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Cronaca e Giudiziaria

Consorzio Climaconfort e Confartigianato Avezzano – nuova formula per l’energia

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Ieri, alla presenza di una numerosa platea di operatori dell’impiantistica termoidraulica, si è tenuto presso l’Hotel Olimpia, un incontro di presentazione delle attività del nuovo CONSORZIO CLIMA CONFORT, nato con il Patrocinio ed il sostegno di Confartigianato Imprese di Avezzano.

Il Consorzio è nato dall’unione di sei imprese artigiane specializzate nella manutenzione dell’impiantistica termoidraulica nella Provincia di L’Aquila. Forti della loro professionalità e del radicamento nel territorio, hanno deciso di affrontare la crisi offrendo una nuova formula nel campo dell’energia, mettendosi in concorrenza con i monopolisti energetici, non solo nel campo dell’impiantistica, ma anche nella fornitura di energia elettrica e gas ed offrendo servizi di manutenzione ed assistenza tecnica a prezzi vantaggiosi.

L’incontro è stato realizzato allo scopo di informare e coinvolgere gli operatori del settore attivi sull’area della Provincia di L’Aquila, per creare un gruppo grande ed organizzato, in grado di offrire agli utenti finali un servizio capillare, di qualità e concorrenziale rispetto ai marchi monopolisti.

Cronaca e Giudiziaria

Santa Croce: “Atti vessatori”. La Società denuncia i dirigenti regionali Flacco, Cantone e Longhi

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Sorgente Fiuggino Canistro: Santa Croce denuncia tre dirigenti Regione Abruzzo, Flacco, Cantone e Longhi. “Vasta serie di atti vessatori per impedire attività industriale”: risarcimenti danno per complessivi 900 mila euro

Canistro – La società Santa Croce ha citato in giudizio, presso il Tribunale di Pescara, Iris Flacco, dirigente del Servizio Risorse del Territorio ed Attività Estrattive della Regione Abruzzo, Giovanni Cantone, responsabile dell’Ufficio attività estrattive liquide e gassose, e Domenico Longhi, dirigente del Servizio valutazioni ambientali. Lo fa sapere la Società in una nota, di seguito riportata integralmente.

“Ai tre dirigenti viene richiesto un risarcimento danni complessivo di 900 mila euro, avendo posto in essere – scrive la Società – “una vastissima serie di atti, verifiche, controlli, diffide, ispezioni, ripetitivi defatiganti e vessatori, volti ad impedire e ostacolare di fatto, e in ogni modo, l’utilizzo della sorgente di acqua minerale Fiuggino di Canistro”, di cui la Santa Croce ha regolare concessione. Nelle denunce si prefigurano i reati di falso, calunnia, diffamazione e omissione di atti d’ufficio”, rimarcano dalla società dell’imprenditore molisano Camillo Colella, a lungo concessionaria, fino alla revoca da parte della Regione Abruzzo, impugnata dalla stessa, delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro (L’Aquila). Sorgenti messe poi nuovamente a bando dalla Regione nel novembre 2016, ma che “dopo due anni non sono state date ancora in concessione, con la preziosa acqua che continua a disperdersi nel fiume Liri, visto che l’aggiudicataria provvisoria, la Norda, ha deciso di rinunciare in rotta di collisione con la stessa Regione, alla quale ha chiesto il risarcimento danni, e il Comune di Canistro”, sottolinea la Santa Croce, che spiega: “Proprio a seguito della revoca della concessione della Sant’Antonio Sponga, la Santa Croce ha deciso di riattivare, nell’autunno 2016, lo sfruttamento della più piccola sorgente Fiuggino, ricominciando ad imbottigliare acqua minerale nel suo stabilimento di Canistro, nel febbraio di quest’anno, e ad assumere personale, dopo essere stata costretta a licenziare 75 addetti dopo la revoca della concessione Sant’Antonio Sponga. Si è però innescato anche in questo caso un durissimo contenzioso con la Regione Abruzzo, oltre che con il Comune di Canistro. A metà settembre, la Guardia di Finanza su disposizione del gip del Tribunale di Avezzano, ha disposto il sequestro preventivo di un lotto di bottiglie per una presunta miscelazione di acqua delle due sorgenti, Fiuggino e Sant’Antonio Sponga, e di parte delle linee di produzione. Il Tribunale del Riesame dell’Aquila ha ordinato pochi giorni fa la riapertura delle linee di imbottigliamento, con l’annullamento del decreto di sequestro preventivo. L’inchiesta è nata dalla denuncia di un ex lavoratore della Santa Croce ma alimentata da numerose note e comunicazioni del sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo. Nell’atto di citazione, a cura degli avvocati Roberto Fasciani, del foro di Avezzano e Giulio Mastroianni, di quello di Roma, vengono riepilogate ora tutte le iniziative messe in campo dai tre dirigenti regionali chiamati in causa, che hanno preso forma in ben 16 comunicazioni, atti e diffide nell’arco di meno di due anni. Atti che per la Santa Croce, sono palesemente caratterizzati da un “atteggiamento persecutorio, diffamatorio e di ostacolo ad una libera iniziativa imprenditoriale” tanto da ritenere che “i funzionari abbiano agito per un fine e per interesse non previsto né tutelato dall’ordinamento: nelle loro condotte non è, infatti, ravvisabile il perseguimento di un interesse pubblico”.

“Tra le iniziative menzionate nell’atto di citazione, la richiesta di sospensione del decreto di riconoscimento delle caratteristiche dell’acqua minerale “Santa Croce-Fiuggino” da parte di Flacco. Riconoscimento arrivato poi con decreto ministeriale il 22 febbraio 2017. Inoltre, i ripetuti tentativi di revoca della concessione, per presunta insufficienza della portata d’acqua. La Santa Croce, si ricorda però nell’atto, ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale, che nel novembre 2017, gli ha dato ragione su tutti i fronti, considerando dunque infondate le contestazioni del Servizio risorse del territorio della Regione. Infine i ripetuti tentativi di mettere in dubbio il possesso da parte di Santa Croce, di tutte le autorizzazioni igienico sanitarie, contro i quali la società ha dimostrato che l’attività industriale si svolgesse da decenni senza alcuna contestazione sulla regolarità sanitaria da parte della Asl competente, e ribadendo la mancanza di competenza del Servizio nelle questioni sanitarie documentando, comunque, il titolo abilitativo e rinnovando la riserva di ricorso alle autorità giudiziarie”. “Nell’atto di citazione si ricorda anche, “per far comprendere l’intensità dell’acredine insita in qualsiasi atto e comportamento dei funzionari regionali”, che la dirigente Flacco è stata destinataria, nel marzo 2018, di un procedimento disciplinare e di un provvedimento di “obbligo di astensione” da parte del responsabile Anticorruzione della Regione Abruzzo, “per aver reso, sulla stampa e a danno della Santa Croce, delle dichiarazioni false, diffamatorie, infondate ed in violazione del segreto d’ufficio”. Nell’atto di citazione, i legali della Santa Croce sostengono che i tre dirigenti, “si sono resi responsabili di vari reati”. In primis del reato di falso ed, in ogni caso, del reato di calunnia, “posto che le predette comunicazioni hanno assunto il carattere di rapporto/denuncia indirizzata a vari Enti tra cui l’Autorità Giudiziaria”, a seguire del reato di diffamazione, “stante il carattere certamente lesivo dell’immagine e della reputazione commerciale della concessionaria, provocato dalla propalazione a terzi della (falsa) attestazione concernente la mancanza di autorizzazione sanitaria per lo svolgimento della sua attività di impresa”. Inoltre, proseguono i legali, i tre dirigenti si sono resi responsabili del reato di abuso d’ufficio in quanto “sono intervenuti in palese violazione della normativa sul riparto di competenze in materia sanitaria, travalicando le prerogative e competenze del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Abruzzo”. Si evidenzia anche che “l’uso distorto della funzione pubblica è determinato dalla mancanza di qualsivoglia collocazione procedimentale dell’intervento del Servizio Risorse del Territorio”. Da qui la richiesta di un congruo risarcimento danni così articolato: una somma non inferiore a 500 mila euro a carico di Iris Flacco e Giovanni Cantone, e 400 mila euro a carico di Giovanni Cantone e Domenico Longhi, in entrambi i casi da liquidarsi in via solidale tra loro”.

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Controlli del sabato sera: nella Marsica ritirate 12 patenti per guida sotto effetto di alcol o droga

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Avezzano – Nell’ambito dei servizi di controllo volti al contrasto  del fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica  o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, cosi detti “Stragi del sabato sera”, la Sottosezione Polizia Stradale di Avezzano (AQ), con la collaborazione del personale Medico Sanitario della Questura di L’Aquila, nella notte tra sabato 20 e domenica 21 ottobre, ha mpiegato un consistente numero di pattuglie nell’area  di Avezzano che hanno raggiunto un notevole risultato, con elevazione di 15 sanzioni al codice della strada.
In particolare, gli operatori e i  medici della Polizia di Stato, nel territorio marsicano, hanno individuato e denunciato all’Autorità Giudiziaria 12 persone sorprese alla guida in stato di ebbrezza alcolica di cui 3 ragazzi, contestualmente trovati  anche sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. Durante il servizio sono state ritirate 12 patenti di guida, decurtati 125 punti. L’attività della Sezione Polizia Stradale L’Aquila, proseguirà anche per  i prossimi weekend. Una particolare attenzione sarà rivolta agli automobilisti che non faranno uso della cintura di sicurezza, che ricordiamo, dovrà essere allacciata anche sui sedili posteriori, nonché alla repressione dell’uso del cellulare alla guida senza auricolare a altro dispositivo idoneo. Saranno intensificati i controlli finalizzati alla riduzione della velocità entro i limiti consentiti attraverso l’uso di strumentazione telelaser e autovelox.

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Disordini Avezzano-Cesena: identificati altri 26 tifosi, emessi daspo per 93 anni

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Avezzano – In relazione ai disordini del match “Avezzano-Cesena”, disputato lo scorso 16 settembre allo Stadio dei Marsi, il Commissariato di Avezzano in collaborazione con la Digos della Questura di Forli-Cesena e la Polizia Scientifica ha identificato altri 26 supporters delle due squadre (15 marsicani e 11 romagnoli, di età compresa fra 17 e 46 anni). Gli identificati si aggiungono ai 2 tifosi avezzanesi già tratti in arresto differitolo scorso 18 settembre. Dovranno rispondere, singolarmente o in concorso con altri, di uno o più reati che vanno dall’invasione di campo aggravata al lancio di sassi ed altri oggetti con pericolo per le persone, dalla violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale al danneggiamento di veicoli della Polizia, dal porto di oggetti atti ad offendere in occasione di una manifestazione sportiva al travisamento in luogo pubblico. Il Questore di L’Aquila ha emesso a carico sia degli arrestati (già sottoposti ad obbligo giornaliero di firma dall’Autorità Giudiziaria all’atto della convalida dell’arresto) che di tutti i denunciati, 28 daspo (provvedimenti di divieto di accesso nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, per una durata complessiva di 93 anni, così distinti: 7 della durata di anni 5, di cui 5 con obbligo di presentazione convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta del Pubblico Ministero, nei confronti di tifosi già in passato destinatari di daspo emessi dai Questori di L’Aquila, Forlì-Cesena e Teramo; 4 della durata di anni 4, di cui 3 con obbligo di presentazione convalidato dal G.I.P. su richiesta del P.M.; 8 della durata di anni 3; 9 della durata di anni 2. Inoltre, i destinatari del daspo con prescrizioni dovranno presentarsi una o più volte presso l’Ufficio di Polizia o la Stazione Carabinieri specificata nel provvedimento amministrativo, in occasione di ogni partita, comprese le amichevoli, che sarà disputata dalla squadra di calcio dell’Avezzano ovvero da quella del Cesena. in caso di violazione del daspo la legge prevede, oltre all’arresto in flagranza di reato, la reclusione da uno a tre anni e la multa da 10.000 a 40.000 €.

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Abusate, malmenate e lasciate senza cibo da padre e madre, fine di un incubo per due minori

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AvezzanoMaltrattamenti e violenza sessuale ai danni delle due figlie minori, nei guai è finita una coppia di origine marsicana. I due sono accusati dal sostituito procuratore di Avezzano, Lara Seccacini, di abusi sessuali su figlia e figliastra. Secondo l’accusa le due minori  venivano legate al divano, violentate e segregate in casa. Le ragazze venivano anche schiaffeggiate, prese a calci e malmenate con strumenti trovati in casa come cucchiai in legno, bastoni delle scope e mattarelli. Inoltre il padre e la madre omettevano di contribuire adeguatamente alla cura e all’igiene delle minori e le lasciavano senza mangiare. I due sono difesi dagli avvocati Mario Flammini e Andrea Tinarelli del foro di Avezzano mentre la parte civile è rappresentata dal legale dell’Aquila Francesca Bafile.

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Ondata di truffe telefoniche nelle Marsica, carabinieri: ecco come difendersi…

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Avezzano – Numerosi tentativi di truffe telefoniche sono stati segnalati nei giorni scorsi in diversi comuni dell’Abruzzo, Marsica compresa. In particolare i truffatori di turno avrebbero preso di mira due comuni marsicani. Delle segnalazioni si stanno occupando i carabinieri. Il modus operandi è sempre lo stesso, il malvivente telefona fingendosi un professionista o un esponente delle forze dell’ordine e attraverso una scusa qualunque cerca di estorcere denaro al malcapitato presentandosi a casa dello stesso per ritirare il malloppo.

A tal punto è utile ricordare a tutti i cittadini le preziose raccomandazioni contenute nel vademecum dei carabinieri:

Identikit del truffatore “Il truffatore si presenta in genere gentile ed elegante. Si dichiara funzionario di un ufficio pubblico, o addetto di società che eroga servizi (luce, acqua, gas), o come appartenente alle forze dell’ordine. Ricordatevi che di norma il controllo delle utenze viene preceduto da un avviso che indica il motivo, il giorno e l’ora della visita del tecnico, È bene comunque in occasione di controllo preannunciato farsi assistere da una persona di fiducia. Non aprite a estranei, non fateli entrare soprattutto in orari inusuali, Prima di aprire, guardate dallo spioncino. Se è uno sconosciuto, parlate con la porta chiusa. Se l’estraneo dichiara di lavorare per società di servizi (luce, gas, etc,) dite che il controllo non è preannunciato e che state richiedendo assistenza. Contattate pertanto una persona di fiducia. O meglio chiamate il 112. Non chiamate numeri forniti dagli interessati perché potrebbe rispondervi un complice. Tenete a disposizione, accanto al telefono. un’agenda con i numeri utili (Luce, Gas, etc.) per consultarli”.

Non date soldi agli sconosciuti Non date soldi a sconosciuti che si dichiarano funzionari di uffici vari. Gli enti non chiedono soldi in contanti. Bonifici e bollettini postali sono mezzo sicuro per pagare. Non date soldi a sconosciuti che dichiarano di dovere controllare se sono falsi. Diffidate di chi dice di conoscere vostri familiari chiedendo denaro per pagare merce o per onorare debiti. Spesso davanti a voi fingono anche di telefonare. Chiamate personalmente il parente o il 112. Non credete a fantomatici avvocati che telefonano e dichiarano che un vostro congiunto è stato arrestato o coinvolto in incidente, preannunciando l’arrivo di un loro rappresentante per riscuotere onorari o spese. Lettere, pacchi o altro, chiedete che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino di casa. Ove possibile fatevi passare la ricevuta attraverso la fessura sotto la porta o aprite usando la catenella. Se avete già aperto ad un estraneo e avete paura, invitatelo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta. Apritela e ripetete l’invito ad alta voce mostrandovi decisi nell’agire. Diffidate di acquisti molto convenienti e di guadagni facili: spesso si tratta di truffe o di merce rubata. Siate sospettosi di lotterie, gioielli o prodotti miracolosi. Non accettate mai assegni da estranei. Non firmate nulla se non vi è chiaro; chiedete consiglio a persone di fiducia. Avete dubbi? chiamate subito il 112″

Al sicuro nelle nostre case Vivere tranquilli in una casa, è il desiderio di tutti e ci sono alcuni semplici accorgimenti che possono renderla più sicura. I ladri agiscono ove ritengono vi siano meno rischi. Chiudete il portone. Al citofono, non aprite se non sapete chi è che ha suonato. Fatevi installare una porta blindata con spioncino. Se abitate in basso o in una casa indipendente, mettete le grate alle finestre. Se vivete in una casa isolata, adottate un cane. Illuminate l’ingresso e le zone buie. Installate dispositivi antifurto collegati con  il 112: il servizio è gratuito. Ogni volta che uscite di casa, ricordate di attivare l’allarme. Se dovete duplicare una chiave, provvedete personalmente o mediante persona di fiducia. Evitate di attaccare al portachiavi targhette con nome ed indirizzo. Sul citofono e sulla cassetta della posta indicate solo il cognome. L’assistenza reciproca tra i vicini di casa assume un ruolo fondamentale. Scambiatevi i numeri di telefono per poterli chiamare se necessario. Non dite dei vostri movimenti o di eventuali periodi di assenza prolungata. Avvisate solo persone di fiducia e chiedete loro di fare controlli periodici e di ritirare la corrispondenza. Nei casi di breve assenza, o se siete soli in casa, lasciate accesa una luce o la radio in modo da mostrare che la casa è abitata. Non lasciate mai la chiave sotto lo zerbino o in posti intuibili e vicini all’ingresso. Siate consapevoli che i ladri di solito frugano tra vestiti, armadi, quadri, vasi, cassetti, tappeti, letti, Fotografate gli oggetti dì valore. Conservate con cura le fotocopie dei documenti importanti e custoditele in luogo separato dagli originali. Se vi accorgete che la serratura è stata manomessa o che la porta è socchiusa, non entrate in casa e chiamate il 112. Non toccate nulla, per non inquinare le prove”. In ogni caso possiamo aiutarvi chiamateci 112.

 

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Fuoco acceso in pieno centro storico, il sindaco di Sante Marie: non ci sono parole per commentare

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Sante Marie – Un fuoco è stato acceso da ignoti in una piazzetta nel centro storico di Sante Marie. La foto denuncia arriva proprio da primo cittadino, Lorenzo Berardinetti, che esprime tutta la propria indignazione per l’accaduto affermando: “Vi sembra normale accendere un fuoco in una piazzetta nel centro storico di Sante Marie ? Non ci sono parole per commentare”. Il fuoco, probabilmente acceso nella notte, ha lasciato una macchia evidente sia sul pavimento in pietra, che caratterizza il centro storico del piccolo comune marsicano, sia sulla pietra di un muretto. Sul posto sono stati lasciati anche pietre e tizzoni.

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Mercato: qualche banco a nord, in centro monta la protesta. Cronaca di un sabato avezzanese [VIDEO e FOTO]

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Avezzano – Qualche banco che apre a nord, mentre in centro monta la protesta. E’ la cronaca di un sabato avezzanese di fine ottobre. La città è ancora alle prese, per il quarto sabato consecutivo, con la protesta legata allo spostamento a nord del tradizionale mercato del sabato di piazza Torlonia voluto dall’amministrazione De Angelis.

A nord la sperimentazione
Qualche ambulante, si parla al massimo di una decina di banchi, hanno provato la sperimentazione a nord nella zona della campana della pace, a grande richiesta del sindaco, del vicesindaco e degli assessori Casciere e Silvagni. Malcontento tra i pochi che questa mattina hanno tentato di aprire nella nuova zona che parlano di sperimentazione fallita.

In centro monta la protesta
Ma mentre a nord c’è un mercato spettrale, in centro continua la mobilitazione, la protesta e lo sciopero della maggior parte degli ambulanti che, armati di megafoni e slogan, stanno attraversando le vie del centro, compresa la centralissima via Corradini, per rivendicare la posizione centrale del mercato nella zona di piazza Torlonia al grido “lavoro… lavoro”. Il testa al corteo un camion tappezzato di slogan con al seguito i manifestanti che imbracciano bandiere.

La proposta degli ambulanti al sindaco
Intanto lunedì mattina verrà ufficialmente presentata al comune di Avezzano la proposta redatta dagli ambulanti con l’ausilio di alcuni esperti. Il mercato che gli ambulanti proporranno al sindaco De Angelis e alla sua amministrazione si svolgerà in via Mazzini e via AnnaMaria Torlonia nell’osservanza delle misure di sicurezza: i banchi saranno disposti su unico lato delle strade con le traverse che le intersecano lasciate libere per il transito di eventuali mezzi di soccorso. fdm

 

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