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La storia di Bianca: la mascotte del quartiere investita da un pirata della strada

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Trasacco – Era diventata la mascotte del quartiere, era talmente docile e affettuosa che qualcuno stava pensando di adottarla, ma purtroppo è stata investita da un pirata della strada. E’ la triste storia di Bianca una cagnolina che girovagava da qualche settimana intono a via San Martino a Trasacco, la stessa strada dove ha trovato la morte investita da un’auto in corsa che, secondo quanto riferito dai testimoni, non si sarebbe neanche fermata a prestare i dovuti soccorsi al povero animale. Decine di appelli sono stati lanciati sui social in cerca del proprietario e sempre dai social è arrivata la notizia della triste fine di questa adorabile cagnetta.
Bianca è stata investita ieri mattina. Alcuni cittadini, gli stessi che la coccolavano e le davano cibo e acqua, hanno riferito di aver allertato le guardie ecozoofile per far rimuovere il cadavere dell’animale e, in attesa di un intervento, hanno spostato il corpo della cagnolina sul marciapiede con l’aiuto di alcuni sacchi neri. 

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Marano dei Marsi e Avezzano ricordano Monsignor Di Iorio a dieci anni dalla morte

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Avezzano  – Il 27 gennaio di dieci anni fa si compiva la vicenda terrena di Monsignor Giuseppe Di Iorio, il sacerdote che ha dedicato tutta la sua attività pastorale alla comunità di Borgo Pineta. Il 26 gennaio si svolgeranno le cerimonie di ricordo a Marano dei Marsi luogo di nascita di del monsignore e di tutta la famiglia. Il 27 gennaio ad Avezzano alla parrocchia Madonna del Passo edificata proprio da Monsignor Di Iorio sono in programma: alle 8.30 una mostra fotografica sulla sua opera pastorale, alle 10.30 santa messa di suffragio concelebrata da sacerdoti amici o allievi e alle 11.30 tavola rotonda introdotta dai saluti del sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis, del presidente del consiglio comunale Iride Cosimati, del vice sindaco Lino Cipollone e dell’assessore alle Politiche sociali Leonardo Casciere. Dopo i saluti delle autorità verrà proiettata una breve storia della parrocchia Madonna del Passo e della comunità di Borgo Pineta. Alla tavola rotonda parteciperanno: don Francesco Tudini, suor Maddalena Tarulli, don Antonio Ruscitti, don Andrea De Foglio, Domenico Di Berardino, Giancarlo Gallese, Giovanni Luccitti, Alberto Lamorgese, Gino Milano.

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La comunità di Scurcola Marsicana ha ricordato le vittime dell’eccidio del 1861

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Scurcola Marsicana – Lo scorso 19 gennaio la comunità di Scurcola Marsicana ha ricordato le vittime dell’eccidio del gennaio 1861 ad opera dell’esercito piemontese con la celebrazione di una messa solenne e la deposizione di una corona di fiori alla Cappella delle Anime Sante del Purgatorio dove l’eccidio è stato commesso. Questa giornata di ricordo e commemorazione è stata promossa dall’Associazione Alta Terra di Lavoro, presente con Domenico Alonzi, Mario Salulli, Geri De Luca e Claudio Saltarelli, che ha ringraziato il parroco Don Nunzio D’Orazio, l’Amministrazione Comunale di Scurcola Marsicana nella persone del sindaco Maria Olimpia Morgante, dell’assessore Francesco Tortora e del consigliere Franco Farina, la Confraternità delle Anime Sante del Purgatorioe al Priore Matteo Andreoli e il cittadino Fausto Vincenzo Colucci.

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Racconti, canzoni e memorie dalla Shoah in scena al Teatro San Rocco

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AvezzanoRacconti, canzoni e memorie dalla Shoah è lo spettacolo teatrale, una produzione Gruppo Jobel Teatro di Roma in collaborazione con Il Volo del Coleottero Teatro Musica di Avezzano, che sarà messo in scena per il pubblico serale sabato 26 gennaio alle ore 21.00 presso il Teatro San Rocco di Avezzano oltre ad essere replicato di mattina anche per gli studenti delle scuole medie e superiori marsicane. La struttura dello spettacolo segue l’ordine degli accadimenti così come tutta l’Europa li ha vissuti. “Memorie” cerca di portare lo spettatore a riflettere sul senso della speranza e della resistenza anche quando il male sembra vincere su tutto, attraverso lettere e testimonianze di sopravvissuti, diari di chi non è più tornato. Lo spettacolo intesse in una trama unica ed armonica i simboli di una Memoria collettiva rimasta viva negli anni, con la forte necessità di non tornare mai più in quel buio, nel nome della speranza e del valore positivo di ogni essere umano. “La volontà di ricordare il passato e l’osservazione del periodo storico e politico che stiamo attraversando” afferma Francesco Sportelli direttore artistico deIl Volo del Coleottero Teatro Musica – “ci hanno portati a voler fortemente condividere anche con il pubblico marsicano questo spettacolo molto suggestivo che ha riscosso anche gli apprezzamenti di molte personalità legate al mondo ebraico e all’esperienza della Shoah. Il Jobel Teatro e Il volo del coleottero Teatro Musica sono da lungo tempo unite da una poetica artistica molto simile e dalla certezza di spendere il proprio lavoro per fornire al pubblico occasioni di intrattenimento e riflessione.”
Lo spettacolo vede in scena Luca Pellino, Alessia Tabacco, Davide Mario Lo Presti, Jonathan Bellettini per la regia del Jobel Teatro

HANNO VISTO E APPREZZATO LO SPETTACOLO:
MIRIAM HAIUN – Direttrice Centro Cultura Ebraico di Roma
BICE MIGLIAU – Ex Presidente per 36 anni dell’Ufficio Cultura Comunità Ebraica
ALBERTO TANCREDI – Presidente Federazione delle Associazioni Italia Israele
GABRIELLA FRANZONE – Archivio Storico Comunità Ebraica
SILVIA HAIA ANTONUCCI – Archivio Storico Comunità Roma Ebraica
ADOLFO PERUGIA – Combattente degli Ebrei di Roma
HALINA BIREMBAUM – Poetessa israeliana, sopravvissuta del Ghetto di Varsavia, deportata ad Auschwitz. Il biglietto unico di 5 euro acquistabile presso il Teatro San Rocco il giorno dello spettacolo e in PREVENDITA ad Avezzano presso: Libreria Ubik Avezzano Corso della Libertà 110
Vieniviaconme – lettere e caffè Via Colanieri 10.

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Mega impianto sciistico nel Parco Sirente-Velino, insorgono gli ambientalisti

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Marsica – Dettagliate “osservazioni” sono state presentate stamattina da Appennino Ecosistema alla Regione Abruzzo, in merito al mega progetto di nuovi impianti sciistici, sottoposto alla procedura di Valutazione di Incidenza e di Impatto Ambientale”. Lo dichiara la stessa associazione in una nota. “Si tratta di quattro nuovi impianti e di otto nuove piste che si vorrebbe realizzare nella zona della Magnola, ampliando così verso Nord-Ovest il comprensorio sciistico omonimo, in piena Zona A di Riserva Integrale del Parco Regionale Sirente-Velino (secondo il mai approvato Piano del Parco), a pochi chilometri dai confini della Riserva Naturale Statale “Monte Velino” e nella Rete Natura 2000 dell’Unione Europea (ZPS/SIC). La realizzazione del progetto da 13 milioni di euro prosegue la nota ” distruggerebbe o comprometterebbe gravemente lo stato di conservazione di una superficie pari a circa 20 ettari, ove sono presenti numerose specie ed almeno cinque habitat di alta quota protetti dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea. Tra le specie, la rarissima vipera dell’Orsini, la coturnice, l’aquila reale e il grifone. Tra gli habitat, uno è considerato prioritario dalla stessa Direttiva UE (n. 6230* – Formazioni erbose di nardo): sebbene tale habitat sarebbe completamente distrutto per una superficie di “soli” 2,4 ettari, si trova in stato di conservazione inadeguato e in peggioramento in tutta la Penisola e sulle Alpi in stato cattivo (secondo il Rapporto ISPRA n. 194/2014). Ogni sua perdita” tuona l’associazione ambientalista “è pertanto da considerarsi inaccettabile; infatti, nel caso di incidenza significativa su habitat o specie indicati come “prioritari” negli Allegati I e II alla Direttiva UE Habitat, la procedura autorizzativa prevista dall’art. 6, c. 4 della Dir. 92/43/CEE (e dal relativo art. 5, c. 10 del D.P.R. n. 357/1997, come modificato dal D.P.R. n. 120/2003) è particolarmente aggravata, poiché per autorizzare la realizzazione del progetto possono essere addotte soltanto “considerazioni connesse alla salute dell’uomo ed alla sicurezza pubblica” o anche, ma in questo caso previo parere obbligatorio e vincolante della Commissione Europea, “altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico”, situazioni chiaramente al di fuori delle motivazioni del progetto in questione. L’assunto (contenuto nello Studio di Incidenza Ambientale) secondo il quale le opere previste comporterebbero la perdita di meno dell’1% della superficie degli habitat protetti dalla Direttiva Habitat, in rapporto all’intera ZPS/SIC, è criticato da Appennino Ecosistema, in quanto non considera le superfici degli stessi habitat già perse a causa di altri precedenti interventi, come quelli attuati in passato nella zona sciistica esistente della Magnola”. “Gli interventi di ripristino degli habitat proposti” osserva Appennino Ecosistema “sono basati sull’elevata resilienza delle comunità vegetali, che sono invece caratterizzate da un basso livello della stessa, trattandosi di habitat di alta quota; essi sono quindi destinati a fallire. Inoltre, gli stessi interventi, basati sulla concimazione e l’idrosemina, produrranno solo comunità vegetali disorganizzate caratterizzate da specie opportuniste, ben lontane da quelle originarie, configurando così un totale fallimento degli stessi. Appennino Ecosistema chiede infine che siano fornite, a corredo dello Studio di incidenza ambientale, le carte della vegetazione e degli habitat, in modo da poter valutare la reale incidenza delle opere punto per punto e la possibilità di un loro spostamento per eliminarne o ridurne l’incidenza sugli habitat. La valutazione di possibili alternative al progetto è obbligatoria, infatti, in base alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea (sentenza Corte giust. UE, seconda sez., C 451/17 del 07/11/2018). Appennino Ecosistema, nel caso di approvazione del progetto senza modifiche significative, ipotizza la violazione di numerose normative poste direttamente a tutela delle aree protette a livello europeo e regionale/nazionale, tra le quali gli articoli del codice penale 733-bis (distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto) e 452-quinquies (delitti colposi contro l’ambiente, che punisce fatti colposi dai quali possa derivare anche solo il pericolo di una compromissione o di un deterioramento di un ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna) e gli articoli 6 e 11 della Legge n. 394/1991 (Legge quadro sulle aree protette, divieto di qualsiasi condotta che possa incidere “sulla morfologia del territorio, sugli equilibri ecologici, idraulici ed idrogeotermici”, divieto di tutte “le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat”). A questo proposito” conclude la nota  “Appennino Ecosistema ricorda che le norme previste dalla Legge quadro sulle aree protette come “norme di salvaguardia” devono essere applicate anche nel caso del Parco Regionale Sirente-Velino, in quanto né il Piano né il Regolamento del Parco sono ancora vigenti”.

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Consistente perdita idrica a Cappadocia, quattro comuni senza acqua

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Marsica – Interruzione del flusso idrico per i residenti dei comuni di Tagliacozzo, Cappadocia, Sante Marie e Carsoli. Il CAM, Consorzio Acquedottistico Marsicano, ha comunicato che a causa di una imprevista diminuzione di portata rilevata presso l’arrivo della “centrale di sollevamento di Roccacerro-Carico Generale” è stata accertata una consistente perdita idrica localizzata sulla condotta di adduzione, tra il partitore di “Cappadocia” e la centrale stessa. I tecnici sono al lavoro per riparare le perdita e pertanto il flusso idrico sarà interrotto fino alle 17 di oggi con possibili disagi per la popolazione.

 

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Al via la seconda serata del Cinema di Montagna a cura del Cai Valle Roveto

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Balsorano – Prosegue la rassegna cinematografica di montagna nella Valle Roveto, e la manifestazione si sposta verso sud nel territorio del Comune di Balsorano. Dopo la giornata di Pescocanale, che ha visto la partecipazione di una numerosa platea di ospiti, nonché ben delineate molteplici tematiche per la prossima edizione, si giunge all’altra estremità della Valle Roveto con il film “Cannabis Rock”. L’appuntamento è per sabato 26 Gennaio, alle 17:30, presso la Sala Consiliare. La pellicola, anch’essa estrapolata della cineteca del Club Alpino Italiano, racconta le vicende di un gruppo di giovani arrampicatori torinesi che, tra gli anni 1973 e 1975, hanno contaminato l’alpinismo italiano sulla scia di tecniche già in uso nello Yosemite, seguendo la beat generation ed abbandonando gli schemi ed idealismi dell’alpinismo dell’epoca, sempre accompagnati dalle note di Bob Dylan, Crosby Stills Nash and Young ed altri storici gruppi rock degli anni ’70. Un nuovo modo di concepire l’arrampicata dettato sia dall’introduzione delle “scarpette”, contrastando così il dominio assoluto dello scarpone, ma anche e soprattutto rivoluzione concettuale in quanto le scalate, per come riportato da numerose riviste di settore, “diventarono delle vere esplorazioni visionarie cariche di significati simbolici, lungo vie battezzate con nomi evocativi: Cannabis, Fessura della Disperazione, Strapiombi delle Visioni, Diedro Nanchez”. La montagna, quindi, quale via di evasione e le pareti rocciose utilizzate a mo’ di strumento di creazione artistica. Al termine della proiezione si aprirà una riflessione curata da Fabrizio Pietrosanti, direttore della Scuola di Scialpinismo La Rosa Dei Venti, sul modo in cui gli alpinisti, e gli uomini in generale, hanno cambiato il loro modo di guardare alle montagne ed ai significati che ad esse sono stai dati nel corso della storia.

 

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Crisi LFoundry, consegnato dossier a Di Maio. Fiom Cgil: ministero sia garante

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Avezzano “Lo stabilimento di Avezzano, attualmente LFoundry, muove i suoi primi passi, grazie ai finanziamenti dell’allora cassa del mezzogiorno, con una imponente ed innovativa struttura creata da Texas Instruments, che rappresentava negli anni ’90 un punto d’eccellenza mondiale per dotazione e produzione. Da allora diversi passaggi ci hanno portato ad oggi, con un patrimonio di know how di grande rispetto – lo dichiarano in una nota RSU LFoundry e FIOM-CGIL FIOM-CGIL Provinciale e Regionale “Andando per gradi, lo stabilimento è passato da Texas instruments a Micron Tec, una societa` statunitense che soppiantò in tutto il mondo la Texas nel settore della produzione di memorie, in seguito conosciute con l’acronimo DRAM e RAM. Si tratta di prodotti di punta nel panorama dei semiconduttori e, grazie anche ad un cospicuo investimento da parte della nuova proprietà, lo stabilimento di Avezzano rimane sullo scenario mondiale a pieno titolo. Un mercato molto competitivo e nuovo assetto globale fanno sì che gli interessi di Micron si rivolgano sempre più verso il sud est asiatico. Inizia da qui per lo stabilimento di Avezzano un nuovo corso che porta a un cambio produttivo, non più memorie, ma i meno complessi sensori d’immagine, acquisendo tuttavia commesse importanti, come la produzione del sensore CMOS per il blasonato IPHONE3. Ben presto anche questo mercato diventa oggetto di interesse da parte di diversi soggetti, al punto che alcuni competitors, attuando politiche molto aggressive, mettono in discussione la produttività del sito di Avezzano, che comunque già pativa la mancanza di investimenti per un adeguamento tecnologico. Comincia così il periodo piu` duro per il sito produttivo marsicano, con le maestranze che conoscono per la prima volta gli ammortizzatori ed il terrore della crisi continua la nota – La mobilitazione sindacale, unita a quella di tutto il territorio, convince il Ministero per lo Sviluppo Economico a aprire un tavolo di crisi. Siamo a inizio 2014. La soluzione che ne scaturisce è una scommessa, un managment buyout supportato da una realtà franco tedesca, che però ha come biglietto da visita la chiusura di 2 stabilimenti (Landshut DE e Rousset FR). Lo stabilimento di Avezzano prende il nome di LFoundry e accompagna il processo con un contratto di solidarietà. Ben presto il sito marsicano viene individuato dalla Cina che prova a creare un avamposto per i semiconduttori nel vecchio continente con una delle sue realtà produttive di semiconduttori, SMIC. La scommessa iniziale viene dunque apparentemente vinta, sicuramente dai manager che portano a casa 42 milioni di euro; per lavoratori la non scontata conservazione del posto di lavoro, almeno per quelli che non avevano avuto alternative, perché comunque gli occupati passarono da oltre 1700 a 1420 unità, impoverendo di conseguenza il know how del sito. Presto, però, cominciano a soffiare i nuovi venti della competizione economica mondiale, in particolare USA-CINA. Lo stabilimento resiste grazie al suo unico cliente ON SEMICONDUCTOR . Arriviamo a oggi. I cinesi di SMIC non ci sono più e ancora una volta sono venuti meno gli investimenti programmati per l’adeguamento tecnologico. Riparte una CDS senza prospettive, sebbene la direzione aziendale a novembre 2018 abbia dichiarato presso il Ministero del Lavoro di avere almeno due soluzioni in tasca e che a gennaio avrebbe portato sullo stesso tavolo una proposta d’acquisto che avrebbe messo tutti d’accordo. Ad oggi tutto ciò non è successo, aleggia lo spauracchio della frammentazione della società, con nuovi soggetti che potrebbero entrare per prendere ciò che ancora di buono dovessero trovare, compreso il cliente che ci ha garantito la sopravvivenza fino ad oggi. C’è il rischio concreto – sottolineano RSU LFoundry, FIOM-CGIL e FIOM-CGIL Provinciale e Regionale – che una situazione oggi apparentemente sotto controllo si riveli domani una mina pericolosa, che potrebbe lasciare la Marsica senza il suo sito di produzione più grande e la regione Abruzzo priva di quella realtà industriale che produce più del 20% del suo PIL e del suo export. Non essendo affatto convinti che gli interessi del territorio coincidano con quelli di chi oggi tira le fila della trattativa per il nuovo assetto societario, la richiesta è che il Ministero dello Sviluppo Economico sia parte attiva nella delicata fase di transizione industriale e assuma quel ruolo di garante per i lavoratori e per il territorio, che altrimenti potrebbero essere solo meri spettatori di in una scelta che più di ogni altra guiderà questa terra o verso un futuro o verso una grave crisi economica e sociale. Abbiamo un tavolo aperto presso il Ministero del Lavoro con la partecipazione del Ministero per lo Sviluppo Economico e chiediamo che si svolga con urgenza quell’incontro programmato per gennaio, magari incontrando i vertici più alti della proprietà e non solo chi la gestisce” conclude la nota.

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