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Wafa e Franco: quando l’amore supera tutte le differenze

Domenica 16 febbraio due innamorati coroneranno il loro sogno d’amore. Niente di particolare, se non fosse che Franco Troiani, di San Benedetto dei Marsi, sposerà  Wafa Tahori, di origini marocchine, con un “matrimonio interreligioso”.

Lui, di fede cattolica, e lei, musulmana, prima di poter convolare a nozze hanno dovuto seguire un lungo e complicato itinerario di verifica e di preparazione, così come previsto dalla Chiesa. Condizione necessaria per la Chiesa affinché due persone possano sposarsi, è che i futuri coniugi siano entrambi battezzati. Normalmente, quindi, l’unione tra una parte cattolica e una parte musulmana non viene riconosciuta come valida dalla Chiesa, a meno che i futuri sposi non ottengano la dispensa dall’impedimento al matrimonio in disparità di culto.

Ed averla è tutt’altro che semplice: bisogna rivolgersi almeno un anno prima delle nozze ad un parroco che si occuperà di aprire e di seguire l’istruttoria matrimoniale. Gli sposi devono quindi sostenere tutta una serie di incontri e di colloqui per accertare che la parte cattolica abbia compreso quali siano i valori legati al matrimonio e che la parte musulmana non li rifiuti. Poi bisogna seguire il corso prematrimoniale e alla fine il parroco può richiedere che venga concessa la dispensa. Solo allora le nozze potranno essere celebrate secondo la forma canonica cristiana, mentre non è vietata la “festa di matrimonio” islamica.

Questo percorso non è stato facile, ma l’amore fra Wafa e Franco ha superato tutte le difficoltà e le differenze, ed ha trionfato. La cerimonia si svolgerà con rito cattolico presso la parrocchia di Don Orione ad Avezzano alla presenza di 5 sacerdoti, tra cui Don Giuseppe Sorani,  don Romolo Mariani e Don Francesco Iulianella.

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