche con il pensiero di hilman,di jaspers,di platone finanche a f.nietzsche.personalmente e qui chiudo scusandomi per la lunghezza della mia risposta,mi ri-trovo nella teoria quantistica del grande d.bohm ed il suo ordine implicato da cui noi materializziamo l’ordine esplicato e quindi anche le malattie…stefano coco

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Abruzzo

AIELLI: I CITTADINI RICORDANO I CADUTI DELLA GUERRA. DIMENTICANZA AVUTA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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Lo scorso 25 aprile per la ricorrenza della Liberazione l’Amministrazione Comunale di Aielli ha dimenticato ancora una volta di deporre un fiore al monumento dei caduti di Aielli Stazione dove inoltre non e’ stato eseguito “ l’alza bandiera”. Per questo motivo nella mattinata di Domenica 28 Aprile un gruppo di cittadini indignati si sono riuniti in piazza per deporre un fiore e ricordare i morti in battaglia. A parlare è stato Marco Barbieri che ha spiegato come, nonostante nel centro di Aielli Alto si fosse svolta una manifestazione ufficiale dell’amministrazione comunale in onore dei caduti, ad Aielli Stazione non è la prima volta che viene a mancare l’appuntamento con la deposizione di fiori e l’alza bandiera. Molti cittadini sono rimasti indignati poiche’ già l’anno scorso era stata segnalata la dimenticanza dell’amministrazione comunale la quale, avvisata con dovuto anticipo, non ha ritenuto comunque importante onorare i caduti ad Aielli Stazione. “Avremmo preferito che a farlo fosse stata l’amministrazione comunale il 25 aprile, sarebbe stata la cosa più giusta, se non altro per rispetto degli anziani di Aielli Stazione che da sempre hanno visto sventolare la bandiera italiana e sono sempre stati partecipi alla deposizione della corona. Data l’indifferenza siamo stati costretti a riparare domenica con la deposizione della corona. Purtroppo non è stato possibile invece eseguire l’alza bandiera per ovvi motivi istituzionali. Mi auguro che certi episodi non si protraggano per gli anni avvenire e che l’amministrazione possa essere più attenta e sensibile nel futuro”.

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Abruzzo

FESTA DEL PAPÀ : QUANDO LA LEGGE NEGA L’ESSERE PADRE

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Ci sono padri straordinariamente felici di essere padri e di fare da padri. Perché è l’esperienza più bella della loro vita. Perché il figlio è, la loro vita. Perché crescere, educare, giocare, gioire col proprio cucciolo nutre il cuore, la mente, l’anima.

Ci sono madri (non tutte chiaramente) che negano ai padri questo diritto. Negandogli così di vivere.

Ci sono padri che passano notti e settimane insonni; che subiscono: alienazioni genitoriali, telefonate interrotte con il figlio, figli manipolati, menzogne inculcate nel figlio e parole infamanti; assistono ad: accordi violati, aggressioni al patrimonio; vivono improvvisi sospetti imprevisti del figlio. Padri che vivono il figlio come un ostaggio, vile merce di scambio, corpo contundente, strumento di vendetta; arma non convenzionale. Ci sono padri che non vivono più serenamente, che non lavorano più serenamente, che non gioiscono più, che non riescono più ad immaginare il proprio futuro. Ci sono padri che si impoveriscono, aggrediti patrimonialmente. Che finiscono a fare la coda dai padri gesuiti o dormono in auto. Che hanno sconvolgimenti esistenziali non più riparabili, destinati a restare come inchiostro d’odio su candida seta. Ci sono padri negati.

Uno dei maggiori drammi della società moderna, nella quale una coppia su due è destinata a separarsi, riguarda i padri che si “separano”, ai quali si oppongono le madri con “violenza” negando loro l’esercizio della condivisione genitoriale nella crescita del figlio. La letteratura spiega che in una “separazione” (in un matrimonio o in una convivenza more uxorio) le donne tendono spesso a usare il figlio come arma e i padri invece strumentalizzano il mantenimento.

Diventa dunque essenziale il ruolo del giudice e degli avvocati che assistono le parti.

Occorre infatti che la legge venga applicata con equilibrio, saggezza e responsabilità, dai giudici minorili e che gli avvocati che assistono i genitori in tale delicato conflitto siano innanzitutto competenti, esperti e responsabili. Ho invece conosciuto tanti cialtroni che danneggiano le parti e soprattutto l’interesse dei minori arrecando danni irreparabili. Tali incompetenti andrebbero sanzionati con la radiazione o l’espulsione.

Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) esercita nello spirito della realizzazione del migliore interesse del minore e ha giurisdizione penale, civile e amministrativa. E’ organo specializzato della giustizia, composto da quattro giudici (due togati e due onorari). In Italia ci sono 29 tribunali minorili, con 782 magistrati, dei quali circa 600 sono onorari. La selezione dei giudici andrebbe fatta col massimo rigore possibile poiché gestiscono situazioni di straordinaria importanza.

La competenza in materia civile non è esclusiva (concorrente con il tribunale ordinario e e il giudice tutelare) ma di assoluto rilievo, decidendo anche in tal senso: interventi a tutela dei minori i cui genitori non adempiono in modo adeguato o affatto ai doveri verso i figli (art. 147 cod. civ.); può limitare l’esercizio della potestà genitoriale, attivando l’intervento dei servizi socio-sanitari (art. 333 cod. civ.); può allontanare il minore dalla casa familiare (artt. 330, 333 e 336 cod. civ.); può dichiarare i genitori decaduti dalla potestà sui figli (art. 330 cod. civ.); può dichiarare lo stato di adottabilità del minore; regola l’affidamento dei figli di genitori non sposati, che hanno cessato la convivenza e che sono in situazione di conflitto rispetto all’esercizio della potestà genitoriale (art. 317 bis cod. civ.).

Ricordiamoci dunque che dove c’è un padre negato, c’è sempre un bambino negato.

STORIA DELLA FESTA DEL PAPÀ

La Festa del papà è celebrata in tutto il mondo, anche se in date differenti, e la tradizione vuole che i figli festeggino i papà con regali e biglietti pieni di sentimento. La storia di questa festa è piuttosto recente e risale precisamente al 5 luglio del 1908, giorno in cui venne festeggiata per la prima volta nella città di Fairmont, in Virginia Occidentale, presso la chiesa metodista locale in commemorazione della morte di oltre 360 uomini, 250 dei quali padri di famiglia, nel disastro di Monongah, la più grave sciagura mineraria degli Stati Uniti.

Successivamente, per la precisione il 19 giugno del 1910 a Spokane nello Stato di Washington, la Signora Sonora Smart Dodd, all’oscuro della celebrazione avvenuta a Fairmont e ispirata da un sermone ascoltato in chiesa per la festa della mamma del 1909, organizzò la prima festa del papà così come la conosciamo oggi e fece in modo che la ricorrenza venisse ufficializzata. Ancora oggi infatti diversi Paesi seguono la tradizione statunitense e festeggiano i propri papà la terza domenica di giugno. Nei Paesi cattolici invece, proprio come l’Italia, questa festa viene legata al giorno di San Giuseppe e celebrata quindi il 19 marzo.

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Bcc Roma, la proposta del sindaco De Angelis: “Soci nell’Urban Center”

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«Propongo alla Bcc di entrare a far parte dell’Urban Center. In questi
giorni l’Urban Center sta partendo operativamente, il Comune di Avezzano ne
è stato soggetto ispiratore. Ora, con la vostra partecipazione, potremmo
arrivare a una forma ibrida, tra il pubblico e il privato, finalizzata alla
promozione di progetti sociali». È la proposta avanzata dal sindaco di
Avezzano, Gabriele De Angelis, che ha portato i saluti a uno
dei tradizionali incontri della Banca di credito cooperativo di Roma che ha
visto la partecipazione dei soci delle nove agenzie che si trovano nella
Marsica.

«La Bcc Roma è la più grande Banca di Credito Cooperativo in Italia», ha
aggiunto il sindaco, «e ha la forza di unire l’efficienza con la
solidarietà, contribuendo allo sviluppo dei territori in cui è presente,
mettendo al centro, le persone, i giovani, le famiglie. Anche nella Marsica
e nella provincia aquilana in generale, la Bcc può essere il nucleo intorno
a cui costruire una grande rete per far nascere imprese che diano
occupazione, troppi giovani sono senza lavoro. Con l’Urban Center di
Avezzano, che nasce come il luogo di sintesi di tutte le associazioni e dei
civismi cittadini, si può puntare sull’elaborazione di condivisi progetti
sociali, culturali e di sviluppo economico, così come si è fatto a Torino e
a Bologna. Entrando nell’Urban Center la Bcc potrà proporre e realizzare
nuove soluzioni di welfare, a partire dal campo della sanità e nuove idee
di sviluppo di impresa».

«Sul tema del credito», ha sottolineato De Angelis, «il nuovo governo
regionale ha assunto importanti impegni. Nel programma del presidente
Marsilio si prevede una profonda riforma della Fira, Finanziaria regionale
abruzzese, il cui ruolo sarà rilanciato nella funzione di assistenza alla
imprese interessate ad investire in Abruzzo, assumendo pure partecipazioni
nel loro capitale di rischio e garantendo un ritorno in termini di crescita
e valorizzazione delle eccellenze territoriali. La nuova Fira potrà
svolgere il ruolo di capogruppo di società di interesse strategico
regionale, alle quali fornisce i tipici servizi di
programmazione, di controllo, di amministrazione, servizi legali e
formazione. La Bcc Roma, per dimensione e qualità, per il suo essere
pienamente banca del territorio, potrà giocare un ruolo di primo
attore nel favorire lo sviluppo e il consolidamento delle aziende».
foto: Germana D’Orazio

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MERCATO DEL SABATO : L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONTINUA A VEDERE UNA REALTÀ DIVERSA DA QUELLA PALESE A TUTTI.

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Avezzano. È sempre polemica per il mercato del sabato ad Avezzano. Mentre gli ambulanti, ovvero gli attori protagonisti di questo “telefilm”, continuano a presentare le proprie lamentele e difficoltà per lo spostamento nella zona nord, dall’amministrazione comunale si continua a parlare e rilasciare dichiarazioni come se tutto quello che dicono o pensano gli ambulanti nom esista. Nel caso specifico è esplosa ancora una volta la polemica dopo le esternazioni a mezzo stampa del consigliere di maggioranza Alberto La Morgese, secondo il quale “

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Abruzzo

Consegnati i lavori per il nuovo plesso scolastico in via Puglie.

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Sono stati consegnati i lavori di realizzazione del nuovo complesso scolastico in via Puglie. Ad annunciarlo è l’assessore all’Edilizia scolastica, Chiara Colucci. “La nuova scuola”, spiega l’assessore, “ospiterà una scuola primaria di 10 classi, 250 alunni e una scuola media di 15 classi, 375 alunni, per un totale di 625 studenti”.

“L’edificio, che si estende su una superficie complessiva di circa 5.700 metri quadrati comprende spazi per aule didattiche, aule speciali e integrative, mensa, biblioteca, palestra e auditorium, oltre agli uffici amministrativi e alla presidenza”.

L’esecuzione è curata dall’associazione temporanea d’impresa aggiudicataria, composta dalle ditte Cobar Costruzioni Barozzi Spa di Altanura (Bari) e Upgrading Services Spa. La durata dei lavori è prevista in 360 giorni. “Con la consegna dei lavori alla scuola di via Puglie”, precisa il dirigente Sergio Pepe, “tutti i dieci interventi di edilizia scolastica programmati successivamente all’evento sismico del 6 aprile 2009, per un importo complessivo di 21.887.340 euro (di cui 18.291.341 euro sono fondi della ricostruzione, 1.879.370 euro sono fondi Miur e 1.716.629 euro sono fondi comunali), sono in fase di realizzazione. Quattro sono già conclusi”.

Sono già stati ultimati la demolizione e ricostruzione dell’ala sud della scuola secondaria di primo grado “Vivenza” per un importo di 1.400.000 euro con fondi della ricostruzione, l’adeguamento sismico dell’ala nord della scuola secondaria di primo grado “Vivenza” per un importo di 1.500.000 euro di cui 1.250.000 con fondi del Miur; l’adeguamento sismico della scuola materna della frazione di Paterno per un importo di 300.000 euro con fondi della ricostruzione, la demolizione e ricostruzione della scuola primaria di via Cairoli “A. Persia” per un importo di 2.850.000 con fondi della ricostruzione mentre è in fase di conclusione l’intervento di costruzione del nuovo edificio della scuola primaria “M. Pomilio”, per un importo di 2.100.000 euro di cui 1.680.000 con fondi della ricostruzione. Sono invece in avanzato stato di realizzazione la demolizione e ricostruzione della scuola materna di via De Gasperi per un importo di 700.000 euro di cui 370.000 con fondi della ricostruzione, la costruzione del nuovo edificio della scuola materna in via America per un importo di 1.220.000 euro di cui 1.629.370 con fondi del Miur.

“Sono orgoglioso che il programma di edilizia scolastica proceda speditamente verso l’obiettivo di assicurare massima sicurezza agli alunni che saranno finalmente in condizione di studiare in ambienti moderni e confortevoli “, il commento del sindaco Gabriele De Angelis, “a conferma del buon lavoro portato avanti da tutto il settore tecnico”.

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Abruzzo

LANCIANO: BIMBA DI 8 ANNI SI SVEGLIA DAL COMA : “NON SMETTETE MAI DI LOTTARE” (VIDEO)

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Diventa virale il video della piccola lancianese che lotta contro una malattia rara La gioia del papà: dopo aver sentito la musica della mamma è tornata alla vita.

https://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJThttps://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJT
Ha aperto gli occhi e ha sorriso vedendo i genitori Serena e Filippo. Elisabetta ce l’ha fatta. Un’altra volta, l’ennesima volta ha riabbracciato la vita, a cui si aggrappa con tutte le sue forze da 8 anni.
Ha solo 8 anni infatti la bimba lancianese che lotta contro una malattia rara che anziché abbatterla l’ha resa una guerriera.
Con lei ci sono i genitori, le sorelle, i compagni di classe, la parrocchia di Sant’Antonio e una città intera. A raccontare il suo risveglio dal coma dopo un mese, che sa di miracolo, sono i genitori e un video che su Fanpage è stato visto migliaia di volte. Un video che è un messaggio di speranza e un inno alla vita. Un risveglio avvenuto dopo che la mamma Serena, ballerina, aveva danzato nell’ospedale di Ancona dove è ricoverata la bimba, con l’ex ballerino di Amici Ivan Cottini, affetto da sla. «Un caso, una coincidenza», commenta il papà Filippo, scenografo, «mia moglie Serena e Ivan stavano lavorando ad un videoclip di beneficenza con il comitato genitori dei bambini cardiopatici Torrette di Ancona. Ma Serena lo aveva avvisato che si fermava perché Elisabetta era in coma. Ivan allora le ha voluto fare una sorpresa. Si è presentato in ospedale per ridarle un sorriso grazie alla danza e hanno ballato emozionando tutti. Appena rientrata in stanza la sorpresa più grande: il cuore di Elisabetta aveva ricominciato a battere regolarmente e dopo un po’ lei è uscita dal coma lasciando increduli persino i medici».
Era in coma dal 1° febbraio, dopo un interminabile intervento al cuore. L’ennesimo, perché la piccola, affetta dalla sindrome di George che colpisce un bambino su quattromila, e una cardiopatia rara congenita aveva già subito altri 7 interventi. «I primi sei nel primo anno e mezzo di vita», riprende il papà, «che abbiamo vissuto qui all’ospedale di Ancora. Il 31 gennaio è stata sottoposta al nuovo intervento a cuore aperto: 36 ore interminabili ore di operazione con problemi infiniti e la sua piccola vita appesa ad un filo. Noi lì come sempre a sperare, pregare. Poi la sorpresa a Serena, la danza e il risveglio di Elisabetta e un recupero che i medici stentano a spiegare, anche se è ancora in terapia intensiva e i problemi non sono tutti risolti».
Elisabetta però lotta, non vuole saperne di stare allungata, si vuole sedere – cosa estremamente difficile da fare dopo quello che ha passato – guarda i disegni dei compagni di classe. È debilitata, scioccata, ma nonostante tutto, sorride alla vita.
«Lei è speciale», riprende il papà, «prima di entrare in sala operatoria ha indossato una maglietta con su scritto “buon lavoro a tutti”, ai medici che l’hanno operata. Viviamo giorno per giorno. Ci addormentiamo nella speranza che ci sia un domani, con le sue difficoltà, ma che ci sia. Ti confronti con altri genitori che sono qui, nel reparto di cardiochirurgia pediatrica diretto da Marco Pozzi, ti aggrappi alla speranza, alla fede, alla scienza e alla ricerca che va sostenuta. Grazie alla ricerca anche Elisabetta magari potrà ritardare gli interventi che dovrà fare e vivere meglio. Ai genitori che hanno figli malati vogliamo dire di non arrendersi, di continuare a sperare. La malattia di un figlio ti toglie il respiro, ti cambia il sorriso e ti spegne gli occhi ma il tuo cuore batte anche per quello del tuo guerriero, se serve. E quando tutto sembra essere perduto, la vita ti stupisce».

Fonte articolo: ilcentro.it

Fonte video : fanpage.it

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IL DISTROFICO FELICE GRAZIE A DIO

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Evento: domenica 17 marzo alle 17

Marco Solimeo sarà ad Avezzano
e presenterà il suo libro Il distrofico felice grazie a Dio
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Insieme al vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, un pomeriggio di confronto sui temi legati alla vita, al dolore, alla malattia
,alla forza e all’amore, che alla fine è quello che vince su tutto.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Diocesi di Avezzano

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