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Campus scolastico a Collarmele: una cattedrale nel deserto?

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Una scuola multitasking a Collarmele: spuntano le prime perplessità. La Ragione ha capito le vere esigenze dell’area? E’ notizia di questi giorni che la Giunta Regionale, con la delibera numero 825 dell’8/10/2015, abbia individuato un’area nel territorio di Collarmele per la realizzazione di un Campus per la scuola dell’obbligo – che riguarda, quindi, le fasce scolastiche intermedie delle elementari e delle medie – sostitutivo di tutte le scuole dei comuni della Valle del Giovenco. Qui, dovranno essere portati, se realizzato, tutti i bambini e ragazzi di Cerchio, Aielli, Collarmele, Pescina, Ortona dei Marsi, Bisegna, San Benedetto dei Marsi, Ortucchio, Gioia dei Marsi e Lecce nei Marsi.

“La Regione, con questa proposta, dimostra di sottovalutare le reali esigenze scolastiche di questo territorio perché non si è curata nemmeno di scegliere il luogo in funzione del minor disagio determinato dal tragitto con il quale la maggioranza della popolazione scolastica possa raggiungere il Campus. A Collarmele, è noto ormai, i pochissimi alunni della scuola dell’obbligo ancora presenti erano già stati spostati nelle scuole di un altro comune”, così si esprime in una nota il consigliere comunale dell’Opposizione di San Benedetto dei Marsi, Fabrizio Domenico Cerasa.

“Praticamente  – afferma – è stato scelto un sito dove alunni non ce ne sono più o quasi, generando un paradosso secondo il quale si prevede di costruire la scuola per tutti dove oggi non ci sono alunni e studenti. Praticamente, per un risparmio di investimento, la Regione trasferisce un aggravio di spesa alle famiglie della popolazione scolastica rendendola pendolare! e creando un disagio per il tempo ed i mezzi che devono venire utilizzati per raggiungere il Campus”.

“Supponendo l’utilità, tutta da dimostrare in un territorio estremamente esteso come quello della Valle del Giovenco dove forse i servizi andrebbero portati la dove servono e non accentrati nei posti più distanti e raggiungibili solo con notevoli spese di viaggio, supponendo l’utilità, dicevo, di un unica struttura scolastica dell’obbligo per tutta la Valle del Giovenco, perché per individuare il sito di realizzazione non è stato utilizzato un criterio di centralità? In questo caso la centralità coincide sia geograficamente che per distribuzione territoriale della popolazione scolastica: si trova tra San Benedetto e Pescina dove c’è un area, di proprietà del Comune di San Benedetto dei Marsi, cosa che permette di risparmiare l’esproprio, già destinata a Scuola agraria quindi con vocazione già idonea, non da sottrarre all’agricoltura, molto ampia e sulla quale è già stato approvato un preliminare per un nuovo plesso scolastico e per l’area benessere e sport tipiche di un campus e presentato un progetto definitivo di un edificio scolastico ex-novo (primo lotto dell’intervento)”.

“Nemmeno a farlo apposta, San Benedetto dei Marsi e Pescina hanno il maggior numero di studenti e il sito indicato risulta mediamente più vicino a tutti gli altri comuni in proporzione al numero degli alunni presenti (eccesso di lungimiranza da parte di chi lo ha immaginato?). Questo concetto, ci si sarebbe aspettato, lo avrebbe dovuto evidenziare, durante la riunione tenuta in Collarmele dagli esponenti politici della Regione con i Sindaci degli Enti interessati, l’amministrazione di San Benedetto dei Marsi, ma il sindaco di San Benedetto dei Marsi non ne sapeva nulla, almeno così dice. A tal proposito, ha indetto una riunione martedì scorso con i genitori degli alunni del comune per scaricarsi da questa responsabilità! Dov’era il sindaco di San Benedetto dei Marsi il 25/09/2015, giorno in cui si è tenuta la riunione di Collarmele nella quale gli altri Sindaci presenti hanno espresso le loro opinioni sulla proposta regionale?”.

“Perché il sindaco di San Benedetto dei Marsi  – continua il consigliere – non ha presenziato alla riunione per salvaguardare le esigenze della comunità che rappresenta? Perchè ha permesso con la sua assenza che il campanilismo partorisse una proposta cieca alle reali esigenze del territorio? Perché il sindaco di San Benedetto dei Marsi, con la sua assenza, ha permesso agli esponenti regionali di proporre un Campus che è legato soltanto al concetto astratto di Valle del Giovenco, che è bello solo nel titolo, ma che non è risolutivo delle problematiche e delle necessità scolastiche del territorio?”.

“Se l’amministrazione di San Benedetto dei Marsi non avesse osteggiato, immediatamente dal suo insediamento, avvenuto nel maggio 2013, il progetto esistente per la realizzazione di un nuovo plesso scolastico in località Scuole agrarie, dimostrando una lungimiranza che non le attribuiamo, oggi forse non avremmo una proposta insensata da parte della Regione di un Campus a Collarmele per il quale ha previsto una spesa di 2.000.000,00 di Euro che, se paragonata ai 2.100.000,00 Euro previsti soltanto per la realizzazione della scuola media progettata a San Benedetto dei Marsi e non anche per le elementari, rende immediatamente evidente la superficialità e l’inconsistenza economica della proposta regionale. Cioè si iniziano i lavori con pochi spiccioli per dire oggi che gli amministratori della Regione realizzano qualcosa, ma terminati i pochi soldi destinati rimarrà un’opera incompiuta e senza finanziamenti ai successori! Se l’amministrazione di San Benedetto dei Marsi non avesse osteggiato il progetto esistente forse oggi potremmo discutere sull’opportunità di distribuire la popolazione scolastica della Valle del Giovenco in uno o in due campus tenendo conto della centralità dettata dalla nuova scuola di San Benedetto dei Marsi, dell’economicità di utilizzo e del minor disagio legato al tempo di raggiungimento dagli altri comuni”.

“Per questo motivo è incomprensibile perché l’amministrazione di San Benedetto dei Marsi ha separato la scuola da quelle di Ortucchio, di Gioia dei Marsi e di Lecce nei Marsi rendendola succursale di quella di Pescina. In ultimo è chiaro che questi sono argomenti che necessitano una condivisione da parte della Regione con le comunità interessate: è impensabile che pochi esponenti regionali possano decidere un cambiamento così radicale senza sentire le reali esigenze della comunità dai membri stessi di questa comunità, senza sentire le problematiche affrontate quotidianamente da chi di scuola si occupa tutti i giorni, senza ascoltare e tenere conto delle opinioni di chi la scuola la frequenta e delle loro famiglie”, questa la conclusione.

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Elezioni regionali: il medico avezzanese Walter Di Bastiano possibile candidato presidente

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Cari lettori Marsicanews ripropone questo articolo pubblicato lo scorso 22 ottobre 2018. Buona lettura!

Avezzano – Spunta il nome di un avezzanese nella rosa dei candidati per il centrodestra alle prossime elezioni regionali del 10 febbraio. Si tratta del medico oculista Walter Di Bastiano attualmente direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica del polo ospedaliero di Avezzano e già consigliere regionale del Pdl. Il nome di Di Bastiano sarebbe contenuto in una rosa, composta in totale da 11 nomi, inviati dall’Abruzzo al direttivo romano di Fratelli d’italia al quale spetta, secondo gli accordi tra i tre leader Meloni, Berlusconi e Salvini, la nomina del candidato presidente in Abruzzo per la coalizione di centrodestra. Oltre a Di Bastiano nella lista ci sono tra gli altri i favoriti Giandonato Morra, Marco Marsilio e Massimiliano Foschi. Ma sulla triade sarebbero sorte numerose opposizioni poiché nessuno dei tre aspiranti presidenti è nato in Abruzzo. Morra, già assessore nella giunta Chiodi, è originario di Foggia e teramano d’adozione. Marsilio è nato a Roma da famiglia di origini abruzzesi, mentre Foschi, originario della Puglia e molto vicino a Matteo Salvini e a Elisa Isoardi, lavora a Chieti. Alla luce del clima e delle polemiche la partita dei nomi in seno al centrodestra non sembra dunque definitivamente chiusa. L’Abruzzo, infatti, ha chiesto a Giorgia Meloni che il candidato presidente sia un abruzzese doc. “Prima il programma e poi il candidato – avrebbe detto Lorenzo Cesa dell’Udc agli alleati di centrodestra – Nei prossimi giorni – ha annunciato – ci sarà un incontro serio fra le forze che compongono tutto il centrodestra per analizzare e stabilire chi saranno i candidati in Abruzzo e trovare la persona migliore a cui affidare la guida di una regione”.

Clima diverso nella coalizione di centrosinistra che pende dalle labbra di Giovanni Legnini. L’ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura non ha ancora sciolto ufficialmente la riserva anche se la sua discesa in campo è oramai data per certa. Secondo voci di palazzo Legnini starebbe lavorando ad “alleanze traversali” per assicurarsi la vittoria. Prima di blindare il nome dell’ex numero due del Csm, il centrosinistra aveva valutato anche una discesa in campo dell’onorevole e carismatica Stefania Pezzopane. La coalizione sconfitta a livello nazionale ha bisogno di nomi forti e figure autorevoli per sperare ancora nella vittoria in Regione.

La grande novità di questa tornata elettorale è rappresentata dai movimenti civici che hanno deciso di puntare sulla candidatura di Fabrizio Di Stefano. Dopo il no degli azzurri e della Lega, Di Stefano ha ripiegato con la guida delle reti civiche d’Abruzzo. L’incontro si è svolto ad Avezzano con lo scopo di presentare all’opinione pubblica, alle categorie, agli amministratori locali, il programma di governo e le persone che le Civiche per l’Abruzzo propongono agli elettori abruzzesi in vista del voto del 10 febbraio.

Per il Movimento Cinque Stelle il candidato presidente sarà Sara Marcozzi. La consigliera regionale teatina si candida per la seconda volta consecutiva, dopo essere stata scelta dagli iscritti alla piattaforma Rousseau. Nel corso della contestatissima votazione online la Marcozzi ha ottenuto 1.032 voti contro i 349 dello sfidante Marco Cipolletti. fdm

 

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Aielli, arrivano i fondi per ristrutturare la palestra comunale

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Aielli – Arrivano 270.000€ per ristrutturare ed adeguare sismicamente la palestra comunale . Soddisfazione espressa dal sindaco Enzo Di Natale che dichiara “un finanziamento importante che ci permetterà di rendere sismicamente sicuro un edificio strategico ed importante per il nostro paese. È un edificio che da tre anni ospita molte attività sportive oltre che le attività scolastiche. Fondamentale la messa in sicurezza perché fisicamente ubicato a pochissima distanza dalla scuola e perché il futuro potrà essere utilizzato come base e centro di raccolta per qualsiasi emergenza. “

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Massimo Verrecchia e Settimio Santilli aderiscono a Fratelli d’Italia

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Celano – L’onorevole Massimo Verrecchia e il sindaco di Celano, Settimio Santilli, hanno aderito a Fratelli d’Italia. Il coordinatore regionale Etel Sigismondi ha dato loro il benvenuto nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta all’Aquila alla presenza del sindaco, Pierluigi Biondi e del senatore di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio .“Una decisione maturata dopo incontri tenuti sin dalle elezioni politiche e dopo aver apprezzato la linea di Giorgia Meloni in occasione di Atreju dove ha manifestato la volontà di ricostruite il centrodestra con un grande movimento che metta al primo posto la patria e l’identità” ha dichiarato Massimo Verrecchia.

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Elezioni regionali: Casciere, Morgante e Angelosante scendono in campo con la Lega

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Marsica – Dopo i rumors dei giorni scorsi, i candidati marsicani della Lega alle prossime elezioni regionali escono allo scoperto confermando la propria candidatura. Si tratta di Leonardo Casciere, Antonio Morgante (nomi già anticipati da Marsicanews) e Simone Angelosante. Lo hanno annunciato tutti attraverso i social network.

“Ho l’onore e l’orgoglio di comunicare a tutti voi, amici, che sarò candidato con la Lega per le prossime elezioni regionali del 10 febbraio 2019. Oggi comincio una bella ed entusiasmante battaglia! Tra la gente, ascoltando, cercando di immaginare e di proporre soluzioni per il nostro Abruzzo. Ci sarà molto da fare per ridare dignità alle aree interne e rilanciare il nostro tessuto economico, consentendo finalmente ai nostri figli di restare e non essere costretti ad andare via. Vi chiedo scusa sin d’ora se cederò alla tentazione di postare messaggi politici: cercherò di farlo il meno possibile, utilizzando per questo la mia pagina ufficiale (https://www.facebook.com/antoniomorgante71/), che vi invito a seguire”. Ha scritto l’avvocato Antonio Morgante, ex Forza Italia e già braccio destro del governatore Chiodi.

“Senza (inutile) retorica e con estremo pragmatismo posso confermare di essere candidato alle prossime Regionali con la LEGA-SALVINI PREMIER. Un vanto rappresentare la Lega e un impegno risoluto per riconquistare la Regione”, ha scritto Leonardo Casciere, avvocato del foro di Avezzano e assessore comunale nella giunta De Angelis.

Scende in campo anche il sindaco di Ovindoli Simone Angelosante, medico di professione, che lo ha annunciato con queste parole: “Cari amici, vi comunico con orgoglio ed umiltà che sono candidato alle prossime elezioni regionali abruzzesi. Sarà una battaglia emozionante che porterà sicuramente anche in Abruzzo la rivoluzione di Matteo Salvini. L’amore per la nostra terra sarà il mio faro. Con il vostro aiuto tutto sarà possibile”.

 

 

 

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Elezioni regionali: la Marsica scalda i motori, ecco il toto nomi…

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Avezzano – La marsica scalda i motori in vista delle prossime elezioni regionali del 10 febbraio 2019. Pronti a scendere in campo tra le fila della Lega gli avvocati Leonardo Casciere, assessore al comune di Avezzano, e Antonio Morgante, ex Forza Italia e già braccio destro del governatore Chiodi. Non ci sarà, invece, Maurizio Di Nicola che potrebbe sostenere la candidatura del consigliere provinciale Alfonsino Scamolla, suo fedelissimo. Salta questa tornata elettorale anche il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Gianluca Ranieri, pronto a farsi da parte per lasciare la candidatura in Regione all’attivista Giorgio FedeleTra le new entry troviamo anche l’ex sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, con il neo movimento civico Avanti Abruzzo, e Mario Qualglieri, ex sindaco di Trasacco che ha lasciato la poltrona di primo cittadino per tentare la corsa alle elezioni regionali con Fratelli d’Italia. Tra i dem è pronto a ricandidarsi il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, in attesa di una deroga per il suo terzo mandato in Regione. Sicura anche una seconda discesa in campo dell’assessore Lorenzo Berardinetti che correrà ancora una volta in veste civica. Tra i volti noti ci sarà anche il consigliere di Forza Italia Emilio Iampieri. Lavorano alla candidatura Michele Fina, tra i grandi esclusi alle politiche del 4 marzo nonostante il pressing dell’allora guardasigilli Andrea Orlando, e Lorenza Patrizia Panei, presidente di Aciam e già candidata, senza successo, all’uninominale alla Camera. Tentato, infine, dalla candidatura in Regione anche il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, che però non ha ancora sciolto la riserva circa una sua discesa in campo.

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Il Movimento 5 Stelle Abruzzo incontra i cittadini di Avezzano e della Marsica

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Avezzano – Il Movimento 5 Stelle Abruzzo ha incontrato i cittadini di Avezzano e della Marsica. L’evento si è svolto lo scorso sabato all’Auditorium A.P.C. presso la biblioteca regionale. Nel corso dell’incontro si è parlato del futuro dell’Abruzzo in vista delle prossime elezioni regionali che, per il movimento, vedono candidata Sara Marcozzi. E’ stato illustrato anche quanto già realizzato dal governo centrale rispetto ai punti del contratto, primo tra tutti il reddito di cittadinanza. Tanti gli argomenti trattai: sanità, giustizia, giornalismo. Ad incontrare i cittadini di Avezzano sono stati i portavoce eletti in Parlamento, in Regione e al comune di Avezzano. Erano presenti i senatori Primo Di Nicola e Gabriella Di Girolamo, i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Gianluca Ranieri, il consigliere comunale Francesco Eligi e l’attivista Giorgio Fedele. E’ stata affrontata anche la questione Lfoundry rispetto alla quale il Movimento 5 Stelle si è impegnato con il Ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro retto proprio dal leader Luigi Di Maio, al fine di risolvere ed allontanare lo spettro di una crisi aziendale. L’incontro rientra nell’ambito dell’iniziativa “Cambiamo l’Italia, cambiamo l’Abruzzo”.

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Celano. Collaudo scuola e piano prevenzione corruzione, Calvino Cotturone: “Altre anomalie”

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Celano – Un’Amministrazione fatta da sole ombre. Così definisce quella celanese il segretario del locale circolo Pd, Calvino Cotturone. “Alle già gravi vicende avvenute si aggiunge una ipotesi di corruzione”. Secondo il Segretario, vi sarebbe un’anomalia anche nella nomina del collaudatore.

“Dopo il grave reato di turbativa d’asta, che il sostituto procuratore Roberto Savelli ipotizza, per i consiglieri Filippo Piccone, Barbara Marianetti ed il segretario generale Giampiero Attili, alle vicende poco chiare che riguardano favoreggiamento, appalti, contributi assegnati, annullamenti di gare e di affidamento lavori per vizi di legittimità; si aggiunge anche una ipotesi di corruzione.

Chi è il responsabile del “Piano triennale di prevenzione della corruzione” nel comune di Celano Speriamo che almeno lui non abbia procedimenti in corso”, afferma il segretario cittadino del Pd Calvino Cotturone, che incalza: “Se anche lui rientrasse in queste vicende ci troveremmo di fronte al singolare caso che chi deve attuare misure di contrasto e prevenzione alla corruzione sia a sua volta coinvolto. Sarebbe il colmo! Secondo l’accusa della Procura di Avezzano”, spiega Cotturone, “questa volta la ditta incaricata di costruire l’edifico scolastico Gabriele D’Annunzio “indebitamente retribuiva pubblici funzionari del Comune di Celano acquistando, su loro indicazione, le finestre cui dotare l’immobile, vendute da una società di Avezzano”. Il segretario cittadino del Pd Calvino Cotturone “riscontra un’altra anomalia sulla vicenda scuola. Il 10.10.2018 viene pubblicato un avviso pubblico, con scadenza il 15.10.2018, per la disponibilità a ricoprire l’incarico di collaudatore tecnico-amministrativo della scuola primaria Gabriele D’Annunzio. Il collaudo, ricordiamo al Sindaco Settimio Santilli e al consigliere delegato ai lavori pubblici Filippo Piccone, deve avvenire contestualmente all’avvio dei lavori onde poter consentire al tecnico incaricato le attività di controllo e verifica degli aspetti tecnico-economici e amministrativi dell’opera. A Celano invece si fa circa 360 giorni dopo, ad un anno dall’inaugurazione ed addirittura dopo che la scuola è regolarmente frequentata da bambini e da tutto il personale scolastico. A questo punto ci si chiede che senso abbia avviare una attività di collaudo oggi?

Per questi motivi chiediamo al Sindaco Settimio Santilli a cosa serve il collaudo, non solo tecnico, ma anche economico effettuato così tardivamente? E’possibile conoscere il nome del responsabile del “Piano triennale di prevenzione della corruzione” per il comune di Celano?”

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