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Vasto incendio nella Valle Roveto | FOTO

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Morrea – Vigili del Fuoco di Avezzano e Protezione Civile di Tagliacozzo al lavoro per arginare un vasto incendio divampato tra Morrea e San Vincenzo Valle Roveto.

Il forte vento non sta facilitando le operazioni di spegnimento: in azione anche un canadair dei Vigili del Fuoco.

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  1. Tatty

    30 marzo 2017 at 19:42

    Speriamo non abbiano utilizzato qualche povero animale per appiccare il fuoso

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Cugini marocchini arrestati per spaccio, 99 dosi di cocaina recuperate nella fogna dai carabinieri

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Avezzano– O.T, 31 anni e I.T., 29 anni, entrambi di nazionalità marocchina, sono stati tratti in arresto per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio dai carabinieri di Trasacco, in collaborazione con le unità K9 del Nucleo Cinofili di Chieti, alla guida del capitano Pietro Fiano. Le indagini, coordinate del Sostituto Procuratore della Repubblica Lara Seccacini, hanno consentito di raccogliere gravi ed inconfutabili elementi a carico dei due cugini raggiunti questa mattina in un appartamento di Avezzano. Alla vista dei militari i due hanno tentato di gettare nel wc 99 dosi di “cocaina” per un totale di 125, poi recuperate dai carabinieri nell’impianto fognario. Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati, inoltre, trovati bilancini di precisione e altro materiale idoneo al confezionamento. Gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Avezzano.

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Il comune di Avezzano omaggia con una targa Luigi Ottavianelli

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Avezzano – “Anche se con qualche giorno di ritardo, facciamo gli auguri per una buona e serena pensione a Luigi Ottavianelli, custode del Tribunale di Avezzano. Dopo 11 anni di servizio, Ottavianelli ha salutato colleghi, amici e familiari, nel suo amato Tribunale e ha ricevuto il plauso per il lavoro svolto per tanti anni con onestà e correttezza, dal sindaco della città Gabriele De Angelis che lo ha omaggiato con una targa. A nome di tutti gli avvocati del foro, ha portato il saluto anche il presidente dell’ordine Franco Colucci”.

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L’Osteria Mammarossa omaggiata da Cook_inc, autorevole rivista di cucina

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AvezzanoL’Osteria Mammarossa di Franco e Daniela Franciosi finisce sull’autorevole rivista Cook_inc, officina internazionale di cucina. “Questa storia comincia ad Avezzano e per leggerla bisogna capire Avezzano e l’Abruzzo di montagna. Perché gli Abruzzi sono fatti di mare, di collina e di montagna, con una biodiversità impressionante in un fazzoletto di terra relativamente limitato. Ma gastronomicamente parlando la loro parte più conosciuta è quella costiera, del Teramano, Pescarese e Chietino, fra brodetti, oliveti, vigne e virtù. Ai miei occhi però è questa marsicana la parte di regione ancora più affascinante, irta e aspra, con i suoi sassi pizzuti in mezzo al verde, le sue vette sopra i duemila, seconde in Italia solo a quelle alpine, è una terra povera, agropastorale, che non si concede facilmente. Va scoperta, compresa e vissuta. Ed è probabilmente proprio dietro al vissuto di Franco Franciosi che si legge la storia di Mammaròssa, un ristorante moderno che è anche un inno alla nonna (Mammaròssa è la mamma grossa in abruzzese, la grande mére), un luogo lanciato verso il futuro con un’ancora piantata ad Avezzano” si legge sulla prestigiosa rivista di cucina che, dedicando alcune pagine al ristorante Mammarossa, aggiunge “Franco si è fatto da solo: nel 2005 inizia a dedicarsi al mondo della cucina con il corso Professione Cuoco alla Città del Gusto di Roma”. “Quando parli con i Franciosi o leggi il menu del ristorante ti accorgi che l’Abruzzo è una regione completa: che ti può dare il mare, la montagna, ti può portare a sciare o in collina. Ma è la lettura del territorio che sta nel piatti forti di Franco che restituisce un senso diverso […] E’ il tema delle migrazioni che affascina particolarmente il nostro. Perché è qualcosa che pesca lontano nella storia degli abruzzesi ma che si ripropone oggi, in senso contrario, per gli arrivi che ci sono in terra d’Abruzzo […] Ma la cucina è naturalmente incontro e fusione di culture e per Franco sul fronte agropastorale tutto questo diviene spunto creativo […] l’incontro con la comunità marocchina ad Avezzano è quotidiano e lo scambio di conoscenze, tecniche e cotture passa dalla cucina di Mammaròssa. La pecora qui è il piatto della cucina popolare ma lo è anche per i suoi amici marocchini, che lo cuociono lentamente nella tajine. E allora lui crea le sue contaminazioni nordafricane cuocendo quella pecora che una volta si bolliva nel caldaio enorme di rame, proprio nella tajine. Ci mette le spezie dei suoi amici (curcuma, cumino, zenzero fresco e zenzero in polvere) ma anche le sue erbe di montagna e il vino abruzzese, Trebbiano e Montepulciano. I suoi amici lavorano la terra, cosa che nessuno vuole più fare. Anche perché l’agricoltura qui è amore e odio. La fertile piana del Fucino è stata il simbolo del padrone (i Torlonia) […] Tutto corre e scalpita in questi piatti: una cucina semplice, profonda. emozionale, senza condizionamenti e senza fronzoli. Si cucinano, dialoganti, scambio, inquietudine, profondità e amore”.

 

 

 

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LFoundry, Fiom Cgil: preoccupazione e dubbi anche da chi ha sostenuto l’accordo

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Avezzano – “Apprendiamo con sorpresa dalla stampa che a poche settimane di distanza dalla convinta sottoscrizione da parte di alcune organizzazioni sindacali di un accordo di CDS che avrebbe “messo in sicurezza lo stabilimento LFoundry”, dubbi sulla strategia che i vertici aziendali starebbero mettendo in campo iniziano a insinuarsi anche in coloro che, all’indomani della frettolosa firma, si ergevano a paladini dei lavoratori stigmatizzando la decisione della FIOM che aveva ritenuto inopportuno sottoscrivere l’accordo vista la penuria di tutele  per i lavoratori e l’assenza di garanzie sul percorso industriale da parte del Ministero dello Sviluppo Economico – lo hanno dichiarato in una nota FIOM-CGIL della provincia di L’Aquila e FIOM-CGIL Abruzzo-MoliseCosa avrebbe indotto la Uilm nazionale a contraddire se stessa e a esprimere ora massima apprensione, peraltro ricorrendo alle stesse parole utilizzate dalla FIOM? Davvero inquietante dover constatare che chi ha messo l’azienda in condizioni di non essere una priorità per il Ministero dello Sviluppo Economico (per via di un contratto di solidarietà di ben 18 mesi), ora esprima ogni preoccupazione per il futuro dell’industria più grande della nostra provincia. Premesso che l’azienda si rifiuta di consegnare alla nostra Organizzazione copia dell’accordo di CDS sottoscritto (per vergogna? Per patetica ripicca? O perché ingenuamente pensa che non sia un atto pubblico?) – aggiunge – è oggi sotto gli occhi tutti il fallimento del primo degli “interventi di razionalizzazione ed efficientamento organizzativo e gestionali” che l’azienda, solo poche settimane fa, aveva spacciato per imminente e perfettamente pianificato, ossia la sostituzione del sistema informatico per il controllo e la gestione della produzione!E con simili premesse, cosa tocca aspettarsi su tutto il resto?
Piuttosto che andare alla spasmodica ricerca di improbabili capri espiatori cui attribuire ogni male oppure avvilupparsi attorno a sterili discussioni su cosa gli altri avrebbero dovuto fare o non fare…, non sarà il caso che chi guida l’azienda e ha sulle spalle la responsablità di traghettare verso un futuro quasi 1500 famiglie del nostro territorio inizi a giocare una partita trasparente e ad avere un atteggiamento rispettoso verso i lavoratori?” conclude la nota. Per il giorno 21 dicembre 2018 alle ore 15.30 è convocata presso la sede CGIL di Avezzano in via Cassinelli 2 la conferenza stampa della FIOM provinciale e FIOM regionale sulla situazione LFoundry.

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Anfiteatro di Marruvium, ripartono i lavori di restauro. D’Orazio: sì a spettacoli e manifestazioni

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San Benedetto dei Marsi – Ripartono i lavori di restauro dell’Anfiteatro di Marruvium a San Benedetto dei Marsi. “Dopo diversi incontri tenuti a L’ Aquila con l’Architetto Finarelli, presso il Mibac ( Ministero per i Beni e le attività Culturali) Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo e con la dott.ssa Emanuela Ceccaroni, funzionario della Soprintendenza Archelogia della nostra regione, siamo riusciti a sbloccare un importante finanziamento destinato al recupero e consolidamento di alcune parti strutturali, di quello che è il più imponente anfiteatro della Marsica e, forse, dell’intero Abruzzo – lo ha dichiarato il sindaco Quirino D’Orazio – Un intervento che contribuirà a migliorare la sicurezza del sito archeologico, grazie al consolidamento di alcune parti strutturali ed allo stesso tempo, consentirà una piena fruibilità per gli spettacoli e le manifestazioni che si vorranno organizzare al suo interno. Quella della valorizzazione del nostro patrimonio archeologico è una delle nostre importanti missioni, – ha aggiunto soddisfatto il primo cittadino – che stiamo portando avanti con tanto coraggio e passione, grazie anche ad un instancabile gruppo di volontari che coadiuva la nostra Amministrazione nel mantenere attrattivo ed in ordine il nostro diamante. Proprio in questi giorni, tra l’altro, grazie a questo gruppo ed ai componenti dell’associazione “Scaramouche”, al suo interno, sono in corso i preparativi per l’allestimento di un bellissimo presepe vivente, la cui rappresentazione è prevista per il prossimo 28 dicembre. Sarà questa una duplice occasione che ci consentirà sia di immergerci più approfonditamente nell’atmosfera natalizia, sia di visionare l’intervento di recupero” ha concluso D’Orazio.

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“Ristorante tipico d’Abruzzo”, nasce il marchio riconosciuto in tutta Europa

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Regione – “La Regione Abruzzo, nell’anno nazionale del cibo proclamato dai Ministeri dell’Agricoltura e dei beni culturali, ha deciso di riconoscere con un marchio europeo, i ristoranti che propongono piatti tipici della nostra terra. Nell’ambito dell’Unione Europea la nostra regione è la prima a istituire il marchio come emblema di qualità e garanzia del territorio e dei prodotti dell’Abruzzo nel mondo. Con questa legge abbiamo voluto dare valore ai ristoratori come anche promuovere le produzioni agroalimentari di qualità, da quelle biologiche a quelle con i marchi IGP e DOP, a quelle ricomprese nei presidi Slow Food”. Lo ha detto l’assessore Lorenzo Berardinetti intervenendo, a Palazzo Silone, all’Aquila, per la presentazione del marchio europeo Ristorante tipico d’Abruzzo. La legge n. 1/2018Norme per la valorizzazione e promozione dei ristoranti tipici dell’Abruzzo” rappresenta uno straordinario strumento che la Regione ha voluto proporre al territorio per promuovere lo sviluppo della ristorazione tradizionale di qualità e la tutela della cultura delle produzioni enogastronomiche. “Sviluppare la ristorazione abruzzese – ha aggiunto l’assessore – ha molteplici ricadute economiche e sociali. Penso al significato che può assumere quale strumento di promozione turistica piuttosto che di valorizzazione delle filiere che da sempre caratterizzano la nostra Regione, come ad esempio gli allevamenti delle nostre montagne, la pesca dell’Adriatico e le produzioni agricole. Promuovere lo sviluppo della ristorazione tradizionale di qualità e tutelare la cultura delle produzioni enogastronomiche dell’Abruzzo è garanzia di tutela per i consumatori. Il marchio sarà concesso nel rispetto del disciplinare che abbiamo notificato alla commissione europea, a quanti promuoveranno menù all’insegna della tradizione o comunque a coloro che in maniera innovativa utilizzeranno i prodotti della nostra terra”. All’incontro sono intervenuti Franco Franciosi, ristoratore e portavoce dei ristoratori per il marchio europeo, Leonardo Seghetti, docente di medicina veterinaria e bioscienze all’università di Teramo, Eugenio Signoroni, responsabile nazionale guide slow Food, Massimo Di Cintio, collaboratore guide Identità golose, Gambero rosso e Osterie d’Italia. Il marchio europeo consentirà l’identificazione in tutto il territorio dell’Unione europea dei ristoranti che utilizzando prodotti tipici abruzzesi nonché, diffondendo la tradizione enogastronomica dell’Abruzzo, rendono conoscibile ed apprezzabile la gastronomia abruzzese. Un riconoscimento nell’ambito dell’iniziativa è stato assegnato ai ristoratori storici che si sono distinti per la cura e la diffusione della tradizione gastronomica regionale e per la loro presenza sul territorio: Lanfranco Centofanti, Antonello Moscardi, Peppino Tinari, Marcello Spadone, Daniele Zunica. L’istituzione di un marchio per i “Ristoranti tipici d’Abruzzo”, riconosciuto a livello europeo persegue il duplice obiettivo di favorire la conoscenza e la visibilità degli esercizi commerciali che aderiranno e promuovere le produzioni agroalimentari fra cui quelle riportate negli elenchi del Ministero delle politiche Agricole Forestali.

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Senza disoccupazione i 70 lavoratori della Santa Croce, Fai Cisl: rilanciare sorgenti Canistro

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Canistro “La vicenda dell’acqua minerale di Canistro non finisce mai di stupire: i 70 dipendenti sono ancora senza un lavoro e, adesso, anche senza più il sostegno della Naspi – lo ha dichiarato il segretario di Fai Cisl, Feliciantonio Maurizi, – Sono passati due anni trascorsi tra illusioni politiche, procedure amministrative sbagliate ed infruttuose, gruppi industriali che si volatilizzano, rimpalli stucchevoli di responsabilità, silenzi imbarazzanti, speranze degli ex dipendenti Santa Croce di ottenere una nuova opportunità di lavoro in tempi ragionevoli puntualmente disattese. In questo quadro a tinte fosche, amareggia vedere come alcuni esponenti del governo regionale, parlando e affrontando delle varie crisi aziendali abruzzesi  non fanno neanche un cenno della situazione drammatica di Canistro. Il sindacato – aggiunge – ha sollecitato più volte un confronto con la Regione Abruzzo, che non è ancora arrivato,  per tentare di costruire ipotesi concrete ed alternative  all’inconcludenza di questi anni. Inoltre, non contribuiscono di certo a rasserenare gli animi dei lavoratori le indiscrezioni, più o meno fondate, che periodicamente filtrano da corridoi dell’Ente Regione, senza che vi sia la possibilità di ricevere le informazioni nella maniera più idonea, attraverso un tavolo sindacale urgente. La Fai Cisl, insieme ai lavoratori che rappresenta e a  tutti quelli che vorranno darle sostegno nella battaglia intrapresa per il lavoro e per il rilancio del potenziale industriale delle sorgenti di Canistro, non permetterà che il destino lavorativo degli ex dipendenti Santa Croce cada nel dimenticatoio e farà di tutto affinché gli impegni presi dalle istituzioni nei loro confronti vengano mantenuti” conclude.
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