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Verso le elezioni. Associazioni nel mirino, Tudico: ”Con questa idea della politica a casa ci stiano loro”

Avezzano – Le grandi manovre per le amministrative di primavera entrano nel vivo e le associazioni cittadine, invece, entrano nel mirino dei contendenti. Su di loro infatti si è abbattuto l’intervento di alcuni consiglieri di opposizione, oggi in corsa con il candidato sindaco Gabriele De Angelis, che hanno stigmatizzato la presunta – o possibile – ‘discesa in campo’ di associati nella politica attiva. Alle esternazioni dei consiglieri Chichiarelli e Barbonetti – quest’ultimo aveva parlato di ‘grave imbarazzo’ tra i soci e di rischi per l’onore delle associazioni stesse – risponde Edoardo Tudico, presidente della Proloco avezzanese, da noi interpellato al riguardo.

«Di imbarazzante c’è solo questa misera crociata che alcuni personaggi, supportati da un gruppetto di collaboratori, hanno fatto attraverso giornali e social – ha dichiarato Edoardo Tudico – Sono persone di cui io, personalmente, non conoscevo neanche l’esistenza, e di cui ho appreso nell’occasione, e questo per me è significativo, trattandosi di personaggi che hanno avuto e hanno ruoli attivi nell’amministrazione cittadina: potremo discutere di dedizione alla città e d’impegno vero per essa quando avranno fatto la metà della metà della metà delle cose che abbiamo fatto noi, per Avezzano, in breve tempo e perlopiù a nostre spese. Nessun membro del direttivo, e siamo in trenta, da quanto mi risulta, si candiderà, ma se anche fosse, non dovrebbe rispondere a questo o quel personaggio. Noi rispondiamo a uno statuto interno, come ogni associazione. Il nostro è particolarmente rigido e prevede le dimissioni preventive per i membri in carica che volessero candidarsi, ma vi sono statuti che non includono questo punto, e in tal caso non vi sarebbe alcun obbligo di dimettersi».

L’intervento, più che le sembianze di un moderno “Non expedit” – la disposizione con cui la Chiesa cattolica romana, nel 1874, dichiarò inammissibile per i cattolici la partecipazione alla vita politica del Paese – ha assunto, a tratti, i toni dell’anatema. Cosa che ha generato più di un malumore tra gli associati: «”Opportunità” è l’altra parola di cui si sono riempiti la bocca certi personaggi – e i fogli certi altri – e trovo significativo che si associ la politica a qualcosa di tanto deleterio da poter quasi ‘sporcare’ l’onore di un responsabile di un’associazione o l’associazione stessa, e il fatto che certe affermazioni vengano da politici, tra cui alcuni navigati, dice molto del concetto che essi hanno della politica – continua il presidente Tudico – I cittadini trarranno le opportune considerazioni da ciò. Tra l’altro, ognuno decide autonomamente se e chi votare, che si sia parte o meno di un’associazione, e qui si è messa in dubbio quindi anche la libera capacità di giudizio delle persone. Il Direttivo della Proloco non si candida, questo è quanto mi risulta, ma tanto di cappello a quelli che fanno parte delle associazioni e decidono di mettere la loro esperienza e il loro amore per la città, già espresso attraverso il volontariato, a servizio della stessa, dedicandosi alla politica. Anzi, penso che nessuno meglio di loro potrebbe occuparsi dei problemi reali del territorio e delle persone. Se uno fa parte dell’Avis o della Protezione civile e magari ricopre una carica, non può candidarsi se non smettendo di occuparsi dell’associazione, e lasciando il compito per cui è stato scelto dai consociati per le sue qualità? Ma il vero problema di questi signori qual è? Forse la parte politica con la quale i rappresentanti delle associazioni si candiderebbero, secondo le illazioni girate, vale a dire con il sindaco Di Pangrazio invece che con loro?…».

Tra i “sassolini nelle scarpe” del presidente Edoardo Tudico, la questione legata alla mancata inclusione della “Settimana Marsicana” –  riportata in città dalla Proloco, dopo oltre mezzo secolo, con strepitoso successo – tra i “Grandi eventi” finanziati dalla Regione. «La domanda di finanziamento è arrivata sul tavolo della Regione ad aprile, quando la manifestazione era solo un’idea tratteggiata genericamente, senza dettagli, per cui è comprensibile che, sulla base dei dati acclusi alla documentazione, quelli che dovevano valutare non abbiano ritenuto di doverla includere tra i “Grandi eventi”.

La “Settimana Marsicana”, tenutasi ad agosto, ha dimostrato che lo è, e quest’anno faremo ancora meglio. Riguardo al modo in cui è stata trattata la notizia, come quella su presunte candidature di appartenenti al nostro Direttivo, dispiace dover sottolineare una cosa per me ovvia, e cioè che i bravi giornalisti non sono quelli che prendono le querele, secondo l’idea che vorrebbe far passare chi “se le appunta sul petto” come se fossero la garanzia del suo valore, ma è proprio il contrario: i bravi giornalisti si accertano della verità e poi scrivono, e questo vale a tutti i livelli e per tutti gli argomenti trattati, non quelli che lo fanno senza accertarsi delle cose di cui trattano e poi, magari, sono costretti a una rettifica e la fanno pure buttando un trafiletto di due righe tra le altre notizie».

@L.F.S.

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