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Cultura

Flashback, come l’arte avezzanese varca i confini dell’Italia

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Valentina De’ Mathà è un’artista di origine abruzzese (Avezzano 1981) che vive e lavora in Svizzera.
Inizia la sua formazione presso l’Istituto statale d’Arte “V. Bellisario” di Avezzano, successivamente studia per due anni “Scienze della Moda e del Costume” presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza e contemporaneamente frequenta un Corso di Sceneggiatura Cinematografica tenuto dal regista abruzzese Stefano Chiantini. In Svizzera frequenta un corso di Incisione.
Ha all’attivo mostre, premi e pubblicazioni internazionali, tra cui “Entropia”, personale presso la Limonaia di Villa Saroli del Museo d’Arte di Lugano, e la 54a Biennale di Venezia, dove presentò “Silenzio” un progetto installativo in memoria delle 308 vittime delle Terremoto di L’Aquila.
La sua ricerca è basata sulla simbiosi tra Uomo, Natura e Mutamento e sulla Causa-Effetto degli eventi, lasciando però ampio margine ad una percentuale di meccanismi non deterministici e sfumature tipici della fisica quantistica. Di conseguenza sul comportamento dell’uomo di fronte all’imprevedibilità delle circostanze ineluttabili o causate da egli stesso e sulle sue instabilità emotive e reazioni di fronte agli imprevisti e ai mutamenti improvvisi e inevitabili.
Attualmente sta portando avanti un progetto sulla sua terra natale, la Marsica, e sulla ricchezza della sua storia e tradizioni.

Il 15 novembre ha inaugurato Flashback una sua mostra personale presso la galleria d’arte Nellimya: light art exhibition di Lugano. Un’antologica di 34 opere realizzate in camera oscura.
Di seguito l’intervista a cura di Paolo Cappelletti che accompagna il catalogo della mostra:

FLASHBACK. UNA CONVERSAZIONE CON VALENTINA DE’ MATHÀ

Paolo Cappelletti

…crepuscolo pensoso delle notte illuni trasparenti…
Aleksàndr S. Puškin, Il cavaliere di bronzo

PC. Che cosa stai cercando di raggiungere attraverso la tua pratica artistica, Valentina?

VDM. Una più alta consapevolezza dell’esistenza umana.

PC. La tua ricerca sul concetto di simultaneità di causa ed effetto intride la tua arte. Come riesci a circoscrivere questo tema nei lavori della serie presentata in Flashback? Inoltre, poiché credo che alcuni dei lavori della serie richiamino alla mente sintetici paesaggi notturni — topograficamente ambigui ma cinematograficamente vividi —, vorrei chiederti un’altra cosa: attraverso quale tecnica riesci a lasciar emergere e poi imbrigliare la loro luce?

VDM. Si tratta di opere create in camera oscura attraverso sovrapposizioni di sostanze chimiche, variazioni di temperatura di quest’ultime, dell’acqua e fonti luminose su carte emulsionate. Il processo di realizzazione è spesso lungo e complesso, ma va gestito con velocità e dinamicità, tenendo conto delle giuste dosi dei chimici, dei movimenti, dei tempi. La tecnica è basata sul concetto di causa-effetto e sulla visione dialettica tra gli input che io do alla materia e la sua capacità di reazione, lasciando però ampio margine ad una percentuale di meccanismi non deterministici e sfumature tipici della fisica quantistica, altro punto cardine della mia ricerca. Narrano paesaggi luminosi, fantastici, distorsioni della psiche, epifanie, déjà vu, visioni oniriche e, appunto, flashback. Sono ambivalenti, intrisi di luce e, paradossalmente, vengono realizzati nella quasi totale assenza di essa.

PC. Altri lavori ricordano le largamente note macchie di inchiostro utilizzate da Hermann Rorschach negli omonimi test psicologici proiettivi. Immagino che ciò non rappresenti una coincidenza…

VDM. No, non è una coincidenza; è una serie di lavori dedicati proprio alle tavole di Rorschach, ma in questo caso le figure ambigue sono ottenute grazie a procedimenti chimici. Mi affascinano la psiche umana e la psicologia in generale — anche se non credo nella psicoterapia. In particolare, alcuni meccanismi che si innescano in modo incontrollato nella mente umana catturano il mio interesse. In passato ho creato un’installazione interpretando la teoria di Jacques Lacan sulla “mancanza-ad-essere”, da lui denominata béance, e due video-art (Trip e Il godimento è una tensione che non raggiunge mai la sua realizzazione, poiché può avere luogo solo quando non ha luogo) basati sui viaggi della mente, sulle dipendenza, sulle mancanza di lucidità, sul disturbo ossessivo-compulsivo e sul desiderio irrisolto.

PC. Da tempo, attraverso il tuo lavoro, analizzi le capacità reattive che gli esseri umani mettono in gioco di fronte a eventi inesplicabili e apparentemente inevitabili. Senti che anche in questa serie il tema sia, in qualche modo, trattato?

VDM. Assolutamente, sia attraverso la tecnica di realizzazione sia attraverso il concetto su cui è basato l’intero progetto espositivo. I flashback, le visioni oniriche, i déjà vu, i test psicologici, sono in qualche modo la manifestazione di qualcosa che è già avvenuto, la conseguenza di un evento passato che torna improvvisamente e inspiegabilmente, in modo incontrollato, nel presente.

PC. E quanto il tema della resilienza di fronte all’aumento di disordine (entropia) del sistema sociale pervade il tuo lavoro?

VDM. Sono fondamentalmente una persona incoerente e reputo ciò un pregio. L’incoerenza mi dà modo di mettermi in gioco quotidianamente, di essere dinamica e sentirmi in movimento, in crescita. Alimenta il mio bisogno di rimettermi in discussione quando è necessario e di adattarmi, di plasmarmi in qualche modo rispetto agli eventi che mi circondano nel quotidiano e che inevitabilmente mi nutrono e coinvolgono, nonostante il percorso da seguire sia comunque già indirizzato e la mia indole ben definita. Il mio lavoro per andare avanti, nutrirsi e crescere, ha necessariamente bisogno di adattarsi al mio passo, di essere anch’esso resiliente. Quasi sempre creo delle opere in base ai materiali che ho a disposizione, ai luoghi che mi circondano in quel determinato momento e quasi mai il contrario. Cerco di assecondare quasi sempre i tempi della natura e di vivere, per quanto possa essere possibile, il presente.

PC. Nel finale di Belye noči, Le notti bianche, il sognatore di Fëdor Dostoevskij riassume così il suo tormento d’amore e la sua riconoscenza per Nasten’ka: “Dio mio! Un intero attimo di beatitudine!” Credi che il processo creativo e i suoi risultati possano, parimenti, portarci verso quell’attimo di beatitudine?

VDM. Mi fa piacere che tu abbia citato Dostoevskij e il suo romanzo Le notti bianche, in qualche modo riferibile ai paesaggi notturni presentati in Flashback. Sono molto legata ai grandi maestri russi e, in particolare, Andrej Tarkovskij e Dostoevskij sono annoverabili tra i miei punti cardini fondamentali. Sì, credo che questa totale apertura dell’emisfero destro durante la fase creativa e, successivamente, quella contemplativa, ti porti a toccare determinati punti che ti proiettano in uno stato di totale estasi e beatitudine che si raggiungono quando si entra in contatto con il Tutto.

PC. Che cosa è per te l’estasi artistica? Verso quali visioni ti conduce?

VDM. È un legame tra me e il Tutto. È il sentirsi concreti attraverso il senso di identità che si raggiunge tramite il fare.

PC. Vi è spesso nei tuoi lavori un quid che rimanda, a mio giudizio, a una sorta di sacralità o comunque a una ierofania, cioè alla coscienza della presenza di qualcosa di sacro. È così?

VDM. Il lavoro è sacro e va maneggiato con cura. Ha un’anima. Un’anima propria sommata alla tua. Ha bisogno dei giusti tempi, di essere contemplato e toccato da occhi sinceri e rispettato e difeso sopra ogni cosa perché è la parte più intima di te, è la rivelazione della tua catarsi.

PC. Dimostri sempre la capacità di gestire la tua pratica secondo il motto ne quid nimis, niente di troppo. Come raggiungi questa essenzialità?

VDM. Attraverso la ritualità del lavoro.

Appuntamenti della settimana

AL TEATRO DEI MARSI DI AVEZZANO DON ATTILIO CECCHINI

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UN READING DI TEATRO MUSICATO

DEDICATO ALL’ AVVOCATO DELLE UTOPIE

Venerdì 22 marzo, alle ore 21.00 andrà in scena al Teatro dei Marsi di
Avezzano, dopo il successo della prima tenutasi all’Aquila lo scorso
ottobre, lo spettacolo di teatro musicato dal titolo “Don Attilio
Cecchini: la Voce d’Italia a Caracas, l’Avvocato delle Utopie”. L’ingresso
è gratuito.

L’ideatrice e direttrice musicale dell’evento è la pianista aquilana Sara
Cecala che illustra il progetto artistico.*“Il recital è ispirato al
saggio del giornalista e scrittore Angelo De Nicola dedicato alla
straordinaria vita del Principe del foro penale aquilano, Don Attilio
Maria Cecchini. Fu proprio l’autore, mentre lavorava alla stesura del
progetto letterario, ad inviarmi la bozza solleticando la mia curiosità.
Spulciando il suo materiale la scoperta fu grande: l’avv. Cecchini non era,
e non è, soltanto il noto penalista, ma è stato colui che nel 1950
abbandona la sua città, L’Aquila, con uno studio professionale già avviato,
per inseguire un sogno di libertà. Con l’amico fraterno Gaetano Bafile
inizia a Caracas una sensazionale avventura giornalistica a difesa dei
connazionali emigranti “mangiabanane” (così venivano appellati gli italiani
in Venezuela). Il suo è stato un impegno civile celebrato anche dal futuro
premio Nobel per la letteratura G. Garcìa Marquez, in un capitolo del
libro “Un giornalista felice e sconosciuto”.

Quante battaglie, a difesa degli ultimi, Don Attilio ha condotto
“camminando sulla dinamite” sino al suo rientro in patria, avvenuto nel
1960!

Ed ancora, negli anni Novanta ritroviamo Cecchini, avvocato di chiara
fama, accettare l’incarico di patrocinante, a titolo gratuito e
autotassandosi, di Michele Perruzza, il muratore di Case Castella di
Balsorano condannato all’ergastolo per un reato turpe, l’uccisione della
nipotina Cristina Capoccitti, un caso tuttora controverso.

Una vita fuori dal comune, da romanzo, quella dell’Avv. Don Attilio che
merita di essere celebrata con un racconto musicato, grazie al contributo
della Fondazione Carispaq che assieme al Comune di Avezzano e al
suo sindaco Gabriele De Angelis sono i sostenitori dell’iniziativa.

La prolusione dello spettacolo è affidata al presidente dell’ordine dei
giornalisti d’Abruzzo dott. Stefano Pallotta ed il testo alla bravura
dell’attore pescarese Giampiero Mancini, con la partecipazione della
giornalista del tg3 Abruzzo Daniela Senepa, accompagnati al
violino da Antonio
Scolletta, con Mauro De Federicis alla chitarra, Lorenzo Scolletta
alla fisarmonica, con me al pianoforte e con Libera Candida D’Aurelio,
la cui voce raffinata impreziosirà i contenuti proposti”.

Sarà presente anche l’associazione latino-americana ALI ONLUS,
rappresentata dal dott. Edoardo Leombruni, per veicolare un messaggio
di solidarietà al popolo venezuelano.

Desidero riservare un affettuoso ringraziamento all’avv. Cecchini,
straordinario professionista e uomo di altissimo profilo morale, che mi
onora della sua amicizia e della sua presenza per festeggiare in teatro i
suoi meravigliosi novantaquattro anni (Don Attilio è nato il 20 marzo 1925
ndr). Infine, un grazie speciale ad Angelo che mi ha permesso di conoscere
ed appassionarmi a questo che considero un meraviglioso viaggio attraverso
la storia del Novecento, fino ad arrivare alle vicende legate al sisma
aquilano e al decennale che ricorre quest’anno, cammino artistico che
proporremo, auspicando un positivo riscontro, al bel pubblico marsicano”-
chiude Sara Cecala.

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Appuntamenti della settimana

La Compagnia Realtà O-Scena presenta Alice

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Un paese senza regole dove ogni personaggio è padrone del proprio mondo e si muove tra follia e normalità: questo è Alice, il nuovo musical della Compagnia teatrale Realtà O-Scena che rinnova l’appuntamento al Teatro dei Marsi di Avezzano dove negli scorsi anni ha registrato il sold out con i precedenti spettacoli La Bella e la Bestia e Al-addin. Il musical nasce dalla rielaborazione delle opere dell’inglese Lewiss Caroll, scrittore e matematico, che ha dato vita a un mondo alla rovescia abitato da eclettici personaggi. Il pubblico vedrà Alice alle prese con le stranezze di quanti incontrerà in questo strano e meraviglioso paese che la faranno crescere e conoscere se stessa; il viaggio nel Paese delle Meraviglie infatti non è altro che un percorso di crescita per Alice che impara dai suoi errori, apprende nuove cose e soprattutto diventa capace di fare le scelte più giuste per se stessa.
La Compagnia teatrale Realtà O-Scena è un gruppo molto giovane che negli ultimi anni si è distinto sul territorio per la qualità degli spettacoli offerti al pubblico frutto di un lungo lavoro di squadra: i vari reparti infatti lavorano in sinergia per raggiungere l’obiettivo finale del palcoscenico e coinvolgere il pubblico in una performance memorabile. L’intera produzione di Realtà O-Scena è realizzata in modo autonomo grazie alle competenze e alla passione di tutti i componenti: il corpo di ballo e i cantanti sono seguiti da coach esperti che li guidano nella realizzazione dei balletti e nella preparazione delle canzoni. Costumi e trucchi di scena così come gli oggetti di scena vengono studiati e realizzati in autonomia mentre il reparto tecnico relativo ad audio luci e scenografie digitali predispone quanto necessario per una performance perfetta. In particolare quest’anno la Compagnia ha puntato su una vera e proprio innovazione relativa alle scenografie: sfruttando dei particolari proiettori infatti le scene sono state create al computer in modo digitale creando un maggiore coinvolgimento degli attori sulla scena ma anche del pubblico. La Compagnia Realtà O-Scena vi aspetta al Teatro dei Marsi il 23 Marzo alle 21:15 e il 24 Marzo alle 17:30; i biglietti si possono acquistare al costo di 8 euro per gli adulti e 6 euro per i bambini presso diverse rivendite: ad Avezzano nel negozio PrimiSogni in Via Corradini, nella libreria Ubik in Corso della Libertà, nella Tabaccheria Antonelli in Via Sergio Cataldi e a Magliano dei Marsi presso la stazione di servizio Eni in Via Avezzano.

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Appuntamenti della settimana

Entra nel vivo la Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica organizzata al Liceo Scientifico Marco Vitruvio Pollione

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Questa mattina l’assessore alle Politiche scolastiche Chiara Colucci ha
fatto visita al liceo incontrando i tanti studenti che anche quest’anno
sono impegnati in una delle manifestazioni più apprezzate e popolate che si
organizzano all’interno delle scuole della città.

“Il livello di civiltà di un paese si vede da quanta importanza riveste il
suo sistema formativo. È innegabile che siamo in un periodo in cui il
lavoro dei formatori è sempre più difficile, in una società sempre più
distante da quelli che sono i veri valori, con i ruoli familiari in rapida
trasformazione e ragazzi soggetti a continue sollecitazioni esterne, spesso
contraddittorie”, il commento dell’assessore, “per questo insieme ad un
supporto alla classe docente riveste molta importanza un adeguamento dei sistemi formativi con strumenti nuovi e nuove forme di orientamento. Ed è proprio qui che si evidenzia l’importanza della Settimana Scientifica del Pollione poiché
compie un passo importante verso un’integrazione e una valorizzazione delle
grandi specialità che il nostro Paese già possiede come musei, centri e
città della Scienza e della Tecnica, Università e accademie. La
manifestazione, arrivata alla 15esima edizione, è un momento di incontro e
di scambio, con un risvolto culturale e nello stesso tempo sociale.
L’assessore Colucci ringrazia il preside Francesco Gizzi, insieme
all’intero corpo docente, per la dedizione e la fattiva collaborazione con l’amministrazione comunale.

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Attualità

Premio Eccellenza Europea delle Arti alla marsicana Alessia Pignatelli

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Roma – Nel nobiliare Palazzo Velli, si è tenuta la solenne cerimonia di
premiazione per le grandi firme del panorama artistico contemporaneo e la
videoesposizione delle loro opere. Un evento importantissimo sottoposto
alla cura del comitato critico e alla presenza delle autorità competenti.
La EA Editore, Effetto Arte e il noto critico Prof. Paolo Levi che da
sempre mirano a promuovere gli artisti che si contraddistinguono, hanno
candidato la pittrice Alessia Pignatelli per ricevere ufficialmente il
Premio Eccellenza Europea delle Arti, un riconoscimento per evidenziare
maggiormente il suo valore artistico. Il Prof. Paolo Levi prendendo visione
dell’operato dell’artista, le ha conferito la sua personale critica: *“La
sua partecipazione è prova dell’indiscusso valore del suo lavoro nel
panorama artistico internazionale. L’impegno profuso e la capacità di
andare oltre i canoni del comune pensare, hanno contribuito a creare nuove
esperienze creative e a catalizzare un cambiamento positivo in Europa e nel
mondo.”* L’artista è stata premiata con l’attestato di merito e con la
targa nominativa autenticata con nomina di “Eccellenza Europea delle Arti”
riportandone il seguente riconoscimento: *“Per aver valorizzato l’arte e la
creatività italiana in Europa. La sua ricerca artistica è strumento di
espressione indispensabile sul nostro tempo, testimonianza reale e
tangibile di evoluzione e crescita culturale.”* Alessia Pignatelli
proseguirà il tour videoespositivo delle sue opere con ufficiale
premiazione di Eccellenza Europea delle Arti anche in altre due importanti
capitali Europee, ad aprile a Barcellona nel prestigioso Museo Europeo
delle Arti e a giugno a Parigi nella stimata Galleria Thuilliers.

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Abruzzo

ABRUZZO PRESENTE ALL’INAUGURAZIONE DELLA RETE DEGLI ARCHIVI SONORI

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Inaugurazione della Rete degli Archivi Sonori
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, 13 marzo, ore 10
Il patrimonio immateriale di sei regioni italiane
tra le quali anche l’Abruzzo

Dalle pioneristiche raccolte sul campo dei primi anni Cinquanta fino alle più recenti manifestazioni di una cultura popolare tenacemente resistente, dalle indagini dei padri fondatori dell’etnomusicologia italiana fino alle rilevazioni di ricercatori sconosciuti anche agli stessi addetti ai lavori, dalle ricerche sui carnevali campani di Roberto De Simone e Annabella Rossi alle registrazioni salentine di Giovanna Marini, uno sterminato patrimonio di suoni, canti e narrazioni sta per essere restituito a una fruizione pubblica e ospitato in un luogo emblematicamente rappresentativo della cultura nazionale: è quanto avverrà il 13 marzo, alle ore 10, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma con l’inaugurazione della Rete degli Archivi Sonori di Musiche di Tradizione Orale.
Promosso dall’associazione culturale Altrosud, il progetto ha comportato anni di lavoro nell’intento di costituire una rete di archivi sonori che, su base regionale, potesse restituire alle comunità locali documenti particolarmente significativi delle proprie tradizioni musicali. Realizzato in collaborazione con le principali strutture di settore, dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Centro di Dialettologia ed Etnografia di Bellinzona, con il concorso di numerosi ricercatori privati che hanno messo a disposizione i propri archivi e il contributo, negli anni, della Direzione Generale per gli Archivi del MiBACT, delle regioni Basilicata e Puglia, il progetto si è progressivamente esteso a sei regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Marche, Puglia e Umbria. Con circa 12.000 documenti già catalogati e immessi nel sistema di fruizione e altrettanto materiale già acquisito ma ancora da catalogare, la Rete degli Archivi Sonori si configura come una delle più rilevanti iniziative realizzate in Italia nell’ambito della valorizzazione dei patrimoni immateriali dopo la ratifica della relativa Convenzione UNESCO da parte del nostro Parlamento. Un’iniziativa che trova ora la sua consacrazione con l’inaugurazione di una sede nazionale dove i diversi dati documentari (sonori, audiovisivi e fotografici) potranno essere consultati su una teca unitaria, e non più solo su base regionale, e dove si spera di proseguire con rinnovato slancio il cammino intrapreso.
Tra i sei archivi regionali, anche l’Archivio Sonoro d’Abruzzo che, in attesa di essere inaugurato anche in regione, arriva a Roma con la sua ricca dotazione di suoni e immagini, dal fondo storico di Elvira Nobilio alle pionieristiche registrazioni di Nicola Jobbi, dalle ricerche di Marco Müller alle ricognizioni estese a tutto il territorio regionale di Giuseppe Profeta, dalle più recenti registrazioni di Carlo Di Silvestre al reportage fotografico di Alberto Negrin.
La Rete degli Archivi Sonori di Musiche di Tradizione Orale si inserisce in un progetto molto vasto di valorizzazione e promozione della ricerca dialettologica e linguistica che la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma considera fondamentale. In tale contesto si inserisce la riflessione incessante sul pensiero e sull’opera di Tullio De Mauro, cui dal 2017 è intitolata la Sala di linguistica e letteratura che, tra le altre cose, conserva e mette a disposizione il suo fondo librario. Sempre di questi ultimi anni è l’acquisizione, nel 2018, del Fondo appartenuto al centro di documentazione della poesia dialettale “Vincenzo Scarpellino”, fondamentale per gli studi dialettologici.

L’inaugurazione si prospetta come l’avvio di un più articolato percorso dove il recupero e la messa in sicurezza di documentazione di inestimabile valore sarà solo il presupposto per avviare anche attività di animazione culturale al fine di riannodare il filo con la tradizione, ravvivando al presente repertori e modalità esecutive: una memoria viva, dunque, come, nel corso dell’inaugurazione, dimostreranno alcune scuole laziali che hanno rivisitato alcuni canti regionali all’interno di un concorso promosso proprio dalla Rete degli Archivi Sonori, Adotta un canto, scopri una tradizione, al quale si intende dare una cadenza annuale.

Programma del 13 marzo
Saluti istituzionali: on. Gianluca Vacca, Sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Introduzione: Andrea De Pasquale, direttore Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Interventi:
Domenico Ferraro (università di Roma-Tor Vergata, presidente associazione Altrosud)
Raffaele Di Mauro (Liceo Musicale Pisacane di Sapri, responsabile scientifico Archivio Sonoro della Campania)
Alessandro Portelli (Università “La Sapienza” di Roma, presidente Circolo Gianni Bosio di Roma)
Nicola Scaldaferri (università di Milano, responsabile LEAV-Laboratorio di Etnomusicologia e Antropologia Visuale)
Dalle musiche di tradizione orale alla poesia improvvisata in ottava rima
Maurizio Agamennone (università di Firenze, responsabile di APORIE-Per un archivio della poesia estemporanea in ottava rima)
David Riondino (cantautore e scrittore, responsabile de “L’ottava. Accademia di Letteratura Orale”
Una memoria viva: i laboratori delle scuole
Istituti comprensivi Fidanae, San Biagio dei Platani e Piaget-Majorana; Liceo Musicale Farnesina di Roma e il Liceo James Joyce di Ariccia
Interventi musicali
Zampognari di Villa Latina
Donato De Acutis e Giampiero Giamogante, poeti improvvisatori in ottava rima del reatino

www.archiviosonoro.org, altrosud@altrosud.it

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Altri articoli

IL DISTROFICO FELICE GRAZIE A DIO

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Evento: domenica 17 marzo alle 17

Marco Solimeo sarà ad Avezzano
e presenterà il suo libro Il distrofico felice grazie a Dio
<https://www.facebook.com/MarcoSolimeo81/?__tn__=K-R-R&eid=ARCN8dFNcrZazT9fkxo_ps0KXGxo0e5sp0XtcaHy8mP5J60fhNjJyUvI8uHavl4jA1BUH_DDIN8FQO0i&fref=mentions&__xts__%5B0%5D=68.ARDeAeEJ6LfM7zViAuXHM7gN99UlBDFOi10gv2Ovq7AyeNq8sETfddtRZ4AW6oU269U5Yv8LfwwFQerFSU9UTkSSA2ZbvkGYknbk6I4Ur4XJrwo7CR7wr7qjYff5d76AH27WlAQsqzwpfJJ6Tm2fglF_CVIKmKt07ucpTSnwDS6Nob-qWy1wpc0x8yyTgJ3I_ZxAw1qMfTIg6jmwd47o3cJwFk1q2ZyAqz0Yx0tqJ5OnY4kSTZwAgwuCONDo53hysFzUDnJdqyrckWFlnve-Q1K0Q_py3dEdp-9hFryPI6D5FWZvKskePofte_SgGX8PC5A>
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Insieme al vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, un pomeriggio di confronto sui temi legati alla vita, al dolore, alla malattia
,alla forza e all’amore, che alla fine è quello che vince su tutto.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Diocesi di Avezzano

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Abruzzo

Concorso di Poesia “Romolo Liberale” 2019

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Il concorso – articolato in tre sezioni e aperto a tutti – ha lo scopo di rendere omaggio alla
memoria di un poeta e scrittore di profonda sensibilità e di grande impegno, nelle cui
opere le difficoltà e le ingiustizie, che caratterizzano la condizione esistenziale e sociale
dell’uomo del nostro tempo, assumono particolari accenti lirici, solcati sempre dalla
speranza e dalla prospettiva del riscatto.

REGOLAMENTO
Il concorso è articolato in tre sezioni:
 Adulti
 Studenti delle scuole secondarie di secondo grado
 Studenti delle scuole secondarie di primo grado

La partecipazione è gratuita e si potrà concorrere con un massimo di tre poesie inedite a tema libero.
Le opere dovranno pervenire entro il 12 aprile 2019, al seguente indirizzo:
Segreteria del premio di poesia Romolo Liberale, Via America 60, 67051 Avezzano (AQ)
Gli elaborati saranno inviati in busta chiusa e NON dovranno essere firmati. In busta separata, inclusa quella contenente l’elaborato, dovrà essere inserita la scheda di partecipazione, firmata, contenete i dati del concorrente.
Gli elaborati e la scheda di partecipazione potranno essere inviati tramite e-mail al seguente indirizzo : e-mail: romololiberale@presenzaculturale.it
Per ciascuna delle tre sezioni in cui si articola il concorso, valutate da una selezionata giuria, saranno premiate tre poesie con opere artistiche elaborate dal Liceo Artistico “Vincenzo Bellisario” di Avezzano. In occasione della quinta edizione del premio la famiglia Liberale contribuisce con i seguenti premi:

1° classificato sezione adulti: 500 euro;
2° classificato sezione adulti: 300 euro;
3° classificato sezione adulti: 200 euro;

Primi tre classificati sezione scuole secondarie di secondo grado: 100 euro (in buono libri).
Primi tre classificati delle scuole secondarie di primo grado: 50 euro (in buono libri).

La cerimonia di premiazione si terrà nell’aula magna del liceo classico “Alessandro Torlonia” di Avezzano in data 25 maggio 2019

per info : romololiberale@presenzaculturale.it www.presenzaculturale.it

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