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Troppa grazia Sant’Antonio!

Il titolo, più che un omaggio al santo che più caratterizza la nostra zona e i suoi mille riti paesani, rimanda invece a quanto è stato nella settimana appena trascorsa e mi spiego.

Il nostro circondario generalmente non brilla per spunti giornalistici e sfangarla settimanalmente diventa dura, ma invece in questi sette giorni ne è stata messa di carne sul fuoco!!! Tre argomenti tre che andrebbero trattati tutti insieme oppure spalmati su tre uscite, nella speranza che l’attualità non se li porti via.

Opterò comunque per questa ultima soluzione e anzi, entro immediatamente nel merito; un’agenzia regionale porta avanti un’inchiesta e poi al tirar delle somme si accorge che c’è chi rema contro.

Si parla, ovviamente, di incidenza di tumori e di quanto la notizia desse e dia fastidio in ambito regionale. Talmente tanto da provare ad insabbiarla. Poi però un pugno di addetti ai lavori ne vengono a conoscenza, la riprendono, ne parlano, estrapolano qualche dato e qui arrivo io.

Primo fra tutti, in zona, a pubblicare questo studio, ho provato ad arricchirlo di contenuti tagliati sulla realtà locale. Sì insomma, considerazioni aggiuntive che facessero parlare una cartina che, in realtà, dice già molto solo a guardarla. Chiazze di dolore sparse sulla nostra regione, senza apparente costrutto, se non dei piccoli agglomerati industriali a fare da fil rouge nei quattro angoli della regione.

E poi invece c’è una zona quasi intera che è in mano ai tumori. Come mai? Da quando?

Procediamo per ordine; voci in tal senso girano ormai da anni e di dati ce n’erano già, ma la problematica non fa il salto di qualità perchè non c’è chi ne parla, figuriamoci poi se qualcuno può arrivare a metterci mano!

Morale della favola; la notizia, sia pur a fatica, è scappata e si è intrufolata in Abruzzo e nel resto d’Italia, nel giro di qualche giorno. Poi però accendi la tv e scopri che da quel po’ po’ di malloppone di roba hanno tirato fuori l’emergenza Bussi.

Sì, quella della Solvay.

Bussi, Popoli, avete presente? 2718 abitanti mi informa Wikipedia; e tanto di cappello per tutti i 2718 abitanti, ma la nostra chiazza di arancione-marroncino riguarda almeno 100 mila persone… e  voi di cosa mi andate a parlare?

Delle due, una; o in Abruzzo non ci si fila proprio nessuno (forse perché non siamo bravi noi a farci rispettare?) oppure dietro c’è qualcosa di talmente grande che spinge chi comanda a provare a spostare l’attenzione sul pesce piccolo perché non è possibile cucinare il pesce grosso.

Siamo andati troppo in là e non è più possibile tornare indietro? Forse l’unica alternativa indicibile è la desertificazione economica del territorio? O invece nella nostra regione serve un tubo di scarico, una fogna a cielo aperto, un capro espiatorio, una valvola di sfogo per le mancanze altrui e siamo noi quelli là?

In uno dei prossimi editoriali proveremo ad entrare maggiormente nel merito.

VALE

Luca DJ Di Giampietro

2 Comments

2 Comments

  1. giuseppe pantaleo

    27 gennaio 2014 at 10:20

    Faccio i miei complimenti, per il taglio sobrio sul pastrocchio del documento Asr – a differenza delle altre testate locali. Non ho letto interviste né agli autori (quattro) del dossier né a chi ha commissionato lo studio, nei social del posto a fronte della quantità d’informazione prodotta. E’ saggio evitare la produzione e il contatto degli innumerevoli contaminanti con terra, acqua e aria, di là della percentuale (bassissima, così-così, da gesto apotropaico) di tumori che essi provocano, dalle nostre parti.

  2. andrea

    27 gennaio 2014 at 12:00

    Un bel editoriale sobrio quanto preoccupante…soprattutto il punto in cui si dice che siamo diventati il tubo di scarico della regione…valutazione troppo catastrofica???non credo!!!!

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