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Università di Avezzano, Marinucci: “Urge investire per evitare la sconfitta”

“In città abbiamo urgente bisogno di investimenti concreti per migliorare la precaria condizione degli universitari iscritti a corsi di laurea con sede ad Avezzano”. Lo rende noto Felice Marinucci, dirigente di Azione Universitaria e studente universitario. “La causa principale – spiega Marinucci – è stata la mancanza di strutture idonee, che hanno ridimensionato il polo di Giurisprudenza e i corsi di laurea sanitari, che fino a qualche tempo fa rappresentavano un fiore all’occhiello della città, in grado di attrarre iscritti provenienti anche da fuori regione, mentre oggi assistiamo al calo degli iscritti e a continui trasferimenti in altre sedi e città. Una maggiore collaborazione tra amministrazione e ateneo aiuterebbe a lavorare tutti insieme per il benessere della città, dell’ateneo e soprattutto degli studenti. Se così non sarà, il rischio è che tra qualche anno della presenza dell’Università nel nostro territorio non resterà che il vago ricordo di un’opportunità persa”.

“Ho troppo a cuore la mia città per accettare una sconfitta del genere – continua il dirigente di Azione Universitaria – la Marsica e Avezzano, suo capoluogo, sono crocevia di molti territori limitrofi che ci guardano come punto di riferimento. Nella mia visione di città universitaria credo che la soluzione migliore sarebbe quella di creare un polo unico dei corsi di studio presenti ad Avezzano nel quale concentrare tutti i servizi per gli studenti. Solo in questo modo sarà possibile invogliare gli atenei ad investire sulla città e incrementare le iscrizioni nei nostri corsi. Ad oggi, invece, si evidenziano forti criticità nella gestione degli spazi riservati, se non la totale assenza di aule studio efficienti. Basti citare la biblioteca, che presenta orari limitati durante la giornata quando invece si potrebbe pensare anche ad un’apertura serale come fanno in altre realtà. L’intera struttura andrebbe riqualificata per renderla veramente adatta allo studio. Valorizzando questi beni preziosi e mettendo a disposizione degli studenti le eccellenze cittadine – conclude Marinucci – non soltanto potremmo arrestare la fuga degli studenti e dell’università, ma dare vita a una città universitaria competitiva con le altre realtà abruzzesi e non solo”.

 

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