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animali

E’ nato Hope, il primo camoscio del Parco Sirente Velino (FOTO)

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Giorni di grande soddisfazione per il Parco Sirente Velino. L’area faunistica del Camoscio appenninico di Rovere, nel comune di Rocca di Mezzo, ha vissuto per la prima volta, dal giorno della sua istituzione, la nascita del primo esemplare. Si chiama Hope, perché rappresenta una speranza per il futuro ma anche un sogno che si è, finalmente, realizzato. Il piccolo e’ stato osservato e fotografato ieri 10 giugno, dalla Guardia Ecozoofila Nazionale, Sara Megale in servizio di vigilanza nel Parco nei pressi dell’Area Faunistica. I genitori, i giovani esemplari Ago e Sky, provengono dalle Aree Faunistiche del Gran Sasso e della Majella e trasferiti, prima del periodo riproduttivo, a Rovere. L’ evento rappresenta un vero e proprio successo per l’ Ente Parco Sirente Velino, attualmente impegnato nelle importanti Azioni del Post Life Coornata. Il Progetto Europeo terminato nel Settembre 2014 si è rivelato un successo a livello internazionale, permettendo la costituzione della 5° popolazione di Camoscio Appenninico che ha raggiunto, complessivamente circa 30 esemplari liberi in natura nel Parco Sirente Velino.

Le scelte e le strategie di gestione della fauna selvatica portate avanti dal Parco si sono, così rivelate adeguate e ben pianificate e, quest’ evento conferisce un ulteriore valore aggiunto all’ Ente premiandone sforzi, strategie ed iniziative. L’ evento, fa ben sperare anche perché, nel prossimo futuro si potrà, così, contare su un’altra potenziale “riserva” di individui da poter catturare e rilasciare in libertà. I tecnici ed il Servizio Scientifico e Monitoraggio dell’ Area Protetta ed il custode dell’ Area Faunistica assicureranno la vigilanza ed il mantenimento dello stato di salute dei Camosci. Da questo momento, per proteggerlo e consentire  una crescita sana e sicura, è necessario che tutti si impegnino a non disturbarlo e stare lontani il più possibile dall’ Area faunistica per garantirgli tranquillità e benessere.

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Abruzzo

Aironi e garzette migratori fanno sosta in Abruzzo, lo spettacolo della natura in una foto

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Pescara- “Settembre è il mese della migrazione degli uccelli e a Pescara, che si trova lungo la linea di costa seguita da molte specie per muoversi, si può assistere a veri e propri spettacoli della natura come quello immortalato in questi giorni da Pasquale Sergente: una ventina tra aironi cenerini e garzette in sosta per riposarsi e pulirsi sopra le scogliere antistanti la spiaggia. Non è inconsueto osservare ardeidi nella città adriatica, considerando anche la presenza del Fiume Pescara. Così sulla diga foranea svernano da anni diversi aironi cenerini che poi sorvolano la città per andare ad alimentarsi lungo il fiume. – A darne notizia è la SOA, Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS – Queste belle immagini testimoniano però una fase della vita degli animali molto intensa e faticosa, quella della migrazione. Servono luoghi di sosta e lungo la conurbazione costiera sono sempre più rari punti tranquilli dove fermarsi per cercare di riprendersi dalla fatica dei lunghi voli di spostamento tanto che in questo caso hanno scelto una scogliera artificiale per posarsi. Evidentemente le foci dei fiumi lungo la costa adriatica, di limitata estensione e circondate da strade e palazzi, sono sempre più disturbate. Ricordiamo che gli uccelli valutano continuamente la presenza ravvicinata di altri animali, tra cui l’uomo, e hanno distanze di fuga di decine di metri. Se un possibile predatore si avvicina oltre questa distanza prendono il volo. Per questo hanno scelto la scogliera e non la spiaggia per posarsi”.

“Si noterà -continua la nota dell’associazione ambientalista abruzzese – anche che molti degli individui sono intenti a sistemare il piumaggio, altro elemento fondamentale per poter avere un volo efficiente durante questa fase molto dispendiosa in termini energetici della loro vita. Non a caso le normative comunitarie, sulla carta, promuovono la tutela dei luoghi di sosta lungo le rotte di migrazione. L’Airone cenerino (nella foto si notano tre esemplari, di color grigio e di dimensioni maggiori) non frequenta l’Abruzzo solo in migrazione o in inverno in quanto diverse colonie riproduttive si sono insediate nella regione, dal Tirino alle Sorgenti del Pescara fino al FucinoLa Garzetta, invece, si riproduce più raramente ma è comune osservare la specie con singoli esemplari estivanti lungo i fiumi e i bacini della regione. Insomma, anche luoghi molto grigi possono riservare scorci di vita selvatica spettacolari e per questo ringraziamo ancora Pasquale Sergente per averci inviato queste belle immagini. Servono anche per ricordarci l’importanza di conservare o, se possibile, ricreare, aree umide utili a diventare punti di sosta tranquilli per queste ed altre specie di uccelli.”

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Ambiente

Dopo 40 anni torna la lontra nel Parco

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Accertata la presenza del mustelide insieme a una nuova stazione del gambero di fiume

Abruzzo. Buone notizie dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per la conservazione di due delle specie considerate dalla Direttiva Habitat come prioritarie. Nei giorni scorsi, infatti, grazie alle attività di monitoraggio autorizzate dall’Ente Parco, è arrivata la notizia della presenza di gambero di fiume lungo il corso del fiume Sangro. La specie, molto rara è stata segnalata in una località diversa da quella, nota da tempo, nella Piana di Opi. Ma le novità non sono finite qui: la notizia forse più importante è la presenza della Lontra lungo il fiume all’interno del territorio del Parco.

La lontra, come noto, è un mammifero carnivoro semiacquatico(7-12 kg di peso, con una lunghezza di 57-95 cm) con corpo allungato, pelliccia scura sul dorso, bianco-nocciola sul ventre, piedi palmati, coda larga e schiacciata in punta. Molto rara e minacciata, legata ai corsi d’acqua (fiumi, torrenti, aree umide) dove caccia pesci, ma anche piccoli uccelli e anfibi; presente in Italia con piccole popolazioni. Ha ricolonizzato negli ultimi dieci anni il fiume Sangro, dove la sua presenza era nota a valle della Foce di Barrea. La diga di Barrea sembrava costituire una barriera invalicabile per la specie viste le sue dimensioni e la collocazione in corrispondenza dell’imbocco della Foce dove le pareti verticali della gola stessa si reputavano un ostacolo difficile da superare.

Lo studio prodotto nell’ambito delle indagini su varie specie di direttiva, condotte per la redazione del Piano di Gestione dei siti della Rete Natura 2000 presenti nel Parco, aveva analizzato anche le possibili vie di penetrazione nel territorio del Parco stesso, individuando eventuali corridoi alternativi, che però apparivano molto problematici da utilizzare. Nelle settimane scorse, la dr.ssa Laura Lerone e dr. Simone Giovacchini, i due ricercatori dell’Università del Molise autorizzati a effettuare un ulteriore monitoraggio sulla lontra, previsto periodicamente dalla Direttiva Habitat, hanno comunicato al Servizio Scientifico di aver trovato, in alcuni punti lungo il tratto di fiume Sangro che ricade entro i confini del territorio del Parco, i tipici segni di marcatura della specie, i cosiddetti spraints (escrementi), che sono un segno distintivo della specie sia per l’aspetto che per l’odore inconfondibile. Potrebbe trattarsi di qualche individuo in esplorazione ma la sua rinnovata presenza ci dice che la diga di Barrea non costituisce evidentemente una barriera invalicabile e che le condizioni dell’ecosistema fluviale possono consentire alla specie una presenza stabile, come confermato anche dalla nuova stazione di gambero di fiume.

“Si tratta di 2 buone notizie: una nuova stazione di gambero di fiume e la presenza certa della Lontra, che è tornata a frequentare il territorio del Parco dopo oltre 40 anni dall’ultima segnalazione certa, che risale al lontano 1975 – dichiara il Presidente del Parco Antonio Carrara. Ringrazio i due ricercatori, Lerone e Giovacchini, e l’Università del Molise per il lavoro fatto. Le presenze rilevate impegnano il Parco a un lavoro più intenso per migliorare le condizioni dell’habitat del fiume Sangro e consentire alle 2 specie una presenza stabile. Gli interventi per rendere più efficiente la depurazione e per ricostituire la vegetazione ripariale in alcuni tratti del fiume vanno sicuramente in questa direzione”.

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animali

Apre la porta e si trova faccia a faccia con l’orso

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Trasacco. Dopo le incursioni nei pollai e nelle tenute più isolate attuate nel comune di Luco dei Marsi, l’orso marsicano fa di nuovo visita in un’abitazione, come acaduto mesi addietro a Villavallelonga. É successo a Trasacco, la notte scorsa, dove la famiglia Travaglini ha passato ore di paura dopo che, come ha raccontato Fernando Travaglini, la moglie Grazia, allarmata da rumori provenineti dalla porta d’ingresso, si è trovata davanti il plantigrado. L’orso aveva rotto la recinzione esterna e si accingeva a entrare. I proprietari di casa, dopo aver sbarrato l’uscio, hanno allertato le forze dell’ordine e sono stati soccorsi dai carabinieri forestali. L’eccessiva familiarità dell’orso con i centri abitati rischia di diventare un problema dalle conseguenze imprevedibili. Iniziative per far sì che la popolazione sia correttamente informata su come gestire un incontro ravvicinato con l’orso, nonché per attuare tutte le misure per evitare ciò, sono già state avviate dalla regione e dall’Ente parco, ma di fatto cresce la preoccupazione tra gli abitanti dei paesi scelti dal nostro orso marsicano per la “vacanza di fine estate”.

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Ambiente

Oggi la “pagella” sullo stato dell’orso marsicano

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Marsica. Sarà presentato oggi, lunedì 13 agosto, a Scanno, nell’auditorium Guido Calogero, il Rapporto orso marsicano 2017. Per il terzo anno consecutivo il periodico Natura Protetta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è interamente dedicato alle attività legate alla conservazione dell’orso marsicano realizzate nel corso dell’anno 2017. Il rapporto è edito dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ma si arricchisce del contributo delle Regioni (Abruzzo, Lazio e Molise), dei Carabinieri Forestali, delle altre Aree protette ( Parco Nazionale della Maiella, Parco Regionale Sirente Velino, Riserva Regionale Monte Genzana Alto Gizio, Riserva Regionale Gole del Sagittario, Riserva Regionale Zompo lo Schioppo) e delle Associazioni (Salviamo l’orso).Nel rapporto vengono riportate i dati sulle varie attività svolte nel corso dell’anno: monitoraggio, catture, orsi confidenti, misure di prevenzione, accertamento danni e indennizzi, ispezioni del nucleo cinofilo antiveleno, monitoraggio sanitario e attività di comunicazione, oltre agli aggiornamenti delle Regioni e delle altre Aree protette.

Tra le attività comuni vengono riportati i dati della rete di monitoraggio, formalizzata lo scorso anno tra aree protette, Regioni e Carabinieri forestali. La rete di monitoraggio Abruzzo e Molise, che si aggiunge a quella del Lazio, ha potuto documentare attraverso la verifica delle segnalazioni e le analisi genetiche la presenza di 10 orsi nei territori esterni al PNALM e alla sua ZPE, e tra questi 3 genotipi nuovi nella popolazione di orso bruno marsicano.

Nel 2017, per la prima volta, dopo 12 anni di conteggi nel PNALM, la linea spezzata che unisce i dati dei cuccioli nati nell’anno ha cambiato verso rispetto a quello atteso. Per la prima volta a un anno di nascite più numerose ne è seguito un altro. Per vedere crescere la popolazione di orso marsicano abbiamo bisogno di questo, che a una anno di nascite numerose ne segua un altro e un altro ancora. Non è facile. Non sarà facile. Perché accada abbiamo bisogno di salvaguardare le orse in grado di riprodursi, di evitare che muoiano per mano diretta o indiretta dell’uomo. Solo così potremo rafforzare quel timido, ma importante movimento di orsi fuori dall’areale storico del marsicano e realizzare una popolazione dell’Appennino Centrale. Ci sono segnali che vanno in questa direzione e questo deve rafforzare gli sforzi di tutti.

Infine, il Rapporto riporta gli ultimi risultati della ricerca sull’orso marsicano: nel 2017 sono stati pubblicati 5 contributi scientifici su prestigiose riviste a livello internazionale. Tra queste, La ricerca sulla genomica ci rassicura sulla capacità dell’orso di conservare un adeguato sistema immunitario e ci tranquillizza nell’immediato rispetto al rischio di una rapida estinzione della popolazione, ma continuano a preoccuparci, nel medio-lungo periodo, gli effetti deleteri che la bassa variabilità genetica può provocare. Di tutto questo e di altro ancora si parlerà il 13 agosto a Scanno.

Alla presentazione parteciperanno:

Giovanni Mastrogiovanni, Sindaco di Scanno; Antonio Carrara, Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo; Cinzia Sulli, Responsabile area scientifica del PNALM; Roberta Latini, biologa PNALM; Antonio Antonucci, biologo Parco Maiella; Daniela D’Amico, Servizio promozione PNALM; Renato Di Cola, direttore ff. PNALM; Gen. Giampiero Costantini, Comandante Regionale Carabinieri Forestali Abruzzo e Molise; Gen. Cinzia Gagliardi, Comandante Regionale Carabinieri Forestali Lazio; Lorenzo Berardinetti, Assessore Parchi e Riserve Regione Abruzzo.

 

 

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animali

Parata di star per l’esposizione cinofila dell’ ICBD Club/Fotogallery

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Avezzano. Hanno dato vita a una festante mattinata sfilando come vere star. Oltre 50 cani di razza con pedigree hanno conquistato gli appassionati nel corso dell’esposizione cinofila ICBD Club italiano cani di razza, aperta a tutte le razze con pedigree ma nella quale anche i proprietari di cani senza pedigree hanno potuto richiedere il riconoscimento. L’evento, gratuito per i visitatori, si è svolto nel Marsica Sporting Center ad Antrosano, che ha accolto partecipanti da diverse regioni italiane e tanti curiosi amanti deli animali.

Le razze premiate per ogni categoria:

Classifica Best Baby:

1° Rottweiler Daffy Vom Jolacic

2° Chihuahua

3° Akita Inu

4° Alano

5° Labrador

Classifica Best Junior:

1° Chihuahua

2° Alano

3° Akita Americano

4° Cane Lupo Cecoslovacco Raul

5° American Staffordshire Terrier

Classifica Best in Show:

1° Lagotto Romagnolo Luna dei Re d’Abruzzo

2° American Bulldog

3° Staffordshire Bull Terrier X Mas Peppe

4° Pastore Tedesco

5° Beagle

 

 

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Foto di: “ICBD Club italiano cani di razza”

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Ambiente

Avezzano:Parco del Castello, in arrivo alberi nuovi e un’area gioco dedicata agli Amici a 4 Zampe.

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L’assessore all’Ambiente, Crescenzo Presutti, insieme al presidente del Centro giuridico del cittadino, Augusto Di Bastiano, all’agronomo forestale, anche insegnante del Serpieri, Marco Fattoretti e a Stefano Komel, agronomo del Comune, ha eseguito un sopralluogo per verificare le condizioni del verde che circonda il Castello Orsini

«La situazione è davvero preoccupante», il commento dell’assessore all’Ambiente, «nel parco del Castello ci sono circa 53 piante, che sono malate e creano anche pericolo. Alle spalle della struttura il parco è chiuso, in quanto ci sono alberi alti e c’è il rischio che cadano grossi rami. Sul parco del Castello faremo un’opera di grande riqualificazione. Le 53 piante saranno tolte e saranno reimpiantati nuovi alberi, nello stesso numero. 33 di questi saranno collocati nel parco della Rimembranza, in onore dei Martiri di Capistrello. Gli altri saranno impiantati in modo da creare un giardino che susciti nella nostra città una sorta di Hanami, la suggestiva e storica tradizione giapponese, di contemplazione degli alberi in fiore. Sarà una grande sorpresa per i cittadini!

Nel parco del Castello non ci saranno solo alberi. L’idea dell’assessore Presutti è quella di creare un’area dedicata agli amici a quattro zampe. «Con la riapertura di piazza Torlonia ci sarà l’interdizione dell’area ai cani», spiega l’amministratore, «la nuova piazza Torlonia è stata pensata come un giardino all’italiana e rappresenta un’area storica. Si sa che l’urina dei cani e le feci fanno seccare o comunque rovinano la crescita di alcuni esemplari di piante e non è nemmeno pensabile far compromettere il nuovo impianto di irrigazione dagli animali. Per questo è necessario creare un’area dedicata e proprio il parco del Castello potrebbe essere il posto giusto. L’idea è quella di rendere tutta l’area accessibile, considerato che non si tratta di un giardino storico e poi di creare una zona interamente dedicata a percorsi e giochi per i cani. Sono certo», conclude Presutti, «che nonostante qualche incertezza dettata dal cambiamento, dopo la realizzazione dei lavori, la scelta non potrà che essere apprezzata».

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animali

“Indovina chi viene….” in città

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Avezzano – Non solo lupi e orsi: a lasciarsi tentare da un’incursione tra le case e le attività commerciali stavolta sono stati due piccoli caprioli, fotografati nel tardo pomeriggio di ieri nella zona tra via Roma e via Tiburtina. I due ‘esploratori’ si sono avvicinati ad alcune abitazioni e sono rimasti per lunghi minuti nei campi che costeggiano la strada. Spaventati dai rumori delle auto hanno poi battuto in ritirata a tutta velocità verso il Salviano.

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