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Abruzzo

Uno dei fenomeni naturali ed estremi, le Valanghe: dove e come si originano?

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Le Valanghe, il normale mutamento della natura che distrugge ciò che l’uomo ha creato.

“La natura è mutamento o cambiamento”, disse Aristotele, tutto ciò che è frutto della creazione umana non è immune ad essa e resta un’instabile forza. L’uomo non potrà mai dichiararsi superiore alla grandezza della natura, dovrebbe cercare di rispettarla e aggirarla, difendendosi dal suo buono e normale intervenire, edificando secondo i rispettivi metodi di sicurezza da esso studiati, soprattutto al giorno d’oggi, tecnica forse poco curata e restrittiva. Lo si è notato quando, un estremo fenomeno naturale, la Valanga, dopo le copiose nevicate e una serie di scosse di terremoto, ha travolto l’Hotel Rigopiano, a Farindola, lungo il versante adriatico dell’Appennino centrale/abruzzese, in provincia di Pescara.

Quando un vortice di bassa pressione ha avuto la meglio sul nostro territorio italico, si è approfondito sul medio-basso Tirreno, risucchiando, grazie alla sua rotazione ciclonica (antioraria nel nostro emisfero), una massa d’aria fredda di origine artico-continentale. Essendo un involucro d’aria troposferico molto freddo e secco, i fenomeni atmosferici sono iniziati a verificarsi là dove le correnti d’aria fredda nord-orientali o di Greco, hanno attraversato la superficie marina più tiepida, riscaldandosi dal basso e dunque ricevendo grandi quantità di umidità, come se la parte sottostante fosse diventata una spugna. Tuttavia, tali moti d’aria più calda, cosiddetti ascensionali, sono saliti all’interno del gradiente termico negativo dell’atmosfera soprastante, ossia potenzialmente instabile, raffreddandosi per espansione, e andando a generare per condensazione, nubi nella maggior parte cumulonembi, ovvero nuvole temporalesche. I violenti temporali provenienti dal mare, si sono spostati verso ovest, incontrandosi con le aree pedemontane e montane della nostra regione Abruzzo e ponendo le basi di una tragedia consumatasi subito dopo.

Allorquando le correnti in quota hanno sospinto la perturbazione nevosa nata dall’effetto ASE (Adriatic Effect Snow), verso il versante orientale della nostra catena appenninica, i moti convettivi (ascendenti e discendenti), si sono rinforzati a causa della barriera orografica che ha consentito il completo sollevamento forzato della massa d’aria più mite e umida acquisita dal mare (effetto stau), dando luogo, allo stesso tempo, a una situazione di blocco, dovuta anche alla persistenza dell’Anticiclone delle Azzorre fin verso la Penisola Scandinava che faceva scivolare l’aria fredda dal Mar Glaciale Artico sui suoi bordi orientali, cosicché, la depressione tirrenica, potesse essere imprigionata sul Basso Tirreno, continuando a convogliare aria fredda da est verso ovest, che diveniva instabile alimentando le nubi, le quali, non avendo modo di valicare il versante sopravvento, insistevano sempre sulle medesime aree. In questo modo, la perturbazione è diventata recalcitrante e con fatica si spingeva verso ovest/sud-ovest, facendo sì che le nuvole scaricassero abbondanti precipitazioni insistentemente sui settori adriatici, nevose fino a quote collinari, piovose e a carattere di nubifragio lungo la costa, in particolare tra domenica 15 e lunedì 16. Tra martedì e mercoledì, invece, le precipitazioni si sono intensificate e gran parte della perturbazione è riuscita a valicare il Massiccio del Gran Sasso e della Majella, grazie alla risalita del vortice di bassa pressione verso il medio Tirreno, causandone una ritornante e dunque un richiamo meridionale, più temperato, che è andato a convergere con le correnti gelide provenienti dalle aree balcaniche, facendo temporaneamente rialzare le temperature. Lo sbalzo termico, sopraggiunto nella serata di martedì, ha fatto sì che nevicasse inizialmente a quote superiori ai 1000 m, successivamente a quote molto basse, tra i 500 e i 600 m, seppur la temperatura si fosse attestata intorno agli zero gradi, per via delle forti correnti discensionali dei cumulonembi, che hanno trasportato l’aria più fredda verso il basso nelle zone ove le precipitazioni risultavano più intense, variando localmente l’andamento dello zero termico  e consentendo alla neve al suolo di rimanere fresca e a tratti piuttosto bagnata. L’iniziale e consistente rialzo della temperatura attinente alle correnti meridionali e lo sbalzo termico verso il basso indicato dalla convergenza con esse da parte dei venti freddi da nord-est/sud-est, ha implicato un’instabilità marcata dell’abbondante coltre nevosa presente sui pendii delle montagne appenniniche, spesso resa vulnerabile dal medesimo Scirocco. Le scosse di terremoto della mattinata di mercoledì, dovrebbero aver contribuito nel distacco delle nevi, portandole a valle insieme a un’enorme quantità di alberi distrutti dalla pesantezza della neve contenente un alto tasso di acqua in forma liquida e ai detriti, sotto forma di slavina o propriamente il suo sinonimo, la Valanga.

Essa può verificarsi durante il periodo invernale, da Dicembre ad Aprile, come dicevo, abbiamo due tipologie di fenomeni valanghivi, che si sviluppano lungo i ripidi pendii innevati, a causa della neve fresca che non riesce ad assestarsi per via delle temperature di poco al di sopra dello zero, innescando valanghe “immediate”, diretta conseguenza della precipitazione nevosa, o possono verificarsi valanghe “tardive”, a seguito delle trasformazioni del manto nevoso annesse agli sbalzi termici, come abbiamo affermato collegati alla rotazione dei venti, alla temperatura, oppure a forti scosse di terremoto che, pur essendo quasi improbabili nel generarli, perché spesso originati dalle avverse condizioni atmosferiche, comunque, in questo caso, ne potrebbero aver incentivato la formazione.

Vi ringrazio per la cortese attenzione.

Riccardo Cicchetti

Abruzzo

Il Maestro Riccardo Muti parla di Napoli tramite due Abruzzesi

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Napoli: Il Maestro Riccardo Muti, nella tarda mattinata di ieri, insieme ad alcuni Cantati lirici impegnati nella produzione Mozartiana al San Carlo ha incontrato i ragazzi del carcere minorile di Nisida.
Il Maestro durante l’incontro ha trattato diversi argomenti; uno di questi è stato spiegare ai giovani di come si possa parlare di una grande città come Napoli attraverso la Musica; il grande Direttore, però, questa volta per parlare della sua amata Napoli non ha utilizzato le “solite” arie di musica napoletana, ma ha scelto un aria da Camera scritta dal Pescarese Gabriele D’Annunzio e musicata dal compositore di Ortona a Mare, Francesco Paolo Tosti; entrambi Abruzzesi; in titolata ” A vucchella” tradotta in ” la boccuccia”.
In riferimento a quest’aria il Maestro Muti ha fatto notare l’ottima rappresentazione del carattere tipico napoletano, con una scrittura molto partenopea e frivola ma allo stesso tempo, passionale e armoniosa. Inoltre si è soffermato sull’importanza dell’espressione musicale e sulla grande libertà espressiva che si può avere rispettando, però, i parametri scritti dall’autore.
Sul testo e su dove sia nata quest’aria ci sono molte dicerie a riguardo; si dice, che, sia stata scritta nel caffè “Gambrinus” in piazza Plebiscito difronte il teatro San Carlo, e che Gabriele D’Annunzio abbia preso ispirazione da una ragazza napoletana che era seduta li mentre sorseggiava un caffè.
Attualmente il Maestro Riccardo Muti, che torna a Napoli dopo 34 anni dall’ultima opera, sta concludendo gli ultimi giorni di prova del “Così fan tutte”, uno dei più grandi capolavori Mozartiani, sotto la regia di sua figlia Chiara Muti con un cast stellare.
Direttore | Riccardo Muti
Maestro del Coro | Gea Garatti
Regia | Chiara Muti
Scene | Leila Fteita
Costumi | Alessandro Lai
Luci | Vincent Longuemare
Interpreti:
Fiordiligi, Maria Bengtsson; Dorabella, Paola Gardina; Guglielmo, Alessio Arduini; Ferrando, Pavel Kolgatin; Despina, Emmanuelle de Negri; Don Alfonso, Marco Filippo Romano.
Aleandro Mariani
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Provincia

Vaccino antinfluenzale gratuito per i donatori di sangue, ecco dove e quando

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AvezzanoVaccino antinfluenzale gratuito per tutti i donatori periodici della Asl1 che abbiano donato almeno una volta negli ultimi due mesi. E’ possibile vaccinarsi presso i centri di riferimento delle Asl di appartenenza presentando documenti e tessera Avis aggiornata. Ecco tutti gli ambulatori della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila , con date e orari di apertura, in cui è possibile vaccinarsi.

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Provincia

Frana al casello di Pescina: lavori in corso, presto la revoca delle limitazioni

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Pescina – Lo scorso ottobre la Provincia dell’Aquila aveva avviato i lavori di ripristino del versante di frana con la costruzione di un muro di sostegno del corpo stradale in corrispondenza del km 2+050 della SP 17 Bis – Dir. Pescina scalo. Completamento dell’opera in corso mediante l’asfaltatura della carreggiata stradale e la sistemazione di altri tratti ammalorati nei quali l’infiltrazione delle acque superficiali potrebbe generare ulteriori cedimenti. Il 24 gennaio 2015, a seguito delle intense piogge, fu interessato da un movimento franoso che provocò il cedimento di una parte consistente della carreggiata stradale, proprio in prossimità del casello autostradale. La Provincia dell’Aquila alla luce di questo evento emise un’Ordinanza di limitazione al traffico e, d’intesa con il Comune di Pescina, chiese alla Regione Abruzzo un sostegno finanziario per un rapido intervento. Finanziamento successivamente accordato, grazie ad un’iniziativa consiliare del Consigliere Maurizio Di Nicola. Dopo le indagini strumentali, necessarie a capire il tipo di intervento necessario a superare la difficoltà ed i lavori funzionali all’allargamento della sede stradale per evitare il senso unico alternato, . “Ovviamente non è tutto – dichiara il Consigliere provinciale Alfonsino Scamolla. – insieme al Presidente Angelo Caruso ed al collega Gianluca Alfonsi all’interno del Piano della viabilità, recentemente approvato, abbiamo stanziato le risorse finanziarie necessarie a superare le ulteriori criticità rilevate sulla SP 17 Bis, al fine di rendere più sicura questa importante direttrice che collega la Valle del Giovenco al casello autostradale. In tale direzione – conclude Scamolla – la Provincia sta lavorando per avviare, nel minor tempo possibile, i lavori e, finalmente, revocare l’Ordinanza di sospensione al traffico pesante che sta causando non pochi problemi ad imprese ed autotrasportatori”.

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Provincia

Dalla Provincia 440mila euro per il Ponte Giovenco, approvata mozione per pendolari Tiburtina

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Provincia – Il Consiglio Provincia dell’Aquila ha stanziato i fondi per lavori del ponte fiume sul Giovenco e ha approvato la mozione a tutela dei pendolari della stazione Tiburtina. L’assemblea si è riunita oggi, nella sede di Via Monte Cagno. Approvata ad unanimità una variazione di bilancio per un importo di euro 440.000, per consentire l’esecuzione dei lavori urgenti programmati per la messa in sicurezza della strada al km 24+400 della SP 17 “del Parco Nazionale d’Abruzzo”, in corrispondenza del ponte sul fiume Giovenco. Il finanziamento è finalizzato alla riapertura a breve del ponte, seppur con una limitazione dei carichi, la cui entità sarà definita dalla progettazione esecutiva. L’intervento si articolerà in varie fasi, precedute dal completamento delle lavorazioni relative alla bonifica dagli ordigni bellici, il completamento delle indagini geologiche, la realizzazione di una pista di accesso e opere provvisionali per la sicurezza del cantiere. Superata la predetta fase, si progetterà la sistemazione definitiva del ponte, con la sistemazione della parte sovrastante, con stanziamenti di ulteriori di risorse nel bilancio 2019. Il presidente Angelo Caruso, unitamente ai consiglieri Gianluca Alfonsi e Alfonsino Scamolla che hanno posto costante attenzione alla problematica, esprime grande soddisfazione per essere riuscito a definire la soluzione al problema, grazie all’attività del settore viabilità, ringraziando in primis il dirigente Nicolino D’Amico e la funzionaria Angela Ghizzoni. Il Consiglio Provinciale ha approvato inoltre ad unanimità una mozione proposta dai consiglieri Alfonsino Scamolla Gianluca Alfonsi, al fine di tutelare i numerosi pendolari del territorio provinciale, con la quale si chiede un confronto urgente con la Giunta Capitolina e la Regione Lazio al fine di evitare lo spostamento dello scalo mezzi pubblici dalla stazione Tuburtina alla zona Anagnina.

 

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Abruzzo

Turisti d’inverno nei parchi d’Abruzzo, arriva il “Pullman dei Parchi”

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Pescasseroli – Domani sabato 17 novembre, alle ore 10.30, nella sede del PNALM a Pescasseroli, è convocata una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’iniziativa dei “Pullman dei Parchi” per la stagione turistica invernale. La corsa sperimentale di collegamento diretto Roma – PNALM, con prosecuzione verso alcuni centri del Parco Nazionale della Majella, è stata accolta con favore dal mercato e i dati registrati nel periodo estivo hanno rilevato una costante crescita dei fruitori del servizio, fino ad esaurire i posti disponibili in alcune giornate. “Tenuto conto di questi risultati, di concerto con Abruzzobus – Sangritana S.p.A, vi è la volontà di garantire continuità a questa corsa anche per la stagione turistica invernale, al fine di elevare la qualità di accesso alle offerte turistiche di questi territori, che rappresentano un prezioso patrimonio per l’intero Abruzzo” spiega il consigliere delegato ai trasporti Maurizio Di Nicola. Alla conferenza stampa prenderanno parte il  Presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, il consigliere delegato ai trasporti, Maurizio Di Nicola, il Presidente della Comunità del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Antonio Di Santo, e l’Amministratore Unico di Abruzzobus – Sangritana S.p.A, Pasquale di Nardo. Sono stati invitati a partecipare i sindaci dei comuni di Celano, Pescina, Ortona dei Marsi, Bisegna Gioia dei Marsi, Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Scanno, Civitella Alfedena, Barrea, Alfedena, Scontrone, Castel Di Sangro, Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo, il Presidente del Parco Nazionale della Majella e  il Commissario del Parco Regionale Sirente-Velino.

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Abruzzo

Piano neve e lotta al dissesto idrogeologico, Di Nicola deposita la legge

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Regione – Il consigliere regionale Maurizio Di Nicola ha depositatati la Legge Piano neve e lotta al dissesto idrogeologico. “Tenuto conto dell’orografia della nostra regione e l’intensificarsi dei fenomeni nevosi negli ultimi anni, ho depositato un progetto di Legge per assicurare un supporto finanziario alle Province abruzzesi per l’attuazione del piano neve, con lo scopo di contribuire a mitigare i rischi connessi a questi fenomeni metereologici sempre più estremi – ha dichiarato Di Nicola – Non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno alle Province. Dal 2014, infatti, la Regione ha già erogato in favore delle Province € 1,6 mln, a cui spero potranno aggiungersi quelli relativi a questo provvedimento per l’annualità 2018/2019, avente una dotazione finanziaria di € 400.000,00. Accanto a ciò – continua – nella proposta di Legge che verrà esaminata nelle prossime commissioni, in qualità di Presidente della Commissione Bilancio, ho inserito anche l’autorizzazione alla spesa di oltre € 1,7 mln per fronteggiare i fenomeni di dissesto presenti in Abruzzo e, in particolar modo, per offrire una risposta alle tante richieste d’intervento acquisite dal Dipartimento. Auspico conclude –  che, almeno su questi temi d’interesse generale e assolutamente urgenti, non prevalga la contrapposizione di parte, così come avvenuto quest’oggi, e che il Consiglio regionale d’Abruzzo, con votazione unanime, approvi questa proposta di Legge“.

 

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Abruzzo

L’ambasciatore russo presso la Santa Sede all’Emiciclo per l’inaugurazione della mostra “Il ritratto di San Pietroburgo

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Regione – L’ambasciatore della Federazione Russa presso la Santa Sede, Alexander Avdeev, ha incontrato questa mattina il Presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica “Il ritratto di San Pietroburgo”. L’iniziativa, promossa dall’associazione “Il ritratto di San Pietroburgo”. e dall’Assemblea regionale con il patrocinio di Comune e Provincia dell’Aquila, è stata lo spunto per ricordare l’aiuto che i russi hanno offerto al capoluogo abruzzese a seguito del sisma del 2009 e dare impulso a nuovi scambi di tipo culturale. “Questa mostra – ha dichiarato Di Pangrazio da continuità al percorso di collaborazione tra Abruzzo e Federazione Russa.  Non dimentichiamo la grande solidarietà dimostrata all’indomani del terremoto attraverso un prezioso sostegno per il restauro di Palazzo Ardinghelli e della Chiesa di San Gregorio Magno all’Aquila. Oggi continuiamo a costruire relazioni solide attraverso lo scambio culturale con particolare riferimento alla musica e all’arte espressiva”. Il fotografo russo Anton Ovcharov, autore degli scatti di San Pietroburgo insieme al collega Serghej Bogomiako, ha inaugurato l’esposizione affianco al Presidente Di Pangrazio, al sindaco Biondi e al questore dell’Aquila D’Anna. “Queste foto – ha detto l’ambasciatore Avdeev mostrano le bellezze di San Pietroburgo e non è difficile notare nell’architettura di alcuni luoghi lo stile italiano. Mosca e San Pietroburgo, infatti, devono molto ad architetti italiani che hanno contribuito con la loro opera a fare da ponte tra le nostre culture”. Gli scatti resteranno esposti nella navata di Palazzo dell’Emiciclo da oggi fino al 10 dicembre 2018.

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