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Allergie, come curarle con l’omeopatia e l’omotossicologia!

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– Allergico, suo figlio è allergico e bisognerà curarlo per anni.

Ma come??? Quante volte sentiamo ripetere frasi di questo tipo? Molti operatori sanitari, dopo aver visitato i nostri figli, pronunciano, purtroppo, questo spiacevole verdetto. Da cosa nasce un’ allergia? Le cause dell’allergia sono diverse; a partire da un’alimentazione scompensata, che porta a problemi intestinali con conseguente sbilanciamento del S. Immunitario, per arrivare a stress da sovraccarico tossinico. E ancora: vaccinazioni sconsiderate o scarsamente controllate; inquinamento ambientale da scarichi tossici; intossicazioni da metalli: piombo, mercurio (purtroppo ancora presente in molte otturazioni odontoiatriche), bario e diversi altri.

L’assunzione di farmaci contraccettivi La predisposizione genetica, anche se la persona, in genere, non nasce allergica, a volte esiste, ma in linea di massima l’allergia si instaura nel tempo. Da studi recenti si evince che una mamma allergica può trasmettere l’allergia al bambino, ma va detto che il bambino comunque potrà guarire nel tempo, grazie alla capacità del suo S. Immunitario di potersi modulare e riadattare.  Fra le cause di maggiore sviluppo delle allergie si annovera quella d’assunzione eccessiva e mal gestita di farmaci come: Antibiotici, Antipiretici, Antinfiammatori e Cortisonici. Cosa significa Paziente Allergico. E quale è la differenza tra Intolleranza e allergia?

Prima di passare alla descrizione dei sintomi e delle reazioni del paziente allergico è importante fare questa distinzione. Intollerante è quella persona che, per vari motivi di carattere fisiologico, non sopporta bene un alimento, un profumo, un tessuto. Allergica invece è quella persona che, dopo aver assunto un farmaco, un alimento, o dopo aver respirato vicino ad un fiore o una pianta o in un luogo con  mix di polveri, ha una vera e propria crisi reattiva o crisi allergica.

La crisi allergica crea delle risposte importanti in un organismo; risposte che sono esacerbate da un’ alta reattività del sistema immunitario che produce fattori stressogeni (prostaglandine, bradichinine, etc.), che portano ad  alterare la normale funzione organica e creano disagi fisici attraverso crisi istaminiche con reazioni di gonfiore, prurito, starnuti, irritazione e altro ancora. Quindi per chiarire: nell’intolleranza il paziente dovrà eliminare per un periodo di tempo limitato, quattro-sei mesi, l’elemento responsabile del disagio, mentre nell’allergia il paziente deve evitare completamente l’assunzione o il contatto con il prodotto che causa la crisi allergica. Nell’allergia in definitiva c’è l’intervento del Sistema Immunitario, con importante interessamento del piatto TH2 della bilancia immunitaria; nell’intolleranza invece il S. Immunitario interviene creando i presupposti per potersi rimodulare, reagendo all’agente stressogeno, e bilanciandosi con gradualità fino a tornare in normale fisiologia.

Dove ci porta tutto questo? Ai giorni nostri purtroppo ci sono tantissime persone, soprattutto bambini ed adolescenti, soggette ad allergie vere e proprie, con manifestazioni che vanno dagli eritemi cutanei al gonfiore della glottide, degli occhi, ad arrossamenti delle congiuntive, spasmi broncopolmonari e altro. I fattori d’innesco dell’allergia sono molto conosciuti e studiati in Fitoterapia, Omeopatia e Omotossicologia e i casi di ritorno alla fisiologia completa se ne contano molti, pur occorrendo diversi mesi. Purtroppo oggi ci sono persone che presentano allergie davvero complesse. Spesso questi disagi sono causati dalle cure estreme che vengono consigliate in modo irresponsabile. Se alla minima febbre reagiamo assumendo Antibiotici, antipiretici e cortisonici, come potrà il nostro sistema immunitario essere reattivo come dovrebbe? Vi spiego  bene la funzione di questi prodotti.

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Antibiotico: significa “contro la vita”. L’antibiotico certamente serve per uccidere gravi forme batteriche, parassitarie e altro, ma se è contro la vita per questi aggressori, lo è anche per altri microorganismi del nostro corpo. Per esempio gli antibiotici alterano il metabolismo dei villi intestinali, uccidendo la flora batterica che a noi necessita. Non si dimentichi che nell’intestino avvengono scambi importanti e determinanti per la fisiologia del corpo. Inoltre l’intestino è un vero e proprio termometro per verificare l’andamento del S. Immunitario.  Quindi somministrare un antibiotico ogni volta che c’è un accenno di febbre, equivale a camminare  con un’automobile con il freno a mano inserito, creando forti disagi a tutto il sistema. Magari sarebbe idoneo consigliare, insieme agli antibiotici, almeno fermenti lattici per aiutare l’intestino a reagire al meglio e a proteggersi. Secondo prodotto: antipiretico. L’antipiretico è il prodotto che si usa per abbassare la febbre. L’innalzamento della temperatura corporea ci è dato proprio dalla reazione del sistema immunitario. Vi ricordate: “ La febbre riattiva il sistema immunitario”.

Se una persona prende un antipiretico con una febbre a 37 e mezzo, non fa altro che bloccare la reazione del sistema immunitario, che sta reagendo e producendo anticorpi proprio attraverso la febbre, permettendo al sistema immunitario di rafforzarsi e creare i presupposti per risolvere qualsiasi inconveniente con cui il sistema si sta confrontando. Terzo punto il cortisone. Premetto che il cortisone è un ottimo prodotto per salvare la vita di molte persone, grazie ad esso tante vite sono state salvate e si salveranno. Viva il cortisone! Ma, non si può pensare di dare il cortisone al primo sintomo di malattia. Se da una parte salva molte vite, dispensato coerentemente e giustamente, dato invece al minimo sintomo, con l’andare del tempo, crea notevoli disagi di adattabilità del Sistema Immunitario, poiché esso è un vero proprio immunosoppressore. Ogni volta che il paziente assume cortisone il suo sistema immunitario viene soppresso e gli occorrerà del tempo per ripristinare la fisiologia. A lungo andare l’assunzione esasperata di questi  prodotti  porta a sconvolgere il sistema immunitario, alterandone completamente le sue funzioni, portandolo a reagire in modo incoerente proprio per tutelarsi dalle continue aggressioni.

Oggi il 35 percento tra bambini e adolescenti in Italia è allergico e non certamente solo per l’alimentazione e la bassa qualità della vita. I sintomi dell’allergia sono evidenti sin dalle prime manifestazioni. Il piatto immunitario dell’allergia, TH2, rimane attivo ed impedisce agli altri piatti immunitari di intervenire in modo efficace e risolutivo. Ma la domanda sorge spontanea. Può la medicina classica curare l’allergia? La risposta purtroppo è NO! Si cerca in tutti i modi di tamponare la crisi con Antistaminici e Cortisonici bloccando reazioni eccessive e pericolose, ma non si riesce a venirne a capo ed il paziente continuerà ad avere problemi. Nonostante tutti questi disagi ci si ostina a pensare in modo irresponsabile, che non esistono vie d’uscita. Certo con le competenze attuali, che negano metodi non convenzionali o complementari per curare i pazienti, non andremo da nessuna parte.

Non si potrebbe magari incentivare le cure alternative che, male che vada non fanno male? Come mai non si cerca un orientamento nuovo e condiviso da tutti? Perché da noi vige la logica della “disinformazione”. Mi chiedo perché la disinformazione sia lecita e garantita, mentre informare obiettivamente rimanga non più un dovere deontologico del medico, soprattutto quello di base, ma una greve necessità da tempo abbandonata. Mi preme ricordare che le Medicine Non Convenzionali: Omeopatia, Omotossicologia, Osteopatia, Agopuntura, Fitoterapia, Medicina Antroposofica, Medicina cinese e molte altre vengono riconosciute da anni dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), per cui, prima di giudicare e dare voce a scempiaggini senza fondamento e figlie della più assurda e irriflessiva ignoranza, farei un modesto esame di coscienza chiedendomi se l’OMS è composta da medici incompetenti messi in quei ruoli per caso (ne dubito) o se invece è rappresentata da medici esperti, preparati, ma soprattutto aggiornati, saggi e umili.

Penso che sia più giusto riconoscere le competenze a chi le ha, e parlare dopo aver fatto esperienza rispetto a ciò che si giudica, ma soprattutto sia più giusto dare ai pazienti, alle persone che soffrono, alternative e libera scelta per cure che li orienterebbero verso una possibile risoluzione obbiettiva e non illusoria, come sovente si verifica attualmente. In fondo nel nostro paese i risultati in ambito sanitario fanno frequentemente cronaca. Lo studio di queste nuove medicine non è così scontato e semplice come si vuol far credere, perché un bravo medico non convenzionale deve studiare anni e, soprattutto deve conoscere a menadito materie come Chimica, Biologia, Fisica, Fisiologia e funzioni di centinaia di prodotti naturali, le loro caratteristiche e diluizioni e, soprattutto deve imparare ad integrare le sue competenze adattandole ad ogni singolo paziente.

Ogni essere umano è unico! Egli è un insieme di varie componenti che interagiscono e tendono a bilanciarsi fra loro: Psiche, Sistema Nervoso, Sistema Endocrino, Sistema Immunitario, EMOZIONI rappresentate nel Cervello o Sistema Limbico o EMOZIONALE. Le emozioni possono essere il primo tassello di una lunga lista di reazioni, positive o negative che determinano le risposte della persona in base alla loro azione e al loro impatto. Un altro forte disagio che si riscontra nel nostro paese è, oltre agli scarsi aggiornamenti in ambito medico-scientifico, una carente funzionalità e  operatività delle aziende ospedaliere statali e private. Potremmo migliorare questi aspetti attraverso analisi specifiche su alcune componenti del sistema immunitario. Pensate, esistono test di laboratorio che potrebbero orientarci proprio sui fattori del S. Immunitario, ma in Italia pochissimi ospedali li effettuano.

Purtroppo siamo ancora molto lontani da una sanità equilibrata e funzionante a causa di politici non autorevoli che non possono gestire cose di cui non hanno competenza. Se invece di pensare al clientelismo e pagare fior di quattrini figure professionali spesso inutili, investissimo qualche euro in più in macchinari idonei ed aggiornamenti medico-scientifici efficaci, la qualità della vita e la spesa sanitaria migliorerebbe notevolmente. Grazie agli esami di cui parlavo precedentemente, i medici potrebbero stabilire con largo anticipo quale fattore presenti anomalie (eccesso o difetto), e lavorare per migliorare questi aspetti.

Esiste, per esempio, un fattore citochinico chiamato TGF Beta, è un regolatore cellulare che, se si riscontra elevato può portare nel tempo alla ipertensione, se basso può portare ad osteoporosi. Certo non è solo con questo valore che possiamo classificare queste patologie, ma immaginate se trovassimo questo valore alto in un uomo di circa quarant’anni! Quale vantaggio avremmo abbassando il rischio di questo paziente riguardo all’ipertensione arteriosa? Come se dovessimo trovarlo basso in una donna di quarant’anni, ancora lontana dalla menopausa, esso ci farebbe capire che la donna è una paziente più a rischio riguardo all’osteoporosi e quindi potremmo lavorare per riequilibrare il TGF Beta e prevenire un’osteoporosi, limitando i rischi della paziente dandole una maggiore opportunità per allontanare i tempi della patologia in esame. La qualità di vita ne gioverebbe. Come possiamo curare l’allergia in medicina Omeopatica?

Esistono prodotti fantastici in Omeopatia e Omotossicologia. Essi non hanno alcun tipo di controindicazione, e portano il paziente verso una graduale normalizzazione. Un ottimo prodotto per diminuire le crisi istaminiche è il Ribes Nigrum M.G. 50 gocce in acqua per tre volte al dì. Ai bambini metà dose. Poi troviamo un antistaminico in granuli che è Histaminum in 5 CH granuli si può assumere tre o quattro granuli per tre volte al giorno. Esiste poi Apis Mellifica sempre 5 CH, e Ledum Palustre 5 CH. Un altro prodotto fantastico è Cardiospermum Halicacabum 5 CH granuli. Con questi prodotti si può stare tranquilli, ma vi ricordo sempre di chiedere il parere al vostro medico Omeopata. Insieme ad essi idoneo sarebbe un drenaggio mesenchimale (pulizia delle cellule) che aiuterà ad espellere tutti i residui tossici accumulati negli anni dal nostro corpo, riattivando gradualmente il metabolismo della cellula e riportandolo all’originale funzione.

Il viaggio è lungo, mi si dirà, ma nessuno guarisce in poco tempo da malattie del genere. Sento dire: l’Omeopatia è lunga. Vi chiedo. Quanto tempo occorre ad una patologia per instaurarsi? Mesi, anni! Allora come si pensa di guarire in pochi giorni? Se ho un mal di testa o un dolore di denti e prendo un antidolorifico elimino il sintomo, ma non la causa. Chi dopo aver avuto un forte dolore di denti prende solo la compressa senza poi andare dal proprio dentista a farsi controllare, curare o estrarre il dente interessato, sapendo perfettamente che il dolore potrebbe tornare da un momento all’altro e che un minimo disagio possa poi compromettere altri denti? Quindi una patologia acquisita negli anni ha bisogno di tempo per essere normalizzata e risolta.

Il nostro corpo è un tempio in cui miliardi di funzioni si scambiano a vicenda, coinvolgendo vari sistemi fra loro. Vi sembra possibile guarire ripristinando la norma degli stessi in pochi giorni? Facciamo le persone responsabili per favore e ammettiamo che siamo troppo superficiali riguardo a questi aspetti. Si sappia però che molte persone più furbe e lungimiranti giocano proprio sulla nostra superficialità per continuare a diffondere notizie false, tendenziose e fuorvianti. Dico sempre alle persone che non devono prendere per oro colato quel che si dice loro, ma devono fare esperienza diretta della vita in ogni campo di esistenza. Assumere informazioni sempre più innovative ed aggiornate in campo medico scientifico, dovrebbe essere la prima cosa da fare per un medico lungimirante; oltre che un innegabile dovere che tende al rispetto di sé stessi e della propria professione, è un aspetto deontologico che avvicina il terapeuta coscienzioso e consapevole verso pazienti sempre più bisognosi e disorientati.

Il nuovo paziente ha sete di conoscenza e verità ed è molto più propenso ad affrontare problemi di salute mettendoci molto di se stesso, senza lasciarsi “curare” passivamente come accadeva fino a qualche tempo fa. Ma se ognuno riuscisse ad andare oltre i propri limiti dettati da egoismo e vanagloria, si comprenderebbe che non esiste una medicina migliore di un’altra come non esiste un medico migliore di un altro e si capirebbe che lo scopo finale di tutte le medicine e di tutti i medici che operano attraverso le proprie competenze dall’una e dall’altra parte è quello di tendere verso la salute e il miglioramento della vita. Ogni essere umano, in verità, sta aspettando che questo divario si colmi, che queste diatribe si risolvano, che questa divisione, che non porta a nulla di buono, diventi invece una fusione di competenze bidirezionali e non unidirezionale. Dice Bruce H. Lipton,  scienziato biologo: “ Quando metto un elemento tossico nella cultura cellulare, esse si ritraggono e scappano; quando metto sostanze nutritizie esse si avvicinano, si amalgamano. Esse crescono e si riproducono”.

In natura tutto tende verso la fusione, verso l’integrazione e verso il raggiungimento comune di un obiettivo. Così in medicina tutti dovrebbero crescere insieme e amalgamarsi, anelando alla realizzazione di obiettivi comuni che lavorino all’unisono per l’evoluzione e per la crescita e la salvaguardia di ciò che si ottiene. La guarigione e la salute dell’essere umano dovrebbero essere un obiettivo comune per tutte le medicine; condiviso da più parti sarebbe la risposta idonea per ognuno. Se ci arrovelliamo il cervello per cercare di convincere il prossimo in modo presuntuoso che solo noi deteniamo la verità rispetto ad altri, che rappresentano e lavorano con medicine  di cui non abbiamo competenza, non arriveremo mai a nulla. In tutto ciò non esisterebbero né vincitori né vinti. E’ l’essere umano ad aver perduto!  YIn e Yang non combattono fra loro, essi rappresentano il divenire lineare tendente all’equilibrio, l’espansione mai immobile. La mente dovrebbe agire come l’universo: espandersi per non collassare! La mente dovrebbe tendere verso la conoscenza e non verso la cultura limitata dei preconcetti, alimentati da uomini che per paura di perdere le loro posizioni di prestigio danno voce a flebili ed inconsistenti lamenti.

 

Abruzzo

AIELLI: I CITTADINI RICORDANO I CADUTI DELLA GUERRA. DIMENTICANZA AVUTA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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Lo scorso 25 aprile per la ricorrenza della Liberazione l’Amministrazione Comunale di Aielli ha dimenticato ancora una volta di deporre un fiore al monumento dei caduti di Aielli Stazione dove inoltre non e’ stato eseguito “ l’alza bandiera”. Per questo motivo nella mattinata di Domenica 28 Aprile un gruppo di cittadini indignati si sono riuniti in piazza per deporre un fiore e ricordare i morti in battaglia. A parlare è stato Marco Barbieri che ha spiegato come, nonostante nel centro di Aielli Alto si fosse svolta una manifestazione ufficiale dell’amministrazione comunale in onore dei caduti, ad Aielli Stazione non è la prima volta che viene a mancare l’appuntamento con la deposizione di fiori e l’alza bandiera. Molti cittadini sono rimasti indignati poiche’ già l’anno scorso era stata segnalata la dimenticanza dell’amministrazione comunale la quale, avvisata con dovuto anticipo, non ha ritenuto comunque importante onorare i caduti ad Aielli Stazione. “Avremmo preferito che a farlo fosse stata l’amministrazione comunale il 25 aprile, sarebbe stata la cosa più giusta, se non altro per rispetto degli anziani di Aielli Stazione che da sempre hanno visto sventolare la bandiera italiana e sono sempre stati partecipi alla deposizione della corona. Data l’indifferenza siamo stati costretti a riparare domenica con la deposizione della corona. Purtroppo non è stato possibile invece eseguire l’alza bandiera per ovvi motivi istituzionali. Mi auguro che certi episodi non si protraggano per gli anni avvenire e che l’amministrazione possa essere più attenta e sensibile nel futuro”.

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Abruzzo

FESTA DEL PAPÀ : QUANDO LA LEGGE NEGA L’ESSERE PADRE

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Ci sono padri straordinariamente felici di essere padri e di fare da padri. Perché è l’esperienza più bella della loro vita. Perché il figlio è, la loro vita. Perché crescere, educare, giocare, gioire col proprio cucciolo nutre il cuore, la mente, l’anima.

Ci sono madri (non tutte chiaramente) che negano ai padri questo diritto. Negandogli così di vivere.

Ci sono padri che passano notti e settimane insonni; che subiscono: alienazioni genitoriali, telefonate interrotte con il figlio, figli manipolati, menzogne inculcate nel figlio e parole infamanti; assistono ad: accordi violati, aggressioni al patrimonio; vivono improvvisi sospetti imprevisti del figlio. Padri che vivono il figlio come un ostaggio, vile merce di scambio, corpo contundente, strumento di vendetta; arma non convenzionale. Ci sono padri che non vivono più serenamente, che non lavorano più serenamente, che non gioiscono più, che non riescono più ad immaginare il proprio futuro. Ci sono padri che si impoveriscono, aggrediti patrimonialmente. Che finiscono a fare la coda dai padri gesuiti o dormono in auto. Che hanno sconvolgimenti esistenziali non più riparabili, destinati a restare come inchiostro d’odio su candida seta. Ci sono padri negati.

Uno dei maggiori drammi della società moderna, nella quale una coppia su due è destinata a separarsi, riguarda i padri che si “separano”, ai quali si oppongono le madri con “violenza” negando loro l’esercizio della condivisione genitoriale nella crescita del figlio. La letteratura spiega che in una “separazione” (in un matrimonio o in una convivenza more uxorio) le donne tendono spesso a usare il figlio come arma e i padri invece strumentalizzano il mantenimento.

Diventa dunque essenziale il ruolo del giudice e degli avvocati che assistono le parti.

Occorre infatti che la legge venga applicata con equilibrio, saggezza e responsabilità, dai giudici minorili e che gli avvocati che assistono i genitori in tale delicato conflitto siano innanzitutto competenti, esperti e responsabili. Ho invece conosciuto tanti cialtroni che danneggiano le parti e soprattutto l’interesse dei minori arrecando danni irreparabili. Tali incompetenti andrebbero sanzionati con la radiazione o l’espulsione.

Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) esercita nello spirito della realizzazione del migliore interesse del minore e ha giurisdizione penale, civile e amministrativa. E’ organo specializzato della giustizia, composto da quattro giudici (due togati e due onorari). In Italia ci sono 29 tribunali minorili, con 782 magistrati, dei quali circa 600 sono onorari. La selezione dei giudici andrebbe fatta col massimo rigore possibile poiché gestiscono situazioni di straordinaria importanza.

La competenza in materia civile non è esclusiva (concorrente con il tribunale ordinario e e il giudice tutelare) ma di assoluto rilievo, decidendo anche in tal senso: interventi a tutela dei minori i cui genitori non adempiono in modo adeguato o affatto ai doveri verso i figli (art. 147 cod. civ.); può limitare l’esercizio della potestà genitoriale, attivando l’intervento dei servizi socio-sanitari (art. 333 cod. civ.); può allontanare il minore dalla casa familiare (artt. 330, 333 e 336 cod. civ.); può dichiarare i genitori decaduti dalla potestà sui figli (art. 330 cod. civ.); può dichiarare lo stato di adottabilità del minore; regola l’affidamento dei figli di genitori non sposati, che hanno cessato la convivenza e che sono in situazione di conflitto rispetto all’esercizio della potestà genitoriale (art. 317 bis cod. civ.).

Ricordiamoci dunque che dove c’è un padre negato, c’è sempre un bambino negato.

STORIA DELLA FESTA DEL PAPÀ

La Festa del papà è celebrata in tutto il mondo, anche se in date differenti, e la tradizione vuole che i figli festeggino i papà con regali e biglietti pieni di sentimento. La storia di questa festa è piuttosto recente e risale precisamente al 5 luglio del 1908, giorno in cui venne festeggiata per la prima volta nella città di Fairmont, in Virginia Occidentale, presso la chiesa metodista locale in commemorazione della morte di oltre 360 uomini, 250 dei quali padri di famiglia, nel disastro di Monongah, la più grave sciagura mineraria degli Stati Uniti.

Successivamente, per la precisione il 19 giugno del 1910 a Spokane nello Stato di Washington, la Signora Sonora Smart Dodd, all’oscuro della celebrazione avvenuta a Fairmont e ispirata da un sermone ascoltato in chiesa per la festa della mamma del 1909, organizzò la prima festa del papà così come la conosciamo oggi e fece in modo che la ricorrenza venisse ufficializzata. Ancora oggi infatti diversi Paesi seguono la tradizione statunitense e festeggiano i propri papà la terza domenica di giugno. Nei Paesi cattolici invece, proprio come l’Italia, questa festa viene legata al giorno di San Giuseppe e celebrata quindi il 19 marzo.

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Bcc Roma, la proposta del sindaco De Angelis: “Soci nell’Urban Center”

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«Propongo alla Bcc di entrare a far parte dell’Urban Center. In questi
giorni l’Urban Center sta partendo operativamente, il Comune di Avezzano ne
è stato soggetto ispiratore. Ora, con la vostra partecipazione, potremmo
arrivare a una forma ibrida, tra il pubblico e il privato, finalizzata alla
promozione di progetti sociali». È la proposta avanzata dal sindaco di
Avezzano, Gabriele De Angelis, che ha portato i saluti a uno
dei tradizionali incontri della Banca di credito cooperativo di Roma che ha
visto la partecipazione dei soci delle nove agenzie che si trovano nella
Marsica.

«La Bcc Roma è la più grande Banca di Credito Cooperativo in Italia», ha
aggiunto il sindaco, «e ha la forza di unire l’efficienza con la
solidarietà, contribuendo allo sviluppo dei territori in cui è presente,
mettendo al centro, le persone, i giovani, le famiglie. Anche nella Marsica
e nella provincia aquilana in generale, la Bcc può essere il nucleo intorno
a cui costruire una grande rete per far nascere imprese che diano
occupazione, troppi giovani sono senza lavoro. Con l’Urban Center di
Avezzano, che nasce come il luogo di sintesi di tutte le associazioni e dei
civismi cittadini, si può puntare sull’elaborazione di condivisi progetti
sociali, culturali e di sviluppo economico, così come si è fatto a Torino e
a Bologna. Entrando nell’Urban Center la Bcc potrà proporre e realizzare
nuove soluzioni di welfare, a partire dal campo della sanità e nuove idee
di sviluppo di impresa».

«Sul tema del credito», ha sottolineato De Angelis, «il nuovo governo
regionale ha assunto importanti impegni. Nel programma del presidente
Marsilio si prevede una profonda riforma della Fira, Finanziaria regionale
abruzzese, il cui ruolo sarà rilanciato nella funzione di assistenza alla
imprese interessate ad investire in Abruzzo, assumendo pure partecipazioni
nel loro capitale di rischio e garantendo un ritorno in termini di crescita
e valorizzazione delle eccellenze territoriali. La nuova Fira potrà
svolgere il ruolo di capogruppo di società di interesse strategico
regionale, alle quali fornisce i tipici servizi di
programmazione, di controllo, di amministrazione, servizi legali e
formazione. La Bcc Roma, per dimensione e qualità, per il suo essere
pienamente banca del territorio, potrà giocare un ruolo di primo
attore nel favorire lo sviluppo e il consolidamento delle aziende».
foto: Germana D’Orazio

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MERCATO DEL SABATO : L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONTINUA A VEDERE UNA REALTÀ DIVERSA DA QUELLA PALESE A TUTTI.

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Avezzano. È sempre polemica per il mercato del sabato ad Avezzano. Mentre gli ambulanti, ovvero gli attori protagonisti di questo “telefilm”, continuano a presentare le proprie lamentele e difficoltà per lo spostamento nella zona nord, dall’amministrazione comunale si continua a parlare e rilasciare dichiarazioni come se tutto quello che dicono o pensano gli ambulanti nom esista. Nel caso specifico è esplosa ancora una volta la polemica dopo le esternazioni a mezzo stampa del consigliere di maggioranza Alberto La Morgese, secondo il quale “

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Abruzzo

Consegnati i lavori per il nuovo plesso scolastico in via Puglie.

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Sono stati consegnati i lavori di realizzazione del nuovo complesso scolastico in via Puglie. Ad annunciarlo è l’assessore all’Edilizia scolastica, Chiara Colucci. “La nuova scuola”, spiega l’assessore, “ospiterà una scuola primaria di 10 classi, 250 alunni e una scuola media di 15 classi, 375 alunni, per un totale di 625 studenti”.

“L’edificio, che si estende su una superficie complessiva di circa 5.700 metri quadrati comprende spazi per aule didattiche, aule speciali e integrative, mensa, biblioteca, palestra e auditorium, oltre agli uffici amministrativi e alla presidenza”.

L’esecuzione è curata dall’associazione temporanea d’impresa aggiudicataria, composta dalle ditte Cobar Costruzioni Barozzi Spa di Altanura (Bari) e Upgrading Services Spa. La durata dei lavori è prevista in 360 giorni. “Con la consegna dei lavori alla scuola di via Puglie”, precisa il dirigente Sergio Pepe, “tutti i dieci interventi di edilizia scolastica programmati successivamente all’evento sismico del 6 aprile 2009, per un importo complessivo di 21.887.340 euro (di cui 18.291.341 euro sono fondi della ricostruzione, 1.879.370 euro sono fondi Miur e 1.716.629 euro sono fondi comunali), sono in fase di realizzazione. Quattro sono già conclusi”.

Sono già stati ultimati la demolizione e ricostruzione dell’ala sud della scuola secondaria di primo grado “Vivenza” per un importo di 1.400.000 euro con fondi della ricostruzione, l’adeguamento sismico dell’ala nord della scuola secondaria di primo grado “Vivenza” per un importo di 1.500.000 euro di cui 1.250.000 con fondi del Miur; l’adeguamento sismico della scuola materna della frazione di Paterno per un importo di 300.000 euro con fondi della ricostruzione, la demolizione e ricostruzione della scuola primaria di via Cairoli “A. Persia” per un importo di 2.850.000 con fondi della ricostruzione mentre è in fase di conclusione l’intervento di costruzione del nuovo edificio della scuola primaria “M. Pomilio”, per un importo di 2.100.000 euro di cui 1.680.000 con fondi della ricostruzione. Sono invece in avanzato stato di realizzazione la demolizione e ricostruzione della scuola materna di via De Gasperi per un importo di 700.000 euro di cui 370.000 con fondi della ricostruzione, la costruzione del nuovo edificio della scuola materna in via America per un importo di 1.220.000 euro di cui 1.629.370 con fondi del Miur.

“Sono orgoglioso che il programma di edilizia scolastica proceda speditamente verso l’obiettivo di assicurare massima sicurezza agli alunni che saranno finalmente in condizione di studiare in ambienti moderni e confortevoli “, il commento del sindaco Gabriele De Angelis, “a conferma del buon lavoro portato avanti da tutto il settore tecnico”.

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Abruzzo

LANCIANO: BIMBA DI 8 ANNI SI SVEGLIA DAL COMA : “NON SMETTETE MAI DI LOTTARE” (VIDEO)

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Diventa virale il video della piccola lancianese che lotta contro una malattia rara La gioia del papà: dopo aver sentito la musica della mamma è tornata alla vita.

https://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJThttps://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJT
Ha aperto gli occhi e ha sorriso vedendo i genitori Serena e Filippo. Elisabetta ce l’ha fatta. Un’altra volta, l’ennesima volta ha riabbracciato la vita, a cui si aggrappa con tutte le sue forze da 8 anni.
Ha solo 8 anni infatti la bimba lancianese che lotta contro una malattia rara che anziché abbatterla l’ha resa una guerriera.
Con lei ci sono i genitori, le sorelle, i compagni di classe, la parrocchia di Sant’Antonio e una città intera. A raccontare il suo risveglio dal coma dopo un mese, che sa di miracolo, sono i genitori e un video che su Fanpage è stato visto migliaia di volte. Un video che è un messaggio di speranza e un inno alla vita. Un risveglio avvenuto dopo che la mamma Serena, ballerina, aveva danzato nell’ospedale di Ancona dove è ricoverata la bimba, con l’ex ballerino di Amici Ivan Cottini, affetto da sla. «Un caso, una coincidenza», commenta il papà Filippo, scenografo, «mia moglie Serena e Ivan stavano lavorando ad un videoclip di beneficenza con il comitato genitori dei bambini cardiopatici Torrette di Ancona. Ma Serena lo aveva avvisato che si fermava perché Elisabetta era in coma. Ivan allora le ha voluto fare una sorpresa. Si è presentato in ospedale per ridarle un sorriso grazie alla danza e hanno ballato emozionando tutti. Appena rientrata in stanza la sorpresa più grande: il cuore di Elisabetta aveva ricominciato a battere regolarmente e dopo un po’ lei è uscita dal coma lasciando increduli persino i medici».
Era in coma dal 1° febbraio, dopo un interminabile intervento al cuore. L’ennesimo, perché la piccola, affetta dalla sindrome di George che colpisce un bambino su quattromila, e una cardiopatia rara congenita aveva già subito altri 7 interventi. «I primi sei nel primo anno e mezzo di vita», riprende il papà, «che abbiamo vissuto qui all’ospedale di Ancora. Il 31 gennaio è stata sottoposta al nuovo intervento a cuore aperto: 36 ore interminabili ore di operazione con problemi infiniti e la sua piccola vita appesa ad un filo. Noi lì come sempre a sperare, pregare. Poi la sorpresa a Serena, la danza e il risveglio di Elisabetta e un recupero che i medici stentano a spiegare, anche se è ancora in terapia intensiva e i problemi non sono tutti risolti».
Elisabetta però lotta, non vuole saperne di stare allungata, si vuole sedere – cosa estremamente difficile da fare dopo quello che ha passato – guarda i disegni dei compagni di classe. È debilitata, scioccata, ma nonostante tutto, sorride alla vita.
«Lei è speciale», riprende il papà, «prima di entrare in sala operatoria ha indossato una maglietta con su scritto “buon lavoro a tutti”, ai medici che l’hanno operata. Viviamo giorno per giorno. Ci addormentiamo nella speranza che ci sia un domani, con le sue difficoltà, ma che ci sia. Ti confronti con altri genitori che sono qui, nel reparto di cardiochirurgia pediatrica diretto da Marco Pozzi, ti aggrappi alla speranza, alla fede, alla scienza e alla ricerca che va sostenuta. Grazie alla ricerca anche Elisabetta magari potrà ritardare gli interventi che dovrà fare e vivere meglio. Ai genitori che hanno figli malati vogliamo dire di non arrendersi, di continuare a sperare. La malattia di un figlio ti toglie il respiro, ti cambia il sorriso e ti spegne gli occhi ma il tuo cuore batte anche per quello del tuo guerriero, se serve. E quando tutto sembra essere perduto, la vita ti stupisce».

Fonte articolo: ilcentro.it

Fonte video : fanpage.it

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IL DISTROFICO FELICE GRAZIE A DIO

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Evento: domenica 17 marzo alle 17

Marco Solimeo sarà ad Avezzano
e presenterà il suo libro Il distrofico felice grazie a Dio
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Insieme al vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, un pomeriggio di confronto sui temi legati alla vita, al dolore, alla malattia
,alla forza e all’amore, che alla fine è quello che vince su tutto.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Diocesi di Avezzano

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