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Editoriale

A proposito di affidamento condiviso…

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La problematica che investe l’affidamento dei figli, nei casi di separazione o divorzio dei genitori, è divenuta, negli ultimi anni, una vera e propria questione sociale. L’Istituto nazionale di statistica ci fornisce, in proposito, alcuni dati che debbono far riflettere. Nel nostro Paese, il tasso annuo di separazione ( rapporto tra coppie separate e quelle che contraggono matrimonio) si attesta intorno al 25%. I figli minori dei genitori separati, sempre secondo i dati dell’Istat riferiti al 2013, sono oltre un milione e nel 90,9% dei casi sono affidati esclusivamente alla madre.
Nei casi residui, i figli sono stati affidati al padre, ai nonni, ai servizi sociali solo perché mancava la richiesta di affidamento da parte delle madri, in quanto coinvolte in situazioni patologiche dovute a uso di droga, alcool, o con forti disturbi della personalità. Al genitore non affidatario
(quasi sempre il padre), la legge non attribuisce quasi nulla. Si limita a consentire una possibilità di accesso presso il minore nei fine settimana alternati o in estate, per un periodo massimo di 15 giorni.
Stando così le cose, per i genitori non affidatari, non rimane che subire traumi affettivi molto forti: da un lato il fallimento del matrimonio e dall’altro la perdita dei figli, affidati quasi esclusivamente alla figura materna.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Il problema familiare è divenuto ben presto so-ciale. Venuta meno la figura paterna, tantissimi adolescenti crescono disadattati nei rapporti con la famiglia e la comunità e, il più delle volte presentano forti squilibri nella personalità non solo affettivi ma anche culturali e relazionali. Se poi a questa situazione di disagio si aggiunge anche la continua e logorante conflittualità tra gli ex-coniugi, dovuta principalmente a incomprensioni e frustazione nel rapporto con i figli, allora il quadro che si presenta per questi ragazzi, nella stragrande maggioranza dei casi di affidamento esclusivo, è davvero sconfortante e merita la massima attenzione sia del legislatore che dell’intero corpo sociale.
Purtroppo l’affidamento monogenitoriale, almeno nel nostro Paese, oltre a non privilegiare gli interessi dei minori, ha, di fatto, allontanato dai figli il genitore non affidatario, trasformandolo in persona inconsapevole e a volte irresponsabile nei confronti dei figli. Il rapporto con l’ex-coniuge si
è spesso esaurito nella somministrazione dell’assegno di mantenimento, causa quest’ultimo di continui conflitti e ripicche che inevitabilmente si riversano sulla personalità e sulla crescita dei figli.
Consapevoli di queste distorsioni provocate dall’affidamento esclusivo, molti Paesi europei hanno introdotto nel loro ordinamento forme di affidamento congiunto ad entrambi i genitori. Questa soluzione, in particolare nei Paesi europei, viene privilegiata proprio perché ritenuta più idonea a tutelare gli interessi del minore. Così fin dal 1981, la Grecia, la Spagna e la Svezia hanno legiferato in questo senso e, a seguire altri Paesi come il Regno Unito, la Francia, il Belgio, la Russia, l’Olanda, la Germania si sono adeguati alla Convenzione sui diritti del fanciullo, sottoscritta a New York il 20 Novembre 1989 e resa esecutiva in Italia con la legge 27 maggio 1991, n.176.
In alcuni Paesi europei si sono voluti dichiarare, in tema di affidamento, gli interessi fondamentali dei minori rispetto alle ragioni o alle pretese dei genitori. E’ il caso della Germania, dove la legge consente al minore che abbia raggiunto i 14 anni, di opporsi all’affidamento esclusivo ad un
solo genitore; mentre in Francia, dove il regime della “garde conjointe” interessa il 90 per cento delle separazioni, si vieta espressamente che la sentenza stabilisca un’unica dimora per i figli.
Il legislatore di questo Paese ha stabilito questa regola ispirandosi al contenuto del rapporto Dekeuer-Defossez, secondo il quale una scelta secca da parte del giudice su dove far vivere il minore, ha creato, in moltissimi casi, discriminazione ai danni del genitore non affidatario, rimasto escluso anche dai normali rapporti nei confronti della scuola, dello sport e del tempo libero scelti dal minore.
Si disse, allora, che lo spirito di questo istituto tendeva a superare la distinzione tra genitori del quotidiano e quelli del tempo libero, mentre tutta la società italiana e in particolare i rapporti familiari e quelli uomo-donna, venivano permeati di principi che richiamavano la parità tra i sessi e
le pari opportunità nello svolgersi della vita sociale e familiare.
Da qui, poi, un succedersi di leggi e sentenze che hanno sancito giuridicamente quello che la coscienza civile del Paese aveva da tempo maturato. In particolare è stato riconosciuto al padre il diritto di assentarsi dal lavoro per malattia del figlio, il diritto ai riposi giornalieri per l’ assistenza ai
figli nel primo anno di vita, fino a giungere alla legge sui congedi parentali che attribuisce sia alla madre che al padre piena capacità nell’assistere e curare i figli, nonché piena intercambiabilità nei loro doveri di genitori.
Nel nostro Paese , bisogna rilevare, l’affidamento congiunto non ha avuto successo, se si considera la sua percentuale irrisoria ( 5,9 % nel 2013 ) sul totale degli affidamenti stabiliti dal giu-dice nei casi di separazione o divorzio. E’ anche vero che la scarsa fortuna dell’affidamento congiunto è dovuta alle procedure con cui viene concesso.
Nella stragrande maggioranza dei casi, il giudice affida il minore alla madre, senza valutare le diverse opzioni previste dalla legge. Si affida cioè al buon senso e alla tradizione che tendono a privilegiare quasi sempre la madre come genitore affidatario. I giudici sembrano aderire a quella “dottrina della tenera eta’” che considera il figlio piccolo o piccolissimo molto legato alla madre e bisognoso ancora di mantenere saldo il cordone ombelicale con lei. Si tratta di una teoria suggestiva, non sempre però suffragata dai fatti e dalle statistiche.
In termini percentuali si è calcolato che alla madre viene affidato il 94,75% dei minori. A diciassette anni la percentuale rimane ancora molto alta e si attesta intorno all’88 %.Tutti questi elementi , cui si sono aggiunti pareri di netta avversione degli operatori del diritto quali Avvocati e Giu-
dici, hanno contribuito all’insuccesso dell’affidamento congiunto.
I sostenitori di questo istituto attribuiscono il suo fallimento a diverse ragioni. In primis l’istituto inteso come “esercizio congiunto della potestà”, con la conseguenza che tutte le decisioni riguardanti il minore, richiedevano il consenso di entrambi i genitori. Così inteso, si è inevitabilmente
risolto in un fallimento sul piano della sua concreta attuazione. Non è mancato chi lo ha definito, visti i risultati prodotti “ un inutile artificio giuridico” ed altri hanno spiegato il suo fallimento con l’introduzione di diversi “prerequisiti” – dalla vicinanza delle abitazioni, all’elevata età dei figli – che hanno reso impossibile la sua applicazione.

Una testimonianza, riguardo a quanto già esposto, ci viene dal racconto della signora Lucia, affidataria di un figlio in tenera età, quasi dimenticato dal padre, che abbiamo avuto il piacere di incontrare.

D : “Gentile signora, mi dice, brevemente, come siete arrivati alla separazione?”
R : “ Si è arrivati alla separazione quando sono rimasta incinta del mio bambino, Valerio.
Eravamo sposati da un anno e mezzo e lui ha accolto malissimo questa lieta notizia. Ha reagito
violentemente , volevo che abortissi, perché diceva che avrebbe voluto aspettare almeno una
decina d’anni prima di diventare padre. All’epoca lui aveva 32 anni, lavoravamo tutti e due ed
avevamo un appartamento nostro, quindi nessun problema economico. Un giorno mi ha riempito
di pugni sulla pancia, rischiando di farmi perdere il bimbo. Sono stata malissimo e da quel momen-
to, per me , è cambiato tutto, anche se non l’ho denunciato e ho continuato a vivere con lui. Una
volta nato il figlio, lui si è sempre disinteressato, rinfacciandomi che lo avevo voluto solo io e
che quindi lui non gli avrebbe mai comprato nulla, così è stato, purtroppo”.

D : “Poi?”
R : “Ho chiesto la separazione quando Valerio aveva un anno, perché avevo paura che lui potesse
fargli del male. Non sopportava che la notte piangeva e lo vedeva come un peso. Poi ha chiesto
l’annullamento del matrimonio alla Sacra Rota e la causa è andata avanti per sette anni. Il matri-
monio è stato sciolto per colpa sua, per esclusione della prole, anche se il figlio porta il suo
cognome ed è riconosciuto a tutti gli effetti”.
D : “Dopo la separazione i rapporti, con te e tuo figlio, da parte di tuo marito come sono stati?”
R : “Dopo la separazione per due anni è sparito completamente finchè le maestre della scuola mater-
na l’hanno mandato a chiamare in occasione della festa del papà. Ha fatto la sua fugace appari-
zione ed è sparito di nuovo. I rapporti, come puoi immaginare, erano pessimi e con me non parla-
va affatto”.

D : “Tuo marito viene in visita al bambino, come la legge prescrive , o, a quanto mi è dato sapere, non
è mai presente tranne qualche sporadica visita alla vigilia delle feste comandate?”.
R : “Non porta mai il figlio con sé nei fine settimana. Perché va fuori città, a sciare o in barca , si vedo-
no solo per pochi istanti, per scambiarsi gli auguri a Natale e a Pasqua, quando siamo tutti più buo-
ni”.

D : “Come stà crescendo il bambino?.Ha qualche problema dovuto a questo trauma?.
R : “Valerio sta crescendo. Ora frequenta la scuola media , ma ne ha risentito moltissimo, soprattutto
dall’anno scorso che ha acquisito maggiore coscienza della situazione. E’ molto ansioso ed insicuro,
soprattutto con i compagni. Sta seguendo, da alcuni mesi, la psicoterapia perché io non basto più”.

D : “Ne parla e cerca il padre?”.
R : “Non parla mai del padre e qualche volta che gli telefona a studio, per salutarlo, trova spesso la
segreteria telefonica. Non ha il recapito telefonico della nuova abitazione paterna, ma solo il cel-
lulare che a volte risulta non raggiungibile”.

D :”Per l’assegno di mantenimento come vi regolate?.E’ puntuale nel versamento o se ne dimentica?”.
R : “Non ha mai versato l’assegno di mantenimento deciso dal giudice ed io, per quieto vivere , ho
lasciato correre perché minacciata pesantemente se lo avessi chiesto. Oltrettutto sarebbe una cifra
irrisoria, rispetto al suo ricco guadagno mensile”.

D :”Non so se stai tentando di rifarti una vita, come pensi reagirebbe tuo figlio a questo?. Potrebbe
subire un altro trauma o creare qualche problema?”.
R : “Dipenderebbe dal grado di maturità della nuova persona accanto”.

D : “Cosa suggerirebbe ai nostri legislatori riguardo a questo scottante problema?”.
R : “Di seguire più da vicino i figli dei separati e dare loro un sostegno psicologico nello stesso modo
farlo pure per i genitori”.

Sandro VALLETTA
(Ha Collaborato Rosa CARBONE)

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Editoriale

Elezioni regionali: anche la Marsica scalda i motori tra new entry e volti noti…

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Avezzano – E’ un clima politico di calma apparente quello che si vive in territorio marsicano, in realtà la competizione elettorale per una poltrona in Regione è già iniziata da un pezzo. Anche se ufficialmente si percepisce un’aria di relativa tranquillità, ufficiosamente la politica marsicana è al lavoro in cerca di nomi, ma soprattutto di alleanze.

In campo ci saranno quasi tutti i consiglieri e gli assessori della legislatura D’Alfonso che volge al termine. Giuseppe Di Pangrazio molto vicino a Giovanni Legnini, con molta probabilità si candiderà tra i ranghi del Pd, ma questa volta non potrà contare sul prezioso sostegno del fratello maggiore Giovanni (Di Pangrazio). L’ex sindaco di Avezzano sarebbe, infatti, pronto a scendere in campo con le Civiche d’Abruzzo che avrebbero scelto di appoggiare la candidatura di Fabrizio Di Stefano. Sicura è anche la candidatura di Lorenzo Berardinetti che, in veste civica, negli ultimi tempi è dato vicino agli ambienti politici di centrodestra. Quasi sicura anche la discesa in campo dei già consiglieri regionali Maurizio Di Nicola e Emilio Iampieri. Ancora incerta, invece, quella di Gianluca Ranieri del Movimento Cinque Stelle che potrebbe lasciare il posto ad un militante marsicano come Giorgio Fedele, vicino al senatore pentastellato Primo Di Nicola.

Tra le new entry di questa campagna elettorale c’è il sindaco dimissionario di Trasacco Mario Quaglieri, che ha lasciato la poltrona di primo cittadino per tentare la corsa alle prossime elezioni regionali del 10 febbraio. Quaglieri, che era stato riconfermato sindaco per la seconda volta l’11 giugno 2017  con la lista civica “Trasacco Nel Cuore”, alle regionali si candiderà con il centrodestra tra i ranghi di Fratelli d’Italia. Hanno detto no il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, e il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli. Vicino alla candidatura per una poltrona in consiglio regionale anche il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, in prima linea insieme ai sindaci di Lazio e Abruzzo nella lotta ai rincari autostradali. Lo scenario politico marsicano, continuamente in divenire non esclude colpi di scena. Insomma fino alla data di presentazione delle candidature ne vedremo delle belle.

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Abruzzo

Avezzano Rugby, al via la stagione 2018

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Avezzano –  

Tutto pronto per la festa del rugby che si terrà domani presso lo stadio di via dei gladioli ad Avezzano a partire dalle 14 e 45 con un festival del minirugby e si protrarrà fino a tarda  sera. La società giallonera, guidata dal presidente Alessandro Seritti, nel corso della manifestazione consegnerà le borse di studio Elio Seritti, storico dirigente giallonero,  ai giovani atleti della società che si sono contraddistinti per meriti scolastici e sportivi.  “ Ripartiamo per una nuova stagione sportiva con grande entusiasmo – ha dichiarato il presidente Seritti –  ai nastri di partenza schiereremo ben otto categorie di atleti, a partire dai piccoli dell’under 6 fino ad arrivare alla squadra seniores, rispettando in pieno tutti gli obblighi sportivi imposti della nostra federazione”.

Dopo la consegna delle borse di studio si terrà anche un triangolare seniores che vedrà impegnate oltre all’Avezzano Rugby, guidata dal neo allenatore Pierpaolo Rotilio al suo esordio stagionale sulla panchina giallonera, anche due compagini laziali, Arnold Spartaco e Civitavecchia. “ L’arrivo di Pierpaolo Rotilio ha portato entusiasmo in tutto l’ambiente – ha specificato Seritti – e grazie anche alla figura di Vincenzo Troiani, come collaboratore esterno, siamo fiduciosi di disputare il campionato di serie B a buoni livelli; inoltre – ha sottolineato Seritti – l’inserimento di Carlo Cerasoli porterà sicuramente fiducia ed esperienza al reparto di mischia di una squadra, ancora e per fortuna, molto giovane. La nostra resta sempre una squadra del territorio – ha concluso –  e ringrazio oltre a tutti i ragazzi che continuano a divertirsi con noi sul campo, senza di loro sarebbe impossibile parlare di rugby ad Avezzano, anche i componenti dello staff tecnico la cui passione passione va oltre ogni ostacolo”.

Nell’ambito della cerimonia di consegna delle borse di studio uno dei premi lo consegnerà Rosa Pestilli, presidente dell’associazione sindacale datoriale Conapi L’Aquila. ” Il premio dedicato a “Elio Seritti” è un momento che crea un legame speciale tra lo sport, la famiglia e la scuola – ha dichiarato Rosa Pestilli – premiare i bambini e i ragazzi che si sono distinti per i loro percorsi scolastici e sportivi vuol dire trasmettere e riconoscere l’importanza dei valori che li porteranno ad essere uomini e professionisti migliori”.

 

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La Marsica Sportiva

Grande colpo dell’Angizia Luco: firma Kian Newell

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L’Angizia Luco completa il suo organico: è ufficiale la firma della punta Kian Newell.

E‘ ufficiale l’approdo all’Angizia Luco del bomber Kian Newell, attaccante classe ’99 che andrà a completare la rosa messa a disposizione di mister Giordani.

Di origini canadesi, Newell ha militato in passato nell’Eurostar Academy, nell’Atletico San Luqueno e nel Terracina Calcio: è dunque lui l’attaccante che il neo-presidente Omar Favoriti aveva promesso alla piazza, un’autentica ciliegina sulla torta che sarà da subito integrata nella rosa.

Pronto a dare il meglio con la maglia dell’Angizia, Newell ha dichiarato che “questa esperienza rappresenta per me una grande opportunità dal punto di vista professionale: spero tanto di fare bene e di contribuire alla crescita della squadra“. Significativo, poi, il ” ringraziamento al presidente Omar Favoriti per l’opportunità che mi sta dando: spero di ripagare al meglio la sua fiducia!“.

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Calcio

Grande vittoria dell’Angizia Luco contro il Pucetta

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L’Angizia Luco batte 6 a 0 il Pucetta ed accede al turno successivo di Coppa Italia di Promozione.

L‘Angizia Luco supera con un secco 6-0 il Pucetta in quel di Magliano dei Marsi e, bissando il successo dell’andata, si qualifica per il Secondo Turno di Coppa Abruzzo. In attesa del tanto invocato attaccante, il club del neo-presidente Favoriti si mostra comunque squadra già fatta e completa, volando sulle ali con Di Girolamo e Margagliotti e trovando un geometra come pochi altri grazie al rientro di Osvaldo Morelli in mezzo al campo. Un risultato, questo, che ha il sapore del clamoroso se si pensa alla situazione di venti giorni fa: il club luchese, infatti, non aveva nemmeno la certezza di iscriversi alla prossima Promozione, il mercato era del tutto bloccato e gran parte dei giocatori migliori erano già stati accostati ad altri club.

Il Pucetta, dalla sua, conferma le difficoltà seguenti alla piccola rifondazione avvenuta in estate: con un’età media bassissima e giocatori che stanno iniziando a trovare le reciproche misure, ci sarà ancora bisogno di tempo per dare un giudizio al lavoro di mister Giannini e della società.

Nel match, mister Giordani schiera l’Angizia puntando sulla forza degli esterni: Margagliotti si conferma giocatore di categoria superiore, in grado di rientrare con estrema facilità dalla sinistra per mettere pericoli in mezzo col suo destro; Di Girolamo, invece, continua a far valere un’accelerazione senza pari, con Briciu già in forma campionato nonostante la conferma di appena due giorni fa. Il vantaggio è presto servito: già al 13′, su tocco di prima illuminante di Margagliotti, Di Girolamo brucia l’avversario e mette in mezzo per Briciu, fortunato nella conclusione dopo un primo controllo fallimentare davanti a Dell’Unto. La risposta del Pucetta, affidata al solo Salvati, Proietti davanti, latita, così il raddoppio ospite è servito al 20′: cross al bacio di Margagliotti e doppietta per Briciu con un colpo di testa nell’area piccola.

Il primo tempo racconta di un controllo costante dell’Angizia, mentre il Pucetta riesce a rendersi davvero pericoloso solo 35′, quando Di Silvio chiama al miracolo il portiere luchese D’Innocenzo. In pieno recupero, poi, arriva il 3-0 degli ospiti: punizione dalla destra, respinta di Dell’Unto su un colpo di testa da due passi e tap-in di Ciaprini.

Con il discorso-qualificazione ampiamente chiuso già nel primo tempo, la ripresa vede l’Angizia tenere saldamente in mano le redini del gioco. Briciu firma la tripletta al 47′ su assist al bacio di Morelli, Cinquegrana trova il 5-0 con un gran sinistro da fuori ed il giovane Di Battista, appena entrato, colpisce per il 6-0 sull’ennesimo lancio illuminante di Morelli. Il Pucetta, invece, si rimette a qualche intuizione del subentrato Fusarelli, restando in 9 per le espulsioni di Incerto e Silvestri.

Finisce con un palo di Margagliotti, mentre il pubblico di fede luchese esulta sulle tribune urlando “Grandi ragazzi!”: il nuovo corso della società marsicana sembra esser partito davvero con il piede migliore.

 

Il Tabellino

ASD Pucetta – Angizia Luco 0-6 (13′ Briciu, 20′ Briciu, 45’+1′ Ciaprini, 47′ Briciu, 62′ Cinquegrana, 66′ Di Battista)

ASD Pucetta: Dell’Unto; Paolini, Castellani, Chiucchiarelli, Di Silvio; Liberati, G.Tarola (54′ Di Giovanbattista), Silvestri; Incerto, Salvati Proietti (55′ Fusarelli), Romani. All. mister Corrado Giannini.

Angizia Luco: D’Innocenzo; Di Giamberardino (83′ Venditti), Ciaprini, Venditti, Ranieri; Cinquegrana (77′ Angelucci), Morelli (73′ Shero), Zangari (65′ D’Aurelio), Margagliotti; Di Girolamo, Briciu (70′ Di Battista). All. mister Gianluca Giordani.

Recupero: 2′ pt; 4′ st.

Ammoniti: Paolini (Pucetta); Ranieri (Angizia Luco)

Espulsi: 64′ Incerto per rosso diretto (Pucetta), 81′ Silvestri per doppia ammonizione (Pucetta)

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La Marsica Sportiva

DANIELE DI GIROLAMO E’ UFFICIALMENTE UN GIOCATORE DELL’ANGIZIA LUCO

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L’esperto Daniele Di Girolamo, classe ’89, è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Angizia Luco.

Sarà Daniele Di Girolamo, attaccante esterno classe 1989, il primo rinforzo per la linea offensiva dell’Angizia Luco targata Omar Favoriti.

Dopo aver passato l’ultima stagione in quel di Celano (10 le realizzazioni con il club castellano), l’ala ha ufficializzato la sua scelta: sposerà dunque la causa dell’Angizia, proprio come fece già nel 2016/17 (anno in cui realizzò addirittura 13 marcature). Positiva anche la stagione 2015/16, quando, in quel di Sulmona, Di Girolamo mise a referto 10 reti.

“L’anno più bello per me è stato il 2016/2017, anno in cui ho giocato il campionato con l’Angizia. Mi ha regalato tantissime emozioni…” ha raccontato, in esclusiva per Centralmente Sport, Di Girolamo “una tifoseria unica dentro e fuori dal campo, una società ed uno staff seri e competenti, compagni amici ed una piazza che merita tanto! Si torna sempre dove si è stati bene e con il cuore sono sempre stato qui. Forza Angizia!”.

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Abruzzo

Dieci arresti della Guardia di finanza per un giro di certificati falsi. Coinvolti politici, medici, imprenditori, e pubblici ufficiali (Video)

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AVEZZANO – Una “fabbrica di certificati falsi” allestita nel proprio studio medico. Era destinata a personaggi di ogni genere: dal politico al medico, del dipendente pubblico al pregiudicato fino a pubblici ufficiali. Questa mattina all’alba, quando ad Avezzano è scattata l’operazione “Tutti per uno”, condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di L’Aquila, ha “chiuso i battenti.

Emessi dieci ordini di custodia cautelare, di cui tre in carcere e sette ai domiciliari emessi dal Gip del Tribunale di Avezzano, su richiesta della Procura marsicana, nei confronti di altrettante persone responsabili, a vario titolo, di frode processuale, corruzione, falsità materiale ed ideologica commessa da pubblici ufficiali in atto pubblico, frode assicurativa, truffa ai danni dello Stato e favoreggiamento.

L’indagine è iniziata con accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Avezzano nei confronti di soggetti pubblici e privati del settore sanitario. In seguito l’attenzione investigativa si è concentrata su un’importante impresa sanitaria il cui amministratore pagava “bustarelle” ad impiegati e ufficiali pubblici per avere falsi certificati medici in favore della sua famiglia, della moglie in particolare.

Più precisamente, sono emersi chiari elementi di prova circa la redazione di certificati falsi, dietro pagamento di somme di danaro, da parte di un medico psichiatra responsabile del Centro di igiene mentale (C.I.M.) della A.S.L. di Avezzano, il cui studio è stato sottoposto ad intercettazione ambientale ed a monitoraggio video. Ne esce un film dettagliato sugli accadimenti. “Non ti fare la barba, fatti vedere trasandato”. “Se ti fanno delle domande fai finta di non capire tu hai la demenza senile”. “Stai a casa a letto per qualche giorno”.  Questi alcuni dei consigli che il medico non risparmiava ai suoi “pazienti”. E poi, i soldi, in contanti, passati di mano in mano per quelle prestazioni illecite. L’imprenditore, il politico locale, il medico di pronto soccorso, il dipendente della multinazionale, ma anche il vecchio migrante, il pluripregiudicato. Persone di ogni genere quelle che si rivolgeva a lui per avere documenti falsi grazie ai quali presentare domande risarcitorie all’esito di sinistri stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità o di esonero dal presenziare ai processi.

I casi più eclatanti hanno riguardato: la produzione di elementi di prova fittizi per incrementare le richieste risarcitorie che un politico, noto a livello locale per aver ricoperto l’incarico di consigliere regionale, aveva avanzato ad un importante società assicurativa; l’elaborazione di false certificazioni a favore di un altro medico per evitare a quest’ultimo il trasferimento di sede; l’attestazione di patologie inesistenti fornita ad un noto pregiudicato che si era rivolto a lui per ottenere certificazioni sanitarie che lo esentassero dal presenziare ai processi a suo carico; il riconoscimento di false malattie psicosomatiche a due pubblici dipendenti che consentivano, ad uno, di assentarsi dal lavoro per periodi prolungati, e, all’altro, di ottenere l’esonero dalle attività lavorative pur mantenendo lo stipendio; l’induzione in errore di un consulente del lavoro nominato dal Giudice del Lavoro di Avezzano che, grazie alle false certificazioni, riconosceva ad una donna una pensione di invalidità ai danni dell’INPS.

 

 

 

 

 

 

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Abruzzo

Avezzano. Ai nastri di partenza la fiera campionaria “Magia del Fare”

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Tutto pronto per il taglio del nastro della quinta edizione della Fiera di Avezzano “Magia del Fare”, patrocinata dal Comune di Avezzano. L’appuntamento si svolgerà all’interno del centro fieristico marsicano, nel nucleo industriale di Avezzano, per quattro giorni, da sabato 28 aprile a martedì Primo maggio, dalle 10 alle 20.

L’evento è organizzato dalla cooperativa L’Orizzonte di Massimo De Luca e Enza Di Nino e ha ottenuto il patrocinio anche della Camera di Commercio dell’Aquila, Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confagricoltura e Conapi L’Aquila.

La manifestazione è stata presentata questa mattina, nella sala consiliare, dal sindaco Gabriele De Angelis e dall’assessore alle Attività produttive Rocco Di Micco, che ha curato l’iter burocratico dell’organizzazione. Presenti anche il vice sindaco Lino Cipolloni, gli assessori Felicia Mazzocchi e Chiara Colucci e i consiglieri Arianna Stati e Leonardo Rosa.

L’assessore Di Micco ha elogiato chi in città “si dà da fare, lavorando e portando il nome di Avezzano anche fuori Regione” e ha assicurato che sta già lavorando con altri Enti per farsì che la Fiera cresca sempre di più.

“Mi fa piacere vedere che ci sono tanti giovani del territorio che sono già degli imprenditori vincenti e che in questi giorni saranno il volto della nostra città”, ha detto il sindaco De Angelis, “so che la Fiera sarà non solo esposizione ma anche eventi di spessore, dove si parlerà di Industria 4.0, mercato del lavoro, progetti accreditati contro la violenza alle donne, promozione del turismo e valorizzazione dei prodotti locali”.

Alla conferenza sono intervenuti anche Rosa Pestilli, che insieme ai suoi collaboratori ha illustrato il programma delle conferenze organizzate con il Conapi (Associazione sindacale datoriale artigiani e piccoli imprenditori della Provincia dell’Aquila) e Andrea Di Cintio, titolare di Eurocash. Entrambi i giovani imprenditori hanno investito nella Fiera, occupando le due aree espositive maggiori. Di Cintio ha illustrato il progetto che porta avanti già da qualche anno, in collaborazione con il Parco Sirente Velino, grazie al quale l’emergenza cinchiali si sta trasformando in prodotto di qualità, certificati e molto apprezzati.

Benedetta Cerasani, presidente dell’Associazione di promozione sociale “I girasoli” ha illustrato l’offerta dello stand dedicato ai servizi sanitari offerti dalla Casa di Cura medico-chirurgica “L’Immacolata” di Celano e la partecipazione all’evento Fiera di numerose associazioni che si occupano del Sociale, che arriveranno anche da fuori Regione. Con lei anche Daniela Senese che da qualche anno porta avanti nella Marsica il progetto “La Casa delle Donne”.

Presente per la prima volta anche lo stand del Comune di Tagliacozzo, che ha scelto di investire sulla promozione turistica allestendo una propria area curata da Mary Louisa Benigno, Raffaele Castiglione Morelli, Marco Maiolini e Maicol Venturini.

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