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AMATRICE: c’è un filo rosso che lega i Comuni dimenticati d’Italia

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C’è un filo conduttore che ha unito idealmente i Sindaci che ieri erano presenti agli “Stati Generali dei Comuni Dimenticati” ad Amatrice, ospiti del sindaco Sergio Pirozzi. Un filo che si dipana attraverso tutta l’Italia, da nord a sud alle isole, sottile, invisibile, fragile all’apparenza, in realtà tenace e resistente agli strappi. Un filo che ha legato gli ideali, al di là dei colori e delle ideologie politiche, di sindaci orgogliosi di amministrare questa Italia minore, innamorati dei loro territori, attraversati da un po’ di sana pazzia, ad assumersi grandi responsabilità pur di tenere in vita, oltre ogni difficoltà, le loro comunità strette a presidiare territori faticosi. Sindaci resilienti e liberi da schemi, con un forte senso del dovere, perché si fa sempre appello ai diritti ma c’è bisogno di tornare al dovere degli amministratori di opporsi ad ogni forma di prevaricazione della politica centrale sulle comunità poco numerose, politica che legifera da stanze lontane e non sa cosa significhi vivere in montagna, su un’isola o in un’area periferica.

Pirozzi ha scelto le parole di Nelson Mandela per accogliere i suoi colleghi ed ospiti: “Un vincitore è un sognatore che non si è arreso”. “Uniti si vince” ha ripetuto più volte Pirozzi. È sembrato che questi sindaci non stessero aspettando altro che incontrarsi e confrontarsi.

I piccoli comuni in Italia sono circa 5.600 ma il loro peso nell’ANCI e nelle altre sedi istituzionali è quasi nullo. Con le elezioni provinciali sarà ancora più evidente.

I sindaci che sono intervenuti ad Amatrice, motivati e determinati, hanno tutti risposto all’appello di Pirozzi con entusiasmo e fiducia: costituiranno un’associazione che porterà la loro voce alla Conferenza Stato-Regione ed in ogni sede istituzionale. L’obiettivo comune è la garanzia della catena dell’emergenza urgenza, del rispetto dell’ora d’oro, dei pronto soccorso nei presidi ospedalieri delle zone disagiate.

Il sindaco di Tonara Pierpaolo Sau ha portato la voce di 25 comuni del centro della Sardegna, in provincia di Nuoro. “Un’isola nell’isola” come l’ha definita lui stesso. È partito il giorno prima alle 5 del mattino, ed ha fatto il viaggio in nave in poltrona per essere puntuale all’appuntamento di Amatrice. “Siamo malati sì, ma di territorio” ha detto, “Vogliamo stare qui, non vogliamo andarcene”. I servizi – scuole, ospedali, tribunali, uffici pubblici – sono accentrati nei capoluoghi ed i nostri figli ci lasciano: per studiare, per lavorare, ora anche per nascere, perché con la chiusura nel punto nascita le donne partoriscono a due ore da casa. “Paghiamo il 100% delle tasse, ma non abbiamo il 100% dei servizi come chi vive in città”.

Il ritornello è sempre lo stesso, ovunque in Italia: non ci sono i numeri. Quei numeri per la Regione o per lo Stato non sono persone, per i sindaci invece lo sono eccome. Perché mancano i numeri, si chiedono i sindaci? È un serpente che si morde la coda: perché non ci sono servizi, perché si continua ad impoverire questi territori, a renderli poco appetibili, a non investirci, ad utilizzare soltanto la legge dell’equilibrio economico mentre, come ci ha ricordato l’on. Egidio Pedrini Sindaco di Zeri (MS) in un intervento appassionato e fortemente condiviso, i diritti naturali, come il diritto alla salute o il diritto all’acqua, sono universali ed inviolabili e non possono sottostare a leggi economiche. A difendere lo stato sociale e la giustizia sociale sono rimasti i sindaci, ultimi baluardi di democrazia, nuovi eroi.

Il giovane sindaco Nicola Verruzzi di Montieri in provincia di Grosseto ha esemplificato in modo efficace un pensiero comune: “Rimanere è disubbidire”, è una nuova forma di resistenza allo strapotere dell’economia per rimettere al centro il cittadino ed i suoi bisogni.

Dall’altra isola maggiore, la Sicilia, è arrivato il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa, partito alle 4 del mattino. La sua è una vera battaglia di Davide contro Golia perché oltre a lottare per il mantenimento dei servizi, sta difendendo la salute pubblica combattendo contro il MUOS (Mobile User Object Sistem), sistema americano di comunicazioni satellitari ad alta frequenza e a banda stretta che ha visto l’installazione di tre gigantesche antenne paraboliche radar ad altissimo impatto ambientale nella riserva naturale Sughereta di Niscemi, con l’instaurarsi di campi elettromagnetici possibile pericolo per la salute dei cittadini.

Incredibili le storie riportate dai sindaci dell’Isola d’Elba. Anna Bulgaresi di Marciana parla del suo territorio, dal monte Capanne alla costa, come di “un’isola nell’isola”. L’ospedale di Portoferraio, anzi, nelle sue parole, il Pronto Soccorso, perché dopo i tagli ospedale non è più, dista 35 km. e per le emergenze l’ambulanza è senza medico a bordo. Ad un rendez-vous il paziente viene trasportato su un’altra ambulanza del 118 stavolta con il medico a bordo e portato a Portoferraio. Questa è la catena di emergenza-urgenza offerta e purtroppo, a pagarne le spese, anche con la vita, sono i cittadini. Le fanno eco il sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni e di Portoferraio Mario Ferrari. La Regione Toscana ha predisposto un costosissimo servizio di elisoccorso che evidentemente con il maltempo non può garantire la sicurezza dei cittadini.

Giuseppe Morini Sindaco di Alatri (FR) ci ricorda che nel suo territorio i posti letto sono 1 ogni 1.000 abitanti quando la normativa nazionale ne prevede 3,7. Il risultato è inevitabile: anche tre giorni al pronto soccorso in attesa di un posto letto. Il bacino di utenza dell’ospedale è di 100.000 abitanti e, nonostante in questo caso ci siano i numeri, si continua a smantellare, ad allontanare primari e professionalità ad impoverire l’offerta, in un disegno che sembra voler favorire la sanità privata. Lo stesso accade in tutta la provincia di Rieti il cui ospedale cittadino non è stato esente da ripercussioni. E poi Acquapendente, che con Amatrice si è gemellata nella battaglia per avere il riconoscimento, per il proprio presidio, dello status di ‘area disagiata’: l’Assessore Paola Serafinelli ha ben spiegato le difficoltà e asperità del suo territorio, all’estremo nord della Regione Lazio, a confine con due Regioni.

A fare eco la dott.ssa Carla Breschi, consigliera comunale a Pistoia e medico. Il suo è un punto di vista privilegiato perché addetta ai lavori e la sua denuncia è rivolta all’ingrossarsi anno dopo anno dell’apparato amministrativo delle ASL a scapito del personale medico in prima linea, generando strutture elefantiache che si autoriproducono e mangiano risorse. Lo stesso Massimo Casciani che ha portato il saluto della Diocesi di Rieti ha posto l’accento sul fatto che su alcuni servizi essenziali, come l’istruzione e la salute, non ci debbano essere risparmi ed i risparmi vengano piuttosto operati sugli sprechi.

La voce delle Marche è stata portata dal sindaco Alfonso Lattanzi di Montecopiolo dell’alto Montefeltro, quella dell’Emilia Romagna da Alberto Rocca assessore di Loiano (BO) e della Toscana oltre dai sindaci già citati, da Luca Marmo Sindaco di Piteglio (PT) e presidente dell’Unione dei cinque comuni dell’Appennino Pistoiese e Marco Buselli Sindaco di Volterra che ha raccontato il suo impegno di coordinamento di un gruppo di sindaci toscani contro le politiche di tagli della Regione Toscana e ricordando che l’ospedale è quello dove c’è un pronto soccorso e dove si opera. Di quello i territori marginali hanno bisogno.

Quello si impegnano a chiedere a tutti i livelli i Sindaci che da oggi inizieranno a fare “rete” insieme ai comitati civici. Erano presenti con i loro rappresentanti il C.R.E.S.T. che riunisce 13 comitati della Toscana, ISDE Umbria, i Comitati riuniti provincia di Frosinone, Articolo 32 Onlus, Comitato in rete Marche, l’Alcli di Rieti ed il Comitato Grifoni di Amatrice. Tanti i messaggi di solidarietà arrivati da tutta Italia, tra tutti ricordiamo quello più a Nord, il Comitato per l’ospedale di Torre Pellice (TO), e quello più a Sud, il Comitato Pro Ospedale di Corleone(PA).

Anche dai Comitati si è levato un appello: se sindaci e cittadini si uniscono, si può ottenere molto. La politica deve tornare ad occuparsi dei cittadini e a stare al loro fianco.

C’è chi in questi giorni sta facendo lo sciopero della fame per salvaguardare il diritto alla salute di una fascia debole della popolazione: i bambini. È Simone Contro consigliere a Porretta Terme in provincia di Bologna. A febbraio è stato chiuso il punto nascite ed ora si paventa la chiusura del reparto di pediatria. Simone sta vivendo sulla propria pelle cosa sia la cattiva politica.

Oggi ha scritto sul suo diario Facebook:

“Con questa esperienza ho avuto modo di toccare con mano, come mai prima d’ora, la tremenda voragine, ormai endemica, che c’è tra popolazione e politica.
 Mentre infatti dozzine di persone mi contattano, mi scrivono, non tanto per me, quanto per condividere con entusiasmo la battaglia in difesa della sanità in montagna, dal mondo della politica, con l’eccezione degli amministratori locali, arrivano incerti vagiti, mugugni imbarazzati, o peggio un assordante silenzio.
Ai primi voglio dire prima di tutto grazie. Grazie perché mi dimostrate che chi abita in montagna non è rassegnato a vederla spogliare di ogni servizio.
Ai secondi, invece, voglio dire solo due parole: 81 chili. L’è longa!”

Ma uniti si vince!

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Italia

… E gli italiani emigrano nei Paesi dove la vita costa meno

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Consumi, UECOOP: fuga verso i paesi dove la vita costa meno

Boom italiani in Marocco +149% e Thailandia +107,7% ma anche Portogallo e Malta

Abruzzo – Con 6 pensionati su 10 che prendono meno di 750 euro al mese sono sempre di più gli italiani che si trasferiscono in Paesi dove la vita costa meno e le tasse sono più basse come il Marocco dove la comunità tricolore è cresciuta del 149% negli ultimi 7 anni o la Thailandia che registra un incremento del 107,7%.

É quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop, su dati Aire, in relazione all’esigenza di rilanciare i consumi interni, scongiurando l’aumento dell’Iva, che inciderebbe sulla capacità di spesa delle famiglie in un momento in cui si avvertono preoccupanti segnali di stagnazione dell’economia con il calo del reddito e del potere d’acquisto secondo l’Istat. Fra carrello della spesa e bollette – sottolinea Uecoop – la vita in Italia è ormai una sfida quotidiana di sopravvivenza, soprattutto per i pensionati che sempre più spesso cercano nuovi posti dove vivere e soprattutto incassare l’assegno dell’Inps al lordo dei contributi o con una tassazione che, di solito, non supera il 20%, in modo da garantirsi una maggiore serenità nella vecchiaia e la possibilità di spendere qualcosa di più per le proprie esigenze personali e di salute.

Un movimento demografico verso l’estero che, dalla crisi economica internazionale del 2009 fino a oggi, ha coinvolto oltre un milione di italiani. Marocco e Thailandia le mete privilegiate, che contano insieme quasi 10mila espatriati, ma anche Malta, che schiera una comunità di oltre 4.500 italiani più che triplicata rispetto a 7 anni fa, mentre il Portogallo con oltre 6.500 persone ha registrato una crescita del 61,7%, oppure ci sono i circa 5.200 che hanno scelto la Tunisia, raddoppiati rispetto a 7 anni fa, o i 10.700 che hanno puntato sui Caraibi: 2 su 3 a Santo Domingo e il resto a Cuba con un aumento rispettivamente del 48% e del 77%.

La qualità della vita fra consumi e servizi diventa così uno dei principali parametri di valutazione anche per chi, conclusa la propria stagione professionale, deve decidere come organizzarsi il futuro, ma è chiaro – sottolinea Uecoop – che non tutti possono o vogliono trasferirsi all’estero lasciando casa, figli, nipoti o amici. E allora insieme a una crescita economica che favorisca la vita delle famiglie, in un Paese come l’Italia dove ci sono 13,5 milioni di persone sopra i 65 anni, destinate con gli anni ad aumentare – conclude Uecoop – la gestione della terza età diventa un punto fondamentale del welfare sia sul fronte pubblico che su quello privato con un sempre maggiore coinvolgimento delle oltre 9.700 cooperative sociali che si occupano anche di assistenza sul territorio nazionale.

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Abruzzo

Operazione in corso a Gioia dei Marsi

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Operazione in corso della Guardia di Finanza. Riscontrata la presenza di diverse pattuglie della GdF tra Ortucchio e Gioia dei Marsi. Alcune autovetture sono state avvistate proprio nei pressi dell’abitazione di un imprenditore del settore sanitario già noto alle cronache giornalistiche degli ultimi mesi per essere stato denunciato dalla Procura di Avezzano per aver ottenuto una falsa invalidità.

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Abruzzo

Maxi operazione della Guardia di finanza nella Marsica

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Dalle prime luci dell’alba è partita una vasta operazione della Guardia di Finanza.  Sono state avvistate infatti numerose macchine della GdF che sfrecciavano con luci lampeggianti e sirene accese in direzione di vari centri della Marsica.

Più tardi saranno diffusi maggiori dettagli sull’operazione.

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Italia

Pasqua: Settimana Santa primaverile ma da venerdì torna maltempo

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L’alta pressione delle Azzorre continuera’ a dominare le nostre regioni almeno fino a venerdi’, poi cambiera’ tutto con l’arrivo di piogge e piu’ freddo. A comunicarlo e’ la redazione web del sito ilmeteo.it. Fino a venerdi’ santo il tempo sull’Italia sara’ molto buono e dominato dall’anticiclone delle Azzorre che mostrera’ qualche cedimento soltanto sulle Alpi, e localmente sul Friuli Venezia Giulia. Martedi’ sara’ la giornata piu’ calda del mese con temperature massime che potrebbero raggiungere anche i 23° su alcune regioni. Da mercoledi’ invece correnti piu’ fresche settentrionali faranno calare un pochino le temperature, anche se la differenza rispetto ai giorni precedenti sara’ esigua.

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Italia

Carburanti: gestori autostrade, sciopero fino a domani

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E’ iniziato dalla mezzanotte della scorsa notte lo sciopero nazionale dei benzinai sulla rete autostradale. La protesta, proclamata dalle organizzazioni di categoria dei gestori delle aree di servizio autostradali, Faib Confesercenti, Fegica Cisl ed Anisa Confcommercio proseguira’ per 48 ore (fino alle 24 del 1 aprile). L’iniziativa, che fa seguito a quella gia’ effettuata il 4 e 5 marzo scorso, si legge in una nota “viene attuata a sostegno della vertenza aperta dalla categoria contro i privilegi e le rendite di posizione assicurate ai concessionari autostradali (pedaggi e royalty) e per ottenere l’abbattimento dei prezzi dei carburanti e la tutela del servizio pubblico”.
Ieri i legali di Faib, Fegica e Anisa hanno depositato presso il Tar del Lazio il ricorso teso ad impugnare l’Atto di indirizzo firmato il 29 gennaio di quest’anno dai Ministri Lupi e Guidi. Oggi alle 17.30 le organizzazioni di categoria risponderanno alla convocazione del ministero dello Sviluppo economico giunta alla fine della scorsa settimana.

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Italia

Lavoro: Istat, disoccupazione giovani sale 42,6% a febbraio

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Il tasso di disoccupazione dei giovani di eta’ compresa tra i 15 e i 24 anni, cioe’ la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati) e’ pari al 42,6%, in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Lo rileva l’Istat. Il numero di giovani disoccupati aumenta su base mensile di 11 mila unita’ (+1,7%).

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Albania: Di Pangrazio, ha un ruolo centrale in Macroregione

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“Un’occasione di confronto importante, con un Paese, come l’Albania, da sempre legato all’Abruzzo da intensi rapporti non solo commerciali, ma anche culturali e di amicizia”. Lo ha detto questa mattina a Pescara il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, che ha fatto parte della delegazione – insieme al vice presidente della Giunta Giovanni Lolli, al sindaco di Pescara Marco Alessandrini e al presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco – di accoglienza del premier albanese Edi Rama, in visita istituzionale nel capoluogo adriatico. “L’Albania – ha sottolineato Di Pangrazio – sta portando avanti le procedure d’ingresso nell’Unione Europea, iniziate nel 2009 e che lo scorso anno hanno portato alla concessione dello status di ‘Paese candidato’. Inoltre ha un ruolo centrale anche nel progetto della Macroregione Adriatico-Ionica. Per queste ragioni il rapporto privilegiato che la lega all’Abruzzo diventa strategico sia per la nostra regione, sia per l’Albania stessa, per consolidare e rafforzare i legami tra le due sponde dell’Adriatico”.

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