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Cronaca e Giudiziaria

Avezzano-Roccasecca e disagi: il Comitato prende la penna…

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Inoltriamo in calce alla presente la nostra nota, ultima di una lunga serie, inviata in data odierna a Trenitalia, RFI e Regioni per lamentare i disagi che hanno afflitto negli ultimi giorni la ferrovia Avezzano Roccasecca.

Gentili Signori,
facciamo seguito alla nostra del 5 febbraio u. s. per segnalarVi che, ad oggi , persistono gravi inefficienze e carenze riguardanti mezzi ed infrastruttura che arrecano agli utenti notevoli disagi agli utenti.

Oltre alla persistente totale carenza di strumenti informativi nelle stazioni comprese tra Roccasecca ed Avezzano (queste ultime escluse) di cui si è fatto cenno, portiamo alla Vs. attenzione gli ultimi di una lunga serie di problemi verificatisi.

1) Ieri 9 marzo 2015 il treno R 7483 Cassino Avezzano, partito con 80 minuti di ritardo da Cassino, è stato soppresso a Roccasecca per guasto al materiale rotabile. I passeggeri sono stati fatti scendere senza che si fosse approntato un sistema alternativo di viaggio. La situazione è stata aggravata dal ritardo, di poco più di un’ora, del successivo (per modo di dire, visto che tra i due treni, da orario, c’è un lasso di tempo di 2 ore e 30′) R 7485.

2) tale ultimo evento conferma un indice di puntualità dei convogli molto basso, come del resto abbiamo avuto modo di rilevare nel periodo 19 gennaio – 9 febbraio 2015 (cfr immagini allegate)

3) Nell’ultimo mese la linea è stata interrotta in più di una occasione per caduta di alberi sul sedime, con ripercussioni (/rectius /ritardi e cancellazioni) sulla regolarità della circolazione. Vi anticipiamo doverosamente che il forte vento di questi giorni al più può essere considerato *concausa *dell’evento dannoso, in quanto non ci risulta che il gestore dell’infrastruttura abbia posto in essere tutti quegli atti o comportamenti idonei a rimuovere o quanto meno contenere le piante che crescono sull’area demaniale ferroviaria e a costringere i proprietari confinanti a rimuovere tutti quegli alberi e/o piante ai sensi degli artt. 52 e 61 del DPR 753/1980. Atti dovuti che invitiamo a compiere, vieppiù in ragione del fatto che ancora oggi in più punti vi sono situazioni potenzialmente pericolose e illecite.

4) il giorno 3 marzo 2015, tra le 13.30 e le 16 un guasto al sistema di CTC tra Arpino e Balsorano ha causato ritardi superiori ai 60 minuti .

Ci fermiamo qui per il momento.

Capirete bene che tutti questi eventi, per quanto piccoli, insignificanti e routinari potranno apparire, stanno creando disagi e disaffezione tra gi utenti.

Opinioni maligne raccolte già ipotizzano un disegno “criminoso” volto a scientemente creare ostacoli e problemi alla regolarità del servizio al solo fine di allontanare gli utenti dal servizio ferroviario.

Pur non condividendo tali opinioni, non possiamo non notare come gli eventi sopra riportati possano essere ovviati nel breve periodo con un minimo di buon senso e con banale sforzo di mezzi, tempo e denaro.

Nel lungo periodo non possiamo non tornare a sollecitare:

– il ripristino dei punti di incrocio soppressi (eccezion fatta per Balsorano, i cui lavori di ripristino del binario di raddoppio volgono al termine);

– una competa revisione del materiale rotabile utilizzato (le Aln 668 3300 utilizzate prevalentemente sulla linea hanno ormai 33 anni di vita sulle spalle e, pur essendo mezzi meccanicamente validi, iniziano a non reggere più il peso degli anni; le Aln 668 1000 sono in via di accantonamento…) in linea con le caratteristiche della ferrovia (dalle
informazioni apprese i nuovi ATR 220 Pesa, di prossima assegnazione a Sulmona, non possono circolare sulla Avezzano Roccasecca per l’eccessivo peso assiale – 20 t/asse contro le 18 t/asse ammesse; nel Lazio continuiamo a vedere arrivare Vivalto, Jazz e Minuetto Elettrici, ma mai un mezzo diesel…);

– una rimodulazione degli orari, che tengano conto delle attuali reali esigenze degli utenti e non degli invii dei materiali tra un capolinea e l’altro.

PER TALI RAGIONI, TORNIAMO PER L’ENNESIMA VOLTA A CHIEDERE UN TAVOLO CONGIUNTO TRA LE REGIONI, RFI TRENITALIA E LO SCRIVENTE COMITATO, perché le parole pronunciate in tutte le sedi, dagli incontri in campagna elettorale alle sedute dei Consigli Regionali, non restino fiato buttato al vento ma si traducano in fatti concreti e perché i milioni di euro investiti nel rinnovamento dell’infrastruttura non risultino il solito spreco all’italiana.

I CITTADINI DELLA VALLE ROVETO E DELLA VALLE DEL LIRI NON SONO DECLASSATI RISPETTO A CHI VIVE A ROMA O SULLA COSTA ADRIATICA!

Attendiamo con fiducia un immediato riscontro alla presente.

Cordialmente,

Avv. Emilio Cancelli, Presidente del Comitato.

Dott. Ing. Rosaria Villa, Vice Presidente del Comitato.

Cronaca e Giudiziaria

Scontri e danneggiamenti, la sconfitta dello sport in una giornata da dimenticare

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Avezzano – Lanci di oggetti, auto e arredi danneggiati, una giornata da dimenticare per il calcio nostrano. É il bilancio della “prima” di serie D che ha visto protagoniste l’Avezzano calcio e la blasonata Cesena. Meno blasonati le decine e decine di ultrà romagnoli – e diversi locali non sono stati da meno, all’interno dello stadio – che prima, durante e dopo hanno dato filo da torcere alle forze dell’ordine, trasformando un gioioso pomeriggio di sport in un’esperienza da dimenticare.

L’incontro era “segnato in rosso” sul calendario sportivo, tanto che l’amministrazione aveva disposto il divieto di vendita di alcolici per 700 metri intorno allo stadio, così come il divieto di introdurre, vendere e consumare bevande in bottiglia e contenitori di vetro all’interno dello stesso. Già prima dell’inizio della gara,  nella zona di via Napoli, erano stati segnalati tafferugli, con lanci di oggetti e tensione tra le tifoserie, prontamente contenuti dalla polizia

La situazione è degenerata all’interno dello stadio, con le tifoserie che a più riprese hanno tentato di forzare i cancelli per invadere il campo. Sull’1 a 1 l’arbitro ha sospeso la gara, ripresa dopo 5 minuti; la sospensione non ha spento le intemperanze, arginate dalla polizia in assetto antisommossa. Fuori dallo stadio la tifoseria del Cesena è stata contenuta a fatica dalla polizia, tra lanci di oggetti, cariche di alleggerimento e lacrimogeni. Poteva essere gestito meglio il transito dei tifosi ospiti in città, dall’ingresso al deflusso? Indubbiamente sì, e il pensiero di molti è andato ad altri, recenti, sforzi organizzativi. Ma è mai possibile che occorra allestire gabbie e mobilitare decine di agenti di polizia per dare luogo a un incontro di calcio? É il caso di interrogarsi sulla “normalizzazione” di certe derive, sui motivi per cui una gara venga vissuta da molti come l’occasione per dare sfogo a violenze, aggressività, frustrazioni, con l’idea di essere più o meno garantiti, nel branco, dall’anonimato, seppure solo ipotetico. Per la cronaca: la gara finisce 2 a 1 per il Cesena, che mette a segno la rete della vittoria al 94′, risultato beffardo per un’ottima Avezzano che dà del filo da torcere agli ospiti fino all’ultimo minuto; la sconfitta più amara però, resta quella dello sport, siglata dalla frettolosa ritirata dei tanti genitori, con i piccoli al seguito, che avevano accompagnato i loro bambini allo stadio per un pomeriggio di sano tifo e allegria.

 

 

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Cronaca e Giudiziaria

Avezzano, la ASL: “Sotto controllo il caso di tubercolosi”

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Il giovane nordafricano, proveniente dalla provincia di Isernia, dove era stato ricoverato 10 giorni fa, è trattato con i consueti protocolli.

Imedici: “Nessun pericolo. I ricoveri avvengono ogni anno, rientrano nella norma e riguardano sia italiani sia stranieri poiché sono forme di patologia stabili, presenti da anni”

Avezzano – Un giovane nordafricano è ricoverato da una decina di giorni al reparto malattie infettive dell’ospedale di Avezzano per una tubercolosi. La situazione è sotto controllo, sia sul piano igienico-sanitario sia sotto quello epidemiologico, e viene gestita secondo i consueti protocolli e con la somministrazione delle specifiche terapie.

“Va precisato”, dichiara il manager Rinaldo Tordera, “che i ricoveri per tubercolosi, di italiani e stranieri, sono un fatto che rientra nella norma, avvengono ogni anno e vengono trattati e curati dalla specifica Rete della Asl. Anche quest’anno all’ospedale di Avezzano sono stati curati con questa patologia diversi pazienti di nazionalità italiana e di altre etnie”. Il direttore di malattie infettive dell’ospedale di Avezzano, Maurizio Paoloni, ribadisce che non esiste alcun pericolo di diffusione e che si tratta di forme di tubercolosi stabili, cioè sempre presenti nel corso degli anni. Il reparto di malattie infettive dispone di stanze a pressione negativa che garantiscono l’isolamento del paziente dall’esterno.

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Cronaca e Giudiziaria

Avezzano, migrante nordafricano ricoverato per tubercolosi

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Avezzano – É stato ricoverato nell’ospedale di Avezzano perché affetto da tubercolosi. Si tratta di un giovane nordafricano che era ospite del Centro di Accoglienza temporaneo di Isernia.

Lo ha reso noto il direttore sanitario dell’Agenzia sanitaria regionale del Molise (Asrem), Antonio Lucchetti.

“Alcuni giorni fa un giovane nordafricano è stato ricoverato all’ospedale di Isernia. Dopo una prima diagnosi è stato trasferito ad Avezzano e dall’Uoc Malattie Infettive è arrivata la conferma”, ha spiegato Lucchetti all’Ansa, “Per questo gli altri ospiti del Cat e tutte le persone con cui è entrato in contatto sono state sottoposte al test della tubercolina. I risultati arriveranno tra qualche giorno, ma posso anticipare che siamo tranquilli poiché nessuno ha manifestato sintomi sospetti”.

Antonio Lucchetti ha anche aggiunto che “negli stessi giorni una persona della provincia di Isernia era stata ricoverata, prima nell’ospedale cittadino, poi trasferita ad Avezzano, per sospetto di Tbc. Gli esami a cui è stato sottoposto il soggetto nel nosocomio abruzzese hanno dato, in questo caso, esito negativo”.

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Attualità

Niente cemento nel parco Sirente-Velino, vittoria delle Associazioni

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Abruzzo – Vittoria al TAR delle associazioni ambientaliste sulla lottizzazione di Prato della Madonna in pieno Parco naturale regionale del Sirente-Velino.

La sentenza, di straordinaria importanza per la tutela di tutti i Siti di Interesse Comunitario in Italia, verrà illustrata in dettaglio domani,  venerdì 14 settembre,  a Pescara, in via Conte di Ruvo 111, nella sede dello studio legale che ha curato il ricorso, nel corso di una conferenza stampa. Il TAR dell”Aquila ha accolto il ricorso contro la lottizzazione di Prato della Madonna a Rocca di Mezzo nel parco Regionale Sirente-Velino.

Migliaia di mc di cemento avrebbero coperto un’area di fondamentale importanza per la biodiversità, con specie rarissime protette a livello comunitario. Il ricorso, curato dall’avvocato Gianni Piscione, per conto delle associazioni LIPU, Mountain Wilderness e Italia Nostra e con il supporto della Stazione Ornitologica Abruzzese e di Salviamo l’Orso, ha permesso di risolvere a favore dell’ambiente una vertenza che durava da anni.

La sentenza, inoltre, oltre a sancire la sconfitta delle ipotesi edificatorie in piena area protetta, rappresenta una pietra miliare per la tutela dei Siti di Interesse Comunitario in Italia e sarà di fondamentale importanza per tanti altri casi di attacco alla natura nel Belpaese.

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Abruzzo

Incidente mortale Capistrello, si indaga per omicidio stradale

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Capistrello – C’è un indagato in relazione al decesso delle due donne di Capistrello, N.P. di 51 anni e M.B. Di 30 anni, rispettivamente madre e figlia, avvenuto ieri in seguito ad un incidente stradale sulla ex super strada del Liri. Si tratta di A.B., di 48 anni di origine rumena e residente a Frosinone, indagato dalla procura della Repubblica di Avezzano con l’ipotesi di reato di omicidio stradale. L’uomo era alla guida della sua auto, quando per circostanze ancora da chiarire, ha impattato la vettura delle due donne all’altezza della galleria del Salviano che collega Avezzano a Capistrello. Per chiarire le cause dell’incidente, lunedì prossimo, alle ore 15, il pm Elisabetta Labanti disporrà il conferimento dell’incarico per l’accertamento tecnico sulle salme delle vittime. L’uomo è difeso d’ufficio dal legale Felice Iacoboni.

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Abruzzo

Incidente mortale super strada liri, decedute madre e figlia

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Ex super strada Liri – Una donna e la figlia, N.P. di 51 anni e M.B. di 30 anni di Capistrello, hanno perso la vita in seguito ad un grave incidente stradale avvenuto sulla ex super strada del Liri all’altezza dell’uscita della galleria del Salviano tra Avezzano e Capistrello. Le due donne viaggiavano a bordo di un’utilitaria quando, per cause ancora in corso di accertamento, è avvenuta una collisione con un’altra automobile sulla quale viaggiavano tre persone che sono state trasportate in pronto soccorso dagli operatori del 118.  Quest’ultime non sembrerebbero in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Avezzano che hanno estratto i corpi delle vittime e messo in sicurezza l’area.

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Cronaca e Giudiziaria

Violenza sessuale di gruppo su una minorenne, indagati due stranieri

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Marsica. Sono stati accusati  di violenza sessuale di gruppo ai danni di una minorenne di tentata violenza privata per aver cercato di costringerla a non denunciare l’accaduto. Si tratta di due magrebini, uno di 24 anni e l’altro di 20 anni, residente anche in Marsica, che a dicembre scorso avevano indotto la vittima a seguirli in un vicolo del paese marsicano dove vive la ragazza, costringendola poi a subire atti sessuali contro la sua volontà. Dopo averla violentata, hanno fatto in modo, attraverso varie minacce, che la minore non raccontasse l’accaduto, senza però giungere allo scopo desiderato. La ragazza, infatti, ha raccontato l’episodio ai genitori che hanno denunciato il fatto all’autorità giudiziaria. I due indagati, difesi dagli avvocati Gianluca e Pasquale Motta e dal legale Francesco Olivieri, sono stati raggiunti nei giorni scorsi da una richiesta di incidente probatorio inoltrata dal pubblico ministero al giudice delle indagini preliminari affinché venga assunta la testimonianza della minore.

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