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Sanità

Chiusura ospedale Tagliacozzo, l’opposizione accusa il Pd e chiede mobilitazione unitaria

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Tagliacozzo – “Dopo la polemica innescata dal deputato abruzzese del PD Camillo D’Alessandro intervengono – i consiglieri comunali di opposizione, Vincenzo MonteliscianiRomana RubeoMaurizio Di Marco TestaAngelo Poggiogalle – che da due anni segnalano i rischi per l’Ospedale Umberto I contenuti nel decreto Lorenzin e nella programmazione sanitaria della Giunta D’Alfonso. D’Alessandro accusa il nuovo Governo nazionale di non aver accettato la deroga per i piccoli ospedali abruzzesi per i quali è prevista la dismissione dei Punti di Primo Intervento – dichiarano i consiglieri – Siamo felici che oggi – che è all’opposizione in Parlamento e che si avvicina la campagna elettorale per le regionali- anche il Partito Democratico si renda conto di ciò che i suoi ministri e i suoi assessori alla sanità hanno scritto negli atti che riguardano la programmazione sanitaria dell’Abruzzo. Noi – continuano i quattro – denunciammo la prevista dismissione del PPI di Tagliacozzo nell’agosto del 2016 e, per due anni, siamo stati insultati dal sindaco Vincenzo Giovagnorio (che guida una Giunta targata PD) e dall’assessore regionale Silvio Paolucci (PD). Carte alla mano, chiedevamo che si prendesse atto ci ciò che i governi del PD avevano scritto nei loro atti programmatori e chiedevamo di cambiarli; loro intanto negavano la realtà di ciò che era scritto nero su bianco e ci accusavano di fare allarmismo. A questo punto, visto che con due anni di ritardo si accorge anche lui del problema, chiediamo all’onorevole D’Alessandro: perché l’assessore Paolucci, nel marzo 2017, invitato al Comune di Tagliacozzo dal sindaco che lo applaudiva in prima fila, metteva in scena il suo teatrino volto a negare la verità dei fatti? E – concludono i consiglieri di opposizione – chiediamo al sindaco Giovagnorio: perché, invece di schierarsi da subito a difesa del territorio, ha prima impedito la discussione su questi temi e ha poi coperto per due anni, con false rassicurazioni, le bugie dei suoi referenti politici? E perché ancora oggi continua a tacere sui rischi che corre il nostro ospedale? A causa di tutto ciò, per anni il problema è stato colpevolmente tenuto sotto silenzio. Noi da soli abbiamo continuato a denunciare i rischi, a tenere alta l’attenzione dei cittadini, a chiedere impegni precisi e ad auspicare una mobilitazione unitaria a difesa del diritto alla salute. E oggi torniamo a chiederlo. Ma chiediamo anche un passo indietro, con le doverose scuse, da parte di chi ha mentito ai cittadini di Tagliacozzo e ha messo gli interessi politici di parte al di sopra dell’interesse generale del territorio e del malato.”

 

Abruzzo

(VIDEO) Forza Italia: “Ministero boccia sanità abruzzese”

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https://www.youtube.com/watch?v=znhZUHSeCng&feature=youtu.be

PESCARA – “Il verbale del Tavolo di Monitoraggio redatto sia dal Ministero dell’Economia sia da quello della Salute, tenuto secretato fino ad oggi dal 15 novembre scorso, rivela le tante ombre presenti sia sulla Rete Ospedaliera sia nella Rete Emerga – Urgenza che dovranno necessariamente essere riscritte e riprogrammate in base alle vere esigenze della sanità abruzzese”. Queste le dichiarazioni rilasciate durante una conferenza stampa dai consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo, Lorenzo Sospiri e Umberto D’Annuntiis che hanno invitato “i Direttori delle Aziende Sanitarie a non produrre atti e assumere ulteriori decisioni visto che il Verbale è perentorio nel ribadire come vada immediatamente riesaminata tutta le rete sanitaria delle Regione Abruzzo. Siamo di fronte ad una secca bocciatura da parte del Ministero e oggi e i Direttori devono adeguarsi immediatamente alle richieste pervenute da Roma senza rendere ancora più difficile il percorso e, soprattutto, senza causare ulteriori danni erariali e gestionali alle rispettive Aziende Sanitarie”.
“Siamo di fronte ad un azione di sciacallaggio da parte dell’ex governo di centrosinistra che ha tenuto volutamente nascosto questo documento e ci viene trasmesso solo il 13 febbraio all’indomani delle elezioni regionali, dopo le mie ben quattro richieste scritte. Dal Tavolo viene fuori una realtà sanitaria lontana anni luce da quella rappresentata dall’ex assessore Paolucci che ha palesemente nascosto alcuni dati rilevanti e spudoratamente mentito su altri punti”. “Quindi – sottolineano Febbo, Sospiri e D’Annuntiis – invitiamo i Direttori a non assumere nessun altro atto che possa ulteriormente compromettere la Rete sanitaria regionale e soprattutto far lievitare costi di eventuali ed inutili contenziosi.

“Infatti, nel Verbale – commenta Febbo – si legge (pag. 28) come nella riunione di luglio era stata chiesta una nuova programmazione della rete ospedaliera da sottoporre al Tavolo del DM 70/2015 per la PREVISTA VALUTAZIONE di coerenza con i criteri stabiliti dallo stesso decreto. Il Tavolo è rimasto in attesa di questo nuovo documento che doveva recepire tutte le indicazioni scaturite dai contenuti del DM 70, da sottoporre poi a valutazione preventiva entro e non oltre il 15 gennaio (data in cui non è pervenuto il suddetto documento ma solo una richiesta di proroga). Inoltre, tutte le DGR e le Note trasmesse (es. Emodinamica Ospedale Vasto, 2 posti letto di Terapia Subintensiva presso la UOC di Pediatria di Pescara, 1 postazione di 118 a Caramanico Terme) sono state fatte oggetto solo di una “presa d’atto” che non equivale a una autorizzazione. Non solo, a pagina 29 del Verbale, si legge come il Tavolo abbia richiesto che tutti gli Atti Aziendali debbano essere coerenti con il nuovo documento di programmazione regionale che doveva essere trasmesso entro e non oltre il 15 gennaio (quindi gli Atti Aziendali non sono stati validati ) mentre tutte le Asl hanno continuato ad attribuire incarichi dirigenziali. Adesso verificheremo se ci sono delle responsabilità anche contabili ed erariali. Come le Note trasmesse dalla Regione per il Punto Nascita dell’Ospedale di Sulmona non sono state ritenute soddisfacenti tanto che il Tavolo è in attesa della comunicazione dell’avvenuta chiusura!!! Come per la richiesta di istituzione di Ospedale Area Disagiata ad Atessa non corredata da elementi e documenti giustificativi e non in linea con la programmazione. Nulla invece neanche per l’ospedale di Guardiagrele nonostante i proclami di Paolucci e Muraglia. (Per gli altri punti critici vedasi allegato). “Quelle evidenziate – prosegue Febbo – sono solo alcune delle tantissime lacune che emergono in modo evidente. Entrando approfonditamente nell’esame, i Tecnici ministeriali sottolineano inoltre come la Regione non abbia assicurato l’equilibrio economico sull’anno 2017 come aveva già affermato nella riunione di luglio 2018. I conti non tornano poiché abbiamo i bilanci delle Asl che si apprestano a chiudere con un deficit di circa 43 milioni di euro che possono arrivare intorno ai 100 milioni di euro visto che, nei bilanci stessi, sono stati caricati i recuperi della curatela fallimentare dell’ex Villa pini. Somme che non verranno mai recuperate per intero. se non in percentuali minime. Oggi invece abbiamo una situazione totalmente diversa da quella racconta da Paolucci come invece il Tavolo di Monitoraggio sottolinea e mette ben in evidenza dai tecnici del Ministero, ossia una sanità abruzzese in forte decrescita e senza una seria programmazione della Rete Ospedaliera e della Rete Emergenza-Urgenza. D’altronde basta farsi un giro in un nosocomio qualsiasi della nostra Regione, o entrare in un Pronto Soccorso, per comprendere lo stato della nostra sanità. Nostro compito e impegno – concludono i consiglieri regionali di Forza Italia – di chiedere apposite deroghe su tutto e mettersi subito al lavoro per ricostruire una sanità credibile, seria e corrispondente alle reali esigenze degli abruzzesi e delle strutture sanitarie della nostra Regione nonché riportare i bilanci in equilibrio

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Elezioni regionali Abruzzo

SANITÀ, PAOLUCCI REPLICA FORZA ITALIA

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Pescara, 18 febbraio – Il consigliere regionale ed assessore alla Sanità uscente, Silvio Paolucci interviene per replicare alle dichiarazioni dei rappresentanti di Forza Italia in tema di tavolo di monitoraggio. “A conferma del buon lavoro svolto – spiega Paolucci – la Regione Abruzzo ha avuto la premialità di 70 milioni di euro come risulta dal verbale stesso e ha raggiunto il punteggio Lea di 202, risultando essere inserita tra le 8 regioni che hanno raggiunto quota 200. Se fossimo stati bocciati non ci avrebbero certamente inserito tra le regioni migliori”. “Il Decreto commissariale n.79, avente per oggetto la rete ospedaliera – prosegue Paolucci – è stato approvato dai Ministeri e conseguentemente gli atti aziendali sono assolutamente legittimi. Le integrazioni hanno riguardato solo Popoli e Atessa e che, nell’economia della rete, hanno prodotto variazioni minime. Spetta al nuovo governo regionale concludere l’iter per le definitive approvazioni riguardanti Popoli e Atessa. Suggerisco al nuovo governo regionale – aggiunge ancora Paolucci – un confronto con i Ministri e in particolare con Salvini circa la rete ospedaliera in relazione alle richieste di ulteriori razionalizzazioni e per chiedere di mantenere gli impegni presi in campagna elettorale”. “Sui conti, gli unici soldi certi che devono essere restituiti sono i 49 milioni della Lega. Voglio precisare che nella sanità abruzzese non c’è nessun disavanzo e per questo invito a leggere tutti i verbali dell’ultimo quinquennio. Per fare chiarezza sugli aspetti economico – contabili – spiega il consigliere del Pd – è bene sottolineare che, al quarto trimestre, il risultato complessivo del sistema sanitario abruzzese fa segnare un utile di +0,4 milioni. Facilmente desumibile dai prospetti ministeriali, nel 2017, la gestione complessiva ha chiuso a -13 milioni. Ricordo che il Piano di riqualificazione 2016-2018, approvato dal Consiglio dei Ministri, prevedeva per il 2017 una perdita di -23 milioni, ed è evidente che siamo dentro le previsioni, mentre per il 2018 un utile di +2 milioni e anche in questo caso siamo in linea con quanto stabilito”. “La perdita del 2017 – sottolinea il consigliere – fa riferimento alle scritture extra contabili ovvero a rischi e relativi accantonamenti relativi al periodo 2007-2013 e proprio per questo Febbo e Sospiri dovrebbero esserne a conoscenza. Inoltre, tali scritture e fondi sono state coperte”. Sulla rete emergenze urgenze Paolucci ritiene che vada “assolutamente salvaguardata” e che, “con il governo regionale uscente, si sia proceduto a implementare le postazioni 118 soprattutto nelle aree interne”. “In tema di piccoli ospedali – conclude Paolucci – voglio ricordare che la riconversione dei presidi di Casoli, Guardiagrele, Tagliacozzo e Pescina, è stata definita dalla Legge dello Stato, art. 17 Legge 111/2011, votata dal governo di centrodestra e quindi sia per questo tema sia per i punti nascita i colleghi di Forza Italia potranno rivolgersi ai vice ministri Salvini e Di Maio”.

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Abruzzo

L’AQUILA:CONFERENZA STAMPA IN OSPEDALE SULL’AVVIO DELL’ATTIVITA’ DEL ROBOT CHIRURGICO NEI TRAPIANTI DI RENE

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L’AQUILA . Avvio dell’attività del robot chirurgico ‘da Vinci’ nei trapianti di rene: è l’oggetto della conferenza stampa che si terrà mercoledì prossimo, 20 febbraio, alle ore 12.30, all’ospedale di L’Aquila, nella sala ‘Dal Brollo’. Saranno presenti il Manager della Asl, Rinaldo Tordera, il sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi, la rettrice dell’università Paola Inverardi, il prof. Francesco Pisani e il dr. Luigi Di Clemente.

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Abruzzo

RESPONSABILITA’ TRASVERSALI SUL PUNTO NASCITA DI SULMONA CHIEDIAMO SOLUZIONI DEFENITIVE PER IL MANTENIMENTO DEL SERVIZIO

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La CGIL e la FP CGIL, ancora una volta, sono costrette a tornare sull’argomento “punto nascita” dell’ospedale di Sulmona, ribadendo una netta contrarietà ad una sua possibile chiusura.

Sono anni ormai che invece di intervenire sulle motivazioni che hanno generato nel tempo una contrazione del numero di parti, il tema viene utilizzato per perenni propagande elettorali di basso spessore politico finalizzate, a seconda dei casi, o per rivendicazioni di ipotetici meriti personali o per la ricerca di responsabilità politica di chi, nell’alternanza delle sindacature cittadine e dei governi regionali, si trova a dover gestire (o meglio non gestire) la grave ed annosa problematica che costringe il territorio del Centro Abruzzo – ed i suoi cittadini – ad una instancabile lotta a tutela del servizio pubblico sanitario di prossimità.

Le scriventi ritengono inaccettabile la paventata e sciagurata chiusura del Punto nascita di Sulmona deliberata da parte del Comitato Percorso Nascite del Ministero della Salute, oggi notificata alla Regione Abruzzo, in quanto la stessa si configura come un vero e proprio attacco non solo al territorio di Sulmona e della valle Peligna ma a tutte le aree interne dell’Abruzzo.

Le motivazioni addotte risultano essere assolutamente parziali ed evidenziano una completa ignoranza rispetto alla configurazione orografica del territorio e del reale bacino di utenza di riferimento, considerando, tra l’altro, la condizione di crisi economica che persevera nei nostri territori.

La storia di questo travaglio (mai termine è risultato più appropriato), è bene ricordarlo, nasce dal Governo Regionale della Giunta Chiodi, l’allora Sindaco di Sulmona era Fabio Federico ed il Direttore Generale della ASL Giancarlo Silveri. Già in quegli anni il territorio in maniera compatta si oppose alla chiusura del presidio sanitario Peligno in ogni modo, basti ricordare la manifestazione del 19 marzo 2011 che vide la partecipazione di migliaia di persone.

La minaccia di chiusura del punto nascita è rimasta sempre lì come una spada di Damocle sulle nostre teste.

Infatti, durante il governo D’Alfonso, con le sindacature Ranalli e Casini, le cose non sono migliorate tant’è che le scriventi Organizzazioni Sindacali, unitamente ad altre, hanno portato avanti innumerevoli iniziative, che vanno dal presidio permanente davanti l’ospedale alla raccolta di oltre 8000 firme in poco più di un mese, passando per le manifestazioni davanti l’Ospedale ed al Consiglio Regionale, solo per ricordarne alcune.

In queste ultime settimane, che hanno anticipato le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale, abbiamo assistito a continue passerelle di candidati e loro sostenitori, vice ministri e parlamentari, tutti – nelle intenzioni dichiarate – pronti a tutelare i presidi pubblici del territorio a partire dal punto nascita.

Oggi, ad elezioni ultimate, ci piacerebbe vedere quegli intenti tradotti immediatamente in atti amministrativi finalizzati, una volta per sempre, a chiudere positivamente la vertenza che, a detta di qualcuno durante la campagna elettorale, era già stata risolta.

La CGIL e la FP CGIL continuano oggi a denunciare e a lottare affinché non debbano essere le future mamme a recarsi in centri lontani dalle proprie abitazioni ma che sia il Servizio Sanitario ad avvicinarsi a chi ne ha bisogno essendo il diritto alla salute inalienabile e di prossimità.

Il pensiero va infatti al lieto evento dell’altra notte, che ha visto un bambino venire alla luce in poco più di 20 minuti nell’ambulatorio dell’Ospedale di Sulmona a dimostrazione della necessità del mantenimento del presidio Sanitario e delle capacità, professionalità e della massima disponibilità degli operatori del Nosocomio Peligno.

Riteniamo da sempre la vertenza sul punto nascita di Sulmona prima di tutto una questione di civiltà, perché sguarnire un territorio così vasto di un presidio fondamentale sarebbe una scelta scellerata.

Questo dovrebbe essere l’impegno della Politica e non le diatribe a cui abbiamo assistito in questi anni che hanno portato ad una lenta e costante agonia.

A ciò si aggiungano i mancati investimenti in termini di personale e tecnologie dovute alle scelte gestionali della ASL prima con Slveri e poi con Tordera, quest’ultimo, va ricordato, addirittura ha proposto la chiusura del Punto Nascita per far fronte alle carenze di personale ed al rientro dallo sforamento del costo del Personale stesso.

Riteniamo strategica e fondamentale la permanenza del Punto Nascita nel territorio della Valle Peligna anche in considerazione della nuova struttura Ospedaliera completamente antisismica (la prima ed unica nella Regione Abruzzo).

Le scriventi si oppongono a scelte che rischiano di mettere in ginocchio un intero territorio e sono sin da ora pronte alla mobilitazione.

L’atto di chiusura del Punto nascita di Sulmona, oltre ad evidenziare una grave disattenzione da parte della burocrazia ministeriale rispetto alle problematiche delle aree interne, rappresenta l’ennesimo danno per il territorio e va in direzione contraria rispetto alle dichiarazioni della Politica sulle soluzioni da apportare a difesa delle suddette aree.

L’atteggiamento riscontrato da parte del Ministero, non tiene conto della funzionalità e della necessità dei servizi di prossimità e si scontra con le effettive esigenze delle popolazioni che con sacrificio e difficoltà continuano a vivere nel territorio.

Se questa continua ad essere l’azione politica verso questi territori, la conseguenza inesorabile è quella dello spopolamento.

Le Istituzioni e la Politica devono tornare a svolgere il loro ruolo a difesa del territorio, dei cittadini, degli operatori e dei servizi sanitari poiché hanno l’obbligo costituzionale di dover assicurare il diritto alla salute ad ogni cittadino senza dimenticare il contesto sociale, territoriale ed orografico in cui si vive.

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Abruzzo

Intervento innovativo per i malati di cuore portato a termine dal Dott. Stefano Guarracini

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Avezzano. Una innovativa tecnica di intervento per curare l’angina pectoris refrattaria. Un intervento è stato portato a termine dal reparto di Cardiologia della clinica Pierangeli di Pescara, guidata dal  dottor Stefano Guarracini, di Avezzano, e dalla sua equipe. L’intervento permette di far fronte a questa tipologia di problema che non  ottiene benefici tramite la terapia farmacologica.

In particolare si tratta del primo impianto in Abruzzo del dispositivo “Reducer di Neovasc” e a beneficiarne è stato un uomo di 61 anni con problemi di  rivascolarizzazione miocardica chirurgica e meccanica, con angina refrattaria nonostante terapia ottimizzata.

Il sistema Neovasc Reducer è un dispositivo impiantabile, creato per costituire un restringimento permanente e controllato del seno coronarico destinato a migliorare la perfusione nel miocardio ischemico in presenza di patologia cardiaca ischemica reversibile. Il Reducer™ è destinato a pazienti, spesso definiti “no option”, che presentano cioè angina pectoris refrattaria associata a provata ischemia miocardica reversibile, con limitate opzioni di trattamento (non più rivascolarizzabili, in terapia medica massimale).

«La quotidianità di questi pazienti», spiega il dottor Guarracini, «è spesso altamente compromessa dalla sintomatologia, e l’obiettivo della terapia dedicata loro deve essere prima di tutto diretta a migliorarne la qualità della vita. Ancora sono in corso vari trial clinici a riguardo e siamo fieri di poter contribuire con il nostro reparto alla ricerca in questo settore».

L’impianto avviene in  anestesia locale, mediante un catetere, attraverso la giugulare, in seno coronarico (una grossa vena che raccoglie il sangue refluo dalla circolazione coronarica del miocardio), assumendo una forma a clessidra a seguito del rilascio. Dopo circa uno-due mesi il dispositivo viene “endotelizzato”, creando un restringimento della vena. Il primario di Anestesia e rianimazione, dottor Marco Tarquini, ha introdotto questa terapia con il supporto del dottor Giannini, allievo del professor Colombo, guru dell’Emodinamica italiana, responsabile dell’Emodinamica al “Maria Cecilia Hospital”.

La quotidianità di questi pazienti è spesso altamente compromessa dalla sintomatologia e l’obiettivo della terapia dedicata loro deve essere prima di tutto diretta a migliorarne la qualità della vita. Nel corso degli anni, sono state testate un numero considerevole di terapie per trattare l’angina refrattaria, ma nessuna di esse ha avuto risultati concreti. I risultati dell’utilizzo del dispositivo Reducer mostrano che il 70–80% dei pazienti con angina refrattaria, a seguito dell’impianto hanno un miglioramento nei loro sintomi. Ad oggi, in Italia più di 250 pazienti sono stati selezionati e hanno ricevuto questa terapia.

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Abruzzo

ASL AVEZZANO-SULMONA-L’AQUILA: STABILIZZAZIONI PER 108 OPERATORI

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ASL AVEZZANO-SULMONA-L’AQUILA: STABILIZZAZIONI PER 108 OPERATORI CHE PASSANO DAL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO A QUELLO INDETERMINATO.

OLTRE AGLI INFERMIERI (60), IN QUOTA PREVALENTE, CI SONO OSTETRICHE, TECNICI DI RADIOLOGIA, FISIOTERAPISTI E LOGOPEDISTI.

IL MANAGER TORDERA: “LA CARENZA DI PERSONALE, DA TEMPO SUL TAPPETO, E’ STATA AL CENTRO IN PASSATO DI DIVERSE RIUNIONI DEL COMITATO DEI SINDACI DELLA ASL. PER ASSUMERE NUOVO PERSONALE OCCORRE RIVEDERE I TETTI DI SPESA”

La Asl stabilizza 108 precari e converte il loro contratto da tempo determinato a indeterminato. La delibera, adottata dal manager della Asl, Rinaldo Tordera, la n. 222 del 12 febbraio scorso, riguarda figure professionali di profilo diverso, già in servizio,  che entrano ora a far parte a tutti gli effetti della dotazione di personale dell’azienda. Ciò significa che le attività sanitarie e amministrative potranno contare su risorse umane certe e stabili che non saranno più soggette all’incertezza di continue scadenze e rinnovi contrattuali che possono mettere a rischio l’efficienza dei servizi.  All’interno del nutrito numero di stabilizzazioni  la quota più ampia riguarda gli  infermieri (60), seguiti da ostetriche (14), tecnici sanitari di radiologia (14), fisioterapisti (6), logopedisti (6), collaboratori amministrativi professionali (cioè impiegati, 6) e tecnici della prevenzione nell’ambiente dei luoghi di lavoro (2). Le stabilizzazioni rientrano nell’ambito del piano di assunzioni 2018. L’immissione degli operatori nei ranghi della Asl a titolo definivo va salutata sicuramente come un fatto positivo ma sul versante del personale sono necessari interventi molto più incisivi.

“Attualmente la dotazione organica è insufficiente”, dichiara il manager della Asl, Tordera, “e  occorrono quindi nuove, adeguate misure. In particolare, per potenziare il personale di reparti e servizi è necessario aumentare il budget assegnato dalla Regione alla Asl. La carenza di personale è un problema sul tappeto da molto tempo ed è stata più volte al centro di incontri e analisi da parte del comitato ristretto dei sindaci della Asl.  Per investire in modo concreto sul personale è necessario  rivedere i tetti di spesa in sede di programmazione regionale, al fine di assicurare all’utenza le prestazioni fissate nei Lea” (livelli essenziali di assistenza).  Tale obiettivo, tra l’altro, assume ulteriore importanza se riferito a un territorio come quello della Asl della provincia di L’Aquila, esteso quanto il Molise e caratterizzato da aree molto periferiche e spesso difficili da raggiungere dove non è sempre agevole assicurare uniformi standard di assistenza alle comunità delle aree interne.

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Abruzzo

LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE AVIS AVEZZANO SIMONE DI CICCO

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In conseguenza alle concomitanti dimissioni di oltre la metà del gruppo consiliare in carica, si è generata la decadenza del direttivo AVIS di Avezzano e saranno pertanto a breve indette nuove elezioni. Le ragioni che stanno alla base di quanto accaduto sono legate a dissapori interni e nulla hanno a che fare con l’attività strumentale ed operativa dell’Associazione medesima, la quale, ad onor del vero, ha conosciuto una fase di presenza copiosa e costante sul territorio nell’ultimo biennio ed è stata accompagnata da un processo di progressivo rinnovamento delle sue componenti.

Tanto è stato fatto. Sono onorato di rivendicarlo in ossequio all’impegno profuso da tutte le persone che hanno messo a disposizione il proprio tempo, la propria competenza e passione per la causa, dando prova di spiccato spirito civico. In maniera prettamente esemplificativa ricordo l’organizzazione del memorial “Di Benedetto” cui fece seguito una preziosa campagna di sensibilizzazione sul territorio che si tradusse nella consegna di circa 20.000 cartoline AVIS, consentendoci così di “entrare” nelle case degli avezzanesi. Questo impegno capillare ha prodotto risultati tangibili visto che il 2017 è stato l’anno record a livello di donazioni, con ben 1186 sacche raccolte: una cifra senza precedenti per lo storico dell’Associazione.È proprio la delineazione di questo scenario che rende, mi sia consentito, discutibile o, quantomeno, poco comprensibile la scelta operata dai consiglieri dimissionari. Una presa di posizione che lascia l’amaro in bocca e mi spinge a palesare la ferma volontà di non candidarmi a far parte della prossima governance dell’Associazione, lasciando spazio a coloro che hanno deciso di dissociarsi dalla decaduta direzione associativa e mostrando così rispetto anche per una scelta che non riesco a condividere nei motivi che l’hanno partorita.

Non ho tuttavia l’intenzione di disperdere il patrimonio di esperienze maturate sul campo in oltre 10 anni di terzo settore che intendoreinvestire nel nostro territorio aderendo, col massimo entusiasmo e la totale disponibilità, al gruppo della Lega di Matteo Salvini e di impegnarmi nell’ interesse della Marsica. Ringrazio pertanto tutti coloro che i hanno accompagnato in questa splendida esperienza ed auguro all’AVIS di Avezzano di proseguire nel positivo solco tracciato.

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