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Vino e Kamasutra mi salvano… dal plagio?

Scritto così, potrebbe sembrare il titolo di una saga ambientata tra Sicilia e Oriente, ma è una marsicana la vera protagonista di questa storia! Sto parlando di Piera Farina, già citata nel mio blog in occasione della burrascosa presentazione del suo libro “Vino e Kamasutra mi salvano dalla crisi” avvenuta lo scorso 23 novembre, presso la Società Operaia di Luco Dei Marsi. Come vi avevo preannunciato, in questa sede virtuale troverete degli approfondimenti sul caso che sta facendo discutere sul web e non solo. Riassumendo il tutto, durante la conferenza Rita Genovesi, fondatrice e titolare della Casa Editrice “Treditre” di Avezzano, si è alzata in piedi accusando la signora Farina di appropriazione indebita del volume e dell’inattendibilità di alcune sue dichiarazioni. Quello che oggi Piera Farina presenta pubblicamente come suo libro, ha affermato la Genovesi, è invece il frutto di un editing accurato già a partire dal titolo (l’originale scelto dalla Farina era “Vino e sesso mi salvano dalla crisi”), di cui si è appropriata consapevolmente utilizzando la bozza di prestampa per far approntare il libro da altri.

Entrando nello specifico tecnico, l’editing, ossia la revisione di un testo, consiste nel rendere armoniche le sue parti, affinché tutti i difetti strutturali, linguistici e contenutistici siano eliminati. Attraverso un editing minuzioso un’opera può essere proposta a una casa editrice o auto pubblicata con le migliori credenziali. Un testo non deve essere snaturato, ma deve esprimere le sue potenzialità modificando, tagliando e arricchendo di prospettive nuove la narrazione.

Il testo originale della Farina, ha aggiunto la Genovesi, consisteva in una ventina di pagine sgrammaticate, ed in seguito all’editing da lei commissionatomi, tra l’altro mai pagatomi, è diventato un vero e proprio testo letterario che supera le 100 pagine. Eccovi il raffronto tra la scrittura originale della Farina e il risultato dell’editing da parte di Rita Genovesi:

finale genovesi

ritagenovesi b

All’interno dell’opera autobiografica, alcuni paragrafi riportano dichiarazioni che, in seguito ad un piglio investigativo e ad informazioni arrivate dal web e da giornalisti siciliani, risulterebbero false. Il riferimento è a quanto afferma la Farina a proposito delle sue vicissitudini per colpa della mafia. Secondo il suo racconto durante la presentazione del libro, nel 2007 a Marsala sarebbe stata ripetutamente minacciata ed infine sequestrata da mafiosi che volevano ostacolare il suo progetto sui vini con le etichette del Kamasutra perché non chiaro, troppo ambizioso e criticabile a causa di una mentalità retrograda.

Per onor del vero, per il rispetto sentito e dovuto alle tantissime vittime della mafia, ma soprattutto per evitare strumentalizzazioni e distorsioni dei fatti, vi riporto di seguito l’articolo pubblicato nel 2007 sulla Cronaca di Marsala. Le dichiarazioni del suo autore, il giornalista Dino Barraco, e della stessa Piera Farina, smentirebbero completamente il mandante mafia riguardo la vicenda: Articolo 2007 Dino Barraco

Vi lascio con il finale del testo della Farina, alquanto emblematico rispetto alla faccenda in questione: “Dedico questo libro a tutti i giovani che sognano, che credono negli ideali, nei valori, nei progetti, nel futuro dell’Italia, ma soprattutto in sé stessi e nel proprio coraggio”. Chissà perché ha predicato bene e…

 

 

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0 Comments

  1. I SAGGI

    29 novembre 2013 at 20:12

    mia nonna diceva: FARINA DEL DIAVOLO VA IN CRUSCA…
    èhhh, la saggezza popolare :-))

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