Abruzzo

Un Convegno dà il via al nuovo Master sul “Processo civile telematico”

Oggi nell’Abbazia Celestiniana in località Badia di Sulmona, prende il via un Convegno che presenterà il nuovo master di primo livello su “Processo Civile Telematico e linguaggi giudiziari”, con tirocinio presso il Tribunale di Sulmona. Tale progetto nasce dalla sinergia tra l’Organismo Unitario dell’Avvocatura, l’Università dell’Aquila ed il Polo Universitario di Sulmona. E l’incontro odierno suggella la convenzione tra il mondo accademico e quello degli avvocati. Tra l’altro il convegno precede di pochi giorni l’entrata in vigore dell’obbligatorietà del deposito telematico di molti atti e documenti del processo civile.
Saranno presenti, inoltre, il sottosegretario Legnini all’Economia, il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, il vicepresidente della Provincia de L’Aquila Antonella Di Nino, le senatrici Paola Pelino e Stefania Pezzopane e il sindaco di Sulmona Giuseppe Ranalli.

Tra i relatori del convegno il presidente della Corte D’Appello de L’Aquila Stefano Schirò, il presidente del Tribunale di Sulmona Giorgio Di Benedetto, i presidenti emeriti Francesco Sabatini (Accademia della Crusca) e Floretta Rolleri (Fondazione Castel Capuano), i professori Maurizio Converso (informatica Giuridica, Università degli Studi Roma Tre), Emilio Tucci (informatica del diritto, Seconda Università di Napoli), Fabrizio Politi (ord. diritto Costituzionale, Università dell’Aquila), Fabrizio Marinelli (ord. diritto Privato, Università degli Studi dell’Aquila).
La scelta di Sulmona si spiega con i risultati ottenuti in un anno dal suo Tribunale: 1. riduzione dell’arretrato civile del 20% (doppio rispetto alla riduzione del 10% che avrebbe dato diritto agli incentivi economici previsti dalla legge 98/2011); 2. riduzione ad un anno della durata media dei procedimenti; 3. depositi telematici che rappresentano la metà di tutti quelli dell’intero distretto, nonostante un bacino di utenza di soli 70.000 residenti a fronte di un’utenza distrettuale di oltre 1.200.000 abitanti. Il tutto con scoperture del 40% dei magistrati e del 33% dei cancellieri.
A tali risultati si è pervenuti attraverso un mix di organizzazione e informatizzazione. In questo modo la piccola dimensione del Tribunale è stata sfruttata per farne un laboratorio di sperimentazione.
I Master consentiranno di apprendere sul campo la particolare metodologia operativa introdotta in tale Ufficio. L’auspicio è che questo Tribunale possa essere utilizzato come ufficio laboratorio di prima sperimentazione delle soluzioni informatiche suggerite dall’evoluzione tecnologica e normativa. Conservare in vita il Tribunale di Sulmona consentirebbe un concreto risparmio di spesa pubblica. La conferma è nei numeri.

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