Connect with us

Cronaca e Giudiziaria

Coldiretti: contro cinghiali pericolosi e “ladri” di cibo una filiera della carne

Pubblicato

on

“Dopo anni di confronti, convegni, seminari e tavole rotonde è arrivato il momento di agire. Basta chiacchiere. Ognuno, per la propria competenza e responsabilità, deve compiere il proprio dovere per non perdere i propri diritti”. E’ l’imperativo categorico di Coldiretti Abruzzo su un problema di cui si è parlato fino alla nausea: il proliferare di fauna selvatica e in particolare dei cinghiali, che arrecano problemi enormi sia all’economia agricola – con danni accertati per un milione e mezzo di euro l’anno solo relativamente ai territori fuori dalle aree protette – sia alla sicurezza pubblica, con incidenti stradali ormai all’ordine del giorno, ai quali si aggiungono gli “assalti” tra mura domestiche e confini aziendali di bestie inferocite e pericolose. Cinghiali ladri di cibo, quindi, Ma non solo. Cinghiali, bestie pericolose per l’incolumità del semplice cittadino. Che, in Abruzzo, mai come oggi deve fare i conti con una emergenza su cui, però, nessuno è ancora disposto a prendere le proprie responsabilità.

Da qui, dopo anni di proposte, manifestazioni e sit in cui sono stati coinvolti gli enti pubblici competenti, Coldiretti Abruzzo torna nuovamente all’attacco. Con una ulteriore proposta rivolta all’assessorato regionale all’Agricoltura a cui si chiede un intervento determinato e coraggioso. Che si riassume in un maggiore coinvolgimento del mondo agricolo nelle attività di controllo e gestione della fauna selvatica.

Una ricetta che chiama in causa anche la legislazione nazionale, con le principali seguenti indicazioni:

– Prevedere una quota massima del 5% (e non del 30%, come adesso) del territorio agro-silvo-pastorale da destinare alle aree di ripopolamento e cattura in mancanza di parchi e del 20-30% in presenza di aree protette;

– Prevedere indennità per i proprietari o conduttori dei terreni inclusi nel piano faunistico venatorio regionale ai fini della gestione programmata della caccia (art.15 della 157/92);

– Ampliare i periodi e le giornate di caccia relativamente ad alcune specie (in primis il cinghiale) in presenza di uno squilibrio tra fauna e flora;

– garantire una gestione dei Parchi che valorizzi l’attività agricola prevedendo all’interno dei Cda almeno due rappresentanti del settore primario, attualmente non rappresentato nonostante contribuisca in modo significativo alla tutela degli habitat naturali e del territorio

A livello regionale, invece, si chiede di:

– revocare la delega attribuita alle Province per riportarla alla Regione istituendo un unico ufficio centrale ben strutturato e organizzato in termini di personale e mezzi;

– prevedere il risarcimento del 100% dei danni arrecati da tutta la fauna selvatica (e non come ora del 24% relativamente solo ai cinghiali);

– Istituire l’osservatorio faunistico regionale attraverso l’approvazione del regolamento già condiviso da associazioni venatorie e agricole;

– Eliminare le zone di ripopolamento e cattura in quanto l’Abruzzo, a differenza delle altre regioni, già si caratterizza sproporzionatamente per l’elevata percentuale delle aree protette (parchi, riserve, sic, ecc). La legge nazionale prevede infatti che non si possa superare il 30% di territorio protetto finalizzandolo alla tutela della fauna: per cui, essendo in Abruzzo la superficie a Parco del 33%, tutto ciò che è in eccesso è nei fatti illegale;

– Prevedere un solo piano faunistico venatorio regionale (e non quattro) e la riduzione del numero degli ATC (da 11 a 5) con l’individuazione delle aree vocate e non vocate alla fauna selvatica.

– Maggiore coinvolgimento del mondo agricolo nelle attività di controllo e gestione della fauna selvatica come, per esempio, la realizzazione di colture a perdere nelle aree interne, con relativo risarcimento, per scoraggiare la discesa della fauna selvatica nelle aree agricole coltivate

– Creazione di una filiera della carne di cinghiale per trasformare il problema in una grande opportunità.

“Gli enti pubblici competenti in materia (Regione, Province, ATC, Parchi, Riserve), nonostante le promesse fatte e gli impegni assunti finora, continuano tranquillamente a sottovalutare il fenomeno e a sfornare periodicamente soluzioni che non producono effetti risolutivi come ampiamente dimostrato dal grande disequilibrio riscontrabile sul territorio tra la fauna e la flora selvatica – evidenzia il direttore di Coldiretti Abruzzo – Non abbiamo bisogno solo di recinzioni ma di interventi mirati e definitivi. Lo stato dei fatti dimostra che in Abruzzo, rispetto alle altre Regioni come la Toscana, L’Emilia Romagna e il Veneto, mancano gli “strumenti” adeguati e soprattutto la “volontà” e il coraggio di arginare la presenza eccessiva e in progressivo aumento di determinate specie di animali selvatici. Una soluzione definitiva del problema – conclude Bertinelli – consentirebbe di utilizzare gli attuali fondi destinati al risarcimento dei danni per il miglioramento degli habitat naturali a vantaggio di tutta la comunità”.

Per info: ufficio stampa coldiretti abruzzo 085444941 – 3356863866

Continua a leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca e Giudiziaria

Espulso marocchino socialmente pericoloso. Numerosi i procedimenti penali aperti a suo carico in pochi anni

Pubblicato

on

Avezzano – Un cittadino extracomunitario è stato espulso per motivi di “pericolosità sociale”. Si tratta di un cittadino marocchino di 26 anni (iniziali E.M.T.), domiciliato ad Avezzano, irregolare sul territorio dello Stato e con numerosi precedenti di polizia. Il provvedimento, emesso dal Prefetto dell’Aquila, scaturisce da un’attività investigativa dei Carabinieri dell’Aliquota di Contrasto della Criminalità Terroristica del Comando Provinciale di L’Aquila.

I militari, che hanno eseguito il provvedimento nella mattina del 25 settembre, hanno posto l’attenzione sul 26enne dallo scorso mese di maggio, quando sono emersi presunti collegamenti con organizzazioni di matrice terroristica. Gli immediati accertamenti hanno escluso che il cittadino extracomunitario fosse effettivamente coinvolto in attività riconducibili al terrorismo. Tuttavia, le indagini sul suo conto hanno evidenziato numerosi elementi di pericolosità sociale.

Il citato cittadino marocchino ha fatto ingresso clandestinamente nel territorio nazionale probabilmente nel 2015 e ha subito dimostrato una spiccata indole criminale. In pochi anni a suo carico sono stati aperti numerosi procedimenti penali per reati commessi nella provincia di Siracusa e nella Marsica, in particolare in materia di stupefacenti, ma anche per furto e resistenza a pubblico ufficiale.

A gennaio di quest’anno, ad Avezzano, lo straniero è stato arrestato dopo che, per sottrarsi a un controllo nell’ambito dell’operazione “periferie sicure”, ha speronato una pattuglia dei Carabinieri ad alta velocità, facendo poi ulteriore resistenza ai militari, rimasti feriti. Nella circostanza, lo stesso giudice per le indagini preliminari di Avezzano, convalidando l’arresto, ha descritto il soggetto come “clandestino nel territorio italiano, senza fissa dimora, vicino a soggetti orbitanti in contesti delinquenziali” e ha evidenziato la sua “mancanza di remore a mettere in pericolo l’incolumità degli agenti operanti e degli utenti della strada, nonché la personalità caratterizzata da una particolare scaltrezza e una significativa aggressività nei confronti delle Forze dell’Ordine”.

L’attività investigativa – sviluppata dall’Aliquota di Contrasto della Criminalità Terroristica con l’ausilio di attività tecniche – è stata focalizzata anche sull’elevato tenore di vita dello straniero, non rapportato alle fonti di reddito. Pur non avendo mai svolto lavori in Italia, abitava in un appartamento del centro di Avezzano e aveva la disponibilità di due autovetture di grossa cilindrata (un’Audi A3 e una BMW serie 1), nonché di ingenti somme di denaro in contanti rinvenute nel corso della perquisizione domiciliare.

I carabinieri dell’Aquila, che hanno operato congiuntamente ai militari della Compagni di Avezzano, hanno anche chiesto l’intervento di personale tecnico della A.S.L. di Avezzano – Ufficio di Igiene Pubblica, a causa delle disastrose condizioni igienico-sanitarie in cui versavano gli ambienti di dimora.

Il Prefetto dell’Aquila, alla luce degli elementi investigativi forniti, ha ritenuto il soggetto persona socialmente pericolosa e ha emesso il provvedimento di espulsione con allontanamento immediato dal territorio nazionale, eseguito dai militari nella mattinata del 25 settembre. Nella stessa giornata, al termine delle operazioni di fotosegnalamento, il marocchino è stato accompagnato presso il C.P.R. (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) di Torino, in attesa del definitivo trasferimento in Marocco.

Continua a leggere

Cronaca e Giudiziaria

Droga nella Marsica: arrestati gli spacciatori della stazione di Avezzano, fingevano di lavorare nel Fucino

Pubblicato

on

Avezzano – 7 ordinanze di misura cautelare agli arresti domiciliari, nei confronti di 6 cittadini di nazionalità marocchina ed 1 cittadino di nazionalità macedone, ed 1 misura cautelare dell’obbligo di dimora nei confronti di un cittadino di nazionalità marocchina, responsabili dei reati di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente all’Aquila e nella Marsica. I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le Indagini preliminari, Mario Cervellino, su richiesta del Sostituto Procuratore, Fabio Picuti, al termine di una laboriosa attività di indagine.

I dettagli dell’operazione. Intercettazioni telefoniche, ambientali ed appostamenti sono stati avviati circa due anni fa a seguito del fermo di un consumatore locale, che aveva appena acquistato cocaina da uno degli arrestati. Le indagini hanno consentito di smantellare un sodalizio criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish, che avveniva principalmente nel centro storico di L’Aquila e ad Avezzano, nei pressi della stazione ferroviaria e finti braccianti del Fucino. L’intera attività ha consentito di sequestrare circa un chilo di hashish e circa 50 grammi di cocaina. L’operazione, eseguita dalla Squadra Mobile dell’Aquila – sezione antidroga, è avvenuta all’alba di oggi.

Continua a leggere

Cronaca e Giudiziaria

Domiciliari per lo scippatore di piazza mercato, convalidato l’arresto per il 50enne

Pubblicato

on

Avezzano. Convalida dell’arresto per lo scippatore di piazza mercato. L’uomo, ieri mattina, si era reso responsabile di un furto con strappo ai danni di una donna di Avezzano intenta a pagare un ambulante, ed era stato subito rintracciato dai carabinieri della locale stazione. [Leggi qui] S.G., 49 anni di Avezzano e con precedenti penali, è stato posto agli arresti domiciliari in attesa di processo fissato per il 21 dicembre prossimo.

Continua a leggere

Cronaca e Giudiziaria

Piazze dello spaccio ad Avezzano: sgominata rete gestita da stranieri, 8 arresti

Pubblicato

on

Avezzano – Dall’alba di questa mattina è in corso un’operazione di polizia della Squadra Mobile di L’Aquila finalizzata a disarticolare un gruppo criminale straniero, composto da 7 cittadini marocchini ed uno macedone, dedito alla vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti attraverso l’organizzazione di “piazze di spaccio” nel capoluogo ed Avezzano. I provvedimenti restrittivi a carico degli 8 indagati sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di L’Aquila su richiesta della Procura della Repubblica.

Il gip Cervellino ha emesso due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, si tratta di E.Y. 32 anni e B.R. 23 anni difesi dal legale Mauro Ceci.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 presso la sala riunioni della Questura di L’Aquila.

Continua a leggere

Cronaca e Giudiziaria

Donna scippata a piazza mercato, arrestato un 50enne avezzanese con precedenti penali

Pubblicato

on

AvezzanoS.G., classe 1969 di Avezzano, è stato arrestato questa mattina dai carabinieri della locale stazione supportati dai colleghi dell’Aquila diretti dal Capitano Pietro Fiano. Il cinquant’enne, con precedenti penali, è accusato di furto con strappo, ai danni di una donna. L’episodio si è consumato questa mattina intorno 7 in piazza mercato. Approfittando di un momento di distrazione di una 53enne avezzanese, intenta a pagare un ambulante, l’uomo le ha strappato dalle mani il borsellino contenente denaro, documenti e tessere bancomat.

Prontamente intervenuti, i militari hanno raccolto le testimonianze della vittima e di altri testimoni. Lo scippatore è stato
rintracciato in una strada limitrofa mentre tentava di allontanarsi camuffandosi fra le persone presenti al mercato. La refurtiva, parzialmente recuperata, è stata restituita alla vittima. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Continua a leggere

Cronaca e Giudiziaria

Incendio divampa a Pescina: fiamme alimentate dal forte vento, intervengono i vigili del fuoco

Pubblicato

on

Pescina – Un incendio si è sviluppato ieri, nel tardo pomeriggio, a Pescina in una zona compresa tra l’ospedale e la chiesa dove sono presenti costruzioni rurali, ricovero di animali domestici. Il luogo già in passato è stato teatro di altri incendi. In particolare il rogo si è generato dalla folta vegetazione e a prendere fuoco sarebbero state alcune piante di ginestre. Le fiamme, alimentate dal forte vento che ieri spirava nella Marsica, hanno reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco di Avezzano giunti sul posto con tre squadre per domare le fiamme. L’incendio, fortunatamente, è stato spento in serata senza gravi conseguenze.

Continua a leggere

Cronaca e Giudiziaria

Cervo ucciso nella Valle Roveto: denunciato un cacciatore di Capistrello, indaga la procura

Pubblicato

on

Capistrello – Ci sarebbe una denuncia per l’episodio di caccia di frodo consumatosi nella Marsica nel fine settimana appena trascorso. Si tratta di un cacciatore di Capistrello accusato dell’uccisione di un esemplare di cervo, ma nella vicenda potrebbero essere coinvolte anche altre persone. L’accusa per l’uomo è quella di aver cacciato una specie protetta. Il cervo, infatti, rientra tra gli animali su cui vige divieto di caccia in tutto il territorio della Regione Abruzzo. Il cacciatore sarebbe strato colto sul fatto dai carabinieri forestali della stazione di Canistro proprio mentre scuoiava l’animale. Sul posto sono prontamente intervenuti anche i sanitari della Asl di Avezzano i quali hanno riscontrato fori compatibili con colpi d’arma da fuoco, presumibilmente una carabina, sul corpo del cervo che ne avrebbero causato il decesso. L’episodio di bracconaggio sarebbe avvenuto sabato mattina nel territorio montano della Valle Roveto al confine tra i comuni di Capistrello e Canistro. Indagini sono in corso da parte della Procura di Avezzano per fare ulteriore chiarezza sulla vicenda. Federica Di Marzio

Continua a leggere

In Evidenza

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com