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Vacche da mungere?

blog_digiampietroE’ passato il giusto lasso di tempo per poter parlare finalmente di un episodio di cronaca che ha scosso la nostra zona. Breve ma intenso, aveva bisogno di qualche giorno perché si “decantasse” come si deve.

 

Sto parlando ovviamente del duplice omicidio di Pescina che tanto ha riempito le pagine dei nostri quotidiani, cartacei e non, come da copione e con un certo disgusto per la solita spremuta di sangue che ci è stata propinata.

 

Allora, partiamo dalla considerazione che la nostra zona è discretamente tranquilla, per poi spingerci oltre, e sottolineare che giornalisticamente una bad news is a good news. Quindi, due più due fa quattro. Come lasciarsi scappare una vacca da mungere come questa? Ogni volta che ci scappa il morto (figuriamoci due!) nel nostro circondario scatta la caccia al mostro e alla serializzazione dell’accaduto.

 

In parole povere, su ogni episodio di cronaca significativo si prova a costruire una soap opera a puntate. Tutto lecito, comprensibile, giornalisticamente comprensibile. Ma quando la notizia, con la N maiuscola non c’è? Nel senso, il mostro interessa un filone purtroppo inflazionato, ha nome e cognome. E’ l’orco cattivo che agisce nel chiuso delle mura domestiche. Acclarato questo, di cosa parliamo?

 

Già, è un vero peccato che non si possa scatenare la caccia al misterioso assassino ma tant’è e basta così! E no, invece no. Per giorni e giorni (ancora oggi) i quotidiani sono stati inzeppati di episodi di cronaca spicciola, di manifestazioni spontanee ma superflue, di iniziative abbastanza incomprensibili e, perché no, anche al limite dello sciacallaggio mediatico.

 

Il femminicidio è un problema sociale, forse un’emergenza che si risolve però con poche mosse. Certezza della pena, una certa presenza di spirito, forza di carattere, istituzioni ben presenti, assistenti sociali sempre sul chi vive. Ma un articolo in più, un pugno di righe forse, addirittura, di troppo, cosa possono spostare? Niente; servono solo a dare quel senso di amaro in bocca per l’ennesima occasione persa per stare zitti.

 

Agenda Setting, si chiama così; significa, selezionare e poi costruire (agenda building) la notizia. Avete presente quando una persona investe dei pedoni e poi sembra che nei giorni successivi si scateni un’epidemia di morti investiti in ogni dove? Che cosa vi viene da pensare? Ad un periodo sfortunato, ad un effetto domino o addirittura ad una certa tendenza all’emulazione da parte del cittadino medio. Ed invece non è niente di più che la ricerca spasmodica di notizie di tono simile in ogni angolo dello Stivale. Ogni frenata diventa un omicidio doloso.

 

E tanto è stato anche da noi. In pochi giorni sono spuntate denunce in ogni angolo della Marsica. Spero che porti a qualcosa. Infatti, il pettegolezzo da salotto, fine a se stesso, non porta da nessuna parte. Bisogna agire e non scrivere!

 

VALE

Luca DJ Di Giampietro

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