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Caso Gielle, Di Pangrazio: “Ha vinto la nostra tenacia, un milione di euro sarà riconsegnato alla Città”

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Avezzano – La Corte Suprema di Cassazione mette la parola fine a una vicenda giudiziaria durata ben trent’anni e decreta la vittoria, definitiva e su tutta la linea, del Comune di Avezzano. La controversia era quella che vedeva protagonisti il Comune di Avezzano e la Gielle sas.

I fatti risalgono al 1985, quando l’Ente Fucino, con rogito notarile, cedette al Comune di Avezzano alcuni beni – capannoni e terreni circostanti, siti in via Nuova – in uso alla società Gielle, con l’impegno di riconoscere alla stessa migliorie per 950 milioni. Dopo una lunga serie di contenziosi, la Corte d’Appello dell’Aquila, con una sentenza shock, aveva condannato il Comune di Avezzano a pagare circa 806mila euro di danni. Sentenza strenuamente contestata dall’Amministrazione, che aveva promesso battaglia contro “Una sentenza assurda – come l’aveva definita il sindaco Giovanni Di Pangrazio – che, per una serie di incredibili vicissitudini e leggerezze interpretative, a distanza di 27 anni si abbatte sulle casse del Comune e, quindi, sulle tasche dei cittadini”. Le contromosse erano state affidate al Collegio difensivo coordinato dall’avvocato Giampiero Nicoli, affiancato dai professori e avvocati Stefano Recchioni e Stefano D’Andrea.

Tra le azioni messe in atto dal Comune, l’impugnazione degli atti dell’allora Carispaq che, malgrado il diniego dell’Ente, intenzionato a ricorrere in Cassazione, aveva effettuato il pagamento ‘improprio’ alla Gielle: il Consiglio comunale, nel 2013, aveva dichiarato non riconoscibile la legittimità del debito fuori bilancio, e aveva dato mandato alla Giunta di “intraprendere le necessarie misure al fine di tutelare gli interessi del Comune nei confronti della banca e di inviare gli atti alla Procura della Corte dei Conti”.

La Corte Suprema di Cassazione, sezione terza civile, accogliendo in pieno la tesi difensiva, ha cassato senza rinvio le sentenze di merito nella controversia, annullando le sentenze del Tribunale di Avezzano e della Corte d’Appello di L’Aquila, quest’ultima anche in sede di revocazione, stabilendo che i diritti vantati dalla Gielle nei confronti del Comune di Avezzano erano inesistenti. La Cassazione, inoltre, nella complessa e magistrale motivazione ha seccamente censurato in toto entrambe le sentenze di merito, chiarendo che solo il Consigliere della Corte d’Appello e il Collegio della stessa avevano bene inquadrato le questioni giuridiche, allorché avevano disposto la sospensione dell’esecutività della sentenza del Tribunale. Il Comune di Avezzano ora potrà recuperare oltre un milione di euro, vale a dire tutti gli importi pagati, compresi tutti gli onorari di primo e secondo grado conferiti alla controparte. Piena soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giovanni Di Pangrazio, per un risultato che “Sancisce una vittoria voluta con tutte le nostre forze, senza mai arrenderci, a tutto favore dei cittadini sulle cui tasche pesava l’indebito salasso. Ora – chiosa il sindaco – chi ha sbagliato dovrà pagare”.

“É una sentenza storica”, ha sottolineato l’avvocato Giampiero Nicoli, che aveva introdotto a suo tempo il giudizio di appello e aveva ottenuto la sospensiva del giudizio di primo grado, “É una vittoria straordinaria, io e il sindaco Di Pangrazio ci abbiamo sempre creduto, nonostante sembrasse un’impresa immane. É il trionfo della verità e della giustizia, oltre che il premio alla perseveranza”.

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1 Comment

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  1. RENZO

    15 febbraio 2017 at 9:38

    OTTIMO IL RISULTATO DELLA GIUSTIZIA ITALIANA MA SE VUOI FARE IL BRAVO FAI LA DONAZIONE DI 1/10 DELLA CIFRA AI TERREMOTATI DI AMATRICE IL CHE SIGNIFICHEREBBE CHE SALI SUL TRONO DEI SINDACI…….E TUTTI NOI SAREMMO MOLTO FELICI

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Il Centro riabilitazione di Avezzano intitolato alla memoria di Nilo Fracassi

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Avezzano – Il “Centro di Riabilitazione” di Avezzano (lato Tre Conche) intitolato alla memoria di “Nilo Fracassi”. L’intitolazione, in programma per questa mattina, al compianto geometra Nilo Fracassi, funzionario tecnico dell’Ente Fucino ed assessore comunale, trova fondamento nel suo impegno politico e sociale degli anni ’60, grazie al quale l’ex Centro Polio iniziò a svilupparsi, tanto da potersi definire di fatto promotore di quello che oggi è il “Centro di Riabilitazione di Avezzano”.

Alla cerimonia di intitolazione parteciperanno, il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, il figlio di Nilo Fracassi, Enzo Fracassi, il Vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, il Direttore Generale della Asl, Rinaldo Tordera e  autorità civili, militari e religiose.

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Autostrade, Toninelli: stop ai tir su A24 e A25. Procura apre inchiesta e il Gran Sasso chiude per verifiche

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Avezzano Toninelli: Stop ai tir su A24 e A25 “Stop il prima possibile ai tir pesanti sull’autostrada A24-A25 così da evitare un’altra tragedia come quella di Genova – Lo ha ribadito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, – Noi invitiamo, segnaliamo, diamo direttive. E lo stiamo facendo dopo anni di totale inerzia poi le azioni concrete, le ordinanze di regolazione del traffico spettano al concessionario. Qui serve, dicono i miei tecnici, una disciplina rigorosa per i mezzi pesanti – E insiste – Non c’e’ tempo da perdere. Intanto, abbiamo subito sbloccato i fondi nel decreto emergenze”.
Nessun aumenti tariffe
Alla domanda se il suo intervento per la messa in sicurezza comportera’ l’aumento dei pedaggi, Toninelli risponde che “non c’e’ alcuna correlazione. Intanto in quest’ultimo trimestre siamo riusciti ad abbassare le tariffe ai livelli del 2017 – sottolinea – per il resto, c’e’ un Piano economico finanziario in discussione che vogliamo definire per sbloccare una situazione ferma da troppo tempo”.

Stop alla concessione a Strada dei Parchi
Per quanto riguarda la concessione alla Società Strada dei Parchi, “non c’e’ sul tavolo alcuna proroga – prosegue il ministro – si tratta di un meccanismo che non ci piace. Attraverso il Piano finanziario si rivedono i termini delle concessioni e noi vogliamo privilegiare l’interesse pubblico rispetto a quello che fino a oggi era il prevalente interesse del privato. Ricordo ancora una volta che la societa’ Strade dei Parchi non sottoscrive un nuovo Piano economico finanziario dal 2013″. E osserva: “Non possiamo permetterci un’altra Genova. Il Paese ha bisogno di un grande piano di manutenzione: e questa e’ la piu’ grande opera che serve all’Italia.

A24: Procura L’Aquila apre inchiesta dopo caduta calcinacci
Intanto la Procura della Repubblica dell’Aquila ha aperto un’inchiesta sullo stato dei viadotti dopo la caduta di calcestruzzo in particolare dai viadotti dell’A24 (Roma-Teramo) che attraversano la frazione aquilana di San Giacomo, avvenuto il 10 settembre. A causa del cedimento venne disposta la chiusura momentanea della strada sottostante il viadotto. A presentare un esposto gli uffici competenti della Regione Abruzzo. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno sequestrato documenti in varie sedi istituzionali. Nel fascicolo compare anche la relazione dei vigili del fuoco intervenuti per rimuovere i pezzi rimasti sospesi in cui sarebbe stato accertato lo stato di degrado del viadotto.

Traforo Gran Sasso chiude per verifiche tecniche 
La concessionaria Strada dei Parchi comunica che, per attivita’ di monitoraggio e verifiche tecniche, sara’ disposta la chiusura della tratta autostradale San Gabriele/Colledara – Assergi (Traforo del Gran Sasso) dalle ore 22:00 dei giorni 23, 24, 25 e 26 ottobre alle ore 06:00 dei giorni successivi, limitatamente al traffico proveniente da Teramo e diretto verso AQ/A25/RM. Conseguentemente, nei giorni ed orari sopra indicati, i veicoli provenienti da Teramo, e diretti verso AQ/A25/RM, potranno usufruire dell’uscita obbligatoria allo Svincolo di San Gabriele/Colledara e percorrere la SS 80 per il Valico delle Capannelle. Considerate le limitazioni della SP86, tra la SS80 ed Assergi, si consiglia di proseguire sulla SS80 e rientrare in autostrada allo Svincolo di L’Aquila Ovest. In alternativa, da Teramo e per le lunghe percorrenze con provenienza dall’autostrada A14, sara’ possibile usufruire dell’autostrada A25.

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Ceglie(Pd): dopo il lifting alla città e la campagna acquisti si pensi a salvare tribunale e università

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Avezzano – “La ricreazione è finita.  Il Tribunale di Avezzano va salvato a ogni costo insieme con la sede distaccata di Giurisprudenza – il monito viene lanciato in una nota da Giovanni Ceglie, segretario del Pd di Avezzano all’indomani dell’allarme lanciato dagli avvocati del foro di Avezzano circa il nuovo rischio chiusura che incombe sul palazzo di giustizia. [Leggi qui] –I fatti sgradevoli di questi giorni ci convincono che l’attuale amministrazione comunale non sia una compagine coesa e mirata al bene della città, ma piuttosto un’armata Brancaleone. L’avvicendarsi sugli scranni di persone diverse almeno una volta al mese, tra vicesindaci, assessori e Consiglieri, assegna ad Avezzano un record poco gratificante, quello dell’amministrazione più rinnovabile ed evanescente del territorio. Senza contare le sconfitte al TAR i cui costi cadono sempre sui soliti cittadini. Forse sono finiti i posti disponibili da barattare con la campagna acquisti dei consiglieri eletti in una coalizione e che poi sono stati arruolati con questa nuova amministrazione (nata dall’Anatra Zoppa). In ogni elezione –  continua la nota – si trova sempre qualche mercenario pronto a cambiare casacca e a ripudiare le promesse fatte ai loro elettori. A questi si attinge in caso di necessità. Si pensava che ci fosse una fede che guidasse la Giunta ed un Vangelo da proteggere. Oggi tutto è chiaro. Si lavora solo per fare un pò di lifting in città e per rispondere ad esigenze esogene nel distruggere attività consolidate e produttive come il mercato. Ma le attività strategiche quando le si affronta? Il Tribunale chiuderà, chi se ne occupa? si domanda Ceglie – Il Tribunale di Avezzano va salvato a ogni costo insieme con la sede distaccata di Giurisprudenza per un servizio finalizzato alla valorizzazione di un territorio che lamenta isolamento e sofferenza. Se il Ministro Bonafede ha depennato dal contratto di Governo il paragrafo 12, (quello della riapertura dei tribunali minori depennati dalla Geografia Giudiziaria del 2012), addio a quelli di Vasto, Sulmona, Lanciano, Avezzano. La sede distaccata di  Giurisprudenza  dell’Università degli Studi di Teramo con la convenzione del 2012 e rinnovata nel 2018 consente di effettuare un tirocinio presso il Tribunale di Avezzano. La soppressione del Tribunale genererà con effetto domino anche la chiusura della sede distaccata. Ad essere penalizzati saranno i giovani, il futuro del territorio, la Pubblica Amministrazione ed il mondo Forense che gravita intorno ad esso. I risultati ottenuti in questi anni dal Tribunale sono lusinghieri e confermano l’elevata mole di lavoro smaltito in tempi rapidi e con grande professionalità. Il Tribunale quindi non è “Minore”. Cancellare il Tribunale significa depotenziare un territorio, che essendo ad un rilevante tasso di incidenza criminale, avrà come conseguenza quella di incoraggiare le attività criminali, aumentando la sfiducia dei Cittadini nei confronti delle Istituzioni. Entro la fine dell’anno la sede distaccata di Giurisprudenza sarà allocata in Via Sandro Pertini. Ma bisogna ricordare che l’ex Sindaco Gianni Di Pangrazio fece di tutto per spostarla da lì al Liceo Classico. Ancora una volta uno spostamento dal centro in periferia, che ricorda i disagi che si creano agli utenti, disagi già palesati in Avezzano per altre tematiche. Qualsiasi sede potrebbe andare bene, ma ad una condizione, che i mezzi di trasporto pubblici siano adeguati  e colleghino anche la stazione ferroviaria alla sede in questione in modo continuativo. Inoltre, noi suggeriamo di adeguare a tale scopo Palazzo Torlonia oppure l’originaria sede di Via Napoli” conclude Giovanni Ceglie.

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LFoundry, Tangredi (Fim-Cisl) a De Angelis: incontro solitario con Galbiati sarà una “colazione da Tiffany”

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AvezzanoAntonello Tangredi, rappresentante sindacale Fim-Cisl, interviene sull’incontro che il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, ha annunciato con il manager di LFoundry, Sergio Galbiati, per discutere della situazione di crisi in cui si trova l’azienda. [Leggi qui] 
“Il sindaco di Avezzano continua a non rendersi conto che l’interlocutore, oltre alla direzione aziendale, è il sindacato. Comprendo sempre di più che al sindaco “interessi” sempre di più l’idea di “uno” piuttosto che il parere di chi rappresenta la collettività: la democrazia è uno strano esercizio che De Angelis evidentemente non ha molto a cuore. Più che un incontro di merito, stando alla convocazione “zoppa”, mi sembra una “colazione da Tiffany” – tuona il sindacalista – il cui risvolto sarà un comunicato “Urbi et Orbi”, secondo il suo “motto” va tutto bene: andate a lavorare !! Peccato che la fabbrica si fermerà dal 1° dicembre a data da destinarsi e i dipendenti staranno a casa con un “bell’ammortizzatore sociale” sulle spalle e senza un futuro concreto” conclude Tangredi.

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Carenza di personale Asl1, Fp Cgil: 166 posti in meno nell’anno in corso

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Avezzano – La FP CGIL torna a denunciare “la gravissima carenza di personale all’interno della ASL n. 1 di Avezzano Sulmona L’Aquila”. Ricevimao e pubblichiamo la nota: “E’ a tutti nota l’estrema difficoltà nella programmazione ed organizzazione dei turni di servizio del personale, il quale è obbligato a svolgere turni massacranti in completo dispregio della Legge n. 161/2014 (norma che regolamenta le prestazioni lavorative). In tali condizioni ai lavoratori viene chiesto di farsi carico di garantire ciò che la programmazione non riesce a fare, ovvero, il mantenimento degli standard assistenziali. Così come stabilito dagli atti di programmazione Regionali, il costo del personale per la ASL n. 1 è passato da circa 194 milioni di € per l’anno 2017 a circa 196 milioni per il 2018. Peccato però che la Regione Abruzzo comprende in tale complessiva somma, il costo del rinnovo contrattuale avvenuto nel mese di maggio u. s. stimabile in oltre 3,7 milioni di €, di cui accantonati dalla ASL – su indicazione della Regione – circa 1,5 milioni, ne consegue che oltre 2,2 milioni resterebbero a carico della Azienda Sanitaria e quindi a carico dei lavoratori e dei servizi sanitari. Va ricordato che il costo del rinnovo contrattuale è obbligatorio e che per tale spesa sono previsti specifici finanziamenti, di norma, infatti, il tetto di spesa del costo del personale viene calcolato rispetto alla spesa sostenuta nel 2004 diminuita dell’1,4%, tale calcolo doveva essere previsto al netto dei predetti rinnovi. Risulta  assurdo che tali somme siano poste a carico del costo del personale già programmato che di per se è  insufficiente alle reali necessità. Infatti la ASL, da una previsione di spesa per l’anno 2018, sosterrebbe un costo complessivo, fra personale a tempo indeterminato e personale precario, pari a circa 200 milioni di € a cui vanno aggiunte le spese per il personale caricato sulla voce di bilancio riferita ai beni e servizi. Non v’è chi non veda che l’attuale programmazione sul costo del personale, con le ulteriori decurtazioni imposte dalla regione Abruzzo per i rinnovi contrattuali, non solo non è sufficiente a coprire le effettive esigenze di fabbisogno di personale, ma addirittura genera uno sforamento di oltre 6 milioni di € sui tetti di spesa. Tant’è che, ad oggi, la ASL n. 1 ancora non ha ricevuto le necessarie autorizzazioni per avviare i processi di stabilizzazione del personale precario. Non vorremmo che a pagare le spese di una errata programmazione siano i lavoratori più deboli dell’Azienda. Ad aggravare la situazione si apprende che la ASL stima per l’anno 2018 un numero di pensionamenti pari a circa 166 unità lavorative per le quali, ad oggi, non risultano autorizzazioni da parte della Regione Abruzzo per le dovute sostituzioni con conseguente perdita di posti di lavoro del predetto personale in quiescenza. I 166 posti di lavoro che si andranno a perdere nell’anno in corso si aggiungono ai 100 posti di lavoro persi nell’anno 2017. Si evidenzia, altresì, che dal conto annuale anno 2017 risultano in forza 3383 unità lavorative a fronte di una dotazione organica di 4053 unità, con conseguenti 670 posti vacanti a tempo indeterminato, solo parzialmente coperti con lavoro precario. A quanto sin ora descritto, si aggiunga che l’età anagrafica media del personale della Asl n. 1 contrattualizzato a tempo indeterminato è in costante ed inesorabile aumento, diventa pertanto facile comprendere che in assenza di azioni correttive volte ad una revisione dell’effettivo fabbisogno di personale e quindi a nuove assunzioni e stabilizzazioni, sia le condizioni di lavoro, sia la garanzia dei LEA e sia la qualità dei servizi verrà ulteriormente compromessa. Infatti dal conto annuale 2017 si rileva che oltre il 45% dei lavoratori in forza si trova in età compresa fra i 55 ed i 67 anni di età. Nello specifico risultano ricomprese tra i 55 ed i 59 anni 769 unità lavorative; tra i 60 ed i 64 anni 679 unità lavorative e tra i 65 ed i 67 anni 93 unità lavorative, su tali categorie di lavoratori, ricade l’onere della assistenza al paziente 24 al giorno per 365 giorni l’anno con evidente pregiudizio della salute delle maestranze. Le condizioni anagrafiche su descritte, in assenza delle mancate autorizzazioni per la sostituzione del personale,   determineranno nell’immediato futuro la perdita di centinaia di posti di lavoro con conseguente ulteriore aggravio della carenza di personale e peggioramento delle condizioni lavorative. In mancanza di azioni concrete, volte alla definitiva risoluzione delle criticità rappresentate, da parte della Regione Abruzzo, la FP CGIL, congiuntamente a tutte le sigle sindacali preoccupate per tale grave carenza di personale riattiverà tutte le procedure utili per la mobilitazione dei lavoratori. La FP CGIL ritiene altresì necessario il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e del Comitato ristretto dei Sindaci a difesa e per il rilancio del Sistema Sanitario Pubblico che deve garantire il fondamentale diritto alla salute del cittadino”.

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Una marsicana firma la sceneggiatura di “Nessuno come noi”, da oggi al cinema

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Capistrello – Squadra che vince non si cambia. Lunga e produttiva la collaborazione tra la sceneggiatrice di Capistrello, Tiziana Martini, e il regista romano, Volfango De Biasi, che ritroviamo in 350 sale cinematografiche dal 18 ottobre con il loro nuovo film: “Nessuno come noi”. Scritto a più mani, da Tiziana Martini, Volfango De Biasi, Luca Bianchini, Marco Ponti e Felice Di Basilio, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per Medusa film, “Nessuno come noi” ci fa fare un tuffo nel passato, riportandoci nei mitici anni ’80, tempi in cui non c’erano gli smartphone e si rischiava di passare le ore attaccati a un telefono fisso aspettando notizie dalla persona amata.

La trama
Il film racconta due triangoli amorosi: il primo si consuma tra tre adolescenti, Vincenzo Crea, Sabrina Martina, Leonardo Pazzaglia; l’altro, quello più adulto, vede protagonisti la professoressa di Liceo, interpretata dalla bellissima Sarah Ferberbaum, il padre di uno dei suoi alunni, Alessandro Preziosi, e la moglie, Christine Filangeri. Un intrigante intreccio che si trasforma in una struggente commedia romantica. “Nessuno come noi” è un romanzo di formazione, che ci invita a riflettere su come l’amore non corrisposto non sia amore, ma solo una prigione.

“Ci piace definirlo il film dell’amante”, ci dice la Martini, “non soltanto perché tutti i protagonisti sono amanti, nel senso letterale di coloro che amano, ma perché racconta anche una storia d’amore clandestina tra la professoressa Betty e il professor Umberto, che nasce quando meno se lo aspettano, quando non lo stavano cercando e soprattutto in un momento in cui entrambi credono che non possa più accadere loro qualcosa di bello. È un amore a cui tutti e due cercano di resistere perché moralmente sbagliato, ma non possono farne a meno. Accade così che Umberto si vede catapultato nell’inferno della solitudine di non essere mai dove vorrebbe essere: è con l’amante ed ha il fantasma della moglie, è con la moglie e vorrebbe stare con l’amante. Il senso di colpa lo logora. Betty, l’amante, sente di doversi accontentare di briciole di tempo, di briciole di felicità e ogni volta che Umberto esce da casa per tornare da sua moglie si sente morire. Vorrebbe sentirsi dire: Nessuna è come te. Ma, per scoprire se possa dirglielo un uomo sposato e andare verso un happy end, bisogna vedere il film”.

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Ritardi lungo la linea Balsorano-Avezzano, disagi per studenti e lavoratori della Valle Roveto

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Balsorano – Il treno parte in ritardo disagi per numerosi viaggiatori. E’ accaduto questa mattina ai pendolari della Valle Roveto che sono costretti a spostarsi in treno per motivi di studio, lavoro o occasionali. Il convoglio che da Balsorano conduce ad Avezzano è partito in netto ritardo. Alcuni studenti, dopo la lunga attesa in stazione, hanno deciso di tornare a casa, mentre altri hanno fatto il loro ingresso in classe in ritardo. Stesso problema anche per i lavoratori o chi sarebbe dovuto arrivare in orario ad un appuntamento. Oltre alla non puntualità negli orari, i pendolari della Valle Roveto lamentano anche il fatto che un solo vagone sia limitato ad ospitare tutti coloro che ogni mattina, per esigenze diverse, devono recarsi ad Avezzano. Il sistema di trasporto ferroviario della Marsica continua a creare notevoli disagi all’utenza dovuti ai disservizi.

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