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Editoriale

La sanita’ fa acqua da tutte le parti! Corsia medica d’emergenza. Il caso di un bambino a cui e’ stato evitato un intervento chirurgico

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Momento difficile per la sanità italiana e quella Abruzzese e Marsicana in particolare, ma non dico nulla di nuovo. La maggior parte dei politici ha fatto man bassa, sia metaforicamente che oggettivamente, di tutto ciò che è patrimonio comune, magnificando ed esaltando le proprie gesta, mentre gradualmente prosciugavano le casse dello stato, a scapito dei tanti servizi a cui ognuno avrebbe avuto diritto, non ultimo quello delle cure mediche che, prime fra tutte, uno stato civile non dovrebbe assolutamente negare ai propri cittadini. Gli “onorevoli”, così si fanno chiamare, dimostrano giornalmente la loro incompetenza pur dichiarandosi sereni, innocenti e casti, ma sempre al servizio del cittadino….. e così a noi, poveri illusi ad oltranza, non rimane che nutrire l’unica possibile speranza: che al più presto Papa Francesco si adoperi per riconoscere la santità ad ognuno di loro. Chissà perché poi i risultati e lo stato sociale del nostro bel paese dimostrano l’esatto contrario e, la Sanità, è decisamente il fiore all’occhiello (appassito evidentemente), che a nessun italiano, con un minimo di buon senso, verrebbe in mente di ostentare. Parlare di “Corsia medica d’emergenza” vuole essere una bella provocazione, chissà poi quante volte sarà davvero una soluzione per i pazienti scontenti, nei confronti del nostro sistema sanitario. Dopo le chiusure dei vari pronto soccorso marsicani, regionali e statali avvenute per tagliare le spese eccessive, i cittadini, che ancora non si rendono conto di cosa li attenda nel tempo a venire, continuano a votare ignari, garantendo agli “eletti” privilegi e pompe magne con cui continueranno a maturare sconfitte e risultati inadeguati in ogni ambito, pensando, come sempre, solo ai loro egoistici privilegi e tornaconti. La persone ormai vagano come automi attoniti, raggirate da false promesse e anestetizzate a tal punto da non riuscire a capire, attraverso quali prese per i fondelli, da destra, dal centro e da sinistra, siano manipolate. Esse aspettano invano come bambini “innocenti” regali da Babbo Natale, che, come ogni anno, il prossimo dicembre, tornerà ad elargirli sotto l’albero dell’inganno. Beati quelli che ancora ci credono! I politici giocano con la nostra pazienza e riescono ancora abilmente a manipolarci, abbindolandoci con chiacchiere con cui ottengono decisamente risultati oggettivi……….per sé stessi e solo per sé stessi, chiaramente! Fanno finta di schierarsi e ci fanno abboccare come pesci all’amo della menzogna, raccontandoci che esiste una qualche ideologia verso cui tendere, poi però cambiano partito ad ogni legislatura, così continuano a disorientare il popolino credulone, solo e soltanto per i loro assurdi e comodi vantaggi. Svegliamoci!! Le preghiere che un tempo venivano fatte a Dio e ai Santi, da un po’ di anni in Italia vengono rivolte ai politici, nella vana speranza che un giorno, una qualche intercessione, possa essere accolta. Certo se ognuno di noi agisse attraverso le proprie capacità non avremmo bisogno di genufletterci a questi signori del potere che una cosa certamente la sanno fare: pensare ai fatti propri con estrema eleganza e faccia tosta. Oggi i problemi di tipo sanitario che da tempo venivano tenuti nascosti, si stanno manifestando giorno dopo giorno. Questa, ovviamente, non è un problema solo Marsicano o Abruzzese, ma ovunque in Italia il dramma sembra accrescersi, assumendo dimensioni scioccanti. Ma tutti quelli che si sono susseguiti al governo centrale e regionale dicono di aver fatto il loro dovere!!! Quale!? Mi dispiace davvero per quei pochi medici che si stanno trovando nei pronto soccorso oberati da tantissimo lavoro e con scarsissime risorse ospedaliere, che vanno dall’insufficiente numero dei posti letto agli inadeguati presidi medici d’urgenza. Essi sono rimasti gli unici “parafulmini” di un sistema marcio ed mal funzionante. Gli interventi di pronto soccorso sembrano aumentare considerevolmente, la popolazione aumenta, i costi aumentano, le patologie aumentano…… i posti letto e gli operatori sanitari diminuiscono. La speranza è l’ultima a morire…..si, ma intanto il popolo soffre, si incazza e lui si che muore, viste le inadeguatezze strutturali e, ohimè, troppo spesso, anche professionali che drasticamente vengono pian piano alla luce.

In un momento in cui la sanità ha l’ossigeno, e la politica non riesce a garantirci un bene primario come questo, poche sono le alternative e meno le via d’uscita. Se questo stato non è in grado di garantirci il diritto alla salute figuriamoci il resto. E visto che il proverbio dice che è meglio un magro accordo che una grassa sentenza, le persone evidentemente cercano altrove le opportunità per migliorare la propria salute, intervenendo ahimè, di tasca propria.

“Corsia medica d’emergenza” è una nuova rubrica con la quale spero di soddisfare la vostra curiosità, descrivendo le mie ed altrui esperienze professionali con cui ho avuto modo di confrontarmi. Attraverso essa desidero percorrere strade nuove e certamente sconosciute ai più; la medicina ufficiale non ha mai permesso alle persone di trovare alternative o possibilità che non siano legate esclusivamente a percorsi medici preesistenti, troppo spesso da terzo mondo, obsoleti e inconsistenti che non portano sempre a risolvere i problemi dei pazienti in particolare di quelli che non si possono permettere Ospedali di lusso o cliniche private. Non ci si deve meravigliare allora se nel nostro bel paese tutto va a rotoli e funziona con modalità assolutamente deprecabili e non condivisibili con le quali  giornalmente siamo costretti ad imbatterci.

Il mio stupore nasce dal fatto che dalle nostre parti vige ancora un atteggiamento di sottomissione alle “figure” importanti, che certo non sono i saggi o gli anziani come accade nelle culture orientali in cui vengono giustamente rispettati e presi come esempi da imitare, ma, in ordine crescente, preti, politici, e medici. Certamente tra gli ecclesiastici è più facile trovarne con doti d’introspezione, elevata spiritualità, capacità di empatia, altruismo ed amore per il prossimo, mentre, tra le restanti figure di riferimento, è davvero difficoltoso individuarne, ma noi siamo positivisti nati e li stiamo aspettando con ardore! La maggior parte di essi palesano efficacemente il loro delirio d’onnipotenza e la loro arroganza e presunzione ad ogni occasione. Riconosciamo però che la colpa è soprattutto nostra! Perché dovremmo imporci e ad avere garantite per noi stessi spiegazioni e risposte degne di considerazione, che rendano giustizia, anzitutto alla nostra Anima e poi al nostroruolo di cittadini con diritti “eroicamente” acquisiti! In molti sanno quanto talune persone siano lontane da una presa di coscienza che tenda verso un’evoluzione e una consapevolezza del Sé. Il medico e il politico di turno hanno ancora un potere enorme sulle nostre coscienze, ma ancora non ci rendiamo conto del lavaggio del cervello che subiamo per questo. Posso pensare che una qualsiasi di queste figure risulti importante per noi se riuscissero a soddisfarci appieno e ci garantissero quel servizio e quei risultati  per cui si sono impegnati da un punto di vista professionale e deontologico, ma ahimè sappiamo che, troppo spesso, così non è. “Corsia medica di emergenza” vuole essere una rubrica che vi orienti adeguatamente e gradualmente verso le innumerevoli possibilità e alternative mediche esistenti verso cui la natura e Dio, ci guidano ogni giorno della nostra esistenza. La medicina ufficiale dà pochissime alternative curative alle numerosissime patologie e disfunzioni con le quali siamo abituati a confrontarci quotidianamente e quello che racconterò sarà l’esperienza mia personale attraverso la Medicina Osteopatica con cui lavoro ottenendo grandissime soddisfazioni e veri e propri casi di ripristino alla salute e normalità! Le persone che leggono da tempo gli articoli che scrivo probabilmente saranno curiose di conoscere le situazioni in cui mi sono sovente trovato, le problematiche che ho incontrato ed i vari tipi di approccio alla malattia con cui ho riempito le mie giornate nel rispetto, nell’affetto e nell’amore per la mia professione, ma soprattutto per le tante Anime che ho avuto la fortuna d’incrociare in questi anni. Questa idea nasce di getto, ma visto il successo che i miei articoli, che da più di un anno  propongo alla vostra illuminata attenzione, hanno avuto, ritengo giusto proporvi il mio vissuto professionale fatto di retroscena, speranze, timori e dubbi che ho potuto riscontrare tra le ormai innumerevoli persone che si sono avvicinate alle Nuove Medicine. Questa rubrica si alternerà ad articoli specifici come è stato fatto finora, riguardanti le modalità con cui alcuni disagi vengono affrontati in ambito terapeutico e professionale. Buon viaggio!

 

IL BAMBINO CHE HA RISCHIATO DI ESSERE INGIUSTAMENTE OPERATO.

Erano le 14 di un pomeriggio piovoso e, diversamente  dal solito, visto che a quell’ora spengo il mio cellulare, nel lasciarlo acceso, ricevo la telefonata di una mia amica, nonché paziente che ho avuto modo di visitare tempo prima. “Antonio, scusa l’ora, ma avrei un’urgenza! Sono stata chiamata da una mia carissima amica che è disperata per l’esito di una visita medica che è stata fatta a suo figlio proprio questa mattina a Roma. Lei sta piangendo disperatamente perché il chirurgo ha prospettato per il figlio di nove anni un intervento chirurgico da qui a poco. Potresti visitare il bambino? La mia risposta era lecita: “ Se il chirurgo ha detto questo evidentemente sarà così, perché pensi che si possa evitare questo intervento? Non so- rispose lei- vorrei che visitassi il bambino.

Accettai e trovai uno spazio per quello stesso pomeriggio, visto che mi trovavo in città. Alle sedici si presentarono la mia amica con la signora, il marito ed il bimbo. Il piccolo era impaurito e poi capirete il perché. Intenerito da quella tondeggiante faccina spaurita, con fare sereno, riuscii a rassicurarlo dicendogli che non gli avrei procurato alcun dolore durante la visita. Il bimbo annuì e, socchiudendo gli occhi con un gesto di tenerezza, accettò la mia proposta! Si tranquillizzò! Così non fu per la madre che invece era disperata e piena di timori, mentre il marito nascondeva, attraverso il suo volto emaciato, la preoccupazione per una mia eventuale conferma del precedente ed estremo verdetto pronunciato poche ore prima. All’esame radiologico al bimbo era stata riscontrata una Scoliosi dorsale. Con tale referto i genitori si recarono, insieme al figlio, presso un noto ospedale romano, specializzato per patologie dell’infanzia. Li il primario con la prosopopea tipica e gravosa di chi sa tutto lui iniziò a parlare: “Questo bambino ha grandi e gravi problemi, oltre alla scoliosi che si evidenzia con la lastra, presenta un’asimmetria dell’arto (una gamba più corta rispetto all’altra) e un gibbo (gobba) marcato, per questo motivo va assolutamente operato alla colonna vertebrale. L’intervento sarà fatto da me personalmente ed eviterà al bambino di avere ulteriori problemi in futuro”. I tratti incoerenti di un soggetto dedito ai fumi dell’ego, imbevuto di delirio d’onnipotenza, si manifestarono evidentemente forti e decisi, lasciando i genitori impauriti e frustrati per l’impossibilità di manifestare qualsiasi contraddittorio, lecito per l’occasione. Mentre il “Maestro” dall’alto della sua grazia e capacità relazionale parlava, il bambino dov’era? Ma li chiaramente! Proprio vicino a lui! La madre scoppiò a piangere e il bimbo….immaginate voi cosa può accadere al cuoricino di un bambino così piccolo con una madre che piange disperata. Ecco perché al mio cospetto il fanciullino era terrorizzato! E’ violenza questa? Fate voi! Il padre, più forte nella circostanza, mi disse che avrebbe fatto pazzie affinché quel “professore” evitasse di parlare in modo così duro ed ingrato davanti a quell’Anima innocente. Ma il “professore” non aveva avuto il necessario tatto per evitare di “trarre il dado”, traumatizzando il bambino! Giudicate voi! Impariamo a reagire e pretendiamo da chiunque, medico o politico che sia, il giusto rispetto e l’adeguata informazione di cui abbiamo diritto! Questo è un caso di violenza da Telefono Azzurro! Purtroppo ne esistono tante perpetrate in tal guisa, ma nessuno le considera e le punisce! In Italia si pensa a multare chi maltratta gli animali- giusto per carità- mentre si sorvola su questo tipo di violenza, che rimane, lo sapete perfettamente, sovente indelebile nel vissuto emozionale di un essere umano. Questo però non sembra essere così importante! Incredibili punti di vista! Comunque, tornando a noi, di primo acchito, non vedevo il bambino messo così male fisicamente, guardai la lastra, lessi il referto e mi cimentai curioso anche alla lettura della “sentenza” del primario. Da paura! Non ebbi parole! La lastra, comunque, evidenziava una Scoliosi Idiopatica (indica una malattia non dovuta a cause esterne note, ovvero senza causa apparente, che presenta un’eziopatogenesi nascosta), su cui personalmente non mi trovavo d’accordo, ma lo tenni per me. Il primario invece, secondo il mio punto di vista, aveva esagerato nel fare diagnosi. Mi venne immediatamente all’occhio un particolare interessante nel paziente: aveva problemi esasperati a livello occlusale, la chiusura delle arcate dentali non era fisiologica e presentava una posizione incoerente dei denti. Da un punto di vista diagnostico è fondamentale valutare se il paziente è affetto da scoliosi strutturale o da semplice atteggiamento scoliotico. Non bisogna sottovalutareil potenziale evolutivo di una scoliosi strutturata che può portare aconseguenze importanti; allo stesso modo scambiare un semplice vizio posturale per una scoliosi può portare a proporre terapie lunghe, costose e spesso inutili se non dannose. Feci la mia visita: importante atteggiamento scoliotico, con presenza di rotazione, anche se non grave, del tratto dorsale; piedi piatti in maniera evidente; era vero che si evidenziasse un arto più corto e uno più lungo, ma qui dissento alla grande riguardo ai sistemi da prima guerra punica che ancora si usano in Italia per diagnosticare una disfunzione simile!

Sono anni che noi Osteopati andiamo dicendo che questa asimmetria del’arto può essere tranquillamente normalizzata, spesso anche con una sola seduta (non in caso di una scoliosi importante ovviamente, ma in generale), in quanto essa è spessissimo il frutto di una posizione dell’osso sacro che non è in linea con le creste iliache e con la colonna vertebrale. (Leggasi miei articoli precedenti: Artrosi Coxo-femorale). Questa incoerenza degli arti può portare con il tempo ad un compenso della colonna vertebrale così da evidenziare attraverso esame radiografico la manifestazione di una atteggiamento scoliotico o di una scoliosi. Torno a precisare che nella scoliosi è presente anche la rotazione della colonna vertebrale, rispetto all’atteggiamento scoliotico in cui non si riscontra. Queste due disfunzioni, differenti in modo estremo fra loro, si possono spesso trattare con l’osteopatia con  risultati a volte sensazionali ed evidenti all’occhio! Lavorando nello stesso tempo sull’occlusione del paziente, ove se ne trovasse la necessità, attraverso un presidio odontoiatrico adeguato o anche sull’intestino per esempio, con Omeopatia o Fitoterapia si può aiutare in modo più consistente una persona. In molti casi di asimmetria dell’arto, in assenza di scoliosi, in ortopedia e medicina classica viene consigliato il “plantare”, blasfemo presidio, il cui elevatissimo costo- minimo 150 euro- non ne giustifica il valore, ma soprattutto non ne garantisce la funzionalità e l’efficacia in quanto non risolve proprio alcun problema di tal tipo. Infatti come si può pensare nel 2014 di compensare e tantomeno normalizzare un arto o una struttura come la colonna con una “zeppa” da manovale- consentitemelo-  senza trovare la causa del problema? Siamo portoni di legno o esseri umani con un corpo flessibile e capace di riadattarsi se “plasmato” da abili e flessibili mani? E poi quel plantare innesca un compenso neurovegetativo con tendenza a riadattamenti forzati che con il tempo possono portare a vere e proprie “lesioni osteopatiche”. Altra domanda! In casi come questo chi può stabilire se un arto è più corto, oppure è l’altro che è più lungo? Purtroppo per coloro che tendono a mantenere obnubilate le menti e a bloccare l’evoluzione, solo la Medicina Osteopatica può svelarvi l’arcano attraverso verifiche e misurazioni specifiche per individuare il tipo di disfunzione che è in atto e da quale parte del corpo deriva (può anche essere un problema derivante dalla testa per esempio). Se i vostri figli hanno un arto più “corto” non mettete mai il plantare, se non in caso di estrema necessità, almeno non prima di aver fato una visita da un Osteopata, diversamente, certamente non risolverete alcun problema! La famiglia del bimbo e la mia amica erano in attesa che mi pronunciassi! Come dicevo il paziente non presentava problemi così grandi, secondo il mio modesto parere, da dover intervenire chirurgicamente e fu questo che dissi al padre e alla madre, ma, come era chiaro, non fu sufficiente per risollevare gli animi. La violenza psicologica  perpetrata con classe e nonchalance era tale e tanta che non riuscii a convincerli. Così dissi loro: “Per me non ha alcun bisogno di intervento, state tranquilli e vi farò immediatamente vedere come cambiano le cose in pochi minuti”. Per alleggerire l’atmosfera coinvolsi il padre del bambino e gli feci verificare la differenza di lunghezza tra una gamba e l’altra, poi feci osservare i piedi come erano tendenti al piattismo e in seguito feci verificare il torace, che in realtà presentava una tendenza alla torsione verso sinistra con la spalla dello stesso lato più bassa, tanto da indurre il primario a dire che c’era un gibbo evidente. Individuai la direzione del sacro che presentava una torsione posteriore e con alcune manovre dolci ed indolori riallineai e normalizzai la lunghezza degli arti inferiori. Lavorai con tecniche strutturali e di Bilanciamento tensionale legamentoso sulle gambe e sui piedi ed individuai una costa (costola) destra bloccata in espirazione. Che significa? Questa disfunzione può sembrare una sciocchezza, mentre invece nasconde un aspetto che si dimostra incisivo per il paziente che la manifesta e per le diagnosi che vengono spesso fatte in casi del genere. Un blocco costale oltre a portare disfunzioni evidenziabili strutturalmente (gibbo, rotazione del torace e altro) può altresì portare a sintomi come un respiro corto o difficoltà di espansione toracica! In fase di inspirazione il torace non espande e quindi la persona ha la sensazione che non entri aria nei suoi polmoni e in più, il muscolo Diaframma (muscolo inspiratorio più importante) non esalta al massimo la sua espansione e la sua escursione funzionale è limitata. Altro punto importante da considerare: il  blocco di una costola porta spesso il torace a girare su sé stesso, facendo si che la colonna si adatti a tale torsione, così da portare con il passare del tempo un atteggiamento scoliotico che causa sintomatologie algiche su vari distretti della colonna e della gabbia toracica. Altro grave problema che sovente si evidenzia con una costola “bloccata” è un’aritmia cardiaca. I gangli spinali del Sistema Nervoso Simpatico che aiutano il ritmo del cuore potrebbero subire delle compressioni così da alterare il ritmo cardiaco con tachicardie o bradicardie che compaiono all’improvviso e, spesso, non vanno più via. Ancora vorrei evidenziare tanti altri problemi come quelli allo stomaco legati al reflusso gastroesofageo ed altro, ma mi fermo qui; la Medicina Osteopatica avrebbe ancora tanto da dire riguardo a questa “piccola” disfunzione costale che, evidentemente, tanto piccola non è, viste le ripercussioni sui vari distretti e organi, vicini e lontani. Il bambino in questione presentava un blocco costale che portava il torace verso la rotazione, così che nella lastra si evidenziava questa torsione che appariva come una scoliosi. Riportando lentamente, con manovre specifiche, la perfetta funzionalità e dinamicità bilanciata dell’osso sacro tra le ossa iliache, di tutte le costole e dello sterno del bambino insieme alla manipolazione della testa, potei finalmente ascoltare la “quiete” del suo corpo e il ritmo della normalizzazione; mentre tutto fluiva invitai il bimbo a scendere dal lettino. Questa “operazione” è durata circa quaranta minuti ed è stata incruenta e non invasiva. Chiedo a questo punto al padre del bimbo di verificare nuovamente la lunghezza degli arti inferiori e accoglie la mia richiesta. Con somma sorpresa le gambe erano “uguali”, avevano la stessa lunghezza. I piedi piatti che avevamo evidenziato inizialmente erano tenacemente migliorati ed il gibbo era come svanito nel nulla! Non c’era più! Va altresì evidenziato che con questa singola manipolazione osteopatica non avremmo risolto per sempre le sorti della colonna e dei piedi o delle gambe del paziente, perché nel frattempo il bambino doveva procedere con l’ortodonzia. Fu fatto! Nell’arco dell’anno al bambino fu messo un apparecchio modulare odontoiatrico con il quale gradualmente si correggeva la posizione dei denti e con sedute osteopatiche quindicinali e in seguito mensili si è arrivati dopo tre anni a normalizzare perfettamente tutto il corpo dell’adolescente. Sparito l’arto più corto, sparito il gibbo, spariti i piedi piatti! Magia!!! No, professionalità, abnegazione, studio, il tutto condito con amore per la verità, pazienza e tolleranza nei confronti di molti che ostacolano e rallentano le vera conoscenza e disorientano le persone misconoscendo diritti e volontà di scelta libera e incondizionata di cui hanno innegabile necessità. Vorrei ricordare a questi grandi “Maestri” di arte Medica che, quel che è giusto per un paziente non è dogmatico e prestabilito, visto che ogni paziente è una funzione specifica e a sé stante, ma ciò che dà risultati verificabili scientificamente. La scienza è conoscenza esatta e verificabile per cui se si accetta questa definizione bisogna accettare i risultati resi evidenti da fatti e non da chiacchiere, che sono quelle che sento fare giornalmente nei corridoi del presunto “sapere” da figure che detengono, purtroppo, ancora il potere sull’uomo e, peggio, sulla sua Anima. Se è vero che le chiacchiere se le porta il vento, chiedo al vento di portarsi via soprattutto chi le fa; la nuova umanità, quindi noi, abbiamo bisogno di fatti e non parole! Non si può più tollerare chi crede di fare le veci di Dio sulla terra, specialmente quando si tende verso un vicolo cieco, dove la luce della consapevolezza muore e non può alimentare più menti e Anime affini che anelano ad un mondo nuovo, fatto di risultati e atti tangibili e non di  chiacchiericci ingannevoli, falsi, presuntuosi e pretestuosi.

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Abruzzo

FESTA DEL PAPÀ : QUANDO LA LEGGE NEGA L’ESSERE PADRE

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Ci sono padri straordinariamente felici di essere padri e di fare da padri. Perché è l’esperienza più bella della loro vita. Perché il figlio è, la loro vita. Perché crescere, educare, giocare, gioire col proprio cucciolo nutre il cuore, la mente, l’anima.

Ci sono madri (non tutte chiaramente) che negano ai padri questo diritto. Negandogli così di vivere.

Ci sono padri che passano notti e settimane insonni; che subiscono: alienazioni genitoriali, telefonate interrotte con il figlio, figli manipolati, menzogne inculcate nel figlio e parole infamanti; assistono ad: accordi violati, aggressioni al patrimonio; vivono improvvisi sospetti imprevisti del figlio. Padri che vivono il figlio come un ostaggio, vile merce di scambio, corpo contundente, strumento di vendetta; arma non convenzionale. Ci sono padri che non vivono più serenamente, che non lavorano più serenamente, che non gioiscono più, che non riescono più ad immaginare il proprio futuro. Ci sono padri che si impoveriscono, aggrediti patrimonialmente. Che finiscono a fare la coda dai padri gesuiti o dormono in auto. Che hanno sconvolgimenti esistenziali non più riparabili, destinati a restare come inchiostro d’odio su candida seta. Ci sono padri negati.

Uno dei maggiori drammi della società moderna, nella quale una coppia su due è destinata a separarsi, riguarda i padri che si “separano”, ai quali si oppongono le madri con “violenza” negando loro l’esercizio della condivisione genitoriale nella crescita del figlio. La letteratura spiega che in una “separazione” (in un matrimonio o in una convivenza more uxorio) le donne tendono spesso a usare il figlio come arma e i padri invece strumentalizzano il mantenimento.

Diventa dunque essenziale il ruolo del giudice e degli avvocati che assistono le parti.

Occorre infatti che la legge venga applicata con equilibrio, saggezza e responsabilità, dai giudici minorili e che gli avvocati che assistono i genitori in tale delicato conflitto siano innanzitutto competenti, esperti e responsabili. Ho invece conosciuto tanti cialtroni che danneggiano le parti e soprattutto l’interesse dei minori arrecando danni irreparabili. Tali incompetenti andrebbero sanzionati con la radiazione o l’espulsione.

Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) esercita nello spirito della realizzazione del migliore interesse del minore e ha giurisdizione penale, civile e amministrativa. E’ organo specializzato della giustizia, composto da quattro giudici (due togati e due onorari). In Italia ci sono 29 tribunali minorili, con 782 magistrati, dei quali circa 600 sono onorari. La selezione dei giudici andrebbe fatta col massimo rigore possibile poiché gestiscono situazioni di straordinaria importanza.

La competenza in materia civile non è esclusiva (concorrente con il tribunale ordinario e e il giudice tutelare) ma di assoluto rilievo, decidendo anche in tal senso: interventi a tutela dei minori i cui genitori non adempiono in modo adeguato o affatto ai doveri verso i figli (art. 147 cod. civ.); può limitare l’esercizio della potestà genitoriale, attivando l’intervento dei servizi socio-sanitari (art. 333 cod. civ.); può allontanare il minore dalla casa familiare (artt. 330, 333 e 336 cod. civ.); può dichiarare i genitori decaduti dalla potestà sui figli (art. 330 cod. civ.); può dichiarare lo stato di adottabilità del minore; regola l’affidamento dei figli di genitori non sposati, che hanno cessato la convivenza e che sono in situazione di conflitto rispetto all’esercizio della potestà genitoriale (art. 317 bis cod. civ.).

Ricordiamoci dunque che dove c’è un padre negato, c’è sempre un bambino negato.

STORIA DELLA FESTA DEL PAPÀ

La Festa del papà è celebrata in tutto il mondo, anche se in date differenti, e la tradizione vuole che i figli festeggino i papà con regali e biglietti pieni di sentimento. La storia di questa festa è piuttosto recente e risale precisamente al 5 luglio del 1908, giorno in cui venne festeggiata per la prima volta nella città di Fairmont, in Virginia Occidentale, presso la chiesa metodista locale in commemorazione della morte di oltre 360 uomini, 250 dei quali padri di famiglia, nel disastro di Monongah, la più grave sciagura mineraria degli Stati Uniti.

Successivamente, per la precisione il 19 giugno del 1910 a Spokane nello Stato di Washington, la Signora Sonora Smart Dodd, all’oscuro della celebrazione avvenuta a Fairmont e ispirata da un sermone ascoltato in chiesa per la festa della mamma del 1909, organizzò la prima festa del papà così come la conosciamo oggi e fece in modo che la ricorrenza venisse ufficializzata. Ancora oggi infatti diversi Paesi seguono la tradizione statunitense e festeggiano i propri papà la terza domenica di giugno. Nei Paesi cattolici invece, proprio come l’Italia, questa festa viene legata al giorno di San Giuseppe e celebrata quindi il 19 marzo.

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Abruzzo

Liceo “Vitruvio”: piccoli scrittori crescono

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Concorso di narrativa fantascientifica “Il mio Asimov – Sfide”: un’anteprima della Settimana Scientifica 2019

Si è svolta ieri, Venerdì 8 Marzo, preso il Liceo Scientifico “M. Vitruvio P.”, la cerimonia di premiazione del concorso di narrativa fantascientifica “Il mio Asimov – Sfide” che è giunto alla sua 3^ edizione. L’iniziativa è stata ideata e curata dai professori Giuseppe Leone e Roberta Placida, che, insieme al Dirigente Scolastico, prof. Francesco Gizzi, sostenitore entusiasta dell’evento, hanno anche provveduto alla valutazione degli elaborati e alla composizione della classifica finale che ha visto sul podio, per il secondo anno consecutivo, Gabriele Valente, della classe IV I, con il racconto “Progetto Prometeo”; seconda classificata Floriana Rossi, della classe V A, con il racconto “Oltre le apparenze: la vera sfida”; terza classificata Gaia Zaffiri, classe II B, con il racconto “Io ti conosco”.
Gli allievi vincitori sono stati premiati con buoni per l’acquisto di libri offerti da Libreria Panella (1° premio), Mr Book (2° premio), Power School Languages, da spendere presso la Libreria “La Sorgente” (3° premio).
Nel suo intervento di apertura il Dirigente Scolastico ha espresso notevole soddisfazione e ha sottolineato ancora una volta come queste iniziative siano “la scuola bella”, quella che entusiasma e che spinge a mettersi in gioco in sfide sempre nuove per il raggiungimento di obiettivi sempre più alti.
La qualità dei racconti, sia dal punto di vista stilistico che tematico, è migliorata molto, tanto che stilare la classifica finale è stato difficile. Importante notare la profondità delle tematiche affrontate che spaziano da temi come l’inquinamento, le sperequazioni sociali, la ricerca della propria identità, la libertà individuale e di specie, a temi come la fratellanza, il tempo e la sua fuga, tema affrontato da sempre dagli artisti.
I criteri di assegnazione dei punteggi sono stati: originalità, aderenza al tema assegnato, stile nei canoni della fantascienza e capacità di coinvolgimento dell’intreccio.

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Abruzzo

LO STRANO CASO DI VIA BOITO. UN GIORNO PRIVATA E L’ALTRO PUBBLICA. INTANTO I CITTADINI SONO AL BUIO.

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Da anni i residenti di Via Boito cercavano risposte dal Comune. Fecero richiesta di cessione volontaria e gratuita al comune di Avezzano della via appunto Arrigo Boito al fine di avere in cambio illuminazione, pulizia quando nevica, asfalto e possibilmente fogne. Tutto ciò gli fu concesso finalmente con conferenza dei servizi del 9 giugno 2017. Sembrava la fine di lunghi anni di silenzio e menefreghismo.

Da allora però, nonostante numerosi solleciti sia da parte del portavoce che da parte dell’ufficio tecnico (si veda foto) l’amministrazione non si è mai degnata di rispondere.

Lo scorso anno su pressioni da parte degli abitanti il comune fece pulire la strada dalla neve, rompendo tra l’altro i cavi dell’elettricità, che gli stessi abitanti hanno ripristinato a proprie spese, lasciato come si evince dalle foto 2 transenne su un lato.

In questo momento la strada è pubblica e privata allo stesso tempo, ma nonostante l’ok dell’ufficio tecnico e i molteplici solleciti la situazione viene ancora oggi ignorata.

Fino a tre mesi fa l’illuminazione è stata pagata dai residenti, ma ora visto che sono stufi di pagare per un servizio che dovrebbe essere pubblico, la strada è al buio totale.

I residenti si sentono cittadini di serie B.

La città bella deve essere bella tutta ed è triste pensare che ci sono famiglie e bambini che non hanno nemmeno i servizi pubblici essenziali pur pagando le tasse come tutti gli altri.

Noi di marsicanews siamo qui per dar voce ai cittadini e speriamo che dando risalto mediatico a questa situazione in risalto si possa muovere qualcosa ed il sindaco o chi per esso decida finalmente di risolverla.

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IL FALSO ALLARME RAZZISMO IN ITALIA. IL NEMICO CHE NON ESISTE.

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La marcia contro il razzismo ieri ha avuto grande successo. Ma davvero in Italia esiste un pericolo razzista? Davvero dietro la richiesta di legalità e le paure per flussi migratori fuori controllo c’è un’ondata xenofoba?

Io ho la mia idea. Si chiama “attenzione indotta”. È quel fenomeno per cui dal momento in cui tu decidi di comprare una Vespa, vedi Vespe dappertutto. E se vuoi cambiare casa, vedi “Vendesi” dappertutto. Si studia in psicologia. In politica, attraverso raffinati meccanismi della propaganda – e attenzione: speculari, cioè usati sia da chi cavalca la paura dell’altro sia da chi denuncia il razzismo – significa portare l’interesse delle persone su una cosa che succede da sempre, a cui però nessuno fino ad allora ha dato un senso particolare.

È da trent’anni, o di più, che la gente muore nel Mediterraneo. Io me li ricordo da ragazzino, sulle spiagge della Sicilia, i pescherecci spiaggiati con le scritte in arabo. Ma nessuno diceva nulla. A parte Andrea Camilleri. A proposito: lui la storia di Montalbano e i migranti l’ha scritta tre anni fa, poi adesso va in onda sulla Rai e arriva la macchina della propaganda antirazzista a scatenare la polemica. Ma leggi Davide Enia, Appunti per un naufragio, e vedi da quanto tempo la gente muore nel mare di Lampedusa… Ma allora non c’erano i Saviano, i Veronesi, gli Albinati a scriverci sopra articoli e libri, non c’erano i collegamenti di Che tempo che fa…

E perché oggi sì?

Perché c’è Salvini al governo. Prima non c’era un nemico cui dare la responsabilità di tutto ciò. È un marketing irresistibile: chi non anela all’aureola della bontà? Il kulturkampf antirazzista ormai ha preso il posto dell’antimafia declamatoria. Non avendo altro modo per sconfiggere la Dc, a un certo punto se ne fece la centrale di Cosa Nostra. Volendo sbrigarsi a spegnere Salvini lo si laurea razzista, ovvero quanto di più abietto possa esserci. È una scorciatoia della dialettica. Si chiama criminalizzazione.

Esiste davvero un pericolo “razzismo” in Italia??

Gli insulti, le scritte, il malessere per chi non fa parte della tua comunità ci sono sempre stati in contesti – come dire? – “colorati”. Oggi succede coi migranti africani. Fino agli anni ’70 coi terroni. Eppure allora i grandi giornali non puntavano il dito, scandalizzati, contro chi metteva nei locali di Torino i cartelli “Qui i meridionali non entrano”. Abbiamo fatto sempre finta di niente. Ma ora che il nemico è imbattibile, elettoralmente, bisogna demonizzarlo.

A Milano in prima fila c’erano i candidati alla segreteria del Pd, Sala, la Boldrini, Landini… Viene da pensare che siano pagati da Salvini. Più usano questo meccanismo della propaganda anti-razzista, più la Lega cresce nei consensi. E però c’è da ridere: pensa un po’ tutti papaveri di Forza Italia ormai campioni del politicamente coretto che avrebbero voluto esserci e non possono…

Si evoca l’incubo razzismo per potere applicare l’equazione Salvini uguale nazista. Ma solo perché non hanno altri argomenti forti.

La sfilata di ieri a Milano è ancora una volta la vetrina della minoranza egemone che perpetua la propria sfida alla maggioranza silenziosa attraverso la criminalizzazione dell’avversario.

Loro è come se ti dicessero: “Tu, Salvini… Tu, che voti lega… vincerai anche le elezioni, sarai anche al governo, ma sei un nazista”. Serve a squalificare l’avversario politico e a intimorire l’opinione pubblica. E a sentirsi, appunto, dalla parte giusta.

Poco importa se la lotta all’immigrazione clandestina costituisce un obiettivo politico che non presuppone alcuna discriminazione fondata sulla razza, ma unicamente il rispetto della legalità.

Io non ci sto ad essere additato come razzista. Non ci sto a sentire dire che gli italiani sono razzisti.

Non è così. Non è vero. E va gridato a tutto il mondo!
Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2018 sono 5.144.440 e rappresentano l’8,5% della popolazione residente.

In un paese razzista non sarebbe possibile.

Mirko Marchione

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Attualità

L’IMBROGLIO DELLA CRISI VENEZUELANA.

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In Abruzzo la comunità Venezuelana si avvicina alla quota di 1000 cittadini.

Loro, tramite lettere e documenti ci hanno chiesto di fare luce su quanto sta succedendo alla loro lontana terra natìa.

Spesso, nelle “cose del mondo” , la verità dei fatti raramente coincide con la sua versione ufficiale. Le idee dominanti – come diceva il vecchio Marx – restano quelle della classe dominante. E il caso del Venezuela di questi ultimi mesi si configura appunto nei termini di una gigantesca truffa informativa volta a coprire la sopraffazione di un popolo e la spoliazione di una nazione.

Il principale mito da sfatare riguarda le cause di fondo del dramma venezuelano. I media occidentali non hanno avuto dubbi nell’additare gli esecutivi succedutisi al potere dopo l’elezione del “dittatore” Chávez alla presidenza nel 1998 come unici responsabili della crisi, nascondendone la matrice di gran lunga più importante: le barbare sanzioni americane contro il Venezuela decise da Obama nel 2015 e inasprite da Trump nel 2017 e nel 2018.

Spese sociali mai così alte. La “dittatura” di Chávez, confermata da 4 elezioni presidenziali e 14 referendum e consultazioni nazionali successive, è stata condotta sotto il segno di uno strappo radicale con la storia passata del Venezuela: i proventi del petrolio sono stati in massima parte redistribuiti alla popolazione invece che intascati dall’oligarchia locale e imboscati nelle banche degli Stati Uniti.

Nonostante Chávez abbia commesso vari errori di malgoverno e corruzione tipici del populismo di sinistra – errori confermati in seguito dal più debole Maduro – sotto la sua presidenza le spese sociali hanno raggiunto il 70% del bilancio dello Stato, il Pil pro capite è più che triplicato in poco più di 10 anni, la povertà è passata dal 40 al 7%, la mortalità infantile si è dimezzata, la malnutrizione è diminuita dal 21 al 5%, l’analfabetismo è stato azzerato e il coefficiente Gini di disuguaglianza è sceso al livello più basso dell’America Latina (dati Fmi, Undp e Banca Mondiale).

Ma la sfida più temeraria lanciata dal Venezuela “socialista” è stata quella contro l’egemonia del dollaro. L’economia ha iniziato a essere de-dollarizzata favorendo investimenti non statunitensi, tentando di non farsi pagare in dollari le esportazioni, e creando il Sucre, un sistema di scambi finanziari regionali basato su una cripto-moneta, il Petro, detenuta dalle banche centrali delle nazioni in affari col Venezuela come unità di conto e mezzo di pagamento. Il tempo della resa dei conti con il Grande Fratello è arrivato perciò molto presto. Molti hanno evocato lo spettro del Cile di Allende di 30 anni prima.

Ma il Venezuela di oggi è preda ancora più consistente del Cile. Dopo la Russia, è il Paese più ricco di risorse naturali del pianeta: primo produttore mondiale di petrolio e gas, secondo produttore di oro, e tra i maggiori di ferro, bauxite, cobalto e altri. Collocato a tre ore di volo da Miami, e con 32 milioni di abitanti. Poco indebitato, e capace di fondare una banca dello sviluppo, il Banco do Sur, in grado di sostituire Banca Mondiale e Fondo monetario come sorgente più equa di credito per il continente latinoamericano.

È per queste ragioni che la “cura cilena” è inizialmente fallita. Il tentato golpe anti-chavista del 2002 e le manifestazioni violente di un’opposizione divenuta eversiva e anti-nazionale, si sono scontrati con un esecutivo che vinceva comunque un’elezione dopo l’altra. Perché anche i poveri, dopotutto, votano. L’occasione per chiudere la partita si è presentata con la morte di Chávez nel 2013 e il crollo del prezzo del petrolio iniziato nel 2015.

La strategia delle sanzioni – La raffica di sanzioni emesse l’anno dopo con il pretesto che il Venezuela fosse una minaccia alla sicurezza nazionale degli Usa mettono in ginocchio il Paese. Il Venezuela viene espulso dai mercati finanziari internazionali e messo nelle condizioni di non poter più usare i proventi del petrolio per pagare le importazioni. Quasi tutto ciò che entra in un’economia che produce poco al di fuori degli idrocarburi deve essere pagato in dollari contanti. E le sanzioni impediscono, appunto, l’uso del dollaro. I fondi del governo depositati negli Usa vengono congelati o sequestrati. I canali di rifinanziamento e di rinegoziazione del modesto debito estero del Venezuela vengono chiusi. Gli interessi sul debito schizzano in alto perché le agenzie di rating al servizio di Washington portano il rischio paese a cifre inverosimili, più alte di quelle della Siria. Nel 2015 lo spread del Venezuela è di 2 mila punti, per raggiungere e superare i 6 mila nel 2017.

Gli economisti del centro studi Celag hanno quantificato in 68,6 miliardi di dollari, il 34% del Pil l’extra costo del debito venezuelano tra il 2014 e il 2017. Ma il più micidiale degli effetti del blocco finanziario del Venezuela è il rifiuto delle principali banche internazionali, sotto scacco americano, di trattare le transazioni connesse alle importazioni di beni vitali come il cibo, le medicine, i prodotti igienici e gli strumenti indispensabili per il funzionamento dell’apparato produttivo e dei trasporti. Gli ospedali venezuelani restano senza insulina e trattamenti antimalarici. I porti del paese vengono dichiarati porti di guerra, portando alle stelle le tariffe dell’import-export. Il valore delle importazioni crolla da 60 miliardi di dollari nel 2011-2013 a 12 miliardi nel 2017, portandosi dietro il tonfo del 50% del Pil.

Le banche di Wall Street – I beni che riescono comunque a essere importati vengono accaparrati e rivenduti di contrabbando dagli oligopoli dell’industria alimentare che dominano il settore privato dell’economia venezuelana. La stessa delinquenza di alto livello che tira le fila del sabotaggio del Clap, il piano di emergenza alimentare del governo che soccorre 6 milioni di famiglie. È stato calcolato che tra il 2013 e il 2017 l’aggressione finanziaria al Venezuela è costata tra il 110 e il 160% del suo Pil, cioè tra i 245 e i 350 miliardi di dollari. Senza le sanzioni, l’economia del Venezuela, invece di dimezzarsi, si sarebbe sviluppata agli stessi tassi dell’Argentina.

Durante il 2018 si sviluppa in Venezuela una crisi umanitaria interamente indotta. Che si accompagna a un’iperinflazione altrettanto fasulla, senza basi nei fondamentali dell’economia, determinata da un attacco del mercato nero del dollaro alla moneta nazionale riconducibile alle 6 maggiori banche d’affari di Wall Street.

È per questo che il rapporto dell’esperto Onu che ha visitato il Venezuela nel 2017, Alfred De Zayas (di cui non avete mai sentito parlare ma che contiene buona parte dei dati fin qui citati), propone il deferimento degli Stati Uniti alla Corte Penale Internazionale per i crimini contro l’umanità perpetrati in Venezuela dopo il 2015.

Mirko Marchione

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Abruzzo

VIOLENZA SULLE DONNE. SPORTELLO ITINERANTE ANTI-VIOLENZA

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Un sostegno alle donne vittime di violenza che viaggia tra i comuni marsicani: lo “Sportello itinerante anti-violenza Marsica” è la nuova iniziativa gratuita della Cooperativa Sociale Estia.
Tavola Rotonda tra i comuni marsicani giovedì 28 febbraio ore 15:30 presso la sede della Cooperativa Sociale Estia di Cerchio.
Durante la Tavola Rotonda di giovedì 28 febbraio, a partire dalle ore 15:30, la Cooperativa Sociale Estia presenterà ufficialmente il progetto “Sportello itinerante anti-violenza Marsica”, che partirà nel mese di marzo del corrente anno. Presenzieranno all’incontro gli Assessori al sociale, i Sindaci e le Istituzioni comunali della Marsica.

Il progetto nasce dall’idea di creare uno sportello gratuito che possa viaggiare tra i comuni marsicani per andare letteralmente incontro alle donne. Un’iniziativa innovativa e di grande prestigio a sostegno di donne vittime di violenza e dei loro figli.
Si tratta di un nuovo servizio dalla marcata valenza sociale che si estenderà in modo capillare sul territorio, investendo ogni comune interessato all’iniziativa. Lo sportello sarà gestito da professionisti ed esperti del settore psicologico, giuridico e sociale della Cooperativa Sociale Estia.

In seguito ai primi colloqui, la donna potrà essere presa in carico e proseguire il proprio percorso, nella più completa privacy, al centro d’ascolto della Cooperativa Sociale Estia nel comune di Cerchio.

Lo sportello marsicano itinerante risulta essere infatti la parte iniziale di un sostegno continuo e completo. Permettere alle donne di uscire da un silenzio potratto per anni rappresenta il punto d’inizio per altri percorsi, quali la denuncia, pratiche di separazione, ricerca di un lavoro, sostegno psicologico ai figli.

“Siamo orgogliosi di questo progetto fortemente innovativo che vedrà protagonista la Marsica unita nella lotta alla violenza, unita in difesa delle sue donne”, dichiarano i fondatori della Cooperativa Sociale Estia.

La Cooperativa Sociale Estia organizza, inoltre, incontri di formazione rivolti a tutta la collettività, agli studenti delle scuole e ai professionisti del settore, al fine di sensibilizzazione sul tema della violenza, e indagare le cause e le possibili azioni da intraprendere.

Saranno presenti alla Tavola Rotonda l’Assessore Avv. Leonardo Casciere del comune di Avezzano, l’Assessore Avv. Franco Paolini del comune di Cerchio, il Sindaco Gianluca De Angelis del comune di Lecce nei Marsi, la Dott.ssa Valeria Gentile Consigliere del comune di Magliano dei Marsi, il Sindaco Maria Olimpia Morgante e il Consigliere Franco Farina del comune di Scurcola Marsicana, la Dott.ssa Sara D’Agostino Consigliere del comune di Collarmele, il Sindaco Antonella Buffone e l’Assessore Veronica Venditti del comune di Balsorano, l’Assessore Valentina Angelucci del comune di Luco dei Marsi, il Consigliere Vincenzo Casasanta del comune di Gioia dei Marsi, l’Assessore Luigi Soricone del comune di Pescina, il Sindaco Giulio Lancia e l’Assessore Umberto Niscola del comune di San Vincenzo Valle Roveto, il Sindaco Eramo Manfredo del comune di Ortona dei Marsi, la Dott.ssa Ricci Loretta del comune di Villavallelonga, il Consigliere Simona Barbati del comune di Ovindoli.

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NUOVE EMAIL TRUFFA – “NOTIFICA IN MERITO A DEBITO” – AGENZIA ENTRATE. POLIZIA POSTALE E AGENZIA DELLE ENTRATE INVITANO ALL’ATTENZIONE

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Truffe online a gogo viaggiano sulle nostre email. L’ultimo allarme
arriva dall’Agenzia delle Entrate
[https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/agenzia/agenziacomunica/!ut/p/a1/rZJNc5swEIb_CjlwBC0CG9Ebzpcd20lt14nh4pGEsGUjoFiEjn99xUzSpp2mHzPVRburR7urV4tStEFpSZ_ljmpZlbTo_XS49TDcjiPAU-KvLiF-XPgBGWGYegF6QilKc8YLmaFk0sVLb_u8INl8fBjTUTg9fhY8qbIv51mc8m],
con l’allerta rilanciata anche sulla pagina Facebook della Polizia
Postale “Commissariato di PS On Line – Italia
[https://www.facebook.com/commissariatodips/?ref=br_rs]” e sul sito
istituzionale di quest’ultima che lo “Sportello dei Diritti
[http://www.sportellodeidiritti.org/]” ritiene utile segnalare per
informare tutti coloro che possiedono dispositivi perchè tutti
potenzialmente nel mirino dei criminali informatici. A tale scopo,
pubblichiamo integralmente il comunicato dell’ente per comprendere i
rischi che possiamo correre: «L’Agenzia informa che in questi
giorni stanno circolando delle email con oggetto del tipo “Notifica
in merito a debito. Atto N. xxxxxxxxx” provenienti da un mittente
denominato “Servizi finanziari”. I messaggi avvertono gli utenti
di un presunto debito e invitano a consultare una lettera allegata,
recando in calce i riferimenti telefonici reali di uffici
dell’Agenzia delle Entrate. Il documento allegato ai messaggi è in
realtà un virus informatico che può infettare i computer degli
utenti. L’Agenzia, totalmente estranea all’invio di queste false
comunicazioni, invita i cittadini a cestinare immediatamente queste
email e, in ogni caso, a non aprire file allegati o cliccare su
eventuali collegamenti web sospetti.». Insomma, un modo subdolo per
approfittare di una nostra disattenzione e del timore che il Fisco
ingenera nei contribuenti per accedere abusivamente nei nostri
dispositivi, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello
dei Diritti [http://www.sportellodeidiritti.org/]”. Ecco perché è
utile seguire alcuni semplici consigli riportati anche sul sito
[https://www.commissariatodips.it/notizie/articolo/nuove-email-truffa-notifica-in-merito-a-debito-agenzia-entrate.html?fbclid=IwAR27wGHKL_CNxhaM_nvXCPYTPvt47RhK8xobQpMmIA0eEBIJUbufT89jy0k]
istituzionale della forza di polizia specializzata nella lotta al
crimine informatico:

– non aprire alcun allegato e non cliccare su eventuale link
contenuto nel testo della mail;

– installare e tenere sempre aggiornato il proprio sistema Antivirus;

– modificare periodicamente le password dei servizi on line.

Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli
esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email
info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org
per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare
pregiudizi.

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