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Sanità

La Asl nel mirino della Corte dei Conti

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I conti della Asl passati ai raggi X dalla Corte dei Conti che ha mosso una serie di rilievi ai bilanci 2012-2013 dell’azienda sanitaria Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Tra gli «appunti» della magistratura contabile figura il mancato raggiungimento della riduzione del 5%, fissata dalla spending review, prevista per ogni singolo rapporto, a fronte però di una significativa contrazione dei costi. Inoltre, la Asl non sarebbe a posto per quel che concerne il libro dei cespiti e avrebbe prorogato alcuni contratti e appalti oltre la normale scadenza. Come dire che, nei casi in questione, non è stata adottata nei tempi previsti la procedura della gara per l’acquisto di forniture e servizi. Quindi, la questione dell’intramoenia per la quale, secondo la relazione della Corte dei Conti, era necessario prevedere una contabilità separata (si evince comunque un aumento dei ricavi superiore ai costi). Cosa che non è stata fatta, come pure non sarebbero stati indicati in modo analitico i costi diretti aziendali, sempre per quel che riguarda l’intramoenia, quelli generali e i fondi di perequazione. E ancora, non sarebbero stati rescissi alcuni contratti ritenuti troppo onerosi rispetto ai parametri di riferimento, anche se non risulterebbero acquisti fatti senza tener conto di quella soglia di sbarramento. Tra i rilievi, anche la mancata costituzione di un fondo rischi. Una relazione ora all’esame della Asl (e della Regione) che si dice pronta a presentare le sue controdeduzioni. «I nostri uffici sono già al lavoro», afferma il manager Giancarlo Silveri. «Stiamo, comunque, parlando di bilanci redatti sulla scorta delle linee guida dettate dalla Regione e approvati con il parare favorevole del Collegio sindacale che non ha suggerito correttivi. Noi siamo tranquilli».

Sanità

Salmonella, ministero richiama le uova di un’azienda avicola in provincia dell’Aquila

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L’Aquila – Il Ministero della Salute ha pubblicato un richiamo di tre lotti di uova fresche di gallina da allevamento a terra del marchio Agricola Bosi Luigi di Bosi Costanza. Il motivo del richiamo la presenza di salmonella enteritidis, si legge nei tre diversi avvisi pubblicati sul sito del Ministero della Salute. Le uova interessate sono solo quelle con scadenza minima 31/10/2018, 01/11/2018 e 02/11/2018, prodotte nello stabilimento di Corfinio in provincia de L’Aquila.

La Salmonella enteritidis  viene diffusa attraverso gli animali da allevamento e quelli da compagnia, andando così a contaminare latte, uova e carni. Tra i sintomi più comuni, la salmonellosi può manifestare vomito, diarrea, nausea, febbre e doloro addominali dovuti al contatto o all’ingestione con cibo e acqua contaminata. Nell’ottica d’informazione quotidiana in materia di allerte per i consumatori, Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, a scopo precauzionale, raccomanda ai clienti che hanno acquistato le uova fresche dei lotti sopra indicati, di non consumarle con la data di scadenza segnalata e a consegnarle al rivenditore o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale.

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Sanità

Allarme morbillo in Abruzzo: crescono i casi rispetto alla media nazionale

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Regione –  Torna il morbillo in Abruzzo e in proporzioni maggiori rispetto al resto d’Italia, con un’incidenza piu’ elevata nelle province di Pescara e Chieti: e’ quanto emerge da una rilevazione effettuata dal Dipartimento Prevenzione della Asl 2 Lanciano Vasto Chieti, che ha monitorato la diffusione della patologia in tutto il territorio regionale nel periodo 2013-2017. In totale i casi sono stati 437, cosi’ suddivisi: Asl Avezzano Sulmona L’Aquila 59, Asl Lanciano Vasto Chieti 159, Asl Pescara 201, Asl Teramo 18. Il dato senza dubbio piu’ significativo riguarda la tendenza che viene disegnata, in netta crescita: i casi registrati nel 2017 sono 252, a fronte dei 167 del 2013. Nel mezzo si colloca il 2014, con 18 casi, mentre i due anni successivi viaggiano con zero casi, quasi a sorpresa. Resta il dato piu’ macroscopico dell’aumento dei casi del 33% a distanza di tre anni, dimostrazione evidente dell’effetto del calo delle vaccinazioni. Quasi tutte le segnalazioni sono riferite a cittadini residenti in Abruzzo (418 su 437), con un tasso di incidenza annuo per 100 mila abitanti del 17,9, piu’ del doppio di quello nazionale, che si ferma all’8,8. A essere piu’ colpite sono le donne: 221 a fronte dei 197 maschi. Il 2013 e il 2017 risultano gli anni “epidemici”, con una diffusione del morbillo maggiore nei mesi invernali, e un picco massimo a marzo che poi cala negli altri mesi.

Quanto alla copertura vaccinale, il 94,7% dei soggetti che ha contratto la malattia ne era sprovvisto, pur avendo ricevuto informazioni a riguardo. Nel 44% dei casi (193 sul totale di 437) si sono verificate complicazioni che hanno colpito principalmente la fascia di eta’ compresa tra 15 e 39 anni, con stomatite (22%) polmonite (7%), diarrea (22%) epatite (6%), mentre non e’ stato registrato alcun episodio di encefalite. Il 46,5% dei casi di morbillo e’ stato trattato in ospedale, con una degenza media di sei giorni, mentre un ulteriore 22% si e’ rivolto al Pronto soccorso.

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Abruzzo

INQUINAMENTO A LECCE NEI MARSI:VERIFICHE IN CORSO

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La Struttura Sanitaria Medisalus Srl di Aratari Arnaldo sita in Lecce nei Marsi, sorge in un’area non coperta dalla rete fognaria comunale per acque nere e che, di fatto, sversa nel terreno gli scarichi fognari dell’attività inquinando suolo, sottosuolo e relative falde acquifere.

Non solo: il pozzetto finale dove vengono convogliati tutti gli scarichi è dotato di un tubo di collegamento nell’adiacente condotta di scarico del consorzio agricolo Cogear dedicata però solo alle acque bianche.

E’ evidente, dunque, che la Società Medisalus Srl ha scaricato e scarica, altresì, i propri liquami in tale condotta per acque bianche che si riversano nelle acque superficiali del fiume Aquilella le cui acque sono destinate all’irrigazione in agricoltura e all’abeveraggio degli animali (ovini, bovini, etc..).

È l’inquietante realtà emersa da un recentissimo controllo effettuato a Lecce nei Marsi al centro Medisalus di Aratari Arnaldo dai tecnici ASL, alla presenza di rappresentanti dell’Arta, del Cam e dell’amministrazione di Lecce dei Marsi e Gioia dei Marsi (Sindaci e Responsabili Tecnici) richiesto dalla Procura della Repubblica di Avezzano.

Le risultanze dei controlli effettuati dai Tecnici sono state rese note a tutti gli Enti competenti.

Esiti che addensano nuvoloni neri all’orizzonte di Arnaldo Aratari, Titolare della Struttura Sanitaria Medisalus Srl, già recentemente balzato alla ribalta delle cronache per l’inchiesta “Tutti per uno” – per la quale è stato recluso prima nel carcere di San Nicola, poi a Rebibbia e attualmente ai domiciliari.

Ma non solo, i contorni della vicenda aprono scenari inaspettati e suscitano più di un interrogativo.

La Medisalus non si è dotata di un sistema per lo smaltimento dei liquami neri, malgrado ciò fosse obbligatorio e requisito igienico-sanitario fondamentale per l’ottenimento del certificato di agibilità, a sua volta prerequisito essenziale allo svolgimento di tutte le attività che l’Azienda conduce, pure in convenzione con la ASL e la Regione da più di un decennio

Che la zona fosse priva di rete fognaria pubblica per acque nere ma solo per gli scarichi di acque bianche (terriccio) prodotte dal lavaggio dei prodotti ortofrutticoli è localmente cosa nota e regolata da apposita Delibera del Consiglio Comunale di Gioia dei Marsi.

È possibile che nessuno, considerando anche la peculiarità degli scarichi prodotti dalla struttura sanitaria, abbia mai avuto dubbi sulla regolarità delle procedure attuate dalla stessa o sulla documentazione relativa?

Di quale entità e tipologia, in che quantità e da quanto tempo la struttura sversa nel terreno, e che grado di danno ambientale ha prodotto tutto ciò?

È verosimile che, prima del blitz della Guardia di Finanza, amministratori e organi preposti ai controlli fossero all’oscuro del fatto che Il centro Medisalus non fosse dotato di essenziali sistemi per la tutela della salute pubblica a norma di legge?

Intanto, desta sconcerto che quanto appurato da un’attività della GdF delegata dalla Procura della Repubblica sia sfuggito all’attenzione di tanti, inclusi gli amministratori e dirigenti pubblici degli Enti competenti.

E sì che tale problema nella zona era ed è già rilevato, dato che un’ordinanza Sindacale di Gioia dei Marsi proibisce l’uso dell’acqua superficiale del fosso Aquilella dove vengono, alla luce della recente ispezione, sversati i liquami della Società Medisalus Srl.

L’ordinanza del Sindaco di Gioia dei Marsi Avv. Gianclemente Berardini è tutt’ora vigente e non essendo mai stata revocata, dimostra la continuazione e la persistenza dell’inquinamento ambientale (suolo, sottosuolo, falde acquifere e acque superficiali per uso agricolo e per allevamento di bestiame).

Il Sindaco di Gioia dei Marsi ha correttamente trasmesso tale ordinanza agli Enti competenti affinché provvedessero a rimuovere tale scempio.

Gli interrogativi sono molti, ma dalle indagini, secondo voci di corridoio, dovrebbero arrivare a breve risposte esaustive, insieme a provvedimenti che saranno utili a ricostruire nei dettagli la vicenda e da cui potrebbe arrivare più di una sorpresa ma soprattutto porre fine ad un inquinamento che mina fortemente e da tempo la salute dei cittadini della Marsica.

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Abruzzo

Tordera sugli arresti nella Marsica: “Fatti gravissimi, plauso agli investigatori: pronti a collaborare”

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Riportiamo una nota del manager della Asl Rinaldo Tordera riguardo l’operazione della Guardia di Finanza di stamattina.

L’AQUILA – “Rivolgo un plauso alla Guardia di Finanza per l’attività di indagine che sta portando avanti in merito ai gravissimi fatti emersi in queste ore dalle indagini e che purtroppo coinvolgono anche dipendenti dell’azienda”

Lo afferma il Manager della Asl, Rinaldo Tordera, in merito all’inchiesta sui certificati medici falsi.

“Dai primi riscontri dell’indagine sono emersi fatti inqualificabili ed estremamente gravi”, aggiunge Tordera, “ed auspico che l’inchiesta consenta di individuare eventuali responsabilità di operatori che svolgono compiti importanti all’interno delle istituzioni sanitarie e che dovrebbero sempre dare prova ed esempio di correttezza e credibilità. Siamo al fianco delle Fiamme Gialle per dare loro, se necessario, la massima collaborazione nel proseguimento delle indagini”

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Attualità

E’ morta la donna marsicana ricoverata per meningite

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Chieti. Purtroppo non ce l’ha fatta la donna di 51 anni di Morino (Fraz. Grancia) ricoverata un mese fa per Listeria Monocytogenes, una forma di meningite non contagiosa.

Le sue condizioni sono sempre state gravi ma stazionarie, ma stanotte si sono aggravate e per la donna non c’è stato nulla da fare.

 

Lo staff di Marsicanews si unisce al dolore della famiglia.

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Abruzzo

Confermata meningite, è rara ma non contagiosa

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AVEZZANO – E’ affetta da una forma rara ma non contagiosa di meningite la donna residente a Grancia di Morino, ricoverata da ieri nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Avezzano. Il tipo di meningite da cui è stata colpita la paziente, spiegano i medici dell’ospedale, è la Listeria monocytogenes. Non c’ è dunque rischio di trasmissione della malattia ad altre persone venute a contatto con la donna, le cui condizioni sono molto gravi: è in prognosi riservata e viene trattata con terapia antibiotica. Ieri, attorno alle 13, all’arrivo in ospedale, la paziente è stata immediatamente assistita secondo i protocolli  dall’équipe di malattie infettive, diretta dal dr. Maurizio Paoloni e poi ricoverata nel reparto dove si trova attualmente. Sempre ieri, a scopo precauzionale, in attesa dei risultati delle analisi di laboratorio che sono state comunicate stamane e che erano necessarie per conoscere la forma della patologia, le persone venute a contatto con la donna sono state sottoposte a profilassi.

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Attualità

Migliora il paziente ricoverato a Sulmona per meningite

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SULMONA – E’ lievemente migliorato ma resta in prognosi riservata e in gravi condizioni il paziente di 84 anni di Sulmona, ricoverato dal 28 dicembre scorso nel reparto di Rianimazione dell’ospedale peligno per aver contratto meningite pneumococcica. Il lieve miglioramento delle  condizioni dell’uomo, rispetto a ieri, riguarda l’aspetto neurologico. Il paziente continua ad essere assistito nelle funzioni vitali con  le modalità previste dai protocolli. Si ribadisce che il tipo di meningite che ha colpito il paziente di Sulmona non ha nulla a che fare con le altre forme della patologia, causate da meningococco, registrate in Toscana e  in altre regioni,  che sono invece  di natura contagiosa e  necessitano di profilassi nei confronti delle persone che vengono a contatto col malato.

L’Asl quindi ribadisce che l’allarmismo creato da alcune testate giornalistiche è insensato e soprattutto fa parte di quella cattiva informazione che mira solo a creare inutili allarmismi. Non c’è alcuna epidemia.

sulmona ospedale

 

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