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Un consorzio per Marsia… due sono troppi!

Chiamati in giudizio il Comune di Tagliacozzo ed il Consorzio Stradale di Marsia in una causa tra consorziati ed il Consorzio di Marsia.

Nuova escalation nella disputa ultradecennale tra Consorzio Stradale di Marsia e Comune di Tagliacozzo, da una parte, ed il Consorzio di Marsia, dall’altra.

Come è noto, da oltre dieci anni il Comune di Tagliacozzo ha assunto direttamente lo svolgimento di tutti i servizi nel comprensorio di Marsia, prima in gestione diretta, e poi, dal 2009, per mezzo del Consorzio Stradale di Marsia, con ciò esautorando il vecchio e, almeno in apparenza, ormai ex Consorzio di Marsia, costituito nei lontani anni ’60, per le stesse finalità, e destinato a cessare quando un qualsiasi altro Ente lo avesse sostituito.

Situazione che, appunto, si è determinata a seguito della costituzione del Consorzio Stradale di Marsia, su impulso del Comune di Tagliacozzo.

Sembrerebbe tutto chiaro e … invece no.

Il vecchio Consorzio di Marsia si oppone a tale soluzione, e, tuttavia, non può trascurarsi di rammentare che sia il TAR Abruzzo che, più recentemente, il Tribunale di Roma, hanno stabilito la piena legittimità del neo costituito Consorzio Stradale di Marsia e l’intervenuto scioglimento, sin dal 2009, del preesistente Consorzio di Marsia, inibendo espressamente agli amministratori di quest’ultimo il compimento di ogni ulteriore operazione.

Con tali Sentenze, sembrava che, una volta per tutte, fosse stato messo il punto definitivo sulla complessa ed annosa vicenda, che, sia detto, oltre che ritorcersi sulla gran massa degli ignari proprietari di case, che lì, a Marsia, avevano scelto di vivere giornate di relax nel ridente paesaggio della Montagna, e non di certo essere oggetto di traversie inenarrabili, ha finito per estromettere Marsia – si spera non definitivamente – dal novero delle località turistiche montane, relegandola, purtroppo, al ruolo di località semi abbandonata, con danno incommensurabile per lo stesso turismo della Marsica.

Sembrava, ma, ancora una volta … neanche per idea.

Il Consorzio di Marsia, o ex Consorzio di Marsia (come molti lo chiamano), come prima e più di prima … continua a rivendicare le sue prerogative in virtù di un atto o patto associativo risalente a 50 anni orsono, che, secondo quanto appare, non ha mai avuto il suo naturale epilogo nella realizzazione delle opere e degli interventi che ne rappresentavano la sua stessa ragion d’essere.

Così, nonostante l’inibitoria stabilita dal Tribunale di Roma, il vecchio Consorzio continua a pretendere la corresponsione di “contributi”, di importo anche rilevante, da parte dei proprietari di case ricadenti nel comprensorio … “turistico”, laddove l’espressione “turistico” sembra quasi simboleggiare, ormai, solo una forma di … impensabile ironia.

Questi ultimi, responsabili solo di possedere a Marsia una casa – il cui valore, tra l’altro, decresce vistosamente – e, fatti oggetto di pretese ed attenzioni particolari da parte dell’ex Consorzio di Marsia, ritengono tali pretese del tutto infondate, dato che una Sentenza ha stabilito e confermato, inequivocabilmente, il già intervenuto scioglimento, sin dal 2009, e, di conseguenza, si oppongono nelle sedi giudiziarie ai decreti ingiuntivi che, copiosamente, sono loro notificati.

Di qui, centinaia di giudizi pendenti, soprattutto presso il Tribunale di Roma, ove il vecchio Consorzio di Marsia aveva la sede legale, con esiti spesso contrastanti, data la grande difficoltà, anche da parte del Giudice più accorto, di percepire lo stato dell’arte, o, almeno, quella che spesso viene definita verità giuridica.

Una situazione in verità paradossale come hanno tenuto a puntualizzare il Presidente del Consorzio Stradale, Carlo Sgandurra, nonché lo stesso Sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, con un circostanziato esposto indirizzato al Presidente del Tribunale di Roma.

Ora la disputa, che pone seri interrogativi sulla stessa funzionalità della Giustizia, sembra essersi avviata verso una nuova fase contenziosa, con la chiamata in causa del Comune di Tagliacozzo e del Consorzio Stradale di Marsia da parte di “consorziati”, assistiti dagli Avvocati Giunio ed Andrea Rizzelli, che fondatamente si pongono l’obiettivo di coinvolgere nel processo tutte le parti interessate al fine di far stabilire, dallo stesso Tribunale di Roma che ha riconosciuto l’intervenuto scioglimento del vecchio Consorzio, a chi realmente debbano essere corrisposti i contributi relativi ai servizi svolti sul Territorio di Marsia, agli uni o agli altri, o, magari perché no, ad altri ancora. Purché sia il giudice, lo stesso giudice, a stabilirlo inequivocabilmente e si spera in piena coerenza giuridica.

Questo sembra il percorso giuridicamente più opportuno in vista di una soluzione chiara, univoca e, se possibile, definitiva, dato che la situazione che è dato riscontrare appare, per molti profili, ben lontana da qualsiasi sia pur minimale, necessaria ragionevolezza.

Senonché, è un fatto che il Consorzio, o ex Consorzio di Marsia, si oppone a questa chiamata in causa, semplicemente perché, dice, il Comune di Tagliacozzo sarebbe parte estranea al giudizio, nel mentre, da parte sua, il Presidente del Consorzio Stradale – il Dott. Carlo Sgandurra –  sarebbe consorziato moroso e pertanto incompatibile.   … Con quel che ne consegue … sembra voler dire !

11 Comments

11 Comments

  1. Mara

    1 marzo 2014 at 0:43

    Anche i proprietari dei terreni devono pagare all’ex Consorzio di Marsia una quota annua di circa 1.600,00 euro! Per cosa? Spalamento neve, vigilanza ecc.
    Questa vergogna deve finire!!!
    Scrivete più spesso di questi problemi affinché qualche magistrato si svegli e ponga fine a questi soprusi !!!!!!!

  2. luca morante

    1 marzo 2014 at 11:00

    continuano, anche in questi ultimi giorni , ad arrivare richieste di FANTOMATICHE,quote inevase da parte dei proprietari nei riguardi dell’ex Consorzio di Marsia .Non ne possiamo più!!! Purtroppo per noi , ma per loro fortuna, Marsia ci piace anche così ( con la speranza è che torni a essere quella che era ). Visto che anche grazie agli articoli come il vostro,alla presenza del comune di Tagliacozzo e all’attivismo di numerosi proprietari di Marsia siamo riusciti a uscire dall’anonimato,io credo che riusciremo presto a vedere un pò di luce in fondo al tunnel. grazie a tutti

    • Ignazio Accettura

      2 marzo 2014 at 21:45

      I commenti che precedono sintetizzano perfettamente la situazione paradossale di MARSIA.
      Dice Mara: Questa vergogna deve finire!!!
      E, di rimando, Luca Morante: Non ne possiamo più!!!
      Hanno entrambi pienamente ragione. Allora bisogna rafforzare l’impegno di tutti affinché il tutto cambi in meglio nel più breve termine possibile!
      Con la collaborazione, lo scambio di idee, il necessario coordinamento, e, come dicevo, l’impegno di tutti.
      Perché, essere indifferenti o rassegnati, o anche solo silenti, in questo momento, credetemi non giova a nessuno!
      Per questo più che giusta è l’idea di chiedere il coinvolgimento, e la … chiamata in causa del Comune di Tagliacozzo e del Consorzio Stradale di Marsia, unici enti legittimati ad operare sul Territorio di Marsia, affinché con il loro intervento la verità possa risultare ancora più … vera!
      Quindi pieno consenso per l’articolo di MarsicaNews e, anche se parliamo di montagna … Avanti Tutta e … Partecipiamo TUTTI !

  3. Irene Ianiro

    1 marzo 2014 at 17:45

    Grazie prima di tutto di aver scritto questo articolo, che riporta in maniera assolutamente FEDELE quanto accade ormai da decenni a MARSIA, splendida località nella piu’ grande faggeta d’Europa, a poco piu’ di un’ora di strada da ROMA, e proprio per questo ambita da molti, prima della decadenza attuale!!!

    A parte le conseguenze sui proprietari come me di case e terreni, e a parte la disperazione di coloro che non sanno piu’ come uscire fuori da questa situazione, perche’ neppure regalandola una casa a Marsia si riesce a darla via, teniamo anche presente le conseguenze nefaste che la rovina di Marsia porta a tutto il territorio circostante – Roccacerro, il paesino a 3 soli km da Marsia, è praticamente morto e deserto…..Tagliacozzo ha avuto un notevole decremento della propria importanza turistica proprio a seguito della decadenza di Marsia, insomma una rovina e conseguente decadenza anche per tutte le località vicine.

    E’ una vera indecenza che in Italia si possa tenere in scacco la giustizia, vessare centinaia di persone, impoverire un intero territorio senza che si riesca a perseguire i colpevoli di questa situazione in alcun modo.

  4. GUIDO MOROSI

    2 marzo 2014 at 10:30

    Complimenti, non solo per la partecipazione attiva ad un problema turistico e di sviluppo della Marsica, ma anche per la chiarezza e completezza sia della descrizione dei precedenti (condotta anche con una certa leggerezza ed ironia che non guasta mai) sia della conclusione, diciamo così giuridica.
    Manderò il link a questo articolo ai miei compagni di passeggiate (una bella la ho descritta in http://www.marsiaverde2010.webs.com. Dovrebbe bastare cliccare sul seguente link
    http://marsiaverde2010.webs.com/ilsentierodellavolpe.htm
    ma, trattandosi di un documento vecchio,non garantisco e forse sarà meglio copiare il link ed incollarlo al browser………….e se avete problemi chiedetemelo!
    Grazie ancora
    Guido MOROSI
    ps: VA DA SE CHE RINNOVERò L’ASSOCIAZIONE ALLA VOSTRA MAILING O NEWS LETTER!

    • GUIDO MOROSI

      2 marzo 2014 at 10:31

      Grazie dell’assicurazione di ricevimento: siete assai efficenti!

  5. SALVATORE COLIMEGNO

    2 marzo 2014 at 18:14

    LETTERA APERTA
    Sono Salvatore Colimegno e porto a conoscenza di tutti la mia situazione, che credo sia simile a quella di tanti altri proprietari di Marsia.
    Posseggo un lotto di terreno di mq.1.020, in località Marsia, dal 29/10/1979.
    La mia situazione consortile è la seguente:
    Ho versato Dal 1980 al 2012 al CONZORZIO DI MARSIA le seguenti somme
    1. QUOTE ORDINARIE per il periodo 1980 / 2012 EURO 12.815;
    2. RETE IDRICA anni 1983/84/85/86/87-1994 EURO 1.037;
    3. PIANO PARTICOLAREGGIATO 198 EURO 184;
    4. FONDO DI RISERVA anno 1990, per assolvere temporaneamente debiti regressi, MAI RESTITUITO EURO 446;
    Per un totale documentato di EURO 14.483.
    Nonostante questo elevato esborso di denaro, l’attività del Consorzio di Marsia, in tutti questi anni, si è rilevata inconcludente non portando risultati positivi, anzi ha portato al degrado, il valore degli immobili è andato scemando con il passare del tempo e in modo particolare quello dei terreni rimasti sempre inedificabili e quindi inutilizzati perdendo ogni valore commerciale.
    Si sottolinea che le decisioni del Consorzio vengono prese da poche persone, il presidente e i delegati, essendo state abolite da moltissimi anni le assemblee generali e quindi la partecipazione attiva dei consorziati che vengono chiamati in causa per il solo pagamento delle quote consortili.
    Finalmente il Tribunale di Roma con sentenza n° 16929 del 10/09/2012 ha proclamato lo scioglimento del Consorzio di Marsia dall’anno 2009 e inibisce agli amministratori del disciolto Consorzio il compimento di nuove operazioni.
    Nonostante questo, a tutt’oggi l’ormai Ex Consorzio di Marsia, nella persona del suo presidente Sandro Fiocco, continua nelle richieste fortemente intimidatorie del pagamento delle quote consortili.
    Queste richieste vengono rafforzate dall’intenzione del Presidente di ricorrere in Corte di Appello contro la sentenza di scioglimento del Consorzio di Marsia, insieme alla s.r.l. MONTANA NUOVA il cui Amministratore Unico è Luciano FIOCCO, padre di Sandro Fiocco, Presidente del disciolto Consorzio di Marsia.
    Per poter annullare la sentenza di primo grado è stato cambiato lo statuto del Consorzio proprio all’art. 2, in base al quale è stato dichiarato lo scioglimento, con una Assemblea Generale in cui io non sono stato convocato e di cui non sono stato portato a conoscenza pur essendo all’epoca in regola con i versamenti, nonostante gli Amministratori fossero stati inibiti al compiere qualsiasi atto dalla sentenza di primo grado impugnata.
    Rinunciare ad una entrata così cospicua di milioni di euro, è molto difficile e si può anche rischiare qualche condanna penale…
    Quindi tutto questo certamente non per il bene di Marsia, ma solo per far cassa continuando a sfruttare i poveri consorziati, specialmente i proprietari di terreni che non hanno nessun beneficio, ma solo amarezza che porta ad odiare una località così bella e affascinante.
    Distinti saluti
    Salvatore Colimegno

  6. Elissandrini Maurizio

    3 marzo 2014 at 18:48

    E’ veramente scandaloso quello che accade sul territorio di Marsia-Tagliacozzo e quello che è più grave che il tutto ,fotografato molto bene dall’articolo, si prolunga oramai da oltre un decennio.Noi residenti abbiamo fatto il possibile e anche l’impossibile per un chiarimento definitivo della situazione, l’abbiamo fatto rispettando e in stretto contatto con le istituzioni locali e anche Regionali ma purtroppo ancora non se ne esce.Oggi l’unico interlocutore che risponde sul terreno dei servizi è:il Consorzio Stradale di Marsia, del quale fa parte a pieno titolo(con il 50% delle quote)i Comune di Tagliacozzo. E’ questo lo strumento che liberamente si sono dati(a stragrandissima maggioranza) i consorsiati da moltissimo tempo e al quale pagano regolarmente le quote per i servizi. Raccolta rifiuti all’Amministrazione+tasse sulla Casa e al Consorzio Stradale la spalatura neve,la manutenzione delle strade e dell’impianto di iiluminazione. Il vecchio consorzio nella pratica non esiste, non fornisce più nulla da anni e nonostante ancora pretende, a volte il Tribunale di Roma concede qualche decreto ingiuntivo????!!!! Non ci sono più parole e tutto nonostante lo stesso Tribunale abbia
    riconosciuto le nostre richieste di scioglimento, in primo grado di giudizio con l’obbligo di diniego ad operare su quel territorio. Noi di più non possiamo fare, io credo che a questo punto debbano entrare in campo le Istituzioni con ancora più decisione.

  7. Iberio Michieli

    4 marzo 2014 at 17:18

    Ringrazio anch’io coloro che ci hanno dato la possibilità di utilizzare Marsica News per allargare il più possibile la cerchia dei lettori al fine di sensibilizzarli su uno scandalo che dura da quando portavo i pantaloncini corti ed avevo moltissimi capelli. Scherzi a parte, credo che noi Proprietari dobbiamo avere il coraggio di organizzare un’azione veramente plateale e gridare allo scandalo. Viviamo in un mondo dove solo se fai notizia sarai ascoltato, e questa notizia dobbiamo portarla in primo piano, non solo a mezzo stampa (che ringrazio ancora), ma anche a mezzo web, tv e tutto quello che stiamo conoscendo come cassa di risonanza. Qui non si tratta più di una questione di diritto (abbiamo ragione piena) ma di malcostume procedurale giuridico. Quanti Giudici oltrepassano il limite dell’ovvio quando leggono le motivazioni ridicole e scontate proposte dall’ex consorzio in sede di decreto ingiuntivo ? POCHISSIMI !!!
    Credo che noi “diversamente giovani” dovremmo veramente “fare casino” (oggi si chiama flashmob) e richiamare l’attenzione di chi (striscia, report,…) sa fare questo mestiere, senza cadere nella facile trappola della calunnia. I fatti sono chiari ed inequivocabili: i fatti ci danno ragione, dobbiamo solo fare in modo che questa RAGIONE sia sotto l’occhio di tutti!

  8. dante renzetti

    6 marzo 2014 at 10:34

    Ci sono molti condomini, che devono pagare rette molto elevate, insieme ad altri pagamenti..tipo..IMU..TARSU…API..che sommandosi, comportano un elevato esborso economico e non tutti se lo possono permettere.
    E, ma già, noi siamo considerati dei ricchi signori romani, non dei cittadini che pagano le tasse e, credo,abbiano diritto di avere dei servizi elementari ,tipo.. Trasporti.. pulizia.. decoro.. decenza.. collegamenti ADSL..rete urbanistica, cose che a Marsia non esistono.
    Ho perso la causa con il vecchio consorzio, anzi con l’unico consorzio, ancora riconosciuto legalmente, visto che vince le cause. E vorrei sapere, chi mi rimborserà i pagamenti fatti anticipatamente, dal 2000 al 2007 al comune di Tagliacozzo e l’ A.S. di Roccacerro e l’API, visto che, come risulta dalla sentenza, questi servizi li ha forniti il Consorzio di Marsia ???
    Questa è la realtà che si vive a Marsia dove un “Moroso” e “Moroso” è inteso in senso veneziano, cioè di colui che è innamorato, come chiede giustamente il sindaco di Tagliacozzo, innamorato di una donna, tale Marsia, che mi tradisce, ma io continuo ad essere follemente innamorato e mi accontento dei suoi tramonti, delle sue praterie, le sue valli, i suoi licheni, le muffe, i silenzi..ma lei continua a tradirmi, prima con un certo fiocco e adesso con altri soggetti che la vogliono solo sfruttare, mentre lei si sta invecchiando…e vi prego, non me la fate odiare e lasciatemela così…semplice..senza trucco…e rispettatela.

    il resto sono solo chiacchiere e se siamo arrivati a questo punto è giusto che ognuno si faccia un esame di coscienza e mi riferisco agli enti locali…comune di tagliacozzo e amministrazione separata di roccacerro…e consorzi vari..e noi paghiamo….

  9. Guido Merolla

    6 marzo 2014 at 11:28

    Nonostante la costituzione del Consorzio Stradale di Marsia disposta con delibera del Consiglio Comunale n. 27 del 25-9-2009 ed ricorso avverso tale decisione presso il TAR sia stato respinto come è stato respinto la richiesta di sospensione di efficacia richiesta al Consiglio di Stato dall’ex Consorzio di Marsia, ed inoltre e ben ultima tra tante sentenze la sentenza n. 42999/13 del 10-11-13 depositata il 6-12-13 del Giudice di Pace Dr. Andreozzi che, richiamando le sentenza n.16929/2012 che dichiarò lo scioglimento del Consorzio di Marsia a decorrere dal 2009, con divieto agli amministratori di compiere nuove operazioni, questa “consorzio” continua a richiedere pagamenti di importi elevatissimi partendo dagli ultimi pagamenti avvenuti in date oramai remote, applicando interessi vessatori.Nel reclamare tali cifre ignorano gli atti respinti dai vari giudizi, o sospesi in attesa delle decisioni penali che il Tribunale ha in corso contro detti amministratori per truffa.
    Così si opera, per un illecito arricchimento personale, distruggendo una località che avrebbe avuto una notevole rilevanza dal punto di vista turistico-alberghiero per le varie attività che potevano essere promosse anche per operazioni a carattere sportivo

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