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Lavoro

Crisi LFoundry, Fiom: fuori da un accordo che parla di 450 esuberi e che ha aggirato le trattative

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AvezzanoLfoundry-Le ragioni della Fiom “La Fiom ha scelto di stare fuori da un accordo di Cds di ben 18 mesi che parla di 450 esuberi, che non offre sufficienti garanzie ai lavoratori, che non delinea prospettive chiare per il futuro di LFoundry, che non è stato né discusso né votato dai lavoratori e rispetto alla cui definizione è stata nei fatti aggirata ogni trattativa – lo ha dichiarato in una nota la sigla sindacale in merito alla crisi aziendale allo stabilimento LFoundry di Avezzano – Molto semplice la proposta da noi suggerita per tutelare i redditi dei lavoratori e garantire equità nella distribuzione del contratto di solidarietà: bastava mettere un tetto massimo individuale all’azienda in Cds. Questo avrebbe consentito a ogni lavoratore di sostenere il reddito, maturare i ratei e avere la garanzia di non essere incanalato in un percorso di Cds ad “alta intensità”, con tutti i rischi annessi e connessi. Invece no! – continua Fiom – Una strana e preoccupante fretta ha impedito che si facesse quella trattativa che abbiamo provato a portare avanti nell’interesse dei lavoratori. E così si è preferito chiudere velocemente un accordo ancor prima di una verifica sulle strategie aziendali in sede ministeriale – sottolinea la sigla sindacale – Come può l’azienda da un lato appellarsi al senso di responsabilità di tutti perché si faccia ogni sforzo per andare compatti al Ministero dello Sviluppo Economico con lo scopo di intercettare eventuali finanziamenti, e dall’altro essere chiusa a qualunque richiesta di aggiustamento di un accordo di Cds che, a detta sua, dovrebbe solo traghettare l’azienda verso una nuova e magnifica era non meglio definita? Troppo pericoloso esporre con inutile fretta una fetta di popolazione aziendale al rischio di essere catalogata come esubero ante litteram, quando le prospettive per il futuro sono incerte. Oggi la direzione aziendale – continua – ci dice che una evoluzione verso i 300 mm è un obiettivo strategico, mentre fino a ieri (incontro al MISE del 2016) sosteneva che piuttosto che investire su una nuova fabbrica le aziende ritengono più conveniente acquisire fabbriche fallite in giro per il mondo. Con queste premesse è difficile credere che dietro a una richiesta di Cds di 18 mesi non ci sia una strategia precisa … Una Organizzazione Sindacale ha il preciso dovere di “mettere in sicurezza” non gli azionisti dell’azienda, quanto piuttosto i lavoratori e lo stabilimento! “

Il CDS dopo la riforma degli ammortizzatori sociali del 2015 “La misura dell’integrazione salariale derivante dal contratto di solidarietà è completamente armonizzata con la cassa integrazione guadagni (d.lgs. 148/2015 art. 3), cioè ogni ora di CDS non è più retribuita al 60% (o oltre, qualora la legge di stabilità avesse stanziato fondi per incrementarne l’ammontare) del suo valore, ma è retribuita secondo gli importi e i massimali previsti per la cassa integrazione con un tetto di circa 6 euro/ora lordi. Visto che c’è un tetto, che fine faranno le maggiorazioni? L’azienda può attribuire ad ogni singolo lavoratore una riduzione di orario fino al 70% delle sue ore lavorabili (d.lgs. 148/2015, art. 21); La sospensione o la riduzione dell’orario concordata tra le parti ha inizio entro trenta giorni dalla data di presentazione della domanda (circ. min. 31 del 21/10/2016); Un utilizzo oggi degli ammortizzatori sociali può avere impatto domani sull’indennità di disoccupazione (NASPI), riducendone durata e importo”.

La proposta della Fiom per un Cds equo “Sfruttare il tempo a disposizione (che non manca!) per ragionare su un tetto massimo individuale di Cds o su un limite al numero di settimane di massima assenza individuale (70%), sul riconoscimento dei ratei proporzionali quando si lavora meno del 50% (soglia che abilita la maturazione per intero degli stessi) e sull’utilizzo di un mix di ferie-cds con vantaggio nel lungo periodo per azienda e dipendenti. Tutto questo con l’obiettivo di sostenere il reddito dei Lavoratori, salvaguardare i ratei e evitare di creare rischiose sacche di lavoratori di fatto messi da parte attraverso un CDS ad alta intensità, rimanendo comunque all’interno della percentuale complessiva di CDS del 30% indicata dall’azienda, e preparando così terreno fertile per l’attivazione di quella riqualificazione del personale che dovesse rendersi necessaria per mettere lo stabilimento in condizioni di essere aggiornato e competitivo”. 

Abruzzo

In provincia dell’Aquila la crisi non si arresta: va rilanciata la vertenza delle aree interne dell’Abruzzo

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Dall’analisi dei dati relativi agli interventi a sostegno dell’occupazione forniti dall’Inps regionale si evince che in provincia dell’Aquila la crisi non si arresta, anzi l’anno scorso è peggiorata rispetto al 2017. Infatti per l’intero 2018 sono state utilizzate 2.010.827 ore di cassa integrazione, contro 1.309.946 ore del 2017, con un incremento di 700.881 ore. In termini di beneficiari inoltre si passa da 631 a 969 unità lavorative.

Comparando la situazione tra le varie province abruzzesi si nota che la provincia dell’Aquila è quella più in sofferenza. Infatti mentre le altre province vedono un calo significativo dell’utilizzo delle ore di cassa integrazione, la provincia aquilana nella variazione percentuale 2018-2017 vede un incremento pari al 53,5% (il settore meccanico da solo ha utilizzato il 79,4% delle ore di cassa integrazione complessive). Un ulteriore allarme è riferito all’utilizzo della tipologia di ammortizzatore sociale: nel settore industriale la cassa integrazione straordinaria è passata da 592.958 ore del 2017 a 1.554.311 ore del 2018, con un incremento del 162,13%. Tale strumento di gestione della crisi potrebbe sfociare in eventuali licenziamenti in caso di mancata ripresa dell’attività lavorativa ordinaria.

Ad indicare un aggravamento della situazione economica della nostra provincia sono anche i dati relativi alle richieste di disoccupazione nelle varie forme previste (ASPI-Mini ASPI-NASPI-DISCOLL), i cui beneficiari passano dai 5061 del 2017 ai 7125 dell’anno scorso, con un incremento di 2064 domande di disoccupazione, pari al 40,78%.

Vogliamo inoltre ricordare che già i dati dell’occupazione a livello regionale relativi al 2017 vedevano, a fronte di un incremento complessivo dell’occupazione in Abruzzo, la sola provincia dell’Aquila con una riduzione degli occupati pari allo 0,9%.

Tutti numeri che dimostrano come la provincia dell’Aquila viva una crisi economica, industriale e occupazionale senza precedenti, che investe tutti i territori: dall’Aquilano alla Marsica, dalla Valle Peligna all’Alto Sangro. Una condizione già denunciata dalla Cgil ma che è rimasta inascoltata dalle istituzioni e dalla politica.

In considerazione di quanto accade torniamo dunque a ribadire la necessità di mettere in campo strumenti straordinari di intervento finalizzati alla ripresa economica e occupazione e al rilancio di tutti i territori della provincia. Per cominciare vanno accelerati i tempi e le procedure per l’utilizzo dei fondi del 4% finalizzati al rilancio delle attività produttive, passando per un piano straordinario di investimenti in sanità, trasporti, infrastrutture, scuole, messa in sicurezza del territorio, agevolazioni per l’accesso al credito per le piccole e medie imprese. La Cgil infine rivendica la necessità di rilanciare la vertenza delle aree interne dell’Abruzzo, portandola al centro del dibattito politico e dell’agenda delle istituzioni regionali e nazionali.

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Abruzzo

CONFESERCENTI: SUBITO UNA FISCALITÀ DI VANTAGGIO PER LE IMPRESE DEL CENTRO ABRUZZO

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CONFESERCENTI: LA NUOVA GOVERNANCE DELLA REGIONE ABRUZZO INTRODUCA TAGLI DI ALMENO IL 50% DELL’IRAP E L’AZZERAMENTO DELL’IMPOSTA PER LE NUOVE IMPRESE.

La Confesercenti del Centro Abruzzo chiede al nuovo Presidente ed alla nuova Giunta regionale di adottare, come primo atto formale politico-programmatico, una delibera che introduca la “fiscalità di vantaggio” per tutte le imprese che operano nel Centro Abruzzo, prevedendo il taglio almeno del 50% dell’Irap; mentre si propone di sostenere le nuove imprese del territorio con una fiscalità pari a zero. Questo processo può essere utile per abbattere lo svantaggio competitivo che colpisce l’economia interna. Sarebbe ossigeno a beneficio di tutte le imprese insediate nel territorio che potrebbero realizzare investimenti e azioni coerenti con i programmi di sviluppo avviati dalla Regione, il tutto in un’ottica di impatto burocratico minimo, al fine di perseguire la semplificazione dei rapporti tra amministrazione ed imprese e velocizzarne i risultati.

Così la politica potrà dimostrazione il reale interesse nei confronti di un territorio che ha bisogno di significativi interventi di sostegno allo sviluppo. Il Governatore e la sua squadra lavorino a misure che portino una fiscalità di vantaggio per il Centro Abruzzo, che interesserebbero centinaia di imprese.

La Confesercenti chiede anche che queste riduzioni fiscali non siano una tantum ma che diventino strutturali per legge anche per gli anni a venire. La Regione Abruzzo pensi, dunque, a una riduzione dell’Irap per le imprese e a compensazioni per i Comuni del territorio che ridurranno tasse e imposte a tutto il comparto produttivo locale. Questa sarebbe una misura per favorire le attività economiche che operano nel territorio e tutta l’imprenditoria giovanile; un modo per aiutare una zona che soffre più di altre la crisi. Da parte di chi governerà la Regione per i prossimi cinque anni arrivi il l’interesse alla proposta di Confesercenti Centro Abruzzo.    

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Attualità

Prorogato il congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti

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Come disposto dalla legge di bilancio 2019, il congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti è stato prorogato anche per le nascite, le adozioni e gli affidamenti avvenuti nel 2019 e, sempre per il 2019, è stata confermata la possibilità di fruire di un ulteriore giorno di congedo facoltativo.

Il messaggio INPS 13 febbraio 2019, n. 591, fornisce indicazioni sulle modalità di presentazione della domanda di congedo obbligatorio, aumentato a cinque giorni, da fruire entro i cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore.

Vengono puntualizzati, inoltre, i riferimenti operativi per la fruizione del congedo facoltativo 2019 e per il diritto al congedo obbligatorio relativo alle nascite avvenute nel 2018 e ricadenti nei primi mesi del 2019.

Tutti i dettagli sono riportati sul sito www.inps.it al seguente percorso: InpsComunica-Notizie-Congedi Papà: proroga e ampliamento per il 2019.

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Ambiente

Tecnica colturale dei fruttiferi – Al via un corso all’insegna della sostenibilità

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Tecnica colturale dei fruttiferi – Al via un corso all’insegna della sostenibilità

 Avezzano. Una serie di appuntamenti dedicati allo studio delle tecniche colturali delle piante da frutto, nel pieno rispetto dell’ecosostenibilità e dell’opera di prevenzione e cura delle stesse. Sulla base di questi presupposti, per il terzo anno consecutivo, Ancos di Confartigianato organizza il corso di potatura aperto agli operatori del settore di tutte le età, ma anche a coloro che vogliono prendere dimestichezza con questa realtà, per alcuni un lavoro per altri un passatempo.

A tal fine sono previste una serie di lezioni dedicate alla scoperta delle principali pratiche di potatura che, per l’occasione, saranno illustrate nel dettaglio da Virginio Russo, docente dell’Istituto Agrario “A. Serpieri” di Avezzano, la cui esperienza decennale è assoluta garanzia di qualità.

Il corso prenderà il via mercoledì 20 febbraio e si articolerà in 8 ore di teoria che si terranno presso la sede di Confartigianato Imprese Avezzano in via S. Donatoni n. 56, e in 6 ore di pratica, che si svolgeranno presso i frutteti dell’Istituto Agrario.

I posti sono limitati, quindi si invita chiunque fosse interessato a contattare, entro e non oltre il 15 febbraio, gli uffici di Confartigianato:

Tel: 0863-413713 / 26282

E-Mail: info.confartigianatoavezzano@gmail.com

 

Fb: Confartigianato Imprese Avezzano

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Abruzzo

ASL AVEZZANO-SULMONA-L’AQUILA: STABILIZZAZIONI PER 108 OPERATORI

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ASL AVEZZANO-SULMONA-L’AQUILA: STABILIZZAZIONI PER 108 OPERATORI CHE PASSANO DAL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO A QUELLO INDETERMINATO.

OLTRE AGLI INFERMIERI (60), IN QUOTA PREVALENTE, CI SONO OSTETRICHE, TECNICI DI RADIOLOGIA, FISIOTERAPISTI E LOGOPEDISTI.

IL MANAGER TORDERA: “LA CARENZA DI PERSONALE, DA TEMPO SUL TAPPETO, E’ STATA AL CENTRO IN PASSATO DI DIVERSE RIUNIONI DEL COMITATO DEI SINDACI DELLA ASL. PER ASSUMERE NUOVO PERSONALE OCCORRE RIVEDERE I TETTI DI SPESA”

La Asl stabilizza 108 precari e converte il loro contratto da tempo determinato a indeterminato. La delibera, adottata dal manager della Asl, Rinaldo Tordera, la n. 222 del 12 febbraio scorso, riguarda figure professionali di profilo diverso, già in servizio,  che entrano ora a far parte a tutti gli effetti della dotazione di personale dell’azienda. Ciò significa che le attività sanitarie e amministrative potranno contare su risorse umane certe e stabili che non saranno più soggette all’incertezza di continue scadenze e rinnovi contrattuali che possono mettere a rischio l’efficienza dei servizi.  All’interno del nutrito numero di stabilizzazioni  la quota più ampia riguarda gli  infermieri (60), seguiti da ostetriche (14), tecnici sanitari di radiologia (14), fisioterapisti (6), logopedisti (6), collaboratori amministrativi professionali (cioè impiegati, 6) e tecnici della prevenzione nell’ambiente dei luoghi di lavoro (2). Le stabilizzazioni rientrano nell’ambito del piano di assunzioni 2018. L’immissione degli operatori nei ranghi della Asl a titolo definivo va salutata sicuramente come un fatto positivo ma sul versante del personale sono necessari interventi molto più incisivi.

“Attualmente la dotazione organica è insufficiente”, dichiara il manager della Asl, Tordera, “e  occorrono quindi nuove, adeguate misure. In particolare, per potenziare il personale di reparti e servizi è necessario aumentare il budget assegnato dalla Regione alla Asl. La carenza di personale è un problema sul tappeto da molto tempo ed è stata più volte al centro di incontri e analisi da parte del comitato ristretto dei sindaci della Asl.  Per investire in modo concreto sul personale è necessario  rivedere i tetti di spesa in sede di programmazione regionale, al fine di assicurare all’utenza le prestazioni fissate nei Lea” (livelli essenziali di assistenza).  Tale obiettivo, tra l’altro, assume ulteriore importanza se riferito a un territorio come quello della Asl della provincia di L’Aquila, esteso quanto il Molise e caratterizzato da aree molto periferiche e spesso difficili da raggiungere dove non è sempre agevole assicurare uniformi standard di assistenza alle comunità delle aree interne.

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C.S. Rotary Club Avezzano, “I tavoli delle professioni”

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“I tavoli delle professioni”: 270 studenti a confronto con oltre 100 professionisti grazie al Rotary Club Avezzano

Avezzano – 270 maturandi degli istituti superiori di Avezzano, Carsoli e Tagliacozzo hanno incontrato oltre cento professionisti del mondo del lavoro per una giornata di confronto sulle prospettive future lavorative o di studio. E’ la terza edizione de “I tavoli delle professioni”, la giornata di orientamento promossa dal Rotary Club di Avezzano, in collaborazione con il Rotaract, e dedicata agli studenti della Marsica. Gli esperti del mondo del lavoro, riuniti in 14 tavoli professionali, hanno risposto alle domande e alle curiosità dei partecipanti. Grande attenzione è stata riservata alle esperienze internazionali e alle professioni emergenti legate al mondo del web: come quella del Digital Marketing Manager Alessandro Di Gianfilippo, della Graphic Designer Daniela Marini e dell’esperto di piattaforme applicative per ambienti di rete e web Alessandro Bianchi. A grande richiesta anche Fabrizio Galadini, sismologo e ricercatore dell’INGV. Molti, inoltre, gli studenti che hanno scelto la figura del Criminologo. Tra i tavoli più affollati ci sono “Musica-Arte e Spettacolo” e quello dei “Mestieri” grazie alla presenza dell’attore Corrado Oddi e dello stilista Raimondo Ciofani. Folla di studenti anche per il tavolo “giuridico” che ha visto, tra gli altri, la presenza del magistrato Bianca Serafini e del notaio Roberto Colucci, per quello delle “professioni mediche” e per il tavolo dello sport. Tra le professioni più originali c’è sicuramente quella dell’Ippoterapeuta Paolo Peverini. Numerosi i docenti universitari presenti da Andrea Di Mascio e Paolo Di Stefano dell’Universita dell’Aquila a Marco Palma dell’Universita di Roma Tor Vergata. Non sono mancate dimostrazioni pratiche, il geometra Ettore Lazzaro, con l’ausilio di un drone, ha incuriosito i maturandi grazie ad una lezione sull’applicazione delle tecnologie nel rilievo del territorio, mentre il giovane artigiano del legno Alessio De Stefano ha mostrato a tutti il suo filofono, l’amplificatore acustico per smartphone che sta conquistando il mondo. “Fate tesoro di ciò che ascolterete, esponete liberamente le vostre domande, curiosità, dubbi e incertezze perché mai come oggi dovete essere consapevoli di vivere in una società liquida dove lo smantellamento delle sicurezze produrrà nel corso degli anni sempre maggiori incertezze e quindi la necessità di essere pronti a cambiare vita e a cambiare lavoro” ha detto alla platea di studenti il presidente del Rotary Club di Avezzano, Carlo Caroli “l’ampio ventaglio di professionalità proposte vi darà l’idea di quanto vario può essere il mondo del lavoro, ma ricordate che siete voi gli artefici del vostro destino, con le vostre scelte, con le vostre attitudini e soprattutto con la continua ricerca della felicità”. Un momento di viva commozione è stato quello legato al ricordo del professor Giuseppe Cristofaro, socio rotariano e docente universitario recentemente scomparso, “quale contributo unico e prezioso per questa manifestazione”“Sguardo positivo al futuro”, “resilenza”“alleanza tra generazioni” e “sinergia tra esperienza e innovazione” sono i messaggi trasmessi dalla responsabile della commissione progetti del Rotary Club di Avezzano, Tiziana Paris. L’evento ha visto la partecipazione dei sindaci di Avezzano, Carsoli e Tagliacozzo e dei dirigenti scolastici del Liceo Classico e Artistico, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Majorana” e del Liceo Scientifico di Carsoli e dell’Istituto “Argoli” di Tagliacozzo.

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Abruzzo

Comunicato stampa INPS – Gestione Separata: le aliquote contributive 2019

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Comunicato stampa

Con la circolare INPS 6 febbraio 2019, n. 19 l’Istituto comunica le aliquote e il valore minimale e massimale del reddito per il calcolo dei contributi dovuti nel 2019 dagli iscritti alla Gestione Separata, di cui all’articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 335.
La circolare fissa le aliquote contributive, previdenziali e assicurative, dovute da collaboratori e figure assimilate e liberi professionisti, differenziandole per soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie e soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria.

DA RICORDARE
Cos’è. Nelle collaborazioni coordinate e continuative e figure assimilate, il contributo è per 2/3 a carico del committente e per 1/3 a carico del collaboratore.
A chi è rivolto. L’obbligo di versamento compete tuttavia al committente anche per la quota a carico del lavoratore, che viene pertanto trattenuta all’atto della corresponsione del compenso.
Come funziona. Ai fini di una corretta applicazione dell’aliquota, il committente deve acquisire dal lavoratore un’apposita dichiarazione sulla sua situazione contributiva (eventuale titolarità di pensioni o di ulteriori rapporti assicurativi).
Il versamento va effettuato con modello F24 e il termine di scadenza è il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso, in armonia con le disposizioni previste dai decreti legislativi 9 luglio 1997, n. 241 e 19 novembre 1998, n. 422 in materia di riscossione unificata.

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