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Don Aldo Antonelli: “Quale Giubileo?”

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Domani Papa Francesco aprirà ufficialmente il “Giubileo della Misericordia”. “Che sia Giubileo – scrive Don Aldo Antonelli – come quello di Celestino V nella nostra L’Aquila! Me lo auguro ma poco ci credo… Giubileo è: far riposare la terra, condonare i debiti, ristabilire l’originaria equità tra gli umani, ridare libertà e dignità agli schiavi. E’ una vera rivoluzione a cui i primi a non credere sono proprio moltissimi cattolici. Ecco le mie riflessioni pubblicate su Huffington Post:

Non è nato sotto buona stella, e nonostante gli sforzi di papa Francesco, sembra che anche oggi dovrà pagare il suo tributo all’ambiguità, così come è avvenuto per tutti i precedenti. Il termine “Giubileo” è stato usato per la prima volta da papa Bonifacio VIII nel 1300, quando indisse il primo giubileo della storia. In realtà l’iniziativa fu una richiesta della gente comune. Nella notte di Natale del 1299 si riversarono nella Basilica di San Pietro cittadini di Roma e migliaia di pellegrini a visitare i sepolcri degli apostoli Pietro e Paolo convinti di afferrare così il perdono di tutti i peccati di cui si erano pentiti. Inoltre il rinnovamento spirituale introdotto dai francescani e domenicani aveva diffuso un grande bisogno di fede, di perdono e di purificazione. Tale fu l’impressione suscitata dal Papa, che decise di indire un Anno Santo. Ogni 100, divenuti poi 50 e in seguito 25 anni.

Più che un innesto nella tradizione biblica e profetica dell’anno “sabatico”, il primo Giubileo dell’era cristiana si pone subito come “affare”, in contrapposizione alla “Perdonanza” di Celestino V. Questi, tale Pietro da Morrone, eletto papa nel 1294, in una situazione del tutto eccezionale, con la cosiddetta “Bolla del Perdono”, stabiliva che coloro i quali, senza alcuna distinzione, fossero entrati nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, a L’Aquila, nell’arco di tempo compreso tra la sera del 28 e quella del 29 agosto (anniversario della sua investitura) di ogni anno, e fossero “veramente pentiti e confessati”, avrebbero ottenuto la remissione dei peccati. Il fatto era del tutto eccezionale, visto che accadeva in un periodo in cui il perdono era spesso legato alla speculazione e al denaro e in un luogo “periferico”, rispetto alla “Roma Papale”. L’Aquila era la città nella quale Celestino V si era fatto incoronare papa e dalla quale non si era voluto muovere, perché a Roma non si sentiva sicuro.

L’Aquila era all’epoca sotto il dominio di Carlo II d’Angiò, acceso sostenitore del pontificato di Celestino. E il 28 settembre 1294 re Carlo, su sollecitazione di Celestino V, emanò un Diploma, col quale perdonava ogni colpa ai “paganisci”, cioè agli abitanti di Paganica responsabili delle distruzioni operate contro alcune rocche feudali di proprietà regia ed annullava la relativa multa di 2.000 once d’oro. Questa si poneva dentro la piena tradizione biblica, così come si evidenzia dal capitolo XXV del Levitico, nel quale si ordinava, ogni sette settimane di anni, cioè ogni cinquant’anni (dopo 49 anni), il riposo della terra che non poteva essere coltivata, il rientro in possesso delle terre perdute, la remissione dei debiti, la liberazione degli schiavi e la pacificazione universale: “Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. (…) Ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia” (v.10); “Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini” (v. 23).

Il giubileo di Bonifacio VIII occultò e tentò anche di cancellare (non riuscendovi) l’intuizione profetica di papa Celestino. Da momento di “Grazia” si trasformò in occasione di “grazie”, commercio sempre più laido di “perdoni” e “beneficenze”, di profitti e assoluzioni. Fu papa Paolo VI, molti secoli dopo, a restituire al Giubileo l’idea di riscatto e giustizia sociale, ricordando che le radici bibliche di quella celebrazione risiedono in quel passo del Levitico (25,10) in cui Dio proclama ogni 7 cicli di 7 anni un anno speciale, di grazia e redenzione, nel quale gli ebrei si impegnano a far riposare la terra; a condonare i debiti; a liberare gli schiavi. Lo fece nel 1973, annunciando l’indizione del giubileo del 1975, affermando che quelle radici andavano recuperate e vissute, seppure in un senso spirituale. Ciononostante il Giubileo ha continuato e continua ad essere un’occasione per fare business, là dove a beneficiare non sono i poveri, che secondo la Bibbia dovrebbero essere i primi destinatari dell’Anno di Grazia, bensì gli albergatori, i commercianti e le grandi agenzie turistiche. Basta dare un’occhiata al resoconto del Giubileo wojtyliano del 2000: dei 2.578 miliardi di lire stanziati per la realizzazione di 5.000 opere “giubilari”, ben 2.208 vennero spesi per opere mai portate a termine!

Per il Giubileo indetto da papa Francesco e che avrà inizio domani 8 dicembre, fonti vaticane e del comune di Roma già profetizzano 25-30 milioni di pellegrini che varcheranno la Porta Santa nella basilica di San Pietro. La scelta di Francesco di inaugurare l’Anno Santo a Bangui, nella Repubblica Sudafricana, avrebbe potuto e dovuto insegnare ai cattolici di tutto il mondo che il vero Giubileo è un qualcosa che riguarda la loro vita e non la geografia, il loro rapportarsi con l’altro e non il loro trasferirsi altrove. Non si tratta di far venire i pellegrini a Roma, si tratta di rimettere al mondo la misericordia di Dio e, quindi, di proporre al mondo un nuovo paradigma contro lo sfruttamento della terra, i prestiti usurai, gli investimenti non rispettosi né dei diritti dei popoli né delle esigenze della natura. E invece no! Si continua, a tambur battente, a suonare la grancassa del guadagno e dello spreco, per di più in una costosissima guerra senza confini e mai dichiarata!”.

Abruzzo

PRIMA SEDUTA, SANITÀ E QUOTE ROSA: INTERVISTA AL CONSIGLIERE NICOLETTA VERI’ (LEGA) 

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(ACRA) – L’Aquila, 27 febbraio – Nicoletta Verì, eletta con la Lega in Abruzzo, è il consigliere regionale cui, da statuto, spetta il compito di convocare e presiedere la prima seduta dell’Assemblea legislativa della Undicesima Legislatura. Abbiamo sentito le sue impressioni e raccolto il suo appello ai nuovi consiglieri regionali in vista dell’avvio dei lavori d’aula.

Intervista al seguente link:

https://youtu.be/GJhSLJ38KS4

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Abruzzo

(VIDEO) Forza Italia: “Ministero boccia sanità abruzzese”

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https://www.youtube.com/watch?v=znhZUHSeCng&feature=youtu.be

PESCARA – “Il verbale del Tavolo di Monitoraggio redatto sia dal Ministero dell’Economia sia da quello della Salute, tenuto secretato fino ad oggi dal 15 novembre scorso, rivela le tante ombre presenti sia sulla Rete Ospedaliera sia nella Rete Emerga – Urgenza che dovranno necessariamente essere riscritte e riprogrammate in base alle vere esigenze della sanità abruzzese”. Queste le dichiarazioni rilasciate durante una conferenza stampa dai consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo, Lorenzo Sospiri e Umberto D’Annuntiis che hanno invitato “i Direttori delle Aziende Sanitarie a non produrre atti e assumere ulteriori decisioni visto che il Verbale è perentorio nel ribadire come vada immediatamente riesaminata tutta le rete sanitaria delle Regione Abruzzo. Siamo di fronte ad una secca bocciatura da parte del Ministero e oggi e i Direttori devono adeguarsi immediatamente alle richieste pervenute da Roma senza rendere ancora più difficile il percorso e, soprattutto, senza causare ulteriori danni erariali e gestionali alle rispettive Aziende Sanitarie”.
“Siamo di fronte ad un azione di sciacallaggio da parte dell’ex governo di centrosinistra che ha tenuto volutamente nascosto questo documento e ci viene trasmesso solo il 13 febbraio all’indomani delle elezioni regionali, dopo le mie ben quattro richieste scritte. Dal Tavolo viene fuori una realtà sanitaria lontana anni luce da quella rappresentata dall’ex assessore Paolucci che ha palesemente nascosto alcuni dati rilevanti e spudoratamente mentito su altri punti”. “Quindi – sottolineano Febbo, Sospiri e D’Annuntiis – invitiamo i Direttori a non assumere nessun altro atto che possa ulteriormente compromettere la Rete sanitaria regionale e soprattutto far lievitare costi di eventuali ed inutili contenziosi.

“Infatti, nel Verbale – commenta Febbo – si legge (pag. 28) come nella riunione di luglio era stata chiesta una nuova programmazione della rete ospedaliera da sottoporre al Tavolo del DM 70/2015 per la PREVISTA VALUTAZIONE di coerenza con i criteri stabiliti dallo stesso decreto. Il Tavolo è rimasto in attesa di questo nuovo documento che doveva recepire tutte le indicazioni scaturite dai contenuti del DM 70, da sottoporre poi a valutazione preventiva entro e non oltre il 15 gennaio (data in cui non è pervenuto il suddetto documento ma solo una richiesta di proroga). Inoltre, tutte le DGR e le Note trasmesse (es. Emodinamica Ospedale Vasto, 2 posti letto di Terapia Subintensiva presso la UOC di Pediatria di Pescara, 1 postazione di 118 a Caramanico Terme) sono state fatte oggetto solo di una “presa d’atto” che non equivale a una autorizzazione. Non solo, a pagina 29 del Verbale, si legge come il Tavolo abbia richiesto che tutti gli Atti Aziendali debbano essere coerenti con il nuovo documento di programmazione regionale che doveva essere trasmesso entro e non oltre il 15 gennaio (quindi gli Atti Aziendali non sono stati validati ) mentre tutte le Asl hanno continuato ad attribuire incarichi dirigenziali. Adesso verificheremo se ci sono delle responsabilità anche contabili ed erariali. Come le Note trasmesse dalla Regione per il Punto Nascita dell’Ospedale di Sulmona non sono state ritenute soddisfacenti tanto che il Tavolo è in attesa della comunicazione dell’avvenuta chiusura!!! Come per la richiesta di istituzione di Ospedale Area Disagiata ad Atessa non corredata da elementi e documenti giustificativi e non in linea con la programmazione. Nulla invece neanche per l’ospedale di Guardiagrele nonostante i proclami di Paolucci e Muraglia. (Per gli altri punti critici vedasi allegato). “Quelle evidenziate – prosegue Febbo – sono solo alcune delle tantissime lacune che emergono in modo evidente. Entrando approfonditamente nell’esame, i Tecnici ministeriali sottolineano inoltre come la Regione non abbia assicurato l’equilibrio economico sull’anno 2017 come aveva già affermato nella riunione di luglio 2018. I conti non tornano poiché abbiamo i bilanci delle Asl che si apprestano a chiudere con un deficit di circa 43 milioni di euro che possono arrivare intorno ai 100 milioni di euro visto che, nei bilanci stessi, sono stati caricati i recuperi della curatela fallimentare dell’ex Villa pini. Somme che non verranno mai recuperate per intero. se non in percentuali minime. Oggi invece abbiamo una situazione totalmente diversa da quella racconta da Paolucci come invece il Tavolo di Monitoraggio sottolinea e mette ben in evidenza dai tecnici del Ministero, ossia una sanità abruzzese in forte decrescita e senza una seria programmazione della Rete Ospedaliera e della Rete Emergenza-Urgenza. D’altronde basta farsi un giro in un nosocomio qualsiasi della nostra Regione, o entrare in un Pronto Soccorso, per comprendere lo stato della nostra sanità. Nostro compito e impegno – concludono i consiglieri regionali di Forza Italia – di chiedere apposite deroghe su tutto e mettersi subito al lavoro per ricostruire una sanità credibile, seria e corrispondente alle reali esigenze degli abruzzesi e delle strutture sanitarie della nostra Regione nonché riportare i bilanci in equilibrio

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Attualità

Esclusivo: Guardia di Finanza a Lecce nei Marsi

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Di nuovo la presenza delle Forze dell’Ordine a Lecce nei Marsi, precisamente nei pressi del Centro Medisalus di Arnaldo Aratari, già noto alle cronache per i fatti che lo hanno visto destinatario, insieme ad altri, di una Ordinanza di Custodia in Carcere, in parte scontato presso Carcere di Rebibbia a Roma. Ciò si comprende dallo scenario che questa mattina è sotto gli occhi di tutti: la Guardia di Finanza e probabilmente anche il Corpo Forestale dello Stato, unitamente ai Sindaci di Lecce e Gioia dei Marsi (anch’essi presenti sul luogo delle operazioni), sembra stiano ispezionando il sistema fognario che serve quella precisa zona.

E’ possibile che tale operazione possa riguardare lo stato in cui verte quel pezzo di territorio, sul quale insiste da tempo una Ordinanza del Comune di Gioia che vieta l’abbeveramento degli animali e l’irrigazione dei campi, per un accertato inquinamento del fosso Aquilella che dovrebbe ricevere solo le acque bianche provenienti dai lavaggi degli ortaggi e che invece riceve anche le acque nere di eventuali scarichi abusivi. E’ verosimile ritenere che gli operatori della Guardia di Finanza stiano effettuando gli opportuni accertamenti (che mai nessuno ha ritenuto di dover eseguire in questi anni) per la verifica della natura e dell’entità dell’inquinamento.

Come da prassi, le diverse industrie dedite al lavaggio degli ortaggi hanno l’opportunità di scaricare, dopo una opportuna decantazione per eliminare il terriccio, le proprie acque (definite bianche) nel fosso a cielo aperto. Il fosso Aquilella confluisce nella piana del Fucino per dare quindi acqua pulita da utilizzare proprio per l’irrigazione e per le altre attività legate all’agricoltura. Il danno in questo caso è doppio: in primo luogo l’inquinamento causato, ovviamente, da qualcuno che abusivamente (ma con il beneplacito di qualcuno) ha scaricato le proprie acque nere nella stessa condotta e poi il mancato utilizzo delle preziose acque bianche.

Al momento non si conoscono i dettagli dell’operazione. A breve altri aggiornamenti

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Abruzzo

Dieci arresti della Guardia di finanza per un giro di certificati falsi. Coinvolti politici, medici, imprenditori, e pubblici ufficiali (Video)

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AVEZZANO – Una “fabbrica di certificati falsi” allestita nel proprio studio medico. Era destinata a personaggi di ogni genere: dal politico al medico, del dipendente pubblico al pregiudicato fino a pubblici ufficiali. Questa mattina all’alba, quando ad Avezzano è scattata l’operazione “Tutti per uno”, condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di L’Aquila, ha “chiuso i battenti.

Emessi dieci ordini di custodia cautelare, di cui tre in carcere e sette ai domiciliari emessi dal Gip del Tribunale di Avezzano, su richiesta della Procura marsicana, nei confronti di altrettante persone responsabili, a vario titolo, di frode processuale, corruzione, falsità materiale ed ideologica commessa da pubblici ufficiali in atto pubblico, frode assicurativa, truffa ai danni dello Stato e favoreggiamento.

L’indagine è iniziata con accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Avezzano nei confronti di soggetti pubblici e privati del settore sanitario. In seguito l’attenzione investigativa si è concentrata su un’importante impresa sanitaria il cui amministratore pagava “bustarelle” ad impiegati e ufficiali pubblici per avere falsi certificati medici in favore della sua famiglia, della moglie in particolare.

Più precisamente, sono emersi chiari elementi di prova circa la redazione di certificati falsi, dietro pagamento di somme di danaro, da parte di un medico psichiatra responsabile del Centro di igiene mentale (C.I.M.) della A.S.L. di Avezzano, il cui studio è stato sottoposto ad intercettazione ambientale ed a monitoraggio video. Ne esce un film dettagliato sugli accadimenti. “Non ti fare la barba, fatti vedere trasandato”. “Se ti fanno delle domande fai finta di non capire tu hai la demenza senile”. “Stai a casa a letto per qualche giorno”.  Questi alcuni dei consigli che il medico non risparmiava ai suoi “pazienti”. E poi, i soldi, in contanti, passati di mano in mano per quelle prestazioni illecite. L’imprenditore, il politico locale, il medico di pronto soccorso, il dipendente della multinazionale, ma anche il vecchio migrante, il pluripregiudicato. Persone di ogni genere quelle che si rivolgeva a lui per avere documenti falsi grazie ai quali presentare domande risarcitorie all’esito di sinistri stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità o di esonero dal presenziare ai processi.

I casi più eclatanti hanno riguardato: la produzione di elementi di prova fittizi per incrementare le richieste risarcitorie che un politico, noto a livello locale per aver ricoperto l’incarico di consigliere regionale, aveva avanzato ad un importante società assicurativa; l’elaborazione di false certificazioni a favore di un altro medico per evitare a quest’ultimo il trasferimento di sede; l’attestazione di patologie inesistenti fornita ad un noto pregiudicato che si era rivolto a lui per ottenere certificazioni sanitarie che lo esentassero dal presenziare ai processi a suo carico; il riconoscimento di false malattie psicosomatiche a due pubblici dipendenti che consentivano, ad uno, di assentarsi dal lavoro per periodi prolungati, e, all’altro, di ottenere l’esonero dalle attività lavorative pur mantenendo lo stipendio; l’induzione in errore di un consulente del lavoro nominato dal Giudice del Lavoro di Avezzano che, grazie alle false certificazioni, riconosceva ad una donna una pensione di invalidità ai danni dell’INPS.

 

 

 

 

 

 

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Cronaca e Giudiziaria

VIDEO ESCLUSIVO – Ortucchio, elisoccorso in azione per un uomo caduto da una scala

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ORTUCCHIO (AQ) – Un uomo del posto, a seguito di una caduta da una scala in circostanze ancora da definire che ha causato la rottura di alcune costole ed un fortissimo trauma cranico, è stato oggetto di un elisoccorso lampo in corrispondenza dell’incrocio con Piazza delle Sette Strade.

 

Le foto dell’atterraggio dell’elicottero ed il video in cui il velivolo decolla per il nosocomio di Avezzano in esclusiva per MarsicaNews.

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Abruzzo, la Regione dei lupi

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