Italia

Unioni civili: sì al modello tedesco

Si chiama Civil partnership, anzi per l’esattezza in tedesco Eingetragene Lebenspartnerschaft, l’istituto giuridico della convivenza stabilito in Germania da una legge datata 16 febbraio 2001, ed entrata in vigore ad agosto dello stesso anno. Secondo il “modello tedesco”, dal quale sembra che il governo Renzi voglia attingere per una legge italiana sulle nozze gay, due persone intenzionate a dar vita a una convivenza stabile, lo dichiarano «reciprocamente, personalmente e contemporaneamente» davanti ad un ufficiale di stato civile. Tra l’altro le unioni civili in Germania sono ammesse soltanto per le coppie omosessuali, perché le coppie etero sono invece “coppie di fatto”. I conviventi gay possono scegliere, se vogliono, un cognome comune e assumono obblighi di assistenza e sostegno reciproco che persistono anche dopo un’eventuale separazione. Alla coppia vengono riconosciuti tutti i diritti contributivi e assistenziali previsti per il matrimonio: ciascun convivente può beneficiare ed essere inserito nell’assicurazione sulla malattia del compagno. L’equiparazione al matrimonio eterosessuale vale anche per i diritti di successione: al convivente che sopravvive alla morte del compagno/compagna viene assicurata la pensione di reversibilità, la continuità dell’eventuale contratto d’affitto, l’obbligo di soddisfare i debiti contratti dalla coppia. Inoltre, se uno dei due partner non è tedesco, ottiene il diritto di accesso alle pratiche per l’acquisizione della cittadinanza. Ad esempio, l’ex deputata Pd, l’avezzanese Paola Concia con il matrimonio con la compagna tedesca ha ottenuto la cittadinanza.

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top