Italia

Un italiano su 10 vive in povertà assoluta

Non solo l’austerità non funziona, ma aggrava la povertà e le disuguaglianze. A dirlo, stavolta, non è Syriza di Alexis Tsipras, ma un ente religioso come la Caritas europa. Dura la critica contenuta nel rapporto “Povertà e ineguaglianze in aumento”, che sembra redatto dall’economista del “Capitale nel XXI secolo” Thomas Piketty. Un accurato report degli anni della crisi visti dai 7 paesi dell’Unione europea dove il problema è più sentito: Cipro, Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo, Romania e, naturalmente, Italia. «Numerose situazioni di povertà o esclusione sociale sono state provocate o aggravate dalle politiche di austerity», attacca il network religioso nel rapporto. «I tagli nei servizi pubblici hanno pesato maggiormente sulla popolazione a rischio povertà», prosegue la Caritas. «Ci stiamo allontanando dagli obiettivi che la stessa Unione europea si era data nel 2010 – fa sapere Walter Nanni, a capo dell’unità ricerca di Caritas Italia – : entro il 2020, 20 milioni di poveri in meno. Se guardiamo i dati però gli indigenti sono aumentati da 118 a 123 milioni». Nei 7 paesi presi in esame dal rapporto la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è superiore alla media europea del 24,5% e raggiunge in Romania il picco del 40,5%. Un dato che dà la misura dell’orlo di una catastrofe che potrebbe riguardare più di un italiano su 4: il 28,4% della popolazione. Oltre 6 milioni di individui, nel nostro Paese, vivono già in povertà assoluta: il 9,9% della popolazione. L’Italia si segnala in positivo solo per il minor tasso di disoccupazione generale tra i fanalini di coda dell’Unione (il 12,2%), numero che resta comunque superiore alla media europea (10,8%).

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