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Editoriale

La Marsica Sportiva si prepara per il turno di riposo dell’Avezzano…

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Dario Celli, conscio della positiva tradizione per i nostri ospiti, si immola per la causa. Romolo Petrini intanto festeggia la salvezza matematica…

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Abruzzo

Liceo “Vitruvio”: piccoli scrittori crescono

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Concorso di narrativa fantascientifica “Il mio Asimov – Sfide”: un’anteprima della Settimana Scientifica 2019

Si è svolta ieri, Venerdì 8 Marzo, preso il Liceo Scientifico “M. Vitruvio P.”, la cerimonia di premiazione del concorso di narrativa fantascientifica “Il mio Asimov – Sfide” che è giunto alla sua 3^ edizione. L’iniziativa è stata ideata e curata dai professori Giuseppe Leone e Roberta Placida, che, insieme al Dirigente Scolastico, prof. Francesco Gizzi, sostenitore entusiasta dell’evento, hanno anche provveduto alla valutazione degli elaborati e alla composizione della classifica finale che ha visto sul podio, per il secondo anno consecutivo, Gabriele Valente, della classe IV I, con il racconto “Progetto Prometeo”; seconda classificata Floriana Rossi, della classe V A, con il racconto “Oltre le apparenze: la vera sfida”; terza classificata Gaia Zaffiri, classe II B, con il racconto “Io ti conosco”.
Gli allievi vincitori sono stati premiati con buoni per l’acquisto di libri offerti da Libreria Panella (1° premio), Mr Book (2° premio), Power School Languages, da spendere presso la Libreria “La Sorgente” (3° premio).
Nel suo intervento di apertura il Dirigente Scolastico ha espresso notevole soddisfazione e ha sottolineato ancora una volta come queste iniziative siano “la scuola bella”, quella che entusiasma e che spinge a mettersi in gioco in sfide sempre nuove per il raggiungimento di obiettivi sempre più alti.
La qualità dei racconti, sia dal punto di vista stilistico che tematico, è migliorata molto, tanto che stilare la classifica finale è stato difficile. Importante notare la profondità delle tematiche affrontate che spaziano da temi come l’inquinamento, le sperequazioni sociali, la ricerca della propria identità, la libertà individuale e di specie, a temi come la fratellanza, il tempo e la sua fuga, tema affrontato da sempre dagli artisti.
I criteri di assegnazione dei punteggi sono stati: originalità, aderenza al tema assegnato, stile nei canoni della fantascienza e capacità di coinvolgimento dell’intreccio.

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Abruzzo

LO STRANO CASO DI VIA BOITO. UN GIORNO PRIVATA E L’ALTRO PUBBLICA. INTANTO I CITTADINI SONO AL BUIO.

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Da anni i residenti di Via Boito cercavano risposte dal Comune. Fecero richiesta di cessione volontaria e gratuita al comune di Avezzano della via appunto Arrigo Boito al fine di avere in cambio illuminazione, pulizia quando nevica, asfalto e possibilmente fogne. Tutto ciò gli fu concesso finalmente con conferenza dei servizi del 9 giugno 2017. Sembrava la fine di lunghi anni di silenzio e menefreghismo.

Da allora però, nonostante numerosi solleciti sia da parte del portavoce che da parte dell’ufficio tecnico (si veda foto) l’amministrazione non si è mai degnata di rispondere.

Lo scorso anno su pressioni da parte degli abitanti il comune fece pulire la strada dalla neve, rompendo tra l’altro i cavi dell’elettricità, che gli stessi abitanti hanno ripristinato a proprie spese, lasciato come si evince dalle foto 2 transenne su un lato.

In questo momento la strada è pubblica e privata allo stesso tempo, ma nonostante l’ok dell’ufficio tecnico e i molteplici solleciti la situazione viene ancora oggi ignorata.

Fino a tre mesi fa l’illuminazione è stata pagata dai residenti, ma ora visto che sono stufi di pagare per un servizio che dovrebbe essere pubblico, la strada è al buio totale.

I residenti si sentono cittadini di serie B.

La città bella deve essere bella tutta ed è triste pensare che ci sono famiglie e bambini che non hanno nemmeno i servizi pubblici essenziali pur pagando le tasse come tutti gli altri.

Noi di marsicanews siamo qui per dar voce ai cittadini e speriamo che dando risalto mediatico a questa situazione in risalto si possa muovere qualcosa ed il sindaco o chi per esso decida finalmente di risolverla.

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IL FALSO ALLARME RAZZISMO IN ITALIA. IL NEMICO CHE NON ESISTE.

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La marcia contro il razzismo ieri ha avuto grande successo. Ma davvero in Italia esiste un pericolo razzista? Davvero dietro la richiesta di legalità e le paure per flussi migratori fuori controllo c’è un’ondata xenofoba?

Io ho la mia idea. Si chiama “attenzione indotta”. È quel fenomeno per cui dal momento in cui tu decidi di comprare una Vespa, vedi Vespe dappertutto. E se vuoi cambiare casa, vedi “Vendesi” dappertutto. Si studia in psicologia. In politica, attraverso raffinati meccanismi della propaganda – e attenzione: speculari, cioè usati sia da chi cavalca la paura dell’altro sia da chi denuncia il razzismo – significa portare l’interesse delle persone su una cosa che succede da sempre, a cui però nessuno fino ad allora ha dato un senso particolare.

È da trent’anni, o di più, che la gente muore nel Mediterraneo. Io me li ricordo da ragazzino, sulle spiagge della Sicilia, i pescherecci spiaggiati con le scritte in arabo. Ma nessuno diceva nulla. A parte Andrea Camilleri. A proposito: lui la storia di Montalbano e i migranti l’ha scritta tre anni fa, poi adesso va in onda sulla Rai e arriva la macchina della propaganda antirazzista a scatenare la polemica. Ma leggi Davide Enia, Appunti per un naufragio, e vedi da quanto tempo la gente muore nel mare di Lampedusa… Ma allora non c’erano i Saviano, i Veronesi, gli Albinati a scriverci sopra articoli e libri, non c’erano i collegamenti di Che tempo che fa…

E perché oggi sì?

Perché c’è Salvini al governo. Prima non c’era un nemico cui dare la responsabilità di tutto ciò. È un marketing irresistibile: chi non anela all’aureola della bontà? Il kulturkampf antirazzista ormai ha preso il posto dell’antimafia declamatoria. Non avendo altro modo per sconfiggere la Dc, a un certo punto se ne fece la centrale di Cosa Nostra. Volendo sbrigarsi a spegnere Salvini lo si laurea razzista, ovvero quanto di più abietto possa esserci. È una scorciatoia della dialettica. Si chiama criminalizzazione.

Esiste davvero un pericolo “razzismo” in Italia??

Gli insulti, le scritte, il malessere per chi non fa parte della tua comunità ci sono sempre stati in contesti – come dire? – “colorati”. Oggi succede coi migranti africani. Fino agli anni ’70 coi terroni. Eppure allora i grandi giornali non puntavano il dito, scandalizzati, contro chi metteva nei locali di Torino i cartelli “Qui i meridionali non entrano”. Abbiamo fatto sempre finta di niente. Ma ora che il nemico è imbattibile, elettoralmente, bisogna demonizzarlo.

A Milano in prima fila c’erano i candidati alla segreteria del Pd, Sala, la Boldrini, Landini… Viene da pensare che siano pagati da Salvini. Più usano questo meccanismo della propaganda anti-razzista, più la Lega cresce nei consensi. E però c’è da ridere: pensa un po’ tutti papaveri di Forza Italia ormai campioni del politicamente coretto che avrebbero voluto esserci e non possono…

Si evoca l’incubo razzismo per potere applicare l’equazione Salvini uguale nazista. Ma solo perché non hanno altri argomenti forti.

La sfilata di ieri a Milano è ancora una volta la vetrina della minoranza egemone che perpetua la propria sfida alla maggioranza silenziosa attraverso la criminalizzazione dell’avversario.

Loro è come se ti dicessero: “Tu, Salvini… Tu, che voti lega… vincerai anche le elezioni, sarai anche al governo, ma sei un nazista”. Serve a squalificare l’avversario politico e a intimorire l’opinione pubblica. E a sentirsi, appunto, dalla parte giusta.

Poco importa se la lotta all’immigrazione clandestina costituisce un obiettivo politico che non presuppone alcuna discriminazione fondata sulla razza, ma unicamente il rispetto della legalità.

Io non ci sto ad essere additato come razzista. Non ci sto a sentire dire che gli italiani sono razzisti.

Non è così. Non è vero. E va gridato a tutto il mondo!
Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2018 sono 5.144.440 e rappresentano l’8,5% della popolazione residente.

In un paese razzista non sarebbe possibile.

Mirko Marchione

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Attualità

L’IMBROGLIO DELLA CRISI VENEZUELANA.

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In Abruzzo la comunità Venezuelana si avvicina alla quota di 1000 cittadini.

Loro, tramite lettere e documenti ci hanno chiesto di fare luce su quanto sta succedendo alla loro lontana terra natìa.

Spesso, nelle “cose del mondo” , la verità dei fatti raramente coincide con la sua versione ufficiale. Le idee dominanti – come diceva il vecchio Marx – restano quelle della classe dominante. E il caso del Venezuela di questi ultimi mesi si configura appunto nei termini di una gigantesca truffa informativa volta a coprire la sopraffazione di un popolo e la spoliazione di una nazione.

Il principale mito da sfatare riguarda le cause di fondo del dramma venezuelano. I media occidentali non hanno avuto dubbi nell’additare gli esecutivi succedutisi al potere dopo l’elezione del “dittatore” Chávez alla presidenza nel 1998 come unici responsabili della crisi, nascondendone la matrice di gran lunga più importante: le barbare sanzioni americane contro il Venezuela decise da Obama nel 2015 e inasprite da Trump nel 2017 e nel 2018.

Spese sociali mai così alte. La “dittatura” di Chávez, confermata da 4 elezioni presidenziali e 14 referendum e consultazioni nazionali successive, è stata condotta sotto il segno di uno strappo radicale con la storia passata del Venezuela: i proventi del petrolio sono stati in massima parte redistribuiti alla popolazione invece che intascati dall’oligarchia locale e imboscati nelle banche degli Stati Uniti.

Nonostante Chávez abbia commesso vari errori di malgoverno e corruzione tipici del populismo di sinistra – errori confermati in seguito dal più debole Maduro – sotto la sua presidenza le spese sociali hanno raggiunto il 70% del bilancio dello Stato, il Pil pro capite è più che triplicato in poco più di 10 anni, la povertà è passata dal 40 al 7%, la mortalità infantile si è dimezzata, la malnutrizione è diminuita dal 21 al 5%, l’analfabetismo è stato azzerato e il coefficiente Gini di disuguaglianza è sceso al livello più basso dell’America Latina (dati Fmi, Undp e Banca Mondiale).

Ma la sfida più temeraria lanciata dal Venezuela “socialista” è stata quella contro l’egemonia del dollaro. L’economia ha iniziato a essere de-dollarizzata favorendo investimenti non statunitensi, tentando di non farsi pagare in dollari le esportazioni, e creando il Sucre, un sistema di scambi finanziari regionali basato su una cripto-moneta, il Petro, detenuta dalle banche centrali delle nazioni in affari col Venezuela come unità di conto e mezzo di pagamento. Il tempo della resa dei conti con il Grande Fratello è arrivato perciò molto presto. Molti hanno evocato lo spettro del Cile di Allende di 30 anni prima.

Ma il Venezuela di oggi è preda ancora più consistente del Cile. Dopo la Russia, è il Paese più ricco di risorse naturali del pianeta: primo produttore mondiale di petrolio e gas, secondo produttore di oro, e tra i maggiori di ferro, bauxite, cobalto e altri. Collocato a tre ore di volo da Miami, e con 32 milioni di abitanti. Poco indebitato, e capace di fondare una banca dello sviluppo, il Banco do Sur, in grado di sostituire Banca Mondiale e Fondo monetario come sorgente più equa di credito per il continente latinoamericano.

È per queste ragioni che la “cura cilena” è inizialmente fallita. Il tentato golpe anti-chavista del 2002 e le manifestazioni violente di un’opposizione divenuta eversiva e anti-nazionale, si sono scontrati con un esecutivo che vinceva comunque un’elezione dopo l’altra. Perché anche i poveri, dopotutto, votano. L’occasione per chiudere la partita si è presentata con la morte di Chávez nel 2013 e il crollo del prezzo del petrolio iniziato nel 2015.

La strategia delle sanzioni – La raffica di sanzioni emesse l’anno dopo con il pretesto che il Venezuela fosse una minaccia alla sicurezza nazionale degli Usa mettono in ginocchio il Paese. Il Venezuela viene espulso dai mercati finanziari internazionali e messo nelle condizioni di non poter più usare i proventi del petrolio per pagare le importazioni. Quasi tutto ciò che entra in un’economia che produce poco al di fuori degli idrocarburi deve essere pagato in dollari contanti. E le sanzioni impediscono, appunto, l’uso del dollaro. I fondi del governo depositati negli Usa vengono congelati o sequestrati. I canali di rifinanziamento e di rinegoziazione del modesto debito estero del Venezuela vengono chiusi. Gli interessi sul debito schizzano in alto perché le agenzie di rating al servizio di Washington portano il rischio paese a cifre inverosimili, più alte di quelle della Siria. Nel 2015 lo spread del Venezuela è di 2 mila punti, per raggiungere e superare i 6 mila nel 2017.

Gli economisti del centro studi Celag hanno quantificato in 68,6 miliardi di dollari, il 34% del Pil l’extra costo del debito venezuelano tra il 2014 e il 2017. Ma il più micidiale degli effetti del blocco finanziario del Venezuela è il rifiuto delle principali banche internazionali, sotto scacco americano, di trattare le transazioni connesse alle importazioni di beni vitali come il cibo, le medicine, i prodotti igienici e gli strumenti indispensabili per il funzionamento dell’apparato produttivo e dei trasporti. Gli ospedali venezuelani restano senza insulina e trattamenti antimalarici. I porti del paese vengono dichiarati porti di guerra, portando alle stelle le tariffe dell’import-export. Il valore delle importazioni crolla da 60 miliardi di dollari nel 2011-2013 a 12 miliardi nel 2017, portandosi dietro il tonfo del 50% del Pil.

Le banche di Wall Street – I beni che riescono comunque a essere importati vengono accaparrati e rivenduti di contrabbando dagli oligopoli dell’industria alimentare che dominano il settore privato dell’economia venezuelana. La stessa delinquenza di alto livello che tira le fila del sabotaggio del Clap, il piano di emergenza alimentare del governo che soccorre 6 milioni di famiglie. È stato calcolato che tra il 2013 e il 2017 l’aggressione finanziaria al Venezuela è costata tra il 110 e il 160% del suo Pil, cioè tra i 245 e i 350 miliardi di dollari. Senza le sanzioni, l’economia del Venezuela, invece di dimezzarsi, si sarebbe sviluppata agli stessi tassi dell’Argentina.

Durante il 2018 si sviluppa in Venezuela una crisi umanitaria interamente indotta. Che si accompagna a un’iperinflazione altrettanto fasulla, senza basi nei fondamentali dell’economia, determinata da un attacco del mercato nero del dollaro alla moneta nazionale riconducibile alle 6 maggiori banche d’affari di Wall Street.

È per questo che il rapporto dell’esperto Onu che ha visitato il Venezuela nel 2017, Alfred De Zayas (di cui non avete mai sentito parlare ma che contiene buona parte dei dati fin qui citati), propone il deferimento degli Stati Uniti alla Corte Penale Internazionale per i crimini contro l’umanità perpetrati in Venezuela dopo il 2015.

Mirko Marchione

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Abruzzo

VIOLENZA SULLE DONNE. SPORTELLO ITINERANTE ANTI-VIOLENZA

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Un sostegno alle donne vittime di violenza che viaggia tra i comuni marsicani: lo “Sportello itinerante anti-violenza Marsica” è la nuova iniziativa gratuita della Cooperativa Sociale Estia.
Tavola Rotonda tra i comuni marsicani giovedì 28 febbraio ore 15:30 presso la sede della Cooperativa Sociale Estia di Cerchio.
Durante la Tavola Rotonda di giovedì 28 febbraio, a partire dalle ore 15:30, la Cooperativa Sociale Estia presenterà ufficialmente il progetto “Sportello itinerante anti-violenza Marsica”, che partirà nel mese di marzo del corrente anno. Presenzieranno all’incontro gli Assessori al sociale, i Sindaci e le Istituzioni comunali della Marsica.

Il progetto nasce dall’idea di creare uno sportello gratuito che possa viaggiare tra i comuni marsicani per andare letteralmente incontro alle donne. Un’iniziativa innovativa e di grande prestigio a sostegno di donne vittime di violenza e dei loro figli.
Si tratta di un nuovo servizio dalla marcata valenza sociale che si estenderà in modo capillare sul territorio, investendo ogni comune interessato all’iniziativa. Lo sportello sarà gestito da professionisti ed esperti del settore psicologico, giuridico e sociale della Cooperativa Sociale Estia.

In seguito ai primi colloqui, la donna potrà essere presa in carico e proseguire il proprio percorso, nella più completa privacy, al centro d’ascolto della Cooperativa Sociale Estia nel comune di Cerchio.

Lo sportello marsicano itinerante risulta essere infatti la parte iniziale di un sostegno continuo e completo. Permettere alle donne di uscire da un silenzio potratto per anni rappresenta il punto d’inizio per altri percorsi, quali la denuncia, pratiche di separazione, ricerca di un lavoro, sostegno psicologico ai figli.

“Siamo orgogliosi di questo progetto fortemente innovativo che vedrà protagonista la Marsica unita nella lotta alla violenza, unita in difesa delle sue donne”, dichiarano i fondatori della Cooperativa Sociale Estia.

La Cooperativa Sociale Estia organizza, inoltre, incontri di formazione rivolti a tutta la collettività, agli studenti delle scuole e ai professionisti del settore, al fine di sensibilizzazione sul tema della violenza, e indagare le cause e le possibili azioni da intraprendere.

Saranno presenti alla Tavola Rotonda l’Assessore Avv. Leonardo Casciere del comune di Avezzano, l’Assessore Avv. Franco Paolini del comune di Cerchio, il Sindaco Gianluca De Angelis del comune di Lecce nei Marsi, la Dott.ssa Valeria Gentile Consigliere del comune di Magliano dei Marsi, il Sindaco Maria Olimpia Morgante e il Consigliere Franco Farina del comune di Scurcola Marsicana, la Dott.ssa Sara D’Agostino Consigliere del comune di Collarmele, il Sindaco Antonella Buffone e l’Assessore Veronica Venditti del comune di Balsorano, l’Assessore Valentina Angelucci del comune di Luco dei Marsi, il Consigliere Vincenzo Casasanta del comune di Gioia dei Marsi, l’Assessore Luigi Soricone del comune di Pescina, il Sindaco Giulio Lancia e l’Assessore Umberto Niscola del comune di San Vincenzo Valle Roveto, il Sindaco Eramo Manfredo del comune di Ortona dei Marsi, la Dott.ssa Ricci Loretta del comune di Villavallelonga, il Consigliere Simona Barbati del comune di Ovindoli.

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NUOVE EMAIL TRUFFA – “NOTIFICA IN MERITO A DEBITO” – AGENZIA ENTRATE. POLIZIA POSTALE E AGENZIA DELLE ENTRATE INVITANO ALL’ATTENZIONE

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Truffe online a gogo viaggiano sulle nostre email. L’ultimo allarme
arriva dall’Agenzia delle Entrate
[https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/agenzia/agenziacomunica/!ut/p/a1/rZJNc5swEIb_CjlwBC0CG9Ebzpcd20lt14nh4pGEsGUjoFiEjn99xUzSpp2mHzPVRburR7urV4tStEFpSZ_ljmpZlbTo_XS49TDcjiPAU-KvLiF-XPgBGWGYegF6QilKc8YLmaFk0sVLb_u8INl8fBjTUTg9fhY8qbIv51mc8m],
con l’allerta rilanciata anche sulla pagina Facebook della Polizia
Postale “Commissariato di PS On Line – Italia
[https://www.facebook.com/commissariatodips/?ref=br_rs]” e sul sito
istituzionale di quest’ultima che lo “Sportello dei Diritti
[http://www.sportellodeidiritti.org/]” ritiene utile segnalare per
informare tutti coloro che possiedono dispositivi perchè tutti
potenzialmente nel mirino dei criminali informatici. A tale scopo,
pubblichiamo integralmente il comunicato dell’ente per comprendere i
rischi che possiamo correre: «L’Agenzia informa che in questi
giorni stanno circolando delle email con oggetto del tipo “Notifica
in merito a debito. Atto N. xxxxxxxxx” provenienti da un mittente
denominato “Servizi finanziari”. I messaggi avvertono gli utenti
di un presunto debito e invitano a consultare una lettera allegata,
recando in calce i riferimenti telefonici reali di uffici
dell’Agenzia delle Entrate. Il documento allegato ai messaggi è in
realtà un virus informatico che può infettare i computer degli
utenti. L’Agenzia, totalmente estranea all’invio di queste false
comunicazioni, invita i cittadini a cestinare immediatamente queste
email e, in ogni caso, a non aprire file allegati o cliccare su
eventuali collegamenti web sospetti.». Insomma, un modo subdolo per
approfittare di una nostra disattenzione e del timore che il Fisco
ingenera nei contribuenti per accedere abusivamente nei nostri
dispositivi, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello
dei Diritti [http://www.sportellodeidiritti.org/]”. Ecco perché è
utile seguire alcuni semplici consigli riportati anche sul sito
[https://www.commissariatodips.it/notizie/articolo/nuove-email-truffa-notifica-in-merito-a-debito-agenzia-entrate.html?fbclid=IwAR27wGHKL_CNxhaM_nvXCPYTPvt47RhK8xobQpMmIA0eEBIJUbufT89jy0k]
istituzionale della forza di polizia specializzata nella lotta al
crimine informatico:

– non aprire alcun allegato e non cliccare su eventuale link
contenuto nel testo della mail;

– installare e tenere sempre aggiornato il proprio sistema Antivirus;

– modificare periodicamente le password dei servizi on line.

Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli
esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email
info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org
per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare
pregiudizi.

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RUBRICA VENERDÌ PESCE : LE RICETTE GUSTOSE DI MARSICANEWS

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Mangiare pesce al venerdì è una pratica cattolica che intende rispettare il cosiddetto “giorno di magro” che si caratterizza per il consumo di pesce al posto della carne.

L’usanza risponde ad uno dei precetti generali della Chiesa cattolica secondo il quale viene imposto di evitare l’assunzione della carne tutti i venerdì dell’anno e nei giorni di Quaresima: tempi penitenziali in ricordo alla morte di Gesù.

L’astinenza dalle carni è una forma di penitenza per commemorare la Crocifissione di Cristo. In tale senso il sacrificio alimentare onora il sacrificio del Venerdì Santo.

Più che l’obbligo di mangiare pesce, l’imposizione ai fedeli cattolici è di astenersi dalle carni di animali dal sangue caldo, in onore al sangue perso da Gesù. Così, il consumo di animali di sangue freddo, che siano pesci, rettili o anfibi è permesso.

Secondo il codice normativo della Chiesa cattolica è concesso sostituire l’astinenza dalle carni con altre pratiche di pietà, così come l’astinenza dalle bevande alcoliche, tabacco ed altri prodotti che producono dipendenza o inducono al vizio.

Marsicanews vi suggerirà ogni venerdì quindi una ricetta gustosa a base di pesce.

Iniziamo con RISO AL CURRY CON GAMBERI.

La ricetta del riso al curry con gamberi non è complessa, serve solo un po’ di attenzione alla cottura del cereale che avviene per assorbimento di liquido. Il riso viene cotto in forno e il risultato è un elegante piatto unico, perfetto per una cena tra amici, ma anche per una cena a due. La dolcezza dei gamberi e la delicatezza del riso sono vivacizzati da una salsa al curry speziata ed aromatica. Potrete scegliere di rendere la salsa dolce o piccante scegliendo una miscela per curry che soddisfa i vostri gusti.

Il riso al curry , in particolar modo nella varietà Basmati, è una preparazione originaria della regione indiana che, servita da sola o con verdure, sostituisce il pane in accompagnamento a piatti di carne e pesce variamente stufati.

Ingredienti per 4 persone :

320 g di riso
• 350 g di gamberi
• 1 cipolla e 1/4
• 450 ml di brodo
• 70 g di burro
• 2 cucchiai di curry
• farina
• sale
pepe

PREPARAZIONE :
Iniziate la preparazione del riso al curry con gamberi facendo sciogliere 40 grammi di burro in una teglia e insaporitevi la cipolla intera tagliata a fettine. Quando è diventata trasparente versate il riso e mescolate bene per distribuire il condimento in maniera uniforme.

Irrorate quindi con il brodo bollente, coprite e tenete in forno preriscaldato a 220° per 15-17 minuti. Nel frattempo sgusciate i gamberi, eliminate il filo nero sulla schiena e lessateli per due minuti in acqua bollente.
Dedicatevi quindi alla preparazione della salsa al curry.

Tritate la cipolla rimasta, lasciatela ammorbidire per cinque minuti in un tegame con il burro, cospargetela con un cucchiaio di farina, mescolate e unite il curry diluito in poca acqua calda. Cuocete a fuoco basso per mezz’ora, aggiungendo altra acqua via via che viene assorbita. Salate e pepate

.


Ritirate il riso dal forno, disponetelo in uno stampo ad anello imburrato e battete il fondo sul tavolo per eliminare gli eventuali vuoti d’aria.

Rovesciate la forma sul piatto da portata, in modo da ottenere una “ciambella” di riso. Disponete al centro i gamberi e ricopriteli con la salsa calda e una macinata di pepe. Servite subito il riso al curry con gamberi.

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