Italia

Veronica in cella da sola “Davide non mi lasciare”

Una cella isolata del braccio femminile, un letto e un piccolo bagno. Inferriate alla finestra, alta, ma anche alla porta perché sia possibile vederla, 24 ore su 24, e da dove arrivano le urla della sezione maschile: «Assassina, non puoi restare qui». Contestazioni che provano Veronica Panarello, la madre di Loris, in stato di fermo perché accusata di avere strangolato e gettato in un canalone il figlio di 8 anni, il piccolo Loris. Ma le pesa di più la lontananza dalla famiglia: «Mi mancano i figli», ammette parlando dei bambino che non c’è più e del fratello più piccolo che immagina «solo a casa». E sente l’assenza pure di suo marito, Davide, anche se lui non nasconde i suoi dubbi: «Mia moglie dice di aver portato Loris a scuola ma ci sono troppe coincidenze contro di lei», e comunque, «chi è stato è stato, anche fosse Veronica, deve pagare» perché «non si può fare questo a un bambino». E poi, continua, «se ci sono le prove, perché dovrei starle accanto?». Lei ha deciso di «dare battaglia» e gli lancia un appello dal carcere: «Non mi abbandonare, Davide». Chiede di sapere quando saranno i funerali del bambino «perché – dice – voglio partecipare» e, soprattutto, ribadisce ancora una volta: «Sono innocente, io non c’entro…».

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