Italia

Via le soglie per il falso in bilancio

Niente soglie di non punibilità ma intercettazioni più difficili. Il reato di falso in bilancio cambia, il governo vuole «un’impostazione più semplice e lineare», per usare le parole del ministro Andrea Orlando, provocando però la reazione dei senatori d’opposizione e alcuni del Pd. La strada del disegno di legge anti corruzione è però sempre più accidentata. All’esame della commissione Giustizia di Palazzo Madama è atteso per domani in aula ma «di questo passo sarà difficile rispettare i tempi stabiliti», dice il relatore Nico D’Ascola del Nuovo centrodestra. Dopo lo stop della scorsa settimana, l’attenzione si è concentrata sul falso in bilancio, reato chiave della criminalità economica. Secondo l’emendamento del governo trasmesso ieri alla commissione, la punibilità scatta senza più soglie ma prevede la separazione tra società quotate in borsa e quelle minori. Per le prime è prevista la perseguibilità d’ufficio e una pena da 3 a 8 anni mentre per le altre scende da 1 a 5 anni ed è affidata al giudice la valutazione sulla tenuità e irrilevanza dello stesso reato. Aumentano anche le sanzioni pecuniarie quando le società, senza distinzioni, hanno tratto un vantaggio dall’alterazione delle scritture contabili. Per il ministro della giustizia Orlando, si tratta di un testo più lineare che ripristina le pene precedenti.

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