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ANGELI FATTI UOMO: MANDELA!

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In questo articolo vi racconterò in quale modo l’Astrologia Evolutiva, attraverso la carta natale, riesca a spiegare in maniera estremamente chiarificatrice ed illuminante le qualità, il carattere e  lo scopo dell’Anima di ognuno di noi durante l’esistenza sul pianeta terra. Quale personaggio potrebbe  essere più rappresentativo, in questo momento, di Nelson Mandela?!

Da pochi giorni tutto il mondo piange quest’uomo che, sicuramente, era qualcosa più di un semplice essere umano! Personalmente amo definirlo: un Angelo fatto uomo! In tutti gli anni terrestri, molti Angeli fatti uomo hanno calcato il suolo di gaia, e pochi esseri viventi, evidentemente, li hanno riconosciuti come tali. Mandela è stato sicuramente uno di questi. Ma come è possibile riconoscere queste sue qualità e le sue immense capacità: Amore per la giustizia, marcata spiritualità, senso del sacrificio e del dovere verso un popolo, il suo popolo. Caratteristiche che lo hanno portato ad essere una delle persone più importanti ed incisive del nostro secolo. Con lo studio della carta natale o astrale, si possono ricavare i dati necessari per procedere al “riconoscimento” di un’Anima speciale, un’Anima immensa e potente, l’Anima di un Angelo, sceso sulla terra per aiutare questa umanità bambina, che necessita di essere ancora accompagnata attraverso la sua evoluzione.

Credo che molti Angeli abbiano raggiunto il nostro pianeta per aiutarlo nell’evoluzione, e molti, evidentemente, sono presenti ancora e lo saranno nel futuro per aiutare gli esseri umani ad evolvere. Nello zodiaco, che, ricordo, è una fascia celeste divisa in 12 segni che raffigurano costellazioni reali, i pianeti seguono giornalmente un percorso apparente, durante il quale incontrano gradi o punti importanti che, se ben chiariti e articolati, sono nella possibilità di dare  risposte in merito ad ogni nostra domanda, o di rendere intelligibili in anticipo eventi di portata mondiale legati alla trasformazione delle coscienze.

Lo studio dell’oroscopo di Mandela porta a comprendere bene come la carta natale rappresenti una lineare e perfetta testimonianza di ciò che la nostra Anima si prefigge prima di tornare su questa terra. L’Anima, attraverso l’oroscopo, esprime se stessa in modo eccelso e comunica, a chi conosce le chiavi di lettura, la motivazione per la quale ha deciso di reincarnarsi. Inoltre, dato molto importante, più è elevata un’Anima, e più è facile trovare segni di espressività sulla carta natale. Altro aspetto fondamentale: più il suo scopo si integra con l’intera umanità, più la sua esperienza su questa terra lascia un segno indelebile, sovente riconosciuto dal mondo intero. Quale indizio più evidente di questo?

Il simbolismo che userò è quello dei Gradi Sabiani. Essi sono 360, uno per ogni grado dello zodiaco, ed esprimono un processo evolutivo definito «A croce». La croce rappresenta la capacità dell’uomo di esprimere se stesso attraverso le dinamiche (difficoltà) della vita. La croce ha da sempre rappresentato il messaggio della sofferenza legato alla morte di Gesù, ma esso contiene in sé l’opportunità di liberarsi dalle catene o condizionamenti della materia e dell’esistenza in genere.

Ogni grado, oltre ad avere un simbolismo occulto, rappresenta anche un processo dinamico: ogni grado esprime un requisito che si sviluppa poi nello zodiaco, attraverso la corrispondenza con segni posti, come dicevo prima, a croce fra loro, in un dinamismo continuo, che ci dà il punto di partenza e quello di arrivo per ognuno di essi, spiegandoci il senso profondo di ogni rappresentazione che si incontra nella lettura. In questa sede non posso dare spiegazioni più dettagliate per motivi di spazio, ma, se ci fosse qualcuno interessato a conoscere più a fondo questa lettura, basterà che me lo faccia presente. Per questo motivo prenderò in considerazione solo il grado dell’Ascendente e quello del Sole natale di Mandela. Quindi si considera l’Ascendente nel Sagittario 26° grado, il Discendente nel 26° grado dei Gemelli, il Fondo Cielo nel 26° grado dei Pesci ed il Medio Cielo nel 26° grado della Vergine.

Vediamo per quale scopo Nelson Mandela è arrivato sul pianeta terra. Partirò facendo una premessa: l’Ascendente più di ogni altro punto dell’oroscopo di nascita, indica il tipo di esperienza che l’Anima ha scelto per evolvere in questa esistenza e per cui è tornata su questo pianeta. Così esso descrive chi siamo realmente, che tipo di esperienze dovremmo fare per allinearci alla nostra Anima, o meglio, per rispettare fino in fondo lo scopo per il quale siamo venuti in questa vita, quale possibilità abbiamo di esprimere al meglio la nostra esistenza ed il nostro fine. Qui in basso ho riportato l’oroscopo di Nelson Mandela, in cui troviamo un Ascendente a 25 gradi e 08 primi del segno del sagittario. In questo caso si dovrà leggere il Simbolo Sabiano del grado 26 del segno del Sagittario. Prima di passare alla descrizione del singolo grado è giusto presentare il segno del Sagittario e cosa esso rappresenti in astrologia. Esso è il nono segno dello zodiaco e, rappresentato dal Centauro, mezzo cavallo e mezzo uomo, esprime la dualità del corpo e dell’Anima che tende verso la spiritualità e per questo punta il suo arco verso l’alto. Esso rappresenta la giustizia ed è governato da Giove, re degli dei. Il Centauro è un saggio ed un sapiente, educa gli dei alla spiritualità ed alla giustizia terrena.

Segno doppio, per l’eterno dualismo tra ideale e reale, rappresenta l’elemento fuoco mobile; dinamico e continuamente in movimento e tendenzialmente portato, nella sua migliore espressività, ad aiutare gli altri, senza risparmiarsi. Il suo fuoco è produttore di energia vitale che si trasforma in azione, passionalità  istintuale e generosità che si manifesta con estremo calore umano che tende sempre verso alti traguardi, essenzialmente spirituali e collettivi, che riguardano cioè tutti gli esseri umani e che, sua riconosciuta caratteristica e capacità, coinvolge con amore e vigore unici per raggiungere gli obiettivi che si prefigge. Quindi se l’Ascendete di Mandela si trova in Sagittario, sul grado 26, esso si esprimerà certamente in funzione del segno che lo ospita e con le caratteristiche su descritte. Il grado cita testualmente:

26°: UN PORTA-BANDIERA IN MEZZO ALLA BATTAGLIA.

La sottomissione nobilmente accettata per condividere valori e scopi collettivi.

La risposta è di per sé completa e basterebbe da sola a rendere perfettamente il senso che volevamo trovare. Porta bandiera in mezzo ad un conflitto, quello razziale, che ha mietuto molte vittime in quegli anni bui in Sud Africa. Mandela è rimasto prepotentemente radicato ai principi di giustizia, fino a rimanere in carcere per 27 anni; un essere umano normale non avrebbe resistito tanto. La bandiera rappresenta uno stato, un paese, una collettività ben definita e caratterizzata, una nazione. In battaglia colui che porta la bandiera è il rappresentante indiscusso del gruppo di uomini che lo segue; egli è però disarmato, indifeso, ma tiene alta la rappresentatività di un paese o di un gruppo di persone che perseguono gli stessi ideali. La descrizione del simbolo continua così: In certe circostanze l’individuo può agire come un agente conscio e responsabile dell’umanità. Ed ancora: “Sei pronto ad assumere questo ruolo! Puoi consacrarti ad un ideale!” Ora però il grado ci orienta verso il suo opposto portandoci a chiedere: a cosa conduce questo processo? La risposta ce la darà il 26° grado del segno dei Gemelli che cita:

26° Gemelli: ALBERI COPERTI DI BRINA CONTRO IL CIELO INVERNALE.

La rivelazione di forme archetipiche e del ritmo essenziale dell’esistenza.

Le forme archetipiche sono quelle “forme” dell’Inconscio collettivo di cui ha parlato Jung. Egli diceva di averli contattati e che grazie alla sua preparazione sia riuscito a mantenere il controllo ed una mente lucida: spiega poi che, se non avesse avuto punti di riferimento consolidati, acquisiti durante la sua lunga esperienza di psicoterapeuta come era nelle sue capacità e forza interiore, sarebbe uscito fuori di testa. La rivelazione di forme Archetipiche è spesso, ma certamente non sempre, retaggio di uomini illuminati; persone in grado di comprendere e gestire queste figure evanescenti che altro non sono che Messaggeri, Maestri di Luce, Anime disincarnate altamente evolute con cui si può comunicare e da cui ottenere informazioni per gestire al meglio ruoli sociali particolarmente importanti, come quello di Mandela. In situazioni di disagio ed estrema difficoltà come quelle incontrate da Madiba, solo un “colloquio” profondo tipico tra l’Anima e gli Archetipi dell’inconscio collettivo, poteva portare consigli e risposte valide per andare avanti negli eventi difficoltosi che incontrava. I 27 anni passati in carcere equivalgono ad un ergastolo; pur non avendo commesso delitti o crimini pesanti, rimase in prigione per un ideale di giustizia ed eguaglianza sociale!

Tutto questo è certamente stato una punizione esagerata, ma è servita pe consacrare le gesta, il messaggio e la forza di un’Anima altamente evoluta! Attraverso il dialogo con Maestri di Luce e, con la Fonte/ Dio, l’Angelo fatto uomo riusciva ad interagire, tra il mondo della carcerazione e quello esterno con i compagni del suo movimento popolare che combattevano contro l’Apartheid. Ma i simboli Sabiani ancora non finiscono di chiarire il tutto; per farlo bisognerà andare a leggere cosa cita il grado 26 del segno dei Pesci. Qui si comprende come un’Anima possa imparare a gestire la situazione che si è creata partendo dal 26 grado del Sagittario, quindi la domanda sarà: “Come può l’Anima di Mandela gestire questa situazione? Cosa dovrebbe fare per accettare fino in fondo il suo ruolo di Portabandiera e finire il suo compito in modo idoneo al suo scopo come Anima? La risposta ce la darà il

26° GRADO DEL SEGNO DEI PESCI CHE DICE: “GUARDANDO LA SOTTILISSIMA FALCE DI LUNA NUOVA AL TRAMONTO DEL SOLE, DIFFERENTI PERSONE SI RENDONO CONTO CHE È GIUNTO IL MOMENTO DI PORTARE AVANTI I LORO PROGETTI PERSONALI”.

Un lucido apprezzamento del valore delle risposte individualizzate a una sfida della vita.

La luna nuova è il segno di un nuovo inizio. Luna uguale sentimento, passione e immaginazione. Luna come donna, madre, colei che crea e partorisce i propri figli. Luna nuova, nuovi inizi, nuove possibilità, nuove opportunità. Aspetti dell’esistenza che, se ben integrati, portano verso grandi risultati in virtù di un coinvolgimento collettivo di un gruppo ben definito di esseri umani: il popolo nero dell’Africa del sud. Il simbolo dice che diverse persone si rendono conto che è giunto il momento per portare avanti i loro progetti personali, ma al tempo stesso collettivi e, per far partire un’iniziativa così importante, occorre qualcuno in grado di accollarsi la responsabilità con indomito coraggio e dare così inizio ad un processo che diventerà tanto inarrestabile da arrivare alla storica conclusione: l’abolizione dell’Apartheid nel continente africano.

Qual è lo scopo finale per il quale l’Anima di Mandela si è incarnata in questi tempi e per quali scopi lo ha fatto? La risposta ci viene dal grado

26 DEL SEGNO DELLA VERGINE CHE CITA: “UN RAGAZZO CON UN INCENSIERE SERVE UN SACERDOTE VICINO ALL’ALTARE”.

Il primo stadio di partecipazione effettiva nel grande rituale di evoluzione planetaria.

Il ragazzo rappresenta Mandela al servizio di un “superiore”, il sacerdote nel simbolo, ma nella realtà l’essere superiore a cui Mandela offre il suo servizio è Dio. L’altare rappresenta il luogo della celebrazione della messa che sta a raffigurare una celebrazione cosmica in atto. Qui l’attività archetipica citata poco fa è in piena azione: il servitore si trova sull’altare insieme al sacerdote ed entrambi prendono parte al rituale sacro che denota la presenza  ed il contatto diretto con Dio. Il ruolo di Mandela è evidente e la sua potenza interiore ancora di più. Un simbolo tra i 360 ci dice che Mandela è in grado di “celebrare”, ovvero fare da tramite tra il mondo della materia e quello della spiritualità e dell’amore universale. Attraverso la sua presenza la giustizia divina si realizzava gradualmente nel mondo della materia. Il suo ruolo è stato determinante e realizzativo al massimo grado. Solo un Anima evoluta poteva fare tutto questo, anzi, solo un Angelo fatto uomo era in grado si svolgere un compito tanto gravoso, difficile e  stressante come quello che ha svolto Mandela.

Questa rappresentazione del potenziale dell’Anima di Mandela è evidente e si rafforza ancora di più andando a leggere la posizione del suo sole di nascita che si trova nel grado 25 e 05 del segno del Cancro. Noi leggeremo il grado 26 del Cancro. Anche qui il 26 torna a riproporsi.

IL GRADO 26 DEL CANCRO DICE: DEGLI OSPITI LEGGONO NELLA BIBLIOTECA DI UNA CASA LUSSUOSA.

Il trasferimento di privilegi sociali a livello di godimento intellettuale.

La biblioteca all’interno di una casa lussuosa è un privilegio, sia per chi la possiede, sia per gli ospiti che ne usufruiscono. Nei libri è scritta la storia dell’umanità, la poesia, il dramma ed ogni aspetto che l’esistenza umana ci ha lasciato in eredità. Le origini di Mandela rispecchiano perfettamente quello che ci racconta il grado, perché suo padre era un aristocratico signore, capo della tribù di Thembu e grazie alla sua posizione sociale Mandela poté conseguire una laurea in giurisprudenza. Quindi il significato del grado sembra combaciare alla perfezione. Dove ci porta questo? La risposta ci arriverà, sempre rispettando il processo a croce di cui sopra, dal

26° GRADO DEL CAPRICORNO CHE CITA: UNO SPIRITO DELLA NATURA DANZA TRA I RIFLESSI IRIDESCENTI DI UNA CASCATA.

La capacità di percepire lo spirito nascosto e creativo dei fenomeni naturali.

Non conosco la vita privata di Mandela, ma sarebbe davvero interessante sapere se quest’Anima avesse percezioni fuori dal comune. Il suo oroscopo sembra che lo dimostri con determinazione. Egli era certamente in grado di vedere oltre, percepire ed intuire aspetti raffinati dell’esistenza lungo il suo cammino. L’acqua di cui parla il simbolo è di per sé rappresentativa: fluida, limpida ed iridescente, essa si insinua e plasma. L’acqua è  l’elemento primordiale attraverso cui si dà origine alle forme ed alla vita. L’acqua è fluida come la coscienza pura ed incontaminata di un essere vivente speciale, che non si lascia condizionare da eventi esterni o falsi ideali. Quest’acqua si trova nel cancro, segno d’acqua e governato dalla Luna, che già prima, nel grado dell’Ascendente di Mandela ha fatto capolino. Luna come sentimento e come passione: più è alto l’onore e l’amore per il prossimo, più il sentimento si esprime e si realizza. Mandela aveva queste doti, capacità o doni, e, lo vedo perfettamente integrato nelle vesti di un “canalizzatore” di intuizioni di altissimo livello spirituale ed universale.

Come poteva Mandela gestire queste doti e capacità? La risposta ci viene dal

26° GRADO DELLA BILANCIA che dice: UN’AQUILA ED UNA GRANDE COLOMBA BIANCA SI TRAMUTANO L’UNA NELL’ALTRA.

L’interazione tra la Volontà spirituale e il principio dell’Amore quando sorgono necessità critiche.

L’Aquila è il simbolo di elevazione spirituale, la colomba invece rappresenta lo Spirito Santo, la purezza e l’Amore nella sua più alta aspirazione; la loro fusione  e conversione rappresentano la capacità di plasmarsi in funzione delle opportunità o necessità. Questo simbolo racchiude la forza che sarà necessario esprimere nei momenti di maggiore difficoltà, in cui la cosa più idonea da fare è integrare la Spiritualità con l’Amore. Non sarà difficile capire che nei momenti più difficili per Mandela, visto che ne avrà certamente avuti nei suoi lunghi 27 anni di prigionia, egli doveva raccogliere sempre le sue energie e capacità di distacco per superare le crisi ed i momenti di depressione all’interno del carcere. In questi casi solo un’enorme forza interiore ed un’estrema capacità di sintonizzarsi con l’energia cosmica o spirituale che dir si voglia, può aiutare a superare ogni crisi esistenziale e, a Mandela, questa caratteristica o peculiarità necessitava assolutamente per uscire dall’incubo dell’isolamento della lunga prigionia. Solo la capacità di integrare queste due qualità avrebbe garantito a Mandela di riuscire a vivere con serenità e speranza.

Dove porta questo? La risposta ci viene dal grado

26 DEL SEGNO DELL’ARIETE che dice: UN UOMO POSSIEDE PIU’ DONI DI QUANTI NE POSSA TENERE.

Potenziale in evoluzione.

La difficoltà di adattare la sua forza spirituale al suo corpo fisico può essere stato lo scopo della vita di questa grande Anima. La sua energia potrebbe averlo destabilizzato più volte rispetto alle sue caratteristiche fisiche. Spesso, in ambiti esoterici, si parla di anime che hanno grande difficoltà a rimanere integrate nel corpo fisico in cui sono entrate per vivere in questa dimensione. Molti Anime che hanno fatto esperienze di pre morte, dicono che il rientro nel corpo fisico è stato spesso doloroso e difficoltoso e che ha dato un senso di estrema pesantezza dopo essere “rientrate” nel corpo stesso. Lo scopo di Mandela, rappresentato dalla carta natale e del sole in questo caso, è stato quello di dover integrare continuamente la sua Anima immensa al suo corpo fisico di semplice essere umano, fino a che la missione, per la quale era tornato su questa terra, potesse essere finalmente compiuta.

Certamente altri pianeti ed altri simboli sarebbero da considerare per definire fino in fondo le caratteristiche profonde e raffinate di Mandela, ma non ho spazio per farlo. Spero sia risultato chiaro il fatto che attraverso un oroscopo si può descrivere perfettamente la potenzialità di ogni essere umano, ma, soprattutto lo scopo della sua Anima, scopo per il quale è tornato a vivere questa esperienza terrena. Ogni essere umano ha uno scopo come Anima ed anche il più piccolo scopo o modello di vita ha un senso per chi lo esprime. Il compito più piccolo dell’essere umano meno evoluto di questa terra ha uno scopo per sé e per l’intera umanità. Ora Mandela, dopo aver espresso perfettamente lo scopo della sua Anima in questa vita, è tornato finalmente a casa. Lì potrà finalmente riposare e, chissà, decidere magari di tornare fra gli umani al più presto per svolgere un altro compito importante in questa terza dimensione di esistenza che è la terra.

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2 Comments

2 Comments

  1. Antonio Marignetti

    20 Dicembre 2013 at 18:28

    Grande Masella!

  2. PAOLA

    3 Gennaio 2014 at 12:44

    I TUOI ARTICOLI REGALANO TANTO SAPERE..TONINO…..

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Abruzzo

AIELLI: I CITTADINI RICORDANO I CADUTI DELLA GUERRA. DIMENTICANZA AVUTA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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Lo scorso 25 aprile per la ricorrenza della Liberazione l’Amministrazione Comunale di Aielli ha dimenticato ancora una volta di deporre un fiore al monumento dei caduti di Aielli Stazione dove inoltre non e’ stato eseguito “ l’alza bandiera”. Per questo motivo nella mattinata di Domenica 28 Aprile un gruppo di cittadini indignati si sono riuniti in piazza per deporre un fiore e ricordare i morti in battaglia. A parlare è stato Marco Barbieri che ha spiegato come, nonostante nel centro di Aielli Alto si fosse svolta una manifestazione ufficiale dell’amministrazione comunale in onore dei caduti, ad Aielli Stazione non è la prima volta che viene a mancare l’appuntamento con la deposizione di fiori e l’alza bandiera. Molti cittadini sono rimasti indignati poiche’ già l’anno scorso era stata segnalata la dimenticanza dell’amministrazione comunale la quale, avvisata con dovuto anticipo, non ha ritenuto comunque importante onorare i caduti ad Aielli Stazione. “Avremmo preferito che a farlo fosse stata l’amministrazione comunale il 25 aprile, sarebbe stata la cosa più giusta, se non altro per rispetto degli anziani di Aielli Stazione che da sempre hanno visto sventolare la bandiera italiana e sono sempre stati partecipi alla deposizione della corona. Data l’indifferenza siamo stati costretti a riparare domenica con la deposizione della corona. Purtroppo non è stato possibile invece eseguire l’alza bandiera per ovvi motivi istituzionali. Mi auguro che certi episodi non si protraggano per gli anni avvenire e che l’amministrazione possa essere più attenta e sensibile nel futuro”.

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Abruzzo

FESTA DEL PAPÀ : QUANDO LA LEGGE NEGA L’ESSERE PADRE

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Ci sono padri straordinariamente felici di essere padri e di fare da padri. Perché è l’esperienza più bella della loro vita. Perché il figlio è, la loro vita. Perché crescere, educare, giocare, gioire col proprio cucciolo nutre il cuore, la mente, l’anima.

Ci sono madri (non tutte chiaramente) che negano ai padri questo diritto. Negandogli così di vivere.

Ci sono padri che passano notti e settimane insonni; che subiscono: alienazioni genitoriali, telefonate interrotte con il figlio, figli manipolati, menzogne inculcate nel figlio e parole infamanti; assistono ad: accordi violati, aggressioni al patrimonio; vivono improvvisi sospetti imprevisti del figlio. Padri che vivono il figlio come un ostaggio, vile merce di scambio, corpo contundente, strumento di vendetta; arma non convenzionale. Ci sono padri che non vivono più serenamente, che non lavorano più serenamente, che non gioiscono più, che non riescono più ad immaginare il proprio futuro. Ci sono padri che si impoveriscono, aggrediti patrimonialmente. Che finiscono a fare la coda dai padri gesuiti o dormono in auto. Che hanno sconvolgimenti esistenziali non più riparabili, destinati a restare come inchiostro d’odio su candida seta. Ci sono padri negati.

Uno dei maggiori drammi della società moderna, nella quale una coppia su due è destinata a separarsi, riguarda i padri che si “separano”, ai quali si oppongono le madri con “violenza” negando loro l’esercizio della condivisione genitoriale nella crescita del figlio. La letteratura spiega che in una “separazione” (in un matrimonio o in una convivenza more uxorio) le donne tendono spesso a usare il figlio come arma e i padri invece strumentalizzano il mantenimento.

Diventa dunque essenziale il ruolo del giudice e degli avvocati che assistono le parti.

Occorre infatti che la legge venga applicata con equilibrio, saggezza e responsabilità, dai giudici minorili e che gli avvocati che assistono i genitori in tale delicato conflitto siano innanzitutto competenti, esperti e responsabili. Ho invece conosciuto tanti cialtroni che danneggiano le parti e soprattutto l’interesse dei minori arrecando danni irreparabili. Tali incompetenti andrebbero sanzionati con la radiazione o l’espulsione.

Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) esercita nello spirito della realizzazione del migliore interesse del minore e ha giurisdizione penale, civile e amministrativa. E’ organo specializzato della giustizia, composto da quattro giudici (due togati e due onorari). In Italia ci sono 29 tribunali minorili, con 782 magistrati, dei quali circa 600 sono onorari. La selezione dei giudici andrebbe fatta col massimo rigore possibile poiché gestiscono situazioni di straordinaria importanza.

La competenza in materia civile non è esclusiva (concorrente con il tribunale ordinario e e il giudice tutelare) ma di assoluto rilievo, decidendo anche in tal senso: interventi a tutela dei minori i cui genitori non adempiono in modo adeguato o affatto ai doveri verso i figli (art. 147 cod. civ.); può limitare l’esercizio della potestà genitoriale, attivando l’intervento dei servizi socio-sanitari (art. 333 cod. civ.); può allontanare il minore dalla casa familiare (artt. 330, 333 e 336 cod. civ.); può dichiarare i genitori decaduti dalla potestà sui figli (art. 330 cod. civ.); può dichiarare lo stato di adottabilità del minore; regola l’affidamento dei figli di genitori non sposati, che hanno cessato la convivenza e che sono in situazione di conflitto rispetto all’esercizio della potestà genitoriale (art. 317 bis cod. civ.).

Ricordiamoci dunque che dove c’è un padre negato, c’è sempre un bambino negato.

STORIA DELLA FESTA DEL PAPÀ

La Festa del papà è celebrata in tutto il mondo, anche se in date differenti, e la tradizione vuole che i figli festeggino i papà con regali e biglietti pieni di sentimento. La storia di questa festa è piuttosto recente e risale precisamente al 5 luglio del 1908, giorno in cui venne festeggiata per la prima volta nella città di Fairmont, in Virginia Occidentale, presso la chiesa metodista locale in commemorazione della morte di oltre 360 uomini, 250 dei quali padri di famiglia, nel disastro di Monongah, la più grave sciagura mineraria degli Stati Uniti.

Successivamente, per la precisione il 19 giugno del 1910 a Spokane nello Stato di Washington, la Signora Sonora Smart Dodd, all’oscuro della celebrazione avvenuta a Fairmont e ispirata da un sermone ascoltato in chiesa per la festa della mamma del 1909, organizzò la prima festa del papà così come la conosciamo oggi e fece in modo che la ricorrenza venisse ufficializzata. Ancora oggi infatti diversi Paesi seguono la tradizione statunitense e festeggiano i propri papà la terza domenica di giugno. Nei Paesi cattolici invece, proprio come l’Italia, questa festa viene legata al giorno di San Giuseppe e celebrata quindi il 19 marzo.

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Bcc Roma, la proposta del sindaco De Angelis: “Soci nell’Urban Center”

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«Propongo alla Bcc di entrare a far parte dell’Urban Center. In questi
giorni l’Urban Center sta partendo operativamente, il Comune di Avezzano ne
è stato soggetto ispiratore. Ora, con la vostra partecipazione, potremmo
arrivare a una forma ibrida, tra il pubblico e il privato, finalizzata alla
promozione di progetti sociali». È la proposta avanzata dal sindaco di
Avezzano, Gabriele De Angelis, che ha portato i saluti a uno
dei tradizionali incontri della Banca di credito cooperativo di Roma che ha
visto la partecipazione dei soci delle nove agenzie che si trovano nella
Marsica.

«La Bcc Roma è la più grande Banca di Credito Cooperativo in Italia», ha
aggiunto il sindaco, «e ha la forza di unire l’efficienza con la
solidarietà, contribuendo allo sviluppo dei territori in cui è presente,
mettendo al centro, le persone, i giovani, le famiglie. Anche nella Marsica
e nella provincia aquilana in generale, la Bcc può essere il nucleo intorno
a cui costruire una grande rete per far nascere imprese che diano
occupazione, troppi giovani sono senza lavoro. Con l’Urban Center di
Avezzano, che nasce come il luogo di sintesi di tutte le associazioni e dei
civismi cittadini, si può puntare sull’elaborazione di condivisi progetti
sociali, culturali e di sviluppo economico, così come si è fatto a Torino e
a Bologna. Entrando nell’Urban Center la Bcc potrà proporre e realizzare
nuove soluzioni di welfare, a partire dal campo della sanità e nuove idee
di sviluppo di impresa».

«Sul tema del credito», ha sottolineato De Angelis, «il nuovo governo
regionale ha assunto importanti impegni. Nel programma del presidente
Marsilio si prevede una profonda riforma della Fira, Finanziaria regionale
abruzzese, il cui ruolo sarà rilanciato nella funzione di assistenza alla
imprese interessate ad investire in Abruzzo, assumendo pure partecipazioni
nel loro capitale di rischio e garantendo un ritorno in termini di crescita
e valorizzazione delle eccellenze territoriali. La nuova Fira potrà
svolgere il ruolo di capogruppo di società di interesse strategico
regionale, alle quali fornisce i tipici servizi di
programmazione, di controllo, di amministrazione, servizi legali e
formazione. La Bcc Roma, per dimensione e qualità, per il suo essere
pienamente banca del territorio, potrà giocare un ruolo di primo
attore nel favorire lo sviluppo e il consolidamento delle aziende».
foto: Germana D’Orazio

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MERCATO DEL SABATO : L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONTINUA A VEDERE UNA REALTÀ DIVERSA DA QUELLA PALESE A TUTTI.

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Avezzano. È sempre polemica per il mercato del sabato ad Avezzano. Mentre gli ambulanti, ovvero gli attori protagonisti di questo “telefilm”, continuano a presentare le proprie lamentele e difficoltà per lo spostamento nella zona nord, dall’amministrazione comunale si continua a parlare e rilasciare dichiarazioni come se tutto quello che dicono o pensano gli ambulanti nom esista. Nel caso specifico è esplosa ancora una volta la polemica dopo le esternazioni a mezzo stampa del consigliere di maggioranza Alberto La Morgese, secondo il quale “

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Abruzzo

Consegnati i lavori per il nuovo plesso scolastico in via Puglie.

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Sono stati consegnati i lavori di realizzazione del nuovo complesso scolastico in via Puglie. Ad annunciarlo è l’assessore all’Edilizia scolastica, Chiara Colucci. “La nuova scuola”, spiega l’assessore, “ospiterà una scuola primaria di 10 classi, 250 alunni e una scuola media di 15 classi, 375 alunni, per un totale di 625 studenti”.

“L’edificio, che si estende su una superficie complessiva di circa 5.700 metri quadrati comprende spazi per aule didattiche, aule speciali e integrative, mensa, biblioteca, palestra e auditorium, oltre agli uffici amministrativi e alla presidenza”.

L’esecuzione è curata dall’associazione temporanea d’impresa aggiudicataria, composta dalle ditte Cobar Costruzioni Barozzi Spa di Altanura (Bari) e Upgrading Services Spa. La durata dei lavori è prevista in 360 giorni. “Con la consegna dei lavori alla scuola di via Puglie”, precisa il dirigente Sergio Pepe, “tutti i dieci interventi di edilizia scolastica programmati successivamente all’evento sismico del 6 aprile 2009, per un importo complessivo di 21.887.340 euro (di cui 18.291.341 euro sono fondi della ricostruzione, 1.879.370 euro sono fondi Miur e 1.716.629 euro sono fondi comunali), sono in fase di realizzazione. Quattro sono già conclusi”.

Sono già stati ultimati la demolizione e ricostruzione dell’ala sud della scuola secondaria di primo grado “Vivenza” per un importo di 1.400.000 euro con fondi della ricostruzione, l’adeguamento sismico dell’ala nord della scuola secondaria di primo grado “Vivenza” per un importo di 1.500.000 euro di cui 1.250.000 con fondi del Miur; l’adeguamento sismico della scuola materna della frazione di Paterno per un importo di 300.000 euro con fondi della ricostruzione, la demolizione e ricostruzione della scuola primaria di via Cairoli “A. Persia” per un importo di 2.850.000 con fondi della ricostruzione mentre è in fase di conclusione l’intervento di costruzione del nuovo edificio della scuola primaria “M. Pomilio”, per un importo di 2.100.000 euro di cui 1.680.000 con fondi della ricostruzione. Sono invece in avanzato stato di realizzazione la demolizione e ricostruzione della scuola materna di via De Gasperi per un importo di 700.000 euro di cui 370.000 con fondi della ricostruzione, la costruzione del nuovo edificio della scuola materna in via America per un importo di 1.220.000 euro di cui 1.629.370 con fondi del Miur.

“Sono orgoglioso che il programma di edilizia scolastica proceda speditamente verso l’obiettivo di assicurare massima sicurezza agli alunni che saranno finalmente in condizione di studiare in ambienti moderni e confortevoli “, il commento del sindaco Gabriele De Angelis, “a conferma del buon lavoro portato avanti da tutto il settore tecnico”.

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Abruzzo

LANCIANO: BIMBA DI 8 ANNI SI SVEGLIA DAL COMA : “NON SMETTETE MAI DI LOTTARE” (VIDEO)

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Diventa virale il video della piccola lancianese che lotta contro una malattia rara La gioia del papà: dopo aver sentito la musica della mamma è tornata alla vita.

https://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJThttps://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJT
Ha aperto gli occhi e ha sorriso vedendo i genitori Serena e Filippo. Elisabetta ce l’ha fatta. Un’altra volta, l’ennesima volta ha riabbracciato la vita, a cui si aggrappa con tutte le sue forze da 8 anni.
Ha solo 8 anni infatti la bimba lancianese che lotta contro una malattia rara che anziché abbatterla l’ha resa una guerriera.
Con lei ci sono i genitori, le sorelle, i compagni di classe, la parrocchia di Sant’Antonio e una città intera. A raccontare il suo risveglio dal coma dopo un mese, che sa di miracolo, sono i genitori e un video che su Fanpage è stato visto migliaia di volte. Un video che è un messaggio di speranza e un inno alla vita. Un risveglio avvenuto dopo che la mamma Serena, ballerina, aveva danzato nell’ospedale di Ancona dove è ricoverata la bimba, con l’ex ballerino di Amici Ivan Cottini, affetto da sla. «Un caso, una coincidenza», commenta il papà Filippo, scenografo, «mia moglie Serena e Ivan stavano lavorando ad un videoclip di beneficenza con il comitato genitori dei bambini cardiopatici Torrette di Ancona. Ma Serena lo aveva avvisato che si fermava perché Elisabetta era in coma. Ivan allora le ha voluto fare una sorpresa. Si è presentato in ospedale per ridarle un sorriso grazie alla danza e hanno ballato emozionando tutti. Appena rientrata in stanza la sorpresa più grande: il cuore di Elisabetta aveva ricominciato a battere regolarmente e dopo un po’ lei è uscita dal coma lasciando increduli persino i medici».
Era in coma dal 1° febbraio, dopo un interminabile intervento al cuore. L’ennesimo, perché la piccola, affetta dalla sindrome di George che colpisce un bambino su quattromila, e una cardiopatia rara congenita aveva già subito altri 7 interventi. «I primi sei nel primo anno e mezzo di vita», riprende il papà, «che abbiamo vissuto qui all’ospedale di Ancora. Il 31 gennaio è stata sottoposta al nuovo intervento a cuore aperto: 36 ore interminabili ore di operazione con problemi infiniti e la sua piccola vita appesa ad un filo. Noi lì come sempre a sperare, pregare. Poi la sorpresa a Serena, la danza e il risveglio di Elisabetta e un recupero che i medici stentano a spiegare, anche se è ancora in terapia intensiva e i problemi non sono tutti risolti».
Elisabetta però lotta, non vuole saperne di stare allungata, si vuole sedere – cosa estremamente difficile da fare dopo quello che ha passato – guarda i disegni dei compagni di classe. È debilitata, scioccata, ma nonostante tutto, sorride alla vita.
«Lei è speciale», riprende il papà, «prima di entrare in sala operatoria ha indossato una maglietta con su scritto “buon lavoro a tutti”, ai medici che l’hanno operata. Viviamo giorno per giorno. Ci addormentiamo nella speranza che ci sia un domani, con le sue difficoltà, ma che ci sia. Ti confronti con altri genitori che sono qui, nel reparto di cardiochirurgia pediatrica diretto da Marco Pozzi, ti aggrappi alla speranza, alla fede, alla scienza e alla ricerca che va sostenuta. Grazie alla ricerca anche Elisabetta magari potrà ritardare gli interventi che dovrà fare e vivere meglio. Ai genitori che hanno figli malati vogliamo dire di non arrendersi, di continuare a sperare. La malattia di un figlio ti toglie il respiro, ti cambia il sorriso e ti spegne gli occhi ma il tuo cuore batte anche per quello del tuo guerriero, se serve. E quando tutto sembra essere perduto, la vita ti stupisce».

Fonte articolo: ilcentro.it

Fonte video : fanpage.it

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Evento: domenica 17 marzo alle 17

Marco Solimeo sarà ad Avezzano
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Insieme al vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, un pomeriggio di confronto sui temi legati alla vita, al dolore, alla malattia
,alla forza e all’amore, che alla fine è quello che vince su tutto.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

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