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Politica

Verso il voto con giudizio… firmato Alfio Di Battista


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Tra quattro o cinque mesi i cittadini di Capistrello torneranno al voto per eleggere il nuovo consiglio comunale in un clima generale di sfiducia che parte da molto lontano ma che arriva dritto, fino al cuore della gente. Basta chiedere in giro; nei bar o in coda alla fila di un ambulatorio medico oppure alle poste. “Come è cambiato Capistrello negli ultimi venti anni?” La risposta è: “va sempre peggio!”
Ad affermarlo è il consigliere comunale del Partito Democratico Alfio Di Battista, che aggiunge:
“I cittadini, rilevano un costante e continuo declino che non si è mai fermato, e che anzi, li ha costretti a mettere le mani in tasca per pagare i danni del dissesto finanziario causato dalla mala-politica. Nessuno è immune da responsabilità; compreso il sottoscritto che ha creduto e lavorato, in assoluta buona fede, ad un progetto politico, l’ultimo, che s’è rivelato un clamoroso abbaglio, legato com’era ad interessi diversi da quelli del bene pubblico. La legalità, la trasparenza, la partecipazione, l’onestà intellettuale, ancora oggi, nella nostro municipio, sono valori in cerca d’autore. L’unico modo che conosco per non rassegnarsi alla povertà di ideali è partire dall’onestà, senza la quale, la politica continuerà ad essere quell’attore che dice una cosa mentre ne fa un’altra.”
Il primo problema è la credibilità di chi amministra, per questo occorre scegliere persone che hanno le competenze ma soprattutto un lavoro che le rende libere dalla politica perché la politica non può essere un mestiere.
Il secondo problema è far funzionare un paese dove non funziona nulla; dove le lungaggini e l’indolenza dell’apparato amministrativo hanno a che vedere con l’assenza di programmazione da cui scaturisce una permanente urgenza delle cose da fare, che porta, dipendenti e amministratori, ad un continuo scambio e sovrapposizione dei ruoli, in un’ambiguità diffusa che danneggia i cittadini perché non si capisce mai chi è il responsabile dei disservizi. Occorre fissare le priorità e pianificare secondo criteri semplici; basta mettere al primo posto l’interesse collettivo.
Alcuni rapidi esempi come la viabilità, che riguarda tutti; con strade e marciapiedi colabrodo, dove, con una manutenzione inesistente, non c’è pioggia che non provochi allagamenti; è in quella direzione che bisogna destinare le risorse a disposizione. L’erogazione dei servizi quotidiani presso gli uffici comunali, dovrebbe avere un livello di qualità che risponda a standard minimi di adeguatezza sui quali la politica ha l’obbligo di vigilare. Sulla scuola; una volta per tutte vanno risolte le questioni inerenti la sicurezza degli edifici e la vivibilità all’interno degli stessi. Ogni anno, da anni, sono sempre gli stessi problemi!
Le soluzioni ci sono, se si vogliono trovare, ma spesso, calcoli meschini e convenienze di basso cabotaggio fanno prevalere l’opacità della palude al verde dei prati.
In questa terra di mezzo, dove la precarietà e il senso di indeterminatezza delle regole affondano nella melma, la mala-politica ha potuto agire indisturbata e in maniera discrezionale, trasformando i diritti in favori. Per cambiare occorre mettersi in gioco ma spesso le donne e gli uomini migliori preferiscono restare fuori dalla mischia. Stavolta però, voglio sperare sia diverso perché l’insoddisfazione generale di molti si può trasformare in voglia di partecipazione.

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