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Elezioni regionali Abruzzo

Elezioni regionali: i delusi del Movimento 5 stelle fondano “Cassiopea”, ecco perché…

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Abruzzo“In tutta Italia il movimento cinquestelle ha vissuto una profonda trasformazione  dopo la morte di Gianroberto Casaleggio, quando la gestione del partito è stata affidata al capo politico Luigi Di Maio,  ma i segnali di un evidente distacco dalla linea politica originaria si erano manifestati da tempo. L’insofferenza dei vertici rispetto a una parte degli iscritti che continuava a chiedere maggiore coerenza si è tradotta nella linea dura delle espulsioni, limitazioni nella possibilità di convocare assemblee aperte alla base, accesso riservato ai ruoli politici e tecnici solo per chi accettava senza riserve i profondi cambiamenti in atto. La recente responsabilità all’interno del governo nazionale ha reso necessario assumere provvedimenti non condivisi e non sempre condivisibili che ha fatto emergere il ‘malpancismo’ latente fino al punto di provocare un allarme per la grave perdita percentuale delle intenzioni di voto nei sondaggi. Molti delusi non sono stati sedotti da altre proposte politiche, ma chiedono semplicemente il rispetto dei principi originari del movimento. Questi elettori ed attivisti, che non possono essere definiti dissidenti bensì ‘ortodossi’, sono in attesa di sentirsi rappresentati oppure lavorano dall’interno per tentare un ‘ritorno alle origini’ fortemente ostacolato da chi trae beneficio dall’attuale situazione. In Abruzzo, gli ortodossi del Movimento si sono trovati in ‘Cassiopea’, associazione politico-culturale in via di costituzione. Tra le sue fila ci sono molti attivisti della prima ora, quando nessuno dalle nostre parti sapeva cosa fosse un ‘meetup’. Correva l’anno 2009 e quel movimentismo era partecipazione, collaborazione, solidarietà e speranza. In quell’epoca è cambiato il linguaggio politico e si è scritto un codice etico intorno al motto ‘uno vale uno’. Nel movimento non esistevano le differenze tra gli iscritti e il mandato elettorale assegnato a maggioranza a qualcuno di noi, il cosiddetto “portavoce”, poteva anche essere revocato dall’assemblea per giustificati e gravi motivi con il cosiddetto “richiamo” (recall). Oggi la perdita di ogni significato della qualifica di ‘portavoce’ ben rappresenta l’involuzione del movimento che da forza rivoluzionaria e popolare si è trasformata in pochi anni in un partito senza veri organismi di garanzia e controllo e privo di dibattito interno. Sono spariti i rappresentanti del popolo e sono tornati i consiglieri, gli assessori, i sindaci, i deputati e i senatori. La base non è nemmeno al corrente dell’attività politica degli eletti, non ha più la possibilità di riunirsi e non ha nessuna voce in capitolo nelle scelte di indirizzo. Incarichi e mandati elettorali vengono affidati spesso a candidati individuati secondo rapporti fiduciari e parentali con le figure di spicco: l’amico di, la “sorella di”, la “fidanzata di”. Siamo alla casta che si autodisciplina e protegge soprattutto dalle ‘voci fuori dal coro’ che si candidano a ruoli di rilievo e dai quali vengono immediatamente escluse ricorrendo anche a menzogne e grotteschi stratagemmi. In meno di dieci anni il movimento ha perso l’anima pur conservando la sua forza elettorale grazie al nostro impegno e al nostro voto. Prima che gli eletti si rinchiudano per un nuovo mandato all’interno del ‘palazzo’, la base, o perlomeno quella parte che ha preso atto della situazione e desidera fare qualcosa per impedirlo, ha intenzione di rivolgere cinque domande, una per ogni promessa mancata, a chi chiede il voto per la sua elezione. Come in un rapporto in cui si è incrinata la fiducia, vogliamo verificare quanto è rimasto dello spirito originario del movimento cinquestelle prima di dare il nostro voto. Alle cinque domande ci aspettiamo di ricevere cinque “si” dai 29 candidati del M5S per la regione Abruzzo. Non si tratta di quesiti imbarazzanti perché il loro significato rappresenta il giuramento solenne, il DNA di ogni grillino e il motivo stesso per cui siamo qui anche stavolta, nonostante tutto. Appoggeremo solo chi rinnoverà pubblicamente queste promesse:

1) programmi e rappresentanza
Siete disposti a riportare sul territorio il dibattito politico e a partecipare ad assemblee provinciali mensili convocate dalla base per raccogliere le istanze da tradurre in proposta politica?

2) candidature
Siete disposti a decidere democraticamente e nelle assemblee territoriali i candidati per le competizioni elettorali da svolgere nel territorio regionale permettendo a ciascuno di avanzare una sola candidatura ogni triennio per qualsiasi ruolo politico senza consentire la partecipazione di parenti e affini di portavoce locali, regionali e nazionali nonché dei loro collaboratori diretti durante tutta la durata del loro mandato?

3) rendicontazioni
Siete disposti ad affidare ad un tesoriere regionale scelto dalla base le somme derivanti dalle restituzioni che saranno utilizzate secondo la volontà dell’assemblea regionale degli iscritti e rendicontando al medesimo tesoriere tutti i proventi dell’attività politica?

4) uno vale uno
Siete disposti a rifiutare ogni garanzia sproporzionata come quella del “paracadute elettorale”, doppi incarichi, prosecuzione della carriera politica dopo il secondo mandato o all’interno di organismi ed enti controllati dai partiti, nonché ogni privilegio e garanzia di mandato nel rispetto del principio “uno vale uno” accettando anche la regola del “recall” per sottoporvi semestralmente alle valutazioni della base?

5) destrutturazione della casta
Siete favorevoli a rimuovere il filtro creato dai vari staff, addetti stampa e portaborse per garantire il collegamento diretto tra i rappresentanti dei gruppi locali e gli eletti utilizzando il personale tecnico di supporto per quello che dovrebbe effettivamente rappresentare e non come intermediario con la base?

Domenica 3 febbraio 2019 gli attivisti delle quattro province abruzzesi che si riconoscono nella posizione di Cassiopea prenderanno atto della disponibilità dei candidati che firmeranno un patto d’onore in assemblea. Sulla scorta di questo impegno Cassiopea dichiarerà il suo appoggio elettorale e tutto il sostegno necessario durante la legislatura.”

 

Abruzzo

LORENZO SOSPIRI ELETTO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE 

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L’Aquila 12 marzo – Il nuovo Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo è Lorenzo Sospiri. Il consigliere di Forza Italia è stato eletto Presidente nell’odierna seduta di insediamento dell’undicesima legislatura con 26 voti favorevoli su 31 votanti. Nato a Pescara il 20 marzo 1975, eletto nella circoscrizione di Pescara nella lista di Forza Italia, è alla terza esperienza sui banchi dell’Emiciclo dopo le elezioni ottenute nel 2008 e nel 2014. Nella passata legislatura ha ricoperto il ruolo di Capogruppo di Forza Italia. Da sempre attivo nell’attività politica, già segretario regionale del movimento giovanile Alleanza Nazionale Azione Giovani, nel 2008 è stato eletto Consigliere Comunale nella città di Pescara nelle fila della lista del Pdl dove ha fatto parte delle Commissioni consiliari Lavori Pubblici, Vigilanza e Garanzia, Sociale. Nel maggio 2009 è stato rieletto Consigliere sempre al Comune di Pescara, risultando il più votato di tutta la città. Sospiri ha maturato un’esperienza di Consigliere provinciale di Pescara tra il 2004 e il 2006. Prima di Sospiri altri pescaresi avevano ricoperto la carica di Presidente dell’Assemblea legislativa abruzzese: Giustino De Cecco (1970), Gaetano Novello (1985/1988), Vincenzo Del Colle (1990/1992), Gianni Melilla (1995/1997), Marino Roselli (2005/2009) e Nazario Pagano (2009/2014). (m.f.)

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DI SABATINO (PD) SU NUOVA GIUNTA REGIONE ABRUZZO

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“La Lega in Abruzzo fa il pieno di assessorati, dimostrando che il vero e
solo uomo al comando sarà Bellachioma e che, di fatto, la Lega ha già
commissariato Marsilio”. Con queste parole Renzo Di Sabatino, Segretario
regionale del Pd Abruzzo, interviene per commentare la composizione della
nuova giunta regionale.

“Dopo quasi un mese dalle elezioni – aggiunge Di Sabatino – stamattina il
centrodestra sembra aver trovato la quadra sulla composizione della giunta
della Regione Abruzzo. La Lega ha imposto quattro assessorati e la
vicepresidenza della giunta per sé, lasciando le briciole agli altri e zero
all’unico movimento civico in coalizione. Non è stato rispettato alcun
equilibrio, come dichiarato da Marsilio, bensì, come primo atto, il nuovo
presidente si è piegato ai diktat di un partito, che ha la forza nel suo
leader nazionale.

Ci auguriamo che, almeno per quanto riguarda l’agenda delle priorità per la
nostra regione, le decisioni vengano prese nell’interesse dell’Abruzzo e
non se piacciono o meno alla Lega, forte della maggioranza assoluta in
giunta.

A tal proposito, attendiamo di conoscere la posizione del nuovo governo
regionale sulla richiesta di autonomia avanzata dalle regioni del nord”

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Abruzzo

Elezioni regionali, al via il pagamento degli onorari dei seggi elettorali

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L’ufficio elettorale comunica che è possibile riscuotere gli onorari di
componente dei seggi elettorali delle scorse consultazioni regionali del 10
febbraio presso la Tesoreria Comunale dell’Ente – Monte dei Paschi di
Siena, via Monte Zebio.

Si ricorda che il beneficiario deve munirsi di documento di riconoscimento
e codice fiscale.

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Abruzzo

PRIMA SEDUTA, SANITÀ E QUOTE ROSA: INTERVISTA AL CONSIGLIERE NICOLETTA VERI’ (LEGA) 

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(ACRA) – L’Aquila, 27 febbraio – Nicoletta Verì, eletta con la Lega in Abruzzo, è il consigliere regionale cui, da statuto, spetta il compito di convocare e presiedere la prima seduta dell’Assemblea legislativa della Undicesima Legislatura. Abbiamo sentito le sue impressioni e raccolto il suo appello ai nuovi consiglieri regionali in vista dell’avvio dei lavori d’aula.

Intervista al seguente link:

https://youtu.be/GJhSLJ38KS4

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Abruzzo

LA DIFFERENZA CON IL CENTROSINISTRA È NELL’ATTEGGIAMENTO NEI CONFRONTI DEGLI INTERESSI DEI CITTADINI

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“Se il loculario al cimitero di Roio verrà realizzato è grazie
all’interessamento di questa amministrazione comunale alle problematiche
del territorio, non alla sua interrogazione in Consiglio comunale”. Lo
dichiara il portavoce di Fratelli d’Italia, Michele Malafoglia. “La
differenza con il centrosinistra è nell’atteggiamento di fronte alle
istanze dei cittadini: alla loro, inconcludente, politica degli annunci il
centrodestra preferisce il lavoro e la concretezza, come nel caso
dell’inaugurazione del centro sociale per gli anziani a Colle di Roio”. “In
un anno e mezzo questa amministrazione è riuscita a fare quello che
Palumbo, che ha ricoperto anche incarichi di giunta e conosce i tempi della
pubblica amministrazione degli appalti pubblici, non è riuscito fare con i
suoi ex colleghi di maggioranza non sono riusciti a fare in dieci anni”.

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Elezioni regionali Abruzzo

IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DEL CONSIGLIERE REGIONALE MAURO FEBBO

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https://www.youtube.com/watch?v=iHh5BaI5kok | https://www.youtube.com/watch?v=iHh5BaI5kok

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Abruzzo

PAOLUCCI: FEBBO HA VOGLIA DI OCCUPARSI SOLO DI POLTRONE

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Le dichiarazioni di Febbo sono oltremodo fuorvianti. Il suo intento è occuparsi solo delle poltrone. Gli suggerisco di studiare un po’ come funziona il bilancio complessivo del SSR”. Il capogruppo del Pd e assessore alla Sanità uscente, Silvio Paolucci replica alle dichiarazioni del collega Mauro Febbo in merito ai bilanci delle Asl regionali sui quali “non c’è neanche un problema e il motivo è molto semplice: il risultato della Sanità (tecnicamente “999”) è dato da 5 somme ovvero i risultati delle 4 Asl ai quali si aggiunge il valore di bilancio della sanità regionale che viene indicato con l’acronimo GSA”. “Questo valore – sottolinea Paolucci – nel 2016 è stato di -35 milioni, in linea con quanto approvato dal Consiglio dei Ministri che aveva previsto un dato massimo pari a -37 milioni. L’aspetto fondamentale è che proprio questo valore, valutato con i risultati ottenuti nel 2017 (-25 milioni) e nel 2018 (+2 milioni), è alla base dell’uscita dal commissariamento in quanto previsto dal Piano di Riqualificazione 2016/2018 alla base della deliberazione del Consiglio dei Ministri del 15 settembre 2016. Quindi è del tutto fuorviante analizzare i valori presi singolarmente visto che per una valutazione attendibile delle politiche sanitarie regionali è necessario considerare il totale delle 5 sommatorie annuali”. “Se fossero vere le sue parole – aggiunge ancora Paolucci – saremmo da tempo in una procedura di commissariamento mentre proprio nel mese di settembre del 2016 ne uscivamo. Se va cercando scuse per portare avanti un attacco volgare e senza precedenti ai manager delle Asl, perché ha l’ansia non di occuparsi della programmazione sanitaria ma della gestione delle risorse della Sanità, gli consiglio di stare a quanto prevede la norma: si occupi della programmazione. Più che di occuparsi di manager e poltrone – rimarca il capogruppo del Pd – il centrodestra dovrebbe interessarsi dei pazienti ma è evidente che questo è un tentativo di mettere le mani avanti perché non hanno nessuna intenzione di mantenere le promesse di campagna elettorale; hanno in pratica già deciso di chiudere pronti soccorso e punto nascita senza neanche interloquire con governo. Inoltre, ricordo a Febbo che noi nel 2014 ci ritrovammo per anni i manager in carica senza aver portato avanti una politica di mistificazione né di aggressione ai direttori generali nominati da lui che restarono in carica per altri 12/24 mesi senza che nessuno gridasse allo scandalo anche se, ad esempio, non rispettavamo al tempo neanche i livelli essenziali di assistenza. Tornando alla realtà, ricordo ancora che c’è da produrre qualche decisione probabilmente rispetto al prossimo tavolo di monitoraggio e non saranno le sue dichiarazioni mistificatorie a esentarlo dal cominciare a fare delle scelte importanti in quanto oggi è al governo e non all’opposizione”.

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