Politica

Trasporto locale, Coerenza & Coesione dice No al disegno costa-centrico della Regione

“Abbiamo appreso che i sindacati, ai quali “Coerenza & Coesione” aveva offerto sostegno nella lotta a tutela del trasporto locale, hanno puntato il dito anche contro la “politica territoriale locale”, ritenendola corresponsabile, insieme ai consiglieri regionali marsicani, di un interessamento finalizzato solo alla visibilità elettorale, con impegni sterili che hanno lasciato immutato il processo di riforma del Tpl”. È quanto dichiara in una nota l’associazione “Coerenza & Coesione” (nata da circa un mese per contrastare lo squilibrio territoriale tra costa, aree interne e realtà rurali) in occasione della riunione per il riordino del trasporto pubblico locale avvenuta ad Avezzano, dove il sottosegretario della presidenza della giunta regionale, Camillo D’Alessandro, ha incontrato le Rsa della sede ex Arpa di Avezzano, il territorio più penalizzato dalla bozza di piano industriale della nuova società unica di trasporto Tua.

“Come emerso nel corso dell’incontro – spiega C&C – nella tabella denominata “Eliminazione sovrapposizioni con il servizio ferroviario” è l’intera provincia di L’Aquila la vittima sacrificale del piano di riorganizzazione: più del 50% dei Km recuperati (700.000 su circa 1.340.000) è situato nelle aree interne della circoscrizione aquilana. Per portare avanti la battaglia contro il disegno ‘costa-centrico’ del governo regionale – continua C&C – è necessario riorganizzare il trasporto pubblico locale strizzando l’occhio alla spending review, ma non può essere sempre e solo l’area interna a sostenerne tutto il peso, considerando che le linee dell’alta velocità della rete Ten-T, vanto del presidente Luciano D’Alfonso, non passeranno di certo all’ombra del Velino”.

“All’indomani del mancato vertice regione-sindacati promesso da D’Alfonso, è necessario riaffermare la nostra volontà di combattere – sottolinea il presidente dell’associazione e sindaco di Tagliacozzo Maurizio Di Marco Testa – anche al fianco dei sindacati, per ribadire che l’Abruzzo è uno e tale deve rimanere, basta con la dicotomia tra abruzzesi e territori di serie A e di serie B”.

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