Italia

Ucciso con crudeltà da sua madre

Dopo due interrogatori fiume in ventiquattro ore, tredici ore davanti ai magistrati con la sua ricostruzione fatta a pezzi dagli investigatori, Veronica Panarello non cede, non fa alcuna ammissione. E continua a urlare la propria innocenza, a respingere ogni accusa: «Non ho ucciso Loris, lui era il mio bambino» ripete la giovane mamma lunedì nella lunghissima audizione in procura, quando viene ascoltata ancora come persona informata dei fatti, e poi di nuovo, ieri, quando viene interrogata per cinque ore in questura, da indagata, assistita dal suo avvocato. «Io collaboro, collaboro, ma non ho ucciso mio figlio» dice scoppiando in lacrime mentre viene condotta in carcere. Ma per i pm di Ragusa, il procuratore capo Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota, che coordinano le indagini, è lei l’assassina del piccolo Andrea Loris Stival, il suo primogenito, ucciso a otto anni e gettato in un canale di scolo a pochi chilometri da casa sabato 29 novembre, in una mattina in cui avrebbe dovuto essere a scuola.

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