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Cultura

Celanesi emigrati nel mondo: una pagina importante della storia locale

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Il fenomeno migratorio celanese costituisce una pagina fondamentale della storia locale, un’epoca a cavallo tra metà ‘800 e metà ‘900 determinante nei suoi risvolti economici, politici e culturali. E’ forse proprio a seguito della sua complessità e vastità che l’argomento è stato scarsamente affrontato dal punto di vista storico-letterario; solo negli ultimi anni ha trovato un riscontro importante sul fronte sociale e culturale. gli effetti dell’emigrazione sul territorio celanese si sono rivelati significativi ed hanno segnato profondamente intere realtà economiche e generazioni di famiglie. Sono noti alla storia, infatti, gli effetti positivi dell’emigrazione otto-novecentesca sul bilancio economico nazionale per via dell’ingente afflusso di denaro inviato dagli emigrati ai propri parenti rimasti in patria. Tutt’oggi sono migliaia le persone d’origine celanese sparse nel mondo, divise tra America del Nord, Canada, America Latina, Australia così come sono molti i celanesi emigrati detentori di fortune e di assoluto prestigio nei Paesi che li hanno più o meno benevolmente accolti. Tra i maggiori centri esteri, approdo di comunità celanesi, nel corso dei decenni, ci sono ad esempio la città di Rochester nello stato di New York negli USA, definita la Celano d’America e le città canadesi orientali di Toronto, la sua vicina Mississauga e occidentali di Vancouver.

L’emigrazione ha visto partire uomini e donne, molti giovanissimi, provenienti dai più diversi angoli dello stivale ma in particolar modo dal meridione ed ha avuto inizio con l’Unità d’Italia (1861), in maniera piuttosto continuativa, fino agli anni Sessanta del ‘900, fermata solo dai due conflitti mondiali. Se nei primi anni di questo lasso di tempo furono ricchi imprenditori e commercianti a partire, affascinati e desiderosi di nuove ricchezze presi dalle mire espansionistiche per i propri imperi finanziari, già dagli ultimi decenni dell‘800 il volto del migrante cambia. Furono allora perlopiù braccianti, operai, contadini, uomini e donne di umili origini, delusi dalle speranze riposte nel progetto unitario, a trovare nell’emigrazione l’unica risposta alla speranza di una vita dignitosa o per fuggire dalle attività delinquenziali del brigantaggio, fenomeno di antiche radici storiche che si era rinforzato nel Mezzogiorno d’Italia già dalla fine del XVIII secolo. Disposti al sacrificio, gli emigranti ambivano ad un futuro più roseo tra le prospettive di una condizione di vita migliore, di un lavoro certo, di un miglioramento di classe sociale o di un appezzamento di terra di proprietà per sé o per i propri familiari nella speranza di far ritorno un giorno nella propria terra natale.

Furono 25 milioni gli italiani che nell’arco del suddetto secolo abbandonarono i propri confini verso nuovi continenti su enormi imbarcazioni, oggetto del progresso nelle tecniche di navigazione, pronte a varcare oceani, le cosiddette “carrette del mare” come vengono definite nell’opera “Valigie di cartone, coppole e teste di brillantina” di Raffaele Rosati e Valentina Cannizzaro. L’opera realizzata grazie all’ausilio del comune di Celano, costituisce un importante riferimento testuale rispetto a tale fenomeno. In questo interessante lavoro di ricerca sono raccolte le storie di decine di celanesi nel mondo, alcuni partiti e mai più tornati, altri stabilitisi di nuovo nella cittadina marsicana che si sono distinti per la loro storia personale e familiare, per il loro lavoro o il loro ingegno, tutto corredato da abbondante materiale fotografico. Importante valore storico al fenomeno lo ha dato soprattutto poi l’associazione ACEM (Associazione Celanesi Emigrati nel Mondo) fondata a Celano il 27 di agosto del 2012 con numerosi obiettivi tra cui la promozione dei rapporti di solidarietà ed amicizia tra i celanesi nel mondo, lo sviluppo di iniziative idonee a diffondere la conoscenza della storia, la tradizione, la cultura e le usanze locali. L’associazione, presieduta dal Cavalieri Ragionier Eligio Paris, residente in Canada, a Toronto, fortemente voluta dalla comunità celanese all’estero, si è fatta strada al fine di promuovere campagne di sensibilizzazione nelle scuole e nei vari centri di aggregazione sociale affinché potesse diffondersi la conoscenza del fenomeno migratorio così da stimolare un sentimento di cura per la cultura territoriale in qualità di bene per la persona e per il valore sociale. Il 25 agosto 2015, giorno stabilito come ricorrenza annuale per il ricordo del migrante, si è visto concretizzato uno dei punti principali previsti dallo statuto fondativo dell’ACEM: la realizzazione di un monumento dedicato. La scultura commemorativa è posta nella piazza antistante l’ingresso del castello Piccolomini di Celano, frutto della creatività dell’artista italo-canadese Nicola Mastrodascio, di origini teramane. Una struttura in ferro rappresentante una grande ala, solcata dal volto segnato di alcuni migranti, ferma per sempre il tempo ed il ricordo del sacrificio di migliaia di uomini che hanno messo in ballo la propria vita, il proprio futuro, i propri affetti al fine di migliorare la propria condizione umana. Di certo il solo osservarla fornisce una grande lezione, ricca di spunti educativi utili non solo a ricordare ma a riflettere sulla condizione contemporanea caratterizzata da una realtà migratoria “al contrario” essendo il nostro, oggi, il Paese del destino per milioni di immigrati.

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Abruzzo

Il Maestro Riccardo Muti parla di Napoli tramite due Abruzzesi

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Napoli: Il Maestro Riccardo Muti, nella tarda mattinata di ieri, insieme ad alcuni Cantati lirici impegnati nella produzione Mozartiana al San Carlo ha incontrato i ragazzi del carcere minorile di Nisida.
Il Maestro durante l’incontro ha trattato diversi argomenti; uno di questi è stato spiegare ai giovani di come si possa parlare di una grande città come Napoli attraverso la Musica; il grande Direttore, però, questa volta per parlare della sua amata Napoli non ha utilizzato le “solite” arie di musica napoletana, ma ha scelto un aria da Camera scritta dal Pescarese Gabriele D’Annunzio e musicata dal compositore di Ortona a Mare, Francesco Paolo Tosti; entrambi Abruzzesi; in titolata ” A vucchella” tradotta in ” la boccuccia”.
In riferimento a quest’aria il Maestro Muti ha fatto notare l’ottima rappresentazione del carattere tipico napoletano, con una scrittura molto partenopea e frivola ma allo stesso tempo, passionale e armoniosa. Inoltre si è soffermato sull’importanza dell’espressione musicale e sulla grande libertà espressiva che si può avere rispettando, però, i parametri scritti dall’autore.
Sul testo e su dove sia nata quest’aria ci sono molte dicerie a riguardo; si dice, che, sia stata scritta nel caffè “Gambrinus” in piazza Plebiscito difronte il teatro San Carlo, e che Gabriele D’Annunzio abbia preso ispirazione da una ragazza napoletana che era seduta li mentre sorseggiava un caffè.
Attualmente il Maestro Riccardo Muti, che torna a Napoli dopo 34 anni dall’ultima opera, sta concludendo gli ultimi giorni di prova del “Così fan tutte”, uno dei più grandi capolavori Mozartiani, sotto la regia di sua figlia Chiara Muti con un cast stellare.
Direttore | Riccardo Muti
Maestro del Coro | Gea Garatti
Regia | Chiara Muti
Scene | Leila Fteita
Costumi | Alessandro Lai
Luci | Vincent Longuemare
Interpreti:
Fiordiligi, Maria Bengtsson; Dorabella, Paola Gardina; Guglielmo, Alessio Arduini; Ferrando, Pavel Kolgatin; Despina, Emmanuelle de Negri; Don Alfonso, Marco Filippo Romano.
Aleandro Mariani
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Cultura

Una giornata di studio dedicata all’intellettuale avezzanese Ugo Maria Palanza

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Avezzano – L’Associazione culturale Ugo Maria Palanza, presieduta da Lia Palanza, e l’amministrazione comunale di Avezzano, assessorato alla Cultura, hanno organizzato per venerdì 9 novembre una Giornata di studio dedicata all’illustre intellettuale avezzanese “Ugo Maria Palanza, Il senso del tempo”.
Si terrà venerdì 9 novembre 2018 la Giornata di studio e approfondimento sulla figura di Ugo Maria Palanza. La giornata si divide in due momenti. Il primo, solenne, si terrà alle ore 11 nell’aula consiliare del Municipio di Avezzano e sarà introdotto dal saluto del Sindaco Gabriele De Angelis, cui seguiranno gli interventi di Lia Palanza, presidente dell’associazione culturale “Ugo Maria Palanza”, di Armando Palanza, giornalista Rai e di Angelo Guido Sabatini, scrittore ed ex assessore del Comune di Avezzano.
Il secondo appuntamento della giornata è alle ore 17 del 9 novembre presso l’aula Magna del Liceo Classico Torlonia, intitolata allo stesso Ugo Maria Palanza. Questo il programma: saluti istituzionali diAnna Maria Fracassi, dirigente scolastico del Liceo Statale Torlonia – Bellisario, e di Pierluigi Di Stefano, assessore alla Cultura del Comune di Avezzano. Seguiranno gli interventi di Lia Palanza, Angelo Guido Sabatini, Walter Capezzali, presidente Deputazione Abruzzese di Storia Patria. Modera Armando Palanza. Al termine dei lavori, sempre nell’Aula Magna, ci sarà il concerto dei Maestri Francesco Mammola (mandolino) e Giulia Mangone (pianoforte).
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Cultura

L’acquedotto e la cloaca maxima di Alba Fucens tema di un libro, sabato la presentazione

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Alba Fucens – Un nuovo studio sull’archeologia del Fucino sarà presentato sabato 27 ottobre alle 17 ad Alba Fucens, presso “L’Alchimista del Borgo Medievale”. Alla presentazione del libro dal titolo “Studi sull’opera poligonale tra Alta Valle del Salto e Fucino L’acquedotto e la cloaca maxima di Alba Fucens di Dario Rose” interverranno Alessandra Ten, docente alla Sapienza di Roma, Daniela Liberatore , docente all’Università degli Studi di Foggia e Emanuela Ceccaroni della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Abruzzo.

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Cultura

“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo”

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Tagliacozzo“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo” è il tema del convegno in programma per oggi, 13 ottobre, alle 16 nelle scuderie del Palazzo ducale di Tagliacozzo. Ecco il programma dettagliato dell’evento.

Si inizia con i saluti istituzionali del sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio, dell’assessore ai lavori pubblici della Regione Abruzzo Lorenzo Berardinetti e di  Rosaria Mencarelli della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo.

A seguire una serie di interventi di natura storica: Leonardo Saviano, docente emerito di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dalla torre dei de Pontibus al palazzo comitale degli Orsini; Domenico Colasante, storico e urbanista. Dal palazzo comitale degli Orsini al palazzo ducale dei Colonna; Fernando Pasqualone, storico dell’arte. Gli affreschi e le decorazioni del palazzo.

L’evento si conclude con interventi di natura tecnico amministrativa: Antonella Lopardi, Funzionario della Soprintendenza alle belle arti dell’Aquila e Storico dell’arte. Storia dei restauri del palazzo ducale di Tagliacozzo nei secoli XX e XXI; Clara Verazzo, Professore associato di restauro- dipartimento di Architettura dell’ Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”. Esame critico dei restauri eseguiti nel palazzo ducale di Tagliacozzo; Mirco Crisante, autore della tesi “Palazzo ducale di Tagliacozzo, dall’analisi al progetto di riuso”. Ipotesi di restauro e di destinazione del palazzo ducale di Tagliacozzo; Emidio Primavera, dirigente Regione Abruzzo. Procedura amministraiva regionale della destinazione dei fondi Masterplan e Roberta Marcelli, Dirigente ufficio tecnico Comune di Tagliacozzo. Procedura amministraiva comunale del restauro del palazzo ducale di Tagliacozzo.

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Cultura

Convegno sulla Grande Guerra, Di Pangrazio: “Fare memoria per la pace futura”

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Avezzano – Questa mattina il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha partecipato al Convegno “I campi dei prigionieri in Abruzzo nella Grande Guerra” organizzato dalla Pro Loco di Avezzano nel Palazzo Torlonia, alla presenza di studiosi, cittadini e di una numerosa delegazione di studenti. Nel suo intervento il Presidente ha ricordato che la Prima Guerra Mondiale resta il simbolo negativo di una generazione di giovani sradicata dalla propria terra e sacrificata per la guerra, una generazione che vissuto giorni, mesi, anni in una lontana regione della Penisola, tra disagi estremi: uccidendo per non essere uccisa. In Abruzzo in quegli anni bui furono costruiti due campi di concentramento per i prigionieri di guerra austroungarici. Il primo a Sulmona, in località Fonte d’Amore, e l’altro nella città di Avezzano. Il Campo di concentramento di Sulmona fu progettato e costruito per ospitare fino a 10.000 prigionieri austroungarici, e quello di Avezzano fino a 15.000. Precarie condizioni di detenzione, che aggravarono lo stato psico-fisico dei soldati, già minato da mesi di stenti e privazioni a causa della guerra, un clima rigido,  la malnutrizione, i ritmi lavorativi pesanti, il sovraffollamento, la mancanza di igiene, chiamano alla memoria delle giovani generazioni un vincolo per dedicarsi alla pace con assoluta determinazione. “A distanza di un secolo dobbiamo  raccogliere quel lungo, soffocato grido alla pace  – ha sostenuto il Presidente nel suo intervento – ed affermare la responsabilità di un vocabolario  cent’anni fa inesistente o ancora sconosciuto , che sappia costruire parole ed eventi di dialogo, solidarietà, corresponsabilità: il vocabolario della pace, della libertà, dell’uguaglianza da percorrere insieme . Fare memoria per la pace futura – ha concluso il Presidente – è  il compito affidato ad ogni cittadino; ma, nello specifico, è la missione che impegna innanzi tutto ed irrevocabilmente gli uomini impegnati nel governo delle Istituzioni pubbliche”.

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Cultura

Viaggio nella cultura e nella bellezza, tornano le Giornate Fai d’autunno

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Marsica – Un viaggio nella ricchezza del patrimonio culturale italiano. L’occasione la offre il Fai, che ripropone le “Giornate Fai d’autunno” e invita a visitare 660 luoghi in in tutte le regioni. L’appuntamento è per sabato 13 e domenica 14 ottobre.

Il gruppo Fai Marsica presenta Magliano dei Marsi con le chiese del suo centro storico, l’apertura della riserva orientata del monte Velino, in programma per domenica, a cura del Personale Carabinieri Nucleo Biodiversità di Castel di Sangro, mentre alle 16, per il Fai, straordinariamente, si terrà per le vie del centro il “Torneo del Cacio”.

Altra meta sarà Rosciolo, con il suo borgo antico, Santa Maria delle Grazie, Santa Maria in Valle Polcraneta e la chiesina appena restaurata e riaperta di San Sebastiano.

“Queste giornate però sono anche un’occasione per aderire alla campagna ” Ricordati di Salvare l’Italia “, raccolta fondi”, ricorda il Fai Marsica, “con cui il Fai invita sempre più persone che hanno a cuore il patrimonio culturale italiano, a partecipare alla sua missione; è un grande investimento di risorse economiche ed umane che non fa notizia ma produce uno straordinario risultato per la collettività: 30 beni regolarmente aperti al pubblico per le generazioni presenti e future. Vi invitiamo a partecipare numerosi”.

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Cultura

Al caffè letterario Vieniviaconme la mostra Sketched songs # 1

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AvezzanoVieniviaconme lettere e caffè, via M. Colaneri 8-10, Avezzano – di fronte al municipio – ospita la mostra di Valerio Babbo e Giuseppe Pantaleo Sketched songs # 1, dal 4 al 13 ottobre 2018. Si tratta di otto stampe firmate e numerate, comprese in una cartella a tiratura limitata edita nel 2012 ed esposte a un pubblico più ampio. Sono lavori che trovano la loro origine nell’ascolto di alcune tracce di musicisti operanti tra il Novecento e l’inizio del secolo (Dylan, Eno, Frisell, Reich ecc.). Secondo gli autori: «Il punto di partenza è da ricercare nei corsi d’Educazione artistica, alle medie. C’insegnavano a trattare i crescendo rossiniani o le note delicate di Chopin; a campire con un colore appropriato mentre ascoltavamo una Stagione di Vivaldi».

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