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Attualità

Al via l’intervento di valorizzazione dell’Emissario di Claudio/Torlonia a Capistrello

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Capistrello. Fervono i lavori attraverso i sentieri che conducono all’Emissario Claudio/Torlonia, votato da 4.704 persone nel 2016 all’ottava edizione de “I Luoghi del Cuore”, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il bene, il cui sbocco è situato nella parte bassa del borgo antico di Capistrello (AQ), sul fiume Liri, si è posizionato al 70° posto nella classifica nazionale e 2° in quella regionale e ha ottenuto un contributo di 2.700 €, in seguito alla partecipazione al bando per la selezione degli interventi. Il riconoscimento è arrivato grazie all’impegno e alla caparbietà di tanti cittadini, successivamente costituitisi nell’associazione Amici dell’Emissario, la cui passione ha saputo mobilitare un intero territorio nel raggiungimento di questo grande obiettivo.

Il contributo FAI è destinato, attraverso un progetto cofinanziato dal Comune di Capistrello e da due aziende del posto, la Co.Di.Mar S.r.l e la EdilFan S.a.s., alla realizzazione di cartellonistica e materiale informativo dedicato ai sempre più numerosi turisti, attratti non solo dalla curiosità di penetrare le viscere della terra, per vedere da vicino la più grande opera idraulica dell’antichità, ma anche per immergersi in un contesto archeologico naturalistico assolutamente unico.

Un’area fluviale sovrastata dall’arco monumentale dell’emissario all’interno di un profondo canyon attraversato dal fiume Liri e dall’antica Via Sorana che collegava le colonie romane di Alba Fucens e Sora. L’arco romano è realizzato in opus reticulatum, sovrastato da un’immensa parete rocciosa sagomata.

L’emissario Claudio/Torlonia è sicuramente la più imponente opera idraulica della storia antica oltre che la più lunga galleria realizzata dall’uomo, almeno fino al 1870, anno in cui terminò il traforo ferroviario del Frejus, ben 18 secoli dopo. I lavori di questa straordinaria opera idraulica, secondo la testimonianza di Tacito, iniziarono nel 41 d.C. e terminarono nel 52 d.C. Lo scopo era di regimentare le acque del lago Fucino, nella Marsica, per limitarne le periodiche esondazioni e ricavare nuove terre fertili da coltivare, drenando l’acqua del lago nel fiume Liri. Si tratta di una galleria lunga circa 6 chilometri che ha origine presso la località di Borgo Incile nel comune di Avezzano e termine nella parte bassa del borgo antico del Comune di Capistrello. Il complesso idraulico è dotato di 30 pozzi di aerazione e di alcune discenderie di servizio, ancora oggi accessibili con apposite guide, ottenute le necessarie autorizzazioni. L’opera rimase in funzione fino alla caduta dell’Impero Romano poi fu abbandonata e il livello del Fucino tornò a crescere. Le strutture rimasero in stato di totale degrado fino alla seconda metà dell’Ottocento. Nel corso dei secoli, sotto i regni di Federico II di Svevia, Alfonso d’Aragona, Ferdinando IV, Giuseppe Bonaparte, Francesco I°, furono necessari alcuni interventi di ripulitura per ripristinare la funzionalità dell’emissario ma solo nella seconda metà del XIX secolo, il Principe Alessandro Torlonia, seguendo lo stesso percorso tracciato dai romani, riuscì a prosciugare l’antico lago portando alla luce le terre dell’attuale conca del Fucino.

Purtroppo l’intervento dei tecnici di Torlonia, ripercorrendo lo stesso tracciato dei romani compromise le strutture realizzate esternamente 18 secoli prima, e oggi, ciò che resta dell’opera originale, è proprio l’arco monumentale sul fiume Liri, la cui funzione è prevalentemente decorativa, oltre all’enorme parete di roccia sagomata che lo sovrasta, destinata probabilmente a ospitare un’effige commemorativa.

L’impegno costante e continuo dell’associazione degli Amici dell’Emissario è volto a scongiurare che ciò che i tecnici di Torlonia non hanno fatto, riesca a farlo il tempo e l’incuria. Il restauro dell’arco monumentale è ormai necessario e urgente, poiché versa in gravi condizioni di degrado. Il rischio di cedimenti strutturali è tale da compromettere irrimediabilmente l’opera romana. Per questo assume ancora maggiore importanza il riconoscimento ottenuto dal FAI quale luogo del cuore.

Se non bastasse questo, l’emissario sta lì a ricordarci, nell’ambito dell’auspicato Parco Multiculturale del Fucino, l’importanza delle sinergie fra gli stakeholder del territorio. Promuovere l’integrazione tra cultura, archeologia, ambiente ed enogastronomia attraverso la realizzazione di circuiti virtuosi e sostenibili per un turismo a basso impatto ambientale diventa strategico in un progetto d’area mirato a perseguire obiettivi sempre più alti.

Il censimento “I Luoghi del Cuore”

Dar voce alle segnalazioni dei beni più amati in Italia per assicurarne il futuro è lo scopo de I Luoghi del Cuore, il censimento promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il progetto, lanciato nel 2003, si svolge ogni due anni e si propone di coinvolgere concretamente tutta la popolazione e di contribuire alla sensibilizzazione sul valore del nostro Patrimonio. Attraverso il censimento, il FAI sollecita le istituzioni locali e nazionali competenti affinché mettano a disposizione le forze per salvaguardare i luoghi cari ai cittadini; ma il censimento è anche il mezzo per intervenire direttamente, laddove possibile, nel recupero di alcuni beni votati. I Luoghi del Cuore, dal 2003 a oggi, ha permesso di varare interventi a favore di 92 luoghi grazie alla fattiva collaborazione tra FAI e istituzioni. Ancora più numerosi sono gli effetti virtuosi innescati dall’iniziativa, che hanno portato al recupero di beni grazie alla mobilitazione di pubbliche amministrazioni e privati cittadini.

La nuova edizione del censimento, la nona, è in corso. Si può votare fino al 30 novembre 2018

Per informazioni: www.iluoghidelcuore.it

                                                            

Il FAI è una Fondazione nazionale senza scopo di lucro nata nel 1975 per promuovere una cultura di rispetto della natura, dell’arte e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte delle nostre radici e della nostra identità. Da oltre trent’anni il FAI ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano grazie al generoso aiuto di moltissimi cittadini e aziende.

In linea con il principio di responsabilità sociale, Intesa Sanpaolo condivide con il FAI i valori del progetto “I Luoghi del Cuore” volto alla piena valorizzazione e a un compiuto apprezzamento della bellezza e dell’unicità del nostro Paese attraverso la sensibilizzazione degli italiani sul valore del loro patrimonio artistico e ambientale.

www.fondoambiente.it – www.iluoghidelcuore.it

CONTATTI: emissario.capistrello@gmail.com sito web www.amicidellemissario.it

 

 

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Bonus sisma e cessione del credito, boom di partecipanti per il convegno di Aiceberg

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Avezzano – Riqualificare e valorizzare il patrimonio immobiliare, con la messa in sicurezza sismica e l’abbattimento delle barriere architettoniche: obiettivi fondamentali ma spesso inarrivabili, in particolare per i privati, oggi resi possibili dall’utilizzo del bonus sisma e della cessione del credito, formidabili strumenti ancora poco conosciuti dai più. Temi cruciali che sono stati affrontati nel corso del partecipato convegno organizzato dall’associazione Aiceberg di Avezzano e tenutosi nella sala Picchi del palazzo Torlonia nella giornata di giovedì, 13 dicembre.
Obiettivo del convegno, trasmettere una maggiore conoscenza sulla normativa corrente e su questi strumenti, agli amministratori locali e ai cittadini proprietari di case, abitazioni singole o in condominio. Ad organizzare l’evento, patrocinato dalla provincia dell’Aquila, del Consiglio regionale d’Abruzzo, e dalla Fondazione Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila, l’associazione Aiceberg (associazione nazionale amministratori, imprese, condomini) di Avezzano. Presenti, con Sabrina Nanni, presidente AIceberg, lo Sportello Anti-Truffa Condominiale, il dottor Giuseppe Grieco già presidente della seconda sezione penale del tribunale di L’Aquila, il vice presidente ANCE regionale Comuni italiani, il professor Giovanni Di Pangrazio che ha relazionato sul tema della sicurezza negli edifici pubblici e in particolare quelli scolastici, il commissario ATER, Gianvito Pappalepore, intervenuto sulla ricostruzione nell’edilizia pubblica, il vicepresidente ANCE L’Aquila, dottoressa Roberta Palermini, l’ingegnere Andrea Ceoletta di Herley&Dikkinson con l’intervento “La riqualificazione dei condomini e la cessione del credito d’impresa”, l’ingegner Maurizio Castrucci, che ha offerto un contributo sul Bonus Energia, e l’Ente Bureau Veritas Italia con una relazione sulle “Certificazioni e verifiche cogenti”.
Avezzano al centro con l’intervento del professore Giovanni Di Pangrazio, che ha richiamato la positiva esperienza dei progetti che hanno condotto, attraverso l’azione varata dall’allora presidente della Provincia Antonio Del Corvo e in corso attualmente con il presidente Angelo Caruso, a dotare la città di Avezzano di edifici scolastici, sedi degli istituti superiori, sicuri e funzionali. Esperienza ripetuta per le scuole di competenza del Comune di Avezzano dall’amministrazione Di Pangrazio, che, ha ricordato il Relatore dopo un excursus su normativa, procedure e indici di riferimento, “con il progetto “Scuole sicure” – per il quale proseguono i lavori per altre tre scuole progettate e finanziate negli anni scorsi – ha dotato la città di un patrimonio di edilizia scolastica assunta quale modello nazionale. Un’attenzione essenziale per strutture in cui i nostri ragazzi devono crescere e formarsi in assoluta sicurezza, e che anche l’attuale amministrazione certamente avrà prioritaria”.
“Oggi è possibile riqualificare, innovare e ristrutturare la propria abitazione a norma di legge avvalendosi della cessione del credito – novità’ legislativa che consentirà di anticipare il credito ai condomini – pagando solamente una piccola quota e cedendo il proprio credito d’imposta senza aspettare i 5 o 10 anni per scaricarlo dalla propria dichiarazione dei redditi”, hanno sottolineato gli Organizzatori, “questo sistema consente di effettuare subito lavori versando soltanto una percentuale dell’ importo totale, nell’ordine del 15/25% circa. Siamo lieti”, ha sottolineato la presidente di Aiceberg, Sabrina Nanni, del successo e della partecipazione riscossa dall’iniziativa, che ha visto un vasto pubblico tra cui diversi imprenditori del territorio”.
All’orizzonte dei proprietari delle abitazioni, un ventaglio di possibilità più che interessanti e già attuabili, come rimarcato dall’associazione Aiceberg: “Vi sono numerosi incentivi, legati ad esempio all’acquisto di box o posti auto pertinenziali alla propria abitazione, sia da realizzare che esistenti, per cui la detrazione d’imposta è pari al 50%, fino al bonus verde del 36%, ma anche, da gennaio, i contributi per le dimore storiche e gli alberghi”. Il convegno ha permesso ai partecipanti l’ottenimento di un attestato valido ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici. Ha moderato la giornalista Orietta Spera.

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Protezione dell’orso marsicano, volano gli stracci. Dal basso Lazio la rivolta contro il Piano

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Marsica – Una levata di scudi contro il PATOM dal basso Lazio: raccolta firme e pubblica assemblea, con la partecipazione del sindaco di Picinisco, Marco Scappaticci, e del sindaco Riccardo Frattaroli, sindaco di Settefrati, con altri amministratori del territorio e il comitato “Terra Nostra”, presieduto da Franco Frisone che ai microfoni della testata laziale TG24.Info ha spiegato come “A quanto sembra dagli studiosi si stia estinguendo e siamo preoccupati da questa estinzione dell’orso, ma siamo molto preoccupati soprattutto per i vincoli che ci verranno apposti nel nostro territorio con questo progetto, non comprenderanno solo la caccia ma anche zootecnia, edilizia, tutte le attività artigiane e ricettive che sono in questo territorio”. Insomma, per i vicini laziali, l’orso marsicano andasse a non estinguersi altrove, altrimenti, come specifica il sindaco Scappaticci, “Altri vincoli andrebbero a impoverire ancora di più le nostre piccole comunità montane”.

Alla rivolta risponde il Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise. “In riferimento alle manifestazioni di contrarietà rivolte, in maniera del tutto strumentale, al PATOM (Piano d’Azione nazionale per la tutela dell’Orso bruno Marsicano) che hanno avuto luogo nel versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e alle dichiarazioni del vice presidente, oggetto di polemiche e richiesta di dimissioni, il consiglio direttivo del Parco, all’unanimità, ha approvato il documento seguente.

Il PATOM è il principale protocollo per la definizione delle strategie di conservazione dell’Orso marsicano e rappresenta il documento programmatico di riferimento per il consiglio direttivo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che svolge la propria azione di organo di gestione dell’area protetta, finalizzata alla conservazione della specie. La sua redazione si è basata sulle migliori e più aggiornate conoscenze scientifiche e su un processo di ampia partecipazione per la definizione degli obiettivi, dei metodi e delle azioni necessarie a garantire un migliore stato di conservazione dell’Orso marsicano in tutto l’Appennino centrale.

Il PATOM è stato sottoscritto, già a partire dal 2006, da numerosi Enti (Ministero dell’Ambiente, Regioni, Province, Aree protette, ISPRA, Carabinieri Forestali), Università e organizzazioni non governative, che hanno sentito la necessità, condivisa, di intervenire in modo coordinato sul territorio, per il raggiungimento del comune obiettivo di tutela della specie.

Ogni indirizzo e decisione di questo Consiglio, rispetto alla gestione dell’Orso marsicano, si inserisce nelle linee di pianificazione individuate dal PATOM e dalle normative per la gestione della fauna. La tutela della popolazione residua di Orso marsicano, sottospecie unica al mondo, dallo straordinario valore conservazionistico, ecologico e simbolico, rappresenta una priorità nell’indirizzo di gestione ed è responsabilmente condivisa da tutti i membri del Consiglio.

L’iniziativa contro il PATOM, svoltasi nel Comune di Picinisco, è puramente strumentale e finalizzata evidentemente ad altri obiettivi, come quello di evitare qualsiasi controllo sull’attività dell’Azienda faunistica venatoria.

Quali limitazioni a zootecnia, selvicoltura, raccolta funghi, turismo montano, attività edilizie o artigianali, i territori hanno subito da quando il PATOM è in vigore? Quali sindaci hanno dovuto vietare in nome del PATOM queste attività?

Creare cortine fumogene per non affrontare i problemi non aiuta le comunità locali a difendere i propri interessi, come dimostrano le decisioni dei giudici amministrativi di questi ultimi 2 mesi sulla caccia in Zona di Protezione Esterna. Continuare ad attardarsi a rimettere in discussione la legittimità degli atti e l’autorità del Parco e del suo servizio di sorveglianza risponde ad interessi che non sono quelli dei cittadini che vivono nel Parco.

Una delle attività che nel territorio deve trovare una nuova e più efficace programmazione è sicuramente quella venatoria, ma per essa servono strumenti normativi, come l’istituzione dell’area contigua, che attende di vedere la luce dall’emanazione della Legge Quadro sulle Aree Protette. Nell’area contigua, l’attività venatoria viene esercitata dai cacciatori residenti e, dunque, per essi non si determina alcuna restrizione.

L’Ente Parco non si è mai sottratto all’ascolto e al dialogo con i territori e si mette a disposizione per incontrare e spiegare pubblicamente le decisioni gestionali intraprese, nella consapevolezza che un confronto costruttivo interessa la maggioranza dei cittadini. Pertanto, la chiarezza e correttezza sul PATOM, evitando messaggi non corretti, è utile a tutti.

Ancora una volta, i documenti, le norme, le indicazioni, hanno senso se trovano concretezza in chi li vede come un’opportunità di crescita e di confronto ed è disposto a raccogliere la sfida di rendere il territorio appenninico un modello di gestione delle aree protette.”

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COLDIRETTI, sapere cosa si mangia: parte la raccolta firme per lo stop al cibo anonimo

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Anche in Abruzzo lanciata la raccolta firme “eat original”

Marsica – Sapere cosa si mette nel piatto. Un passaggio fondamentale per una scelta consapevole circa la propria alimentazione e, dunque, la propria salute. Un fatto che potrebbe sembrare scontato, ma che non lo è affatto: l’etichettatura di origine obbligatoria degli alimenti è stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2001 dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina per garantire la trasparenza con la rintracciabilità e ripristinare un clima di fiducia. Da allora molti passi in avanti sono stati compiuti ma resta l’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero.

“Il cibo è espressione di vita e, come tale, è sacro. Per questo va prodotto in modo etico, responsabile, sano e rivolto alla tutela del consumatore e delle nuove generazioni”. E’ il senso emerso dalla tavola rotonda “Il valore etico del made in Italy” promossa nell’ambito della premiazione degli Oscar green 2018 da Coldiretti Abruzzo nella Sala Capozucco di Palazzo de’ Mayo alla presenza dell’arcivescovo Bruno Forte e del sindaco Umberto Di Primio, del presidente di Coldiretti Abruzzo Silvano Di Primio, del direttore Giulio Federici e del presidente nazionale di Coldiretti Senior Giorgio Grenzi, oltre ai dirigenti dell’organizzazione e altre autorità.

Un confronto di idee e prospettive nell’ambito del quale è stata illustrata dal presidente Silvano Di Primio e lanciata ufficialmente anche in Abruzzo la petizione “Eat original: unmask your food” (stop al cibo anonimo). Si tratta di una Iniziativa dei cittadini europei (ICE) promossa da Coldiretti a Bruxelles insieme ad altre nove associazioni con lo scopo di convincere l’Europa ad estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti.

Per spingere l’Unione Europea a completare il percorso per la piena tracciabilità in etichetta nasce – spiega la Coldiretti – un fronte europeo per la trasparenza in etichetta con la raccolta di un milione di firme in almeno 7 Paesi dell’Unione. L’obiettivo è dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania, Romania e Spagna, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso.

Una scelta che – evidenzia la Coldiretti – rafforza la richiesta dei cittadini alla Commissione Europea perché imponga “dichiarazioni di origine obbligatorie per tutti i prodotti alimentari al fine di prevenire le frodi, proteggere la salute pubblica e garantire il diritto all’informazione dei consumatori”. Nello specifico – sottolinea la Coldiretti – questa proposta d’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’UE. La petizione chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare.

Il sito per sottoscrivere l’iniziativa è: www.eatoriginal.eu.

In Abruzzo inoltre è possibile firmare nei mercati di Campagna Amica, negli uffici Coldiretti e in diversi punti di raccolta previsti settimanalmente.

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Bianco buongiorno dalla Marsica, prima neve sui tetti

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Marsica – E’ un bianco buongiorno quello di oggi nella Marsica, la notte appena trascorsa ci ha regalato la prima spolverata di neve a bassa quota di questo fine 2018. Imbiancati i comuni al di sopra dei 700 m. Fiocchi fin su Avezzano e spolverate di neve tra TagliacozzoMagliano dei MarsiMassa D’Albe, CollelongoCastellafiume e  Cappadocia. Buoni accumuli invece in alta quota, con 15 cm a Marsia,  Ovindoli  e Camporotondo.
Neve anche in provincia, a L’Aquila e nei comuni della Valle Aterno si registrano accumuli di neve che vanno dai 10 ai 15 cm anche a bassa quota. Imbiancata anche la A24 nel trattao L’Aquila-Teramo. Nel corso della giornata sarà possibile un lieve rialzo termico con fiocchi solo a quote più alte compresi tra gli 800 e 1000 metri. Previsioni a cura di Marsica Meteo.

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Bianco buongiorno dalla Marsica, imbiancate Marsia e Pescasseroli

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Tagliacozzo – E ‘un bianco buongiorno quello che arriva dalla Marsica dove nella notte, come annunciato dalla previsioni meteo, la neve è arrivata puntuale ad imbiancare i monti fin sotto i 1400 metri di quota. Spettacolari le immagini che arrivano da Marsia, frazione di Tagliacozzo, con il suo caratteristico paesaggio ricoperto dalla coltre di neve candida. Localmente le nevicate hanno raggiunto i 1100 metri tingendo di bianco anche Pescasseroli.

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“Fame di Pane”, alla scuola Madonna del Passo va in scena lo spettacolo del TSA

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Avezzano – Andrà in scena domani, venerdì 23 novembre alle 15.45, presso la scuola Madonna del Passo di Avezzano Fame di Paneuno spettacolo teatral musicale con la regia di Mario Fracassi, con Francesco Sportelli e Alessia Tabacco e un forno. La produzione è del Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con “Il Volo del coleottero”. “Acqua, sale, farina e lievito quattro elementi naturali e fondamentali per costruire un alimento antico e genuino, portatore di simboli e significati che appartengono a tutte le culture: il pane. Tino e Rosetta due panettieri buffi e strampalati, conducono i piccoli spettatori in un percorso di storie e leggende sul pane. Come è nato il primo pane? Con quanti semi diversi si può fare il pane? Che cos’è la lievitazione? Perché il pane è così buono?Le risposte a queste ed altre domande si snocciolano durante lo spettacolo attraverso le storie, le musiche e le canzoni originali. Lo spettacolo, che rientra nell’ambito del progetto Sistema Cultura Abruzzo del TSA, non sarà solo immaginato e raccontato, durante la narrazione verranno coinvolti tutti i sensi: il pane prenderà forma, odore e sapore! Un’occasione per sviluppare un percorso di educazione alimentare, per affrontare le tematiche legate al pane dal punto di vista interculturale e generazionale. Si tratta di un modo giocoso per parlare di un cibo che tutti conosciamo, che sta alla base dell’alimentazione, per scoprire come si fa il pane, oggi, nei laboratori dei fornai, nella panetteria sotto casa e anche in casa. Servono ancora terra, acqua, aria, fuoco, tempo e gesti delle mani?”

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Luco dei Marsi. Sette giorni di eventi, seminari e una storica fiera in edizione speciale nel primo G7 dell’Agricoltura e del Cibo

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Luco dei Marsi – Sette giorni di eventi, seminari, laboratori culinari, visite didattiche alle aziende locali e regionali, arte, musica, proiezioni, degustazioni, con la storica fiera di Sant’Andrea allestita, per l’occasione, in edizione speciale.

Sarà tutto questo il “G7 dell’Agricoltura e del Cibo – Quale agricoltura, quali tecnologie, quale cultura”, in programma dal 29 novembre al 5 dicembre a Luco dei Marsi, organizzato dall’Amministrazione comunale in sinergia con il Tavolo Verde permanente per l’Agricoltura.

Gli eventi in programma si svolgeranno tra il Comune, viale Duca degli Abruzzi – in occasione della Fiera di Sant’Andrea chiuso al traffico e location aggiuntiva degli allestimenti – via F.Ciocci (“Il Montanaro”), piazza Umberto I e il palazzo dell’ex municipio.

Nel ricco calendario di eventi, accanto ai convegni che vedranno protagonisti qualificati relatori sui temi centrali dell’Agricoltura e del cibo, i focus sugli alimenti e sulle produzioni fucensi e marsicane: ortaggi e frutta, ma anche miele, zafferano, olio, formaggi, norcineria, proposti poi nelle gustose interpretazioni degli chef.

La manifestazione, come sottolineano la sindaca Marivera De Rosa e Giorgio Giovannone, assessore all’Agricoltura e vicesindaco, “È una prima edizione e si inscrive nel più ampio progetto di valorizzazione e promozione dell’Agricoltura, un rafforzamento del settore che è tra gli obiettivi principali dell’Amministrazione Luco Bene Comune. L’Agricoltura è per il nostro territorio una vocazione naturale e una risorsa straordinaria, cardine della nostra economia. Si può certamente affermare che la storia del nostro paese sia stata, ancor più di quanto accaduto in altre zone, fortemente intrecciata con quella del Fucino, prima lago e poi piana. Oggi, anche con riguardo alle nuove tecnologie, alla grande attenzione e alla consapevolezza relativa a tutto quanto attiene al cibo, può e deve offrire prospettive concrete per i nostri giovani. Sono molte le criticità di cui il settore soffre, ma siamo convinti che la strada maestra per affrontare queste criticità, e al contempo preparare il terreno al futuro, passi necessariamente attraverso la cooperazione tra amministrazione, agricoltori, imprenditori, associazioni e istituzioni: con questa consapevolezza siamo partiti dalla costituzione del Tavolo Verde permanente per l’Agricoltura, e procediamo in questa direzione. Questa manifestazione sarà l’occasione per fare il punto sullo “stato dell’arte” nel settore, per confrontarsi circa problemi e potenzialità e focalizzare soluzioni e strategie di sviluppo ma, anche, una vetrina per le nostre attività produttive e uno spazio in cui condividere momenti di convivialità e di svago all’insegna della migliore enogastronomia a “kilometro zero”. Invitiamo tutti a partecipare”.

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