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L’omeopatia rischia di sparire dall’Italia

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L’Italia dall’ormai lontano 1995 ha adottato la direttiva europea che regolamentava i prodotti omeopatici e, da quell’anno, le aziende italiane – una ventina circa – hanno cercato di regolarizzare la normativa, cercando di districarsi tra i meandri burocratici del nostro paese delle “meraviglie”.

Per questo motivo lo stato ha accettato fin da allora le varie autorizzazioni di pertinenza, senza cavillare troppo riguardo alle regole, più o meno rispettate. Tutto questo fino a circa due anni fa. Cosa è successo da due anni a questa parte? Dato che entro Marzo 2015 tutte le aziende omeopatiche italiane dovranno presentare la documentazione idonea per garantirsi le definitive licenze, lo Stato ha pensato bene di iniziare lo stillicidio, costringendo le stesse alle solite corse all’arrembaggio per regolamentarsi e garantirsi l’idoneità per poter essere operative.

In cosa consiste lo stillicidio? Devo spiegare, a chi non conosce il metodo utilizzato dalle case Omeopatiche per produrre il rimedio, quanto segue: ogni prodotto omeopatico può essere realizzato in diverse diluizioni, che partono da un prodotto base detto Tintura Madre, che poi viene diluito a seconda delle necessità. Dovete sapere che per ogni prodotto, il Ribes Nero, per esempio, si possono ottenere molte diluizioni singole (5 Ch, 12 Ch, 4 Dh, 30 Ch, 200 Ch e altre ancora) e molte diluizioni composite, fino ad arrivare anche a circa venti diluizioni in tutto, per ogni singolo rimedio. Bene, fin qui tutto sembrerebbe filare! Cosa hanno fatto i legislatori italiani – Ministero della salute e AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)? Hanno pensato bene di tassare ogni prodotto di mille euro all’anno (euro più, euro meno).  Lecito, se non fosse per il fatto che essi, assetati più di sangue che di soldi, hanno chiesto mille euro per ogni diluizione prodotta.

Quindi se nel frattempo un’azienda ha  prodotto il Ribes Nero, ha pagato mille euro l’anno, sia per la Tintura Madre, sia per tutte le diluizioni che la stessa ha immesso sul mercato. Immaginate allora, da due anni a questa parte, quanti prodotti hanno dovuto subire un ridimensionamento e quanti- impiegandoli, ne so qualcosa- sono stati ritirati dal mercato perché meno utilizzati rispetto agli altri. Cosa dire allora della scadenza del 2015? L’Italia ha bisogno di rendere attuabile una procedura tecnica che si determinerà quando verranno definiti i dossier dei prodotti omeopatici.

Questo lavoro però tecnicamente è impossibile da parte delle aziende omeopatiche italiane, in quanto dovrebbero preparare un dossier su più di diecimila prodotti omeopatici con costi elevatissimi per le aziende stesse, che tutte insieme- ricordo che sono circa venti- hanno fatturato  poco più di 180 milioni di euro all’anno, equivalente a circa l’ 1(uno)% del mercato farmaceutico italiano. Tutto ciò richiede molti anni d’impegno, troppi per essere portato a termine e a norma di legge come si dovrebbe, e costi elevatissimi per le case omeopatiche. Pensate che la Francia, che passa con la mutua i prodotti omeopatici sin dal 1948, ha iniziato il lavoro più di quindici anni orsono e non lo termina ancora.

Altro aspetto aberrante: se questo lavoro andasse a buon fine in questo limitatissimo periodo di tempo (impossibile), ci sarebbe un altro insormontabile ostacolo da superare: i costi da pagare per tale processo che inciderebbero in maniera negativa sulle casse delle aziende, così costrette a chiudere i battenti, poiché per uno solo dei prodotti omeopatici il costo sarebbe superiore al fatturato di vendita che lo stesso otterrebbe in un anno di vendita.

Inoltre pare che l’AIFA pretenda più di ventimila euro per farmaco depositato, che metterebbe al tappeto tutte le aziende operanti nel settore. In Francia e Germania tali tariffe sono accessibili, perché l’incidenza è minore di sette/otto volte, rispetto alle tariffe imposte dall’Italia e il costo finale dei prodotti omeopatici incide meno sulle tasche del paziente. A questo punto le aziende italiane sono davvero in crisi e la loro preoccupazione è lecita, in quanto il rischio di chiusura è evidentemente elevato.

Tanti non sanno che da noi i prodotti omeopatici sono molto venduti e circa dodici milioni di italiani ne acquistano ogni anno cifre pari a trecento milioni di euro. Quello che mi fa più inquietare è che alcune aziende di prodotti omeopatici stanno portando la loro produzione all’estero, come è già avvenuto per altri settori che conosciamo bene, così da evitare gli esagerati costi imposti, per poterli reimportare in Italia a prezzi più vantaggiosi.

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Ma la cosa più stupida e più italiana che mai, sta nel fatto che gli stessi prodotti omeopatici, se lo Stato decidesse di farli sparire, potrebbero essere acquistati in Francia o in Germania, come accade già adesso purtroppo. Al momento i prodotti omeopatici in Italia costano una volta e mezzo di più rispetto a Francia e Germania e questa politica è stata imposta proprio per disincentivare il loro acquisto. Se dovesse accadere il patatrac, i costi degli stessi a quanto salirebbero? Attenzione, perché si sta provando a compiere l’ennesimo “delitto all’italiana”, in cui il colpevole, come al solito, è lo Stato, ma, siatene certi, esso non pagherà alcuna penalità. Allora prepariamoci a dire addio all’Omeopatia nel nostro paese! L’Italia si troverebbe senza prodotti omeopatici o naturali che dir si voglia e questo sarà un piacere immenso per qualcuno non ben definito…

Come sempre è stato e sempre sarà, i lavoratori di queste aziende e quelli degli indotti saranno licenziati e a nessuno, come troppo spesso ormai accade in Italia, importerà più di tanto. Allo stesso tempo, molti operatori del settore rischiano di perdere il posto di lavoro, ma questo ormai è divenuto un giochetto perverso che mette in evidenza quanta “malattia” mentale ci sia, ma tutti facciamo finta di nulla.

Per chi non lo sapesse, oggi molte case farmaceutiche sono orientate a produrre rimedi naturali, perché hanno verificato che è un mercato che tira e fa tanto business. Quindi quale contraddizione più ovvia e assurda ci tocca subire per l’ennesima volta!?! Da troppo tempo ormai la “musica” della politica e dei suoi interlocutori non cambia e queste parole, in realtà mai verbalmente pronunciate, hanno purtroppo preso forma e consistenza, dando seguito a vere e proprie manifestazioni reali:

“Italiani…vi abbiamo tolto il lavoro…” “Vi abbiamo pignorato le case…”

“Vi abbiamo aiutato ad avere un potere d’acquisto quasi uguale a zero…”

“Vi abbiamo tolto la creatività, la dignità e, addirittura, la voglia di vivere…” “ Vi abbiamo tolto ogni volontà e speranza…” “Pensate siamo riusciti persino a togliervi la fede in Dio…”  “…e allora non siate spigolosi e riluttanti, non fate tante storie se vi togliamo anche l’Omeopatia!!! Un male in più, uno in meno…

E’ questo che vogliamo!?! Svegliamoci, non rimaniamo pecore belanti in attesa di un “salvatore” che non arriverà mai! Svegliamoci!!! Solo noi, presi singolarmente, e la nostra forte e tenace convinzione, potremmo essere in grado di produrre una massa critica e attiva, che si imponga e ci permetta di decidere secondo la nostra volontà. Ma facciamoci sentire! Parliamone, scriviamone e diffondiamo le notizie a chiunque! Più ne siamo e meglio è! Aneliamo ad ottenere ciò che a noi piace e che ci spetta di diritto! Scrivetemi e ditemi cosa ne pensate! Grazie!

N.B. Per firmare la petizione in favore dell’Omeopatia andate su www.omeocom.it e firmate e fate firmare quante più persone potete.

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0 Comments

  1. Ely

    10 ottobre 2013 at 17:54

    Grazie Antonio….divulghero’, spero saremo in molti ….Ely 🙂

    • Antonietta

      10 ottobre 2013 at 22:55

      No l’omeopatia no, io mi curo solo con quella!! Firmata petizione. Grazie.

      • Lady V.

        11 ottobre 2013 at 11:20

        Puoi continuare a curarti con acqua e zucchero tranquilla!

        • Antonietta

          11 ottobre 2013 at 14:59

          Io non mi curo con acqua e zucchero, ma se anche fosse, meglio acqua e zucchero, come dici tu, che VELENI!

  2. Patrizia

    11 ottobre 2013 at 10:15

    Grazie per la segnalazione, ho usato e uso prodotti omeopatici con notevoli vantaggi. Speriamo di essere in tanti a difendere i nostri diritti e la nostra salute…
    Ovviamente ho firmato con piacere e divulgato la petizione.
    Grazie ancora, Patrizia

  3. Romolo

    11 ottobre 2013 at 10:50

    …no omeopatia…no party…!!! Romolo.

  4. Cosmic

    11 ottobre 2013 at 11:18

    attenzione a non confondere farmaci fitoterapici e prodotti “naturali” con l’omeopatia. come spiega nel suo articolo, i prodotti omeopatici vengono diluiti ma omette il fatto che nelle diluizioni di cui si parla – ossia il contenuto dei suddetti farmaci – non esiste alcuna molecola di principio attivo. in pratica sono solo acqua e zucchero. si scandalizza perchè l’Italia si troverebbe senza prodotti omeopatici? io mi scandalizzo perchè l’Italia ne permette il commercio e permette ad aziende di speculare sull’ignoranza e l’assenza di spirito critico delle persone.

    • maria antonietta

      23 ottobre 2013 at 4:21

      gentile cosmic ,vorrei porle una domanda:ha mai provato a curarsi con prodotti omeopatici?le auguro di non averne mai necessità,ma dovesse accadere,li provi: potrà sperimentarne tutta la potenza e l’efficacia,altro che acqua e zucchero…”comprendere non può chi non la prova”garantito da me una credulona dei tanti(11milioni)ancora viva ,dopo un avvelenamento da mercurio ben diagnosticato(mineralogramma e bioscreening)grazie ad una adeguata cura omeopatica che ha richiesto tempo e costanza,ma si sa oggi la nostra società è quella del “mordi e fuggi”non consente riflessione e approfondimento culturale ,poveri noi…

  5. Lady V.

    11 ottobre 2013 at 11:24

    Svegliatevi, appunto!
    Constatate che dentro ai vostri farmaci omeopatici non c’è proprio niente!

  6. Paolo S.

    11 ottobre 2013 at 12:05

    Era ora ! Finalmente smetteranno di vendere lo zucchero a 1000€ al kg. Oppure lo venderanno ancora più caro.
    Così come chi va dal cartomante di solito sborsa migliaia di euro per nulla è giusto che sia così anche per l’omeopatia. L’importante è che chi vuole “curarsi” con l’acqua fresca , se la paghi di tasca sua e non a carico della collettività!

  7. Connacht

    11 ottobre 2013 at 12:14

    http://medbunker.blogspot.fr/2012/06/guida-illustrata-allomeopatia.html?m=1

    più tutti gli altri articoli a riguardo
    finalmente una buona notizia

  8. Rocco Pier Luigi

    11 ottobre 2013 at 12:49

    Considerato che è molto meno costoso prepararsi un cucchiaino di zucchero in casa e nel caso colorarlo con sciroppo, mi sfugge quale sia il problema

  9. Ettore Di Tomasso

    11 ottobre 2013 at 16:39

    Capisco che lo Stato non possa permettersi di finanziare la terapia omeopatica (e non lo chiediamo), ma non capisco perché possa osteggiarla, quando tanti altri paesi civili la riconoscono. Ho idea che in Italia ci siano troppi pregiudizi verso richieste a costo zero ed eccessive aperture a costo elevato.

  10. Romolo

    11 ottobre 2013 at 16:53

    Vorrei fare questa testimonianza: sono più di dieci anni che mi curo con i prodotti omeopatici, ottenendo grandi risultati ed arrivando a curare anche patologie importanti! Mi sembra superfluo aggiungere altro!.
    Consiglio a coloro che, spacciandosi oltretutto con nomi di fantasia, prima di dare giudizi sommari e disfattisti sull’efficacia dell’omeopatia di provare a verificare il tutto.
    Romolo

    • alfredo

      12 ottobre 2013 at 17:38

      Che patologie importanti avresti curato?? In vhe modo??? Dai siamo curiosissimi qui ci scappa il nobel

      • Adele

        12 ottobre 2013 at 23:43

        Caro Alfredo il tuo bla bla bla mi da molto fastidio. Ho curato mia figlia con l’omeopatia, cosa che non ero riuscita a fare con la medicina tradizionale. Io non penso che una bimba di tre anni possa risentire dell’effetto placebo! Prova a curarti con l’omeopatia così dopo POTRAI dire se è efficace oppure no!

  11. Susanna

    11 ottobre 2013 at 21:48

    Ho firmato la petizione e condivido – ringraziando per l’iniziativa.
    E’ difficile sintetizzare quanto esposto nell’articolo in poche parole, ma mi permetto di suggerire una sintesi … che possa convincere più persone a capire, e a firmare.
    Non so, un titolo e un sottotitolo su FB che dia un messaggio più chiaro su quanto sta succedendo …
    Un’ultima preghiera, Chi non conosce l’omeopatia o non la usa … ci lasci vivere, vi costa tanto?

    • Antonio Masella

      13 ottobre 2013 at 9:56

      E’ proprio perché uno non sa fare una cosa, che ne è il miglior giudice.
      Oscar Wilde
      Gentilissimi lettori ho voluto aprire questa risposta con una frase di Oscar Wilde, che presa singolarmente, sarebbe già di per sé la giusta risposta ai molti fra voi che hanno giudicato l’Omeopatia. Riguardo al mio articolo sulla stessa che, vedo con piacere, ha acceso un’interessante discussione a tutto campo, vorrei aggiungere finalmente qualcosa. Come già avevo detto rispondendo a qualcuno di voi, in Italia la cosa più semplice è criticare, per dirla come ho già detto, “all’italiana” maniera, senza conoscere la materia o l’argomento di pertinenza. Voi sapete meglio di me, che le persone che maggiormente criticano, sono, in genere, quelle che meno sanno o conoscono. Quindi, non me ne vogliate, coloro che ignorano in funzione del fatto che non possono sapere o aver avuto l’opportunità di conoscere a fondo l’argomento di cui parlano a vanvera, farebbero meglio a non tirarsela tanto. Vado al dunque. Esiste una certa organizzazione che si chiama OMS (organizzazione mondiale della sanità) udite udite, che ha riconosciuto la valenza di molte medicine tra cui l’Omeopatia e già questo dovrebbe bastare, ma ove ciò non fosse sufficiente, proseguo con lena. Coloro che giudicano, dal modo in cui lo fanno, pare dimostrino di saperne certamente qualcosa in più rispetto questi “energumeni” che si sono permessi di considerare “l’acqua fresca” qualcosa di importante per l’intera umanità. Evidentemente si saranno lasciati abbindolare e convincere da qualcuno certamente incompetente e presuntuoso, se hanno riconosciuto “l’acqua fresca” idonea per il mondo. Ma, gentilissimi lettori, in mezzo a questi “energumeni”, purtroppo per voi, ci sono persone di indubbio valore e qualità da un punto di vista scientifico, esperenziale, professionale e deontologico assolutamente non di parte, quindi, se hanno ritenuto l’Omeopatia valida, evidentemente ne hanno facoltà- certamente meno rispetto a quello che fate comprendere di avere voi- ma in questo caso avete solo dimostrato di sapere denigrare e disprezzare, null’altro. Quindi sarebbe come dire che voi vi autoincensate, cercando di credervi più importanti e preparati di persone che da anni sono lì e che hanno assunto decisioni di una certa importanza, visto che riguardano l’intera popolazione mondiale. Voi mi direte, hanno i loro tornaconti; io non credo assolutamente, ma se anche li dovessero avere non credo attraverso le aziende omeopatiche, visto il loro esiguo numero e la loro scarsa consistenza economica. Quindi cari lettori che vi firmate con pseudonimi o nomi di fantasia che dir si voglia questo è un importante punto da rilevare: o andate voi al loro posto, magari ne avete le qualità e vi sarà possibile accedervi, o rimanete tranquilli e vi sciroppate l’Omeopatia, se ne volete, altrimenti lasciate agli “illusi” la scelta di decidere per la loro vita. Il loro contenuto e la loro efficacia/inefficacia, decidete voi la definizione che più si confà al vostro nobile animo, vanno conosciuti e studiati. Detto questo passo alla scientificità del prodotto omeopatico. Ci sono studi fatti da un’azienda omeopatica mondiale che, per ovvie ragioni, non posso pubblicizzare, che hanno effettuato su alcuni farmaci e che stanno ancora portando avanti su altri, che dichiarano esattamente il contrario di quanto dite voi. E non venitemi a dire che è ovvio che questa azienda dica certe cose, perché non è un solo “dire” ma è stato un vero “fare”, con professionisti di alta onorabilità, competenza scientifica e preparazione in vari campi della scienza, scelti in ogni paese del mondo. Tutto questo elaborato ha portato a termine protocolli scientifici di riferimento che comprovano l’attendibilità dei prodotti studiati. L’azienda per dimostrare la validità scientifica di cui sopra non si è avvalsa di un’autocertificazione come per un estratto di nascita, ma di certificazione comprovata e riconosciuta valida con procedure standard che evidenziano che un medicinale omeopatico-omotossicologico produca effetti terapeutici certi, basati sull’evidenza scientifica (EBM) e la Good Clinical Practice (GCP; 1996, 1996 bis, 1997, 2002). Se tutto questo non vi basta, continuate a dare fiato alle vostre trombe ormai afone. Questi studi esistono e si possono anche reperire su internet, quindi di che cosa parlate? Di che cosa volete parlare se non sapete nemmeno una millesima parte di tutto questo? Ecco perché l’Italia va male. Troppo facile, troppo facile e poi abbiate il coraggio di assumervi le vostre responsabilità, se giudicate fatelo dall’alto di preparazione e competenza comprovata. Quindi io che studio ed approfondisco da anni ogni aspetto scientifico di tutto ciò che mi capita a tiro sarei uno sprovveduto e voi degli scienziati? Nessuno mi regala nulla e ciò che faccio lo faccio perché mi piace, perché ci credo e perché ho visto gente “GUARIRE” con l’Omeopatia e ancora ne vedrò. I pazienti guariti sono tutti cretini allora e voi menti eccelse? Inoltre credo che ho ancora molto da dover imparare e non mi metto lì a sparare a zero su un argomento se non ritengo di avere le competenze in merito per farlo. E ancora, cari lettori anonimi, pensate che stati come Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e diversi altri in Europa e nel mondo siano tanto ciechi o sbronzi fino al punto da permetterne la vendita o dispensarli addirittura con la mutua? Allora potrei pensare che lo hanno fatto finora perché non conoscevano quello che conoscete voi, che evidentemente ne sapete tanto di più rispetto alla loro inaffidabile e limitata preparazione scientifica e che dovranno immediatamente rivedere le loro posizioni in virtù dei vostri commenti e giudizi di persone incompetenti? Dubito! Sono certo che chi gestisce la sanità in questi paesi dovrà incominciare a temere la vostra preparazione e il vostro fiato sul collo, visto che potreste scalzarli da un momento all’altro. Ci vuole umiltà e preparazione a 360 gradi, non giudizio e accanimento senza condizione, senza scopo preciso e completamente privo di competenze dettagliate in merito. Buon lavoro.

      • maria antonietta

        23 ottobre 2013 at 6:09

        caro Antonio,ho letto con grande interesse il tuo articolo.tu sai bene da quale grosso problema sono uscita grazie all’Omeopatia e come ancora sto seguendo cure per le conseguenze di ciò che mi è accaduto.non è più tollerabile che una mentalità retriva e accanita si arroghi il diritto di imporre a tutta la comunità una forma di cura uguale per tutti ,come se tutti noi fossimo stati fatti con uno stampino.ciascuno di noi ,grazie a Dio è diverso dall’altro e dunque reagisce in modo diverso alle diverse cure.ben venga perciò il diritto sacrosanto di poter scegliere il modo di curarsi più adeguato alle specifiche esigenze.non si può subire anche questo genere di imposizione che,più che tutela sembra… dittatura… ad astra per aspera…grazie,ciao!

  12. sandra

    12 ottobre 2013 at 20:31

    Ho avuto grandi problemi che non sto qui a citare ho scoperto l’omeopatia grazie sd un’amica e ho iniziato a curarmi con quella e da li ho avuto grandi progressi e posso dire che grazie all’omeopatia ho ritrovato la voglia di vivere. Avevo perso le speranze girato medici e cliniche private spendendo un patrimonio. Sono sincera, non credevo e non ho mai creduto nell’omeopatia ma era la mia ultima spiaggia ed ho voluto provarla. Ringrazio Dio che esista e che con essa sono rinata.ho preso acqua e zucchero diverse volte per problemi digestivi ma non di certo ha risolto i miei grandi problemi. Percio cara lady v. E caro paolo non vi auguro di passare quello che ho passato io e di dover ricorrere a ciò in cui nemmeno credete ma posso garantirvi che Funziona!!!!!

  13. Irene

    12 ottobre 2013 at 21:41

    é una faccenda seria. Mi meraviglio che ancora nel 2013 e quasi alle porte di 2014 ci sono degli individui che ignorano l’omeopatia e si permettono di scrivere qui sotto l’articolo le battute inopportune.Complimenti per il suo impegno dott.Masella

  14. Carla

    13 ottobre 2013 at 18:34

    Per fortuna pur esercitando la professione di farmacista, non mi sono mai trovata di fronte a delle persone così accanite contro l’omeopatia.Io mi confronto tutti i giorni con persone che per anni si sono curate solo con la medicina ufficiale e che, ad un certo punto, hanno ritenuto opportuno iniziare ad utilizzare farmaci omeopatici riuscendo a curare anche patologie importanti.Qui si vuole togliere la libertà alle persone di curarsi come vogliono, come se l’omeopatia vietasse a chi non ci crede di curarsi come ritiene più opportuno! Non sarà forse che, mi dispiace per voi “scienziati”, sempre più gente decide di curarsi con l’omeopatia e questo da un po’ fastidio a qualcuno?Io credo che dovreste avere l’umiltà di provare e poi potrete riparlarne!

  15. flavia

    13 ottobre 2013 at 23:16

    Mi curo da tanti anni con l’omeopatia e dico a tutte quelle persone che hanno scritto che ci prendiamo dello zucchero, che nn siamo stupide, anzi, forse molto più intelligenti di tante altre che continuano ad intossicarsi. La cosa bella è la LIBERTA’ DI SCELTA. Almeno quella è un diritto che nn ci può essere tolto.

  16. Paolo

    15 ottobre 2013 at 20:02

    Dal 2007 e fino al 2011 ho curato la mia ipertrofia prostatica con i farmaci tradizionali, poi nel 2011, visto gli scarsi risultati, (con ulteriore aumento della dimensione della prostata) ho deciso di cambiare la cura con prodotti omeopatici e dopo un anno ho ripetuto la ecografia ed è stato refertata la dimensione della ghiandola di 2 mm per parte……ora sono convinto, più che mai, che continuerò con l’OMEOPATIA.
    Alla faccia di chi non ci crede.
    Grazie per l’attenzione!

  17. maria antonietta

    23 ottobre 2013 at 4:58

    la risposta che ho dato a cosmic la dedico a tutti gli scettici che con tanto calore disprezzano una branca della medicina che merita assoluto rispetto,dal momento che richiede anni ed anni di studio e che ancora non bastano a scoprire tutto l’universo “Omeopatia”.perchè mai tanto livore?!…è bene si sappia che nei paesi dell’est si son fatti passi da gigante nel settore e ci sono ospedali dove la medicina alternativa è usata abitualmente accanto alla tradizionale e non si scandalizza nessuno,anzi è il paziente che può scegliere come curarsi.basta con la solita tiritera dell’effetto placebo,delle palline di zucchero,del “dentro non c’è niente,dell’acqua fresca”;chissà piuttosto,che non siamo semplicemente in grado di rilevare con i sistemi attuali la presenza della infinitesimale parte di una determinata sostanza,e,proprio perchè infinitesimale è cosi’ efficace,forse è un qualcosache non può essere misurato con i normali strumenti.ma ciò non dovrebbe stimolare ancor più la ricerca per penetrare nei segreti più affascinanti e straordinari della natura?dobbiamo imparare ad espandere le nostre menti con pazienza ,umiltà e ,cosa fondamentale SENZA PREGIUDIZI.

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Dottori Commercialisti di Avezzano e della Marsica

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Si è insediato il 09 gennaio u.s. il nuovo consiglio dell’Ordine dei
Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Avezzano e della Marsica.

Nel corso della riunione, presieduta dal Presidente Dr. Valerio
Dell’Olio, si è provveduto all’elezione delle cariche dell’Ente:

Vice Presidente: Rag.Fabrizio Ranieri

Segretario: Dr.Walter Di Giacomantonio

Tesoriere: Dr. Orlando Viscogliosi

Enti Locali e Istituzionali:Dr. Antonio Del Fosco

Formazione e Università: Dr.ssa Monica Pestilli

Formazione Giovani: Dr.ssa Barbara Cleofe

Attività Produttive e Associazioni di Categoria: Dr.ssa Marisa Gismondi

Informatizzazione ed Eventi: Dr. Stefano Olivieri

Il nuovo Consiglio ha poi provveduto alla votazione dei membri del
Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti dove è stata eletta
quale supplente la Dr.ssa Felicia Mazzocchi dell’Odcec di
Avezzano e della Marsica.

02

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Acqua minerale a chilometri zero a Celano

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Acqua minerale a chilometri zero a Celano grazie alle casette dell’acqua installate in Piazza Aia e in località Campitelli. Entro pochi giorni entreranno in funzione le due casette per la distribuzione di acqua naturale e gassata, al costo di 5 centesimi al litro.

“Non è stato facile realizzare il progetto – dice il Sindaco Settimio Santilli – a causa delle lungaggini burocratiche per ottenere tutte le autorizzazioni,  ma alla fine la nostra perseveranza è stata premiata. Abbiamo avviato tutto l’iter relativo alla installazione delle casette dell’acqua già al momento del nostro insediamento nel 2015 e ci siamo spesso confrontati con enti superiori quali l’Ato, il Cam e la stessa Regione. Ora la faticosa e tortuosa prassi  si avvia a conclusione e possiamo offrire ai cittadini un servizio  adeguato, conveniente e funzionale”.

“Al momento – continua il Sindaco Santilli – le casette sono state localizzate in piazza Aia e nel Rione Campitelli, in quanto si tratta di due zone della Città molto fruibili, con ampie zone di parcheggio, frequentate e densamente popolate. Tre parametri essenziali  per verificare la bontà del progetto che l’Amministrazione comunale intende estendere successivamente in altre zone della Città. Se i risultati del monitoraggio saranno quelli che ci aspettiamo – conclude il Sindaco – altri due impianti di distribuzione verranno installati a Borgo di Strada 14 e nel quartiere Stazione”.

Il secondo step del programma acqua a Km zero, infatti, prevede che nel corso dei prossimi tre mesi venga effettuato una sorta di attento monitoraggio per verificare l’indice di gradimento da parte dei cittadini che quotidianamente si recheranno nei punti di distribuzione per rifornirsi di acqua naturale e mineralizzata. Le casette dell’acqua, come detto, verranno posizionate in luoghi ben visibili, accessibili a tutti e per evitare episodi di danneggiamento o altro sarà in funzione anche un sistema di videosorveglianza.

Insomma l’Amministrazione comunale ha concretamente predisposto un ulteriore servizio a favore dei cittadini, un servizio che presenta non solo un’alta valenza sociale ma che non trascura anche un aspetto squisitamente economico, consentendo di usufruire con costi contenuti di un bene che appartiene  a tutta la comunità.

casette acqua 1

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Note argentate, i nuovi corsi di musica per i pensionati e over 65

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L’Accademia Musicale- Yamaha Music Point di Avezzano, sotto la direzione didattica del M° Stefano Fonzi, organizza a partire da gennaio 2017 i corsi mattutini di strumento musicale e canto rivolti a pensionati e over 65.

Gli strumenti disponibili sono: Fisarmonica, Pianoforte, Tastiere, Canto, Chitarra Classica, Chitarra Elettrica, Basso Elettrico, Batteria.

Il M° Stefano Fonzi è direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore che collabora costantemente con artisti quali Gino Paoli, Nina Zilli, Fabio Concato, Fabrizio Bosso, Dee DeeBridgewater, autore delle musiche per molte trasmissioni RAI e che ha diretto, tra le altre, la London Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e l’Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini.

Da sempre attento alla formazione dei giovani il M° Fonzi, dopo anni di insegnamento ai più piccoli, ha deciso di rivolgere lo sguardo anche agli adulti, in particolare agli over 65 e ai pensionati più in generale.

Un’attenzione particolare”, dichiara il M° Fonzi, “va rivolta a chi, dopo una vita di lavoro e di intensi rapporti sociali, andando in pensione si ritrova a sentirsi quasi inutile, rischiando anche traumi psicologici importanti. La musica fa bene a tutti, ci sono centinaia di libri e migliaia di studi che lo dimostrano, per cui abbiamo pensato con la nostra Accademia musicale di attivare dei corsi lowcost per pensionati, in modo da socializzare ulteriormente con persone della stessa fascia d’età, e con un interesse comune che è quello della musica. Sempre più spesso incontro persone ormai in età pensionabile che mi dicono che avrebbero voluto imparare uno strumento, ma i loro tempi non c’erano le possibilità. Oggi ci sono tutte, e non è mai troppo tardi per iniziare a suonare uno strumento”.

Il metodo di insegnamento Yamaha, riconosciuto come uno dei migliori metodi al mondo per l’educazione musicale sin dai primi anni d’età, sarà al centro dello sviluppo musicale di ogni iscritto.

Il metodo Yamaha, è frutto dell’esperienza di più di 50 anni nel campo della didattica musicale dove tutti i docenti ricevono una formazione di altissimo livello ed un continuo aggiornamento professionale, svolgendo le lezioni in un clima rilassato e divertente con l’obiettivo di far sì che l’allievo impari con gioia e interesse.

I docenti, diplomati nei conservatori nazionali e professionisti del faranno scoprire il piacere della musica a chi da piccolo non ne ha avuto modo.

Le lezioni saranno costituite da piccoli gruppi da 2 a 5 persone a seconda dello strumento e avranno una durata di 60 minuti ognuna con cadenza settimanale con un costo mensile di 40 € per le quattro lezioni.

Per ulteriori informazioni: Tel. 0863 1940160 – 338 8844727 – info@accademiamusicale.eu

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Natale 2016: la generosità della classe 1976

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Magliano. Ci sono ancora persone con un cuore immenso in questo mondo. E’ il caso dei componenti della classe del 1976 di Magliano Dei Marsi, che hanno compiuto un gesto di grande generosità donando alla scuola primaria dell’Istituto Comprensivo una banco scuola speciale per un bimbo che frequenta la classe prima.
I quarantenni maglianesi si sono autotassati per riuscire a realizzare il sogno di un bimbo e cioè quello di poter frequentare le lezioni in classe senza alcun disagio con un banco adatto alle sue esigenze “speciali”.
Ieri mattina il banco scuola  è stato consegnato alla presenza della mamma del piccolo e delle sorelline, delle insegnanti della classe prima, del vice Sindaco del Comune di Magliano Dei Marsi Domenico Cucchiarelli e dei giovani della classe 1976.

 

 

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Tre ricette gustose senza sale, senza grassi e zuccheri aggiunti da preparare durante le feste natalizie

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Ecco tre ricette “famose” suggerite da Marcello Coronini nel suo libro La Cucina del Senza. Perfette per la cucina di ogni giorno, per una cena con gli amici o per una festa in famiglia. Dimostrano che con la Cucina del Senza bastano i giusti accorgimenti per guadagnare in salute senza rinunciare al piacere di mangiar bene.
  1. Pipe saltate con uva passa e scarola
  2. Caciucco di fagioli cannellini 
  3. Torta di mele 
PIPE SALTATE CON UVA PASSA E SCAROLA
1 cespo di scarola da 1 kg, 30 g di uva passa, 500 ml di brodo di verdure senza sale, 1 scalogno 4 filetti di acciuga 20 g di pinoli olive denocciolate 350 g di pipe o lumache 3 cucchiai di pangrattatoPreparazione:
lavatela e riducetela a listarelle non troppo sottili. Sbollentatela per qualche minuto mantenendola croccante, quindi scolatela e tenetela da parte. Mettete l’uva passa in acqua calda e lasciatela in ammollo il tempo necessario a renderla morbida. In un’ampia padella con un mestolino di brodo fate stufare per 5 minuti lo scalogno. Riducete a pezzetti 3 filetti di acciuga e aggiungeteli allo scalogno, schiacciandoli con un cucchiaio di legno fino a disfarli. Unite l’uva passa, ben strizzata, i pinoli e la scarola sbollentata. Aggiungete una manciata di olive tagliate a fettine, un altro mestolino di brodo e proseguite con la cottura. Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua non salata. In un padellino antiaderente fate sciogliere il restante filetto d’acciuga con dell’acqua e poi tostatevi il pangrattato per qualche minuto. Scolate le pipe lasciandole molto al dente, e trasferitele nella padella con la scarola facendole cuocere per 4 minuti. Se necessario, aggiungete un altro mestolino di brodo vegetale. Servite la pasta in una zuppiera precedentemente riscaldata con l’acqua di cottura e cospargetela con il pane tostato alle acciughe.

CACIUCCO DI FAGIOLI
1 cipolla, 1 spicchio di aglio, 2 filetti di acciuga dissalati, 500 g di fagioli cannellini lessati, 200 g di erbette o biete piccole, 1 l di brodo vegetale senza sale concentrato di pomodoro, 4 fette di pane rustico, 90 g di Parmigiano-Reggiano stagionato almeno 30 o 36 mesi, olio extravergine di oliva pepe in grani
Preparazione:
In una casseruola fate stufare con qualche cucchiaio d’acqua la cipolla affettata e l’aglio in camicia. Quando l’aglio è morbido, eliminatelo e unite i filetti di acciuga spezzettati, in modo che si disfino, quindi i fagioli e le erbette spezzettate, già lavate e scolate. Cuocete a fuoco dolce per qualche minuto. Versate quindi il brodo, spolverizzate con un po’ di pepe macinato al momento e aggiungete un cucchiaino di concentrato di pomo- doro. Rigirate bene e proseguite la cottura a fuoco basso fino a quando le erbette non sono cotte.
Disponete nei piatti fondi le fette di pane. Versate il cacciucco sul pane e cospargete con il Parmigiano-Reggiano a scaglie. Condite con un giro d’olio e servite caldo.

TORTA DI MELE
1 kg di mele Granny Smith + 2 per decorare, 2 uova, 2 vasetti da 125 g di yogurt bianco non zuccherato, 250 g di farina 1 bustina lievito per dolci, confettura senza zucchero (gusto a piacere)
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 160 °C. Lavate e sbucciate le mele, tagliatele a pezzi e frullatele in un mixer con le uova, lo yogurt e la farina. Unite il lievito e azionate nuovamente. Trasferite l’impasto in una tortiera da 28 cm di diametro, rivestita con carta da forno. La- vate e tagliate le 2 mele rimanenti a fettine sottili, lasciando la buccia, e disponetele a cerchio sopra l’impasto. Portate la temperatura del forno a 180 °C e infornate per 40 minuti circa. A 5 minuti dalla cottura stendete 1 cucchiaio abbondante di confettura sopra le mele e cuocete per altri 5 minuti. Sfornate quando la confettura è del tutto sciolta e avrà formato una sottile crosticina.

La Cucina del Senza può rivoluzionare la nostra alimentazione grazie alla facilità di esecuzione e, inoltre, può essere considerata come una cucina preventiva e allo stesso tempo valida per chi ha problemi di salute. È adattabile ad ogni regime alimentare in atto: una dieta non dieta che coinvolge tutta la famiglia.

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Abruzzo

Presentato in Abruzzo il “CalendErsercito 2017”

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Presentato stamane a L’Aquila presso l’Auditorium “Elio Sericchi” della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, il CalendEsercito 2017 dedicato quest’anno alle innovazioni tecnologiche del periodo bellico di inizio secolo scorso,  divenute col tempo patrimonio della collettività. L’evente  si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra, è stato introdotto dal Comandante Militare dell’Esercito per l’Abruzzo, Gen. B. Rino De Vito, e ha visto la partecipazione  del Dott. Giuseppe  Di  Pangrazio, Presidente del Consiglio Regionale Abruzzo, della Dott.ssa Marcella Nocilla, Responsabile Servizio Rapporti Istituzionali e Coordinamento del Segretariato Generale della Difesa, nonchè di numerose altre autorità civili e militari.

Ad ispirare le pagine dell’intera opera editoriale sono state le numerose invenzioni e scoperte che videro la luce proprio durante il Primo Conflitto Mondiale e che, ancora oggi, vengono utilizzate anche in campo civile. Dall’orologio “da trincea”, ora da polso, al “Ponte istantaneo” precursore dell’attuale “Ponte Bailey”, dalla bicicletta “pieghevole” all’utilizzo delle prime “aereo-fotogrammetrie”,  dai prefabbricati di montagna alla ruota “a cingolo”, solo per citare alcuni esempi. Un importante tributo culturale e di memoria all’intelletto umano, dunque, e  alla scienza che sempre accompagnano i processi evolutivi della società. In tema di innovazione, nelle pagine del CalendEsercito 2017, spicca quest’anno l’introduzione dei codici QR (Quick Response),  moderno sistema di cattura digitale delle informazioni che, con una semplice applicazione, consente di scaricare i contenuti di approfondimento presenti su ogni pagina del calendario utilizzando il proprio dispositivo mobile, sia esso smartphone o tablet.

Denso di significato anche il paginone centrale dedicato all’emancipazione femminile, vera innovazione sociale che, improvvisamente vide le donne, da sempre relegate alle semplici mansioni domestiche, occuparsi di ruoli considerati sino a ad allora totale appannaggio degli uomini. L’evento è stato inoltre valorizzato dalla partecipazione di alcuni studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore  “Domenico Cotugno”  di  L’Aquila. Quest’opera celebrativa sottolinea,  ancora una volta, lo stretto rapporto tra Esercito e società scaturito un secolo fà, ancorché in un tragico periodo della nostra storia, ma tuttora vivo e sempre più forte e solido, richiamando al lettore quelle invenzioni e scoperte che ci accompagnano ancora oggi e della cui origine, probabilmente, poco si conosceva. Il Gen. B. De Vito inoltre, nell’intento di rafforzare  anche nelle giovani generazioni  i sentimenti di unità, identità e coesione che da sempre caratterizzano la più sana coscienza di appartenenza alla Patria,  ha consegnato una Bandiera Nazionale alla rappresentante dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Domenico Cotugno”. Infine ha formulato gli auguri per le festività natalizie a tutti gli intervenuti.

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L’amazzone Velia Angelini premiata dal Comune di Avezzano

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Avezzano.Si è tenuta questa mattina nella Sala Consiliare del palazzo municipale di Avezzano,  la cerimonia di premiazione che ha visto protagonista, ancora una volta, l’amazzone Velia Angelini, della Scuderia I Mandorli.

Il riconoscimento per i meriti sportivi conseguiti le è stato assegnato dall’assessore  allo sport Arch. Fabrizio Amatilli che si è congratulato con l’atleta in rappresentanza del Sindaco e della città: 

” Siamo onorati di avere un’atleta del calibro di Velia Angelini nel nostro territorio per l’equitazione e per il lavoro che quotidianamente svolge nel centro ippico che ha creato e che gestisce con il suo team, la Scuderia i Mandorli “

Velia Angelini, in divisa Fise Team Italia, ricevendo questo riconoscimento ha dichiarato di essere altrettanto onorata e grata all’assessore che le ha strappato la promessa di portare a “casa” risultati sempre più prestigiosi e di continuare a lavorare per la diffusione di questo bellissimo e formativo sport, ancora cosi poco conosciuto in Abruzzo. 

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