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La Chiesa compra terreni a Fucino e Magliano per sostenere il clero, c’è preoccupazione

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Avezzano – Sta diventando un caso quello dell’acquisto di alcuni terreni del Fucino da parte dell’Istituto diocesano sostentamento del clero Marsicano. Preoccupazione è stata espressa del Presidente di Confagricoltura L’Aquila Fabrizio Lo Bene. “I terreni acquistati dall’Istituto sono sparsi in più comuni, i terreni, infatti, non sono proprietà accorpate e non possono costituire delle aziende agricole idonee perché eccessivamente frazionati, pertanto sembra plausibili che l’IDSC stia investendo per ottenere delle rendite necessarie ad “assicurare il giusto sostentamento ai sacerdoti”, come recita la missione dell’Istituto Diocesano. Tra gli imprenditori agricoli del Fucino c’è malcontento  per queste iniziative“, lo dichiara in una nota Augusto Di Bastiano de Il Centro Giuridico del Cittadino.
“Il mercato della terra nel Fucino è molto attivo” riferisce il Presidente di Confagricoltura L’Aquila, Fabrizio Lo Bene “ le 800 imprese familiari che operano nel comprensorio cercano di accorpare i poderi con acquisti continui e permute per creare delle aziende accorpate idonee a produrre redditi adeguati a sostenere le famiglie coltivatrici”.  Gli acquisti da parte di un soggetto non imprenditore ostacola questa naturale evoluzione del sistema agricolo, impedisce l’esercizio ordinato del diritto di prelazione da parte di affittuari o confinanti con un artificioso aumento dei prezzi dei terreni”. Nessun agricoltore nel Fucino è in grado in un solo anno di comprare tutta questa terra anche perché ci risulta essere in corso altre trattative. Chiediamo all’ IDSC di desistere da questa attività che non appare neppure in linea con i canoni della buona amministrazione se l’obiettivo è quello di ottenere rendite fondiarie necessarie a sostenere i Preti. I terreni sono fruttuosi se sono coltivati direttamente dalle imprese familiari coltivatrici che rappresentano nel fucino oltre il 95% dei conduttori e poche sono le famiglie che posso vantare una proprietà di 12 ettari – continua Lo BeneFuori da ogni fraintendimento l’IDSC sta svolgendo un’attività assolutamente lecita tuttavia riteniamo che ci siano altre modalità per investire i propri patrimoni senza danneggiare i lavoratori della terra”.
“Queste operazioni immobiliari – conclude Di Bastiano – sono in netta contraddizione con il discorso del Papa Pio XII agli assegnatari dell’ente fucino il 24 aprile 1956 “… C’interessiamo, perché la Chiesa ha sempre desiderato di aiutare, in modo speciale, gli uomini a divenire migliori, man mano che i popoli conseguono una condizione di vita più elevata…Fra i mezzi che assicurano tale protezione è il diritto della proprietà privata; ma l’abuso di questo diritto costituisce un male reale, l’egoismo …”

Riepiloghi acquisti di terreni agricoli dell’IDSC
Comune
Foglio
Particella
Qualità
Superficie
Data Atto
Avezzano
63
249
Sem Irriguo
17525
22/05/2018
Avezzano
63
968
Sem Irriguo
4870
22/05/2018
Celano
39
94
Orto Irriguo
12920
18/05/2018
Celano
39
84
Orto Irriguo
9940
18/05/2018
Celano
38
6356
Sem Irriguo
19808
31/07/2018
Luco Dei Marsi
2
246
Sem Irriguo
10030
17/07/2018
Ortucchio
19
153
Sem Irriguo
10350
08/08/2018
Ortucchio
18
108
Seminativo
10330
17/09/2017
Ortucchio
19
157
Sem Irriguo
9970
17/09/2018
Luco Dei Marsi
2
247
Sem Irriguo
10070
16/11/2018
Ortucchio
18
44
Sem Irriguo
9980
19/11/2018
Totale Ettari
12.57.93

Abruzzo

AIELLI: I CITTADINI RICORDANO I CADUTI DELLA GUERRA. DIMENTICANZA AVUTA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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Lo scorso 25 aprile per la ricorrenza della Liberazione l’Amministrazione Comunale di Aielli ha dimenticato ancora una volta di deporre un fiore al monumento dei caduti di Aielli Stazione dove inoltre non e’ stato eseguito “ l’alza bandiera”. Per questo motivo nella mattinata di Domenica 28 Aprile un gruppo di cittadini indignati si sono riuniti in piazza per deporre un fiore e ricordare i morti in battaglia. A parlare è stato Marco Barbieri che ha spiegato come, nonostante nel centro di Aielli Alto si fosse svolta una manifestazione ufficiale dell’amministrazione comunale in onore dei caduti, ad Aielli Stazione non è la prima volta che viene a mancare l’appuntamento con la deposizione di fiori e l’alza bandiera. Molti cittadini sono rimasti indignati poiche’ già l’anno scorso era stata segnalata la dimenticanza dell’amministrazione comunale la quale, avvisata con dovuto anticipo, non ha ritenuto comunque importante onorare i caduti ad Aielli Stazione. “Avremmo preferito che a farlo fosse stata l’amministrazione comunale il 25 aprile, sarebbe stata la cosa più giusta, se non altro per rispetto degli anziani di Aielli Stazione che da sempre hanno visto sventolare la bandiera italiana e sono sempre stati partecipi alla deposizione della corona. Data l’indifferenza siamo stati costretti a riparare domenica con la deposizione della corona. Purtroppo non è stato possibile invece eseguire l’alza bandiera per ovvi motivi istituzionali. Mi auguro che certi episodi non si protraggano per gli anni avvenire e che l’amministrazione possa essere più attenta e sensibile nel futuro”.

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Appuntamenti della settimana

ARRIVA AD AVEZZANO L’URBAN SUSHI!

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Il progetto dell’imprenditore Sergio Desprini arriva ad Avezzano. Inaugurazione e apertura prevista domani 11 Aprile 2019.

“Questo è un progetto che avuto inizio quattro anni fa in un’altra città per poi proseguire ancora in un altro luogo, con l’apertura ancora di un nuovo ristorante” – dichiara Desprini – “parliamo di un prodotto Nipponico, il Sushi , rielaborato con ingredienti e materie prime rigorosamente italiani, cosi da avvicinare ogni palato, anche il più esigente”.

“E così, intrapreso questo avvincente percorso gastronomico , ho voluto fortemente che arrivasse nella mia città. Ho abbracciato questa nuova e meravigliosa avventura , con la certezza del nostro prodotto e della location della Piazza del Mercato di Avezzano”.

“Ringrazio la consulente fiscale di Urban Sushi la Dott.ssa ed esperta contabile Silvana Salvi e la consulente legale Avv. Ilaria Paletti”.

Insomma, ci saranno da leccarsi i baffi!

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Abruzzo

SPERIMENTAZIONE 5G: 3 COMUNI MARSICANI TRA LE CAVIE (IGNARE). I RISCHI PER LA SALUTE

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La notizia è che 120 piccoli comuni d’Italia (oltre ad alcune “smart cities”: Milano, Prato, L’Aquila, Matera e Bari, cui si aggiungono Roma e Torino, dove erano già state avviate altre prove tecniche) saranno i primi sperimentatori dell’esposizione della popolazione alle tre bande della tecnologia 5G, una rete wireless di nuova generazione (ribattezzata “l’internet delle cose“) che renderà possibile le connessioni mobili superveloci: antenne, modem che verranno implementati sugli smartphone, base station che sui tetti diffonderanno il segnale.

Non è fantascienza ma realtà. E non è solo un fatto di velocità di connessione ma un passo avanti della tecnologia applicata alle comunicazioni che potrebbe permettere di superare le prestazioni dell’attuale ADSL e favorire l’utilizzo di servizi di streaming (video in particolare) soppiantando le connessioni in fibra. Potremo così giocare online senza la necessità di disporre di macchine potenti, essere sempre connessi senza più passare continuamente da Wi-Fi a rete mobile, videosorvegliare, guidare droni o auto senza conducente, leggere i sensori dei cassonetti dell’immondizia per sapere quando svuotarli, telecomandare i robot senza bisogno di cavi, consentire ai medici di curare un paziente anche a distanza, indicare i prodotti scaduti presenti nei nostri frigoriferi, permettere ai nostri orti di richiedere di essere annaffiati e chissà che altro.

Tecnologia al servizio dell’uomo.

Ma senza rischi?

Il 5G viaggerà su frequenze altissime e mai usate finora, fino a 27,5 GHz (mentre con il 4G si arriva al massimo a 2,6 GHz): un’energia 11 volte superiore, ma che ha una “durata” di viaggio limitata. Queste onde vengono infatti facilmente assorbite dal terreno e sono “riflettenti”, non attraversano i palazzi. Per poter connettere tra loro fino a un milione di oggetti per chilometro quadrato, bisognerà installare migliaia di piccole antenne che rilanceranno il segnale proveniente da un’antenna base più grande.
L’esposizione umana alle onde elettromagnetiche aumenterà così in modo esponenziale e i rischi per la salute aumenteranno altrettanto esponenzialmente, favorendo la possibile alterazione del funzionamento delle cellule: la prestigiosa rivista scientifica Lancet ha presentato uno studio importante che dimostra gli effetti biologici e sulla salute causati dall’esposizione dell’uomo ai campi elettromagnetici con un aumento “statisticamente rilevante” del numero dei tumori, rarissimi schwannomi, al cervello e al cuore.
A queste conclusioni è arrivato anche l’Istituto Ramazzini di Bologna.

Più di 180 scienziati e medici provenienti da 37 paesi hanno da tempo diffuso un appello per avvertire dei potenziali gravi effetti del 5G sulla salute umana e richiesto una moratoria: fermiamo lo sviluppo del 5G finché gli scienziati indipendenti non potranno garantire che 5G e il livello totale di radiazioni causati da RF-EMF (5G insieme a 2G, 3G, 4G e WiFi) non siano dannosi ai cittadini dell’UE, in particolare a neonati, bambini e donne in gravidanza, nonché all’ambiente.
La preoccupazione tra i cittadini sta crescendo e la neonata “Alleanza nazionale STOP 5G” ha organizzato lo scorso 2 marzo a Vicovaro (Roma) il primo meeting nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema e chiedere con forza una moratoria.

A fronte dei rischi, occorre registrare un’ulteriore situazione particolarmente sorprendente: molti dei 120 comuni selezionati a far da “cavie” non ne sanno nulla.

Se pensate che sia utile una vostra azione formale nei confronti di tutti i Sindaci dei comuni abruzzesi e marsicani compresi nell’elenco, è questo il momento di farlo.

Questo l’elenco dei comuni abruzzesi :

1 Gagliano Aterno L’Aquila
2 Civita d’Antino L’Aquila
3 Morino L’Aquila
4 Castiglione a Casauria Pescara
5 Brittoli Pescara
6 Canistro L’Aquila
7 Introdacqua L’Aquila
8 Barete L’Aquila
9 Tossicia Teramo
10 Montebello di Bertona Pescara
11 Fresagrandinaria Chieti

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Abruzzo

FINANZIAMENTO AL TERRORISMO IN ABRUZZO: PERQUISIZIONI IN CORSO SU SOGGETTI DI ORIGINE TUNISINA

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Nell’ambito di una complessa indagine coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo di L’Aquila, in data odierna sono state disposte ed eseguite numerose attività di perquisizione nei confronti di oltre 20 soggetti di origine tunisina, da anni stabilitisi in Italia, per l’accertamento di responsabilità in ordine alla commissione di vari reati con finalità di terrorismo. Le attività di perquisizione sono state delegate per l’esecuzione ai carabinieri del R.O.S. e ai finanzieri del G.I.C.O. di L’Aquila, che hanno anche curato congiuntamente le fasi investigative. Le attività di perquisizione, oltre che in Abruzzo, hanno interessato anche le città di Torino, Milano e la provincia di Ascoli Piceno. Le ipotesi di reato, per le quali la Direzione Distrettuale aquilana sta indagando, riguardano una serie di illeciti di natura tributaria, posta in essere per raccogliere ingenti disponibilità di denaro potenzialmente da destinare anche al finanziamento di attività riconducibile al movimento radicale islamico “Al-Nusra”. In particolare, tramite alcune società operanti nel settore della rifinitura edilizia e nel commercio di tappeti, formalmente intestate a soggetti di comodo ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, sono stati creati numerosi artifizi contabili per distrarre ingenti somme di denaro dalle società. Le illecite disponibilità finanziarie sarebbero state successivamente “riciclate”, mediante l’acquisto di beni immobili e l’investimento in altre attività imprenditoriali, nonché destinate al finanziamento di gruppi radicali di ispirazione islamica insediati all’estero. Le attività di polizia giudiziaria eseguite oggi sono state svolte con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri e della Guardia di Finanza di Torino, Milano, Ascoli Piceno e Teramo e anche grazie all’azione di coordinamento assicurata dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri e dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza

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Abruzzo

FESTA DEL PAPÀ : QUANDO LA LEGGE NEGA L’ESSERE PADRE

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Ci sono padri straordinariamente felici di essere padri e di fare da padri. Perché è l’esperienza più bella della loro vita. Perché il figlio è, la loro vita. Perché crescere, educare, giocare, gioire col proprio cucciolo nutre il cuore, la mente, l’anima.

Ci sono madri (non tutte chiaramente) che negano ai padri questo diritto. Negandogli così di vivere.

Ci sono padri che passano notti e settimane insonni; che subiscono: alienazioni genitoriali, telefonate interrotte con il figlio, figli manipolati, menzogne inculcate nel figlio e parole infamanti; assistono ad: accordi violati, aggressioni al patrimonio; vivono improvvisi sospetti imprevisti del figlio. Padri che vivono il figlio come un ostaggio, vile merce di scambio, corpo contundente, strumento di vendetta; arma non convenzionale. Ci sono padri che non vivono più serenamente, che non lavorano più serenamente, che non gioiscono più, che non riescono più ad immaginare il proprio futuro. Ci sono padri che si impoveriscono, aggrediti patrimonialmente. Che finiscono a fare la coda dai padri gesuiti o dormono in auto. Che hanno sconvolgimenti esistenziali non più riparabili, destinati a restare come inchiostro d’odio su candida seta. Ci sono padri negati.

Uno dei maggiori drammi della società moderna, nella quale una coppia su due è destinata a separarsi, riguarda i padri che si “separano”, ai quali si oppongono le madri con “violenza” negando loro l’esercizio della condivisione genitoriale nella crescita del figlio. La letteratura spiega che in una “separazione” (in un matrimonio o in una convivenza more uxorio) le donne tendono spesso a usare il figlio come arma e i padri invece strumentalizzano il mantenimento.

Diventa dunque essenziale il ruolo del giudice e degli avvocati che assistono le parti.

Occorre infatti che la legge venga applicata con equilibrio, saggezza e responsabilità, dai giudici minorili e che gli avvocati che assistono i genitori in tale delicato conflitto siano innanzitutto competenti, esperti e responsabili. Ho invece conosciuto tanti cialtroni che danneggiano le parti e soprattutto l’interesse dei minori arrecando danni irreparabili. Tali incompetenti andrebbero sanzionati con la radiazione o l’espulsione.

Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) esercita nello spirito della realizzazione del migliore interesse del minore e ha giurisdizione penale, civile e amministrativa. E’ organo specializzato della giustizia, composto da quattro giudici (due togati e due onorari). In Italia ci sono 29 tribunali minorili, con 782 magistrati, dei quali circa 600 sono onorari. La selezione dei giudici andrebbe fatta col massimo rigore possibile poiché gestiscono situazioni di straordinaria importanza.

La competenza in materia civile non è esclusiva (concorrente con il tribunale ordinario e e il giudice tutelare) ma di assoluto rilievo, decidendo anche in tal senso: interventi a tutela dei minori i cui genitori non adempiono in modo adeguato o affatto ai doveri verso i figli (art. 147 cod. civ.); può limitare l’esercizio della potestà genitoriale, attivando l’intervento dei servizi socio-sanitari (art. 333 cod. civ.); può allontanare il minore dalla casa familiare (artt. 330, 333 e 336 cod. civ.); può dichiarare i genitori decaduti dalla potestà sui figli (art. 330 cod. civ.); può dichiarare lo stato di adottabilità del minore; regola l’affidamento dei figli di genitori non sposati, che hanno cessato la convivenza e che sono in situazione di conflitto rispetto all’esercizio della potestà genitoriale (art. 317 bis cod. civ.).

Ricordiamoci dunque che dove c’è un padre negato, c’è sempre un bambino negato.

STORIA DELLA FESTA DEL PAPÀ

La Festa del papà è celebrata in tutto il mondo, anche se in date differenti, e la tradizione vuole che i figli festeggino i papà con regali e biglietti pieni di sentimento. La storia di questa festa è piuttosto recente e risale precisamente al 5 luglio del 1908, giorno in cui venne festeggiata per la prima volta nella città di Fairmont, in Virginia Occidentale, presso la chiesa metodista locale in commemorazione della morte di oltre 360 uomini, 250 dei quali padri di famiglia, nel disastro di Monongah, la più grave sciagura mineraria degli Stati Uniti.

Successivamente, per la precisione il 19 giugno del 1910 a Spokane nello Stato di Washington, la Signora Sonora Smart Dodd, all’oscuro della celebrazione avvenuta a Fairmont e ispirata da un sermone ascoltato in chiesa per la festa della mamma del 1909, organizzò la prima festa del papà così come la conosciamo oggi e fece in modo che la ricorrenza venisse ufficializzata. Ancora oggi infatti diversi Paesi seguono la tradizione statunitense e festeggiano i propri papà la terza domenica di giugno. Nei Paesi cattolici invece, proprio come l’Italia, questa festa viene legata al giorno di San Giuseppe e celebrata quindi il 19 marzo.

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Abruzzo

CHIUSURA TRIBUNALI. IL VICE PRESIDENTE SANTANGELO AL SIT-IN DI VASTO: “SONO ALTRE LE SPESE CHE LO STATO DEVE TAGLIARE” 

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(ACRA) – L’Aquila, 18 marzo – Oggi il vicepresidente vicario del Consiglio regionale Roberto Santangelo ha partecipato al sit-in di protesta contro la chiusura del Tribunale di Vasto e più in generale anche dei tribunali di Lanciano, Avezzano e Sulmona così come previsto dalla riorganizzazione del Ministero di Giustizia. Nel corso della manifestazione il vicepresidente Roberto Santangelo ha dichiarato “che i funzionari del Ministero non possono attraverso mere statistiche decretare la chiusura dei tribunali che sono presidi di giustizia all’interno del comprensorio dove operano ma bisogna tener conto anche della conformazione dei territori e delle loro peculiarità. Sono altre le spese che lo Stato deve tagliare”. “La Regione Abruzzo sarà vicina ai cittadini in questa giusta battaglia – ha concluso Santangelo – e chiederemo al Ministero di riaprire il tavolo decisionale in quanto, come si evince dall’ultima proroga, la presenza dei tribunali è indispensabile per il terremoto, ma se i tribunali sono utili lo sono sempre”

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MERCATO DEL SABATO : L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONTINUA A VEDERE UNA REALTÀ DIVERSA DA QUELLA PALESE A TUTTI.

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Avezzano. È sempre polemica per il mercato del sabato ad Avezzano. Mentre gli ambulanti, ovvero gli attori protagonisti di questo “telefilm”, continuano a presentare le proprie lamentele e difficoltà per lo spostamento nella zona nord, dall’amministrazione comunale si continua a parlare e rilasciare dichiarazioni come se tutto quello che dicono o pensano gli ambulanti nom esista. Nel caso specifico è esplosa ancora una volta la polemica dopo le esternazioni a mezzo stampa del consigliere di maggioranza Alberto La Morgese, secondo il quale “

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